Stai con la persona sbagliata? Come capire se siete incompatibili

Gli amori difficili sono caratterizzati da una grande intensità emotiva che manca di solito nelle relazioni più normali.
Per questa ragione, anche se il rapporto procura più sofferenza che gioia, chi ne è coinvolto non riesce ( e spesso non vuole) rinunciare a quello che considera un grande amore.
Come capire allora se le difficoltà che si sta vivendo con il proprio partner fanno parte delle inevitabili  problematiche di coppia (che non risparmiano neppure le coppie più affiatate)oppure sono il segnale che stiamo vivendo un rapporto dannoso per il nostro benessere psicologico?
La risposta è che gli amori patologici hanno delle caratteristiche ben precise che li differenziano dagli amori più “sani”.
Le caratteristiche dei rapporti patologici

Il rapporto fa soffrire
La sofferenza che si prova nella relazione è il primo indice che qualcosa non va come dovrebbe andare
Nessun rapporto è esente da momenti di crisi, incomprensioni e conflitti ma l’ amore quello sano ha una funzione riparativa e terapeutica: chi vive un rapporto di coppia appagante si sente più sereno e sicuro di sè, ha più energia, lavora meglio.
Al contrario un rapporto patologico influisce pesantemente sul benessere psicologico e sull’autostima: chi vive un amore malato sta male,  diventa insicuro e depresso e spesso si concentra ossessivamente sul rapporto a scapito del lavoro e della vita quotidiana.
Ma sebbene il rapporto provochi un elevato grado di sofferenza e di umiliazioni , chi ne è coinvolto non riesce a porre fine alla relazione.

Più mi umili, più ti amo
La caratteristica peculiare degli amori patologici è che il maltrattamento fisico e psicologico del partner   (anche la freddezza può essere una forma molto sottile di maltrattamento) sembra far innamorare di più l’altro partner.Anzi, più il partner che ” ama di meno”si dimostra distaccato e insensibile, più l’ altro sembra coinvolgersi sentimentalmente e aggrapparsi alla relazione.
I rapporti patologici hanno una componente ossessiva: anche se il partner fa soffrire,  lo si vuole ad ogni costo.

Si vive sperando che lui/ lei cambi
Un altra caratteristica del rapporto patologico è che è un rapporto vissuto più nella fantasia che nella realtà.
In altre parole, la relazione non è valutata per quello che dà effettivamente ma per quello che potrebbe dare se si verificassero certe condizioni ( per esempio se lui lasciasse la moglie, superasse la fobia dell’impegno, ecc).
I momenti felici sono pochi, si vive nell’attesa che qualcosa succeda e che il partner cambi: spesso chi è coinvolto in una relazione patologica è più attratto dal potenziale del partner che della persona reale che ha davanti.
Raramente il partner viene visto per quello che è, a volte viene messo su un piedestallo e idealizzato, più spesso si sta con lui/lei  sperando di cambiarlo grazie all’ amore incondizionato.

Rapporti di amore/ odio
Un’altra componente dei rapporti patologici è l’ambivalenza affettiva.
L’ambivalenza ( ovvero la coesistenza di sentimenti positivi e negativi verso la stessa persona) è una caratteristica di tutte le relazioni umane ma negli amori malati l’ambivalenza è particolarmente accentuata.
Con il partner si crea spesso una complicata relazione d’amore e odio,, attrazione e repulsione, che rende ancora più difficile valutare con serenità il rapporto e prendere delle decisioni.
E’  comune dipendere affettivamente dal partner e allo stesso tempo non avere un opinione positiva di lui, non stimarlo, non fidarsi di lui.

Le dinamiche di coppia sono rigide
Un’altra caratteristica dei rapporti patologici è la rigidità dei ruoli e delle dinamiche di coppia.
Nei rapporti” sani” i partner rivestono diversi ruoli a seconda della situazione:   amici, complici, amanti e capaci di prendersi cura dell’altro nei momenti di crisi e di difficoltà.
Nei rapporti felici i componenti della coppia sanno scambiarsi i ruoli : entrambi danno e prendono a seconda delle circostanze.
Nelle relazioni patologiche ,invece, i ruoli sono pochi e rigidamente stabiliti: per esempio, la coppia è bloccata in una dinamica genitore/ figlio: la moglie fa la bambina, il marito ricopre un ruolo genitoriale e nel matrimonio manca la sessualità.
Oppure se ci sono figli, i coniugi si relazionano tra loro solo come una  mamma e un  papà e non come una coppia di persone che si amano.
Ma soprattutto, l’incapacità di scambiarsi i ruoli è indice di una grave difficoltà nella coppia :  per esempio, lui evita l’intimità e si comporta in modo sfuggente e  lei insegue e chiede vicinanza e impegno.
Oppure uno dei due  che impone le regole e l’ altro che subisce, uno che dà e l’ altro che prende, uno che tradisce e l’ altro che, pur soffrendo, accetta i tradimenti.

Si litiga sempre per le stesse cose
L’amore è creativo :nei rapporti sani le persone riescono a mediare tra le esigenze reciproche, a trovare delle soluzioni ai conflitti ( o a tollerare il disaccordo)  mentre nei rapporti patologici avviene l’esatto contrario.
Si litiga sempre per le stesse cose: nel rapporto manca la comunicazione, l’ ascolto e la comprensione reciproca che faciliterebbero la soluzione dei conflitti.
Nella coppia si verificano sempre le stesse dinamiche disfunzionali :per esempio, la moglie  chiede più intimità e  il marito, sentendosi soffocare, scappa.
Ma più lui è sfuggente, più lei si sente abbandonata e chiede rassicurazioni, più lei chiede rassicurazioni, più lui si sente oppresso e scappa e cosi via.. in un circolo vizioso da cui diventa  veramente difficile uscire.

Il rapporto non cresce.

I rapporti sani comportano una crescita sia individuale che del rapporto che permette ai partner di creare un legame sempre più profondo.
I rapporti patologici, invece, stagnano oppure involvono.
Dopo tanti anni, il rapporto malato non cresce ma rimane bloccato nello stesso punto ( per esempio non si riesce a decidere di stare insieme seriamente ) oppure il rapporto si logora lentamente fino a morire di morte naturale.

Come riconoscere l’incompatibilità di coppia
Molte persone, coinvolte in un amore che li fa soffrire, fanno tutto il possibile per migliorare il rapporto senza riuscirci: l’impegno e la volontà non sortiscono nessun effetto e l’amato/a continua a comportarsi sempre nello stesso modo.
Anzi, nega che ci sia un problema di relazione, rifiuta di prendersi la sua responsabilità per le difficoltà di coppia e non è disposto a fare nulla per salvare il rapporto.
Questa dinamica è molto comune nelle coppie in cui uno dei due  partner ha gravi difficoltà relazionali e di intimità ( se non una patologia vera e propria).
I rapporti appaganti richiedono che entrambi i partner abbiano raggiunto un certo grado di equilibrio e di maturità psicologica.
La capacità di amare è subordinata all’acquisizione di una sufficiente maturità psicologica.
In sintesi, se  uno dei due partner ha dei problemi psicologici e relazionali, il rapporto non potrà che diventare difficile e problematico.
Non si può avere una relazione serena ed equilibrata con una persona che non è in grado di amare e di stabilire delle relazioni positive  con gli altri.
Poche persone sanno che la capacità di amare è uno dei requisiti che gli psicologi utilizzano per valutare il grado di salute psicologica e che esistono delle patologie ( come il narcisismo) in cui  la capacità di stabilire delle relazioni affettive gratificanti   è gravemente compromessa.
Non sempre il partner di una persona problematica, è altrettanto problematico: spesso le persone coinvolte in un amore che fa soffrire hanno avuto in precedenza relazioni ” normali”, ma la relazione in cui sono coinvolte sembra avere il potere di attivare delle loro problematiche irrisolte rimaste latenti fino a quel momento.
Altre volte è l’interazione tra i componenti della coppia che tira fuori il peggio in entrambi: entrambi “funzionano” peggio insieme di quanto non farebbero separatamente.
Succede così quando si incontrano due persone con due nevrosi opposte e complementari ( es: sadico e masochista).
In questo caso il rapporto rischia di essere indissolubile in quanto gli aspetti disfunzionali dell’uno alimentano gli aspetti disfunzionali dell’ altro.

Tre passi per liberarsi da un amore che fa soffrire

1) Capire che è una relazione malata
Il primo passo (che non è per nulla semplice) è ammettere con se stessi che in quel rapporto si sta male.
Spesso la persona coinvolta in una  relazione distruttiva attiva dei meccanismi di difesa per soffrire meno, quindi tende a minimizzare o a giustificare le mancanze di rispetto del partner ( lui mi tradisce ma in fondo so che mi ama, sparisce per giorni ma so che ritorna, ecc).
E’ importante è iniziare a guardare la situazione in n modo obiettivo e in questo può aiutare il confrontarsi con coppie che hanno dei modelli di relazione più appaganti.
2) Rinunciare all’illusione di cambiare l’ altro/a
Il secondo passo è quello di rinunciare all’illusione di cambiare l’altro/a.
L’illusione di poter cambiare l’ altro nasce dalla convinzione inconscia di poter avere un controllo sul comportamento del partner ( per  cui se lui non mi ama è perchè riesco a farlo innamorare, se lui mi tradisce è perchè non sono abbastanza femminile, e via dicendo).
Pertanto, bisogna prendere consapevolezza che il modo in cui il partner ci tratta non dipende da quello che noi siamo, ma da dipende da quello che lui/ lei  è.
Il problema non è che il partner non ci ama ma non ci ama perchè non è in grado di amare.
Quando si comprende che il comportamento del partner dipende da problematiche sue sulle quali non possiamo avere nessun controllo, diventa più facile disinvestire in una relazione che provoca solo sofferenza.
.3) Ricostruire l’autostima
Il terzo punto per liberarsi da un amore patologico è cominciare a ricostruire la propria autostima, cercando altre aree di soddisfazione oltre al rapporto.
Bisogna lavorare per ridurre gradualmente la propria dipendenza dal partner da tutti i punti di vista: economico,materiale, affettivo, investendo sulla propria crescita personale e coltivando amicizie, interessi, il lavoro e la spiritualità.Se non si riesce ad uscire da soli un amore patologico, bisogna farsi aiutare.In questi casi può essere indicata una terapia psicologica che aiuti a comprendere quei meccanismi psicologici che ci tengono legati a una situazione distruttiva.

Il presente articolo ha una valenza di carattere informativo.

Purtroppo, a causa dell'elevato numero di commenti e di lettere che ricevo tutti i giorni, non riesco a rispondere a tutti (come vorrei) e a farlo in tempi brevi. Inoltre le risposte ai commenti sono molto sintetiche, considerata anche la natura pubblica del sito web.

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203 risposte a Stai con la persona sbagliata? Come capire se siete incompatibili

  • ivan scrive:

    salve dottoressa, zanon nella ricerca per trovare risposte alla mia depressione, mi sono imbattuto in queste pagine, ho problemi a capire perché mi infilo in storie complicate con tanta fiducia nelle persone, credo che ho affrontato un rapporto patologico con molta razionalità o lasciato la mia ragazza che tanto amavo, ma questo non mi basta per venirne fuori, stando a quello che descrive lei mi rispecchio in alcune cose il rapporto non cresceva, era fredda, al massimo di quello poco che le piaceva di me, il nostro rapporto era basato solo sul sesso e niente progetti o dialoghi se non ero io a parlarne lei si limitava a darmi poca attenzione, lei una ragazza separata con 2 bambini, si era circondata di amici su fb è quando sono arrivato io nella sua vita quotidiana non mi dava spazzi, inutile le mie lamentele e discorsi in cui spiegavo e chiedevo risposte, non solo per me ma anche per lei stessa, lei negava il problema sembrava stufarsi e per non ferirmi fingeva di ascoltarmi per poi dimenticare tutto quando tornava a casa ho chi sa cosa gli rimaneva nella sua mente di cio che parlavamo, spero di ricevere un suo consiglio al più presto, cordiali saluti ivan

    • Anna Zanon scrive:

      Buongiorno, senza conoscere la sua storia personale è difficile sapere perchè lei si sente attratto da storie complicate. Forse sbaglia nella valutazione della partner? Come lei giustamente ha intuito, con la sua ex non c’erano i presupposti per un rapporto duraturo. L’attrazione fisica è sicuramente un elemento molto importante ma un rapporto non può crescere senza obiettivi comuni. Forse la sua ex, avendo molto sofferto per il fallimento del suo matrimonio, ha avuto paura di innamorarsi e ha mantenuto il rapporto a livello più superficiale…

      • stefania scrive:

        buongiorno sto con un ragazzo separato con due figli….adesso siamo andati a convivere e ogni 15 giorni lui ha i bambini a me questa cosa inizia a pesare mi da fastidio il fatto che lui ha fatto due figli con un altra donna che voglia cosi tanto bene ai suoi figli e che nn rinuncia a loro x me….sono disperata mi dispiace lasciarlo xke quando non ci sono i bambini io sto da dio poi pero casca tutto cosa devo fare grazie mille

        • Anna Zanon scrive:

          Cara Stefania, non è certo facile stare in una famiglia allargata. Tuttavia, lei sapeva sin dall’inizio che lui aveva dei figli e quando ci sono dei bambini da un precedente matrimonio è giusto che abbiano la priorità sul partner.
          Lui non può ( e non deve) rinunciare ai suoi figli per lei. Mi lasci dire che un uomo che rinuncia ai suoi figli per la sua nuova compagna non è un uomo degno di stima. Che cosa dovrebbe fare? Non vederli più o vederli solo raramente? Lei, se lo amasse veramente, non gli chiederebbe una cosa del genere ma ci terrebbe invece che lui mantenesse un buon rapporto con i suoi figli.
          Se lei non riesce ad accettare questa situazione, è meglio che si cerca un uomo libero

        • franz scrive:

          Questa cosa non è normale proprio per niente. Cosa dovrebbe fare, abbandonare i figli? Tu lo faresti? E’ inumano. Permettimi di dire che la tua possessività ti dovrebbe spingere a riflettere

  • F scrive:

    Gentile Dottoressa,

    il suo articolo rispecchia quella che è stata la mia esperienza personale in un rapporto recentemente finito per mia volontà.
    Mi rispecchio al 100% nella parte in cui dice “Molte persone, coinvolte in un amore che li fa soffrire, fanno tutto il possibile per migliorare il rapporto senza riuscirci: l’impegno e la volontà non sortiscono nessun effetto e l’amato/a continua a comportarsi sempre nello stesso modo.
    Anzi, nega che ci sia un problema di relazione, rifiuta di prendersi la sua responsabilità per le difficoltà di coppia e non è disposto a fare nulla per salvare il rapporto.”
    Il fatto di avere dato amore incondizionato, di avere profuso sforzi emotivi, fisici e anche economici per una persona che, per problemi suoi e legati ad esperienze traumatiche in famiglia, è rimasta segnata nel proprio carattere senza tuttavia volersi guardare dentro per capirsi, alla lunga ha finito con lo svuotarmi.
    Altro errore da me commesso è stato quello di SPERARE che le cose potessero cambiare, che anche tramite un aiuto psicologico lei riuscisse a cambiare. Speranza naufragata sulla sua non volontà di affrontare seriamente un percorso di analisi (iniziato per compiacere me e non per una reale motivazione sua).

    Confermo anche l’effetto che l’amore patologico ha avuto su di me: la stima e fiducia lentamente sono calate, così come le energie. Probabilmente ho anche vissuto alcune settimane (verso la fine della relazione) in cui ero depresso. L’autostima e la fiducia in me calavano anche in funzione della capacità che la mia compagna aveva di raccontare una versione delle cose e poi di rigirarla a seconda della propria convenienza, soprattutto in situazioni in cui, messa al muro davanti ai problemi suoi e della nostra coppia, manifestava paura/non volontà nell’affrontarli.

    Alla fine di tutto, purtroppo, mi sento anche dispiaciuto verso me stesso: accorgermi di avere avuto al mio fianco una “persona malata” senza essere riuscito a finire la relazione molto tempo prima del dovuto mi fa sentire deluso, frustrato.
    E questo si aggiunge al senso di compassione per la mia ex-compagna, che senza alcuna volontà di risolvere i propri problemi, credo vivrà una vita non pienamente felice.

    • Anna Zanon scrive:

      Guardi l’ aspetto positivo: ha tentato in tutti i modi di far funzionare un rapporto a cui teneva molto e questo è lodevole.
      Non ha niente da rimproverarsi perchè ha fatto tutto il possibile..sarebbe molto peggio se avesse dei rimpianti

      • Dome scrive:

        Buonasera Dottoressa, personalmente fino ad oggi ho vissuto un anno e due mesi di storia con una ragazza di 20 anni e per non raccontarle tutto questa storia rispecchia al 99% l’amore Patologico.
        Quando io sto con lei vedo che va tutto male e che è impossibile andare avanti (delle volte mi guardo anche attorno) trovando mille difetti e non trovando mai un pregio, creandomi molta confusione nonostante tengo a lei e non sopporterei vederla con un altro!
        Ogni volta cerco di farmi forza e le dico di lasciarci, appena ciò accade mi crolla il mondo addosso e comincio a vivere di rimorsi di coscienza, a non pensare più le cose negative ma SOLO quelle positive e che ha ragione lei su quello che dice (cosa che durante le nostre discussioni le dó completamente torto.
        Che devo fare?
        Sto sotto un treno non so se per L ennesima riprovarci.
        Grazie mille

  • sara scrive:

    Buongiorno dottoressa, se sono capitata sul suo articolo è perché mi domando se la mia sia una storia sbagliata o se è sbagliato il mio modo di amare. Ho 30 anni e da 7 mesi ho una storia con un uomo di 38..o meglio avevo non vuole più saperne di me convinto perché convinto che in questi mesi io lo abbia solo preso in giro, trascurato e che io non mi sia impegnata abbastanza nella nostra storia. Per questi motivi mi ha lasciato molte altre volte, ma poi rincorrendolo e cercando di farlo ragionare è sempre tornato. E ora che mi ha lasciato mi chiedo se è una storia sbagliata o se sono io. Premetto che viviamo a 40 km di distanza ma ogni weekend dal venerdì alla domenica sto da lui e in settimana ci vediamo 1 o 2 volte. Ho organizzato per lui vacanze e weekend fuori, cene, regali. Ma per lui non è abbastanza e così se una sera voglio uscire con un’amica si arrabbia o anche quando vado in palestra. Qualunque altra cosa faccia senza di lui si sente trascurato e si arrabbia dicendomi le cose più brutte del mondo. Sinceramente penso di aver dato tutta me stessa in questa storia limitando amicizie e hobby al minimo…cercando di renderlo felice…ma per lui non è mai abbastanza…non ha fiducia in me, non crede in me e alle mie parole…pensa sempre che gli nascondo qualcosa, dice che lui mi mette al primo posto nella sua vita mentre io no…e ogni volta sto male nel sentirmi dire che lo prendo in giro e cose simili ci sto male. Il problema è che poi quando si calma stiamo bene insieme, bene davvero e ogni volta spero che lui capisca che i miei sentimenti sono sinceri e si tranquillizzi. Secondo lei è una relazione sbagliata? Faccio male a rincorrerlo ogni volta?

    • Anna Zanon scrive:

      Buongiorno, penso che poche storie siano giuste o ” sbagliate” a priori: due persone sono sempre due mondi diversi e più delle affinità conta la capacità di venirsi incontro.
      Mi sembra che per delle fragilità il suo fidanzato voglia avere un rapporto simbiotico con lei ma questo tipo di rapporto non è sano e sul lungo termine rischia di diventare arido e noioso.
      Il suo fidanzato probabilmente ha un attaccamento insicuro: qualsiasi cosa lei faccia continua a sentirsi poco amato.
      Continui pure a rassicurarlo ma mantenga i suoi spazi

    • si scrive:

      buongiorno Sara
      leggendo la tua storia, sto leggendo esattamente la mia storia. Come é andata dopo la rottura?..io sto pensando a questo, anche se lo amo ancora. ti senti meglio? o siente tornati inseme?

      • valeria scrive:

        È esattamente quello che è successo anche a me. Lo amavo ancora ma ho troncato. Lui mi è rimasto vicino e dopo 3 mesi ci siamo riavvicinati. Viviamo a 350 km di distanza ma adesso è come se la vita fosse più bella e a settembre ci sposiamo. dalla paura di avermi persa lui ha trovato sicurezza e fiducia

  • Pietro scrive:

    Buona sera da ormai 7 mesi sto avendo un rapporto con una ragazza bellissima di cui sono completamente preso in precedenza ho vissuto altre storie dalle quali mi sono divincolato io perché non mi sentivo soddisfatto della persona che avevo con me ora invece per un periodo sono stato felice ma ora lei sta affrontando dei problemi psicologici che non riesco a comprendere perché non ha voglia di parlarne con me sto insieme a le andando da una dottoressa per chiedere aiuto ma la mia consorte è sempre pronta a farmi pesare e vergognare per qualsiasi cosa io faccia o dica…la passione e la sessualità si sono quasi completamente spente da parte sua e sono diventato la causa del suo problema anzi sono io il pazzo la terapeuta continua a dirle che si deve amare di più ma nel amare se stessa lei dimentica completamente me mi sento in colpa anche ad avere la tosse perché la disturba mentre dorme il mio livello di autostima è bassissimo e pensare che sono stato quasi sempre un pallone gonfiato le mi ha ridimensionato ma fin troppo i miei amici mi credono pazzo perché giustifico ogni comportamento ed ho rinunciato quasi del tutto al tempo che dedicavo a me stesso il lavoro è diventato una catastrofe perché non riesco più a concentrarmi non riesco pero a terminare il rapporto perché so che infondo lei è una persona buna cosa posso fare ?

    • Anna Zanon scrive:

      La situazione mi sembra complessa e sulle poche righe di una mail non riesco ad inquadrarla bene.
      Mi sembra di capire che ,forse per la prima volta in vita sua, si sia innamorato ma dopo un periodo felice, questa ragazza ha cominciato a diventare critica e ostile?
      Credo che potrebbe esserle d’aiuto qualche colloquio con uno psicologo per cercare sia di capire meglio le dinamiche della sua relazione di coppia sia per rinforzarsi un pò di più.

  • Nana scrive:

    Salve!ho chiuso una relazione insana ad ottobre 2013!Siamo stati due insieme..in un periodo in cui il mio bagaglio di insicurezze era abbastanza pesante..ero in terapia quando l’ho conosciuto..ed é iniziata la tempesta tutta emotiva!da entrambi le parti…insieme abbiamo aperto ognuno il proprio vaso di pandora!lui era svalutante,mi giudicava,mi aggrediva,non si fidava,mi controllava…ho fatto il mio possibile per rassicurarlo ma avevo grande difficoltà ad uscire fuori per cio che ero veramente.mi sentivo bloccata.così l’ho lasciato e gli ho consigliato in percorso terapeutico che ha iniziato a marzo 2013!nell’agosto 2013 torna per voler riprovare..e per non avere rimpianti..ho accettato ma le dinamiche del rapporto era sempre lá..così ci richiudiamo.passa quasi un anno da allora..e bam si fa presente di nuovo nella mia vita..così qualche settimana mi chiede una riappacificazione..un chiarimento di cio che é star il nostro rapporto..mi dice che aveva concluso una storia dieci giorni prima di cercarmi e che aveva chiuso perché si stavano innescando gli stessi comportamento di gelosia e controllo solo in maniera più soft con questa ragazza..più passiva definita da lui meno coinvolto secondo me.comunque mi chiede di essergli amica..si vuole l’amicizia..non é innamorato ma mi vuole un gran bene..a me sono risaliti tutti i ricordi..sto male perché in quel rapporto stavo male..sto male perché lui non ha fatto nessun passo in avanti per comprendersi..sto male perché fra tante ex che ha avuto perché vuole l’amicizia proprio da me?perché questa amicizia?..penso che voglia il mio aiuto per capire cosa non va nelle sue relazioni amorose..lui su di me ha ancora un certo effetto..lo guardo e mi piace..lo guardo e sono attratta fisicamente..lo guardo e mi chiedo perché non fa niente per guardarsi dentro..lo guardo e spero..
    Cosa posso fare per me stessa?cosa posso fare per spegnere quel po di sentimento che ho per lui?cosa posso fare???
    Non so dirgli di no!vorrei che crescesse..ha 40anni e butta l’amore nel cesso..
    Vorrei essere forte e sapergli dire No.perché voglio un amore sano..un amore che merito e aspetto di vivere da tempo.mi aiuti a capire..grazie

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Nana, non credo che lui “butti l’amore nel cesso”, penso che a causa della sua radicata insicurezza non riesca a fare a meno di controllare e aggredire.
      Fa così perchè non riesce a gestire l’insicurezza che le relazioni amorose gli creano e non riesce a fare altrimenti ma questi comportamenti sono caratteristici di una personalità molto disturbata.
      Purtroppo la terapia in questi casi dura anni e gli obiettivi terapeutici sono molto limitati.
      L’amicizia credo che sia perchè vuole mantenere un legame con lei ma mi chiedo se questa frequentazione amichevole possa farle bene o riapra invece vecchie ferite e umiliazioni.
      Se mi posso permettere, di darle un consiglio..perchè non si fa aiutare a trovare le risposte che cerca?

  • Nana scrive:

    Gentilissima Dott.ssa
    La ringrazio per avermi dato una visione più chiara e per il consiglio!
    Non posso dare la mia amicizia a questa persona,perché mi sono vista in questi giorni e i ricordi e la sua presenza per me diventano invalidanti nella vita quotidiana..ho lavorato tanto sulla mia autostima e sulla fiducia in me stessa e ci tengo ad andare avanti..sicuramente per non sapergli dire di no ogni volta che si presenta nella mia vita ho qualcosa che mi lega a lui..come la speranza che lui possa prendere consapevolezza dei suoi comportamenti e agire diversamente..mi farò aiutare!
    Spezzare questo legame é una priorità per il mio benessere!
    Grazie mille

  • Elsa scrive:

    Buongiorno,
    sto da tredici anni con un ragazzo che quest’inverno mi ha tradita, mi ha abbandonata, proprio metre stavamo finendo la nostra casa per poter vivere assieme. Dopo 3 mesi di “pausa di riflessione” lui è tornato da me dicendosi deciso, raccontandomi i suoi gravi errori, premetto che è un ragazzo molto bello ma fortemente insicuro e indecisa con una madre decisamente opprimente. A febbraia andiamo a vivere insieme, ma scopro che lui ancora pensa all’amante e si sfoga con me perchè ha paura che lei lo odi e che non lo pensi piu.
    Lo sto aiutando perchè credo nel nostro amore ma l’umiliazione è forte, mi dice che pensa ancora a lei ma che non ci vuole tornare, e che forse sarebbe meglio risolvesse i suoi problemi dallo psicologo ma senza di me che non merito tutto questo dolore ma felicità, che in questo momento non mi sa dare. Non so che fare, lo amo e lasciarlo andare sarebbe la fine di tutto sono sicura che lui tornerà ma a quel punto non lo rivorrei mai più, sto soffrendo molto ma faccio un po finta di niente per aiutarlo a lasciare questo fantasma che lo ha soggiogato quest’inverno in un momento in cui lui aveva grossi problemi.
    Grazie.

    • Anna Zanon scrive:

      E’ una situazione complessa e sinceramente non so che cosa consigliarle. Dovrei sapere molte più cose della vostra storia per poterle dare un consiglio mirato. Qualche lettore/ lettrice del forum ha vissuto un esperienza simile?

  • Ma' scrive:

    Per Elena!
    Perché senti il bisogno di aiutarlo/salvarlo?
    “credo nel nostro amore ma l’umiliazione é forte”
    Se ti senti umiliata dai suoi comportamenti come fai a ricostruire un rapporto con lui?come fai a non provare rabbia verso chi ti parla di un’altra donna?
    Quando si é instabile emotivamente e con un percorso terapeutico a mio parere é meglio stare da soli!
    Anche se soffri..saper lasciar andare un persona a volte é la cosa migliore..
    Scegli per il tuo benessere,per il rispetto che hai verso te stessa..
    Quando l’amore é vero si ritorna insieme.
    In bocca al lupo

  • Alex scrive:

    Gentile Dott.ssa

    Lei ha pienamente descritto ció che mi è capitato. Sono appena uscito da una relazione complicata. Io ho 25 anni, lei 21. Ci siamo messi insieme a luglio dell’ anno scorso ed è durata fino a metà gennaio, 6 mesi e mezzo. Io non avevo mai provato emozioni cosi forti per una persona e la relazione andava bene. Io ho sempre pensato di essere un po piu preso di lei pero la cosa non mi pesava. Forse avevamo affrettato i tempi fidanzandoci a casa, pero nel breve tempo abbiamo condiviso e fatto molte cose. Passavamo quasi tutti i giorni insieme, pero io come lei non rinunciavo ai miei spazi come palestra, amicizie, hobby… C’ erano le litigate come in tutti i rapporti dovute maggiormente al suo essere un po capricciosa. Unico vero problema a mio avviso era uno. Lei è una bellissima ragazza, con un rapporto di odio amore verso la madre dalla quale è dipendente a livello emotivo e che condiziona le sue scelte. Questo l’ ha portata a mio avviso a turbamenti psicologici. Andava in crisi perche si sentiva brutta, capitava giorni che mangiava poco e niente per dimagrire e la media di 4 volte a settimana rimetteva. Il tutto all’insaputa della mamma che anzi la appoggiava se voleva perdere qualche chilo anche essendo magra. Io ho provato a stargli vicino in tutti i modi ho anche cercato di convicerla ad andare dallo psicologo senza riuscirci. Un giorno dal nulla mi ha lasciato e dopo una settimana è tornata col suo ex. Lei aveva sofferto per questo ragazzo e non accettava l idea di essere stata lasciata. Dopo un po di mesi lei capisce che quel ragazzo l aveva solo idealizzato e non era cio che voleva e lascia anche lui. Io in quei 5 mesi senza di lei sono stato malissimo, lei era il mio unico pensiero. Continuavo a fare la mia vita e le mie cose ma il pensiero era sempre rivolto verso lei. In questo lasso di tempo ho stretto amicizia con una ragazza che mi ha fatto tornare il sorriso e che è diventata la mia migliore amica con la quale mi confidavo e sfogavo in continuazione. Io mi stavo riprendendo un po, finchè io e la mia ex ci siamo rincontrati a giugno. Io mi sono fatto avanti di nuovo e lei in un primo momento mi ha rifiutato chiedendomi amicizia, io ho rifiutato la sua proposta e ho provato a frequentare altre persone, lei appena ha visto che stavo provando a rifarmi una vita é tornata da me. Ci siamo rimessi insieme ed è durata 3 mesi e mezzo. Lei personalmente sembrava che stava meglio con se stessa, i problemi suoi sembravano piu o meno risolti ma verso di me era diversa. Io non gli ho mai fatto pesare il fatto che sono stato lasciato e non gli ho detto quanto sono stato male, che ho toccato il fondo proprio per non spaventarla o fargli vivere male la situazione. Lei verso di me avvolte era assente, in un primo momento voleva tenere la relazione nascosta per paura dei pregiudizi dato che aveva concluso l altra relazione da meno di un mese e per me era umiliante ma cercavo di comprendere. Ogni litigata per lei era difficile da superare e in piu non accettava il rapporto di amicizia che avevo istaurato con quella ragazza, verso la quale non aveva simpatia gia da prima della nostra relazione e ci sono stati anche un paio di litigi diretti con lei. Io anche sicuramente ho sbagliato perche comunque la relazione mi faceva soffrire e non era stabile e io non riuscivo a staccarmi a livello emotivo da questa amicizia che spesso bilanciava le mancanze che avevo dalla mia ragazza, come le poche attenzioni che ricevevo, e il fatto questa amica mi tirava su il morale. In questi 3 mesi e mezzo mi ha anche rilasciato e poi è tornata. Io le ho tentate tutte, gli sono stato molto vicino e avvolte verso di lei agivo piu come un genitore essendo molto apprensivo e presente sotto tutti i profili. Lei era poco riconoscente e facendo della mia amica un problema io nell ultimo mese e mezzo ho anche preso la totale distanza da questa persona, sia per lei ma anche per me per fare alcune veriche mie personali e della relazione. Le cose non sono cambiate, lei continuava ad essere assente e era presa totalmente da se stessa e dai concorsi di bellezza che faceva, spinta anche dalla madre che tralaltro non appoggiava la nostra relazione e che la metteva in guardia da me, dicendogli che non gli ispiravo fiducia e che a suo avviso volevo incastrarla. Io ho cominciato a stare peggio, ero insicuro, avevo paura che da un giorno all altro mi mollava, ero frustrato per i suoi atteggiamenti, anche per gli atteggiamenti della mamma che è vero non dovevano interessarmi poi cosi tanto, ma essendo una persona importante anche nelle scelte e nell umore della mia ex mi faceva stare male. Non riuscivo piu a fare niente, poco rendimento a lavoro, palestra, i miei amici ormai mi trattavano come un malato, e io che di base avevo un autostima forte ero diventato insicuro di me stesso. Nell ultimo periodo anche i momenti di intimità erano rari e lei si arrabbiava perche io glielo facevo presente dandomi a me la colpa perche ero troppo pressante. Dopo tutto cio abbiamo litigato e abbiamo deciso di chiudere il rapporto per l ennesima volta , ma questa volta di comune accordo e lei mi ha dato tante colpe e in piu addirittura mi ha detto che io mi facevo andare bene tutto, e i parte era vero perche effettivamente per paura di perderla io cercavo di tenere i cocci uniti cercando di comprendere, mettendomi anche in dubbio, a volte avevo paura di risultare pesante e poi ero anche stufo di litigare. Spesso avevo l impressione che mi faceva le cose per dispetto e io facevo finta di niente perche a volte pensavo di farmi paranoie inutili. Lei è rimasta meravigliata quando ci siamo lasciati perche non si aspettava che gli dicessi che anche io mi fossi stufato della situazione e ci siamo lasciati rimanendo in buoni rapporti anche per decisione mia, ed ora ci sentiamo ogni tanto anche se la situazione è ambigua. Ho vissito una situazione assurda, ma ancora non canto vittoria perche non so se ne sono uscito o comunque se ho preso la giusta strada per farlo.

    • Anna Zanon scrive:

      Lo sa che conosco una ragazza che risponde molto bene alla descrizione che mi ha fatto della sua ex? Purtroppo da quello che mi ha detto, mi sembra che questa ragazza abbia dei problemi abbastanza seri e che non possa trovare aiuto nel suo ambiente familiare che è la causa dei problemi o contribuisce a peggiorarli di molto.
      Immagino che i genitori siano separati e che il padre si sia occupato poco di lei e che lei abbia visto la madre soffrire per delle storie sbagliate, diventando così una ragazza senza stima degli uomini e senza fiducia nelle relazioni .
      Purtroppo da quello che mi dice credo che lei possa fare ben poco per aiutarla..

  • Alex scrive:

    No i genitori non sono separati. Peró é una famiglia un po singolare, dove la mamma decide e tra virgolette porta i pantaloni. Il papá non é una figura forte e presente, anzi molto giovanile che dedica molto tempo ai suoi hobby sportivi. Il problema é che io la amo. Avrei fatto di tutto per aiutarla. Da ingenuo pensavo che l’ amore potesse generare amore, come puó non amarmi se io la amo cosi tanto. Pensavo che l’ amore era un sentimento universale, se amo il mio cane, mia sorella, il mio amico… Loro naturalmente ricambiano. Pensavo fosse cosi anche per lei. Ieri una persona mi ha detto… “Non si ama mai al 100%” e comincio a pensare che forse é vero. Quel che avrei fatto per lei l avrei fatto per poche persone nella mia vita, mia madre, mia sorella. Io sono una persona sicurá di me, risolutiva, coraggiosa, mi butto in tutto e ho sempre avuto il pieno controllo della mia vita. Questa persona mi ha infettato con la sua fragilitá. La mia apprensione mi ha fatto aprire a lei e mi ha reso vulnerabile.

    • Anna Zanon scrive:

      Purtroppo l’amore non basta. Non tutte le persone sono capaci di amare, ci sono persone che non sono in grado di farlo a causa di profonde ferite emotive. Questo credo possa essere il caso della sua ex. Non è colpa di nessuno ma lei non può farci niente.

  • Anna scrive:

    Salve,in questo periodo, sto vivendo una situazione difficile e vorrei avere una vostra opinione.Sono fidanzata con un Ragazzo da 3 anni e mezzo, lui fa l’istruttore in una scuola della Marina e per questo abitiamo lontani.Ci vediamo il fine settimana e in alcuni periodi di ferie che gli vengono concessi durante l’anno.In questi anni abbiamo litigato spesso per la colpa del suo lavoro,perché lui lo vive in maniera intensa pur sapendo sin dall’inizio che questo periodo da istruttore avrebbe avuto una fine fissata per questo anno. Anche quando non è a lavoro,ci pensa sempre.Tutte le sue energie fisiche e mentali sono sempre state rivolte solo al lavoro.Non ha interesse per altro tipo:attualità,sport,o quant’altro.Io ho sempre vissuto male tutto questo,in quanto mi sono sentita messa da parte, come se il lavoro fosse la sola cosa importante e il nostro rapporto veniva in secondo piano.Io ho sempre dato tutta me stessa in questa storia,è sempre stata la mia priorità su tutto:lavoro, Amici,famiglia e rimproveravo lui di nn fare altrettanto.Questo suo lavoro e tutto ciò che lo circondava(colleghi,oggetti)era per me un rivale da cui difendermi.Mi parlava sempre di tutto questo suo mondo ed io lo ascoltavo per un po, ma poi gli dicevo basta perché mi parlava solo di quello.Gia da Gennaio ,ha cominciato a soffrire sempre di più per il fatto che il suo mandato da istruttore sarebbe giunto a termine a fine anno(sembrava quasi che il giorno in cui finiva coincideva con la sua morte!!!) e il nostro rapporto ne ha risentito sempre di più.Lo sentivo distante,irritato sempre più spesso.Fino ad arrivare ad adesso che è intrattabile.A fine mese andra a svolgere un altro incarico ma questo non lo stimola a stare meglio.Mi dice che vuole essere lasciato in pace, è distante da me, mi parla poco, continua a lavorare anche di più del solito, nn ha voglia di passare del tempo insieme, mi dice che soffre per questa fine perché il personaggio che è stato in questo periodo facendo l’istruttore non lo potrà più essere e che non ci sta capendo niente in questo momento, che non sa quello che accadrà il giorno dopo che non sarà più la.Io dal canto mio, mi sento ferita e impotente.Vorrei poterlo aiutare ma mi tiene a distanza. Mi dice di avere pazienza, ma io non ce la faccio più, sono stremata da tutti questi anni in cui abbiamo litigato per il suo modo di essere a lavoro e per tutte le volte che mi ha promesso di cambiare. Mi diceva di resistere perché a breve sarebbe finito il suo incarico li. Pensavo che questo periodo sarebbe stato il più sereno appunto perché è quasi finita e invece è un inferno.Sto mettendo in discussione tutto il nostro rapporto, l’Amore che prova per me e la voglia di continuare questa storia. Ho paura a chiedere cosa prova per me. Leggendo su questo sito,mi è sembrato che il suo comportamento corrispondesse alla organizzazione di personalità di tipo depressivo. Io sto male,la notte non riesco a dormire, non riesco a mangiare e tutto il giorno vivo con un senso di angoscia e di ansia. Non vedo il mio futuro senza di lui. Vi chiedo qualche consiglio su come agire nei suoi confronti. Può essere che Lui sia depresso? Aspetto una vostra risposta con grande interesse.  Saluti

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Anna, no il tuo fidanzato non è depresso ( se lo fosse non riuscirebbe a lavorare a ritmo sostenuto), è possibile invece che abbia una personalità di tipo ossessivo compulsivo. Le persone con questa tipologia di personalità sono dei grandi lavoratori e possono sviluppare una dipendenza da lavoro vera e propria. Il fatto che lui lavori così tanto non significa che non ti ami. E’ solo che la sua autostima deriva da i successi esterni e dal lavorare duro e le emozioni sono un lusso che può concedersi solo dopo aver svolto i mille compiti della giornata.
      Il mio consiglio è quello di cambiare atteggiamento: non insistere perchè passi più tempo con te ma comincia a farti più la tua vita.
      Esci con le amiche o per conto tuo, organizzati senza aspettare che lui si liberi , non fare più di lui la tua priorità.
      Se ti ama, si renderà conto del tuo cambiamento e si attiverà.
      Se invece ha dei sentimenti tiepidi oppure è un lavoro dipendente, non noterai nessuna conseguenza. Anzi, sarà quasi sollevato perchè avrà più tempo da dedicare al lavoro..

