Stai con la persona sbagliata? Come capire se siete incompatibili

Gli amori difficili sono caratterizzati da una grande intensità emotiva che manca di solito nelle relazioni più normali.
Per questa ragione, anche se il rapporto procura più sofferenza che gioia, chi ne è coinvolto non riesce ( e spesso non vuole) rinunciare a quello che considera un grande amore.
Come capire allora se le difficoltà che si sta vivendo con il proprio partner fanno parte delle inevitabili  problematiche di coppia (che non risparmiano neppure le coppie più affiatate)oppure sono il segnale che stiamo vivendo un rapporto dannoso per il nostro benessere psicologico?
La risposta è che gli amori patologici hanno delle caratteristiche ben precise che li differenziano dagli amori più “sani”.
Le caratteristiche dei rapporti patologici

Il rapporto fa soffrire
La sofferenza che si prova nella relazione è il primo indice che qualcosa non va come dovrebbe andare
Nessun rapporto è esente da momenti di crisi, incomprensioni e conflitti ma l’ amore quello sano ha una funzione riparativa e terapeutica: chi vive un rapporto di coppia appagante si sente più sereno e sicuro di sè, ha più energia, lavora meglio.
Al contrario un rapporto patologico influisce pesantemente sul benessere psicologico e sull’autostima: chi vive un amore malato sta male,  diventa insicuro e depresso e spesso si concentra ossessivamente sul rapporto a scapito del lavoro e della vita quotidiana.
Ma sebbene il rapporto provochi un elevato grado di sofferenza e di umiliazioni , chi ne è coinvolto non riesce a porre fine alla relazione.

Più mi umili, più ti amo
La caratteristica peculiare degli amori patologici è che il maltrattamento fisico e psicologico del partner   (anche la freddezza può essere una forma molto sottile di maltrattamento) sembra far innamorare di più l’altro partner.Anzi, più il partner che ” ama di meno”si dimostra distaccato e insensibile, più l’ altro sembra coinvolgersi sentimentalmente e aggrapparsi alla relazione.
I rapporti patologici hanno una componente ossessiva: anche se il partner fa soffrire,  lo si vuole ad ogni costo.

Si vive sperando che lui/ lei cambi
Un altra caratteristica del rapporto patologico è che è un rapporto vissuto più nella fantasia che nella realtà.
In altre parole, la relazione non è valutata per quello che dà effettivamente ma per quello che potrebbe dare se si verificassero certe condizioni ( per esempio se lui lasciasse la moglie, superasse la fobia dell’impegno, ecc).
I momenti felici sono pochi, si vive nell’attesa che qualcosa succeda e che il partner cambi: spesso chi è coinvolto in una relazione patologica è più attratto dal potenziale del partner che della persona reale che ha davanti.
Raramente il partner viene visto per quello che è, a volte viene messo su un piedestallo e idealizzato, più spesso si sta con lui/lei  sperando di cambiarlo grazie all’ amore incondizionato.

Rapporti di amore/ odio
Un’altra componente dei rapporti patologici è l’ambivalenza affettiva.
L’ambivalenza ( ovvero la coesistenza di sentimenti positivi e negativi verso la stessa persona) è una caratteristica di tutte le relazioni umane ma negli amori malati l’ambivalenza è particolarmente accentuata.
Con il partner si crea spesso una complicata relazione d’amore e odio,, attrazione e repulsione, che rende ancora più difficile valutare con serenità il rapporto e prendere delle decisioni.
E’  comune dipendere affettivamente dal partner e allo stesso tempo non avere un opinione positiva di lui, non stimarlo, non fidarsi di lui.

Le dinamiche di coppia sono rigide
Un’altra caratteristica dei rapporti patologici è la rigidità dei ruoli e delle dinamiche di coppia.
Nei rapporti” sani” i partner rivestono diversi ruoli a seconda della situazione:   amici, complici, amanti e capaci di prendersi cura dell’altro nei momenti di crisi e di difficoltà.
Nei rapporti felici i componenti della coppia sanno scambiarsi i ruoli : entrambi danno e prendono a seconda delle circostanze.
Nelle relazioni patologiche ,invece, i ruoli sono pochi e rigidamente stabiliti: per esempio, la coppia è bloccata in una dinamica genitore/ figlio: la moglie fa la bambina, il marito ricopre un ruolo genitoriale e nel matrimonio manca la sessualità.
Oppure se ci sono figli, i coniugi si relazionano tra loro solo come una  mamma e un  papà e non come una coppia di persone che si amano.
Ma soprattutto, l’incapacità di scambiarsi i ruoli è indice di una grave difficoltà nella coppia :  per esempio, lui evita l’intimità e si comporta in modo sfuggente e  lei insegue e chiede vicinanza e impegno.
Oppure uno dei due  che impone le regole e l’ altro che subisce, uno che dà e l’ altro che prende, uno che tradisce e l’ altro che, pur soffrendo, accetta i tradimenti.

Si litiga sempre per le stesse cose
L’amore è creativo :nei rapporti sani le persone riescono a mediare tra le esigenze reciproche, a trovare delle soluzioni ai conflitti ( o a tollerare il disaccordo)  mentre nei rapporti patologici avviene l’esatto contrario.
Si litiga sempre per le stesse cose: nel rapporto manca la comunicazione, l’ ascolto e la comprensione reciproca che faciliterebbero la soluzione dei conflitti.
Nella coppia si verificano sempre le stesse dinamiche disfunzionali :per esempio, la moglie  chiede più intimità e  il marito, sentendosi soffocare, scappa.
Ma più lui è sfuggente, più lei si sente abbandonata e chiede rassicurazioni, più lei chiede rassicurazioni, più lui si sente oppresso e scappa e cosi via.. in un circolo vizioso da cui diventa  veramente difficile uscire.

Il rapporto non cresce.

I rapporti sani comportano una crescita sia individuale che del rapporto che permette ai partner di creare un legame sempre più profondo.
I rapporti patologici, invece, stagnano oppure involvono.
Dopo tanti anni, il rapporto malato non cresce ma rimane bloccato nello stesso punto ( per esempio non si riesce a decidere di stare insieme seriamente ) oppure il rapporto si logora lentamente fino a morire di morte naturale.

Come riconoscere l’incompatibilità di coppia
Molte persone, coinvolte in un amore che li fa soffrire, fanno tutto il possibile per migliorare il rapporto senza riuscirci: l’impegno e la volontà non sortiscono nessun effetto e l’amato/a continua a comportarsi sempre nello stesso modo.
Anzi, nega che ci sia un problema di relazione, rifiuta di prendersi la sua responsabilità per le difficoltà di coppia e non è disposto a fare nulla per salvare il rapporto.
Questa dinamica è molto comune nelle coppie in cui uno dei due  partner ha gravi difficoltà relazionali e di intimità ( se non una patologia vera e propria).
I rapporti appaganti richiedono che entrambi i partner abbiano raggiunto un certo grado di equilibrio e di maturità psicologica.
La capacità di amare è subordinata all’acquisizione di una sufficiente maturità psicologica.
In sintesi, se  uno dei due partner ha dei problemi psicologici e relazionali, il rapporto non potrà che diventare difficile e problematico.
Non si può avere una relazione serena ed equilibrata con una persona che non è in grado di amare e di stabilire delle relazioni positive  con gli altri.
Poche persone sanno che la capacità di amare è uno dei requisiti che gli psicologi utilizzano per valutare il grado di salute psicologica e che esistono delle patologie ( come il narcisismo) in cui  la capacità di stabilire delle relazioni affettive gratificanti   è gravemente compromessa.
Non sempre il partner di una persona problematica, è altrettanto problematico: spesso le persone coinvolte in un amore che fa soffrire hanno avuto in precedenza relazioni ” normali”, ma la relazione in cui sono coinvolte sembra avere il potere di attivare delle loro problematiche irrisolte rimaste latenti fino a quel momento.
Altre volte è l’interazione tra i componenti della coppia che tira fuori il peggio in entrambi: entrambi “funzionano” peggio insieme di quanto non farebbero separatamente.
Succede così quando si incontrano due persone con due nevrosi opposte e complementari ( es: sadico e masochista).
In questo caso il rapporto rischia di essere indissolubile in quanto gli aspetti disfunzionali dell’uno alimentano gli aspetti disfunzionali dell’ altro.