  • laura scrive:

    Grazie per aver pubblicato questo articolo che mi ha dato un consistente sollievo dal percorso di ricostruzione personale che sto facendo.
    Ho vissuto per 5 lunghi anni un rapporto che questo articolo descrive alla perfezione, fatto di minacce, liti plateali ingiustificate, percosse ed eccessivo controllo dei miei orari e delle mie compagnie. Mi è stata negata persino la libertà di uscire da sola, di vestirmi come volevo, di coltivare le mie passioni. Ho lottato a lungo per mediare, per trovare dei compromessi, che non sono mai stati rispettati, nella vana speranza di un futuro che migliore, l’altra persona, continuava a ripetermi che sarebbe arrivato.
    Ho preso il coraggio di andare avanti nella mia vita da sola e ricostruire la mia serenità psicologica che è stata fortemente danneggiata fin dai primi giorni di questa relazione, ed anche se la strada è ancora lunga e i momenti di sconforto sono frequenti, riconoscermi a pieno in questo articolo mi solleva dal terribile senso di colpa che il fallimento di questa relazione mi provoca.
    Grazie.

  • Martina scrive:

    Buonasera dotteressa, sono una ragazza di 20 anni. Sto da due anni e mezzo con un ragazzo con cui ho fatto la scuola insieme, quello è stato il periodo più soddisfacente per entrambi, avevamo un gran feeling e il suo carattere mi andava molto bene. Inoltre, avevamo molti amici in comune, quindi trascorrevamo molte serate insieme. Ma purtroppo finita la scuola abbiamo intrapreso due strade differenti e lui a marzo è partito per l’Australia per sei mesi. Inutile dire quanto ho sofferto, ma da quando è tornato mi sono accorta che lui non mi va più bene per i suoi comportamenti, che dà molto spazio ai suoi amici, che ci sentiamo poco, che vorrebbe coinvolgere nelle sue uscite due sue amiche che non ho mai visto,ecc… erano tutte cose che prima accettavo, ma ora non più soprattutto nel momento in cui le mie amiche si sono fidanzate. Mi sento sola e piango spesso ma spero che lui un giorno decida di mettermi al primo posto, di trascorrere le sue serate con me, di prendere le decisioni con me e di invitarmi alle sue uscite con gli amici. Ho bisogno di una relazione più matura e quella vecchia da “ragazzini” non mi sta più bene. Lei pensa che io mi stia illudendo? La ringrazio in anticipo.

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Martina, un rapporto di coppia non può restare uguale a se stesso ma deve evolvere. La sfida della coppia è evolvere insieme, spesso uno dei due vuole cambiare mentre l’ altro è ancora in una fase precedente. Il tuo fidanzato al momento non è pronto per far fare al vostro rapporto un ulteriore step.. Puoi dargli altro tempo senza fargli delle pressioni ( che sarebbero controproducenti)…se però nulla cambia bisogna accettare che volete cose diverse e avete bisogni diversi

  • ANTO scrive:

    salve,
    capito per caso su questo blog…cercando di interpretare capire ma molto probabilmente cerco di salarmi da una situazione per me ora inaccettabile…
    vivo da 6 anni un rapporto un po turbolento con un uomo che amo, ma che allo stesso tempo mi fa stare molto male…
    due anni fa dopo un periodo di convivenza mi ha lasciata portandomi come giustificazione il fatto che non si sentisse pronto per un percorso di vita insieme.
    così ho preso le mie cose e sono andata a vivere altrove cercando di riprendermi.
    dopo un mese l’ho ritrovato sotto casa che mi implorava di tornare con lui…inizialmente ho provato a rifrequentarlo, ma le sensazioni e la rabbia che provavo non mi consentivano si stare serenamente con lui.
    Così ho deciso di allontanarlo per provare a guarire e a capire se veramente ero innamorata di lui.
    passato un anno ho capito che quello che volevo era lui e la rabbia che mi portavo dentro era comunque scomparsa.
    Così l’ho voluto rivedere e dopo un pomeriggio di chiacchiere lui mi ha detto che mi amamva ancora e che avrebbe rivoluto ricominciare in quanto tutto ciò che desiderava era avere una vita con me.
    così a maggio scorso siamo ritornati a rivivere insieme con a promessa di non cadere in queste paure.
    a ottobre …mi ha lasciata…di nuovo…questa volta mi ha detto che lui teme di non essere fatto per un progetta di vita insieme nonostante l’amore…
    io ancora sono a casa sua perchè devo trovare un’altra sistemazione…ho notato alcuni sbalzi d’umore da parte sua..e così un giorno ho trovato degli antidepressivi a casa e, con mia sorpresa, ho appurato che ne fa uso da un mese circa…con lui non ho ancora affrontato l’argomento…ma sono seriamente preoccupata…comunque il mio amore per lui non è finito, ma mi rendo conto che una persona così non mi da sicurezze…cose di cui ho bisogno…non so che fare…mi sento addosso un peso assurdo.

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Antonella, mi sembra che un problema importante del vostro rapporto sia proprio la mancanza di comunicazione che impedisce una vera conoscenza dell’ altro.
      Dovrebbe cercare di capire, ho infatti la sensazione che lui non le dica molte cose perchè si vergogna, perchè ha paura di ferirla.
      Il comportamento di lui mi fa pensare ad una fragilità psicologica, forse ad una patologia che influisce sulla vostra relazione

  • clara scrive:

    buonasera dottoressa, ho letto il suo articolo con molta attenzione e profondo interesse e ho quasi avuto la senzazione che avesse spiato i miei dieci anni di relazione che a fatica sto interrompendo. non mi dilungo in cose che lei conosce alla perfezione e che ha descritto in maniera più che esaustiva, sulle dinamiche e sugli atteggiamenti che per assurdo vengono accettati e anche inflitti. vorrei capire perchè, nonostante nel tempo io abbia iniziato a distaccarmi emotivamente per le “cattiverie” sopportate, nonostante abbia preso coscienza di certe crude realtà e nonostante abbia preso una strada per migliorare la mia vita (visto che é una sola), io abbia continue cadute di malinconia, quasi a raccontarmi bugie, quasi a dirmi che sto esagerando nonostante il cuore faccia tanto male quasi a sentirne il rumore!!!!!!!! uscirne richiede tanta volontà come dice lei quasi credo come una tossicodipendenza. io credo di essere caduta nella ragnatela di un narcisista e credo a mia volta di averlo scelto x continuare a soffrire. ma non conosco il perché.
    grazie

    • Anna Zanon scrive:

      Bella domanda! Secondo la psicologia le nostre scelte sono largamente influenzate da fattori inconsci. Forse qualche seduta con uno psicologo potrebbe aiutarla a trovare il perchè

    • claro scrive:

      i narcisisti sono quelli che capiti gli sbagli amano e danno molto di più, te lo dico per esperienza.
      non so bene la tua situazione, ma se è un grande amore, e se avrà fatto di tutto per riaverti, mettilo alla prova, mia moglie ha fatto cosi, oggi siamo più felici che mai
      hai detto bene, la vita è una sola, e passarla con la persona giusta è la più grande fortuna che si può avere

      • Anna Zanon scrive:

        Se una persona capisce i suoi errori e si corregge non è un narcisista. Il narcisista patologico è incapace sia di mettersi in discussione sia di tener conto dei bisogni di un altra persona. Può fare il carino per un pò per riconquistare ma poi ricadrà nella sua consueta disattenzione verso l’ altro.
        Detto questo, bisogna capire se si sta veramente con un narcisista patologico oppure ad una persona che, a causa di modelli familiari sbagliati, non ha mai imparato a stare in coppia.

  • fede scrive:

    cara dottoressa
    negli ultimi anni ho vissuto una storia con un ragazzo di 31 anni come me che viveva nella mia stessa a casa all estero, inizialmente eravamo molto amici poi lui si e’ avvicinato pur avendo una ragazza da tempo che pero vive in italia , lui l ha tradisce e si era anche innamorato di un
    altra che pero aveva gia un ragazzo e non l ha lasciato per lui. la nostra storia poi e’ andata avanti e lui ha sempre detto che dovevo migliorare fisicamente.. cosa che esprimevo anche da sola perche negli ultimi anni ero aumentata di peso.. poi siamo sempre insieme e lui inizia a parlare di un possibile futuro anche se dice di non volere lasciare la fidanzata a meno che io non mi mettessi fisicamente in forma cosa fondamentale x lui. io miglioro e andiamo in vacanza insieme … lui era anche pronto a venire al pranzo di natale coi miei parenti…. lei scopre della vacanza… minaccia il suicidio e lui dice di non lasciarla ma di continuare anche con me… poi lei si fa sempre piu presente e io cado in una depressione .. nn miglioro fisicamente e nn riesco a vederlo… per quasi un anno… lui mi kiama…dice di aspettarmi e che con la fidanzata tutto e’ normale… ha detto anche che ha un altra ragazza con cui esce e sta bene pur nn essendo innamorato…
    oltre a questo ha anche avventure quando la ragazza non c e…. mi dica lei che problemi ha quest uomo e io che dovrei fare

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Fede, questo ragazzo è un narcisista da manuale e non mi stupirei se non fosse vero che la sua ex abbia minacciato il suicidio. Per me potrebbe benissimo essere una bugia per uscire pulito da una situazione imbarazzante ( per gestire più storie è anche un bugiardo).
      Quello che mi preoccupa invece è il tuo atteggiamento. Sembra quasi che tu debba guadagnarti l’amore di un uomo e sembra quasi che tu creda che avendo qualche kg in più ( sarà vero?) non possa essere amata!

  • Nicola scrive:

    Buongiorno Dottoressa
    la mia storia è questa.Sono Nicola.Ho 30 anni e negli ultimi 4 ho frequentato una ragazza di 2 anni piu piccola.Premetto che l’unico amore che ho avuto fin qui è stato il classico amore dei 18 anni,sono stato con una ragazza bellissima (iconica per me,nel senso che racchiudeva fisicamente quello che avevo sempre sognato) e con un carattere bello deciso.la storia poi finì male (lei mi lasciò in malo modo). Da allora in poi non sono piu riuscito a provare quel sentimento profondo con nessuno e gli ultimi 10 anni sono passati a dire ‘no’ a tutte le possibilità femminili che mi sono capitate (alcune anche molto belle). ‘no’ perchè non mi sentivo coinvolto. non mi sentivo preso da loro. 4 anni fa come dicevo incontro questa ragazza.Bellissima e molto solare..ci frequentiamo per un mese dopodichè lei fa un passo in piu e io mi irrigidisco di nuovo.’no’.A differenza delle altre però lei non demorde e continua a cercarmi.ci rifrequentiamo e io mi irrigidisco ancora.niente c’è qualcosa che non va.La prima cosa che mi frena è fisica.ha un viso d’angelo ma fisicamente mi trasmette poco sex appeal.non la vivo sereno sento ‘di non amarla’..lei fugge ma di di fatto non demorde e trova sempre un modo per cercarmi e stare con me (abbiamo tantissimi amici in comune quindi è facile vedersi)..piano piano inizio a scoprire dettagli meravigliosi della sua persona..è iperattiva,ha mille interessi, mille amicizie,ha gusti praticamente identici ai miei,ha uno stile di vita che si plasmerebbe perfettamente col mio, ha una famiglia stupenda insomma,gli obiettivi sul futuro sono gli stessi…io inizio a capirci poco.il rapporto che si è creato è bello.c è feeling.Me la godo in compagnia..Inizio a vederla e sentirla perfetta per me e qui iniziano i problemi.Cambio approccio cerco di stringermela forte ma dentro qualcosa continua a non andare.mi sveglio di notte,ho un peso.Non riesco a vivere leggero.a sentirmi sereno…un weekend via non riesco a farlo, l’ansia mi ottura la mente.L’unica cosa che riesco a dirmi è ‘è perfetta Nik perchè non ti piace?’…ma cosi è.Il mio pensiero al mattino è ‘non illuderla, non la ami’..con lei sono sempre stato sincero.lei sa tutto…in questi 4 anni di ‘no’ l’ho vista andare con altri ragazzi pur sapendo che la persona che ama sono io.Decidiamo di separarci e stare lontani tante volte ma dopo poco lei mi cerca e tutto ricomincia.Ora non la sento da un paio di mesi.Il tormento che quasi mi impediva di lavorare è scemato…rimangono il dubbio di aver lasciato andare una persona tanto speciale con cui avrei voluto veramente condividere tutto.rimane il vuoto e la certezza che una ‘giusta’ come lei non la ritroverò.le ho provate tutte ma è inutile.Certe volte l’amore è un’ostacolo.La mia vita sarebbe stata tutta in discesa..
    Grazie per l’attenzione
    Nicola

    • Anna Zanon scrive:

      Lancio una provocazione:..ma non è che lei si sentiva inadeguato nell’ essere il fidanzato di una ragazza così speciale? Forse inconsciamente lei aveva paura che prima o poi una ragazza tanto straordinaria si sarebbe stancato di lei e l’avrebbe lasciato come l’ altra..magari per mettersi con un altro ragazzo.
      Credo che siano state queste paure inconsapevoli ad impedirle di innamorarsi ..

  • alessio scrive:

    Cinquantenni entrambi, stiamo insieme da 12 anni e l’intimità è terminata dopo circa tre/quattro anni (ero diventato troppo ‘domestico’ e prevedibile secondo lui). Qualcuno mi ha detto che il mio karma evidentemente è la sindrome di Pigmalione… nel senso che l’altro cresce con me e mi mette da parte ma in gran considerazione, ma da parte, perché ormai forte e capace di gestirsi proprio perché sono ‘nel cassetto’. Quante umiliazioni anche nel fare un regalo che non era poi quello desiderato e rinfacciato fra discussioni e rimproveri. Vorrei amare serenamente, ma non riesco a lasciare tutto… credo comunque di avere sempre io ‘le spalle più forti’. So che mento a me stesso. ma che lui si devasti una volta andato, questo lo so per certo. Non so che fare e lasciare un altro passato irrisolto dietro di me sarebbe troppo.
    grazie per avermi letto fin qui
    alessio massimo

  • Apple scrive:

    Buongiorno dott.ssa, già lo sapevo, ma ora mi ha chiarito che vivo un amore malato. Ho 29 anni da 5 sto con un ragazzo che si era presentato benissimo, anche se ai miei non è MAI andato. Eravamo pieni di progetti, felici, lui aveva un bel lavoro, si è sempre comprato tutto ciò che desiderava, mi faceva regaloni…peccato che andando avanti abbia scoperto che anche se lavora da quasi 15 anni, non ha un soldo, ha problemi con equitalia, hiede soldi a tutti e poi sparisce, ha preso un bar e rubava i soldi al suo socio. Oltretutto, è gelosissimo di me, non posso uscire con le amiche, ma lui lo può fare, non posso andare in giro, ma lui sì, i miei lo odiano e non viviamo più bene la nostra quotidianità. In realtà io non lo amo più, ma non riesco a lasciarlo. L ho fatto e mi diceva di volersi suicidare, sono ritornata ed è peggio di prima, è un insicuro pieno di problemi, è diventato 150 kg non si ama ma pretende che lo faccia io. Il suo unico pensiero è il cibo, io vado in paestra e a nuoto e mi tengo im forma e mi dice che non penso ad altro che ad essere bella. Mi dice che l ho lasciato perché penso solo ai soldi e ad avere un fidanzato figo. Provo a a lasciarlo e si vuole suicidare, blocco le telefonate e whatsapp e diventa pazzo, ritorno xke si vuole suicidare e mi controlla la mia mail, controlla quando sto su whatsapp, gira in cerca della mia auto per sapere dove sono…. dovrei cambiare città. Ma vorrei essere libera di poterlo lasciare senza paura che si suicidi e senza paura poi di dover vivere pedinata…cosa mi consiglia? Lui ormai sa che non lo amo ma ho paura che davvero possa fare qualcosa che non va….oltretutto lui è uno che racconta un sacco di balle, vorrei non credere che s fa del male, ma ho paura che lo faccia. Grazie mille

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Apple, temo che il tuo fidanzato abbia una seria patologia. La sua minaccia di suicidio se tu lo lasci, credo che sia un modo di manipolarti. Sa benissimo che se gioca questa carta, tu resterai con lui.
      Ma qui c’è una persona che sta morendo lentamente e si sta suicidando poco a poco, restando in una relazione con un uomo che non ama, non stima, di cui ha paura e che non le piace nemmeno fisicamente.
      Sta facendo a te stessa una terribile violenza. Il mio consiglio, oltre a quello di recarti in un centro per la violenza sulle donne ( un tipo così potrebbe forse diventare pericoloso) è quello di rompere poco a poco: diluisci gli incontri, negati sessualmente, mostrati lagnosa, noiosa e poco empatica..

      • Apple scrive:

        Grazie dottoressa! Martedì sera lo ho lasciato, ho avuto paura, ma lo hi fatto, mi ha detto che sono una delusione e che adesso vado io a dirlo ai suoi genitori che lo ho lasciato e perché. Non lo farò sicuramente anche perché i suoi gli danno sempre ragione. Ora ha detto che andrò con le (appellativo pesante e poco simpatico) delle mie amiche. Ora sto bene! Non blocco telefono e whatsapp perché so che tanto sua cuginq sicuro glielo farà vedere dal suo cel, lui con una scusa glielo chiederá, al solito, e, al solito lui non lo avrà detto a nessuno che non siamo insieme. Non me ne frega.
        Grazie mille

  • Mario scrive:

    Gentile dottoressa
    Mi trovo da ormai anni incastrato in una relazione assurda. Io ormai ho quasi 30 anni e lei 25, ci siamo conosciuti 5 anni fa in una classica vacanza estiva in una località turistica solo che lei era di Milano e io di Padova. Finita l’estate abbiamo tenuto i rapporti ma, vista la distanza, siamo stati un po discreto. Ci sentivamo in chat e ogni tanto ci vedevamo ma non c’era nulla di concreto, non stavamo insieme ma cmq rimaneva attrazione. Quindi in questi mesi in pratica ognuno faceva la sua vita. Dopo alcuni mesi abbiamo cominciato a frequentarci più seriamente e abbiamo deciso di metterci ufficialmente insieme. Ci vedevamo tutti i fine settimana dal veberdi alla domenica prendendo il treno una volta io per Milano è una volta lei per padova. D’estate abbiamo fatto un periodo lungo di vacanze insieme, è stato un periodo bellissimo, ci divertivamo, uscivamo con gli amici e ci amavamo tanto. Col passare dei mesi però lei richiedeva sempre qualcosa di più e, dato che io mi ero laureato e avevo finito gli studi, pretendeva che mi trasferissi io a Milano, in quanto lei studiava medicina la. Mi sono trasferito e abbiamo iniziato a convivere è da qui in poi pian piano è stato il delirio. In primo viene a scoprire (colpa dei socual network) che nel periodo in cui ci sentivamo solo in chat e ci vedevamo di rado io ho avuto una mezza storiella con una delle amiche della mia compagnia. In realtà era niente di che, solo un paio di giorni per dire, ma lei si è incazzata tantissimo come se l’avessi tradita e in più quando mi chiese ovviamente negai minimizzando la cosa è quindi si arrabbiò anxhe perché le avevo mentito. Non era veramente successo niente di che, al Max un bacio, e in più non eravamo insieme, eravamo single, io a Padova e lei a Milano.
    Fatto sta che da qui è iniziata una tragedia. Ha iniziato a trattarmi male e obbligarmi a fare cose sgradevoli. Lei diceva di amarmi ancora ma che doveva fidarsi e quindi ha iniziato obbligandomi e non vedere più i miei amici perché colpeboli di averle “nascosto” la cosa. Poi ha iniziato ad avercela col mio sport preferito, la pallavolo, diceva che stavo fuori che non si fidava etc.. E via la pallavolo. Poi ha iniziato a fare una crociata anche contro la mia città e i miei parenti. Ora non vuole che vada più a trovarli. Dice che si impicciano e che a lei stanno antipatici e quindi lei non vile accompagnarmi. Ma se non mi accompagna ha paura che io torni a casa e veda i vecchi amici o questa famigerata tizia di cui ho perso i contatti ormai 3 anni fa, come purtroppo i vecchi amici. È sempre insicura, se andiamo in un negozio e c’è una cassiera giovane mi fa uscire senza comprare niente perché dice che “flirto” in giro. Se andiamo al ristorante dice che guardo solo le cameriere e fa una scenata. Io l’ho forse amata troppo e forse nonostante tutto continuo ad amarla ma ora non ho praticamente più amici, sono costretto a lavorare da casa e se c’è qualcje commissione esterna mi fa la vita impossibile immaginando che vada chissà dove. Ma ora con i parenti proprio non so trovare una via d’uscita. Sono mesi che mi impedisce di tornare a casa e addirittura non vuole che li chiami perché si impicciano. Mi mandano messaggi chiedendo dove sono e io non so che rispondere. Cerco a ogni costo di trovare un compromesso almeno per questo ma lei dice che “do sempre ragione a loro” che non penso mai a lei a come si sente quando loro si impicciano e che entrano nella nostra vita a disturbabrci e a ficcare il naso ( sono mesi che non li vedo e lei non li vede o ci parla da quasi un anno ma nonostante tutto dice che esistono e le rovinano la vita).
    Non so come ma riesce anche a farmi sentire in colpa perché non la ascolto e non capisco i suoi sentimenti.
    Mi rendo conto di essere un idiota, sono intrappolato in questa relazione da anni ormai e ora sto perdendo oltre agli amici, alle passioni anche tutta la mia famiglia eppure non riesco a lasciarla e non capisco il perché. Prima di conoscere lei sono sempre stato bene o male single, ho sempre avuto una gran autostima e sono sempre stato presente per tutti, amici parenti conoscenti. Se c’era un favore da fare ero pronto, adesso sono sparito e quelle volte che mi faccio vedere, se sono con lei, mi sento sempre a disagio perché si comporta male, guarda male tutti e se non le sto ossessivamente vicino in queste situazioni dice che la abbandono in mezzo alla gente e litiga dicendo che
    Non ho mai cura di lei.
    Che depressione, ero così forte e ora sono così debole.
    Ho scritto di getto un papiro in un momento in cui abbiamo nuovamente litigato per i soliti motivi e ho voluto sfogarmi In un momento di sconforto.
    Non capisco perché ormai sono anni e non riesco a uscirne.
    Auguri se avrà voglia di leggere.

    Mario

    • Anna Zanon scrive:

      Caro Mario, purtroppo lei è intrappolato in una relazione patologica che le sta risucchiando l’ energia vitale. Le consiglierei di iniziare un percorso terapeutico che l’aiuti a vedere tutte le manipolazioni di cui è vittima e darle la forza di uscire da questa relazione . Coraggio, se vuole aggiornarmi sull’andamento della sua situazione, mi fa piacere

  • laura scrive:

    gentile dottoressa, ho 56 anni e dovrei aver capito tutto della vita e invece no. Io sono separata, ho cresciuto i miei due figli da sola, adesso hanno 28 e 23 anni, sono diventata nonna di una bellissima nipotina, sono soddisfatta della mia vita del rapporto con i miei figli, con i miei genitori, le mie amiche, colleghi e colleghe insomma tutto bene se non fosse per la situazione sentimentale. Ho una relazione da 8 anni e mezzo con un uomo sposato. Mi sono buttata in questo amore perchè pensavo che lui fosse in procinto di separarsi ma invece non era così e questo l’ho capito subito ma dato che c’era e c’è tutt’ora una grande attrazione fisica e un’intesa sessuale molto forte non ho avuto il coraggio di chiudere immediatamente. Lui ha 62 anni, seri problemi di salute, non ha un lavoro e ha perso un figlio, ovviamente il grande dolore per questa perdita non lo abbandona mai. Con la moglie non c’è più nessun rapporto solo una questione economica li tiene sotto lo stesso tetto, io non capisco perchè continuo questa relazione, non mi sta bene fare l’amante a vita, tenga presente che io mi vergogno di avere una relazione con un uomo sposato e faccio il possibile per nasconderlo ai miei figli, ci vediamo al mattino prima che io vada in ufficio, vado da lui perchè non ha la macchina (la usa la moglie per andare a lavorare) noi abitiamo in due paesi limitrofi e usare il mezzo pubblico è fuori discussione. L’ho detto a lui che non posso pensare di continuare così cosa faccio a 60, 70 anni continuuo a partire al mattino con l’auto per andare a trovarlo? La moglie prima o poi smettterà di lavorare e allora? Lui risponde “mai dire mai” che tutto può succedere e che sta lavorando per cambiare le cose, che può riuscirci ma potrebbe anche non riuscirci e che comunque non dobbiamo rinunciare a questo amore e viverci ogni momento che possiamo stare insieme. Certo, va bene, ma il fatto è che io mi sento sempre “l’altra” quella che “ha rubato il marito”, anche se lui ribadisce che il suo matrimonio era già finito prima di incontrare me, io mi sento in difetto, mi sento quella che si deve vergognare! Il fatto è che ho provato a chiudere perchè ci sono anche aspetti del suo carattere che mi mandano in bestia, lui ha dei modi nei miei confronti quando litighiamo che mi feriscono ma nonostante tutto non riesco a tenere duro. Ogni volta che dico basta lui mi chiama in continuazione, mi manda sms, io mi sento in colpa perchè lui mi fa pesare il fatto che io ho tutto (figli, lavoro, salute, una vita felice) e lui invece ha solo me e se io lo lascio neanche più quello e lui non si merita neanche un po’ di felicità? Però poi anche l’idea di non vederlo più mi fa stare male e non so più cosa voglio davvero. Insomma dottoressa mi sento una stupida e le confesso che vorrei che lui si innamorasse di un’altra e mi lasciasse stare, così lo saprei felice, so che non sarebbe da solo e io non mi sentirei in colpa per non avere avuto il coraggio di difendere e di continuare questo amore. So di non essere stata abbastanza chiara ma ci vorrebbe troppo tempo per raccontare tutto, spero di avere fatto un quadro generico della situazione e aspetto se possibile un piccolo consiglio che mi aiuti a capire meglio me stessa. Grazie mille. Cordiali saluti.

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Laura, la cosa che mi piace meno di questa situazione è che quest’uomo è un manipolatore che cerca di far leva suoi suoi sensi di colpa per farle restare in una relazione malata. Non è colpa sua se lei ha tutto al contrario di questo signore. Le cose non le sono piovute dal cielo ma le ha costruite, al contrario di quest’ uomo che sta con la moglie per farsi mantenere e la tradisce da 8 anni e mezzo.
      E già questo le fa pensare che tipo di persona sia.
      Lui le fa promesse vane ( ci stiamo lavorando), e quando lei si allontana le fa credere di essere cambiato, diventando dolce, gentile e premuroso.
      Capisco che lei quando lo lascia, le manchi e ci stia male. Dopo 8 anni e mezzo si è creato un forte legame, lei sente la solitudine e forse è anche un pò spaventata all’idea di ricominciare da capo ad un età non proprio giovanissima ma deve tenere duro. Più aspetta, più sarà difficile.
      Il fatto che lui le manchi non significa che sia l’uomo giusto per lei.
      Pensi invece a lungo termine, a quello che vuole per la sua vita: se lui non ha lasciato la moglie in otto anni e mezzo, non lo farà mai. L’intesa sessuale va bene ma temo che se il vostro rapporto si ufficializzasse, lei non avrebbe un compagno con cui condividere le responsabilità della vita ma qualcuno da mantenere e curare che in più la tratta anche male!

  • gio scrive:

    Il solo fatto di trovarmi qui a leggere, mi fa pensare che forse qualcosa non va. Esco oramai da sei mesi con una ragazza e confesso di aver perso la testa. Proma d’ora mai mi era capitato di innamorami così. I primi mesi tutto è filato liscio anche perché io ero il distaccato di sempre e lei molto simile a me. Poi però i miei sentimenti sono cambiati. Lei è una donna davvero intelligente e mi ha preso molto di testa oltre che fisicamente. Ma dopo l’estate il sup modo di fare è cambiato. Ha problemi a lasciarsi andare e questo è evidente, quando stiamo insieme è tutto rose e fiori pur vedendoci solo 2 volte a sertimana. Ma durante il giorno è molto assente. Un messaggino la mattina di buon giorno e poi una massimo due telefonate in tutta la giornata. Mi accorgo che tende molto ad impormi le sue regole e il fatto che io le accetti mi preoccupa perché proprio non è da me. La sento distante e quando glielo faccio presente lei si scoccia evidentemente. Non credo di chiedere tanto in fondo chiedo solo di sentirla più presente. Poco tempo fa l’ho lasciata prorpio per questo e dopo una settimana abbiamo parlato e lei ha voluto “riprovarci” ma ora mi sto accorgendo che la situazione non cambia. E mi accorgo che la mia speranza invece è proprio questa. Cosa devo fare?
    Grazie

    • Anna Zanon scrive:

      Ma la prima cosa che viene in mente è che abbiate modi diversi di vivere l’ affettività. Due telefonate al giorno non mi sembrano poche…Non sempre la riservatezza è una prova di disamore

  • chiara scrive:

    Gentile dottoressa, sono capitata per caso su questo sito e non ho potuto trattenermi dal raccontarle la mia situazione. Sono una ragazza giovane, di 22 anni, e da quasi un anno sto frequentando un ragazzo, forse meglio dire uomo, di 14 anni più grande. Fin da subito c’è stata una grande attrazione fisica e nonostante la differenza d’età abbiamo iniziato a vederci. Devo ammettere che questa persona si è sempre comportata con sincerità con me, non mi ha mai promesso nulla e mi ha sempre detto che a causa di una sua storia precedente molto sofferta non aveva intenzione di costruire qualcosa di serio con me o con altre. Quindi so che inizialmente oltre che con me è uscito anche con altre ragazze e tutto sommato ho sempre accettato questa cosa, proprio perchè non me lo ha mai nascosto. Inoltre ho sempre pensato, durante i primi mesi della conoscenza, che sarebbe stata una cosa passeggera e che quindi non avrei avuto problemi a liberarmi di lui. In realtà, però, le cose non sono andate proprio cosi. Abbiamo iniziato ad affezionarci e lui stesso ha iniziato a dirmi cose che non mi sarei mai aspettata: sta comprando casa e mi ha chiesto di trasferirmi da lui per qualche giorno ogni tanto, vuole lasciarsi andare e vivere il rapporto con me senza freni e come andrà andrà. E fin qui tutto farebbe presumere ad una storia a lieto fine. Io invece non la vivo cosi. Nonostante ciò a sentire lui noi ancora non siamo fidanzati, le nostre famiglie non ci conoscono e si possono fare progetti per il futuro(a breve termine chiaramente) solo quando piace a lui e quando questa cosa non lo spaventa troppo. Io cerco di capire tante cose, ma a volte proprio non ce la faccio. A me piacerebbe “stare” con una persona che abbia considerazione per me e che mi rispetti, una persona a cui io piaccia. Invece mi trovo sempre di fronte qualcuno che ha sempre una parola di disprezzo per me, per sottolineare i miei difetti, e che passa ore a lodare la bellezza e la perfezione di tutte le sue altre amiche. Potrà sembrare una cosa stupida, ma anche parlandone con lui la risposta è stata che non vuole sbilanciarsi troppo con me perche poi rischia di innamorarsi, come se due complimenti in più cambiassero qualcosa!! Allora la mia domanda è: cosa vuole da me? Perchè pretende che io gli stia vicino, gli dia affetto, lo supporti quando lui per me ha sempre cosi poca considerazione, mai che si preoccupi di quello che faccio(studi, amicizie..), mai che mi faccia un complimento. Mi dice che mi vuole bene, ma io devo accettare atteggiamenti di superiorità solo in virtù del fatto che ha 14 anni più di me. E non esiste proprio! Ultimamente questa situazione sta iniziando a pesarmi molto, tanto che anche il sesso, che fino ad ora è sempre stata l’unica cosa su cui siamo sempre andati d’accordo, non mi piace più. Lui se ne è accorto e quindi continuiamo a litigare per piccolezze senza voler accettare davvero quali siano i problemi. Ripeto io posso capire che lui abbia paura, anche io sono terrorizzata dall’idea di innamorarmi di lui, e lui lo sa, ma anche se sono consapevole che questa situazione non mi sta bene continuo a volergli dare la possibilità di dimostrarmi che mi vuole. Ma mi vuole davvero? Non lo so più nemmeno io, però non ho il coraggio di lasciarlo perché quando stiamo bene lo stiamo davvero e non so cosa fare…
    Mi scuso per la lunghezza del commento, spero che non si stanchi prima della fine.
    Buonasera

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Chiara, temo che lei abbia conosciuto un narcisista. Le dico chiaramente che il vostro rapporto non ha futuro, lui non vuole innamorarsi ma avere una persona da frequentare senza impegno nei tempi e nei modi decisi da lui ( e sentendosi libero all’occorrenza di uscire con altre).
      Per carità, si liberi di un rapporto che non le dà più gioia e che sta intaccando la sua autostima.

  • Anna scrive:

    Leggendo mi rendo conto che il mio è stato, per 3 anni, un amore sano e felice e nell’ultimo anno un amore davvero malato…lui l’anno scorso è andato a lavorare fuori, tornava una volta al mese e col tempo è diventato più egoista e i suoi sentimenti si sono affievoliti…ha iniziato a trascurarmi (ma non dal punto di vista sessuale), davo soltanto io…e ricevevo poco in cambio..e mi accontentavo..davo ancora di più..perchè non volevo perderlo…poi mi lascia perchè non sa ciò che vuole, ma dopo un mese torna dicendo che non può amare nessuno come ama me!Vuole sposarmi, portarmi nella sua città, avere un figlio..I primi mesi ricomincia a dare anche lui,come una volta, poi vedendoci sempre una volta al mese, si allontana di nuovo..alterna giorni di dolcezza a giorni di freddezza..ed io penso sia per lo stress dovuto al lavoro e alla nostra distanza (che non è poca!)..però quando ci vedevamo era dolce e passionale come sempre, fino all’ultimo giorno! dopo 8 mesi, colpo di grazia! Ha conosciuto una che vedeva tutti i giorni al bar e che l’ha colpito..vuole stare con lei..quindi mi lascia e sparisce…davvero stavolta..pubblica in continuazione foto con lei, in cui sembra felicissimo..sono quasi 2 mesi che non ci vediamo e sentiamo più… E’ vero che ormai era un amore malato ma è iniziato tutto da questa distanza..non c’è soluzione per noi? per tornare felici come una volta? Capirà mai che di lei si è solo infatuato perchè noi stavamo sempre lontani e quindi lei era la strada più facile? mentre l’amore è quello che ha costruito con me in questi 4 anni?

    • Anna Zanon scrive:

      Capita che l’innamoramento degli inizi non si tramuti in un vero amore. La distanza è sempre una dura prova per un rapporto perchè fa capire se un sentimento è profondo o meno. Ne vostro caso la distanza imponeva delle scelte importanti e definitive ( matrimonio, ecc) che lui si è reso conto di non essere pronto ad affrontare.
      Il futuro non lo conosce nessuno ma il mio consiglio è quello di non restare ad aspettare un ritorno di fiamma che potrebbe non avvenire mai e andare avanti con la sua vita.

  • Arianna scrive:

    Dottoressa ho un problema di dipendenza affettiva verso il padre di mio figlio che farà i 2 anni a breve, quando lo conosciuto lui mi amava e mi faceva sentire viva mi ha protetto come una bimba , perché Kun po lo sono non ho avuto l amore dei miei genitori ma al contrario un infanzia terribile, in questo uomo ho investito tutto lo amato annullando me stessa .lui a 25 anni più di me è rumeno ha avuto una vita difficile ed a un carattere molto problematico ed ogni tanto litigato , ma me ne andavo a casa mia , con vivevo con lui ma quando c’erano le liti stavo sola a casa mia nonostante tutto a modo suo mi amava ed eravamo molto uniti condividevano tutto mangiavano nello stesso piatto eravamo indissolubile. Dopo è arrivato un bimbo , ed lui è partito in Romania promettendo di tornare con un po di soldi per fare una vita insieme , doveva vendere dei valori che aveva …lui era sposato con tre figli grandi ma con sua moglie era finita da molti anni , infatti è rimasto 9 anni in Italia senza mai andare a trovare i suoi figli , però lavorava e mandava soldi per loro., quando è partito non è stato sincero mi ha detto che andava da sua madre la cui conservava i suoi valori, e non andava a vedere i suoi bimbi,cosa che io ho creduto , ma io stessa dicevo vai a trovare i tuoi figli,poi andrai a vendere le tue cose , io ti aspetto, scopri dopo dopo tanta fiducia che sua madre non conservava nessun valore , i valori li conservava sua moglie .subì un trauma in lui credevo. Per 2 giorni non lo senti , poi mi telefono dicendomi che sua moglie aveva venduto tutto ed non aveva più niente , per torno da me senza un soldo e io lo accetta i a braccia aperte aspettavo un bimbo.partimmo poi per la Romania perché con i soldi che c’erano facevamo la fame ed in Romania la vita costa poco,prendemmo una casa in affitto lui mi stette molto vicino e mi dava più amore di prima. Mi disse che mi ha mentito per la sua sicurezza , non si fidava di me.comunque nonostante tutto ero felice di averlo vicino,anche se mi ha fatto soffrire , durante l anno in Italia, il 13 di febbraio nacque il piccolo,io dopo il parto non sentivo l amore materno come le altre mamme , non lo so cosa mi è successo, arrivati a casa dal ospedale lui vedeva solo il bimbo e prendeva cura di lui.io ero debole ero a letto persi molto sangue .lui mi mise in disparte per il bimbo , io non esisteva più solo mio figlio era la sua vita , comincio ad picchiare ed ad trattarsi male , non mi aiutava .io ero come se non esistesse , nutrito per mio figlio gelosia consideravo mio figlio un rivale , che mi aveva tolto l amore ,andai in depressione non volevo mio figlio e nemmeno lui volevo solo morire , amavo Pedro e non mi rassegne vedi non essere io più la sua bambina, perché purtroppo lo sono,i traumi del infanzia li vivi per sempre , tutto andò degenerato lui a volte mi guardava , ma a me mancava k
    La libertà che avevamo per noi , ed in più non sono stata una madre e mi sento in colpa non so cosa mi sia successo dopo il parto .io questo bimbo lo voluto contro tutti..adesso io amo mio figlio ma purtroppo bara me è lui le v
    Cose vanno malissimo lui mi picchia è diventato un uomo cattivo,Ion più comanda su mio figlio e non mi permette di fare con giacomino la mamma .io no questo uomo lo amo ancora ma non più come prima se il bimbo non c’era l avrei lasciato da tanto tempo.ma vivendo assieme io non riesco ad prendere mio figlio ed lasciare questo uomo , mi sento morire senza di lui.sono in esaurimento da quando è nato giacomo , non posso immaginare una vita senza il suo sorriso la sua dolcezza e il suo amore che un tempo , spero che cambi.mi ha distrutto ma lo voglio ancora mio figlio è vasta caro a suo pare e non voglio vederlo soffrire. Dottoressa mi dia un consiglio cosa devo fare mi sento sola al mondo mi sento al inferno soprattutto vivendo qui ,.dott cosa devo fare mi aiuti sono a terra ….non riesco a lasciarlo penso sempre ai ricordi di quando mi amava ,,, grazie atten
    Do una sua risposta ..arianna

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Arianna, quando una donna diventa madre vive un periodo di particolare fragilità psicologica. E’ difficile diventare mamme quando dentro di noi c’è ancora una bambina fragile e ferita che richiede attenzioni.
      Non so quanti anni lei abbia, immagino che sia molto giovane. Il bambino ha cambiato la sua vita e ha destabilizzato il suo rapporto di coppia: non è più lei la bambina da accudire ma una donna adulta che deve occuparsi di un piccolo esserino, agli occhi del suo compagno non è più lei la piccola da coccolare ma il nuovo nato.
      E’ difficile accettare questo cambiamento se si ha ancora troppo bisognose d’amore perchè si è ricevuto troppo poco affetto nella vita.
      Ma lei ha bisogno di farsi aiutare, di sentire che altre persone si possono occupare di lei solo così potrà occuparsi di suo figlio. Si rivolga ad un consultorio familiare e inizi un percorso li.
      Come vede non le ho detto niente sulla dipendenza affettiva dal suo compagno. Lei è infatti troppo sola e vede in lui l’unica fonte d’amore.
      Cerchi di riprendersi la sua vita, si rafforzi, cerchi un lavoro, si riprenda il ruolo di madre..solo così avrà la forza di lasciarlo

  • Roman scrive:

    Buongiorno
    Da un’anno ho una storia con una ragazza molto bella che non smettera’ mai di piacermi in quanto , quando siamo assieme siamo come due bambini che giocano e non si preoccupano del tempo.
    Io ho 45 anni lei 40 ognuno con il suo passato amoroso vissuto intensamente,
    Un’ anno vissuto assieme dove a lei gli e’ morto lo zio poi il papa’ (5 mesi fa’).
    L’ ho consolata in ogni occasione con mille attenzioni .
    Poi ho avuto un problema io. grave- e lei mi ha risposto che i suoi sono molto piu’ importanti .
    Il primo Dicembre io ho perso il lavoro ..lo ho riferito a lei e mi ha risposto che ha un problema da risolvere e che mi chiama domani .
    Ridevo scherzavo prima di conoscerla ora mi alzo dal letto con difficolta’ .
    Ho bisogno io di troppe attenzioni io ?
    Un vero uomo deve avere solo attenzioni per la donna e non averne,?
    Mi dia un consiglio ,,io non so piu ‘cosa e’ giusto .
    Grazie mille

  • Marta scrive:

    Buonasera,
    Mi sento male ho bisogno di conforto e soprattutto di poter parlare di questo che sto per dire. Non ho nessun con cui potermi confrontare, perché non ho uno straccio di amicizia ne’ qualcuno da chiamare. Vivo con i miei con i quali non ho dialogo e non voglio capiscano nulla di quello che mi accade. Prima a pranzo mi veniva da piangere e ho dovuto trattenere le lacrime.
    Il mio problema è che sto da un anno e mezzo con un ragazzo che abusa di droga. Riesce a stare tranquillo anche qualche settimana ma alla prima disponibilità economica ci si sperpera tutto arrivando all’indigenza (è costretto a digiunare). Allora mi scrocca i soldi. Prima mi chiedeva prestiti ora ha capito che non glieli do più e fa in un altro modo: me li chiede col contagocce, tipo la ricarica del cell, la benzina i soldi per il cibo, mettendomi con le spalle al muro perché se non glieli do non mangia. Non facciamo mai niente, non usciamo perché tutto costa e lui non ha una lira e dovrei pagare tutto io. Che lo farei pure ma non per uno che una volta ha sperperato in coca 1000 euro in 10 giorni.
    Gliel’ho detyo un sacco di volte che io così non ci posso stare e che era meglio lasciarsi. Ma lui si mette a piangere fa il bambino, dice che senza di me non ce la fa, mi ubriaca di sensi di colpa dicendomi che se io gli stesso più accanto snifferebbe di meno. Il problema è che ho un sacco di problemi familiari per i quali non posso stare troppo tempo con lui (e con nessun altro, infatti non ho amici e non esco mai). Lui capisce i miei blocchi ma non capisce che se mi desse un po’ più di certezze sarei motivata a cambiare, così invece non riesco.
    Ieri ci siamo visto ed era dopo il suo ennesimo sperpero. Non ho retto e gliel’ho rinfacciato. Me ne sono tornata a casa intenzionata a non cedere più.
    Mi sento uno schifo. L’ho lasciato con zero euro in tasca, vive solo i suoi familiari sono partiti e così tutte le persone a cui potrebbe chiedere una mano. In questi giorni aveva solo me e l’ho mollato forse in uno dei periodi più tosti dell’anno.
    Mi sento in colpa. Ho paura che gli succeda qualcosa. Vorrei andare a casa sua a lasciargli dei soldi per tirare avanti finché non torna qualcuno. Ma ho paura a lasciargli del denaro perché ci si comprerebbe la coca.
    Non so che fare mi sento bloccata e indegna.
    Mi scuso se ci sono errori ma ho scritto tutto di getto.
    Grazie a chi leggerà e vorrà commentare.

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Marta,
      purtroppo stando con lui e dandogli dei soldi, lei diventa involontariamente complice nel suo uso di droga. Purtroppo solo quando si troverà con le spalle al muro e si renderà conto di averla persa, troverà la motivazione per farsi aiutare. Lei stando con lui, non solo non l’aiuta ma si rovina la vita.
      Se lui non si fa aiutare, lei dovrebbe lasciarlo. Ma nel frattempo perchè si fa aiutare un pò anche lei?

    • lorenzo scrive:

      Marta lascia perdere finche nn esce dalla droga tu nn potrai mai aiutarlo. Capisco i tuoi sensi di colpa.. ma cm dice la d.ssa fai peggio. nn lasciarli soldi fagli una spesa di cibo ma falla.tu altrimenti i tuoi soldi se li infila nel naso.
      parlo x esperienza personale la mia ex compagna
      stessa cosa

  • Erik scrive:

    Cara dottoressa
    Ho 34 anni e ho conosciuto 6 anni fa in vacanza , una fantastica donna di 2 anni piu grande di me ,e ci siamo innamorati. Avevamo problemi logistici grandi. Lei viveva in Brasile io in Italia . Lei è divorziata ed ha un bambino . Dopo poco la storia era iniziata lei voleva trasferirsi qui a Roma. Io ero molto preoccupato, non avedo mai vissuto con un bambino. Così lei per il momento riesce a trasferirsi in svizzera ed essere più vicina.per 3 anni ci siamo incontrati solo viaggiando. Andavamo bei posti più belli e ci divertiamo tantissimo.
    Dopo 3 anni di viaggio, stanchi di tutti questi aerei decidiamo di andare a vivere a Roma insieme. Io ho sempre tante indecisioni ma decido di saltare. Lei è sicurissima lascia un lavoro ottimo per stare con me. Iniziamo questa convivenza, è premetto che è stata il più grande amore abbia mai provato, ok un amore passionale ,per i primi anni abbiamo solo viaggiato e pensato a divertirsi. Vedo che abbiamo tutti gli ingredienti per essere felici. Siamo entrambi affermati, intelligenti e con una super voglia di vivere la vita.
    Così la convivenza va bene io mi dedico completamente a questo bambino e riesco ad amarlo come mio. Con lei va benissimo anche se un po di gelosia è li che ci disturba.dopo 3 anni a distanza è normale.
    dentro di me però ho sempre tante resistenza. Come se non mi fidassi completamente di questa persona, come pure occuparsi di un figlio che non è tuo è un esperienza fantastica ma può essere molto conflittuale.ero felice avevamo tutto una bellissima casa , entrambi avevamo soldi c’era un attrazione incredibile, ma queste resistenze o fantasmi come preferiamo chiamarli stavano lì.
    Problemi reali forse una concezione diversa della famiglia e una religione diversa. Lei non era religiosa e io pur non essendo per niente praticante ero molto attaccato culturalmente alla mia appartenenza all ebraismo.
    Dopo 1 anno di convivenza lei si vuole sposare e fare figli.
    io pure vorrei ma vorrei risolvere il problema religioso e più che mai mettere a tacere questi fantasmi che mi dicono che non è lei la donna della mia vita.ho pensato, non posso sposarmi se la mia pancia non è d’accordo ho bisogno di tutto me stesso per sposarmi. Allora iniziano i nostri problemi. Lei è tristissima che non mi voglio sposare , si sente come rifiutata. Io gli dico che per me fa lo stesso e voglio vivere con lei , che in fondo matrimonio e convivenza sono le stesse cose. Conviviamo per altri 2 anni. E sono anni difficili per noi. Lei si sente rifiutata .io mi sento che se non mi muovo perderò la donna dei miei sogni. Però dico a me stesso che non mi sposero’ con queste resistenze.
    Lei si arrabbia sempre di più e io mi chiudo sempre di più.
    Ora dopo 6 anni insieme ci siamo lasciati per questo.
    mi chiedo se ho fatto bene a sentire le mie voci interiori . Oppure se ho perso per sempre un amore fantastico per qualche paura che magari avrei potuto superare.
    sono stato anche da uno psicologo per più di 1 anno . Però i mieri dubbi sono ancora vivi.
    Ho rimorsi che non mi lasciano in pace.
    grazie

    • Anna Zanon scrive:

      Gentile Erik, il legarsi a qualcuno in un modo definitivo fa sempre paura: è fare un salto nel buio, è un affidarsi a qualcuno che potrebbe abbandonarci, tradirci o semplicemente deluderci.
      Da quello che mi racconta mi sembra che la sua incapacità a fidarsi della sua fidanzata non dipenda da insormontabili difficoltà nella relazione o da incompatibilità ( anzi mi sembra che steste molto bene insieme) , quanto da un sua difficoltà a fidarsi profondamente di qualcuno.
      Ovviamente in tutti i matrimoni ci sono delle difficoltà e delle differenze che possono creare attriti ma queste differenze possono anche essere fonte di crescita.
      Penso che questa sfiducia possa dipendere da sue esperienze del passato e che la psicoterapia possa aiutarla a capire meglio le sue paure.

  • alex scrive:

    Buongiorno Dottoressa…

    ringraziandola fin da ora per la sua risposta cercherò di essere il più sintetico possibile pur essendo la mia una situazione particolare… nella sua particolarità…

    facciamo uno… anzi… molti passi indietro…

    dopo molti anni di vita (ne ho 57…) tra casa lavoro problemi fisici che ho dalla nascita e delusioni sentimentali mi ero convinto (a torto o a ragione…) che solo con una compagna che aveva passato esperienze simili alle mie (e cioè una disabile) avrei potuto esaudire il mio desiderio di amare ed essere amato…

    ripeto: a torto o a ragione…

    e fu così che mettendo in secondo piano l’aspetto puramente fisico e puntando quasi esclusivamente su un fattore di reciproca comprensione e collaborazione… 10 anni fa conobbi Stella… ambedue (allora) over 40…

    generalmente in una coppia… all’inizio è tutto rose e fiori… poi cominciano le incomprensioni…

    tra me e Stella invece successe il contrario… dopo un primo periodo un po’ ostico passato “a studiarci” (spesso le facevo notare che era un po’ succube della famiglia… di cui io un po’ diffidavo… e i fatti come vedremo in seguito m’avrebbero dato ragione…) man mano che passava il tempo capivamo che i nostri due caratteri si stavano ben amalgamando ed avviando ad un’ottima intesa… al punto che dopo 9 anni di convivenza a casa mia decisi di esaudire un suo desiderio (che alla fine era diventato anche il mio…) e di sposarci…

    durante i preparativi avviene il fattaccio… lei ha un’emorragia cerebrale ed entra in coma… comincia a riprendersi ma non è più lei… sembra tornata com’era era all’inizio della nostra storia 10anni fa… anzi peggio: irascibile ostile con tutti in particolare con me…

    istigata – a mio avviso – dalla famiglia (in particolare una sorella – ma col tacito consenso delle altre – che col pretesto di accudirla durante la convalescenza l’ha di fatto sequestrata…) vengo letteralmente allontanato e accusato di non volerla più sposare… quasi come se in quel momento la priorità non fosse la sua salute ma il matrimonio… il pezzo di carta…

    a parte che tempo dopo dimostrerò (con un documento scritto) che l’accusa era infondata mi pongo una domanda: allora io andavo bene solo per quello? qualcosa mi dice che se ero un pezzente il problema non si poneva…

    pur non negando certi miei timori su come avrei potuto affrontare da solo e con le mie scarse forze una situazione già fragile precedentemente e che si stava facendo difficilissima (in due… unendo le nostre forze ce la cavavamo… ma così era dura…) non avevo mai pensato di abbandonarla… tant’è che durante la riabilitazione l’avevo seguita anche al paese suo (e l’avrei seguita pure in alaska…) e quanto al matrimonio mi chiedo: è un reato attendere che la situazione clinica si stabilizzi a beneficio della ripresa del nostro feeling che stavamo costruendo?

    niente da fare… l’apice si raggiunge quando lei (ancora in evidente stato confusionale) torna a casa mia – aiutata da loro e quindi complici nella sua (sua?) scelta – ma solo per prendersi la roba e andarsene…

    piombato nello sconforto più totale… vedendomi crollato un obiettivo… un ideale che avevo perseguito per parecchi anni mi rassegnai e decisi di continuare a vivere da solo… aiutato da una cooperativa per le normali faccende domestiche…

    “se ne pentiranno” ogni tanto pensavo… “si renderanno conto di chi hanno fatto perdere a Stella… se lei si riprenderà bene e capirà… i casi sono due… o farà buon viso a cattivo gioco o li odierà per tutta la vita…”

    e così avvenne qualche tempo dopo…

    superata la fase critica (anche se ancora fragile… più emotivamente che psicologicamente…) si rifà viva… non mi dice “ho fatto una stupidaggine” un po’ perchè è (com’è sempre stata) molto orgogliosa… e poi (di questo ne sono convinto) la stupidaggine non l’ha fatta lei… ma l’hanno portata a farla… purtroppo è gente di cui lei… volenti o nolenti ha bisogno… pur scendendo a molti compromessi…

    ci siamo visti… non abbiamo resistito a qualche bel momento come ai vecchi tempi (evidentemente ne avevamo bisogno entrambi…) ma volutamente non abbiamo oltrepassato certi limiti…

    tornando con i piedi per terra… le ho detto chiaramente che non intendo condividere la mia vita con persone che (anche se indirettamente) volevano condizionarmela e rovinarmela separandoci di fatto… e considerato che lei è (per sentimento o per necessità) troppo legata a loro… non mi sento di prendermi la responsabilità di imporle (come dovrei) “o me… o loro…” anche perchè se è vero che mi hanno trattato male e massacrato la coppia… lei gli deve essere comunque riconoscente visto che sono stati determinanti per la sua salvezza…

    La sua reazione non è stata delle più felici… l’avevo messo in conto… e nonostante le avessi proposto un compromesso che da una parte avrebbe consentito di frequentarci più agevolmente vedendo in seguito come andava ma che d’altra parte m’avrebbe comunque tenuto lontano da loro (con cui non voglio averci più nulla a che fare…) non mi pare ancora pronta a darmi garanzie in tal senso… almeno per il momento…

    ed è questa la maggiore difficoltà

    La sto affrontando… apparentemente con molta freddezza… ma mi creda… sotto sotto temo di essere di fronte al classico amore impossibile… impossibile per cause indipendenti dalla nostra volontà…

    • Anna Zanon scrive:

      Gentile Alex, il vostro mi sembra il classico caso da terapia di coppia. Quello che lei mi racconta non mi fa pensare ad un incompatibilità: al contrario, il lungo percorso fatto insieme aiutandovi a vicenda e condividendo molte difficoltà, il crescente feeling tra di voi sono elementi che depongono a favore di una felice vita insieme.
      Il mio consiglio è quello di non buttare via tutto ( considerata anche la sua età ) e di ricorrere alla terapia di coppia per trovare un compromesso che possa essere soddisfacente per entrambi e che salvaguardi la vostra vita a due.

  • roberto scrive:

    buonasera dottoressa ho letto il suo articolo ed ha ragione su quello che ha detto. Ho finito

  • andrea scrive:

    buon giorno dottoressa, ho 30 anni padre di 3 splendidi bambini di 8-6-4 anni sono da quasi 10 anni in convivenza con la mia attuale compagna madre dei miei figli ma a parte i primi anni il nostro rapporto e stato quasi sempre di litigi ,inizialmente per il fatto che lei lavora nel locale di famiglia e non percepisce lo stipendio ma prende solo quello che serve tipo latte ecc…. e su questo argomento abbiamo ampiamente littigato ,quindi di conseguenza per non far mancare nulla in casa ho sbagliato e fatto alcune truffe per raccimolare un po di soldi ,sono finito in carcere pochi mesi e tra un po ho altri mesi da scontare,ci tengo a precisare che la mia compagna cq mi e stata vicino ogni venerdì per 4 mesi veniva a trovarmi con i bambini ma cq tornato a casa nulla e cambiato anzi lei da la colpa delle mie azioni alla mia famiglia che sta a 500 km di distanza insultando ogni minuto mia madre dicendomi che sono un figlio di…….io cerco di stare calmo ma dopo ripetuti insulti a volte come penso tutti farebbero mi arrabbio e littighiamo davanti ai figli pultroppo!
    dice che i soldi non sono un problema ma mancano e non fa nulla per trovarli nemmeno pretendere uno stipendio cosi pultroppo io continuo a fare cazzate rischiando di tornare dentro per mandare avanti tutto….piscina per i bambini,palestra dei bimbi buoni pasto,vestiti,bollette,spesa ecc….tutto pr i figli mi trovo da anni in un circolo vizioso dove il cane si continua a mordere la coda ,ora per uscire dagli arresti domiciliari l avvocato con l madre della mia compagna hanno fatto un contratto di 6 mesi di assunzione presso il loro locale di 4 ora al giorno ma gia la madre di mia figlia ha detto che non mi paghera’ perché a dire suo non ci sono i soldi!
    quindi rieccoci che dovro’ fare cavolate per campare! e veramente sto male perché a casa questa mi insulta ,dice che non faccio nulla quando invece cucino sempre io e nel limite del possibile pulisco casa bado a 6 gatti faccio la lavaatrice ecc….insomma non sto fermo ma quando lei torna a casa invece di vedere il lavoro che ho fatto …guarda magari i vetri sporhi e icomincia cosi a insultarmi….panzone stai seduto tutto il giorno, non fai un ca…. fai schifo ecc….. e ‘ giusto che io debba per amore dei figli subire tutte queste umiliazioni?
    amo i miei figli ma questa relazione mi sta piano piano distruggendo a volte penso pure di togliermi la vita per non dare più intralcio la prego di potermi dare un esaudiente risposta
    distinti saluti

    • Anna Zanon scrive:

      Caro Andrea è evidente che lei e la sua compagna abbiate bisogno di farvi aiutare, perchè non vi rivolgete ad un consultorio familiare per la terapia di coppia? Dovrebbe essere gratuito o quasi.
      Non ho capito se lei lavora o meno ma se non ha un lavoro regolare dovrebbe dirigere i suoi sforzi in questa direzione.

  • fabio scrive:

    gent, dott. ho una domando. se gia avendo capito che il rapporto col partner e malato, ma si ha difficolta’ a lasciarlo che emotivamente sei quotidianamente a contatto xche ci lavoti insieme, e desideri lasciarlo ma non lo fai xche ti fa star male vederlo, come si fa?

  • Simona scrive:

    Buona sera dott.essa Zanon, il suo articolo mi ha colpita e vorrei esporle il mio problema, ho 26 anni il mio compagno 24, siamo insieme da 6 anni durante i quali é nata una bimba che adesso ha quasi 5 anni. La nostra storia é da subito partita con il piede sbagliato per colpa della mia paura di parlare delle relazioni avute prima di incontrarlo, ma con il passare del tempo tutto quello che c’era da dire é stato detto anche se ormai la sua fiducia nei miei confronti non c’é quasi più stata. Ora lui continua ad insistere a dire che rimango attaccata al passato perché non riprendo vecchi discorsi riguardanti le mie vecchie relazioni, ogni scusa é buona per litigare, io non ho un carattere molto semplice credo anche di aver passato un periodo di stress dopo la gravidanza che si é proteso fino a metà dell’ anno scorso ma adesso mi sto riprendendo piano piano ma ogni volta che discutiamo mi butta giù. Io voglio cambiare il mio carattere ma non so proprio più che fare, cerco sempre di fare il possibile per fare pace, ma per lui non é mai abbastanza. Cosa posso fare? Grazie

  • carmelacct scrive:

    cara dott.ssa zanon,
    per caso ho trovato il suo articolo e sto riflettendo molto sul mio rapporto di coppia.sono sposata da 4 anni ,purtroppo il primo anno ho avuto aborto spontaneo una profonda crisi depressiva subito due interventi e diverse cure ma i medici dicono che siamo una coppia normale.lo scorso siamo stati vittima di un’anziana squilibrata che ci ha rotto auto e minacciato di morte ,ci siamo trasferiti di casa purtroppo mio marito è libero professionista e deve pagarsi un sacco di tasse e pochi soldi al mese aveva vinto due concorsi pubblici dovevamo anadare su e invece tutto bloccato ,da li molto malumore suo . il mio desiderio di maternità cresce sempre di più ma lui è più innamorato el suo lavoro in più a causa sua mi ritrovo senza un soldo non mi fa vedere i miei familiari e quando ogni volta conto i giorni fertili per avere rapporti lui mi trascura e mi fa saltare ogni mese l’opportunità di diventare madre premesso che mi sento come “sequestrata in casa “non posso uscire per fare la spesa ci deve essere lui e pagare sempre lui se incontriamo persone che lui conosce mi scansa come se non fossimo insieme ora mi ha fatto avere un’opportunità di lavoro che vuole smetta subito è un tipo egocentrico mracconta sempre tutte le nostre cose a sua madre e purtroppo viviamo sotto dai suoi familiari che mi hanno sempre odiata in quanto cattolica praticante mentre loro amano la magia m a parte questo gli episodi più tristi che faccio a fatica a dimenticare che dopo l’aborto quandoo sono dovuta tornare a casa dall’ospedale e riposare lui non solo non mi dava alcun aiuto ma soprattutto mi ha menata due volte dicendomi che era un bene aver perso il figlionon c’erano soldi per mantenerlo e che mi dovevo levare questi tarli dalla testa.poi quando più volte ho provato a scappare per lasciarlo lui piangeva e diceva che non poteva vivere senza di me che sarebbe cambiato e avremmo avuto dei figli .poi dop l’episodio di stolking su sua pressione sono andata da una psichiatra perchè secondo lui dovevo fingere di essere deficente/scema per avere una pensione d’invalidità ma dopo tre sedute la dott.ssa mi a ha trovato serena e lui invece era dispiaciuto anzi la dott.sa lo ha rimproverato di stressarmi col lavoro e di lasciarmi tranquilla.ora dopo tre mesi che ci siamo separati per aver subito un aggressione daparte di sua sorella e di suo cognato per motivi ereditari siamo da circa un mese nella nuova casa insieme.questa purtroppo è la mia storia complessa a volte ho paura di stare con questa persona perchè non so proprio dove andare ,mi sento una fallita a causa sua ho rinunciato ai miei studi la mia famigla mi telefona a stento e non si cura della situazione iin cui mi trovo in quanto i meiei genitori dopo chemi hanno fatto sposare si sono lavati le mani una bocca in meno da sfamare.io purtopoo lìho minacciato che se non avessimo avuto rapporti avrei preferito suicidarmi davvero tanto la mia vita fa già schifo dover perdere anche l’ultima speranza e l’ultima cosa che le darebbe un senso avendo raggiunto 35 anni d’età è come se avessi un peso. se può midi aun consiglio sono troppo depressa e stanca secondo lei è meglio lasciarlo ? trovare una persona più giovane lui ha 42 anni forse mi impedisce di avere figli e altro e non ho i requisiti per denunciarlo di maltrattamenti la mia parola contro la sua la prego se può mi dia un consiglio.la ringrazio

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Carmela, la prima cosa da fare nella sua situazione è cercare un appoggio psicologico ( anche in consultorio), è importante che lei si rafforzi e lavori sulla sua autostima.
      Inoltre è di fondamentale importanza che lei si cerchi un lavoro, va bene un lavoro qualsiasi anche umile ma che le consenta di avere un reddito suo.
      In questo modo non sarà più ricattabile economicamente da suo marito che usa il denaro per controllarla ( questa è una forma di violenza psicologica) e avere un lavoro l’aiuterà a sentirsi più sicura di sè e a non isolarsi in casa.
      Credo infatti che non potendo contare sull’ appoggio della sua famiglia, lei debba imparare a reggersi sulle sue gambe per poter trovare la forza di lasciare suo marito.
      Minacci suo marito di denunciarlo se dovesse ancora picchiarla ( esistono anche dei centri gratuiti per le donne che stanno con uomini violenti).
      Sono d’accordo con suo marito solo su una cosa: avere un bambino in una situazione come questa sarebbe un grave errore per tutti.
      E non solo non risolverebbe i suoi problemi matrimoniali ma li peggiorerebbe.

  • alessia scrive:

    Ciao dottoressa,sono alessia e ho 18 anni,ho bisogno di un consiglio. Da tre mesi convivo con il mio ragazzo, all’inizio ero tranquilla perche pensavo che lui mi amasse davvero. Ecco, abitiamo al momento dai suoi zii, lui ha due cugine molto carine, e lui le guarda sempre. Io sono tanto gelosa,e litighiamo spesso per questo.cosa mi consigli? Grazie.

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Alessia non farne una tragedia, capisco che sia fastidioso, ma è un comportamento normale. Al limite comincia anche tu a guardare i bei ragazzi così magari il tuo ragazzo capisce e si corregge. Piuttosto non siete troppo giovani per convivere?

  • Simona scrive:

    Gentile dottoressa,
    sono una ragazza di 20 anni e sono con il mio ragazzo da 7. Essendoci fidanzati da ragazzini, la nostra storia è cresciuta insieme a noi. Purtroppo, da qualche anno, la situazione è peggiorata fino a raggiungere i livelli descritti nel suo articolo. Il problema è che la causa di questo amore malato sono io, sono io la persona possessiva e gelosa, sono la persona che non gli consente di vivere in modo tranquillo. Non ho mai fatto nulla per cattiveria, desideravo solo che lui fosse con me al 100% e che mi desse tutto se stesso.
    Da qualche mese, lui si è accorto di questa situazione e mi ha fatto presente che (giustamente) non sarebbe stato più disposto a sopportarla. Dopo questo suo sfogo, anche io ho preso consapevolezza dei miei errori, e abbiamo deciso di parlarne. Consapevoli di non poter stare insieme, e di non volere le stesse cose ci siamo lasciati. Però, io continuo ad amare lui, e credo che lui continui ad amare me, quindi ho capito che se vogliamo stare insieme, io devo correggere i miei atteggiamenti. L’ho contattato per poter parlare e stasera dobbiamo incontrarci. Sono consapevole del mio carattere morboso, sono consapevole dei miei errori ma ho paura di non essere in grado di cambiare. Spero che lui possa avere pazienza, ed essermi accanto in questo percorso, ma ho paura di non riuscirci. Conoscendo questo brutto lato di me, sono terrorizzata all’idea che lui possa incontrare un’altra ragazza migliore di me e lasciarmi. Sono molto insicura e faccio fatica a fidarmi, ma vorrei essere felice con lui e anche renderlo felice. Non vorrei però che se io fossi in grado di migliorarmi, lasciandogli la libertà di cui ha bisogno, lui poi non tenesse più conto di me, e si sentisse libero di comportarsi come se non ci fosse nessuno accanto a lui.
    Mi scusi se questo discorso è pieno di contraddizioni, ma questo è il mio stato d’animo al momento.
    Sono determinata a migliorare ma allo stesso tempo ho paura che un mio miglioramento possa portarlo ad allontanarsi da me (come se fino ad ora fosse stato il mio atteggiamento iper-possessivo a far si che non mi tradisse).
    Spero in un suo consiglio, e intanto la ringrazio anticipatamente.

  • Simone scrive:

    Buongiorno dottoressa! Le vorrei spiegare brevemente la mia storia, sono stato 1 anno e mezzo con una ragazza di cui ero innamoratissimo e lei diceva altrettanto, purtroppo però dopo un primo periodo felice sono iniziati a venire a galla dei problemi, per esempio lei non aveva più tempo per me, lavorava 10 ore al giorno, i week end passavamo poche ore assieme e non facevamo mai nulla di soddisfacente e di divertente assieme perché lei si riteneva stanca e stressata per i suoi motivi, erano diventati pochi i momento in cui parlavamo, ci telefonavamo, non facevamo più progetti almeno lei, purtroppo tutti i miei tentativi di dialogo e di spiegare il problema non sono serviti perché lei non accettava il problema, diventava sempre più fredda e distaccata e io in ogni modo cercavo sempre di più di poterla rendere felice e di essere gentile ma ogni volta mi sentivo sempre di più frustrato perché vedevo che davo 120 e ricevevo 30. Erano diversi mesi che avevo intenzione di lasciarla ma credendo sempre che avrei potuto riuscire a cambiarla e renderla una persona più amorevole e più interessata al partner mi avevano il illuso, il fatto è che anche ogni mio tentativo di lamentela risultava vano perché ero io quello che veniva accusato di essere troppo infantile e pretendere delle attenzioni che lei non poteva darmi, che lei amava in quel modo e che quello che poteva fare lei lo faceva ma non poteva di più. Ero diventato l’ultima cosa più importante dopo tutto il resto. Questo mi aveva portato a diventare infelice e depresso e ad accumulare una rabbia interiore che poi alla fine ho dovuto esternare dicendo chiaramente a lei con decisione e anche un po’ di cattiveria tutto quello che pensavo e ora nonostante ci siamo lasciati e questo reputo sia la cosa più giusta, mi fa soffrire ancora perché sono innamorato di lei. Lei cosa ne pensa?

    • Anna Zanon scrive:

      Buonasera, penso che la sua ex ragazza avesse paura dell’intimità o fosse addirittura una narcisista, incapace di tener conto delle sue esigenze. Una volta concretizzatosi il rapporto, ha impedito alla storia di crescere, sovraccaricandosi di impegni che le permettevano di mantenere una distanza di sicurezza da lei.
      Ha fatto bene a lasciarla, se era cosi dopo appena un anno e mezzo ( quindi in una fase ancora iniziale della relazione), come l’ avrebbe trattata tra 5 o 10 anni?

  • Ferdi scrive:

    Buonasera, volevo dare il mio contributo in merito all’articolo. Ho da poco lasciato una ragazza peruviana, conosciuta prima su Facebook e con la quale si era instaurato un rapporto molto dolce e intimo, aiutandoci nei momenti delicati (eravamo appena usciti da altre storie andate male, e la mia era di convivenza). A poco a poco è nato un sentimento molto speciale. Quest’anno lei è venuta in Europa a lavorare e c’eravamo promessi che ci saremmo visti per la prima volta dal vivo, dopo tanti anni. Appena giunta abbiamo aumentato il numero dei contatti telefonici ed abbiamo cominciato ad avere i primi problemi, dovuti principalmente al suo progressivo aumento di alti e soprattutto bassi, che sfociavano nel mutismo telefonico,nel silenzio,nell’iniziare una conversazione anche scritta. I miei perchè rimbalzavano nei suoi “non so” o “nulla” e non spiegava mai cosa la portasse tanto in basso. Scoprii a poco a poco della sua crescita senza genitori, dei suoi fantasmi del passato. Ho provato ad aspettarla mesi, dispiaciuto e sofferente del suo silenzio che durava una notte o un giorno, o tre , nei quali vedevo che comunque si sforzava di farsi notare presente. Ho perso tante forze, tanta energia psico-fisica, tendevo a dirmi che dovevo aiutarla,dicevo a lei che l’avrei aspettata anche in maniera molto romantica.Lei “guariva” e poi ripiombava in questo stato, a volte anche più volte alla settimana. Anche dopo che ci siamo visti, non è cambiato molto questo aspetto, alternandolo con un crescente amore nei miei confronti a parole. Giustificavo il suo background sfortunato familiare e non, mi dicevo che sarebbe stato un grande amore. La verità è che mi stavo ,scusi il termine,spersonalizzando, dando senza mai ricevere davvero serenità in cambio.Parlavamo di futuro ma poi lei diceva che voleva tornare in Perù ed aveva paura che tutto potesse finire. Poi mia madre è stata male e sono crollato, ed ho capito che era una storia malata, che non avrei potuto gestire tale doppio sforzo. So di averla fatta soffrire nel lasciarla, anche in modo che non mi aspettavo, ma stavo davvero male, perchè lei non voleva finire, nonostante sapesse il mio bisogno di serenità. Ho 36 anni e lei 26, credo nell’amore ,non solo quello a parole, ma quello dimostrato con i fatti, da ambo le parti. Cordiali saluti,ferdinando.

    • Anna Zanon scrive:

      Caro Ferdi, credo che la spiegazione sia molto semplice. Voi vi siete innamorati virtualmente ma gli amori virtuali rischiano di non reggere l’impatto con la realtà che si dimostra diversa dalle aspettative e dalle fantasie. Inoltre nel caso della sua ex, c’era anche la difficoltà di vivere in un paese straniero, lontana dagli amici e dagli affetti, facendo magari un lavoro poco gratificante.
      Forse poi la sua ex si aspettava una proposta di matrimonio o qualche proposta più concreta da parte sua..