Tre passi per liberarsi da un amore che fa soffrire

1) Capire che è una relazione malata
Il primo passo (che non è per nulla semplice) è ammettere con se stessi che in quel rapporto si sta male.
Spesso la persona coinvolta in una  relazione distruttiva attiva dei meccanismi di difesa per soffrire meno, quindi tende a minimizzare o a giustificare le mancanze di rispetto del partner ( lui mi tradisce ma in fondo so che mi ama, sparisce per giorni ma so che ritorna, ecc).
E’ importante è iniziare a guardare la situazione in n modo obiettivo e in questo può aiutare il confrontarsi con coppie che hanno dei modelli di relazione più appaganti.
2) Rinunciare all’illusione di cambiare l’ altro/a
Il secondo passo è quello di rinunciare all’illusione di cambiare l’altro/a.
L’illusione di poter cambiare l’ altro nasce dalla convinzione inconscia di poter avere un controllo sul comportamento del partner ( per  cui se lui non mi ama è perchè riesco a farlo innamorare, se lui mi tradisce è perchè non sono abbastanza femminile, e via dicendo).
Pertanto, bisogna prendere consapevolezza che il modo in cui il partner ci tratta non dipende da quello che noi siamo, ma da dipende da quello che lui/ lei  è.
Il problema non è che il partner non ci ama ma non ci ama perchè non è in grado di amare.
Quando si comprende che il comportamento del partner dipende da problematiche sue sulle quali non possiamo avere nessun controllo, diventa più facile disinvestire in una relazione che provoca solo sofferenza.
.3) Ricostruire l’autostima
Il terzo punto per liberarsi da un amore patologico è cominciare a ricostruire la propria autostima, cercando altre aree di soddisfazione oltre al rapporto.
Bisogna lavorare per ridurre gradualmente la propria dipendenza dal partner da tutti i punti di vista: economico,materiale, affettivo, investendo sulla propria crescita personale e coltivando amicizie, interessi, il lavoro e la spiritualità.Se non si riesce ad uscire da soli un amore patologico, bisogna farsi aiutare.In questi casi può essere indicata una terapia psicologica che aiuti a comprendere quei meccanismi psicologici che ci tengono legati a una situazione distruttiva.

Il presente articolo ha una valenza di carattere informativo.

Purtroppo, a causa dell'elevato numero di commenti e di lettere che ricevo tutti i giorni, non riesco a rispondere a tutti (come vorrei) e a farlo in tempi brevi. Inoltre le risposte ai commenti sono molto sintetiche, considerata anche la natura pubblica del sito web.

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107 risposte a Stai con la persona sbagliata? Come capire se siete incompatibili

  • ivan scrive:

    salve dottoressa, zanon nella ricerca per trovare risposte alla mia depressione, mi sono imbattuto in queste pagine, ho problemi a capire perché mi infilo in storie complicate con tanta fiducia nelle persone, credo che ho affrontato un rapporto patologico con molta razionalità o lasciato la mia ragazza che tanto amavo, ma questo non mi basta per venirne fuori, stando a quello che descrive lei mi rispecchio in alcune cose il rapporto non cresceva, era fredda, al massimo di quello poco che le piaceva di me, il nostro rapporto era basato solo sul sesso e niente progetti o dialoghi se non ero io a parlarne lei si limitava a darmi poca attenzione, lei una ragazza separata con 2 bambini, si era circondata di amici su fb è quando sono arrivato io nella sua vita quotidiana non mi dava spazzi, inutile le mie lamentele e discorsi in cui spiegavo e chiedevo risposte, non solo per me ma anche per lei stessa, lei negava il problema sembrava stufarsi e per non ferirmi fingeva di ascoltarmi per poi dimenticare tutto quando tornava a casa ho chi sa cosa gli rimaneva nella sua mente di cio che parlavamo, spero di ricevere un suo consiglio al più presto, cordiali saluti ivan

    • Anna Zanon scrive:

      Buongiorno, senza conoscere la sua storia personale è difficile sapere perchè lei si sente attratto da storie complicate. Forse sbaglia nella valutazione della partner? Come lei giustamente ha intuito, con la sua ex non c’erano i presupposti per un rapporto duraturo. L’attrazione fisica è sicuramente un elemento molto importante ma un rapporto non può crescere senza obiettivi comuni. Forse la sua ex, avendo molto sofferto per il fallimento del suo matrimonio, ha avuto paura di innamorarsi e ha mantenuto il rapporto a livello più superficiale…

  • F scrive:

    Gentile Dottoressa,

    il suo articolo rispecchia quella che è stata la mia esperienza personale in un rapporto recentemente finito per mia volontà.
    Mi rispecchio al 100% nella parte in cui dice “Molte persone, coinvolte in un amore che li fa soffrire, fanno tutto il possibile per migliorare il rapporto senza riuscirci: l’impegno e la volontà non sortiscono nessun effetto e l’amato/a continua a comportarsi sempre nello stesso modo.
    Anzi, nega che ci sia un problema di relazione, rifiuta di prendersi la sua responsabilità per le difficoltà di coppia e non è disposto a fare nulla per salvare il rapporto.”
    Il fatto di avere dato amore incondizionato, di avere profuso sforzi emotivi, fisici e anche economici per una persona che, per problemi suoi e legati ad esperienze traumatiche in famiglia, è rimasta segnata nel proprio carattere senza tuttavia volersi guardare dentro per capirsi, alla lunga ha finito con lo svuotarmi.
    Altro errore da me commesso è stato quello di SPERARE che le cose potessero cambiare, che anche tramite un aiuto psicologico lei riuscisse a cambiare. Speranza naufragata sulla sua non volontà di affrontare seriamente un percorso di analisi (iniziato per compiacere me e non per una reale motivazione sua).

    Confermo anche l’effetto che l’amore patologico ha avuto su di me: la stima e fiducia lentamente sono calate, così come le energie. Probabilmente ho anche vissuto alcune settimane (verso la fine della relazione) in cui ero depresso. L’autostima e la fiducia in me calavano anche in funzione della capacità che la mia compagna aveva di raccontare una versione delle cose e poi di rigirarla a seconda della propria convenienza, soprattutto in situazioni in cui, messa al muro davanti ai problemi suoi e della nostra coppia, manifestava paura/non volontà nell’affrontarli.

    Alla fine di tutto, purtroppo, mi sento anche dispiaciuto verso me stesso: accorgermi di avere avuto al mio fianco una “persona malata” senza essere riuscito a finire la relazione molto tempo prima del dovuto mi fa sentire deluso, frustrato.
    E questo si aggiunge al senso di compassione per la mia ex-compagna, che senza alcuna volontà di risolvere i propri problemi, credo vivrà una vita non pienamente felice.

    • Anna Zanon scrive:

      Guardi l’ aspetto positivo: ha tentato in tutti i modi di far funzionare un rapporto a cui teneva molto e questo è lodevole.
      Non ha niente da rimproverarsi perchè ha fatto tutto il possibile..sarebbe molto peggio se avesse dei rimpianti

      • Dome scrive:

        Buonasera Dottoressa, personalmente fino ad oggi ho vissuto un anno e due mesi di storia con una ragazza di 20 anni e per non raccontarle tutto questa storia rispecchia al 99% l’amore Patologico.
        Quando io sto con lei vedo che va tutto male e che è impossibile andare avanti (delle volte mi guardo anche attorno) trovando mille difetti e non trovando mai un pregio, creandomi molta confusione nonostante tengo a lei e non sopporterei vederla con un altro!
        Ogni volta cerco di farmi forza e le dico di lasciarci, appena ciò accade mi crolla il mondo addosso e comincio a vivere di rimorsi di coscienza, a non pensare più le cose negative ma SOLO quelle positive e che ha ragione lei su quello che dice (cosa che durante le nostre discussioni le dó completamente torto.
        Che devo fare?
        Sto sotto un treno non so se per L ennesima riprovarci.
        Grazie mille

  • sara scrive:

    Buongiorno dottoressa, se sono capitata sul suo articolo è perché mi domando se la mia sia una storia sbagliata o se è sbagliato il mio modo di amare. Ho 30 anni e da 7 mesi ho una storia con un uomo di 38..o meglio avevo non vuole più saperne di me convinto perché convinto che in questi mesi io lo abbia solo preso in giro, trascurato e che io non mi sia impegnata abbastanza nella nostra storia. Per questi motivi mi ha lasciato molte altre volte, ma poi rincorrendolo e cercando di farlo ragionare è sempre tornato. E ora che mi ha lasciato mi chiedo se è una storia sbagliata o se sono io. Premetto che viviamo a 40 km di distanza ma ogni weekend dal venerdì alla domenica sto da lui e in settimana ci vediamo 1 o 2 volte. Ho organizzato per lui vacanze e weekend fuori, cene, regali. Ma per lui non è abbastanza e così se una sera voglio uscire con un’amica si arrabbia o anche quando vado in palestra. Qualunque altra cosa faccia senza di lui si sente trascurato e si arrabbia dicendomi le cose più brutte del mondo. Sinceramente penso di aver dato tutta me stessa in questa storia limitando amicizie e hobby al minimo…cercando di renderlo felice…ma per lui non è mai abbastanza…non ha fiducia in me, non crede in me e alle mie parole…pensa sempre che gli nascondo qualcosa, dice che lui mi mette al primo posto nella sua vita mentre io no…e ogni volta sto male nel sentirmi dire che lo prendo in giro e cose simili ci sto male. Il problema è che poi quando si calma stiamo bene insieme, bene davvero e ogni volta spero che lui capisca che i miei sentimenti sono sinceri e si tranquillizzi. Secondo lei è una relazione sbagliata? Faccio male a rincorrerlo ogni volta?