  • alice scrive:

    Salve Dottoressa. Volevo contribuire al dibattito con la mia recentissima esperienza.
    Sono uscita di recente da una storia di due anni che è iniziata come la più sana delle relazioni ed è finita nel modo peggiore: il tradimento.
    Quando io e lui ci siamo innamorati è accaduto tutto molto naturalmente. Siamo stati amici, prima di “trovarci”. L’amore cristallino che lui mi ha dimostrato durante i primi mesi è stato così luminoso da spaventarmi, da farmi temere di non essere all’altezza di un sentimento così pulito. Io soffrivo di crisi di panico da parecchi anni, tendevo per questo ad oscillare tra totale apatia ed euforia esplosiva, ero instabile e soprattutto, particolarmente misantropa. Rendermi conto di ricambiare il suo sentimento mi ha gettato in una crisi profonda: avevo paura di soffrire, avevo paura di essere giudicata per colpa delle mie crisi e, soprattutto, temevo di far soffrire lui con la mia instabilità. Mano a mano, però, le mie paure hanno ceduto davanti alla sua forza incrollabile. Mi sono aperta, mi sono fidata, mi sono lasciata aiutare e ho ricambiato il suo amore con la stessa purezza. Eravamo entrambi sostegno e gioia l’uno dell’altra. L’unico neo era una certa ritrosia, da parte sua, a parlare delle sue, di paure e debolezze. Sapevo soltanto che la madre aveva abbandonato la sua famiglia quando lui aveva circa 16 anni. Inizialmente ho attribuito la cosa alla sua naturale riservatezza; diceva che non era necessario parlarne, perché i suoi “mostri” li aveva già affrontati. Col tempo, però, si sono accesi dei campanelli d’allarme. Ha cominciato ad essere scostante, apatico, frustrato… e io ho inizialmente attribuito questo suo cambiamento alla cosa più ovvia: non mi ama più come prima ma non vuole ammetterlo. L’ho lasciato dicendogli che non potevo stare con lui, se non ricambiava più il mio amore. Dopo pochi giorni, però, lui è ritornato: “Non è vero! Io ti amo! Sei la persona che mi rende migliore, che mi solleva da tutto quello che mi butta giù. Sono stato scostante, è vero, ma ti chiedo perdono e ti prometto di tornare ad avere cura di te”. Che dire? Mi sono gettata tra le sue braccia più felice che mai ma gli lancio un avvertimento: “sii sincero con te stesso, prima che con me. Altrimenti soffriremo di nuovo. E io non voglio!”. La relazione però non migliora. Io cerco le cure che mi aveva promesso e non le trovo, mi dice che ha problemi al lavoro e attribuisce a questo il suo continuo distacco. Mando giù il dolore e mi faccio forza per stargli vicino: “E’ stressato, è stanco, devo essere paziente e sostenerlo”. I problemi al lavoro si risolvono e lui non migliora. Lo vedo sempre più infelice, sempre più frustrato. Smette di suonare, di uscire, non fa altro che dormire e giocare ai videogiochi, a malapena trova la voglia di stare insieme a me. Io decido di mettere da parte la dolcezza e provare a scuoterlo: “Reagisci! Risollevati! Facciamo questo, ti porto a vedere quest’altro! Parlami, sfogati! Se stai male dentro, perdio, butta fuori! Io sto qui e ti chiedo solo di farti aiutare!”. Niente. Un muro di piombo che mi vomita addosso: “Sei paranoica! Io non ho niente! Non c’è nessun problema, non devo parlare di niente! Più fai così più mi metti ansia! Poi è evidente che non riesco più a stare sereno con te!”. Ci arrabbiamo, ci parliamo, facciamo pace e ci diciamo di darci una calmata: lui deve dire cosa ha dentro, io devo farmi meno paranoie. E poi mi tradisce. Con una ragazza con la quale ci eravamo concessi un menage a trois. Non essendo una persona cattiva si auto convince che, dato ciò che era accaduto tra noi tre, se andava con lei quando io non c’ero, non era tradimento. Me lo dice come se niente fosse, complice l’alcol. La mia reazione fa crollare il suo castello di carte, si rende conto della gravità del suo errore. Ma è tardi. Lui dice di amarmi alla follia, di aver fatto una stronzata. Lo lascio. E i motivi sono due: 1) La sua depressione lo ha portato a tradire la persona che ama (ci credo, che mi ama) perché lo pressava per guardarsi dentro quando lui si rifiuta. 2) Mi ha tradita.
    Che cosa è successo alla nostra relazione? Potrà mai ripulirsi per tornare ad essere sana e bella come all’inizio, se lui affronterà i suoi mostri?
    Sento di dover andare avanti… ma sarebbe giusto per me dargli una seconda possibilità, se lui tornasse da me dopo aver affrontato una terapia da uno psicoterapeuta, come ha intenzione di fare?
    Grazie per la pazienza :)

    • Anna Zanon scrive:

      Grazie per il complimento..La mia risposta, però, potrebbe essere diversa da quella che si aspetta e le chiedo anticipatamente scusa se qualcosa dovesse irritarla.
      Che cosa vuol dire che vi siete concessi un menage a trois? Desiderato da chi? Da lei, dal suo ragazzo, da entrambi? Fare l’amore è il contatto più intimo che si possa avere con una persona.
      Quando una relazione contempla in una cosa così importante come la sessualità la presenza di un altra persona non è già più ,per contratto, una relazione esclusiva: vuol dire mettere una terza persona di mezzo con tutte le conseguenze del caso.
      Inconsciamente lei si è messa nelle condizioni di farsi tradire dal momento che ha accettato di condividere la vostra intimità con un altra donna.
      C’è anche da chiedersi come mai una coppia innamorata e che sta insieme da alcuni mesi senta il bisogno di avere certi diversivi: per esorcizzare la paura del tradimento? paura dell’intimità?

  • MANU scrive:

    La ringrazio e la saluto.

  • MANU scrive:

    Buon giorno Dottoressa, le volevo raccontare la mia esperienza perchè in questo momento sto soffrendo molto, e visto che il mio lavoro è simile al suo avrei bisogno di qualche suggerimento.
    Ho chiuso a quanto pare una relazione con ragazzo un po piu’ che trentenne come me.
    Io prima di lui convivevo, ed il mio rapporto è finito quando mi sono accorta che il mio convivente era ancora immaturo per creare una vera e propria famiglia.
    Quando ho conosciuto il mio attuale compagno ero molto fragile, perchè non mi fidavo più di nessuno e non volevo innamorami nuovamente della persona sbagliata.
    Ma lui che usciva da una storia travagliata, è stato comprensivo ..mi ha ascoltata..coccolata ,,e nei primi venti giorni è stato tutto una favola..
    Sino a quando non è venuta a trovarlo un’amica che si era lasciata anche lei, ed in precedenza, lo aveva aiutato a superare il dolore per la rottura con la sua ex.
    Quindi lui le stava vicino, questa ragazza è venuta per soli tre giorni…lui me l’ha solo presentata stavano sempre da soli, lui con me era freddo e dava attenzioni solo a lei che, nel frattempo era venuta a trovarlo con la speranza che tra loro potesse nascere qualcosa.
    Questa amicizia così particolare…mi ha fatto allontanare perchè il suo comportamento l’ho trovato poco chiaro e scorretto..lui mi ha spiegato che non voleva fargli ulteriormente male..e che il fatto che me l’aveva presentata voleva dimostrare che era solo un’amica…
    Provo a fidarmi…perchè decidiamo di stare insieme ufficialmente. Lui prima di conoscere me, aveva programmato un viaggio in Spagna perchè è un motociclista..con una seconda amica..con la quale non è andato perchè stava con me. In Spagna è andato da solo e inizialmente, che doveva andare con una seconda amica, me lo ha detto solo al suo ritorno, perchè non voleva che io mi preoccupassi per una cosa che non ha fatto.
    Ci sono rimasta male, perchè anche questa volta mi ha messo ha fatto compiuto…della serie ti devi fidare…ho fatto questo e tu ti devi fidare.
    Ma io penso che la fiducia si debba conquistare e non dare per scontata, ma visto che portavo delle cicatrici ho provato a dargli fiducia.
    Sono andata a casa sua, perchè lui non vive dove vivo io, era capitato nel mio paese per un corso, voleva cambiare la sua vita, perchè anche lui soffre molto, si ritiene una persona egoista che forse non sa mare o non ha mai amato…ma quel corso lo ha portato a conoscere me.
    Mi ha presentato i suoi genitori e siamo finalmente usciti con la sua amica (la tipa che era venuto al trovarlo nel mio paese) che però non ha fatto niente per venirmi incontro, si comportava come una donna poco matura , le stava molto addosso e le dava anche pacche nel sedere di fronte a me.
    La loro amicizia mi ha reso insicura ed il comportamento di lei mi ha irritata molto, perchè l’ho trovato poco maturo e stupido.
    Lui mi ha chiesto di sopportarla perchè stava passando un brutto periodo era confusa.
    Ritorniamo al mio paese insieme aveva altri due mesi di corso e ci ritroviamo a viverli insieme nella mia casa..tutto è andato bene ..c’era amore rispetto ..collaborazione.
    Al momento della partenza eravamo devastati..ma contenti di esserci trovati..abbiamo deciso di aspettare il suo trasferimento e ovunque lui andava io l’avrei raggiunto.
    Il primo mese tutto ok, l’ho raggiunto, 4 giorni fantastici e mentre ero da lui scopro che aveva altri 13 giorni liberi…mi dice che lo aveva deciso all’ultimo perchè dove è originario lui (lui non lavora dove è nato ma in un’altra città che dista dal posto dove lavora solo tre ore) c’era un nuovo corso che voleva provare.
    Ci son rimasta male perchè, come al solito, non mi aveva detto niente, mi aveva messo a fatto compiuto come sempre e soprattutto potevamo stare più insieme.
    Da li ripartono le mie paranoie, paure che gli faccio notare e pesare…lui mi risponde che sono lontana io e la sua famiglia…che come al solito è un egoista e che non fa contenta ne me e la sua famiglia.
    In quei giorni è sempre uscito tutte le sere e stava spesso con la sua amica…il corso era solo di due giorni.
    Dentro di me qualcosa è cambiato, sono diventata ancora più insicura e paranoica.
    Ci vediamo per Natale su 8 giorni con me ne passa solo 4…belli intensi.
    Abbiamo parlato e visto che lui ha più di un’amica gli ho chiesto se era possibile uscire con quelle più strette…e di evitare con tutte di andare a cena fuori da solo…insomma non gli ho detto di non vederle ma di limitarsi un pò…gli ho chiesto di stare più giorni con me quando era possibile..perchè ci siamo conoscendo e siamo adulti e non più ragazzini.
    Mi risponde di si..e mi dice che si sente in colpa perchè lui non si comporta così per male..che vuole tutto..me, le amiche, gli amici…perchè riconosce di essere egoista e di aver perso molte donne per questo.
    Mi dice anche che non è ancora innamorato o che non lo sa, ma che sta bene con me ..e sta bene anche quando siamo lontani anche se gli manco.
    Questa sua confusione mi ha fatto sentire ancora più triste fragile ed insicura.
    Riparte ..con le lacrime agli occhi un abbraccio forte tanto che non riuscivamo staccarci….Io mi incontro con un mio amico esco con lui e altre persone…il telefono si rompe e lui che non sa che fine ho…. fatto s’innervosisce..l’indomani cerco di spiegarglielo…mi tratta con insufficienza…mi risponde ai msg a malapena…Allora mi adiro e gli chiedo che ha…e lui mi risponde che era in giro con una sua amica e non aveva sentito il telefono e se volevo lo potevo chiamare…
    Mi sono sentita ferire…per l’ennesima volta messa a fatto compiuto…ho gridato contro di lui con pianto …ho detto cose veramente pesanti.
    Lui si è spaventato per come mi ha fatto stare e per come mi rende fragile e visto che si sente insicuro vuole stare solo.
    Dice che lui è una persona egoista e si merita di stare solo come un cane..deve capire ciò che vuole.
    Io sto male perchè ho esagerato, ora non sò proprio che pensare…
    Cordiali saluti.

    • Anna Zanon scrive:

      Provo a buttare li un ipotesi ma la prenda con il beneficio del dubbio: lui è un pò narcisista e un legame esclusivo lo spaventa. Deve avere sempre una via di fuga: non è che tradisca ma deve avere la conferma di poter avere delle alternative nel caso il rapporto diventasse troppo noioso o soffocante.
      Le sue amicizie femminili sono erotizzate : non c’è sesso ma lui si comporta in modo seduttivo e flirta con le sue amiche. Lui non le illude esplicitamente ma lascia loro credere che ci potrebbe essere qualcosa.
      Lei ha intuito che non si tratta di amicizie pure e semplici ma di amicizie erotizzate e giustamente questo l’ha tesa insicura.
      Lui vorrebbe avere tutto il legame ma anche la libertà, un rapporto esclusivo ma nessun obbligo o responsabilità.
      Temo che messo nelle condizioni di scegliere sceglierebbe la libertà

  • MANU scrive:

    Io la ringrazio molto…e credo che mi farò aiutare, perché non volevo ritrovarmi così, mi stavo rialzando prima di conoscere lui. Ed ora sono nuovamente a terra, il mio lavoro mi porta ed essere empatica e ad avere pazienza, ma forse quando si tratta delle mie relazioni, dovrei imparare a stare con gente più stabile e sicura .
    Ancora Grazie.

  • Stella scrive:

    Salve dottoressa,
    sono una ragazzina di 15 anni e da come si può capire, sono ancora piccolina per saper il significato della parola “amore”.
    Conosco un ragazzo.. mi ha colpito molto e anche io le sono piaciuta subito, allora abbiamo deciso di incominciare a sentirci.. bene, ci sentiamo da 4 mesi e mezzo, ci vediamo spesso, ci diamo qualche bacetto.. ma che aspetta a chiedermelo? Io a lui mi ci sono affezionata tantissimo, lui dice di amarmi e anche io quando stiamo insieme sento di amarlo, mi fa stare troppo bene! I suoi amici mi hanno detto che ha vergogna a chiedermelo perché non ha mai avuto una ‘relazione’ stabile prima d’ora r che ha paura di un mio rifiuto. Se mi ci sento da più di 4 mesi è ovvio che la mia risposta sia si, altrimenti sarebbe già finita! Io glielo fatto capire in mille modi che vorrei stare con lui, perche esplicitamente non voglio dirglielo, non vorrei si sentisse costretto dopo avergliene parlato.. Litighiamo spesso,quasi sempre per le solite cose.. soprstrutto per la gelosia.. a volte mi parla di altro dicend che sono carine, a me da fastidio, lui dice che l’ho fa apposta per farmi ingelosire e che se mi da fastidio non lo fa più.. ma a volte continua
    Ah poi con lui è impossibile parlare dei nostri problemi in faccia, cerca sempre di evitare cambiando discorso.. non so il motivo. Io i problemi non voglio risolverli per messaggio..
    Grazie mille se perderai un po’ del suo prezioso tempo per rispondermi, se lo farà gliene sarò davvero grata! Buona serata :-)

  • Arianna scrive:

    perchè ci mette così tanto il mio commento ad essere pubblicato?

    • Anna Zanon scrive:

      Vediamo di chiarire qualche cosetta cosi rispondo anche a Kira e anche ad altri . Se lei si prende il disturbo di leggere, ai piedi di ogni articolo c’è scritto chiaramente che la risposta non è assicurata. Perchè? Non perchè sono brutta e cattiva ma perchè ricevo così tanti commenti che non riesco umanamente a leggerli tutti.
      Infatti trattandosi di un servizio gratuito, come potrà immaginare, faccio altro per vivere e si suppone che io abbia anche una vita privata.
      Il punto è che trattandosi di un servizio gratuito, in cui non vengo pagata, non c’è alcun obbligo da parte mia nel risponde..specie in tempi brevi.
      Questo suo atteggiamento di pretesa ( tutto subito!) è proprio fuori luogo e mi fermo qui!

  • ludo scrive:

    buongiorno.
    Scrivo perchè mi sento molto triste e confusa.ed ho bisogno di capire per superare.la mia storia inizia circa un anno e mezzo fa. meravigliosa all’inizio. meravigliosa perchè molto intensa ma forse, col senno di poi, già fin dai primordi segnata da una vena patologica destinata ad acuirsi col tempo, superata la fase dell’innamoramento, degenerando poi di fronte a tutte le problematiche della “vita reale”.
    Spero di riuscire ad essere sufficientemente riassuntiva ed esaustiva anche se vorrei riuscire a dare un quadro il più completo possibile così da poter ottenere valutazioni il più oggettive possibile ( io è da tempo che spreco energie in valutazioni ed analisi ma non so se giuste o travisate, sicuramente soggettive dato il mio attuale coinvolgimento).
    Ecco. Primo periodo intenso, idilliaco. lui diceva di aver perso la testa. mi faceva star male di tanto in tanto con le sue bizze ma le giustificava con il troppo amore. era geloso di tutto, mi voleva tutta per se, faticava persino a condividermi qualche sera a settimana con i miei amici. mi tacciava di freddezza, di chiusura, non si fidava di me e diceva che non parlavo, non raccontavo di quel che facevo etc. etc. a me sembrava così evidente la mia presenza che non riuscivo proprio a capire da dove provenissero tutte queste ansie e lamentele. io dal canto mio ho cercato sempre di tranquillizzarlo. è strano il mio sentimento perchè da un lato soffrivo molto per le sue scenate, per la sua capacità di rovinare tutto, dall’altro però irrazionalmente nella mia testa stupida infantile e malata era come se queste scenate confermassero l’intensità del suo amore, come lui stesso asseriva; mi disturbavano ma allo stesso tempo mi lusingavano. era ossessionato dalla paura di perdermi, mi sognava tutte le sere con altri uomini; così le ho sempre giustificate. non riuscivamo a stare lontani. lui diceva di stare male fisicamente quando era lontano da me. persino quando mi assentavo per andare in bagno. io non lo dicevo ma per me era lo stesso. tutto questo comprometteva anche il mio lavoro. sempre meno presente, sempre meno volenterosa. da un lato ero spaventata anche da me stessa, dall’altro era bellissimo, era come essere tornata una quindicenne. era bellissimo baciarsi continuamente, non riuscire a staccarsi un secondo, ma dall’altro non la vivevo bene. avevo la mia vita. un po’ folle. con alti e bassi. momenti di depressione. ma mia. ero autonoma. riuscivo più o meno a contare solo su me stessa. ero destabilizzata. mi odiavo. avrei voluto scappare. ma non riuscivo a fare a meno di lui e del nostro amore. gliel’ho fatto anche presente e siamo stati una notte intera a parlarne. poco dopo risolviamo queste difficoltà con la convivenza e quasi contemporaneamente lui lascia il lavoro. dice che vuole stare con me, non ce la fa a stare lontano da me. che stupida. non glielo avrei dovuto permettere. ma ero offuscata da quello che nel bene e nel male si fregiava dell’intensità di un amore folle, un idillio. fatto sta che anch’io che inizialmente riuscivo a mostrarmi più razionale (ma fingevo) inizio ad allentare i ritmi lavorativi, mi balena l’idea di poter lavorare con lui, di potergli dare una mano a tirare su una società in difficoltà sfruttando la mia esperienza nel commerciale. Arrivo a mollare anch’io il lavoro. dopo un mio momento di crisi depressiva, iniziamo a ristrutturare casa (idea sua) e cerco di iniziare a lavorare per lui. ma non arrivano grandi risultati e demordo subito. poco forte, poco determinata. me lo rinfaccia. ci è rimasto male. ed ha ragione. ma lui certo non ci ha mai messo del suo per cercare di darmi una spinta. sempre pessimista. più volte gli ho chiesto di accompagnarmi, a titolo di sostegno. ma lui è venuto una volta sola, perchè lui non è commerciale, sennò faceva tutto da solo, è antisociale, è un topo da biblioteca. pure pessimista.e forse aveva ragione. a ognuno le sue mansioni. non potevo sperare di trovare quella forza e determinazione che mi mancavano in lui. così mi sono buttata a capofitto sulla ristrutturazione.mi sono ritrovata a ristrutturare tutta la casa da sola, perchè lui aveva mal di schiena, perchè io ero troppo maniacale e non gli davo sufficientemente spazio quando prendeva un’iniziativa.sulla mia maniacalità gli do ragione ( ho un’indole tendenzialmente depressa e compulsiva), il mal di schiena è stato scientificamente provato, ma il resto? boh. ma la nostra unione era ancora forte. al di sopra di tutto. mi vengono delle idee per nuovi progetti che lui appoggia e sostiene. li porto avanti. ma tutte le volte che entro in difficoltà e mi butto giù sento che lui non riesce a prendere la situazione in mano e starmi vicino, mi sento un peso, mi sento sola. è vero. io tendo alla depressione all’abbattimento, non ho un carattere particolarmente forte, credo, non sono una persona facile, ma è un reato cercare comprensione e vicinanza dal tuo compagno senza doverti sentire una deboluccia di merda. lui dice di farlo ma che io non mi accorgo di niente. anche lui ha molti momenti no ed io cerco di stargli vicino a modo mio: un biglietto carino la mattina, un regalo, una coccola. ma lui dice che io non faccio niente di diverso da quello che fa lui. sarà vero? bah non ci capisco più nulla. lui trova un lavoro estivo. ha bisogno di una macchina. potrebbe bastare un motorino. visto che una macchina c’è già. ma lui la vuole e gli presto i soldi per comprarla. fondamentalmente gliela compro. nel frattempo i debiti aumentano ed io, grazie alla mia famiglia, lo mantengo. la sua famiglia inesistente. non importa. la famiglia è importante e lui nonostante si renda conto di tutto continua a perdonare, anche su mio consiglio. parlando con lui cerco sempre di portarlo al perdono e alla volontà di non cancellare le proprie radici, di provare a salvare e migliorare i rapporti difficili. io dal canto mio, mi comporto sempre con grande cortesia e cordialità. anche se in cuor mio penso che i suoi genitori siano dei grandissimi stronzi ed anche poco dignitosi, dato che lasciano, facendo finta assolutamente di nulla, possibilmente andandosene in vacanza o comprando un nuovo motorino,che il figlio venga mantenuto da altra famiglia, dando un contributo veramente infinitesimo.mi chiedo. non si vergognano? comunque mi sono sempre guardata bene dal dirlo a lui anche quando era lui stesso a dirlo.mi sono sempre tenuta tutto dentro ed ho spinto perchè lui non maturasse astio o tagliasse i rapporti.ora mi sono sfogata! il problema però non è questo. lui inizia a lavorare con la paura che la sua assenza mi allontani da lui. mi chiama per sapere dove sono, cosa faccio. ma non è così. io mi trovo dal canto mio in grande crisi perchè non so che fare della mia vita, come reinventarmi, improvvisamente senza di lui. lui è sempre stanco, torna dal lavoro e dorme. non vuole rotture di scatole. e la mia depressione è una rottura di scatole. decido allora di darmi da fare per uscire da questo stato e avvio un’attività. lui non c’è. è stanco, stressato dai debiti. quando smette di lavorare è leggermente più presente. mi sostiene ma non come vorrei io. vorrei che fosse più presente anche fisicamente. nel frattempo io ho allentato moltissimo i rapporti con tutte le amicizie. quando esco, lo faccio senza di lui, perchè lui non vuole venire.odia i miei amici ( più che amici, diciamo compagni di uscite), dice che mi prendono per il culo e che preferisce stare da solo che frequentare persone di m…. Esce solo il venerdì, tutti i venerdì con un suo amico di vecchia data per l’usuale partita alla playstation. cosa che a me non va molto giù così come non mi va giù dover sempre uscire da sola e dovermi sentir porre la domanda: “ma davide dov’é?”.nel frattempo continuano i nostri alti e bassi, di umore e all’interno della coppia. a questo giro sono diventata io la morbosa rompiballe bisognosa di conferme. lui sbrocca continuamente perchè ha i suoi problemi e vuole stare in pace ed io invece di farlo stare in pace gli rompo le scatole continuamente. sono infantile e non vedo le cose. sarà?. se non mi dice parole dolci, non mi fa mai un complimento è colpa mia, prima perchè ero fredda, ora che non sono più fredda, perchè storco la bocca quando mi dice le cose ( certo su richiesta e come se stesse leggendo la lista della spesa). mi prende in giro anche in maniera pesante. il nostro è sempre stato un rapporto giocoso. anch’io l’ho sempre preso in giro. io stessa, quando sono in vena, sono una persona a cui piace prendersi in giro e scherzare su di se, ma c’è modo e modo. soprattutto momento e momento. credo. nel frattempo continuo a finanziare spese, cene, teatri e vacanze. un fine settimana andiamo via qualche giorno ma io mi sento in colpa perchè sto spendendo soldi. litighiamo perchè io chiedo conferme e rompo i co…….poi l’ultima sera quando stiamo per tornare a casa dopo un lauto aperitivo, lui dice di non aver voglia di tornare a casa e andiamo a cena fuori. ma io mi sento in colpa. lo so razionalmente una cena non cambia il bilancio della vacanza. ma mi sento in colpa. lui vuole mangiare primo, secondo e terzo. io lo invito, molto subliminalmente, per non ferirlo nell’orgoglio a consumare una portata a testa. non l’avessi mai fatto: una scenata isterica, sono una merda, vile, schifosa che lo porta a cena e poi non lo fa mangiare. che glielo dovevo dire subito con sincerità. esce tanta di quella cattiveria dalla sua bocca e anche una patta. è fuori di se. il giorno dopo se ne va. lui mi minaccia sempre di andarsene oppure se ne va. coglie la mia ansia d’abbandono e fa perno su quella. tanto io lo richiamo sempre. quando poi cerco un dialogo per cercare di illusstrare i miei problemi, le mie lacune, le sue, la sua risposta è la seguente: io sono così se ti va bene sennò lasciamoci e trovati un’altro. questo significa mettersi in discussione, costruire un dialogo, una comprensione, ed evolversi all’interno della coppia? non credo. ma forse non lo faccio nemmeno io o non lo faccio abbastanza. e vorrei capire se magari il problemaa non sono davvero io, senza rendermene conto. d’altronde io sento che questa persona mi sta facendo del male ogni giorno di più, forse ci stiamo facendo del male, ma non riesco a staccarmene o a lasciar correre, lasciarlo andare. perchè? a volte mi auguro persino di innamorarmi di qualcun’altro per potermi staccare da lui. ma ciò non avviene. io non contemplo altri uomini perchè il mio cuore è ancora suo. beh giungiamo dunque alla tranche finale. dovevo essere riassuntiva…invece…pardon…non ce l’ho fatta. il venerdì usciamo separatamente. lui con il suo amico ed io con i miei. ricevo anche delle avances, mi diverto, ma non me ne può fregare di meno. ci troviamo la sera a casa. dopo qualche chiacchiera, lui dice di essere tornato prima del solito perchè l’amico aveva dei problemi ed io gli rispondo che quando io chiedo a lui di tornare prima, lui non fa mai uno sforzo. non l’avessi mai detto. si alza e se ne va. perchè sono una rompib. è vero la sono. ma che faccio di male se mi aspetto ogni tanto che lui decida di sua sponte di non andare o di tornare un po’ prima e se rompo un po’ quando non lo fa? è vero non esce mai, è giusto che esca ed è giusto che mantenga questa amicizia, visto che non ha amici, nonostante quel suo amico non mi vada proprio giù. è morboso. anch’io un pò lo sono forse diventata. indi posso stare zitta. ma sono la fidanzata, non un’amica. è proprio necessario timbrare il cartellino tutti i venerdì? forse esagero. ogni tanto mi ravvedo, ogni tanto mi arrabbio. fatto sta che lui l’ha sempre vinta e la sua risposta a tutto ciò è la seguente:” ho quarant’anni e faccio quello che mi pare. nessuno mi da ordini”. ma che razza di risposta è? venire incontro ad un’esigenza dell’altro, pur se bizzarra, stupida o infantile è prendere ordini?poi penso che se non lo fa è perchè non ha voglia di farlo e non mi va di “rovinare un suo momento”, come dice lui, e farei bene a stare zitta: mi sento in colpa. vorrei essere una donna diversa. il sabato torno dal lavoro e facendo finta di niente gli dico che ci hanno invitato ad una cena ma che se ha voglia possiamo andarcene da qualche parte insieme. ma lui è depresso, ha i debiti, si vuole suicidare, cosa che ripete già da qualche tempo. non ha più voglia di niente. e io dico. ma allora noi non contiamo niente? e lui risponde: ma che c’entra! si mette a dormire. io vado alla cena con un dolore pazzesco nel cuore, ma so che, rimanendo a casa peggiorerei le cose. così faccio violenza su me stessa, vado alla cena, torno presto nella speranza di poter tornare e ricucire tutto. anch’io sono molto depressa. ma io non ne ho alcun motivo, come dice lui. lui ha problemi seri e in parte è vero. ma io più di così non riesco a fare. forse non ho le spalle abbastanza forti. ce la metto tutta per regalargli la solarità di cui ha bisogno. ma poi crollo anch’io. e lo deprimo di più. torno, mi siedo sul divano con un sorriso e aspetto un suo cenno. glielo dico anche che sto aspettando. lui fa il sostenuto, prende e va in camera a letto. dovevo lasciarlo fare ma non ce l’ho fatta. lo seguo con ancora la speranza di trovare uno spiraglio per sistemare tutto. invece dopo un momento di suo sfogo e apertura degenera. .dice delle cose che mi fanno arrabbiare, che purtroppo ora non ricordo. sono arrivata persino a picchiarlo ma non perchè avessi perso la testa… ero lucida. volevo che capisse tutto il male che mi stava facendo. e forse io a lui. gli ho detto che gli auguravo tutto il peggio del peggio perchè non si meritava niente. poi lui se ne è andato pronunciando delle parole che risuonano come pugnalate. bagascia troia crepa . dopo non più di cinque minuti ero già fuori di me. ero preoccupata. avevo paura che facesse un gesto inconsulto. lo chiamo. non risponde. prendo la macchina lo vado a cercare. gli dico persino che ho fatto un incidente per cercare di distrarlo da ipotetici pensieri suicidi. mi chiama. ci ritroviamo. ci riappacifichiamo. mi dice che non devo andare in giro con la nebbia o farlo spaventare. lui stava solo andando a fare una passseggiataa in montagna. figuriamoci. certo dopo che uno ti ripete per giorni che si vuole suicidare che niente ha più senso che ha già pensato al luogo e al modo. povera cretina che non sono altro. ma non è finita qua. ogni tanto mi fanno male le gambe e quando la sera guardiamo un film, allungo i piedi sulla sua poltrona. mi chiede se posso evitare di mettergli i piedi in faccia che tra l’altro puzzano. cosa assolutamente non vera. glielo faccio presente e gli faccio presente che invece di dire: ” si tesoro allunga pure le gambe se mi fanno male” o al limite ” prima vatti a lavare i piedi!”lui si rivolge così, senza contare che in una convivenza, ovviamente nel rispetto dell’igiene reciproco, può capitare, che a me è capitato spesso, ma senza grandi fastidi o cattiverie. mi offende. gli dico che è un verme. vomita cattiverie con un odio pauroso.cattiverie a ferirmi. cattiverie sul mio aspetto fisico. gli faccio schifo anche come donna. gli dico che potrei prenderlo a male parole anch’io ma non lo faccio perchè non ne ho bisogno. ripeto verme. quello si. non sono riuscita a trattenermi.sono sempre stata una bella ragazza, anche piacente, e lui lo sa. perchè mi ferisce continuamente anche sotto questo profilo. mi chiedo’ forse gli faccio schifo veramente? una volta mi vedeva bellissima e ora gli do il vomito? com’è possibile?perchè?lui se ne va a letto. guardo un po’ di televisione e lo raggiungo. l’indomani se ne va senza proferire parola. io vado al lavoro. poi lo chiamo. mi dice che è dai suoi, che ha da fare e che tornerà in serata.vado fuori di testa. penso che sia con un altra. vorrei trovare le prove. le cerco. non riesco più a fidarmi di questa persona, di quello che è. perchè? davvero vorrei che le mie congetture si rivelassero realtà. forse per mettere fine a questo martirio. ma purtroppo anch’io in cuor mio so che non è così. lui non mi tradisce. glielo faccio presente quando rientra. ecco la solita rompi…e anche cretina. io so benissimo che non è questo il problema. già lui non capisce, non si rende conto di niente. così facendo gli do l’ennesimo pretesto per farmi passare per la rompi che lo stressa per cavolate in un momento difficile. soliti discorsi. basta. facciamola finita. me ne vado. se ti vado bene, sennò ciccia. sei fredda, sei depressa, tu che non ne hai nessun motivo e mi deprimi, mi irriti o mi rompi in un momento in cui ho bisogno di stare tranquillo. mi sento veramente una rompi, una donna di m.poi ci riappacifichiamo. dobbiamo andare ad una cena. ah già è venerdì e per farlo presenziare l’ho fatto chiamare personalmente dal mio amico. non è andato dal suo amico. è già qualcosa. andiamo alla cena. lui è timido. ma si scioglie un pò. è un po’ ubriaco. fa diverse battute su di me e su di noi alla raimondo vianello con i miei amici. ma come?! quelli che non sopportavi, che mi prendevano in giro??!!!come ho già detto prima, io sono una che scherza, prende in giro, si prende in giro e si fa prendere in giro, gioca con amici e fidanzati, sempre ovviamente entro i limiti del bonario e del rispetto reciproco.ma non so. ho avuto delle brutte sensazioni. come se lui cercasse di superare i suoi comprovati blocchi nello stare in mezzo alla gente a mio discapito, non appoggiandosi a me, e accogliendo la mia mano solidale e sempre tesa, ma contro di me, rispettandomi poco e facendosi beffa di me. forse ho esagerato. ho sbagliato ma ho sentito questo. l’ho sentito come un conoscente. salutiamo elui, tirando la porta, forse pensando che io fossi avanti e non sentissi o forse no, chiude la serata con questa battuta: “ora vado nella casa accanto…!!!”. ovviamente sottinteso pur di non sorbirmela. gli dico che è stato pesante. e lui: ” si scherza si gioca anche tu lo fai”. io gli dico che non mi sembra che le altre coppie abbiano le stesse nostre dinamiche e lui: “Eh ma anche giacomo dice che vanessa è pesante” e io gli dico che infatti ne ha sempre detto peste e corna di giacomo ed anche per questo, ora gli è pure solidale. poi penso ma non dico. ma che razza di uomo sei che ha bisogno di far branco, e per di più a mie beffe, con persone che dici di non sopportare ne stimare, pur di avere un ruolo all’interno di una cena e superare i tuoi blocchi e la tua timidezza e misantropia patologica??? forse dovevo acconsentire, far finta di niente, mangiare la foglia. in fondo erano solo stupide battute. in fondo forse l’aveva fatto per me di presenziare. boh. forse ho esagerato. ma mi sono sentita ferita. mi sono sentita tradita. delusa da una distanza che non sapeva più nemmeno lontanamente di noi. non l’avessi mai detto inizia a urlare in macchina in preda ad un attacco isterico, dicendo che a me non va bene nulla, se esce, se non esce, che lo critico qualsiasi cosa faccia, cosa per me non vera, che ho dei problemi a stare in mezzo alla gente…veramente sei tu il sociofobico, io ho sempre lavorato nel commerciale, ma giuro che mi viene anche questo dubbio..ancora in preda alla crisi di nervi urla che gli ho rovinato un’anno della sua vita, che sono una troia, una bestia di donna, una stronza gli faccio schifo. batte le mani istericamente sul volante. io gli dico che si il problema è mio. anche per farlo calmare. poi sto zitta. lui continua per tutto il viaggio. poi esce come una furia. prende la sua macchina (anzi la mia!:-) e se ne va. ad oggi non l’ho ancora sentito. sempre la solita solfa. dopo un po’ io richiamo e lui fa un pò il sostenuto poi torna. ma non è giusto andare avanti così. solo che è come se non riuscissi a fare a meno di lui e non capisco perchè.da un lato razionalmente so che è la cosa giusta dall’altro sto morendo dentro molto più di quanto lo facessi prima della sua assenza. e mi chiedo se davvero quello che lui dice è vero.se sono io che non sono in grado di stare accanto a quest’uomo, se davvero come dice lui sono cieca, non vedo più il suo amore, troppo ripiegata su me stessa, infantile, incapace di reagire nelle situazioni di bisogno. sono io che non riesco a mettermi in discussione oppure il problema è che quest’uomo non è in grado di prendersi alcuna responsabilità se non a parole, di mettersi in discussione, e di guardare oltre il suo egoismo e la sua necessità di stare tranquillo…o forse entrambi facciamo lo stesso errore e non riusciamo più a comunicare, dialogare. io ci provo. ma lui vuole stare tranquillo. non capisco. non ci capisco più niente. non capisco dove sta il problema. se c’è un problema. e se c’è se è risolvibile e come risolverlo. ho bisogno di aiuto, di consigli, valutazioni.
    soffro moltissimo
    scusate la lungaggine e grazie!…nel caso in cui siate riusciti ad arrivare fino in fondo a questa logorrea…ed anche se non ci siete riusciti!!!!più che comprensibile!:-)
    saluti
    ludovica

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Ludovica, è sempre un grosso campanello d’allarme quando un uomo non lavora e si fa mantenere dalla sua compagna. L’identità maschile infatti si basa sul lavoro e sulla capacità di provvedere economicamente alla partner e ai figli. Nel caso del suo compagno tutto quello che lei mi racconta mi fa pensare che lui abbia un disturbo di personalità ( le consiglio oltre a leggere tutti gli articoli del mio blog sul narcisismo di leggere anche il libro ” Il manipolatore affettivo e le sue maschere”).
      Un altro campanello d’allarme è la gelosia morbosa degli inizi e questo amore folle e simbiotico che tradisce una personalità poco equilibrata.
      Con un uomo così non è possibile avere una vita affettiva soddisfacente.
      Purtroppo lei non riesce a staccarsi da lui perchè questa relazione fa leva sulle sue insicurezze e sulle parti non sane della sua personalità. E’ un incastro patologico, per questo le consiglierei di farsi aiutare per uscire da questo amore malato.
      Lei infatti ha bisogno di rinforzarsi e di imparare a dare valore a se stessa e alle sue amicizie.

  • Simone scrive:

    Non so cosa mi stia accadendo.
    ho 30 anni, lei 27………..
    stiamo insieme da una vita, praticamente 8 anni. Conviviamo da 3 anni, ma è come se convivessimo da di più perchè anche prima dormivamo/mangiavamo ecc ecc sempre insieme. L’ho conosciuta in un periodo della mia vita nel quale mi sentivo solo e senza stimoli, non sapevo bene che fare della mia vita e sopratutto pensando al futuro ero soffocato dall’ansia.
    E’ stato subito amore, abbiamo vissuto tutto il tempo insieme come una favola, affiatati, sessualmente attivi e pieni di dolcezza e accortezze. il problema sorge da un pò di tempo ormai…. non so bene da quando, ma la mia vita ora sembra non essere più così scontata come prima. Non sono sicuro che sia quella giusta, dovuto magari al fatto che molte volte è troppo ansiosa/gelosa/esagerata in generale.. e mi sento ancare l’aria in certi momenti. Il problema è che tutta la mia vita è basata su di lei…. le nostre amicizie sono le stesse, facciamo sempre TUTTO insieme e ho paura che qualcosa sel nostro rapporto non funzioni. Molte volte sono nervoso, infelice e triste…quando dovrei essere il ragazzo più felice del mondo per chi mi guarda da fuori…..
    I nostri amici (usciamo sempre con due coppie di nostri amici) hanno entrambi le ragazze incinta, e questo fatto ci ha allontanato invece di avvicinarci. Ho sempre voluto una famiglia da lei, perchè mi ha sempre comunicato tranquillità, dolcezza e se avevo un problema lo risolvevamo sempre insieme nei migliori dei modi…..
    Ma da qualche tempo a questa parte i problemi ce li creiamo da soli, senza poterli rsolvere……
    Non riesco a capire bene se quello che ci lega è amore, amore malato o semplice e triste abitudine. Sono arrivato ad un punto nel quale la consapevolezza è la soluzione… O la va o la spacca. Sono sempre stato sicuro al 100% di lei….ma ora non più. Dopo tante discussioni, a volte siamo anche arrivati alle mani e un paio di volte sono andato via di casa. Dopo un paio di giorni sono sempre tornato perchè mi mancava come l’aria… Stiamo insieme da così tanto tempo… ne abbiamo passate così tante insieme!!! E’ parte di me, ma il mio cervello purtroppo non porta paro per niente! ora la guardo e a volte non mi piace, nè fisicamente nè mentalmente…. ma non ne sono sicuro. Penso che capiti dopo molto tempo con una persona….. sono insicuro, e ho paura di fare lo sbaglio più grosso della mia vita abbandonandola. ho il cuore che tira da una parte, la testa da un’altra e in questo periodo mi sento depresso. Non so cosa fare a vorre iparlarne con qualcuno, ma ho paura ad espormi con i miei amici o con i miei genitori…. Sono in alto mare, a volte la soluzione mi sembra ovvia e scontata, mentre altre volte la soluzione proprio non la vedo. Sto male, questo è certo. Male per questa situazione, male per come può sentirsi lei, male per come posso sentirmi io… Cosa diavolo posso fare??? Questo non sarebbe il periodo migliore per lasciarci….. Ma non sono sicuro più di nulla..

    • Anna Zanon scrive:

      Caro Simone, credo che ti stia succedendo quello che succede a tutte le persone che si sono messe insieme quando erano molto giovani. Ad un certo punto non si sa se si sta insieme per abitudine o per amore, si guarda il mondo esterno e si vedono le occasioni perdute, si ha voglia di conoscere gente nuova e di avere altri stimoli.
      Tutti i rapporti per durare devono evolversi e credo che questo riguardi anche lei: l’amore non è finito ma dovete trovare un altro modo di stare insieme.
      Ho l’impressione che il momento di crisi che state vivendo sia dovuto al fatto che nel vostro rapporto c’è troppa simbiosi: fate tutto insieme e questo se da un lato frena la vostra crescita personale, dall’ altro fa si che vi diate un pò per scontati.
      Il mio consiglio è quello di ritagliarvi degli spazi individuali, degli interessi che esulino dalla coppia, preservando però il vostro rapporto che mi sembra molto valido

      • Simone scrive:

        La ringrazio Dottoressa,
        la Sua risposta è esattamente come la immaginavo….. Avevo bisogno di sentire queste parole, poi da una persona qualificata come Lei acquista un significato colmo di piacere. Ieri pomeriggio abbiamo parlato a lungo e le ho comunicato la mia depressione senza freni sulla lingua, ed è stata la cosa migliore che potevo fare. Siamo giunti alla stessa conclusione esposta da Lei. Quindi può immaginare quanto mi sento felice questa mattina, aprire il sito e leggere le Sue parole…giuste!
        Mi sono emozionato, anche perchè finalmente vedo un pò di luce in un periodo grigio!
        Spero di non perdere mai questa ragazza perchè mi rendo conto di quanto sia importante per me, e quanto io lo sia per lei…
        Grazie Dottoressa per lo stimolo di andare avanti senza guardarsi indietro…
        A presto! Sono in debito con Lei

  • Gianluca scrive:

    Salve, capito per caso su questo articolo perché cercavo consigli sulla mia storia. Conosco la mia compagna 10 mesi fa. siamo di due città diverse e lei si trova disoccupata e con una recente lunga storia fallita alle spalle. Ci piaciamo quasi subito e sembra nato un idillio, rapporto molto fisico ma anche di testa, abbiamo ideali comuni e visioni simili. Nel giro di poco iniziamo a fantasticare sul futuro e ci si lascia secondo me andare troppo presto con visioni fantastiche della nostra vita insieme, anche da parte mia. Passiamo le prime ferie insieme ed inizio a vedere una personalità problematica, con abitudini radicate ed a volte ridicole (situazioni quasi comiche se non fossero vere). Faccio presente alcuni dubbi e la vacanza procede abbastanza bene, dovendo mediare a volte per non avere discussioni. Finite le ferie le propongo di cercare lavoro da me e di trasferirsi, lei accetta ma anche qui inizia un periodo in cui pareva dovessi io trovarle un lavoro, nel senso le cercavo annunci li filtravo e glieli segnalavo, lei raggiungeva il posto del colloquio e via. Premetto che io lavoravo e nonostante i miei tentativi di stimolarla non ho visto grossi progressi. Altro argomento i lavori di casa, lei era da me ed io lavoravo, tornavo a casa e la trovavo gia’ a casa da tempo, pc acceso sul tavolo e lei su internet a guardare vestiti ed aste on line, neanche un’iniziativa di fare qualcosa in casa, certo non cercsvo la badante ma almeno l’iniziativa! Niente solo un’interesse a cucinare pero’ anche quello improvvisando piatti elaborati, cose poco pratiche ma almeno vedevo lì un po d’iniziativa. Andiamo avanti riesco a farle fare un colloquio per una grande azienda dove lavora un amico, la assumono in prova, neanche il tempo d festeggiare che parte la discussione di dove vivere. Premetto che io vivo ancora dai genitori e non era possibile mettere su casa in quattro e quattr’otto, anche se nel giro di qualche mese sono intenzionato ad andare a vivere per conto mio. Ovviamente discussione accesa, lei voleva vivere con me da subito addirittura quando non lavorava ancora e ci si conosceva appena da 4 mesi. Altro argomento i figli, lei che faceva battute, ne voglio tre diceva facendomi capire che per lei era importante realizzarsi completamente entro i 30 anni (ne ha 28). Io all’inizio l’ho assecondata pensando in modo positivo, d’altronde una famiglia la voglio anche io ma in tempi e modi giusti, senza improvvisare na poi ho iniziato a provare fastidio e pressione su questo argomento. Cerchiamo un piccolo appartamento per lei io iniziò a frequentare casa sua con dei periodi di convivenza, ma a partire dall’entrata nell’alloggio ci sono state grandi discussioni: non sapeva gestire le sue cose come le spese di affitto, sbadata, poco o nullo interesse per pulire casa (per passare uno straccio bagnato a terra ci ha messo due settimane, e si tratta di un monolocale di 20 metri quadri) poi discussioni su ogni cavolata con io che passo sempre per il rompiscatole di turno, le propongo come fare ma non accetta nulla e si inalbera, si chiude in bagno e mi manda a quel paese. Al lavoro almeno sembra rendere, ma dice che è sempre stanca perché dorme poco, cioè per lei poco è meno di 8 ore a notte, ad esempio 6 ore la fanno sentire stanca, ed il lavoro è un quasi part time da 30 ore a settimana. Io ho iniziato ad avere sempre più dubbi su questa persona, sulla sua affidabilità, una persona che per me ha vissuto il rapporto in modo infantile puntando a chiedere molto e a dare, secondo lei altrettanto, secondo me invece molto meno. Abituata a dare molto valore all’intesa intima con rapporti giornalieri, in cerca di rassicurazioni costanti anche in presenza di altri, possessiva, abituata ad alzare la voce x discutere, andare a dormire fare l’amore e domani è tutto a posto. L’ho lasciata poi ci siamo riavvicinati e le ho detto tutto ciò che non mi va, da parte sua mi ha chiesto di essere più permissivo e paziente. Ci ho provato ma la verità è che alternavo momenti positivi ad altri pieni di dubbi fino a quando ho troncato dicendole che non la sopporto e non riesco ad immaginare un futuro insieme. Io l’ho amata davvero ma la mia testa dice che non è la donna per me, non è una persona su cui contare e purtroppo mi spaventa una vita insieme. So di essere un razionale ma stavolta il cuore era coinvolto davvero, la testa ha prevalso e mi chiedo se ho fatto bene, forse avrei dovuto accettarla così perché non si può avere tutto e convincermi che “come ama lei non mi amerà nessuno e me ne accorgero’”. E pensare che cerco solo un po di linearità in una persona, non la perfezione. Ho 29 anni, mi dia un suo parere grazie.

    • Anna Zanon scrive:

      Buonasera, l’impressione che mi dà la sua ragazza è quella di una persona che è stata poco amata, che ha quindi delle carenze affettive e si aspetta che il rapporto di coppia possa risarcirla dell’amore che non ha avuto. Ho l’impressione che abbia una personalità dipendente e un pò infantile ( si aspetta che qualcuno si prenda cura di lei), tuttavia non mi sembra una situazione irrimediabile. Tutto dipende da quanto lei ci tiene ed è disposto ad investire ma credo che con il tempo, pazienza ed esplicitando in modo chiaro le sue aspettative, il vostro rapporto possa rifiorire.

  • Claudio scrive:

    Salve Dottoressa,
    mi scusi ma avrei bisogno di un suo parere visto che io la storia la vedo da tutta un’altra angolazione.
    Allora, premetto che la ragazza in questione era fino a qualche giorno fa una mia collega, quando sono arrivato al lavoro e l’ho vista e’ stato subito un colpo di fulmine. Piano piano sono riuscito a conoscerla e acquisire un minimo di confidenza. Per suoi problemi di salute si e’ allontanata circa 4 mesi dal lavoro e basta, per il momento la cosa sembrava chiusa li.. Ad ottobre e’ ritornata e con una scusa e l’altra abbiamo ripreso la confidenza trasformandola in una sorta di “amicizia”. Scopro che lei e’ fidanzata e allora io faccio un passo indietro e a malincuore mi comporto da amico, anche se durante una sera in cui mangiamo una pizza mi dice che e’ un po’ in crisi col suo ragazzo. Continuiamo a sentirci praticamente ogni giorno dopo il lavoro con quantita’ industriali di messaggi e vederci ogni tanto sempre in amicizia.
    Dopo qualche settimana la vedo un pò giu e parlando mi dice che e’ finita col suo ragazzo e. per come ne parlava lei, sembrava che fosse finita in maniera definitiva e quindi colgo l’occasione dopo un po’ per farmi avanti, perchè non riuscivo più a nasconderle che cmq stava affiorando qualcosa dentro di me per lei. All’inizio la risposta è negativa, dopo un pò invece scopro che la sua risposta negativa era solo una sorta di scudo per ignorare che anche in lei nel frattempo era nato qualcosa e me lo ammette. Viviamo per breve tempo questa situazione, fino a quando dopo circa 10 giorni mi dice che è intenzionata a tornare col suo ex. Ci torna, ma ugualmente non riusciamo a staccarci più. Dopo diverse discussioni scegliamo di chiudere perchè non è giusto tutto questo, ma dopo neanche 2 giorni nuovamente si riattiva la calamita. Tutto questo è successo circa 4 volte, fin quando alla fine non mi rivela qual’è il reale problema. Lei è stata 5 anni con questo ragazzo e, causa suoi problemi in famiglia, l’ha sempre visto come una figura importante nella sua vita, solo che ad ottobre ha cominciato a vederlo più distante e nel frattempo, visto che io caratterialmente sono una persona alla quale piace parlare e mi interesso molto della persona che ho accanto, si è avvicinata a me. Il problema è che nonostante ammetta che i suoi sentimenti verso lui sono cambiati e che verso me sono nati, non riesce a staccarsi da lui, perchè non riesce a pensare di aver solo rovinato questi 5 anni e quindi come si suol dire, preferisce mettere la testa sotto la sabbia e non ammettere a se stessa quello che prova per me, tanto da riuscire a chiudere definitivamente con lui per cominciare questa nostra storia in modo ufficiale.
    Dopo una brusca discussione, decido che non possiamo più continuare così e la chiudiamo. Il giorno dopo al lavoro la ignoro totalmente (come era gia’ successo il mese prima) e lei proprio quasi a fine serata lavorativa, da le dimissioni. Non ci vediamo o sentiamo per 3 giorni, quando decido di mandarle un messaggio per sapere come stava. Mi spiega che ha dato le dimissioni perchè non riusciva a sopportare il fatto che, seduti accanto, non poteva nemmeno dirmi “Ciao”. La discussione via messaggi si anima a causa sempre del fatto che lei si è impuntata che nonostante tutto, non vuole prendere la decisione di lasciarlo. Idem il giorno dopo e pure quello dopo ancora. Ce ne siamo dette di tutti i colori. Ieri è venuta al lavoro per firmare la busta paga e si è seduta accanto a me.. Sono scoppiati dei sorrisi tra noi assurdi. Sembrava che non fosse mai successo niente, nonostante la rabbia eravamo contenti di vederci. Ieri sera, ci siamo visti perchè con la scusa che dovevo darle una cosa, volevo comunicarle una mia decisione:
    Non siamo mai stati più di 3 giorni senza sentirci e a dire di entrambi già 3 giorni erano sembrati un’eternità. Le ho proposto di non sentirci e vederci almeno 10 giorni per vedere se riesce a concentrarsi su lui al punto da non sentire la mia mancanza o se la mia assenza è tale da suscitare in lei una reazione talmente forte da prendere il coraggio di chiuderla con lui.
    Cosa ne pensa lei Dottoressa? Sia della mia decisione che della storia in generale?
    La ringrazio in anticipo per la risposta.

    • Anna Zanon scrive:

      Penso che dovrebbe farsi forza e non frequentarla più fin tanto che non avrà lasciato il suo ragazzo altrimenti rischia di trovarsi coinvolto per molto tempo in un triangolo.

  • Tiziana scrive:

    Sono 7 anni che ho una semi convivenza con un uomo più grande di me. Lui è di roma ma è venuto a vivere nella mia città perchè è in pensione. All’inizio il rapporto era bello, anche se , a volte, diceva delle cose strane nei miei confronti del tipo offese riguardo la mia persona fisica e facecva anche apprezzamenti negativi sulla mia vita e la mia famiglia.il rapporto è andato avanti tra alti e bassi lui mi lasciava ed io puntualmente lo tormentavo finché non tornavamo insieme.
    Nell’ultimo periodo era diventato particolarmente offensivo nei miei riguardi dicendo cose molto pesanti anche davanti ad altre persone, del tipo sei una cretina…ecc.
    Da qualche mese è venuta una coppia di amici ad abitare nella nostra città e lui dopo qualche mese mi ha lasciata in modo molto aggressivo. ora sta sempre con loro è come se mi avesse sostituita con questa coppia. Io non l’ho più cercato, ora sono passati 3 mesi, ne al telefono ne via mail e lui ovviamente è sparito! ho saputo che dice a tutti che il nostro rapporto è finito perché non c’era un progetto per il futuro. Preciso a questo punto che lui ha 73 anni ed io 60.
    Grazie anticipatamente della risposta

    • Anna Zanon scrive:

      Buonasera, è possibile che il suo partner fosse un narcisista. Su questo sito e in rete ci sono vari articoli sul narcisismo..Li legga forse troverà la risposta a molte sue domande

  • Riccardo scrive:

    Buongiorno,
    Scrivo perché ho appena litigato con la mia partner,siamo in una relazione a distanza e stiamo insieme da sette mesi,lei ha un atteggiamento molto scontroso,e spesso si litiga perché lei prende in modo sbagliato una mia battuta oppure semplicemente cambia umore da un momento all’altro, io spero sempre che cambi,ho pianto molto per lei ma pare che non glie ne importi, non so come fare,sono quasi disperato,vorrei solo vivere bene con lei,non la voglio lasciare, mi rovina intere giornate,ma continuo a stare al gioco,non so davvero come fare,lei cosa mi può consigliare?…

    • Anna Zanon scrive:

      Caro Riccardo, mi sembra che tra lei e la sua partner ci sia un problema di comunicazione: avete sensibilità diverse che vi rendono difficile essere sulla stessa lunghezza d’onda, non riuscite ad entrare in sintonia.
      Quando un rapporto è così tormentato sin dall’inizio, quando ci sono sempre alti e bassi e litigi ed incomprensioni è quasi sempre sintomo di una profonda incompatibilità caratteriale.

  • Ilaria scrive:

    Salve dottoressa, sono Ilaria,
    Le scrivo per raccontarle la mia situazione. Da circa 5 mesi frequento un ragazzo, subito sembrava un pò freddo ma ritenevo normale la cosa visto che nn ci conoscevamo molto. Mi racconta che ha avuto una storia di 8 anni dove è stato mollato e che per 5 anni è rimasto solo perché nn trovava la persona con cui stava bene. Con me dice che finalmente si sente tranquillo e cominciamo a vederci tre volte alla settimana. Cosa succede però? Inizia a farmi delle critiche del tipo non mi piacciono i tuoi occhiali, tagliati i capelli, alle volte nn sono attratto perché ti metti la felpa, ecc ecc…io gli parlo,gli dico che una persona se ti piace ti piace anche in tuta da lavoro e che se nn gli vado bene possiamo troncare. Mi dice che lui è difficile, che trova sempre mille difetti a tutti e che per lui queste cose nn sono importanti. Ok, io scema, visto che il mio istinto mi dice di scappare provo a continuare. Sotto le feste di natale parte per un viaggio con i suoi amici della durata di 20 giorni e quasi una volta al giorno riusciamo a sentirci. Bene dico, guarda come si interessa. Torna, lo vedo freddo, ai miei ti voglio bene non risponde, e iniziano le critiche del tipo che io gli do troppe attenzioni e che in determinati momenti intimi (dopo che ha raggiunto il piacere) vuole essere lasciato in pace, nn vuole abbracci e nn vuole baci. Io esplodo, ma con molta calma gli parlo e gli dico se nn è il caso di prendere strade diverse perché evidentemente lui non sta bene con me. Gli dico che non vedo attenzioni, che lo trovo orso e che se mi risponde ai messaggi lo fa con sufficienza. Qui la super bomba che mi distrugge. Mi dice che lui nn vede un futuro con me, che ha altre priorità, il lavoro, andare a vivere da solo ecc ecc….che lui non cambia, è così e ci rimane. Però sta bene con me, nn vuole pensieri e vuole viverla così come viene. Premesso che io nn ho avanzato nessuna richiesta nei suoi confronti, lascio libertà, lascio tutto, mi sembra una mancanza di rispetto gratuita, non credo di meritarmela. Sono una ragazza con molti interessi, ho anche diversi corteggiatori, solare, spigliata e non riesco a capacitarmi di questa situazione. Faccio fatica a chiudere la cosa senza provare un pugno allo stomaco. Perché secondo lei, come dovrei comportarmi?
    La ringrazio e le auguro una buona giornata.
    A presto!
    I.

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Ilaria credo che lei si sia imbattuta in un narcisista. Provi a leggere l’articolo pubblicato su questo sito : ” Psicologia dell’uomo che ha paura di impegnarsi” che spiega il comportamento del suo ragazzo. Il mio consiglio è quello di chiudere una storia che non può che darle dei dispiaceri e crearle delle insicurezze.

  • Martina scrive:

    Salve Dottoressa, sono Martina.
    Purtroppo mi sono ritrovata in tutti i punti da lei scritti nell’articolo sopra. le spiego in breve. Sono stata con questo ragazzo per 5 anni, tra alti e bassi, da quando avevamo 14 anni ad adesso. Ci siamo mollati 10 volte, sempre per causa sua perchè diceva che il rapporto lo opprimeva, che non mi ama più, o che ero troppo gelosa e cose così. La verità è che a parte il primo anno, gli altri anni sono stati un inferno per me. Lui mi trattava male, non mi dava attenzioni, sminuiva il mio affetto, non aveva mai voglia di vedermi e mi rispondeva male e un sacco di altre cose. Io per lui ho fatto la crocerossina, ci sono stata per tutto. Dal chiamarlo alle 2 di notte per sentirmi ripetere una materia della scuola, al fargli i compiti, passare i san valentino a casa da sola perchè lui doveva studiare e altre cose. Sono sempre stata messa dopo tutto e tutti, e lui tornava da me quando si accorgeva che era solo e che gli mancavano le mie attenzioni. Negli anni ha sempre fatto il “galletto” con altre ragazze nonostante stesse con me. So che non mi ha tradito ma comunqu erano questi i motivi per cui ero gelosa. C’è da dire che sono molto insicura in quanto mi ha sempre detto che sono grassa e dovrei dimagrire, cosa che non sono assolutamente, ma non sono il suo ideale di donna con culo sodo, quarta di tette e pancia piatta. Nonostante questo io gli sono sempre stata vicina, e il mio sbaglio è stato farmi trovare lì ad aspettarlo ogni volta che tornava. E gli amici e la sua famiglia mi hanno sempre detto di mandarlo a quel paese ma io ero e forse sono ancora troppo innamorata di lui. E’ successa la stessa cosa una settimana fa, lui è tornato io da stupida ci sono cascata, ma proprio l’altro giorno mi ha detto che non crede di poter tornare insieme perchè dice che litighiamo spesso e che non funzionerebbe. E io in parte sono d’accordo, ma mi fa incavolare il fatto che bastasse che lui mi volesse davvero, per riuscire a stare insieme. Poi c’è da dire che mi ha detto che si sente con una ma che non sa se gli piace, e stanno a parlare fino alle 2 di notte e mi sento veramente presa in giro. Oggi ho deciso di chiuderci perchè non voglio essere sempre la terza scelta per lui e venire dopo tutto, gli ho scritto una lettera e penso la leggerà a breve, ma h paura di non riuscire davvero a chiudere questo rapporto malato. Sono anni che ci provo, anni che piango quasi ogni giorno per cose che mi diceva e faceva lui, e non voglio tornare ad essere così. Il suo articolo mi è stato molto utile perchè mi ha fatto capire che questo problema può diventare serio se non mi do una mossa a risolverlo, ma la paura che ora lui torni perchè capisce che mi sta perdendo, è veramente troppa. Come dovrei comportarmi secondo lei?
    La ringrazio se risponderà,
    Martina

  • Alessia scrive:

    Salve dottoressa
    Mi chiamo Alessia,ho 21 anni e sono fidanzata da 2 anni con un ragazzo della mia età.. All’inizio della storia tutto andava molto bene ed eravamo molto felici.. Col tempo però il nostro rapporto è cambiato in quanto le cose peggiorano sempre di più.. Io lo amo tantissimo e lo stesso anche lui.. Il problema penso sia causato dalle mie insicurezze e non solo..ora le spiego più o meno tutto: come persona mi affeziono subito.. Il mio fidanzato dice che sono troppo pesante,che non lo faccio respirare,non è libero e che sta sempre con l’ansia addosso per colpa mia.. È vero che magari sono così però penso sia causato dal fatto che: per esempio se gli arriva un messaggio si gira dicendo che devo fare i fatti miei,che ha bisogno di privacy e di spazio. Su facebook ha ancora tante ragazze per cui magari provava interesse prima di mettersi insieme a me. Questi giorni stiamo litigando di brutto e non ne posso più.. Ieri sera mentre litigavamo mi ha detto che non mi sopporta più,che non gli interessa più la nostra relazione ecc. Può datsi che abbia detto ciò per la rabbia però sono cose che fanno male.. Siccome dovrei partire per pochi giorni(ho avuto dei problemi col biglietto,nin si sa se parto ancora i no) . In questo caso si è arrabbiato dicendo che rimarrò per controlarlo,e che ha bisogno di questo distacco.. Tutto ciò penso sia perché nel weekend verrà suo fratello e vuole uscire con lui. La cosa che mi da fastidio è che insieme a me no sta scendendo più: o è stanco,o deve studiare.. Io sinceramente sto male e non so cosa fare.. Avrei bisogno di un suo consiglio.. Le ringrazio davvero.. Buona serata

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Alessia, penso semplicemente che nel vostro rapporto si sia creato un circolo vizioso : tu hai bisogno di conferme e diventi possessiva, e più tu gli stai addosso, più lui si sente soffocare e diventa freddo e distaccato, alimentando ulteriormente le tue insicurezze.
      Per recuperare la situazione, devi invertire il circolo vizioso, dandogli spazio..e perchè no? Fatti desiderare un pò, rispetta la sua privacy e lascia che sia lui a cercarti.

  • Giacomo scrive:

    Buongiorno….
    Dopo paranoie, ansie e tanti pensieri negativi sono inciampato in questa pagina……..
    Ho una storia bellissima alle spalle, 8 anni passati con la consapevolezza di stare con la persona giusta.
    Abbiamo rischiato di lasciarci diverse volte, ma siamo sempre rimasti insieme. Ora stiamo valutando l’idea di avere un bambino, sposarci, ecc ecc. Condividiamo tutto, dall’auto alla casa.. dalle amicizie alle parentele. Il mio problema è semplice: ho seri dubbi sul nostro futuro ora come ora. Spiego meglio…
    Sono un maschio, e ho sempre guardato porno trasformando questa mia perversione in energia positiva per la coppia…
    Premetto che siamo sempre entrambi stati contrari a facebook.. Sempre. Qualche anno fa (3 per la precisione) ho iniziato (per lavoro) ad utilizzarlo.. Lei l’ha sempre saputo!
    Ho così iniziato ad apprezzare foto, corpi e situazioni che solo in web possono avere la giusta importanza (e questo lei non lo ha mai saputo)… All’inizio era tutto strettamente lavorativo… ma poi ho cercato vecchie fiamme, vecchie amicizie e nuove conoscenze basando tutto puramente sull’estetica. Mentre lo facevo già sapevo di sbagliare. Mi sento un’immaturo ad esporre queste cose, ma ho bisogno di sfogarmi.
    Dopo qualche tempo ho creato un profilo falso, sia su facebook sia su badoo, per ampliare queste mie conoscenze. Nel frattempo, cambiando lavoro, ho iniziato a provare piacere nel navigare in siti di webchat (omegle, chatroulette) con il solo scopo perverso di masturbarmi con qualche ragazza davanti a me. Questa mia perversione è diventata parte di me… nel frattempo ho contattato su fb una ragazza che molto tempo fa mi piaceva, e ci siamo trovati (virtualmente). Non ho “consumato” con quest’ultima ragazza.. All’inizio facevo tutto il misterioso, ma poi trovandoci per forza di cose mi sono sbottonato l’anima… E’ stato tutto platonico e appunto virtuale all’ennesima potenza. Lei dopo 2/3 mesi ha capito chi sono, e giustamente ne ha parlato con la migliore amica.. Ora siamo rimasti d’accordo che questa cosa non esce da questo triangolo. Questa cosa non mi è mai piaciuta (mi vergogno di quello che ho fatto) e sono stato costretto a razionalizzare il tutto. mi sono affezzionato anche a qualche altra ragazza, e non sono riuscito a smettere per diverso tempo. Ho ingannato le mie prede, facendo la vittima, la parte di quello tradito e ferito. Questa scusa la usavo come spiegazione più plausibile per giustificarmi… Il tempo passava, e io pensavo (sbagliando) che magari questo mio comportamento era dovuto a un qualche tipo di nervosismo nei confronti della mia compagna.. Ora sto cercando di ripulirmi.. E’ dall’anno nuovo che non entro più in nessuno dei siti elencati sopra. Ho cancellato profili e sto cercando di dimenticare questa brutta fase della mia vita. Non voglio assolutamente dire alla mia compagnia quello che ho fatto.. mi sento una merda, e ho parecchio senso di colpa ora come ora. sono caduto improvvisamente sulla terra. Faccio pensieri strani, la mattina penso a sposarla e a metterla incinta… il pomeriggio magari sono depresso… e la sera torna tutto rosa e sereno.. Da qualche giorno non ho più voglia di fare l’amore, e la routine quotidiana mi sta soffocando. Ho paura che il lupo perde il pelo ma non il vizio, nonostante ora come ora non voglio avere più nulla a che fare con il mondo virtuale. Credo di aver avuto una brutta dipendenza da cyber sesso, da facebook, da internet…. Ora credo di avere una qualche patologia… Sto male, mi mancano quelle sensazioni di fascino, divertimento, spensieratezza. penso diverse volte che la cosa migliore sia lasciarci, ma poi mi pento di quello che ho fatto e mi rendo conto che una ragazza come lei non si trova tutti i giorni. Non so se lasciarla andare, farla divertire…farla allontanare.. In questo momento se penso al futuro mi rendo conto del tempo passato e ho paura… paura di stancarmi, paura di fare una famiglia con la persona sbagliata per me. Il tutto mi sta accandendo appunto da quando ho deciso di non dare più sfogo a questa mia perversione. Sto pensando di andare a parlare con uno psicologo… non è possibile avere questi pensieri secodo me. Oltretutto non voglio fuggire dai problemi, anzi, voglio risolverli. Se penso a lasciarci so già quello che perdo… e non voglio. Ma se penso che tornerei a divertirmi e magari farei un viaggio da solo questo mi crea molti dubbi. mi consiglia di troncare? considerando che non voglio dire quello che ho fatto.. considerando il senso di colpa che mi affligge da qualche tempo… considerando che per molto tempo questa mia perversione è stata lì senza che mi sia fermato un’attimo a riflettere su quello che stavo facendo. Lei non mi tradirebbe mai (almeno dice) e io sento di potermi fidare di lei. Sono un pervertito, un maschio ed evidentemente nn sono riuscito a bloccare la mia natura animalesca. Oltretutto, non ho mai incontrato realmente nessuno conosciuto in chat, perchè arrivato a quel punto mi rendevo conto di essere in errore, mi rendevo conto di far soffrire chi non se lo merita. Oltretutto non ho voglia di buttarmi in un’altra storia. Ho più una voglia (repressa) di fare tipo qualche serata e conoscere gente nuova… Ho voglia di fare il mio reale profilo facebook.. Ho voglia di fare conquiste per sentirmi più apprezzato e utile. Non riesco più ora come ora ad apprezzare i piaceri di stare con la mia compagna, e questo mi fa paura. sono terrorizzato. Piango quasi ogni giorno e sul serio, non so cosa fare. A volte mi piace e a volte mi immagino con una persona magari più bella vicino… Sono infatuato delle altre ragazze praticamente.. Quando vedo una bella ragazza la guardo, immagino di portarmela a letto. Oddio che schifo di uomo che sono. Mi faccio ribrezzo. E’ possibile avere una consulenza telefonica? Non voglio prendere la decisione sbagliata… A questo punto cosa mi consiglia? di troncare? Non troverò mai più una ragazza come lei, ne sono certo. Ha molti pregi, ed adoro i suoi piccoli difetti… oltretutto è poco che ho chiuso la mia vita parallela… magari sto soffrendone l’astinenza. magari ora mi appare tutto così ma tra un mese mi sento meglio. NON VOGLIO perderla, ma a questo punto non sono più sicuro di amarla, dato quello che le ho fatto alle spalle. Di sicuro le persone come me stanno bene e si sentono male…. per poi trovare una sensazione di benessere sentendosi comunque male. Non voglio lasciare andare la persona più importante della mia vita, voglio renderla felice e creare una famiglia con lei.. le persone sbagliano, sbagliando si impara. Io ho sbagliato all’ennesima potenza. oltretutto sono un ragazzo sensibile, mi sento in colpa continuamente. Non vorrei che l’amore che abbiamo provato sempre uno per l’altra si sia trasformato in affetto..nulla più. Se sbattendo la testa in uno spigolo potrei dimenticare tutto lo farei subito. Non posso dirgli quello che ho fatto, mi lascerebbe e se non mi lascerebbe comunque la storia non sarebbe più la stessa… Cosa devo fare? Sono indeciso, insicuro, pieno di ansie e se potessi mi ucciderei. Lei crede che se ci lasciamo e stiamo da soli questa situazione mi aiuterebbe a capire molte cose? Ho paura che rimanendo con lei le mie perversioni e le mie voglie prendano il sopravvento a lungo termine. Ho quasi 30 anni, evidentemente sono un’immaturo cronico. Oltretutto ho paura che il lupo perda il pelo ma non il vizio. premetto che quando vedo in giro la ragazza che sa chi sono mi sento svenire, sono divorato dai sensi di colpa. non so se riuscirò mai più ad essere felice. Quando vedo una bella ragazza vorrei provarci, per il piacere di sapere che sono ancora affascinante. La mia compagna è una moglie d’oro, mentre se vado a fare il coglione in giro chissà che tipa mi rimedio visto il mio passato perverso. Ora la guardo e non mi piace.. momenti mi eccita momenti mi fa cadere le braccia. Non so più se sono innamorato di lei. Sto malissimo.. Mi sento sporco dentro, e ho paura di ricadere in tentazione. Ho l’ansia, e delle volte vorrei andarmene di casa per fare passare del tempo tra di noi, in modo da chiarirmi… Incredibile come io (antifacebook e anti tradimenti) per eccellenza abbia trovato rifugio in una dipendenza così virtuale e così finta. Se penso che lei possa fare i miei stessi errori non mi viene rabbia, anzi, quasi ne sarei felice in modo da poter dire di essere nella stessa situazione. Non voglio rovinare il rapporto bellissimo che abbiamo sempre avuto… ma ho paura che questo mio “STARE BENE CON LEI” sia dovuto a questa dipendenza che ho avuto dal virtuale. ora sono come un tossico che smette di drogarsi, esattamente uguale. non voglio farmi scappare una ragazza d’oro, ma nello stesso tempo voglio divertirmi… è un controsenso, ma sento questo. E’ come se l’avvicinarsi dei miei 30 anni mi abbia fatto scattare qualcosa dentro, una voce che mi dice “ti stai invecchiando, sei sicuro di non voler provare nuove esperienze prima di buttarti in una vita coniugale?”. Devo trovare una soluzione, già so che se ci separiamo entrambi in un modo o nell’altro ci allontaneremo per forza di cose. Però potrebbe farmi del bene, perchè come ogni uomo, allontanarsi dalla persona amata fa capire i propri errori e porta a non farli più. Se penso a lasciarci, so cosa perdo. Sono consapevole di una porta che si chiude, ma è come se mi si apra un cancello. Non è corretto fare questi ragionamenti, e non è corretto fare quello che ho fatto per diverso tempo. Forse la soluzione più logica sarebbe lasciarci, evidentemente non la amo più? Mi sento il fiato sul collo.

    • Giacomo scrive:

      Mi sento una bestia…. ora devo tornare da lei a casa ma ho l’ansia di andarci…… Sono davvero depresso, ho bisogno di aiuto per salvarmi da me stesso.

    • Anna Zanon scrive:

      Buonasera, non credo che il problema sia che lei non ama la sua ragazza ma ci sono sicuramente nel suo cuore delle paure che le impediscono di lasciarsi andare completamente e che credo si attiverebbero in qualsiasi relazione , una volta superata l’infatuazione iniziale.
      Il mio consiglio è quello di rivolgersi ad uno psicologo per mettere ordine nel groviglio di pensieri e di emozioni che si agitano dentro di lei.

      p.s: questo coraggioso post può servire come monito alle persone che cercano l’amore in rete

  • Mariangela scrive:

    Buonasera Dottoressa,

    stavo leggendo questo articolo quando non potevo pensare che la mia relazione con il mio attuale ragazzo era patologica.
    Per farla breve io e lui inizialmente eravamo amici, trascorso del tempo avevamo iniziato a frequentarci ma io non riuscivo a impegnarmi e a legarmi a lui, probabilmente per i miei rapporti passati un po’ deludenti.
    Non avevamo rotto il legame e io poi me ne sono innamorata, sfortunatamente per me, perchè lui continuava a dirmi che non era sicuro e io innamorata non ho ascoltato facendomi del male da sola e ricevendone da lui, dato che stava frequentando anche un altra ragazza. Questa sua indecisione e la mia cecità ha fatto si che il rapporto si sfasciasse per degli eventi spiacevoli per entrambi, anzi per tutti e tre…
    Il tempo passò e io e lui non ci rivedemmo se non mesi dopo, perchè io sarei partita all’estero per intraprendere un progetto e obiettivo che mi ero preposta.
    Avevamo ripreso a vederci. Partii e la nostra relazione andò avanti. Putroppo per varie vicissitudini dovetti rimpatriare e da lì in poi mi ritrovai in una situazione non semplice. La ricerca di un lavoro che non era vicino neanche un miglio, la mia voglia di vederlo spesso, probabilmente perchè mi ero fissata con lui e avevo poco svago. Il rapporto si stava incrinando, me ne ero accorta perchè avevamo preso a litigare spesso e lui mi diceva che non lo capivo, in più lui voleva stare per conto suo e io volevo cercare di capire che cosa ci fosse che non andava. Questo rapporto malato ha fatto si (a parer mio) che lui mandasse rose rosse alla sua ex perchè lei si trovava in un momento difficile (lui dice che lo ha fatto perchè voleva farle un gesto carino, a mio avviso esagerato e fuori luogo ed in aggiunta anche a delle parole che erano fin troppo per una ex). Penso che la colpa sia di entrambi…purtroppo e per fortuna non possiamo leggere nei pensieri della gente.
    Attualmente stiamo insieme, siamo una coppia ufficiale.
    Abbiamo percorso un tragitto in salita e mi chiedo alle volte come sia possibile dopo a quello che è successo che io e lui stiamo insieme. Il suo comportamento adesso è quello di una persona che realmente tiene a me, che conosce la mia importanza e i miei valori. Forse perchè si è visto davanti agli occhi sfumare tutto per degli errori più suoi che miei?

    • Anna Zanon scrive:

      Ma anche se le cose si sono sistemate, lei fa un pò fatica a fidarsi pienamente di lui…
      Attenzione perchè chi si aspetta il peggio, prima o poi lo ottiene..

      • Mariangela scrive:

        Ha proprio ragione il pensiero negativo porta solo ad ottenere quello che non si vuole.
        Sicuramente se voglio intraprendere un cammino con lui devo abbandonare tutto alla mie spalle, dopotutto non si può amare veramente una persona se non ci si fida a pieno. Grazie!

  • Luca scrive:

    Salve dottoressa, sto con una ragazza che da tre mesi si è trasferita da me .. All inizio era tutta dolce presa da me .. Appena ho visto in lei che si comportava diversamente ho iniziato ad essere possessivo geloso addirittura il cellulare gli ho controllato .. Ora si è trasferita nella sua nuova casa .. Lei dice che Nn mi ama e che è stata sincera .. Ma vuole rimanere amica e mi dice che lei ha bisogno di me … Ma niente baci sempre freddezza .. A volte quando ritorna in se stessa si apre un po’ … Ma credo a volte che mi sono sentito sfruttato è usato .. O forse nn posso accettare questa sua decisione perché il mio sentimento è più forte del suo

    • Anna Zanon scrive:

      Penso un misto di entrambe le cose, purtroppo non mi sembra che ci siano dei presupposti per un felice futuro insieme tanto più che lei dice di non amarti ( perchè andare a convivere allora? Mah?). Questa ragazza mi sembra che abbia le idee un pò confuse e non può che farti soffrire ulteriormente

  • Ilaria scrive:

    Gentile dott.ssa ho letto con molto interesse il suo articolo, e purtroppo con grande amarezza devo dire che rispecchia esattamente la relazione che sto vivendo. Vorrei chiederle un suo parere, cosa può portare un uomo (43 anni lui, io 28) a scappare? Intendo proprio fisicamente dalla casa. Alle volte anche per discussioni “banali” ma durante le quali magari dico delle cose di lui che lo feriscono (perchè sà che sono aspetti di lui veri che non accetta) lui scappa letteralmente di casa invece di chiarirsi. Magari poi rimane a dormire chiuso in auto fino a notte inoltrata, quando poi me ne torno a casa mia..ed i giorni dopo non si fa sentire.

    grazie mille

    • Anna Zanon scrive:

      Forse non sopporta l’aggressività o il confronto diretto ( magari ha assistito a scene di forte conflittualità tra i suoi genitori ed è rimasto traumatizzato?)
      Senza sapere nulla sulla sua storia è difficile poter dare una risposta più completa.