    • Anna Zanon scrive:

      Buongiorno, penso che poche storie siano giuste o ” sbagliate” a priori: due persone sono sempre due mondi diversi e più delle affinità conta la capacità di venirsi incontro.
      Mi sembra che per delle fragilità il suo fidanzato voglia avere un rapporto simbiotico con lei ma questo tipo di rapporto non è sano e sul lungo termine rischia di diventare arido e noioso.
      Il suo fidanzato probabilmente ha un attaccamento insicuro: qualsiasi cosa lei faccia continua a sentirsi poco amato.
      Continui pure a rassicurarlo ma mantenga i suoi spazi

  • Pietro scrive:

    Buona sera da ormai 7 mesi sto avendo un rapporto con una ragazza bellissima di cui sono completamente preso in precedenza ho vissuto altre storie dalle quali mi sono divincolato io perché non mi sentivo soddisfatto della persona che avevo con me ora invece per un periodo sono stato felice ma ora lei sta affrontando dei problemi psicologici che non riesco a comprendere perché non ha voglia di parlarne con me sto insieme a le andando da una dottoressa per chiedere aiuto ma la mia consorte è sempre pronta a farmi pesare e vergognare per qualsiasi cosa io faccia o dica…la passione e la sessualità si sono quasi completamente spente da parte sua e sono diventato la causa del suo problema anzi sono io il pazzo la terapeuta continua a dirle che si deve amare di più ma nel amare se stessa lei dimentica completamente me mi sento in colpa anche ad avere la tosse perché la disturba mentre dorme il mio livello di autostima è bassissimo e pensare che sono stato quasi sempre un pallone gonfiato le mi ha ridimensionato ma fin troppo i miei amici mi credono pazzo perché giustifico ogni comportamento ed ho rinunciato quasi del tutto al tempo che dedicavo a me stesso il lavoro è diventato una catastrofe perché non riesco più a concentrarmi non riesco pero a terminare il rapporto perché so che infondo lei è una persona buna cosa posso fare ?

    • Anna Zanon scrive:

      La situazione mi sembra complessa e sulle poche righe di una mail non riesco ad inquadrarla bene.
      Mi sembra di capire che ,forse per la prima volta in vita sua, si sia innamorato ma dopo un periodo felice, questa ragazza ha cominciato a diventare critica e ostile?
      Credo che potrebbe esserle d’aiuto qualche colloquio con uno psicologo per cercare sia di capire meglio le dinamiche della sua relazione di coppia sia per rinforzarsi un pò di più.

  • Nana scrive:

    Salve!ho chiuso una relazione insana ad ottobre 2013!Siamo stati due insieme..in un periodo in cui il mio bagaglio di insicurezze era abbastanza pesante..ero in terapia quando l’ho conosciuto..ed é iniziata la tempesta tutta emotiva!da entrambi le parti…insieme abbiamo aperto ognuno il proprio vaso di pandora!lui era svalutante,mi giudicava,mi aggrediva,non si fidava,mi controllava…ho fatto il mio possibile per rassicurarlo ma avevo grande difficoltà ad uscire fuori per cio che ero veramente.mi sentivo bloccata.così l’ho lasciato e gli ho consigliato in percorso terapeutico che ha iniziato a marzo 2013!nell’agosto 2013 torna per voler riprovare..e per non avere rimpianti..ho accettato ma le dinamiche del rapporto era sempre lá..così ci richiudiamo.passa quasi un anno da allora..e bam si fa presente di nuovo nella mia vita..così qualche settimana mi chiede una riappacificazione..un chiarimento di cio che é star il nostro rapporto..mi dice che aveva concluso una storia dieci giorni prima di cercarmi e che aveva chiuso perché si stavano innescando gli stessi comportamento di gelosia e controllo solo in maniera più soft con questa ragazza..più passiva definita da lui meno coinvolto secondo me.comunque mi chiede di essergli amica..si vuole l’amicizia..non é innamorato ma mi vuole un gran bene..a me sono risaliti tutti i ricordi..sto male perché in quel rapporto stavo male..sto male perché lui non ha fatto nessun passo in avanti per comprendersi..sto male perché fra tante ex che ha avuto perché vuole l’amicizia proprio da me?perché questa amicizia?..penso che voglia il mio aiuto per capire cosa non va nelle sue relazioni amorose..lui su di me ha ancora un certo effetto..lo guardo e mi piace..lo guardo e sono attratta fisicamente..lo guardo e mi chiedo perché non fa niente per guardarsi dentro..lo guardo e spero..
    Cosa posso fare per me stessa?cosa posso fare per spegnere quel po di sentimento che ho per lui?cosa posso fare???
    Non so dirgli di no!vorrei che crescesse..ha 40anni e butta l’amore nel cesso..
    Vorrei essere forte e sapergli dire No.perché voglio un amore sano..un amore che merito e aspetto di vivere da tempo.mi aiuti a capire..grazie

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Nana, non credo che lui “butti l’amore nel cesso”, penso che a causa della sua radicata insicurezza non riesca a fare a meno di controllare e aggredire.
      Fa così perchè non riesce a gestire l’insicurezza che le relazioni amorose gli creano e non riesce a fare altrimenti ma questi comportamenti sono caratteristici di una personalità molto disturbata.
      Purtroppo la terapia in questi casi dura anni e gli obiettivi terapeutici sono molto limitati.
      L’amicizia credo che sia perchè vuole mantenere un legame con lei ma mi chiedo se questa frequentazione amichevole possa farle bene o riapra invece vecchie ferite e umiliazioni.
      Se mi posso permettere, di darle un consiglio..perchè non si fa aiutare a trovare le risposte che cerca?

  • Nana scrive:

    Gentilissima Dott.ssa
    La ringrazio per avermi dato una visione più chiara e per il consiglio!
    Non posso dare la mia amicizia a questa persona,perché mi sono vista in questi giorni e i ricordi e la sua presenza per me diventano invalidanti nella vita quotidiana..ho lavorato tanto sulla mia autostima e sulla fiducia in me stessa e ci tengo ad andare avanti..sicuramente per non sapergli dire di no ogni volta che si presenta nella mia vita ho qualcosa che mi lega a lui..come la speranza che lui possa prendere consapevolezza dei suoi comportamenti e agire diversamente..mi farò aiutare!
    Spezzare questo legame é una priorità per il mio benessere!
    Grazie mille

  • Elsa scrive:

    Buongiorno,
    sto da tredici anni con un ragazzo che quest’inverno mi ha tradita, mi ha abbandonata, proprio metre stavamo finendo la nostra casa per poter vivere assieme. Dopo 3 mesi di “pausa di riflessione” lui è tornato da me dicendosi deciso, raccontandomi i suoi gravi errori, premetto che è un ragazzo molto bello ma fortemente insicuro e indecisa con una madre decisamente opprimente. A febbraia andiamo a vivere insieme, ma scopro che lui ancora pensa all’amante e si sfoga con me perchè ha paura che lei lo odi e che non lo pensi piu.
    Lo sto aiutando perchè credo nel nostro amore ma l’umiliazione è forte, mi dice che pensa ancora a lei ma che non ci vuole tornare, e che forse sarebbe meglio risolvesse i suoi problemi dallo psicologo ma senza di me che non merito tutto questo dolore ma felicità, che in questo momento non mi sa dare. Non so che fare, lo amo e lasciarlo andare sarebbe la fine di tutto sono sicura che lui tornerà ma a quel punto non lo rivorrei mai più, sto soffrendo molto ma faccio un po finta di niente per aiutarlo a lasciare questo fantasma che lo ha soggiogato quest’inverno in un momento in cui lui aveva grossi problemi.
    Grazie.

    • Anna Zanon scrive:

      E’ una situazione complessa e sinceramente non so che cosa consigliarle. Dovrei sapere molte più cose della vostra storia per poterle dare un consiglio mirato. Qualche lettore/ lettrice del forum ha vissuto un esperienza simile?

  • Ma' scrive:

    Per Elena!
    Perché senti il bisogno di aiutarlo/salvarlo?
    “credo nel nostro amore ma l’umiliazione é forte”
    Se ti senti umiliata dai suoi comportamenti come fai a ricostruire un rapporto con lui?come fai a non provare rabbia verso chi ti parla di un’altra donna?
    Quando si é instabile emotivamente e con un percorso terapeutico a mio parere é meglio stare da soli!
    Anche se soffri..saper lasciar andare un persona a volte é la cosa migliore..
    Scegli per il tuo benessere,per il rispetto che hai verso te stessa..
    Quando l’amore é vero si ritorna insieme.
    In bocca al lupo

  • Alex scrive:

    Gentile Dott.ssa

    Lei ha pienamente descritto ció che mi è capitato. Sono appena uscito da una relazione complicata. Io ho 25 anni, lei 21. Ci siamo messi insieme a luglio dell’ anno scorso ed è durata fino a metà gennaio, 6 mesi e mezzo. Io non avevo mai provato emozioni cosi forti per una persona e la relazione andava bene. Io ho sempre pensato di essere un po piu preso di lei pero la cosa non mi pesava. Forse avevamo affrettato i tempi fidanzandoci a casa, pero nel breve tempo abbiamo condiviso e fatto molte cose. Passavamo quasi tutti i giorni insieme, pero io come lei non rinunciavo ai miei spazi come palestra, amicizie, hobby… C’ erano le litigate come in tutti i rapporti dovute maggiormente al suo essere un po capricciosa. Unico vero problema a mio avviso era uno. Lei è una bellissima ragazza, con un rapporto di odio amore verso la madre dalla quale è dipendente a livello emotivo e che condiziona le sue scelte. Questo l’ ha portata a mio avviso a turbamenti psicologici. Andava in crisi perche si sentiva brutta, capitava giorni che mangiava poco e niente per dimagrire e la media di 4 volte a settimana rimetteva. Il tutto all’insaputa della mamma che anzi la appoggiava se voleva perdere qualche chilo anche essendo magra. Io ho provato a stargli vicino in tutti i modi ho anche cercato di convicerla ad andare dallo psicologo senza riuscirci. Un giorno dal nulla mi ha lasciato e dopo una settimana è tornata col suo ex. Lei aveva sofferto per questo ragazzo e non accettava l idea di essere stata lasciata. Dopo un po di mesi lei capisce che quel ragazzo l aveva solo idealizzato e non era cio che voleva e lascia anche lui. Io in quei 5 mesi senza di lei sono stato malissimo, lei era il mio unico pensiero. Continuavo a fare la mia vita e le mie cose ma il pensiero era sempre rivolto verso lei. In questo lasso di tempo ho stretto amicizia con una ragazza che mi ha fatto tornare il sorriso e che è diventata la mia migliore amica con la quale mi confidavo e sfogavo in continuazione. Io mi stavo riprendendo un po, finchè io e la mia ex ci siamo rincontrati a giugno. Io mi sono fatto avanti di nuovo e lei in un primo momento mi ha rifiutato chiedendomi amicizia, io ho rifiutato la sua proposta e ho provato a frequentare altre persone, lei appena ha visto che stavo provando a rifarmi una vita é tornata da me. Ci siamo rimessi insieme ed è durata 3 mesi e mezzo. Lei personalmente sembrava che stava meglio con se stessa, i problemi suoi sembravano piu o meno risolti ma verso di me era diversa. Io non gli ho mai fatto pesare il fatto che sono stato lasciato e non gli ho detto quanto sono stato male, che ho toccato il fondo proprio per non spaventarla o fargli vivere male la situazione. Lei verso di me avvolte era assente, in un primo momento voleva tenere la relazione nascosta per paura dei pregiudizi dato che aveva concluso l altra relazione da meno di un mese e per me era umiliante ma cercavo di comprendere. Ogni litigata per lei era difficile da superare e in piu non accettava il rapporto di amicizia che avevo istaurato con quella ragazza, verso la quale non aveva simpatia gia da prima della nostra relazione e ci sono stati anche un paio di litigi diretti con lei. Io anche sicuramente ho sbagliato perche comunque la relazione mi faceva soffrire e non era stabile e io non riuscivo a staccarmi a livello emotivo da questa amicizia che spesso bilanciava le mancanze che avevo dalla mia ragazza, come le poche attenzioni che ricevevo, e il fatto questa amica mi tirava su il morale. In questi 3 mesi e mezzo mi ha anche rilasciato e poi è tornata. Io le ho tentate tutte, gli sono stato molto vicino e avvolte verso di lei agivo piu come un genitore essendo molto apprensivo e presente sotto tutti i profili. Lei era poco riconoscente e facendo della mia amica un problema io nell ultimo mese e mezzo ho anche preso la totale distanza da questa persona, sia per lei ma anche per me per fare alcune veriche mie personali e della relazione. Le cose non sono cambiate, lei continuava ad essere assente e era presa totalmente da se stessa e dai concorsi di bellezza che faceva, spinta anche dalla madre che tralaltro non appoggiava la nostra relazione e che la metteva in guardia da me, dicendogli che non gli ispiravo fiducia e che a suo avviso volevo incastrarla. Io ho cominciato a stare peggio, ero insicuro, avevo paura che da un giorno all altro mi mollava, ero frustrato per i suoi atteggiamenti, anche per gli atteggiamenti della mamma che è vero non dovevano interessarmi poi cosi tanto, ma essendo una persona importante anche nelle scelte e nell umore della mia ex mi faceva stare male. Non riuscivo piu a fare niente, poco rendimento a lavoro, palestra, i miei amici ormai mi trattavano come un malato, e io che di base avevo un autostima forte ero diventato insicuro di me stesso. Nell ultimo periodo anche i momenti di intimità erano rari e lei si arrabbiava perche io glielo facevo presente dandomi a me la colpa perche ero troppo pressante. Dopo tutto cio abbiamo litigato e abbiamo deciso di chiudere il rapporto per l ennesima volta , ma questa volta di comune accordo e lei mi ha dato tante colpe e in piu addirittura mi ha detto che io mi facevo andare bene tutto, e i parte era vero perche effettivamente per paura di perderla io cercavo di tenere i cocci uniti cercando di comprendere, mettendomi anche in dubbio, a volte avevo paura di risultare pesante e poi ero anche stufo di litigare. Spesso avevo l impressione che mi faceva le cose per dispetto e io facevo finta di niente perche a volte pensavo di farmi paranoie inutili. Lei è rimasta meravigliata quando ci siamo lasciati perche non si aspettava che gli dicessi che anche io mi fossi stufato della situazione e ci siamo lasciati rimanendo in buoni rapporti anche per decisione mia, ed ora ci sentiamo ogni tanto anche se la situazione è ambigua. Ho vissito una situazione assurda, ma ancora non canto vittoria perche non so se ne sono uscito o comunque se ho preso la giusta strada per farlo.

    • Anna Zanon scrive:

      Lo sa che conosco una ragazza che risponde molto bene alla descrizione che mi ha fatto della sua ex? Purtroppo da quello che mi ha detto, mi sembra che questa ragazza abbia dei problemi abbastanza seri e che non possa trovare aiuto nel suo ambiente familiare che è la causa dei problemi o contribuisce a peggiorarli di molto.
      Immagino che i genitori siano separati e che il padre si sia occupato poco di lei e che lei abbia visto la madre soffrire per delle storie sbagliate, diventando così una ragazza senza stima degli uomini e senza fiducia nelle relazioni .
      Purtroppo da quello che mi dice credo che lei possa fare ben poco per aiutarla..