  • cristina scrive:

    Gentile dottoressa anch’io vorrei un parere sulla situazione che sto attraversando. Convivo col mio ragazzo da più di due anni. Lui è sempre stato molto affettuoso con me ;parlo fuorI dal letto. È per questo che m sono innamorata di lui, per il modo in cui mi corteggiava e mi trattava senza alcun secondo fine , sempre pieno di attenzioni.Ma ultimamente lo sento molto distante, mai un bacio , una carezza oppure una frase, una parola dolce. Non mi riferisco Al sesso ma proprio a queste attenzioni quotidiane basilari. gli ho parlato chiaramente esprimendo le mie lamentele, elemosinando, facendo ció che vorrei lui facesse a me, parlandogli per trovaare un punto d’incontro. Aspetto sempre un suo gesto e rimango puntualmente delusa. Ieri sera a seguito di questa discussione mi ha persino detto che è fatto così. Io sono stata tutto il tempo sulle mie e s ‘è avvicinato come per un contentino, quando so che domani tutto sarà come prima.
    Dico anche che lui è molto premuroso se ho bisogno di qualcosa e spesso fa dei gesti gentili nei miei confroni come preparare la cena e tanto altro ma per me non posso o essere sostituti delle attenzioni che cerco. Adesso la situazione per me è insostenibile. Lui cambia per qualche gg s sforza ma poi torna sempre uguale. Non so se c’è un modo per fargli rendere conto che m sta perdendo. O per fargli capire come siano importanti queste cose. O per rendermi meno scontata. non so più cosa fare se essere paziente o farmi desiderare. Spero in una sua gentile risposta.

    • Anna Zanon scrive:

      Difficile darle un consiglio, dovrei conoscere meglio la sua situazione. E’ molto frequente purtroppo che con la convivenza il rapporto cambi e che una volta finita la fase dell’innamoramento si perdano un pò gli slanci e gli entusiasmi. Quello che mi viene da dire è di non rimproverare il suo compagno per la distanza che si è creata ma di ritagliarsi degli spazi suoi per fare delle cose che le piacciono ( esca con le amiche, frequenti qualche corso, ecc) ..e stia a vedere come si comporta lui: se si riavvicina sentendola meno esigente e dipendente, va bene. In caso contrario potrebbero esserci altri problemi

  • Daniele scrive:

    Salve dottoressa, ho 40 anni e da maggio 2014 ho conosciuto una coetanea con la quale all’inizio ho instaurato un bel rapporto di amicizia, fatto di messaggi ec telefonate. Premetto 2 cose:la prima, io sono una persona molto inibita dal punto di vista sessuale, mai avuto una seria relazione con nessuna a causa di una mia introversione estrema. Alla mia età mi son limitato a tenermi fuori da qualsiasi relazione per paura di soffrire ex ante. Ho un carattere molto mite e fragile, trovo difficoltà a oppormi o farmi forza delle mie ragioni.Lei vive a 40 km da casa mia, ha una figlia di 18 anni e numerosi problemi alle spalle; un matrimonio fallito, un compagno che l’ha plagiata, ansia, attacchi di panico e una dipendenza affettiva fortissima.All’inizio le cose andavano meravigliosamente, lei si fidava di me,aveva stima e rispetto, prima volta tra l’altro che ciò mi accade. Mi son sentito fiducioso e coraggioso, ma tutto ciò finché restavano a distanza. Lei mi chieda va di uscire o lo facevo io e trovavamo il modo di farlo. Quasi sempre. In ottobre ho provato a buttare il cuore oltre l’ostacolo; mi sono dichiarato a lei con uno slancio eccessivo. Lei sulle prime rimane perplessa ma dopo poco felice accetta la cosa. E a questo punto sono iniziati i problemi. Io ero disperato, ansioso, triste, mangiavo poco e dormivo meno. Per paura mi facevo sentire di rado e il mio tono di voce era molto distaccato e per nulla entusiasta. Abituato a una vita intera da single avevo il timore di averle promesso troppo e troppo in fretta. Lei comincia a chiedere il perché di questo cambiamento così repentino e io a quel punto le dissi che mi ero confuso e che non provavo amore per lei ma che volevo essere solo un amico, premetto che a parte i baci non c’ è stato nesun rapporto.Abbiamo sofferto entrambi.Dopo poco torna a cercarmi chiedendomi di essere qualcosa per lei, i miei primi tentativi di riavvicinamento sono stati freddi e distaccati, i sensi di colpa per averla ferita e delusa mi soffocavano. Poi col tempo, siamo riusciti a parlare con più serenità e ripartire da ciò che eravamo, amici, pur se come lei mi ha detto,L’averla annientata come persona l’ha lasciata a pezzi. Dopo circa un mese e in particolare la fine di gennaio e febbraio le mie telefonate e i miei messaggi si son fatti più insistenti, forse perché ho cominciato ad avvertire una certa distanza fra me e lei. Lei risponde dicendo che mi vuole bene, che ci tiene a me e non vuole perdermi; è tuttavia si chiede perché ho ricominciato a cercarla. Io le ho risposto che non sono più così sicuro che lei non sia nulla per me e che vorrei rivederla. Da parte mia ciò è in parte vero anche se il mio IO razionale teme un riavvicinamento, per timore di fuggire nuovamente.Lei si nega, non al telefono, ma non accetta nessun incontro neanche di pomeriggio. Però al telefono dice che mi vuole bene e che le manco. Mi chiedo cosa le possa mancare di me, l’amore che non sono riuscito a darle no di certo, neanche il sesso è allora cosa? Anche lei sicuramente se lo domandera’ del perché la cerco. Quando poi penso ad un eventuale incontro e dialogo tra noi due, immagino nella mia mente la situazione, di solito con triste epilogo annesso e l’ansia aumenta. Ho timore a chiederle di provare a essere qualcosa, se non l’amore con la A maiuscola ma almeno una coppia di persone che stanno insieme, ma su che bassi? Lei mi appesantisce con i suoi problemi del presente ai quali non so dare soluzioni. Mi sento davvero inquieto e confuso non capisco come una donna interessante e fisicamente attraente mi intimorisca a tal punto. Forse è anche per questo motivo che lei è single nonostante l’avvenenza che lei non vuole sfruttare per sedurre gli uomini con i quali entra in contatto quotidiano. Non so che dirle ne che fare. Illuderla mai, ma anche lei non è molto chiara nei miei confronti. Caratterialmente poi dato che ci siamo frequentati poco non so nemmeno se c’è davvero compatibilità. Alcune cose le vediamo allo stesso modo altre no o non saprei. Oggi non l’ho nemmeno chiamata e lei ha fatto altrettanto. Che cosa può suggerirmi? Grazie.

    • Anna Zanon scrive:

      Caro Daniele, credo che forse potrebbe esserle utile una terapia per cercare di rafforzare la sua autostima che la fa sentire inadeguato nei confronti delle donne e che l’aiuti a superare la sua introversione.

  • Giulia scrive:

    Buonasera Anna,
    ho 44 anni, lui 43 e stiamo insieme da 5 anni e mezzo. La nostra è una relazione a distanza, abitiamo a 200 km l’uno dall’altra e fino a qualche mese fa ci siamo frequentati ogni altro weekend e durante le ferie estive di un mese circa. Dopo qualche anno di frequentazione ho maturato il progetto di una convivenza. Gli ho chiesto di trasferirsi da me (ho un figlio ora diciottenne). Mi ha detto sì ma a tutt’oggi siamo ancora ognuno a casa propria. Lui vive con la madre che lo tratta come se fosse un bambino.
    Alle mie ripetute richieste di spiegazione per il procrastinare il tempo di mettere in pratica la sua scelta, mi ha risposto dicendo che ho ragione, si sente responsabile della mia delusione, ma sinora io non vedo un passo da parte sua…
    Sento che la nostra non è una relazione sana, bensì un rapporto a progetto zero. In questi 5 anni e mezzo è venuto da me una volta sola, io da lui sempre.
    Oggi mi sono allontanata da lui, gli ho detto che deve darsi da fare per ciò che desidera visto che dice di amarmi, io invece sento che si è incrinato qualcosa dentro di me…
    Adesso lui mi dice che vuole venire a trovarmi questo weekend, mi sembra che pensi di risolvere le cose muovendosi per una volta lui.
    Sono molto confusa, sa? Non vorrei gettare alle ortiche 5 anni e mezzo per questa profonda insofferenza che provo nei confronti di lui e del nostro rapporto. Sento che non sono più disposta ad aspettare un desiderio che pare essere solo mio ma al contempo sento una tristezza profonda e ho paura di non essere obiettiva…
    La ringrazio per l’ascolto.

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Giulia, i rapporti o evolvono o involvono e una delle cose che li fa involvere è proprio la mancanza di progettualità.
      Per far durare una relazione bisogna avere gli stessi obiettivi di vita:nel suo caso lei sente che vostro rapporto non cresce malgrado gli anni passati insieme.
      Il mio consiglio è quello di tirarsi indietro: forse il suo fidanzato, davanti alla prospettiva di perderla, riuscirà a superare le sue paure e a fare il grande passo.
      Quello che mi sento di dirle è che se lui non si decide in cinque anni e mezzo, è difficile che si muova in un futuro

      • Giulia scrive:

        Grazie Anna per la gentile risposta. Ciò che più mi lascia letteralmente interdetta sono le sue non-risposte, il suo non-dire…Parole testuali sue ” vuoi per un motivo o per un altro, non mi do una mossa” e alla mi richiesta di dare un nome a – vuoi per un motivo o per un altro – niente, il silenzio…
        A me non sta bene fare l’eterna fidanzata, provo rispetto e amore per me stessa, il mio sentire, il mio essere donna…
        Mi scuso per lo sfogo.

  • Natalia scrive:

    Salve Dott.ssa forse sarò tra le più piccoline a scriverle ma vorrei un suo parere, molte informazioni del suo articolo rispecchiano qella che è stata la mia situazione amorosa durata tre anni. aimè spesso commetto errori ricercando quella persona, premetto di avere 20 anni il ragazzo è più piccolo di un anno, apparte la differenza sostanziale dell’età in cui molti mi han detto che deve crescere, io, nella mia lettera di Addio gli chiedevo scusa perchè il mio amore era ossessivo, ricordo ai miei genitori di aver detto che non lo volevo lasciare nonostante spiacevole esperienza in quanto stavo male con lui e senza di lui, a mio padre turbò molto questa frase e ora la leggo riportata nel suo articolo e questo è un sollievo in quanto mi convince a non tornare da questa persona (sono fidanzata ora con un ragazzo più grande) . Il problema penso di noi tutti che scriviamo in questo sito, o almeno il mio è confondere l’amore io mi chiedo: Ho tanto amore ancora da dargli penso sempre a lui insegui il cuore e questo spesso mi riporta da lui.. Ma non è cosi Grazie.

  • fabrizio farese scrive:

    salve dottoressa,ho scritto il 12 e se riesce a farsi un’idea le sarei grato…grazie ancora

    • Anna Zanon scrive:

      Salve, giusto per farsi un idea : ho 351 lettere oltre alla sua a cui rispondere e visto che si tratta di un servizio gratuito che faccio nei ritagli di tempo, i tempi di risposta possono essere lunghissimi oppure come, spesso capita, non ho neppure il tempo di leggere tutti i commenti che ricevo.
      E’ meglio se vuole essere sicuro di ricevere una risposta, acquistare una consulenza on line.

  • roberto scrive:

    salve, mi chiamo Roberto e sono un ragazzo di 24 anni.
    Sto attraversano un periodo per me molto confuso della mia vita.
    Ho appena preso un mutuo per l’acquisto della prima casa che sarà pronta tra qualche mese.
    Da oltre 4 anni sto con una ragazza di nome Chiara che fin da i primi mesi ho tradito con la mia ex che si chiama Giulia, nonché la sua migliore amica che mi vedevo circa tre/quattro volte al mese.
    Da circa 4 mesi Chiara ha scoperto la relazione mettendomi obbligandomi scegliere con chi stare delle due.
    Immediatamente ho scelto di stare con Chiara che mi ha subito perdonato a patto di troncare il rapporto con “l’amante”.
    Il mio problema è che non sono mai stato in grado di scegliere con chi stare perchè sono due persone completamente opposte.
    Chiara è una bravissima ragazza, molto aperta anche con gli altri, ma a starci troppo insieme mi irrita perchè è logorroica, inoltre con lei è svanita da molto la passione e i rapporti sessuali capitano raramente.
    Allo stesso tempo non voglio ferirla perchè lei ha fatto troppo per me, mi ha sempre dato sostegno, ho convissuto 4 anni da lei a casa con i suoi genitori.
    Anche con Giulia sto bene, lei è esattamente l’opposto, timidissima, si relaziona poco con altri, mi piace un po’ meno come fisionomia del viso, ma con lei riesco a dialogare un po di più e in itimità siamo molto passionali, cosa che con chiara non riesco a esserlo minimamente.
    Devo scegliere una volta per tutte con chi stare e con chi condivere il mio futuro, ma sia per paura di sbagliare scelta e per paura di ferire una delle due ora mi trovo ad aver preso una pausa di riflessione da più di un mese, e tuttora non sono riuscito a trovare soluzione.
    Ho paura che con chiara sia più abitudine mentre con giulia attrazione fisica, in poche parole non so più che vuol dire amare e vorrei riscoprire questo sentimento.

    grazi per la disponibilità,
    Roberto

    • Anna Zanon scrive:

      Caro Roberto, di getto mi verrebbe da dire che non sei ancora pronto per una scelta impegnativa come quella di dividere la tua vita con qualcuno. Sei troppo confuso su quello che provi, quello che vuoi e persino su quali caratteristiche deve avere la donna della tua vita.
      Penso che un periodo da solo non potrebbe che farti bene, considerato anche che sei giovanissimo.
      Mi sento di dirti che Chiara potrebbe non essere la donna giusta per te, non sei innamorato di lei e l’hai sempre tradita sin dai primi mesi di relazione.
      Su queste basi non si può pensare ad un futuro insieme: è vero è un punto di riferimento e le vuoi bene come forse si vuole bene ad una sorella ma questi elementi non bastano per un futuro insieme e se l’hai tradita prima.. figuriamoci dopo!
      Il tuo problema non è capire con quale delle due devi stare ma imparare a stare da solo e a conoscerti meglio.. solo così avrai la maturità psicologica per fare delle scelte affettive migliori

  • Maria Basile scrive:

    Salve dottoressa ,
    Da un anno ho un rapporto con un ragazzo di qualche anno più grande di me , i primi tempi erano davvero rosei in quanto mi sembrava di aver trovato quel rifugio e quella protezione di cui sentivo il bisogno
    Da quest estate qualcosa si è rotto ,lui ha mostrato la sua vera natura un po fredda e ciò ha scaturito in me una insicurezza oserei dire cronica( tendo a pensare sempre che lui possa prendermi in giro, avere un altra essere poco innamorato) … Ho di sovente questi dubbi che tendo ad esternargli , finendo da 5 mesi a questa parte per dirgliene di tutti i colori e litigare
    Anche a San Valentino siccome si é dovuto allontanare per lavoro e non ê riuscito a tornare ho iniziato a divenire nervosa intollerante e arrabbiata … Mentre i primi tempi alle mie esternazioni di malessere reagiva confortandomi ormai ad oggi mi dice che finiró per perderlo
    Cosa posso fare io per migliorarmi cosa posso fare io per migliorare il salvabile ma soprattuto per allontanare questa ossessione che mi porta ogni secondo a pensare che con lui non ci sto bene ad essere sempre negativa nei suoi confronti?

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Maria Basile, capita che quando la fase dell’innamoramento finisca, gli uomini diventino più pacati e questo può sembrare ad una persona insicura freddezza.
      Il mio consiglio è quello di lavorare sulle tue insicurezze, cercando di non assillarlo con la richiesta di conferme che così non puoi ottenere, anzi l’allontani sempre di più.
      Se non ci riesci, qualche colloquio con uno psicologo forse potrebbe aiutarti a capire la radice di certe tue insicurezze che la relazione con lui ti risveglia

  • lety scrive:

    Buongiorno a tutti,io ho timore, che gli uomini futuri si scandalizzino per la mia storia durata anni con un uomo più grande di me (sì della serie “potrebbe essere tuo padre” ). Non riesco a fidarmi di chi incontro, ho aura di scandalizzare e di sentirmi dire che quell’uomo era un “vecchio marpione” che mi ha circuita, essere derisa o schifata! Quando in realtà le cose non sono affatto così!io ho amato follemente e ora siamo in ottimi rapporti, c’è un profondo affetto! se non fossero insorti alcuni problemi.. sarebbe stato l’uomo della mia vita, una persona meravigliosa!ho davvero paura di raccontarlo alla persona sbagliata, che si prenda gioco di me e faccia diventare il mio segreto un pettegolezzo. Ho paura non mi possano più volere per via di questa storia impegnativa e particolare… qualche uomo che dica la sua? lo accetterebbe o meno? si scandalizzerebbe??qualche altra donna? sta diventando un abisso per me questo problema…
    ho lasciato quell’uomo perché l’età e le esigenze diverse sono iniziate a pesare, perchè non è mai stato accettato dalla mia famiglia… la relazione è stata vissuta per anni in modo nascosto, solo pochi intimi lo sapevano. questo perchè i primi mesi di relazione, quando la cosa è diventata “pubblica”, siamo stati attaccati in modo accanito, con vere e proprie violenze. avevamo/abbiamo 28 anni di differenza, sono tantissimi, lo so bene, ma volevamo viverla lo stesso, giorno per giorno, non pensando al futuro con ansia e paura. Forse è raccontare di questa storia , con questa grande differenza d’età che mi fa paura.. io non l’ho raccontata mai ad amici ed amiche, anche se qualcuno aveva intuito e conoscevano la nostra relazione come un bel rapporto di affetto e amicizia. Raccontarlo in futuro ad un uomo, parlargli della differenza d’età e della segretezza di questa storia. non lo scandalizzerà? non penserà di me che sono una bugiarda?
    forse riflettendo noto che in me è stata da sempre presente la paura del giudizio altrui. Studentessa modello, a detta di tutti bella e sensibile,intellettualmente stimolante… ma per me no, non mi sono mai considerata tale e mi sono sempre sentita troppo sensibile, troppo fuori dal contesto. A parte la persona molto più grande di me con cui sono stata, una mi cara amica e le mie nonne non ho nessuno di cui mi fido ciecamente. ho il timore costante di essere tradita e non rispettata. e questa paura si rispecchia anche nella possibilità di incontrare un uomo che mi giudicherà in malomodo rispetto a questa precedente relazione. si scandalizzerà? non verrà accettata?che la vada a raccontare ad amici, o che si faccia pregiudizi su di me. o che se mi accetti non sopporti il mio passato, mi faccia tagliare i buoni rapporti con questo mio ex, che io invece ritengo essere il mio più caro amico. perchè questa perdita totale di fiducia verso il mondo che mi circonda?

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Lety, stare in coppia non significa necessariamente dirsi tutto specie se si tratta di episodi avvenuti quando non ci si conosceva ancora. Lei non deve sentirsi in obbligo di raccontare cose che la fanno sentire a disagio ne tanto meno deve giustificarsi per le sue esperienze passate che appartengono solo a lei.
      In una coppia l’intimità si costruisce con il tempo, per questo è bene aspettare che il rapporto abbia raggiunto un certo grado di affiatamento e di conoscenza reciproca prima di parlare di argomenti delicati: sentirà lei quando e se verrà il momento giusto per aprirsi.
      Detto questo, non vedo quale sia il crimine di essersi innamorate di un uomo tanto più vecchio di lei. Probabilmente cercava una figura paterna sostitutiva.
      Ma non è lei la prima che si giudica e non si accetta per questo?

      • lety scrive:

        Gentile dottoressa,
        Grazie per la sua risposta. io non accetto che gli altri non comprendano questa storia, mi fa soffrire pensare che venga guardata con pregiudizio e sdegno… Tutta colpa di categorie mentali che ci vengono imposte, è così diventa la storia del “maturo marpione” (cosa che assolutamente non è ) e della giovane ingenua (ma anche no!). Quando abbiamo cercato di renderla pubblica è successo un putiferio, soprattutto da parte di alcuni amici, sdegno ma soprattutto (e ciò mi ha molto colpito) una sorta di gelosia da parte di alcune amiche. Tutte queste persone dopo avermi “violentata psicologicamente”in mille modi, minacce, accuse.. sono state escluse dalla mia vita. ma la paura mi ha segnata e la nostra storia è stata vissuta in semi clandestinità, solo poche rare persone fidate, grandi amici, la conoscevano e ci sono stati vicini.Per altri è un bel rapporto di amicizia e affetto (quel rapporto molto forte che io non voglio perdere neanche ora che è finita).
        Non cercavo una figura sostituiva di quella paterna, a mio parere, mio padre è sempre stato presente, mi ha sempre adorata e se devo ammetterlo notavo in famiglia più che altro l’astio di mia mamma, a tratti, per il nostro rapporto di complici.Cultura, gusti, interessi, amore per l’arte, passione civile li ho sviluppati sicuramente grazie a mio padre. L’uomo molto più grande di me si p sempre interrogato sulla nostra storia, più volte ci siamo allontanati e ripresi per la sua paura di farci e farmi “male”, ma l’amore profondo ha sempre vinto. non è il marpione senza scrupoli, è di una grande sensibilità ed intelligenza.
        Ora la mia paura sta proprio nel fatto di non riuscire a trovare una persona tanto sensibile da comprendere la mia storia, una persona che non giudichi nè me nè lui, e che accetti che comunque quest’uomo farà sempre parte della mia vita (come quei fidanzati o ex mariti che diventano cari amici, persone a cui sei legata da stima e affetto forte) . mi chiedo, esisterà? La mia paura è che non sia capace di ascoltare il mio racconto è che questo diventi un aneddoto da bar per i suoi amici, un motivo per allontanarsi da me, un modo per scatenare pettegolezzi.. ci manca solo che la voce arrivi proprio a certa gente che ho eliminato nel passato o a gente becera e ignorante.. Forse il mio pensiero è esagerato, è che non sopporto questo mondo estremamente “social”, dove tutto è condiviso, dove tutti san tutto di tutti…
        Io amo e guardo all’amore senza pregiudizi e costrizioni, ho solo tanta voglia di amare ed essere amata…

        • Anna Zanon scrive:

          Cara Let, il mio è solo un consiglio : meno si parla degli ex, soprattutto nelle prime fai di una relazione, meglio è. L’intimità emotiva, come quella fisica, richiede gradualità ! A lei non darebbe fastidio uscire con un uomo la cui ex è sempre presente nei suoi discorsi e nella sua vita (sia pure come come cara amica?).
          Un uomo vuole avere l’esclusiva e lei rischia di sembrare troppo legata al passato e al suo ex per dare ad un potenziale fidanzato lo spazio che merita.

          • Lety scrive:

            Gentile dottoressa, Le rispondo dopo diverse settimane, volevo scriverLe con tutta calma. Certo, un nuovo fidanzato merita un nuovo spazio ma la mia paura è quando sarebbe il momento giusto per raccontare questa mia relazione? Temo di legarmi alla nuova relazione, poi raccontare di quella precedente (parte forte del mio passato sentimentale) e venire abbandonata perchè non si accetta la mia relazione passata con un uomo ben più grande di me. Un altra cosa di cui soffrirei molto sarebbe se il mio nuovo compagno ne parlasse con amici o conoscenti, e la mia storia diventasse una brutta “voce di corridoio” (Ricordo che la mia relazione con l’uomo più grande e stata vissuta in semiclandestinità proprio per via di brutte reazioni iniziali di alcune persone alla nostra storia).
            O ancora non sopporterei di essere etichettata nei soliti clichè “la giovane e l’uomo maturo”… ogni relazione ha le sue sfumature e i suoi percorsi, sono una persona estremamente sensibile grazie al mio trascorso sentimentale ho compreso di quanto l’amore abbia mille declinazioni, età, provenienza sociale, religione, culture diverse sono tutti confini che possono essere abbattuti quando nasce un sentimento forte e sincero.. Io vorrei solo venisse accettato il mio passato senza che susciti alcuno scalpore o brutta reazione. Forse sono sfiduciata molto dagli uomini incontrati, o dal fatto che oggi, nel mondo sempre più social, si tende a denigrare e commentare senza freni…ci si presenta come aperti e libertini e poi si spara zero su chiunque e tutto diventa pubblico, visibile a tutti. che dice?
            Cari saluti. Lety

          • Anna Zanon scrive:

            Cara Lety, ma perchè per lei è così importante raccontare al suo nuovo partner del suo passato sentimentale?? Forse perchè non è ancora pronta a staccarsene e si sente definita da questo?

          • Lety scrive:

            Sì, forse non sono ancora completamente distaccata dal mio passato sentimentale. Ma più che questo il mio timore deriva dal vedere magari troncata una bella relazione per via di del mio trascorso sentimentale. Il mio timore è che un uomo giovane o un altro uomo non possa comprendere quello che è il mio passato e lo possa vedere come qualcosa di non comprensibile. Forse perché finora mi è sembrato di incontrare solo uomini vanesi e immaturi? non saprei…
            Grazie per la sua gentilezza
            Lety

          • Anna Zanon scrive:

            Cara Lety, le rispondo per la terza volta (e ultima volta!) che in una coppia non è necessario dirsi tutto, soprattutto se sono cose che l’ altro potrebbe non capire e che lo ferirebbero in qualche modo. Una di queste cose è il proprio passato sessuale..Oggi ho ricevuto una mail di una persona che ha tradito in passato il suo ex e tutte le volte che litiga con il suo attuale compagno lui le rinfaccia quell’episodio anche se non lo riguarda in alcun modo. Ha così tanta importanza che un suo fidanzato sappia quanti anni aveva il suo ex fidanzato? Si chieda perchè..
            Naturalmente il mio è solo un consiglio, poi faccia come crede..

  • Giulia scrive:

    Gentile Dott.ssa, Le scrivo dopo aver letto tutto d’un fiato il Suo articolo.
    Ho 26 anni e sto da quasi 8 anni con il mio ragazzo che ne ha 27. Dall’età di 15 anni soffro di crisi depressive, curate con farmaci e psicoterapia e dal 2011 non ho più avuto alcun episodio depressivo ma continuo con la psicoterapia perchè ancora molte cose devono essere sistemate.
    Scrivo a Lei perchè ormai da anni, ma possiamo dire da sempre, mi ritrovo in uno stato di NON ACCETTAZIONE del mio fidanzato. Siamo due persone completamente diverse, io la classica studentessa casa e chiesa con la faccia pulita, lui invece il ragazzo ribelle tatuato e senza regole.
    Innumerevoli sono stati i tentativi di distacco tra noi, soprattutto nei momenti in cui io soffrivo di depressione e non volevo saperne di lui, ma poi bene o male siamo sempre tornati assieme alternando momenti di grande felicità a momenti di tristezza e malessere.
    Sono figlia di genitori separati in casa, di un padre assente malato di parkinson da circa 20 anni e di una madre molto apprensiva e “inquadrata” che mi ha sempre trattata come un modello e che ha sempre giocato sul senso di colpa e del sacrificio. Mio padre invece è assolutamente il contrario, e assomiglia davvero tanto al mio ragazzo!
    Da 3 mesi abbiamo deciso di convivere, lui viveva già da solo e mi ha chiesto di raggiungerlo. Abbiamo davvero moltissime cose in comune, l’amore per i bambini, gli animali, abbiamo grandi progetti per il nostro futuro insieme ma io prontamente arrivo a rovinare e devastare tutto. Come? Lo critico, lo giudico, lo voglio far sentire inadatto e cerco in tutti i modi di fargli fare quello che voglio io. Mi comporto un po’ come ha sempre fatto mia madre con mio padre. Fin dall’inizio ho sempre avuto da ridire sul suo orientamento poltico, sul suo lavoro poco “regolare” e poi tutto è passato all’aspetto fisico. ho continuato pero’ a stare con lui, perchè da lui ero attratta!!!
    Il mio ragazzo mi ama molto, e spero provi ancora qualcosa per me, io invece posso dire di non sapere nemmeno se l’ho mai amato o se mi sia mai piaciuto, perchè di me so gran poco e vivo continuamente in uno stato di insicurezza, paura, fastidio e rabbia che scateno su di lui.
    Mi sono fissata che non mi va bene il suo aspetto fisico e ne sto facendo una malattia, che ormai va avanti da mesi e mesi. Io mi fermo e lo guardo, e dentro me sto male, sento un fastidio e spesso ho come bisogno di dirgli che non mi piace o ch dovrebbe cambiare. puo’ immaginare le conseguenze! mi sento davvero una brutta persona perchè al mio fianco ho un gioiello, e nella mia testa ho un mostro che mi fa rovinare tutto. La psicologa che mi segue dice che tutto parte da dentro me e che ho molta rabbia da esternare, dovuta alla mancanza di attenzione da parte di mio padre, e il troppo controllo da parte di mia madre. Io non so che pesci pigliare perchè il mio compagno è davvero la persona con cui vorrei dei figli perchè in lui trovo caratteristiche che in altri non ci sono… ma lo sto facendo soffrire troppo e lui si sta allontanando.
    Forse sono ancora immatura dal punto di vista sentimentale perchè credo che amare significhi vedere sempre bello il proprio uomo e sentirsi sempre felici. a casa nostra ora la situazione è davvero triste e io non so cosa fare. sono consapevole del mio problema e lo voglio risolvere… solo non riesco davvero a capire cosa voglio davvero.
    cosa dovrei fare per avere pià chiarezza in testa? crede che la nostra sia una storia destinata a finire?

    Grazie mille.

    Giulia

    • Anna Zanon scrive:

      Credo che nel vostro rapporto ci sia veramente del buono ma credo anche che se lei persevera nel criticarlo e nel trovargli difetti, rischia di allontanarlo e di rovinare quella che mi sembra essere una promettente storia d’amore.
      Credo che la sua psicologa abbia ragione e che forse lei sta buttando addosso al suo ragazzo che assomiglia a suo padre la rabbia che prova verso il suo genitore, e in più si sta comportando come sua madre ( imitiamo i modelli familiari perchè sono gli unici che conosciamo!)
      Fortunatamente la terapia le sta facendo prendere consapevolezza di questi meccanismi e vedrà che con il tempo riuscirà anche a controllarli o almeno a non agirli.

  • Franz scrive:

    Gentile Dottoressa,
    sono un ragazzo di 32 anni che circa un mese fa ha interrotto una relazione di 6 anni dopo che lei mi ha lasciato.
    Confesso che sono stato male, dato che 2 anni fa mi ero trasferito nel suo paese, per imparare una nuova lingua, pur di stare con lei. Il punto è che da qualche mese prima, ho avuto uno stato di apatia/depressione che ha praticamente sconvolto il mio stile di vita. L’apatia non mi ha permesso di prendere coscienza della situazione, in cui oltre alla mancanza di voglia di cercare un lavoro, ero senza hobby, passioni, interessi. La mia ragazza mi aveva fatto notare lo scorso anno che stava perdendo interesse nei miei confronti, ma io ero incapace di reagire, anzi negavo la realtà. Lo scorso mese dopo l’ennesima discussione mi ha detto di non amarmi più e mi ha cacciato di casa. Mi son ritrovato senza lavoro, senza la donna che amavo e che amo ancora. Ho provato a spiegarle che la situazione era dovuta ad una mio stato di apatia/depressione e che sto già effettuando un percorso di psicanalisi per guarire e riprendere la mia vita. La cosa triste è che per questo fattore, la mia storia ha avuto questo triste epilogo. Sebbene abbia detto di non amarmi e di non cercarla, se io mi rimetto in sesto (cosa prioritaria), nonostante non viviamo più nella stessa città, secondo lei ci potrebbe essere una remota possibilità?

    • Anna Zanon scrive:

      Buonasera, non voglio scoraggiarla ma quando una donna interrompe una lunga relazione, difficilmente torna sui suoi passi. Credo che il vostro rapporto si fosse logorato fino ad arrivare al punto di rottura. Forse la sua partner l’ha percepito come troppo dipendente da lei e ha sentito che il vostro rapporto era diventato più un peso che qualcosa che le dava gioia, di conseguenza ha perso sia la stima nei suoi confronti che la motivazione per riprovarci.
      Il mio consiglio è quello di concentrarsi sulla propria crescita personale( ma non per riconquistare la sua ex ) , vedrà che gli si apriranno nuovi e più interessanti orizzonti.

  • Sara scrive:

    Buongiorno Dott.ssa Zanon
    ho 32 anni, fidanzata da 14 anni (di cui 3 anni di convivenza) con un ragazzo Alessio della mia stessa età. Sento che l’amore per la persona con cui sono cresciuta è andato via via scemando negli anni facendo nascere dentro di me la curiosità di avere nuove esperienze. Presa dalla depressione, dallo sconforto e dal poco entusiasmo per la nostra relazione, decido di lasciare la casa in cui abitavamo, casa che con tanti sacrifici abbiamo costruito insieme stipulando un mutuo ventennale cointestato. Entrambi stiamo male ed entrambi non riusciamo a staccarci uno dall’altro, seppur consapevoli dei problemi caratteriali che abbiamo.
    Nel frattempo nell’ultimo anno conosco via chat un ragazzo Francesco 36 anni, anche lui uscito da una convivenza di 5 anni. Ci scriviamo tantissimo e decidiamo di vederci per uscire insieme. Ci esco clandestinamente e ogni volta che vedo Francesco sento le farfalle nello stomaco, insieme funzioniamo bene e il risultato è che ci piacciamo da impazzire. Purtroppo o per fortuna, abitiamo distanti 360 km e una relazione a distanza, con il mio carattere morboso ma anche insicuro sarebbe difficilissimo da gestire. Morale della favola, sto facendo un percorso terapeutico, da alcuni mesi, presso un consultorio, senza aver ottenuto risultati, mi sento infelice e triste senza sapere cosa fare della mia vita.
    Sto soffrendo tantissimo, ho tanti sensi di colpa nei confronti di Alessio e mi sento intrappolata in una ragnatela da cui non riesco a liberarmi. Ho paura a chiudere definitivamente la storia con il mio primo grande e unico amore Alessio, paura di ritrovarmi a rimpiangerla per sempre. Ho paura di buttarmi in una storia con Francesco, che a causa della distanza, partirebbe già con le premesse sbagliate.
    Alessio non mi ha mai trattato male, gli rimprovero però alcune mancanze in attenzioni e dialogo con me (cose fondamentali per mantenere vivo un rapporto di coppia) sento la passione con lui essere sparita. Sento di avergli dato sempre molto e ricevuto meno, l’ho aspettato mentre terminava gli studi universitari, ho sempre lavorato nella vita, cosa che mi ha permesso di non essere mai per lui un peso economico, ho gestito una casa praticamente da sola e ho sempre cercato di dargli la pacca sulla spalla quando stava giù, anche quando ero io che avevo bisogno di quella pacca sulla spalla.
    Se ripenso a lui sento la relazione come un peso noioso. Ho sempre sperato lui cambiasse colmando le sue mancanze, facendomi sentire più amata, facendomi delle sorprese per farmi sentire ancora speciale come i primi anni di fidanzamento… da qui ecco che (cercando in Internet) trovo il suo articolo sulla persona sbagliata.
    Quando penso all’amore penso ai baci passionali e coinvolgenti che ho sentito con Francesco e mi chiedo come fare a dimenticarli, penso alle cose che ci accomunano, alla sua forte maturità, all’allegria contagiosa e alla positività che sa infondermi. Sono consapevole che l’innamoramento poi passa ecco perché non so davvero cosa fare e come devo comportarmi.
    Non so come chiudere con Alessio ma soprattutto non riesco a capire se è quello che voglio veramente, perché questa porta non sono ancora stata in grado di chiuderla.
    So che non è facile darmi una risposta, per una situazione raccontata in poche righe e nella quale risulto superficiale e insensibile, essendo in realtà tutto il contrario, ma secondo lei devo provare a tornare con Alessio accontentandomi di una vita mediocre, spesso noiosa ma pur sempre tranquilla e rassicurante oppure perdere tutto quello che ho provato a costruire in questi dieci anni di vita per lasciarmi coinvolgere da Francesco, dalla passione illogica che ti prende quando conosci una persona che ti fa vedere tutto il mondo colorato di rosa?
    La prego mi aiuti. La ringrazio anticipatamente per una sua risposta, spero illuminante in questo cammino buio, in cui tutto appare grigio e spento e la voglia di vivere viene a mancare ogni giorno di più.

    • Anna Zanon scrive:

      Buongiorno,
      i cambiamenti di vita non sono mai facili e non sono mai esenti da dubbi. Alessio è stato il suo unico grande amore, siete cresciuti insieme e lui è un punto di riferimento importante per lei per questo non è facile dirgli addio. Io credo che la sua sia solo paura dell’incertezza, di dire addio ad una sicurezza e ad una parte della sua vita.
      Quando mi parla di lui, lei mi descrive un rapporto ormai logoro anzi un peso noioso. Capita spesso nei rapporti che si iniziano quando si è molto giovani che ciascuno cambi in modo diverso e non ci si trovi più. La persona che è giusta a 18 anni non è detto che sia quella giusta da adulti.
      Non si preoccupi per i sensi di colpa, inevitabili, poi passano !!

  • Aldo Vantaggiato scrive:

    Preg.ma Dr.ssa, sono nato nel gennaio del 42, ho 73 anni, coniugato con una donna nata nel sett. del 54, ho due figlie: ottobre 1981, marzo 1987; da giugno 1987 mia moglie ha sempre rifiutato di avere rapporti coniugali rifiutando di dormire a fianco nel letto minacciandomi di denunciarmi per stupro nel caso mi avvicinassi a lei. Io, non le ho fatto mancare niente, lavorando come un matto in banca dove ho trascorso ben 37 anni, le ho pagato la preparazione per il concorso magistrale che lei per la grande intelligenza che ha avuto è riuscita a vincere qualificandosi al settimo posto in provincia di Lecce. Ora la vita mi sembra mi stia abbandonando anche perché con lei c’è una differenza di età di ben 13 anni, sono sempre solo mai una volta che stiamo assieme e che mi parla durante il giorno. Vivo nella piu’ completa solitudine, lei mi parla solo quando ha bisogno di denaro. Ero fuori a Livorno per una disgrazia avvenuta a mio fratello morto cadendo con un aereo militare all’età di 21 anni e disperso mi chiamò al telefono piangendo dicendomi che il bancomat non le dava piu’ contante ed allora io ho chiamato al telefono il collega che aveva lavorato con me al quale gli ho detto di prelevare dal mio conto duemila euro e versare sul suo conto corrente sì da permetterle di prelevare col bancomat. Io non dissi niente come mai era sprovvista visto che lei percepiva un lauto stipendio come insengnante. Ora mi può suggerire che cosa potrei fare per non soffrire a lungo?