  • Alex scrive:

    No i genitori non sono separati. Peró é una famiglia un po singolare, dove la mamma decide e tra virgolette porta i pantaloni. Il papá non é una figura forte e presente, anzi molto giovanile che dedica molto tempo ai suoi hobby sportivi. Il problema é che io la amo. Avrei fatto di tutto per aiutarla. Da ingenuo pensavo che l’ amore potesse generare amore, come puó non amarmi se io la amo cosi tanto. Pensavo che l’ amore era un sentimento universale, se amo il mio cane, mia sorella, il mio amico… Loro naturalmente ricambiano. Pensavo fosse cosi anche per lei. Ieri una persona mi ha detto… “Non si ama mai al 100%” e comincio a pensare che forse é vero. Quel che avrei fatto per lei l avrei fatto per poche persone nella mia vita, mia madre, mia sorella. Io sono una persona sicurá di me, risolutiva, coraggiosa, mi butto in tutto e ho sempre avuto il pieno controllo della mia vita. Questa persona mi ha infettato con la sua fragilitá. La mia apprensione mi ha fatto aprire a lei e mi ha reso vulnerabile.

    • Anna Zanon scrive:

      Purtroppo l’amore non basta. Non tutte le persone sono capaci di amare, ci sono persone che non sono in grado di farlo a causa di profonde ferite emotive. Questo credo possa essere il caso della sua ex. Non è colpa di nessuno ma lei non può farci niente.

  • Anna scrive:

    Salve,in questo periodo, sto vivendo una situazione difficile e vorrei avere una vostra opinione.Sono fidanzata con un Ragazzo da 3 anni e mezzo, lui fa l’istruttore in una scuola della Marina e per questo abitiamo lontani.Ci vediamo il fine settimana e in alcuni periodi di ferie che gli vengono concessi durante l’anno.In questi anni abbiamo litigato spesso per la colpa del suo lavoro,perché lui lo vive in maniera intensa pur sapendo sin dall’inizio che questo periodo da istruttore avrebbe avuto una fine fissata per questo anno. Anche quando non è a lavoro,ci pensa sempre.Tutte le sue energie fisiche e mentali sono sempre state rivolte solo al lavoro.Non ha interesse per altro tipo:attualità,sport,o quant’altro.Io ho sempre vissuto male tutto questo,in quanto mi sono sentita messa da parte, come se il lavoro fosse la sola cosa importante e il nostro rapporto veniva in secondo piano.Io ho sempre dato tutta me stessa in questa storia,è sempre stata la mia priorità su tutto:lavoro, Amici,famiglia e rimproveravo lui di nn fare altrettanto.Questo suo lavoro e tutto ciò che lo circondava(colleghi,oggetti)era per me un rivale da cui difendermi.Mi parlava sempre di tutto questo suo mondo ed io lo ascoltavo per un po, ma poi gli dicevo basta perché mi parlava solo di quello.Gia da Gennaio ,ha cominciato a soffrire sempre di più per il fatto che il suo mandato da istruttore sarebbe giunto a termine a fine anno(sembrava quasi che il giorno in cui finiva coincideva con la sua morte!!!) e il nostro rapporto ne ha risentito sempre di più.Lo sentivo distante,irritato sempre più spesso.Fino ad arrivare ad adesso che è intrattabile.A fine mese andra a svolgere un altro incarico ma questo non lo stimola a stare meglio.Mi dice che vuole essere lasciato in pace, è distante da me, mi parla poco, continua a lavorare anche di più del solito, nn ha voglia di passare del tempo insieme, mi dice che soffre per questa fine perché il personaggio che è stato in questo periodo facendo l’istruttore non lo potrà più essere e che non ci sta capendo niente in questo momento, che non sa quello che accadrà il giorno dopo che non sarà più la.Io dal canto mio, mi sento ferita e impotente.Vorrei poterlo aiutare ma mi tiene a distanza. Mi dice di avere pazienza, ma io non ce la faccio più, sono stremata da tutti questi anni in cui abbiamo litigato per il suo modo di essere a lavoro e per tutte le volte che mi ha promesso di cambiare. Mi diceva di resistere perché a breve sarebbe finito il suo incarico li. Pensavo che questo periodo sarebbe stato il più sereno appunto perché è quasi finita e invece è un inferno.Sto mettendo in discussione tutto il nostro rapporto, l’Amore che prova per me e la voglia di continuare questa storia. Ho paura a chiedere cosa prova per me. Leggendo su questo sito,mi è sembrato che il suo comportamento corrispondesse alla organizzazione di personalità di tipo depressivo. Io sto male,la notte non riesco a dormire, non riesco a mangiare e tutto il giorno vivo con un senso di angoscia e di ansia. Non vedo il mio futuro senza di lui. Vi chiedo qualche consiglio su come agire nei suoi confronti. Può essere che Lui sia depresso? Aspetto una vostra risposta con grande interesse.  Saluti

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Anna, no il tuo fidanzato non è depresso ( se lo fosse non riuscirebbe a lavorare a ritmo sostenuto), è possibile invece che abbia una personalità di tipo ossessivo compulsivo. Le persone con questa tipologia di personalità sono dei grandi lavoratori e possono sviluppare una dipendenza da lavoro vera e propria. Il fatto che lui lavori così tanto non significa che non ti ami. E’ solo che la sua autostima deriva da i successi esterni e dal lavorare duro e le emozioni sono un lusso che può concedersi solo dopo aver svolto i mille compiti della giornata.
      Il mio consiglio è quello di cambiare atteggiamento: non insistere perchè passi più tempo con te ma comincia a farti più la tua vita.
      Esci con le amiche o per conto tuo, organizzati senza aspettare che lui si liberi , non fare più di lui la tua priorità.
      Se ti ama, si renderà conto del tuo cambiamento e si attiverà.
      Se invece ha dei sentimenti tiepidi oppure è un lavoro dipendente, non noterai nessuna conseguenza. Anzi, sarà quasi sollevato perchè avrà più tempo da dedicare al lavoro..

  • laura scrive:

    Grazie per aver pubblicato questo articolo che mi ha dato un consistente sollievo dal percorso di ricostruzione personale che sto facendo.
    Ho vissuto per 5 lunghi anni un rapporto che questo articolo descrive alla perfezione, fatto di minacce, liti plateali ingiustificate, percosse ed eccessivo controllo dei miei orari e delle mie compagnie. Mi è stata negata persino la libertà di uscire da sola, di vestirmi come volevo, di coltivare le mie passioni. Ho lottato a lungo per mediare, per trovare dei compromessi, che non sono mai stati rispettati, nella vana speranza di un futuro che migliore, l’altra persona, continuava a ripetermi che sarebbe arrivato.
    Ho preso il coraggio di andare avanti nella mia vita da sola e ricostruire la mia serenità psicologica che è stata fortemente danneggiata fin dai primi giorni di questa relazione, ed anche se la strada è ancora lunga e i momenti di sconforto sono frequenti, riconoscermi a pieno in questo articolo mi solleva dal terribile senso di colpa che il fallimento di questa relazione mi provoca.
    Grazie.

  • Martina scrive:

    Buonasera dotteressa, sono una ragazza di 20 anni. Sto da due anni e mezzo con un ragazzo con cui ho fatto la scuola insieme, quello è stato il periodo più soddisfacente per entrambi, avevamo un gran feeling e il suo carattere mi andava molto bene. Inoltre, avevamo molti amici in comune, quindi trascorrevamo molte serate insieme. Ma purtroppo finita la scuola abbiamo intrapreso due strade differenti e lui a marzo è partito per l’Australia per sei mesi. Inutile dire quanto ho sofferto, ma da quando è tornato mi sono accorta che lui non mi va più bene per i suoi comportamenti, che dà molto spazio ai suoi amici, che ci sentiamo poco, che vorrebbe coinvolgere nelle sue uscite due sue amiche che non ho mai visto,ecc… erano tutte cose che prima accettavo, ma ora non più soprattutto nel momento in cui le mie amiche si sono fidanzate. Mi sento sola e piango spesso ma spero che lui un giorno decida di mettermi al primo posto, di trascorrere le sue serate con me, di prendere le decisioni con me e di invitarmi alle sue uscite con gli amici. Ho bisogno di una relazione più matura e quella vecchia da “ragazzini” non mi sta più bene. Lei pensa che io mi stia illudendo? La ringrazio in anticipo.