    • Anna Zanon scrive:

      Caro Aldo, purtroppo lei mi sta descrivendo un matrimonio che non è un matrimonio: è una coabitazione senza rispetto, senza intimità, senza solidarietà reciproca. Capisco che alla sua età, quando vorrebbe avere un pò di tenerezza dalla donna che ha sposato, sia davvero difficile cambiare vita. Tuttavia per darle un consiglio sul da farsi, dovrei conoscere meglio la sua situazione.
      Lei ha fatto il possibile per la sua famiglia, ma è possibile che sua moglie si sia sentita in qualche modo trascurata ( magari perchè lei non poteva dedicarle abbastanza tempo?)

  • antonietta scrive:

    oggi non sto bene per l’ennesima volta se ne va e non mi dice ne perchè ne se tornerà, è un uomo stupendo quando siamo insime ma non so nulla di lui e il bello è che nonostante sia una donna matura, che ha affrontato da sola una separazione e un periodo lungo di solitudine per paura di infrangere non so cosa, non chiedo e soffro molto, sono arrivata a pesare 50kg e non riesco a venirne fuori, dice che è presto dare tempo al tempo è solo sei mesi che stiamo insieme, ma non saper nulla di lui e quel che so metto in dubbio che sia vero, non mi riconosco più e vorrei uscirne ma da sola non ce la faccio, scusi lo sfogo ma continuo a logorarmi e ne va della mia salute mentale e del mio lavoro ho una figlia da matenere e non mi posso permettere di crollare, meglio quando ero sola maledico il giorno che mi sono voluta rimettere in gioco ma così è impossibile vivere
    la ringrazio anche solo se leggerà questa mia

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Antonietta, non so leggo ma le dico che ha bisogno d’aiuto: perchè non farsi aiutare a trovare la forza di uscire da questa dolorosissima situazione che sta minacciando il suo benessere psicologico e indirettamente quello di sua figlia?

  • stefy scrive:

    Cara dottoressa sono una ragazza di 25 anni lavoro e studio. Sono fidanzata con un ragazzo da 9 anni, lui è stato prima nell’esercito poi adesso fa il carabiniere a Milano mentre io sono a Roma.
    Abbiamo avuto sempre momenti di crisi perchè non riesco a fidarmi perchè a volte dice bugie. Lui tende a essere molto superbo e quando si litiga ci va pesante, mentre io sono piu tranquilla e cedo. Ultimamente esce con colleghi spesso non mi chiama o se lo fa non mentre esce. Insomma io non mi sento amata da lui e più provo a dialogare più lui si sente sotto pressione. Mi dice che sono ansiosa e non mi fido. Va così da un mese. Ci sono stati già momenti del genere ma tutto sommato si avvicinava poi. Ho provato a dirli di stare solo e chiarirsi e vedere cosa vuole. Lui non vuole rompere con me. Ma io non mi sento amata e allora cerco di controllarlo e cercarlo facendo forse pressione su di lui. Voglio trovare la tranquillità che non ho da un pò. Inoltre dice sempre che sono molto insicura.

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Stefy, in casi come questi bisogna allentare la presa..faccia lei un passo indietro e cominci a chiedersi se è veramente lui l’uomo che vuole dalla sua vita, specialmente se non la fa sentire amata e non c’è una progettualità. Non è detto che l’amore dei 16 anni sia quello che si porta all’altare..

  • francesca scrive:

    mi presento sono una donna di 49 anni sposata da 20 anni, dopo un fidanzamento durato 10 ani, con un “uomo” di 50 e due figli 11 e 9 anni. Quest’uomo non è mai piaciuto ai miei ne tanto meno alle mie amicizie. Mi sono sempre fidata ciecamente di lui. Non è mai stato molto espansivo ed affettuoso con me, mentre io sono sempre stata molto, forse troppo, affettuosa e disponibile.
    Con la nascita dei figli la situazione è degenerata. Subito dopo la nascita del primogenito ha iniziato a dirmi: – tu non sei niente per me, lui è il mio sangue! ma tu non sei niente affermazione alla quale rispondevo: – cosa dici lui è l’unione del nostro sangue, a te non sono niente, ma la nostra unione è LUI! Ti rendi conto che parli come una mamma isterica?
    Una mamma normale non riuscirebbe a dire una cosa del genere al proprio compagno, solo una femmina isterica poteva parlare così. Quando ero in attesa della secondogenita non voleva neanche vedere la pancia perchè secondo lui non avrebbe potuto provare un sentimento grande come quello che provava per il figlio per un’altra persona…..
    Ha cominciato a tornare a casa molto tardi e ad accusare stanchezza da lavoro ….
    Più di 3 anni fa’ ho scoperto che mi ha sempre tradita anche con amiche di famiglia, mamme di amichetti dei nostri figli, segretarie clienti e chi più ne ha più ne metta…..
    Ha iniziato a frequentare facebook e altri social network di scambi di coppia che frequentava con una sua cliente, amica compagna non saprei identificarla che abita ad 2 km. da casa nostra ed ha 10 anni meno di lui con la quale adescava compagne per avere rapporti a 3/4/5/1000 boh!!!!.
    Ovviamente lui nega tutto e sostiene che è colpa mia perchè ero troppo presa dal lavoro (lavoro a 60 km. da casa lui a 1 km.) ma si è sempre rifiutato di accompagnare i figli a scuola, di fare spesa, di cucinare, di lavare i panni, di pulire casa e di fare una qualsiasi altra cosa oltre al lavoro, perciò sono stata sempre io a occuparmi di tutto compreso lo scadenzario delle bollette e delle assicurazioni….
    Insomma ho avuto in casa un inquilino al quale pagavo anche l’affitto…ora me ne voglio liberare e lui si rifiuta di andarsene e mi minaccia di togliermi i bimbi qualora me ne vada io…..pensi sia il caso che mi rivolga ad un legale?

    • Anna Zanon scrive:

      Le risponderò solo in due parole: assolutamente sì.
      Per i lettori, vorrei specificare che è sempre un campanello d’allarme quando la persona che si frequenta non piace ai parenti ma soprattutto agli amici.

  • fabrizio farese scrive:

    buongiorno dottoressa,da 4 anni ho una relazione con una collega sposata,con una figlia e anche io sposato con figli.all’inizio lei si e’ dichiarata dicendomi cose belle e adulandomi confermando che ero l’amore della sua vita,io non ero cosi convinto ma stavo cmq al gioco…dopo alcuni mesi di relazione pero’ ha tirato fuori il suo vero carattere,gelosa di mia moglie e cmq sindacava le mie uscite e tutto cio’ che una famiglia fa,ma nel frattempo lei faceva tutto con il marito giustificando che lo faceva per la figlia….un giorno mi amava e il giorno dopo mi lasciava…alla fine tornava con sms pieni di insulti poi rifacevamo pace ma max 2 mesi ricominciava,e non parliamo della gelosi,un mio cambio turno veniva visto come un modo per stare con un altra collega o il semplice versamento di un caffe….egoismo anche a livello di tenerezze rimarcando eventuali miei piccoli dimenticanze e ingrandendole in modo smisurato con esplosioni di rabbia.nel frattempo io mi sono innamorato e per lei sono circa 4 mesi che sono fuori di casa,in quanto mia moglie stufa di questo rapporto ha giustamente chiesto di separarci,,,,morale della favola io ho fatto questo passo dopo che lei per anni mi ha detto che non avevo le palle,che invece lei era decisa ad andare via…..indovini un po’.lei sta a casa,non mi vuole piu’ perche’ non e’ piu’ sicura e cmq lo fa per la figlia…..mi dica lei grazie

  • Mike scrive:

    Brava Dottoressa Zambon! ha esposto chiaramente problema e soluzione, quando l’amore tra un uomo e una donna arriva ad un punto di non ritorno per colpa di uno dei due patner. Una considerazione sulle donne e gli uomini che si martirizzano in nome di qualcosa che è ormai morto. Quando ami veramente una persona, sei disposto a provare tutto per la persona amata, pure “ad andare all’inferno”, o “a farti crocefiggere”, quindi non la abbandoni alla prima difficoltà. Però appunto bisogna cercare sempre di vigilare, osservare la realtà delle cose, capire quando l’altra/o in sostanza non ti ama più e non ti rispetta più, quando l’amore reciproco è irrecuperabile, e tu puoi dare quanto ti pare, ma ormai non serve più a niente, diventa un portare l’acqua al mare. Perché autodistruggersi o crocefiggersi? L’importante è potersi dire: ho fatto tutto quello che umanamente potevo, poi basta, meglio soli che male accompagnati, o no?

  • Miriam scrive:

    Salve dottoressa,
    ho letto il suo articolo e trovo che rispecchia molto la mia ex storia durata quasi quattro anni. Sono stata io a lasciarlo perchè non ne potevo più, ero sempre di malo umore, nervosa e arrabbiata. Appena lo vedevo solamente avevo voglia di urlare e la conversazione o l’intera giornata partiva con il piede storto. Magari questo era dovuto al fatto che in passato lui mi ha ferita molto con i suoi atteggiamente, il suo essere morbosamente attaccato a me e non lasciarmi i miei spazi tanto da farmi perdere gli amici poichè uscire per lui era un tabù.
    Appena mi sono lasciata ho conosciuto un ragazzo con cui all’inizio mi trovavo più che bene, e ho subito pensato fosse l’amore della mia vita; è gentile, romantico, tutto quello che una donna vorrebbe. Ma io invece ci sono giorni in cui davvero mi pesa stare con lui perchè giustamente vuole attenzioni che merita quali: parlare, scherzare, stare insieme…e a me capita spesso ultimamente che non mi va proprio giù anche solo di parlargli.
    Cosa crede possa significare? Io ero sicura di amarlo ma all’improvviso mi capita questo, di nuovo. Continuo a scocciarmi del mio partner. Al mio ex ho attribuito i suoi cattivi comportamenti ma al mio partner attuale non ho nulla da rimproverare. Cosa mi consiglia di fare?
    Distinti saluti, Miriam.

    • Anna Zanon scrive:

      Buongiorno, io le consiglierei di guardare dentro di sè per cercare di capire che cosa le fa scattare questi momenti di chiusura e di malumore. Forse si difende da un intimità che sente come eccessiva? E’ possibile che lei abbia uno stile di attaccamento di tipo evitante ( nel mio sito ho scritto qualche articolo su questo argomento).

  • Peppe scrive:

    Salve d.ssa,
    da tre mesi purtroppo sono stato lasciato a ridosso di una data di matrimonio fissata e proprio all’inizio dei preparativi,dopo quasi otto anni di relazione.Premetto subito che gli ultimi due anni hanno visto il rapporto divenire quasi il prototipo di quello che lei definisce come PATOLOGICO,liti continue per giorni e giorni e soprattutto per motivi del tutto patetici e insignificanti,grida,ripicche infantili ecc ecc,ma nonostante cio’ l’intimita’,la passione non sembravano esserne intaccate.Una prima volta mi lascio’ nel 2012,dicendomi che non lo faceva per carenza di sentimenti(che anzi continuavano ad essere forti)ma perchè l’incompatibilita’ stava raggiungendo proporzioni elevate,salvo poi ritornare dopo neanche un mese.Da li’ fu un escalation di insicurezze da parte mia,che mi portavano spesso ad essere irascibile e non solo con lei.Nell’estate 2013 avviene una seconda rottura,sempre da parte sua e come la prima volta notavo che a cercarla ero solamente io e come nel medesimo,dopo un mesetto è tornata da sola,piangendo e dicendomi di continuare ad amarmi come sempre,ma che il nostro problema era solamente di incompatibilita’.Anche in questo caso,dopo un primo tempo di entusiasmo,dove la passione era addirittura aumentata esponenzialmente(in otto anni mai avuti periodi di flessione in intimita’),dopo qualche mese di tensioni,liti banali ma esageratissime nei contenuti e nelle modalita’,dove sono arrivato spessissimo ad offenderla molto pesantemente sia a lei che alla famiglia,si giunge ad una terza rottura voluta come sempre da lei,nella quale adduce sempre le stesse motivazioni,ovvero che nonostante tutto il trambusto non mi sta lasciando per carenza sentimentale ma per i soliti e arcinoti problemi che ormai ci affliggono.Io ormai in preda allo sconforto e soprattutto alla rabbia,che sta raggiungendo picchi troppo elevati per la mia personalita’,torno a farmi sentire con una ragazza con cui ho avuto un piccolo flirt nel 2008,all’inizio della storia incriminata e faccio l’errore per farla ingelosire di dirglielo magari nel tentativo di farla tornare.Dopo un po’,circa un paio di mesi,ritorna per la terza volta e decide addirittura di parlare con la ragazza terzo incomodo nel tentativo di capire cosa realmente ci sia stato e soprattutto per farle capire che tra me e lei la situazione si stava appianando e doveva in qualche modo farsi da parte……Ovvio che scoprire dopo 6 anni questi retroscena ha fatto in modo che perdesse fiducia nei miei riguardi,ma io conscio di aver sbagliato le dico apertamente che in base al mio comportamento era lecito da parte sua se se ne volesse andare per sempre,ma lei di contro decide di restare e provare a voltare pagina. Inizialmente la tensione era molto palpabile,bastava un minimo e si tornava a parlare dell’episodio incriminato,scatenando guerre per giorni,finchè a fatica riesco a rassicurarla che lei fosse l’unica persona con cui volessi stare per tutta la vita,anche in virtu’ del fatto che erano ormai + di 7 anni che stavamo insieme e che avrei voluto programmare qualcosa di serio.Forte di questi propositi le regalo un anello,non tanto nella speranza che lei si calmasse,ma proprio per darle un segnale molto forte e da li’ a qualche mese,quando la situazione sembrava normalizzandosi,in estate programmiamo le nozze e in questo è stata principalmente lei a premere.Inutile dire che l’entusiasmo iniziale è stato fortissimo,entrambi vedevamo la cosa come finalmente un punto di svolta a una situazione che,negli ultimi 2anni,aveva rischiato seriamente di deragliare su binari infelici.Si continuava cmq a litigare,ma senza quel livore e quell’astio che aveva caratterizzato gli ultimi tempi,si parlava continuamente dei progetti insieme e io stesso,dopo tempo,vedevo che stava tornandomi la vecchia sicurezza che questa storia sembrava aver fatto svanire;insomma,per molti versi iniziavo ad essere felice….Fin quando a novembre,per un rifiuto al non voler andare ad una scampagnata organizzata dai suoi fratelli,peraltro miei cari amici,inizia un’escalation immotivata di liti continue e pesanti,dove riescono i discorsi legati al mio errore del 2008 e un continuo attaccarmi da parte sua su questa vicenda;le chiedo piu’ volte se dietro questo voler sempre litigare,ci fosse la scusa di non volersi + sposare,ma la risposta è sempre la medesima,che non è questa la motivazione ma che quella vecchia storia non è riuscita mai del tutto a dimenticarla.Torna un periodo di esasperazioni continue,dove sono purtroppo giunto,a fronte di accuse inventate e insensate,ad avere reazioni in preda alla rabbia molto acuite e addirittura a doverle dare due schiaffi in un paio di occasioni;da li’ avviene la rottura ad oggi definitiva…..Dice di voler interrompere,stavolta per sempre,nonostante cio’ che provasse,era divenuta una situazione insostenibile,ma dove comunque l’intimita’ affettiva e sessuale non erano mai state intaccate,anzi in certi momenti erano addirittura su picchi elevati entrambe.
    I tentativi da parte mia di farla desistere si sono rivelati vanissimi,A un mese dalla rottura disdice la chiesa e il trattenimento e inizia una nuova vita.Io continuo a cercarla nei primi mesi,ma ogni volta la risposta è la stessa,ovvero che per il bene di entrambi e nonostante l’amore che dice esserci ancora è sacrosanto chiudere questa storia,che non ci farebbe stare felici in un futuro insieme sotto lo stesso tetto.E’ cambiata nel look,esce spesso e va in palestra,tutte cose che quando stava con me non ha mai fatto.Ormai è decisissima a gettarsi tutto alle spalle ed è cio’ che mi sta dando maggiore sconforto,constatare con quanta facilita’ stia riuscendo a scordare otto anni,seppur gli ultimi tra alti e bassi.Vista l’enorme sofferenza che tutta sta storia mi ha causato,da qualche mese ho deciso di farmi seguire da una specialista,che per buona parte sta riuscendo a farmi attenuare la rabbia,che l’evolversi di questa storia ha acuito in me,ma nonostante cio’,sono ancora molto lontano dallo stare bene…..peraltro durante una delle varie rotture,lei ha addirittura pensato fossi affetto da una qualche patologia di disturbo della personalita’,cosa adesso del tutto negata dai test a cui mi sono sottoposto. Mi perdoni se mi sono dilungato fin troppo,è la prima volta che scrivo qualcosa a riguardo e spero di avere una risposta da parte Sua…distinti saluti

  • Peppe scrive:

    ora io non so se dietro la solita motivazione della non mancanza di sentimento ma di un’enorme differenza caratteriale ci possa essere altro,altrimenti non vedo come questa differenza abbia inciso solo in prospettiva di un futuro insieme e non prima,considerato che vi sono stati altri periodi di contrazione del rapporto.Sono tanti i dubbi che a distanza di mesi mi tormentano,cosi’ come la consapevolezza di aver buttato tutti questi anni in una storia che si sarebbe potuta chiudere prima….

    • Anna Zanon scrive:

      Caro Peppe, aggiungerei che per fortuna non vi siete sposati. Il matrimonio non è il rimedio per una coppia in crisi, il cui rapporto rischia di deragliare su binari infelici. Al contrario, sposarvi avrebbe solo acuito la tensione e i conflitti tra di voi.
      Che dire? Il termine incompatibilità vuol dire tutto e vuol dire niente..su che cosa eravate incompatibili?
      Quello che emerge dalla lettura della lettera è l’incapacità di mediare, di trovare una soluzione costruttiva ai conflitti come se si fosse creata all’interno della coppia una dinamica distruttiva in cui ciascuno feriva l’altro e veniva ferito a sua volta.
      Questa dinamica ha generato molta amarezza e rancore che hanno portato alla distruzione della relazione.
      Il mio consiglio non è quello di amareggiarsi per l’accaduto ma essere sollevato per non essersi sposato e cercare di capire gli errori per non commetterli più ( se lei lo farà non saranno anni buttati ma tempo di crescita)

      • Peppe scrive:

        Intanto la ringrazio per la risposta immediata e per certi versi ha colto nel segno…..
        Non posso dire ad oggi,a distanza di 3 mesi se sia stata una liberazione o meno,anche se alcune cose che sto notando a mente lucida dopo questo periodo mi hanno fatto rivalutare in termini negativi la persona con cui sono stato,ma questo credo sia solo un meccanismo di autodifesa. Come lei ha ben capito,era proprio la “capacita’ di mediare” in certe situazioni che ha inciso tantissimo,ma la cosa di cui ancora ad oggi non riesco a farmi convinto è perchè,fino alla fine,nonostante le enormi tensioni continue,l’intimita’ e anche diciamo l’amore non sembravano scalfite,anzi….e come puo’ in cosi’ poco tempo dare la palese impressione che si sia lasciata tutto alle spalle,come se vivesse un distacco del tutto liberatorio verso la mia persona e soprattutto verso tutta la situazione in generale.
        Tornando cmq all’incompatibilita’,devo dire che sorgeva per quelle che ad un occhio normale potrebbero apparire come delle sciocchezze immani,cioè giudizi su cose o persone,reazioni a determinate situazioni,ma forse come lei ben dice si era creata una spirale bellica dove ognuno doveva prevalere sull’altro e questo ha finito per distruggere la relazione.Una cosa comunque è certa,tra i due,oltre perchè essere stato lasciato,sono quello a cui tutta la situazione sta pesando di piu’,non riesco ad oggi a doverla vedere come una fine liberatoria per la mia persona….

        • Peppe scrive:

          ma le diatribe che davvero scatenavano guerre,con urla,insulti e quant’altro,sono avvenute dopo la scoperta del fattaccio di cui ho accennato,che in lei hanno fatto perdere la fiducia,nonostante le mie rassicurazioni e soprattutto la SUA volonta’ nel voler continuare ancora.Gelosie al limite della paranoia,in un momento delicato come quello hanno scatenato il meccanismo di distruzione,che portava spesso a scannarsi in modo del tutto struggente…

          • Anna Zanon scrive:

            Non è certo facile concludere una storia durata tanti anni e che si pensava dovesse essere per sempre. Capisco che lei si senta ancora legato alla sua ex e forse anche un pò ferito nell’orgoglio ma certe volte l’amore e l’attrazione fisica non bastano a tenere unita la coppia.
            Si può amarsi alla follia e non essere adatti per stare insieme..

  • aurora scrive:

    Cara dottoressa, sono una ragazza di 28 anni, molto confusa. Ho capito le mia insicurezza principale: la simbiosi. L ho vissuta con mia madre che a sua volta la vive con mio padre.. e tutti questi confini personali che non esistono mi terrorizzano. Tuttavia, il calore della simbiosi mi è piaciuto con il mio compagno. Ho ripetuto vecchi modelli. Mi sono ritrovata risucchiata completamente, a lavorare insieme a lui con lui capitano della nave e me inadatta a quel lavoro e non capita, frustrata e anche umiliata da lui che non si capacitava di come non riuscissi a farlo.
    Ora ho capito, me ne sono tirata fuori, sto cercando di ritrovare me stessa ancora.. La mia domanda è: è possibile per una coppia uscire dalla simbiosi e creare un rapporto proficuo da individui adulti consapevoli? Tra di noi ci sono sempre stati problemi, siamo quello che piu’ di diverso possa esistere! Tra l altro lui manipolatorio… non prende le responsabilità, nè si mette minimanete in gioco in una discussione. Dice che se le cose non vanno bene e non cè armonia, lui si chiude, è piu’ forte di lui. A me sembra un bel ricattone. ‘Se fai la brava, ti do’ un po’ di amore, ma se le cose non vanno come voglio io, allora mi chiudo e divento l’uomo di ghiaccio’. E’ terrorizzato a prendersi le colpe… e allora me le butta addosso. Non riesce a concepire di essere quello che sbaglia.. E’ narcisista secondo lei? E’ freddo, arrivista sul lavoro, egoista….. poi tenero come un bimbo. Per me è un’enigma. Ho provato a lasciarlo ma mentre gliene parlavo, non ci credevo nemmeno io, sapevo che era la rabbia furiosa a parlare.. che era il mio orgoglio infuriato. un po’ per essermi fatta risucchiare e un po’ per essere stata umiliata sul lavoro.
    Continua a chiedermi attenzioni, ho la sensazione che se non sono il suo satellite roteante lui non accetta il nostro amore. Anche nei rapporti intimi è freddo se le cose non vanno super bene.. Mi dico che è perchè è ancora legato alla famiglia di origine.. Ma non lo so nemmeno io. Ora ho preso una netta posizione e sono tornata a casa mia. Secondo lei perchè è così egoista? Ha bisogno di una mamma? potrà crescere?

    • Anna Zanon scrive:

      Ma perchè non provate a fare un pò di terapia di coppia per poter capire come gestire queste dinamiche di coppia?
      A me sembra che l’amore ci sia, bisogna capire se potete stare insieme senza farvi male

      • aurora scrive:

        Grazie per la risposta! mi sembra tanto insicuro ha dei meccanismi di protezioni forti.. ma io sono anche molto energica e incazzosa.. sono così di natura. Dovrei avere tanta pazienza ma alla fine è il momento che penso a me.. alla mia carriera. Ho mollato tutto per lui, x capirlo, x lottare, credendo che fosse la mia persona. E se non riuscissi a coltivare me xkè lui mi chiede di coltivare lui? si, potrei trovare un equilibrio… è tutto davvero complicato. Una terapia di coppia potrebbe essere una soluzione. Anche se è molto dispendiosa.. ma ne varrà la pena? Ho paura di perdere altro tempo prezioso per la mia vita.

  • Ale scrive:

    Buongiorno Dott.ssa Zanon, leggendo il suo articolo purtroppo ho riscontrato diversi punti in comune con il rapporto con il mio compagno.
    Conviviamo da 6 anni e ci frequentiamo da 7, credevo fosse la persona giusta: sincero, maturo, divertente e il nostro rapporto era dotato di una forte comunicazione, complicità.
    Poi con il tempo lui ha iniziato a pretendere molto da me, sia per situazioni banali che per quelle più importanti, io lo assecondavo, ho modificato il mio modo comportamento per il bene del rapporto, non chiedevo mai nulla in cambio,capisco, giustifico, sopporto, ma senza essere frustrata.
    Arrivava spesso a casa nervoso, infastidito dal lavoro e bastava un piatto ancora vuoto al rientro per la cena per accendere discussioni pesanti in cui iniziava a tirare fuori problemi che alla discussione precedente credevo fossero stati chiariti ( uno dei tanti la mia perdita di lavoro per la crisi, rinfacciandomi che ero un’incompetente e per quello ai colloqui mi scartavano), poi la discussione si sedava, ci si chiariva, mi chiedeva scusa e la volta successiva stessa dinamica, e ogni volta si nascondeva dietro la scusa che era stanco, il lavoro era stressante, e mi chiedeva di comprenderlo, di capirlo e io poco per volta sono diventata accondiscendente e tolleravo e scusavo sempre più.
    Poi l’anno scorso rimango incinta e le cose peggiorano, se prima almeno dei momenti felici c’erano, ora con l’arrivo di nostra figlia lui diventa insofferente, totalmente assente, ci si parla poco: alle visite sempre da sola, qualsiasi mio tentativo di aprire una conversazione che riguardasse nostra figlia avevo un muro di fronte, rispondeva a monosillabi e poi si irritava, non potevo nemmeno parlare per decidere insieme il nome! Per poi giustificarsi con “c’è tempo”, “sono stanco ora”, ecc. Sempre durante la gravidanza, , con il pancione di 8 mesi, fare le faccende di casa mi stancava molto e a fine giornata commentavo che ero stanca, ogni volta mi maledicevo per aver aperto bocca!iniziava a portarmi l’esempio di donne incinte che fino all’ultimo giorno hanno fatto lavori pesanti e usuranti, che sapevo solo lamentarmi, premetto che sono una persona dinamica e non ho mai chiesto aiuto nè a lui, nè a mia mamma che invece avrebbe voluto aiutarmi per sollevarmi di qualche fatica.
    Con la nascita della bambina le cose sono andate a peggiorare, non ci si parla, se domando qualcosa lui non mi risponde, preferisce conversare via chat con gli amici, seguire il calcio, ecc,nei miei confronti ogni litigata (molto frequenti) sono il pretesto per svalutarmi, sminuirmi continuamente come madre, donna, amante, compagna, non esiste campo in cui lui non mi consideri incapace, mi incolpa di sue frustrazioni, io sono la sua valvola di sfogo! nei confronti della bambina, che non ha nemmeno un anno, è un genitore assente, non partecipa a nessuna decisione che la riguardi, non è curioso di sapere, conoscere, informarsi su ciò che riguarda la figlia, le poche volte in cui la accudisce non ha pazienza, si infastidisce perchè la bambina vuole farsi portare in giro per casa o piange perchè stanca.
    Sinceramente, dopo aver fatto tanto per salvare il rapporto, acconsentire a ogni cambiamento caratteriale e comportamentale che mi chiedeva, ora mi sento prostrata da questa situazione familiare, se di famiglia si può parlare, soprattutto da come si è comportato dalla gravidanza in poi, mi sembra di vivere con un estraneo pronto a fare la guerra e da cui difendersi e non far venire a galla le proprie debolezze, vorrei tanto andarmene per riacquistare una serenità perduta, ma mi ferma la mia dipendenza economica e il rimorso, verso la mia bambina, di negarle una famiglia e la paura che la separazione si possa ripercuotere sul suo equilibrio psichico, affettivo, sulla sua crescita.
    La ringrazio, non so con chi sfogarmi e non vedo via d’uscita.

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Ale, mi dispiace per la sua difficile situazione. L’impressione che ho leggendo la sua lettera è che tra lei e il suo compagno sia mancata (prima di andare a convivere )una discussione approfondita e onesta sulle reciproche aspettative nei confronti della convivenza e di come immaginavate il vostro futuro insieme.
      Non sempre la convivenza comporta la scelta ben precisa di formare una famiglia e di stare insieme per sempre, a volte viene vissuta come una scelta temporanea o come una scelta di prova ( per ora stiamo insieme, nel futuro si vedrà).
      Mi chiedo anche se la bambina sia stata veramente desiderata dal suo compagno, il cui comportamento fa pensare che in qualche modo si sia sentito trascinato in una situazione per cui non si sentiva pronto e che per tale motivo sia risentito nei suoi confronti.
      La mia sensazione è che tra voi manchi il dialogo. Il mio consiglio è quello di tentare una terapia di coppia che vi possa aiutare a confrontarvi sulle reciproche aspettative deluse.

  • Roberto scrive:

    Gentile Dottoressa Zanon,
    Sono un uomo di 36 anni e sto vivendo un dramma interiore che non riesce a trovare una via di uscita.
    Sono sposato dal 2009 con una donna di 35 anni, con la quale ho iniziato il rapporto all’età di 23anni. Storia che mi ha dato molto sia in termini affettivi che di realizzazione personale. Da quando ci siamo sposati sono iniziati i problemi perché lei per motivi lavorativi si è dovuta trasferire a 200km d distanza e viveva la da sola. Il rapporto è iniziato a degenerare, non sentiva più l’esigenza di me né della progettazione della famiglia. Pensava solo alla sua carriera. Io volevo un figlio ma lei mi diceva non è il momento prima devo realizzarmi dopo una vita di sacrifici sui libri. Io pensavo che le cose si potessero fare contemporaneamente, invece vedevo un senso di indifferenza al rapporto che mi faceva molto preoccupare. Infatti dopo un anno di lontananza( ci vedevamo solo 2gg ogni 8-10gg) lei mi dice che forse non mi ama più.. Al che io mi rendo conto che ci sono delle ” forti distrazioni ” che l’hanno allontanata da me: un altro uomo. Pur non di meno lei continua la sua doppia vita e io resto ad aspettare gli eventi, anzi inizio pure io a guardarmi intorno in sua assenza e instauro rapporti con un altre donne ma di nessun conto, per rabbia sostanzialmente. Con una donna sposata inizo un rapporto platonico che mi porta a trovare una certa indifferenza a ciò che mia moglie faceva per conto suo. Finché dopo 2anni e mezzo nel 2012 la trasferiscono vicino casa e torna da me. A quel punto io non ero più sicuro di amarla come prima perché avevo paura ma ciò nonostante ho fatto finta di nulla e siamo andati avanti basando il nostro rapporto su interessi materiali come la casa i mobili ecc. Nessun trasporto dal punto di vista sessuale mai un bacio ne durante ne nella vita quotidiana sembrava quasi un dovere da parte sua.. Io avevo chiuso tutto al suo ritorno. Ma non eravamo più quelli di prima si vedeva, lo vedevo lo vedeva lei lo vedevano gli amici. Nessuno faceva niente per cambiare. Poi lei mi dice che visto che aveva un contratto di un anno potevamo provare ad avere un figlio, ma niente non veniva l’impegno non era fisso ma intermittente sia da parte sue che mia(forse non eravamo convinti? O non eravamo più presi?) fatto sta che a novembre 20014 io preso da una totale piattezza cedo al forte interesse che avevo per una donna di 40 anni single conosciuta da lì a poco e inizio una storia clandestina che mi da davvero molto e in un mese perdo la testa e vado via da casa lasciando mia moglie. Vivo con questa donna con la quale trovo un intesa pazzesca, facevamo l’amore ogni giorno anche più volte al giorno mi sentivo rinato. Lei si innamora di me follemente e anche io mi lascio andare dicendole che sono innamorato. Ma già al secondo mese un tarlo si fa strada dentro di me: mia moglie .
    Non so perché, forse perché la vedo soffrire, forse perché mi manca la mia casa con lei, forse perché ho passato una vita con lei, forse perché in fondo è lei che voglio accanto, giuro non lo so forse tutto insieme. Fatto sta che fisso un incontro per vederla a casa e 3 gg fa la vedo. Piango mi distruggo, le dico che forse voglio riprovare ma ho in piedi un’altra storia. Lei mi dice che dvo chiarirmi le idee devo chiudere stare solo e solo quando sarò convinto potrò provare a Ricostruire con lei. L’ho ascoltata ho detto all’altra che voglio stare solo, Lei non l’ha presa ovviamente bene perché mi ama alla follia e non mi vile perdere perché in questi 4 mesi insieme siamo stati bene, anche se io avevo sempre quel tarlo in testa che mi perseguitava. Ora mi ritrovo solo a pensare che devo fare.. E mi creda non lo so davvero. Se tornare con colei con la quale avevo deciso di fare una famiglia dove l’amore è tutto da rifondare o stare con la nuova che mi da davvero tutta se stessa anche se la vedo diversa da me oltre che 4 anni più grande. Voglio bene ad entrambe, sono due persone meravigliose ognuno a modo loro. Sono un insicuro nella vita lo so, per questo chiedo un consiglio a Lei.
    Grazie
    Spero mi risponderà a breve perché ne ho davvero bisogno.
    Cordialmente
    Roberto

    • Anna Zanon scrive:

      Le rispondo brevemente. Io credo che bisognerebbe chiudere una storia prima di cominciarne una nuova. Lei e sua moglie non avete mai fatto uno sforzo serio e costruttivo per affrontare i vostri problemi di coppia, magari facendovi aiutare da un esperto, per questo lei ha avuto questo tarlo che le ha impedito di lasciarsi andare con la sua nuova compagna.
      Il mio consiglio è quello di rivolgersi ad un terapeuta di coppia per capire se esistono le possibilità di ricostruire con sua moglie.
      L’ altra persona soffrirà ma è un rapporto che dura da pochi mesi in cui ancora non c’è una profonda conoscenza dell’ altro..

  • Giuly scrive:

    salve, io ho un grave problema di amore patologico. Da qualche mese frequento un uomo più grande di me. Lui ha 37 anni e io 25, ma per le esperienze che ha avuto lui nella vita (famiglia mai vicina, si mantiene da solo da quando ha 14 anni), potrebbe benissimo avere 30 anni più di me invece che 12. Credevo di essermi innamorata di lui e ho cercato di stargli vicino il più possibile, vivendo quasi a casa sua e aiutandolo in alcuni lavori di cui si sta occupando. Il problema è: ha un problema con l’alcol, alcune volte mi fa violenza psicologica e mi spaventa. Ha dei problemi molto gravi perché rischia di perdere la casa per via di multe non pagate e non ha molti soldi per andare avanti. Per lui ho ribaltato la mia vita, fino all’altro giorno ero una ragazzina che viveva con la mamma e il fratello e ora mi ritrovo a fare da schiavetta a quest’uomo Perfettino e autoritario. Pignolo su ogni cosa, anche su come tengo la forchetta a tavola. Mi fa sentire inadeguata e quando gli spiego le mie ragioni mi fa sempre sentire inferiore. Quando si arrabbia urla e mi bestemmia contro. Ha problemi di ansia ma dice che sono io che gli passo la mia. Ho avuto attacchi di panico e parlandogliene la sua sentenza è stata che non ho motivi seri per farmeli venire e che lui invece sì che dovrebbe averne. Sono anche stata da una psicanalista per mesi ma dopo ho sospeso perché quest’uomo mi ha indotto a pensare che non valeva la pena spendere quei soldi. Anche nelle piccole cose noto il suo disinteresse, che comunque all’inizio era al 100%, probabilmente per conquistarmi. La cosa più grave è che quest’uomo ha un complesso di Edipo irrisolto: ama la madre alla follia e farebbe qualsiasi cosa per lei e io odio sua madre
    Perché mi ha detto delle brutte cose che non ho riportato a lui per paura che non avrebbe mai preso le mie difese. Mentre lei lo sfrutta solo per ricevere dei favori e non lo aiuta col problema dell’alcol. Io ultimamente mi sono allontanata un po’: sono tornata a casa mia e mi sono ripresa un po’ dei miei spazi. E nonostante stia rinascendo provo pena per lui e sento di volergli bene. So che soffrirò sempre con lui ma lui dice di amarmi e so che è sincero. Non so come fare

    • Anna Zanon scrive:

      Per carità, scappi subito da questa relazione distruttiva. Da quello che racconta il suo compagno è una persona molto disturbata, è sincero nel suo amore ma il suo è un amore malato che fa male a tutti e due.
      Infatti questa storia non fa il bene di nessuno: non fa il bene suo ma non fa neppure il bene per il suo compagno che continua a distruggersi con l’alcool.
      Se proprio vuole continuare a fare la crocerossina, ponga la condizione che lui smetta di bere e cominci a frequentare gli alcoolisti anonimi.
      Temo però che da sola non riuscirà a farlo. Il mio consiglio è quello di frequentare o un centro di aiuto per donne maltrattate ( perchè qui c’è una violenza psicologica ) oppure frequenti i gruppi di auto aiuto per familiari di alcoolisti anonimi.