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Martina, un rapporto di coppia non può restare uguale a se stesso ma deve evolvere. La sfida della coppia è evolvere insieme, spesso uno dei due vuole cambiare mentre l’ altro è ancora in una fase precedente. Il tuo fidanzato al momento non è pronto per far fare al vostro rapporto un ulteriore step.. Puoi dargli altro tempo senza fargli delle pressioni ( che sarebbero controproducenti)…se però nulla cambia bisogna accettare che volete cose diverse e avete bisogni diversi

  • ANTO scrive:

    salve,
    capito per caso su questo blog…cercando di interpretare capire ma molto probabilmente cerco di salarmi da una situazione per me ora inaccettabile…
    vivo da 6 anni un rapporto un po turbolento con un uomo che amo, ma che allo stesso tempo mi fa stare molto male…
    due anni fa dopo un periodo di convivenza mi ha lasciata portandomi come giustificazione il fatto che non si sentisse pronto per un percorso di vita insieme.
    così ho preso le mie cose e sono andata a vivere altrove cercando di riprendermi.
    dopo un mese l’ho ritrovato sotto casa che mi implorava di tornare con lui…inizialmente ho provato a rifrequentarlo, ma le sensazioni e la rabbia che provavo non mi consentivano si stare serenamente con lui.
    Così ho deciso di allontanarlo per provare a guarire e a capire se veramente ero innamorata di lui.
    passato un anno ho capito che quello che volevo era lui e la rabbia che mi portavo dentro era comunque scomparsa.
    Così l’ho voluto rivedere e dopo un pomeriggio di chiacchiere lui mi ha detto che mi amamva ancora e che avrebbe rivoluto ricominciare in quanto tutto ciò che desiderava era avere una vita con me.
    così a maggio scorso siamo ritornati a rivivere insieme con a promessa di non cadere in queste paure.
    a ottobre …mi ha lasciata…di nuovo…questa volta mi ha detto che lui teme di non essere fatto per un progetta di vita insieme nonostante l’amore…
    io ancora sono a casa sua perchè devo trovare un’altra sistemazione…ho notato alcuni sbalzi d’umore da parte sua..e così un giorno ho trovato degli antidepressivi a casa e, con mia sorpresa, ho appurato che ne fa uso da un mese circa…con lui non ho ancora affrontato l’argomento…ma sono seriamente preoccupata…comunque il mio amore per lui non è finito, ma mi rendo conto che una persona così non mi da sicurezze…cose di cui ho bisogno…non so che fare…mi sento addosso un peso assurdo.

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Antonella, mi sembra che un problema importante del vostro rapporto sia proprio la mancanza di comunicazione che impedisce una vera conoscenza dell’ altro.
      Dovrebbe cercare di capire, ho infatti la sensazione che lui non le dica molte cose perchè si vergogna, perchè ha paura di ferirla.
      Il comportamento di lui mi fa pensare ad una fragilità psicologica, forse ad una patologia che influisce sulla vostra relazione

  • clara scrive:

    buonasera dottoressa, ho letto il suo articolo con molta attenzione e profondo interesse e ho quasi avuto la senzazione che avesse spiato i miei dieci anni di relazione che a fatica sto interrompendo. non mi dilungo in cose che lei conosce alla perfezione e che ha descritto in maniera più che esaustiva, sulle dinamiche e sugli atteggiamenti che per assurdo vengono accettati e anche inflitti. vorrei capire perchè, nonostante nel tempo io abbia iniziato a distaccarmi emotivamente per le “cattiverie” sopportate, nonostante abbia preso coscienza di certe crude realtà e nonostante abbia preso una strada per migliorare la mia vita (visto che é una sola), io abbia continue cadute di malinconia, quasi a raccontarmi bugie, quasi a dirmi che sto esagerando nonostante il cuore faccia tanto male quasi a sentirne il rumore!!!!!!!! uscirne richiede tanta volontà come dice lei quasi credo come una tossicodipendenza. io credo di essere caduta nella ragnatela di un narcisista e credo a mia volta di averlo scelto x continuare a soffrire. ma non conosco il perché.
    grazie

    • Anna Zanon scrive:

      Bella domanda! Secondo la psicologia le nostre scelte sono largamente influenzate da fattori inconsci. Forse qualche seduta con uno psicologo potrebbe aiutarla a trovare il perchè

    • claro scrive:

      i narcisisti sono quelli che capiti gli sbagli amano e danno molto di più, te lo dico per esperienza.
      non so bene la tua situazione, ma se è un grande amore, e se avrà fatto di tutto per riaverti, mettilo alla prova, mia moglie ha fatto cosi, oggi siamo più felici che mai
      hai detto bene, la vita è una sola, e passarla con la persona giusta è la più grande fortuna che si può avere

      • Anna Zanon scrive:

        Se una persona capisce i suoi errori e si corregge non è un narcisista. Il narcisista patologico è incapace sia di mettersi in discussione sia di tener conto dei bisogni di un altra persona. Può fare il carino per un pò per riconquistare ma poi ricadrà nella sua consueta disattenzione verso l’ altro.
        Detto questo, bisogna capire se si sta veramente con un narcisista patologico oppure ad una persona che, a causa di modelli familiari sbagliati, non ha mai imparato a stare in coppia.

  • fede scrive:

    cara dottoressa
    negli ultimi anni ho vissuto una storia con un ragazzo di 31 anni come me che viveva nella mia stessa a casa all estero, inizialmente eravamo molto amici poi lui si e’ avvicinato pur avendo una ragazza da tempo che pero vive in italia , lui l ha tradisce e si era anche innamorato di un
    altra che pero aveva gia un ragazzo e non l ha lasciato per lui. la nostra storia poi e’ andata avanti e lui ha sempre detto che dovevo migliorare fisicamente.. cosa che esprimevo anche da sola perche negli ultimi anni ero aumentata di peso.. poi siamo sempre insieme e lui inizia a parlare di un possibile futuro anche se dice di non volere lasciare la fidanzata a meno che io non mi mettessi fisicamente in forma cosa fondamentale x lui. io miglioro e andiamo in vacanza insieme … lui era anche pronto a venire al pranzo di natale coi miei parenti…. lei scopre della vacanza… minaccia il suicidio e lui dice di non lasciarla ma di continuare anche con me… poi lei si fa sempre piu presente e io cado in una depressione .. nn miglioro fisicamente e nn riesco a vederlo… per quasi un anno… lui mi kiama…dice di aspettarmi e che con la fidanzata tutto e’ normale… ha detto anche che ha un altra ragazza con cui esce e sta bene pur nn essendo innamorato…
    oltre a questo ha anche avventure quando la ragazza non c e…. mi dica lei che problemi ha quest uomo e io che dovrei fare

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Fede, questo ragazzo è un narcisista da manuale e non mi stupirei se non fosse vero che la sua ex abbia minacciato il suicidio. Per me potrebbe benissimo essere una bugia per uscire pulito da una situazione imbarazzante ( per gestire più storie è anche un bugiardo).
      Quello che mi preoccupa invece è il tuo atteggiamento. Sembra quasi che tu debba guadagnarti l’amore di un uomo e sembra quasi che tu creda che avendo qualche kg in più ( sarà vero?) non possa essere amata!