  • Giacomo scrive:

    Gentile Dott.ssa Zanon,

    Difficile descrivere quanto sta accadendo nella mia vita. Premetto che 7 mesi fa ho conosciuto una ragazza che mi ha subito colpito. Io 38 lei 43 anni. Sfortunatamante vivevamo in due citta’ diverse, motivo per cui abbiamo iniziato a viaggiare ogni week end per vederci. In questi mesi io ho notato e scoperto delle dinamiche a me nuove di un rapporto, quali ad esempio un carattere da parte sua possessivo e talvolta capriccioso. Per farle un esempio lei mi chiedeva talvolta di stare in un posto del mio ufficio dove ci fosse segnale in quanto se non riusciva a rintracciarmi si innervosiva e puntualmente si arrivava al punto di litigare in quanto per me era assurda una richiesta del genere. Quando si verificavano certe cose lei mi accusava di essere esagerato nelle mie reazioni e che semplicemente avrei dovuto lasciar correre. Con la premessa che accadimenti del genere ne succedevano almeno uno a settimana, sempre per simili motivi o comunque altrettanto futili. Spinti dal desiderio di stare insieme e al contempo pensando che tali atteggiamenti potessero affievolirsi col tempo, io decisi insieme a lei che era molto entusiasta all’idea, di chiedere il trasferimento nella sua citta’ dove fortunatamente la mia azienda ha una filiale. La mia richiesta e’ andata a buon fine e finalmente io ho ottenuto 3 settimane fa il trasferimento.
    Arrivato in casa sua abbiamo fatto l’amore una sola volta e poi nulla per le rimanenti quasi 2 settimane. Ogni sera nonostante io la cercassi le mi faceva capire di non averne voglia e di smorzare il tutto. Io sera dopo sera non sapevo cosa fare fino al punto di parlarle della cosa la settimana scorsa e chiedendole la motivazione di questo calo del desiderio proprio in un momento che per la coppia doveva essere il momento piu’ felice, gioioso e spensierato. La sua risposta e’ stata (sono stanca e poi onestamente un po’ bloccata nei tuoi confronti, non mi sento apprrezzata e amata da te). Davanti ad una risposta del genere io rimasi incredulo in quanto ho chiesto a me stesso come potesse fare una donna a sentirsi poco apprezzata fino al punto di non desiderarmi per il semplice fatto che io la rimproverassi dei suoi comportamenti capricciosi e di non considerare invece il fatto che io avessi lasciato la citta’ , dove io vivevo da 10 anni e che adoravo, per lei.
    Penso che un gesto d’amore piu’ grande non potevo farlo.
    Ad ogni modo ferito dalle sue motivazioni io ho deciso di andar via da casa sua dopo solo quasi 3 settimane di convivenza in quanto mi son sentito umiliato.
    Entrambi oggi siamo distrutti ma io vorrei capire se una persona cosi’, per quanto possa essere una bravissima ragazza, sia la persona giusta per me.
    Non so’ cosa devo fare, anche perche’ ho il timore di non riuscire ad instaurare con lei un buon rapporto potendo essere me stesso altrimenti lei per forza di cose si infastidisce
    La ringrazio

    • Anna Zanon scrive:

      Caro Giacomo, ho l’impressione che a causa della distanza, abbiate bruciato le tappe della conoscenza, arrivando a convivere senza conoscervi bene prima e senza discutere le vostre reciproche aspettative sulla vita di coppia.
      Io credo che la soluzione sia quella di fare un passo indietro, smettendo di convivere e frequentandovi da fidanzati e lasciando che il rapporto si consolidi e cresca ad un ritmo più naturale..

  • ROSA scrive:

    Buongiorno ho 50 single e non riesco a capire una situazione che sto vivendo.. ho conosciuto un uomo impegnato da 5 anni ma ognuno a casa propria.. si vedono solo il venerdi’ e il sabato e la domenica fino al pomeriggio.. Lui mi ha detto che non devo innamorarmi e cosi’ sto facendo .. ma la cosa che che non capisco e’ il fatto che lui tutti i giorni mi riempie di messaggi molto carini.. vuole vedermi una volta o due alla settimana e ogni incontro e’ sempre diverso per via della nostra forte attrazione fisica e della mia spiccata sensualita’– ogni rapporto sessuale si fa sempre piu’ intenso.. ho il timore che da parte sia ci sia qualcosa di piu’ profondo che non vuole ammettere.. cosa mi dice ?

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Rosa, che cosa significa amare? L’amore è la capacità di esserci per l’altro, di essere una persona su cui si può contare, altrimenti è solo passione, attrazione, emozione, sesso fatto bene. L’uomo che frequenta non è nemmeno sposato, è solo impegnato. Se fosse veramente coinvolto da lei, niente gli impedirebbe di lasciare la sua fidanzata e di mettersi con lei in modo serio.
      Non si lasci incantare dai bei messaggi che lui le manda, si chieda se su quest’uomo può veramente contarci e come si comporterebbe se lei avesse bisogno di qualcosa.
      Se non c’è un interesse vero per l’ altro al di fuori della camera da letto, non è amore ma solo attrazione fisica.

  • Fulvia scrive:

    Gent.ma Dott.ssa Zanon
    Le avevo già scritto qualche tempo fa, non ho avuto risposta ma continuo a seguirla con stima e mi auguro davvero he stavolta lei possa darmi un suo parere in merito ad uno schema all’interno della mia relazione che mi sta facendo molto soffrire.
    Ho 35 anni, Da più di sette sono in una relazione a distanza con un ragazzo di 38, originario e residente in un piccolo comune montano di tipo turistico invernale, settore nel quale anche egli lavora e che lo ha sempre molto tenuto impegnato nei week end invernali.
    La nostra storia ha superato molti momenti di crisi, dovuti anche a mie vicissitudini personali e familiari, accadute proprio ein questi anni: lui ha tentato di starmi vicino come il lavoro e la distanza glielo permettevano ma snon sempre in modo a me del tutto sufficiente.
    Alla scomparsa di mio padre, qualche anno fa, in modo abbastanza doloroso e tragico, non ho sentito forte in lui la vicinanza e la reale comprensione di cui avrei avuto bisogno, nodo che tuttora dentro me non riesco a perdonargli.

    Premetto che anche lui è orfano di padre, scomparso in seguito ad incidente legato alla sua dipendenza cronica dall’alcool, quando lui aveva solo 20 anni.
    Anche io sono figlia unica, come lo è lui, molto amata dalla mamma, come lo è lui, che però vive in una città del Nord diversa dalla mia a vedo più o meno una volta al mese, mi sono spostata più volte per lavoro e l’ultimo trasferimento è stato in ottobre, quando ho lasciato un impiego che mi piaceva ( aggravato da altri problemi aziendali )
    per trasferirmi in una nuova città, più vicina a lui, dove continuo a vivere da sola ma riusciamo a vederci molto più spesso.
    Già al momento del trasloco nella mia nuova abitazione cittadina, nel quale sono stata comunque aiutata ma mai spinta da lui, ho avuto avvisaglie di una sua paura paralizzante e di segnali non di fuga ma di chiusura nella relazione, dinanzi a nuove responsabilità, quali la maggiore vicinanza.
    Questo atteggiamento l ho riscontrato diverse volte nella nostra relazione, dinanzi a dei lutti e malattie, alle mie lamentele magari per lavori sbagliati o difficoltà di adattamento nelle nuove città, ai traslochi, ed infine, dinanzi al mio insistere nei confronti di un’apertura di tipo progettuale quale il matrimonio.
    A questo vorrei aggiungere che, proprio da Ottobre, ad una maggiore vicinanza e frequenza di visite e più tempo speso insieme, ha fatto progressivamente seguito la comparsa di litigi a volte furiosi per ragioni che lui definisce “incompatibilità caratteriali”.
    Nello specifico, lui da tempo sostiene che io abbia un carattere di tipo impositivo, che non lo lascia esprimere o lo attacca quando ha opinioni diverse dalle mie su argomenti di vario genere ( praticamente sempre), e ad un suo “subire ” per qualche mese, sono seguiti a gennaio ed in aprile già due episodi in cui siamo andati vicini alla
    rottura.
    Probabilmente se io lo avessi lasciato andare, e avessi avuto il coraggio di rinunciare al nostro prossimo sogno di vivere insieme su in montagna da lui e costruire una famiglia con questo uomo che amo moltissimo, o almeno credo!
    lui per orgoglio e carattere duro e severo, in primis con sè stesso, non s venuto a cercarmi.
    ma io ho sempre tentato di ricucire, proponendogli anche una terapia di coppia, che lui inizialmente ha accettato per poi ritrattare, dicendo che non vi crede come metodo e mandandomi su tutte le furie.
    Da qualche settimana la crisi sembrava rientrata, nonostante l’assenza di una terapia in comune, ho ritrovato un uomo più attento, presente ed affettuoso con cui tornare a dialogare a divertirmi come un tempo.
    Fino al gran tasto dolente: il matrimonio, che per ragioni di lontananza dalla religione un pò da parte di entrambi, sarebbe in ogni caso da me preso in considerazione in Comune.
    Mentre si è sempre mostrato disponibile a figlie famiglia e a restare fedele alla sua donna negli anni, dinanzi al matrimonio il mio ragazzo non vuole affatto cedere, come dichiarato agli inizi della relazione. Ed ora si è di nuovo allontanato e chiuso in sè stesso, sapendo che è un parametro di vita per me importante, magari non fondamentale, ma che non vorrei a priori escludere.
    Insomma, cara Dottoressa, la mia sensazione è quella di avere accanto un uomo che mi ama moltissimo ma solo se rispetto i suoi paletti e le sue condizioni: vivere a casa sua sui monti, no matrimonio e via dicendo.
    I miei sono anni decisivi per ogni donna e dopo alcuni anni una relazione ha bisogno naturale di evolvere perciò Le chiedo , a suo parere, se sono nel giusto continuando ad investire risorse, tempo, cuore ed energie in questa storia oppure farei meglio a guardare altrove.
    Cosa che in ogni caso non sento affatto di poter fare.
    Grazie per l’attenzione che in ogni caso mi dedicherà
    Saluti

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Fulvia, si tratta davvero di una decisione molto personale..ma le darò la mia opinione. Penso che nella vita non sia giusto accontentarsi e quando si sceglie il compagno di vita e il padre dei propri figli non bisogna guardare solo il breve termine ma proiettarsi negli anni a venire.
      Il paletto del matrimonio non è solo un mero dettaglio burocratico ma è un termometro che rivela il grado di impegno nella relazione.
      Un uomo che ama la sua donna ed è sicuro di stare con la persona giusta, la sposa anche se non lo ritiene necessario. Se un uomo invece esclude categoricamente il matrimonio significa che ha delle riserve mentali sulla relazione e riesce a stare con lei soltanto sentendo di potersene andare quando vuole. A parte il discorso del matrimonio, trovo che non sia un buon segno che con la vicinanza aumentino litigi e tensioni. Adesso vivete una storia a distanza ma con la convivenza i vostri aspetti di incompatibilità si faranno sentire con più forza. Se lei già adesso, che vivete ciascuno a casa sua, è soddisfatta a metà..figuriamoci negli anni con la convivenza! Specie se lui è una persona molto rigida e poco disposta a venirle incontro. C’è poi un terzo aspetto, a mio parere il più preoccupante, la scarsa capacità di lui a starle vicino nei momenti di crisi. Le crisi fanno parte della vita, persino avere un bambino comporta uno stress per la coppia..è sicura di voler avere un compagno su cui non può contare fino in fondo?

      • Fulvia scrive:

        Gent.le Dottoressa Zanon, La ringrazio di cuore per la sua risposta.
        Lei ha ragione, si tratta di considerazioni e decisioni molto personali, e non le nego che nutro e ripongo ancora grandi speranze in questa relazione ed in un ammorbidirsi progressivo dei paletti che bloccano il mio fidanzato nel darsi alcune concessioni che mi renderebbero più completa e felice.
        Poiché io sono certa che un sentimento molto forte e duraturo ci leghi, e non ho forza nè reale volontà ora di chiudere questa lunga relazione, senza prima aver almeno tentato, a mio “rischio e pericolo” la convivenza, lei ritiene che una terapia di coppia potrebbe aiutarlo a sbloccarsi? Cosa mi dice a proposito del suo blocco nei confronti delle difficoltà? Glielo chiedo perchè so che lui non è affatto una persona egoista o “cattiva”, ma è come se scattasse qualcosa più a fondo.
        io nel contempo ho iniziato da pochissimo una mia psicoterapia individuale, per capire le ragioni di certe mie “dipendenze Affettive” e trovare magari gli strumenti giusti. Ancora grazie,

        • Anna Zanon scrive:

          Credo che una terapia di coppia potrebbe aiutarvi molto. A mio parere ( ripeto è solo il mio punto di vista) è bene chiarire quello che vi aspettate dal vostro rapporto prima di convivere e non sperare che vivendo insieme i paletti si ammorbidiscano.

  • veronica scrive:

    Nel 2003 mia figlia ha conosciuto Luca a 16 anni entrambi.
    (luca e’ alto bello con capelli biondi lunghi a volte legati in una coda di cavallo)
    Lei e’ stracotta…lui e’ sportivo ed aitante.
    Timido ma arrogante e maleducato.E’ orfano di padre morto quando lui aveva 10 anni e a detta di lui l’unica persona che gli voleva veramente bene e che lo ha ..lasciato-E’ morto a 43 anni lasciando la moglie anche lei operata di tumore
    Luca ha due sorelle che hanno 9 e 8 anni di differenza, e, delle quali dice che gli prendevano i giocattoli perche’lui combinava le marachelle(secondo lui e’ normale che il piu piccolo venga incolpato delle marachelle dei piu grandi).Loro se ne sono andate da casa e lui vive con la madre che a detta di lui non ama particolermente al punto che quando litigano gli augura di morire o, le dice che avrebbe voluto che fosse stata lei a morire, non il padre.Sono oberati dai debiti e per pagarsi gli studi lui lavora d’estate e va in gita coi soldi della scuola.Dorme con la televisione accesa.
    Llui sta con mia figlia quasi tutto il giorno
    …a parte quando alle 17 se ne va perche’ deve andare con i suoi amici..
    In concomitanza con l’arrivo dell’estate lui la lascia.
    Mia figlia soffre ..lui la tiene sempre sul filo….si bacia con altre…mia figlia impazzisce di gelosia…ma la sua logica e’ ineccepibile…_ti ho lasciato,quindi non ti ho tradito.
    Si riprendono dopo il passaggio dell’estate cosi’ per due anni….
    Io gli ho insegnato a giudare l’auto visto che sua madre non era in grado e cosi’ ha potuto prendere
    la patente da privatista.Per la sua attivita’ sportiva gli serve l’auto ed io gliela presto.
    Escono sempre insieme tra alti e bassi e liti furiose e non.
    Nel 2007 lui va a lavorare all’estero ,si augurano eterno amore…piangono trasfigurati per la separazione promettendosi eterno amore.
    Lui le telefona da 3000 km di distanza per due giorni dopo il suo arrivo….poi il terzo giorno..piangendo tronca malamente la telefonata …ti lascio e’ finita..sei libera!! Per mia figlia e’ una tragedia…anche se lui durante la permanenza all’estero le invia sempre ms per legarla a se.
    Al suo ritorno dopo tre mesi lui confessa che ha trovato interesse per un’altra…che raggiunge in vacanza sull’isola dove ha lavorato in un villaggio turistico, addirittura dopo pochi giorni dal rientro in patria.Luca ritorna dalla settimana di vacanza e confessa a mia figlia che c’e stato un bacio….apriti cielo …di nuovo una tragedia
    Mia figlia parte per l’universita,ma dopo 4mesi a seguito insistenza di Luca sono di nuovo insieme
    Nel 2008 durante una trasferta sportiva Luca si schianta in auto contro il muro dell’autostrada ..l’auto e’ distrutta..ma fortunatamente lui e l’amico sono illesi…io non faccio scenate…gli vogliamo tutti bene e siamo convinti visto che non e’uno scapestrato che visto il diluvio che scendeva dal cielo ,l’incidente sia dovuto al destino.
    …lui si vergogna e si sente in colpa e …non viene piu’ a casa nostra…..
    Nel 2012 mia figlia ha un crollo nervoso e psicologico…giunge a sfiorare l’anoressia(e’ alta 1,69 e arriva a pesare 38 kg)Luca si spaventa si allontanano…lei tronca tra lacrime e la disperazione dicendo che se,lui, quando non sono assieme, ride e scherza e’ lei che non va bene per lui! Veronica lo lascia..
    Su Facebook in foto efotine Luca appare scherzoso e sorridente,mentre con mia figlia e’ spesso cupo sonnolento ed indolente incapace di frequentare altri che i suoi amici…
    Lui va con un’altra..senza pero’ smettere di scriverle (dalle foto anche lui appare disperato e molto spesso e’ ritratto ubriaco ..e dai linementi trasformati…al punto che ha problemi di salute, al punto da dover assumere un farmaco che possa regolarizzare gli scompensi che si sono creati cornicamente nel suo organismo.
    ..i contatti non si interrompono..gli ms di lui ogni tanto si manifestano.
    Lui si ripresenta quando lei si e’ messa il cuore in pace…e…l’infeno ricomincia.
    Si rimettono insieme con la solita routine…mia figlia e’ marginalmente nella sua vita.
    Nel 2014 mia figlia dopo la laurea trova lavoro e a 26 anni va a vivere da sola..Lui vive con sua madre…e fa scenate perche’ si sente pressato e obbligato verso una convivenza con mia figlia (anche se lei non ha insistito piu di tanto)
    Urla e scene da parte di lui..finche’ una sera, dopo che mia figlia non aveva piu proferito il desiderio di vivere con lui…Luca si presenta e le citofona…ci ha pensato e ha deciso di dare una svolta alla relazione(mia figlia e’ al settimo cielo….e’ strafelice)
    Lui porta da lei le sue cose….ma l’idilio e’ di breve durata..Luca e’ straviziato…non sa fare nulla e si lamenta di ogni minima cosa;della pulizia dei supellettili delle scale e di ogni cosa che gli salta in mente
    Esasperata mia figlia lo caccia dopo una lite molto atipica dove lui urla oltremodo e anzi a seguito
    delle parole aggressive di mia figlia esaperata..Luca la schiaccia contro il materasso con una mano
    Lei si spaventa…(perche lui e’ alto 1,86… e aveva gli occhi di fuori)
    Lo manda via…..dicendogli che ha bisogno di uno psicologo…..Dopo 15 gg lui ritorna piangendo e lei lo riprende ….cambiano casa…perche’ la mansarda e’ un po invivibile anche perche’ lui ha voluto una gattina e un cagnolino.
    La nuova casa ha un grande terrazzo dove gli animali potranno vivere meglio.
    Ma ben presto anche li ecco nuove liti e incontentezze per qualsiasi cosa.
    Il terrazzo e’ un problema per lui perche’ ,da’ su un fiume con appigli facilmente scavalcabili essendo al primo piano e Luca ha il terrore dei ladri.Il terrazzo e’ in mezzo a palazzi quindi privasi zero
    Vanno avanti per tre mesi finche’ lui ha la bella idea di sminuirla durante una uscita con gli amici di lui…(visto che con quelli di lei ed il di lei fratello coetaneo non vuole avere raporti ..sempre accampando scuse varie)…lei da li non sopporta piu…incomincia a trattarlo con indifferenza e scontrosamente.
    II tutto e’ aggravato dal fatto che Luca a seguito dell’assunzione dei farmaci ha problemi di erezione
    quindi anche i rapporti intimi si lacerano.Veronica spesso si sente inadeguata e anche se tutti dicono che
    e’ stupenda (e’ alta 1,69 e pesa 45 Kg)anche perche’ lui ha sempre a che ridire sul suo stile di vita alimentare e le rinfaccia il fatto che avesse sfiorato in passato l’anoressia, incapace di capire che era stato indotto da suoi comportamenti.
    Luca e’ maleducato(si esprime a parolacce e maleparole) e’ arrogantemente scostante. Tratta male la madre ,i rapporti con le due sorelle non sono idilliaci,Quando si riuniscono comunque tra di loro (lui, le sorelle e la madre) sono liti discussioni per futili motivi e assurde gelosie nonostante la differenza di eta’( anno i 34 e 35 anni).Ogni volta che si siedono alla tavola lui ha a che ridire per ogni cosa che la madre ha cucinato.La madre rivolta a mia figlia ogni volta le dice di non farsi trattare male come fa con lei…e le sorelle ironizzando dicono a lui di smetterla di fare l’indisponente perche’ se no poi la Veronica(mia figlia) si stufa e lo manda via….
    A fronte dell’ennesima discussione acerrima Luca l’ha spinta in malo modo con forza e con quella luce demonica negli occhi, fuori di casa dicendole di andarse
    Lei radunato le sue cose nelle borse della spesa…Lui il giorno stesso le ha chiesto scusa
    Luca che oggi ha 28 anni come Veronica, in un mese e’ dimagrito si e’ trasfigurato.
    Ogni sera, o quasi, quando nn ha impegni sportivi ( visto che e’ tornato a dormire da sua madre) passa a vedere i “Cicci”(sarebbero il cagnolino e la gattina ) …si siede sul divano e non parla…o se parla cerca la lite…o come l’altra sera si dispera e farnetica…poi se ne va,
    Luca alterna momenti in cui cerca di dare ragione a Veronica.,a momenti in lui la accusa di essere visionaria e di pretendere cose assurde da lui come la frequentazione della nostra famiglia (io e mio marito nonostante i suoi atteggiamenti scostanti e maleducati ed arroganti gli volevamo veramente bene ) lui in questi 11 anni si e’ comportato come una persona normale.
    Si e’ rimangiato ..la promessa che avrebbe consultato uno psicologo( che visto che anche sul lavoro aveva atteggiamenti assurdi nei confronti dei colleghi, di rabbia o paranoie, sul fatto che alcuni non lavorassero in maniera adeguata, arrivando ad evitare riunioni dove ci fossero momenti conviviali tra colleghi)…per poter risolvere o mitigare i suoi atteggiamenti antisociali….e di manifestazioni di rabbia nei confronti di Veronica
    Veronica dal canto suo…lo ha sempre ideializzato e quando vedeva Luca arrivava a piangere dalla gioia e commozione per poter fare in qualche modo parte della sua vita accettando il coinvolgimento anche solo “dalle 9 a lle 17… orario continuato…..cercando di rattoppare alla meglio il suo animo che in tutti
    questi 11 anni e’ stato ferito e maltrattato….ma bastava che Luca le scrivesse :- ciao come stati!?…e lei era di nuovo sua…
    ma l’ultimo tradimento quello del 2012 era sempre costantemente presente nel suo cuore distrutto di Veronica
    e durante le liti e le discussioni (anche laltro ieri) ecco …che lei lo rinfacciava…
    Ora ieri, ha trovato un miniappartamento …se ne va….
    non so (io sua madre) e non sa lei come sara’ il futuro…
    sara’ duro anche perche ieri Luca le ha detto:- domenica torno a casa lascio quella di mia madre….sei solo tu che hai bisogno dello psicologo sei pazza a pretendere quello che vuoi da me…io non tratto male ne mia madre ..ne le mie sorelle…nessuno sei TU LA PAZZAA!!!
    …….Lo so che Luca non si puo aiutare……
    ma noi… io gli ho voluto bene nonostante sia stata testimone del disgregamento psicologico di mia figlia…alla qualedevo chiedere perdono perche’ non ho saputo capire prima che Luca …aveva bisogno Lui di aiuto…e la stava annientando….spero che Veronica possa risorgere.

    • Anna Zanon scrive:

      Cara signora, ma quante volte mi ha scritto la sua storia? Mi sembra chiaro dalla sua insistenza che non riesca a gestire la preoccupazione per sua figlia e il senso di colpa per non averla aiutata abbastanza. Il mio consiglio è quello di farsi aiutare, infatti la sua eccessiva preoccupazione per sua figlia non le permette di starle vicino con la serenità di cui Veronica ha bisogno.

  • Genoveffa scrive:

    Salve dottoressa!
    Vorrei raccontare la mia storia, abbiamo entrambi più di 45 anni, entrambi single, mai sposati, stiamo insieme da 4 mesi, tra di noi c’è stato subito feeling. Lui da subito mi diceva che mi amava follemente, che gli piaccio molto, mi diceva un sacco di cose importanti, che mi voleva sposare, avere dei figli, fare una casa nostra, io all’inzio andavo con i piedi di piombo, ci sono tanti uomini che dicono tutte queste fesserie per un solo scopo: “sesso” e poi si dileguano, allora facevo in modo da non concedermi subito. Mi voleva vedere tutti i giorni dove lui lavora, ma il problema che non mi ha mai telefonata, malgrado avesse i miei numeri di telefono, solo sms da cabine telefoniche mai dal suo cellulare, quelle rare volte che mi ha chiamata lo faceva da un numero privato o dal suo posto di lavoro, potevo pensare di tutto, che fosse sposato, che avesse un’altra, che non volesse fare sapere che usciva con me e via dicendo, invece poi frequentandolo ho visto che non era vero questo perchè mi presentava agli altri come “la mia fidanzata”, poi mi ha fatto vedere i suoi parenti su facebook e pare che mi ha detto la verità. Il problema che non mi chiama mi fa tanto soffrire, la vedo una relazione monca, chi ama vuole sentire solo anche la sua voce, se non ci vediamo non mi chiama, ne ho parlato diverse volte con lui, lui mi dice sempre ti chiamo domani, ma non lo fa, mi sono scocciata anche di chiederglielo perchè tanto so che non lo farà. Pretende che io sono al suo appuntamento anche se non mi chiama, non mi avverte se fa ritando, viene anche dopo 2 ore e se lo chiamo mi rifiuta la telefonata giustificandosi dopo che era con il suo capo e non può rispondere, io sono stufa di tutto questo, sono stata sotto la pioggia, al vento, al freddo per strada per aspettare, ma chi ama si preoccupa della sua amata che sta al freddo e al vento. Mi fa fare degli stress incredibili, abita a 20km da me, ma per ritirarsi a casa deve prendere un treno e l’ultima corsa è alle 20,00, nessuno dei 2 ha la macchina, io sono stufa di queste corse, non c’è la faccio più, non vuole trovare altra soluzione per vederci, mi vuole vedere solo sul luogo di lavoro, quando va a casa si è chiuso il libro. Non vuole prendere altri mezzi pubblici perchè non vuole pagare il biglietto nemmeno per amore e mi fa fare strade a piedi sotto vento e pioggia, non vuole spendere nemmeno una telefonata, malgrado lavora. Non possiamo fare sesso perchè non abbiamo un posto dove farlo, ma tanto lui non spenderebbe mai i soldi per una stanza, mi sono scocciata perchè non ci sarebbero altre soluzioni, è venuto a casa mia per conoscere i miei, io l’ho fatto appunto per non stare per strada, con la speranza che venisse poi a casa mia, ma non vuole farlo. Cosa mi consiglia?

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Genoveffa, il tuo lui potrebbe benissimo essere un narcisista doc ( nel sito ci sono diversi articoli che parlano di questa problematica).
      Il mio consiglio, se proprio vuoi tenertelo, è quello di cominciare a mettergli dei paletti, smettendo di tollerare le sue mancanze di rispetto. Tutte le volte che tu accetti ritardi di due ore, strade a piedi con vento e pioggia, ecc..stimoli in lui solo ulteriori e più gravi mancanze di rispetto.
      Lui arriva con due ore di ritardo? E tu non lo aspettare, non accettare appuntamenti all’ultimo, ecc..
      Se posso permettermi di dirti una cosa provocatoria ” nessuno può farti diventare una vittima, senza il tuo permesso”

      • Genoveffa scrive:

        Grazie per avermi risposto dottoressa, infatti ho sbagliato dall’inizio, non dovevo aspettarlo quando ritardava e non mi avvertiva, pensavo che poi le cose si aggiustassero. Oggi gli ho parlato chiaro, gli ho parlato del mio disagio quando mi fa aspettare e non mi telefona, gli ho fatto notare che non posso fare più tutte queste corse. Gli ho fatto notare che lui non se ne importa che sto ad aspettarlo per ore. Adesso vediamo che se ha paura di perdermi e mi ama farà di tutto per contattarmi, se non lo farà, allora non gliene frega niente di me.

        • Genoveffa scrive:

          Lo so che ho sbagliato dall’inizio, ma lui mi diceva cose importanti sin da subito, che mi amava così tanto, che mi voleva sposare e avere dei figli, io non volevo essere presa in giro perchè molti uomini se alle prime uscite dicono questo e vanno di fretta, nella maggior parte dei casi hanno un secondo fine, cercano solo sesso. Io lo aspettavo perchè pensavo alle cose importanti che mi diceva, e non volevo essere presa in giro, poi ho capito che nemmeno sesso vuole, visto che è proprio lui alla fine a non volerlo fare, mi parla spesso di queste sue ex, mi dice spesso che le incontra per strada, io non so che pensare, ma io gli dico sempre: “perchè le pensi? Allora io che sono?”.

        • Anna Zanon scrive:

          Ha fatto bene, però è possibile che lui la ricontatti a breve facendo finta di niente o comportandosi in modo leggermente diverso per qualche giorno fino a portarla a cedere di nuovo.
          Mi raccomando ..fermezza!

  • Anna scrive:

    Cara dottoressa, mi rivolgo a lei perché veramente non so più che fare, sono disperata nel vero senso della parola , tanto che qualche giorno fa stavo commettendo una cretinata. Le racconto la mia storia: 12 anni fa ho conosciuto un uomo e subito è stato amore, eravamo sposati entrambi ma dopo poco io ho lasciato mio marito, dopo poco anche lui mi dice di aver lasciato sua moglie, premetto che viviamo a 200 km di distanza e lui lavora in un posto con orari poco flessibili e che lo porta spesso a stare fuori. Ci siamo visti con frequenza, lui veniva a casa mia, dormiva da me. Tutto sembrava regolare… Un maledetto giorno di 2 anni fa vengo a conoscenza tramite una telefonata della moglie che stavano ancora insieme che nn c’era stata nessuna separazione , le lascio immaginare cosa questo abbia causato in me, dolore rabbia, continui attacchi di panico. Dopo qualche giorno ci vediamo per un chiarimento e lui mi dice di amarmi e che se ha fatto questo e solo per il bene dei figli, li vedeva troppo piccoli e quindi ha pensato di temporeggiare fino a che la situazione gli è sfuggita di mano, mi ha chiesto di dargli tempo, che mi amava, aveva solo bisogno di altro tempo . Tra una discussione e l’altra passa un altro anno e proprio l’anno scorso decide di fare il grande passo , parla con la moglie e viene a vivere da me, la convivenza dura pochissimo perché essendo lui molto legato ai figli comincia ad avere sensi di colpa aggravati chiaramente dalla moglie. Lui ritorna a casa, continua a dirmi di amarmi che vuole stare con me ma che ha bisogno di tempo ancora , passano i mesi, dietro le mie insistenze mi dice che si trasferirà di nuovo da me, ma ogni volta mi presentava un nuovo problema legato alla suo famiglia. Due mesi fa esasperata gli dico che voglio chiudere, che ho sopportato abbastanza e nn voglio più proseguire, discutiamo, mi chiede ancora tempo, io gli dico di scegliere una buona volta , lui a questo punto mi dice che nn può fare altro che accettare la mia decisione visto che nn si sente ancora pronto. Così chiudiamo, premetto che questa e la prima volta che riesco a prendere una posizione,non passa nemmeno mezza giornata senza sentirci che lui mi richiama e mi chiede di ritornare sui miei passi, che nn può immaginare la sua vita senza di me è quindi parlerà con la moglie comunicandole la sua decisione . Ma aime ci risiamo… Ogni giorno una nuova scusa, mi dice di aver parlato con lei, ma che purtroppo impegni lavorativi fanno si che lui nn faccia il grande passo. Quattro giorni fa nasce l’ennesima discussione perché io a questo punto pretendo che lui venga da me, durante questa lite scopro che non era vero niente , non aveva comunicato niente a lei, e mi dice che non si sente pronto, ha un blocco, che per la moglie nn prova niente. Vado su tutte le furie, i miei nervi sono a pezzi, mi dice che devo aspettare che lui si sblocchi da solo, mi sono sentit tradita ingannata, presa dalla disperazione stavo per compiere il più brutto dei gesti… Ero al tlf con lui mi sono fermata su un cavalcavia e volevo buttarmi di sotto. Volevo dare fine alle mie sofferenze, lo amo troppo e nn penso di poter vivere senza di lui. Lui mi ha fermata, mi ha detto che sarebbe venuto da me, non poteva permettere che io stessi così male. Ha parlato con la moglie e le ha detto che veniva da me perché stavo troppo male e nn se la sentiva di abbandonarmi. Lui è venuto ma ha sempre il blocco per quanto riguarda i suoi figli, ha paura di non potei gestire uscendo da quella casa. Sono disperata , so che da un momento all’altro potrebbe ritornare a casa sua, questa cosa mi distrugge non so che fare, la prego di aiutarmi, sono disperata. Grazie

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Anna, purtroppo ho sentito storie come la tua centinaia di volte e sempre con lo stesso epilogo: lui dice di non amare più la moglie ma non riesce a lasciarla per il bene dei figli, chiede all’altra di avere pazienza, le promette che sistemerà le cose ma sopraggiungono sempre nuovi problemi che costringono a rimandare.
      Purtroppo lei deve prendere atto di una cosa: lui non riesce a separarsi e se non l’ha fatto in questi anni è molto improvabile che lo farà in futuro.
      Ma non è lui che mi preoccupa, quanto lei cara Anna: è sempre pericoloso fare di un uomo, anche se è libero come l’aria, la propria ragione di vita ed è un atteggiamento che non conduce ad un rapporto gioioso e gratificante ma che mette sull’altro una pressione enorme.
      Si ama troppo l’ altro quando si ama troppo poco se stesse e si pensa di avere un valore solo se ci specchiamo negli occhi innamorati di un altro.
      Le consiglio di farsi aiutare intraprendendo un percorso terapeutico per imparare a volersi più bene

  • marco scrive:

    Salve dottoressa, cercherò di sintetizzare la mia storia. Fidanzato da quasi 3 anni e mezzo.Ho avuto problemi da parte sua di gelosia sin dai primi giorni.Da premettere che lei è venuta a convivere dopo i primi mesi che stavamo insieme.Venivo aggredito verbalmente per qualsiasi cosa di strano, anche il solo uscire fuori casa ci portava dei problemi,al passaggio di qualche bella ragazza si finiva a litigare.Venivo accusato di cose mai fatte.Inizialmente ho sopportato tutto,poi col tempo ho iniziato ad accusare il colpo e sono riuscito a convincerla ad andare da uno psicologo per una terapia in coppia. Siamo stati diversi mesi ma ogni incontro diventava un match con scambi di accuse e stesso lo psicologo faceva fatica a darci una mano. In privato poi lo psicologo mi ha consigliato di lasciarla per evitare problematiche in futuro. Ho deciso di allontanarla e di avere un po di distacco da parte sua, ma ogni giorno mi tormentava telefonicamente , tra pianti e scenate varie.Dopo qualche settimana decisi di darle un altra prova, ma mentre si notavano dei miglioramenti per il problema della gelosia, venivano fuori le problematiche dovute al suo carattere aggressivo.Da premettere che ci litigo almeno una volta a settimana….ho sopportato tantissimo e ogni volta che ci litigavo e volevo lasciarla lei faceva delle scenate di pianto legate ad offese verbali e poi si sentiva male ed io cercavo di non farla stare male con la promessa che lei sarebbe migliorata.Ma dopo 4 anni direi che sono talmente stanco che inizio ad avere un esaurimento nervoso.Ora sono deciso piu che mai a lasciarla ma lei non vuole lasciare la casa che io ho in affitto. Ho parlato con i genitori ma non sanno come aiutarmi dato che anche con loro non ha un buon rapporto. Non mi va di chiamare le forze dell’ordine. Non le rivolgo piu la parola , i nostri giorni di riposo io me ne esco da solo tutto il giorno ma lei non si smuove da casa. Glielho spiegato con le buone maniere ma mentre ci discuto e sembra che capisce, dopo cerca di abbracciarmi o a dimenticare tutto quello che ci siamo detti ma stavolta io non voglio cedere.Solo che mi rendo conto di non aver piu le forze, la cosa mi pesa enormemente e non so piu da chi farmi aiutare. Lei cosa ne dice?

    • Anna Zanon scrive:

      Buongiorno,
      purtroppo credo che la sua fidanzata possa avere un disturbo della personalità ( legga il mio articolo ” Ti amo e ti odio: amore borderline). Il miglioramento è improvabile eper giunta questo tipo di personalità è particolarmente sensibile agli abbandoni.
      La soluzione più semplice sarebbe che lei disdisse il contratto di affitto e si cercasse un altra casa.

  • Clara scrive:

    Buongiorno dottoressa
    da 6 mesi vivo insieme al mio ragazzo, per me è la prima esperienza di convivenza e mi rendo conto di avere delle difficoltà nell’accettare le attività del tempo libero di lui. Gli impegni settimanali fanno sì che ci si veda solamente la sera a cena (io lavoro, lui solo saltuariamente). Uno dei giorni del fine settimana lui lo dedica ai suoi hobby che lo portano via tutta la giornata. Per questo quando capita che esca a cena con gli amici o abbia un impegno durante l’unico giorno in cui potremmo stare insieme, mi sento abbandonata e trascurata.
    Il tempo che trascorriamo insieme è in genere di qualità, facciamo molto sport, usciamo a cena e lui è affettuoso e attento.
    Il fatto è che un giorno in settimana per me non è sufficiente e finiamo a litigare perché io mi sento trascurata e lui si sente in colpa nonostante dica di fare del suo meglio.
    Non so come uscire da questo circolo….

    Grazie per un suo commento e buon lavoro

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Chiara, credo che tu abbia fatto il primo passo, comprendendo che si tratta di un problema tuo ( ti senti trascurata”)piuttosto che da una verità incontrovertibile ( lui ti trascura). E’ molto importante, soprattutto quando si convive, che ciascuno si prenda i suoi spazi altrimenti il rapporto diventa con il tempo monotono.
      Il mio consiglio è quello di rispettare gli spazi del tuo ragazzo e magari cercare tu di utilizzare il tempo libero per fare delle cose che ti piacciono.
      Se lui non si sente in obbligo di passare tutto il suo tempo con te, è provabile che con il tempo si leghi di più a te e diminuisca le uscite con gli amici.

  • manuela scrive:

    Mi scuso per la presunzione..come mai non ho ricevuto nessuna risposta..ne avrei bisogno di un parere da parte di un esperto.. Grazie cordiali saluti

  • Anna Zanon scrive:

    Se lei si prende il disturbo di leggere, ai piedi di ogni articolo c’è scritto chiaramente che la risposta non è assicurata. Perchè? Non perchè sono brutta e cattiva ma perchè ricevo così tanti commenti che non riesco umanamente a leggerli tutti.
    Infatti trattandosi di un servizio gratuito, come potrà immaginare faccio altro per vivere e dedico alla consulenza on line solo dei ritagli di tempo.
    Quindi se desidera una risposta sicura e in tempi brevi, acquisti il servizio!

  • Mirko scrive:

    Addirittura in questi giorni continua a chiamarmi, scrivermi, coinvolgermi nelle “sue faccende”… mi chiede di andare assieme a fare la spesa per esempio, mi chiama per raccontarmi cosa ha fatto al lavoro, come sta.. mi scrive del piccolo, che cartoni animati sta guardando… sono in seria difficoltà sul da farsi… sono una persona molto “buona”, lei mi conosce, forse se ne approfitta, o forse vuole solo stare assieme tutti e tre come lei stessa dice… assecondarla per un po o negarle la mia presenza in modo si renda conto che sono ormai distante..? Non so davvero, grazie infinite per la Sua disponibilità, spero prenda in considerazione i miei messaggi. Buona giornata

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