  • Nicola scrive:

    Buongiorno Dottoressa
    la mia storia è questa.Sono Nicola.Ho 30 anni e negli ultimi 4 ho frequentato una ragazza di 2 anni piu piccola.Premetto che l’unico amore che ho avuto fin qui è stato il classico amore dei 18 anni,sono stato con una ragazza bellissima (iconica per me,nel senso che racchiudeva fisicamente quello che avevo sempre sognato) e con un carattere bello deciso.la storia poi finì male (lei mi lasciò in malo modo). Da allora in poi non sono piu riuscito a provare quel sentimento profondo con nessuno e gli ultimi 10 anni sono passati a dire ‘no’ a tutte le possibilità femminili che mi sono capitate (alcune anche molto belle). ‘no’ perchè non mi sentivo coinvolto. non mi sentivo preso da loro. 4 anni fa come dicevo incontro questa ragazza.Bellissima e molto solare..ci frequentiamo per un mese dopodichè lei fa un passo in piu e io mi irrigidisco di nuovo.’no’.A differenza delle altre però lei non demorde e continua a cercarmi.ci rifrequentiamo e io mi irrigidisco ancora.niente c’è qualcosa che non va.La prima cosa che mi frena è fisica.ha un viso d’angelo ma fisicamente mi trasmette poco sex appeal.non la vivo sereno sento ‘di non amarla’..lei fugge ma di di fatto non demorde e trova sempre un modo per cercarmi e stare con me (abbiamo tantissimi amici in comune quindi è facile vedersi)..piano piano inizio a scoprire dettagli meravigliosi della sua persona..è iperattiva,ha mille interessi, mille amicizie,ha gusti praticamente identici ai miei,ha uno stile di vita che si plasmerebbe perfettamente col mio, ha una famiglia stupenda insomma,gli obiettivi sul futuro sono gli stessi…io inizio a capirci poco.il rapporto che si è creato è bello.c è feeling.Me la godo in compagnia..Inizio a vederla e sentirla perfetta per me e qui iniziano i problemi.Cambio approccio cerco di stringermela forte ma dentro qualcosa continua a non andare.mi sveglio di notte,ho un peso.Non riesco a vivere leggero.a sentirmi sereno…un weekend via non riesco a farlo, l’ansia mi ottura la mente.L’unica cosa che riesco a dirmi è ‘è perfetta Nik perchè non ti piace?’…ma cosi è.Il mio pensiero al mattino è ‘non illuderla, non la ami’..con lei sono sempre stato sincero.lei sa tutto…in questi 4 anni di ‘no’ l’ho vista andare con altri ragazzi pur sapendo che la persona che ama sono io.Decidiamo di separarci e stare lontani tante volte ma dopo poco lei mi cerca e tutto ricomincia.Ora non la sento da un paio di mesi.Il tormento che quasi mi impediva di lavorare è scemato…rimangono il dubbio di aver lasciato andare una persona tanto speciale con cui avrei voluto veramente condividere tutto.rimane il vuoto e la certezza che una ‘giusta’ come lei non la ritroverò.le ho provate tutte ma è inutile.Certe volte l’amore è un’ostacolo.La mia vita sarebbe stata tutta in discesa..
    Grazie per l’attenzione
    Nicola

    • Anna Zanon scrive:

      Lancio una provocazione:..ma non è che lei si sentiva inadeguato nell’ essere il fidanzato di una ragazza così speciale? Forse inconsciamente lei aveva paura che prima o poi una ragazza tanto straordinaria si sarebbe stancato di lei e l’avrebbe lasciato come l’ altra..magari per mettersi con un altro ragazzo.
      Credo che siano state queste paure inconsapevoli ad impedirle di innamorarsi ..

  • alessio scrive:

    Cinquantenni entrambi, stiamo insieme da 12 anni e l’intimità è terminata dopo circa tre/quattro anni (ero diventato troppo ‘domestico’ e prevedibile secondo lui). Qualcuno mi ha detto che il mio karma evidentemente è la sindrome di Pigmalione… nel senso che l’altro cresce con me e mi mette da parte ma in gran considerazione, ma da parte, perché ormai forte e capace di gestirsi proprio perché sono ‘nel cassetto’. Quante umiliazioni anche nel fare un regalo che non era poi quello desiderato e rinfacciato fra discussioni e rimproveri. Vorrei amare serenamente, ma non riesco a lasciare tutto… credo comunque di avere sempre io ‘le spalle più forti’. So che mento a me stesso. ma che lui si devasti una volta andato, questo lo so per certo. Non so che fare e lasciare un altro passato irrisolto dietro di me sarebbe troppo.
    grazie per avermi letto fin qui
    alessio massimo

  • Apple scrive:

    Buongiorno dott.ssa, già lo sapevo, ma ora mi ha chiarito che vivo un amore malato. Ho 29 anni da 5 sto con un ragazzo che si era presentato benissimo, anche se ai miei non è MAI andato. Eravamo pieni di progetti, felici, lui aveva un bel lavoro, si è sempre comprato tutto ciò che desiderava, mi faceva regaloni…peccato che andando avanti abbia scoperto che anche se lavora da quasi 15 anni, non ha un soldo, ha problemi con equitalia, hiede soldi a tutti e poi sparisce, ha preso un bar e rubava i soldi al suo socio. Oltretutto, è gelosissimo di me, non posso uscire con le amiche, ma lui lo può fare, non posso andare in giro, ma lui sì, i miei lo odiano e non viviamo più bene la nostra quotidianità. In realtà io non lo amo più, ma non riesco a lasciarlo. L ho fatto e mi diceva di volersi suicidare, sono ritornata ed è peggio di prima, è un insicuro pieno di problemi, è diventato 150 kg non si ama ma pretende che lo faccia io. Il suo unico pensiero è il cibo, io vado in paestra e a nuoto e mi tengo im forma e mi dice che non penso ad altro che ad essere bella. Mi dice che l ho lasciato perché penso solo ai soldi e ad avere un fidanzato figo. Provo a a lasciarlo e si vuole suicidare, blocco le telefonate e whatsapp e diventa pazzo, ritorno xke si vuole suicidare e mi controlla la mia mail, controlla quando sto su whatsapp, gira in cerca della mia auto per sapere dove sono…. dovrei cambiare città. Ma vorrei essere libera di poterlo lasciare senza paura che si suicidi e senza paura poi di dover vivere pedinata…cosa mi consiglia? Lui ormai sa che non lo amo ma ho paura che davvero possa fare qualcosa che non va….oltretutto lui è uno che racconta un sacco di balle, vorrei non credere che s fa del male, ma ho paura che lo faccia. Grazie mille

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Apple, temo che il tuo fidanzato abbia una seria patologia. La sua minaccia di suicidio se tu lo lasci, credo che sia un modo di manipolarti. Sa benissimo che se gioca questa carta, tu resterai con lui.
      Ma qui c’è una persona che sta morendo lentamente e si sta suicidando poco a poco, restando in una relazione con un uomo che non ama, non stima, di cui ha paura e che non le piace nemmeno fisicamente.
      Sta facendo a te stessa una terribile violenza. Il mio consiglio, oltre a quello di recarti in un centro per la violenza sulle donne ( un tipo così potrebbe forse diventare pericoloso) è quello di rompere poco a poco: diluisci gli incontri, negati sessualmente, mostrati lagnosa, noiosa e poco empatica..

      • Apple scrive:

        Grazie dottoressa! Martedì sera lo ho lasciato, ho avuto paura, ma lo hi fatto, mi ha detto che sono una delusione e che adesso vado io a dirlo ai suoi genitori che lo ho lasciato e perché. Non lo farò sicuramente anche perché i suoi gli danno sempre ragione. Ora ha detto che andrò con le (appellativo pesante e poco simpatico) delle mie amiche. Ora sto bene! Non blocco telefono e whatsapp perché so che tanto sua cuginq sicuro glielo farà vedere dal suo cel, lui con una scusa glielo chiederá, al solito, e, al solito lui non lo avrà detto a nessuno che non siamo insieme. Non me ne frega.
        Grazie mille

  • Mario scrive:

    Gentile dottoressa
    Mi trovo da ormai anni incastrato in una relazione assurda. Io ormai ho quasi 30 anni e lei 25, ci siamo conosciuti 5 anni fa in una classica vacanza estiva in una località turistica solo che lei era di Milano e io di Padova. Finita l’estate abbiamo tenuto i rapporti ma, vista la distanza, siamo stati un po discreto. Ci sentivamo in chat e ogni tanto ci vedevamo ma non c’era nulla di concreto, non stavamo insieme ma cmq rimaneva attrazione. Quindi in questi mesi in pratica ognuno faceva la sua vita. Dopo alcuni mesi abbiamo cominciato a frequentarci più seriamente e abbiamo deciso di metterci ufficialmente insieme. Ci vedevamo tutti i fine settimana dal veberdi alla domenica prendendo il treno una volta io per Milano è una volta lei per padova. D’estate abbiamo fatto un periodo lungo di vacanze insieme, è stato un periodo bellissimo, ci divertivamo, uscivamo con gli amici e ci amavamo tanto. Col passare dei mesi però lei richiedeva sempre qualcosa di più e, dato che io mi ero laureato e avevo finito gli studi, pretendeva che mi trasferissi io a Milano, in quanto lei studiava medicina la. Mi sono trasferito e abbiamo iniziato a convivere è da qui in poi pian piano è stato il delirio. In primo viene a scoprire (colpa dei socual network) che nel periodo in cui ci sentivamo solo in chat e ci vedevamo di rado io ho avuto una mezza storiella con una delle amiche della mia compagnia. In realtà era niente di che, solo un paio di giorni per dire, ma lei si è incazzata tantissimo come se l’avessi tradita e in più quando mi chiese ovviamente negai minimizzando la cosa è quindi si arrabbiò anxhe perché le avevo mentito. Non era veramente successo niente di che, al Max un bacio, e in più non eravamo insieme, eravamo single, io a Padova e lei a Milano.
    Fatto sta che da qui è iniziata una tragedia. Ha iniziato a trattarmi male e obbligarmi a fare cose sgradevoli. Lei diceva di amarmi ancora ma che doveva fidarsi e quindi ha iniziato obbligandomi e non vedere più i miei amici perché colpeboli di averle “nascosto” la cosa. Poi ha iniziato ad avercela col mio sport preferito, la pallavolo, diceva che stavo fuori che non si fidava etc.. E via la pallavolo. Poi ha iniziato a fare una crociata anche contro la mia città e i miei parenti. Ora non vuole che vada più a trovarli. Dice che si impicciano e che a lei stanno antipatici e quindi lei non vile accompagnarmi. Ma se non mi accompagna ha paura che io torni a casa e veda i vecchi amici o questa famigerata tizia di cui ho perso i contatti ormai 3 anni fa, come purtroppo i vecchi amici. È sempre insicura, se andiamo in un negozio e c’è una cassiera giovane mi fa uscire senza comprare niente perché dice che “flirto” in giro. Se andiamo al ristorante dice che guardo solo le cameriere e fa una scenata. Io l’ho forse amata troppo e forse nonostante tutto continuo ad amarla ma ora non ho praticamente più amici, sono costretto a lavorare da casa e se c’è qualcje commissione esterna mi fa la vita impossibile immaginando che vada chissà dove. Ma ora con i parenti proprio non so trovare una via d’uscita. Sono mesi che mi impedisce di tornare a casa e addirittura non vuole che li chiami perché si impicciano. Mi mandano messaggi chiedendo dove sono e io non so che rispondere. Cerco a ogni costo di trovare un compromesso almeno per questo ma lei dice che “do sempre ragione a loro” che non penso mai a lei a come si sente quando loro si impicciano e che entrano nella nostra vita a disturbabrci e a ficcare il naso ( sono mesi che non li vedo e lei non li vede o ci parla da quasi un anno ma nonostante tutto dice che esistono e le rovinano la vita).
    Non so come ma riesce anche a farmi sentire in colpa perché non la ascolto e non capisco i suoi sentimenti.
    Mi rendo conto di essere un idiota, sono intrappolato in questa relazione da anni ormai e ora sto perdendo oltre agli amici, alle passioni anche tutta la mia famiglia eppure non riesco a lasciarla e non capisco il perché. Prima di conoscere lei sono sempre stato bene o male single, ho sempre avuto una gran autostima e sono sempre stato presente per tutti, amici parenti conoscenti. Se c’era un favore da fare ero pronto, adesso sono sparito e quelle volte che mi faccio vedere, se sono con lei, mi sento sempre a disagio perché si comporta male, guarda male tutti e se non le sto ossessivamente vicino in queste situazioni dice che la abbandono in mezzo alla gente e litiga dicendo che
    Non ho mai cura di lei.
    Che depressione, ero così forte e ora sono così debole.
    Ho scritto di getto un papiro in un momento in cui abbiamo nuovamente litigato per i soliti motivi e ho voluto sfogarmi In un momento di sconforto.
    Non capisco perché ormai sono anni e non riesco a uscirne.
    Auguri se avrà voglia di leggere.

    Mario

    • Anna Zanon scrive:

      Caro Mario, purtroppo lei è intrappolato in una relazione patologica che le sta risucchiando l’ energia vitale. Le consiglierei di iniziare un percorso terapeutico che l’aiuti a vedere tutte le manipolazioni di cui è vittima e darle la forza di uscire da questa relazione . Coraggio, se vuole aggiornarmi sull’andamento della sua situazione, mi fa piacere

  • laura scrive:

    gentile dottoressa, ho 56 anni e dovrei aver capito tutto della vita e invece no. Io sono separata, ho cresciuto i miei due figli da sola, adesso hanno 28 e 23 anni, sono diventata nonna di una bellissima nipotina, sono soddisfatta della mia vita del rapporto con i miei figli, con i miei genitori, le mie amiche, colleghi e colleghe insomma tutto bene se non fosse per la situazione sentimentale. Ho una relazione da 8 anni e mezzo con un uomo sposato. Mi sono buttata in questo amore perchè pensavo che lui fosse in procinto di separarsi ma invece non era così e questo l’ho capito subito ma dato che c’era e c’è tutt’ora una grande attrazione fisica e un’intesa sessuale molto forte non ho avuto il coraggio di chiudere immediatamente. Lui ha 62 anni, seri problemi di salute, non ha un lavoro e ha perso un figlio, ovviamente il grande dolore per questa perdita non lo abbandona mai. Con la moglie non c’è più nessun rapporto solo una questione economica li tiene sotto lo stesso tetto, io non capisco perchè continuo questa relazione, non mi sta bene fare l’amante a vita, tenga presente che io mi vergogno di avere una relazione con un uomo sposato e faccio il possibile per nasconderlo ai miei figli, ci vediamo al mattino prima che io vada in ufficio, vado da lui perchè non ha la macchina (la usa la moglie per andare a lavorare) noi abitiamo in due paesi limitrofi e usare il mezzo pubblico è fuori discussione. L’ho detto a lui che non posso pensare di continuare così cosa faccio a 60, 70 anni continuuo a partire al mattino con l’auto per andare a trovarlo? La moglie prima o poi smettterà di lavorare e allora? Lui risponde “mai dire mai” che tutto può succedere e che sta lavorando per cambiare le cose, che può riuscirci ma potrebbe anche non riuscirci e che comunque non dobbiamo rinunciare a questo amore e viverci ogni momento che possiamo stare insieme. Certo, va bene, ma il fatto è che io mi sento sempre “l’altra” quella che “ha rubato il marito”, anche se lui ribadisce che il suo matrimonio era già finito prima di incontrare me, io mi sento in difetto, mi sento quella che si deve vergognare! Il fatto è che ho provato a chiudere perchè ci sono anche aspetti del suo carattere che mi mandano in bestia, lui ha dei modi nei miei confronti quando litighiamo che mi feriscono ma nonostante tutto non riesco a tenere duro. Ogni volta che dico basta lui mi chiama in continuazione, mi manda sms, io mi sento in colpa perchè lui mi fa pesare il fatto che io ho tutto (figli, lavoro, salute, una vita felice) e lui invece ha solo me e se io lo lascio neanche più quello e lui non si merita neanche un po’ di felicità? Però poi anche l’idea di non vederlo più mi fa stare male e non so più cosa voglio davvero. Insomma dottoressa mi sento una stupida e le confesso che vorrei che lui si innamorasse di un’altra e mi lasciasse stare, così lo saprei felice, so che non sarebbe da solo e io non mi sentirei in colpa per non avere avuto il coraggio di difendere e di continuare questo amore. So di non essere stata abbastanza chiara ma ci vorrebbe troppo tempo per raccontare tutto, spero di avere fatto un quadro generico della situazione e aspetto se possibile un piccolo consiglio che mi aiuti a capire meglio me stessa. Grazie mille. Cordiali saluti.

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Laura, la cosa che mi piace meno di questa situazione è che quest’uomo è un manipolatore che cerca di far leva suoi suoi sensi di colpa per farle restare in una relazione malata. Non è colpa sua se lei ha tutto al contrario di questo signore. Le cose non le sono piovute dal cielo ma le ha costruite, al contrario di quest’ uomo che sta con la moglie per farsi mantenere e la tradisce da 8 anni e mezzo.
      E già questo le fa pensare che tipo di persona sia.
      Lui le fa promesse vane ( ci stiamo lavorando), e quando lei si allontana le fa credere di essere cambiato, diventando dolce, gentile e premuroso.
      Capisco che lei quando lo lascia, le manchi e ci stia male. Dopo 8 anni e mezzo si è creato un forte legame, lei sente la solitudine e forse è anche un pò spaventata all’idea di ricominciare da capo ad un età non proprio giovanissima ma deve tenere duro. Più aspetta, più sarà difficile.
      Il fatto che lui le manchi non significa che sia l’uomo giusto per lei.
      Pensi invece a lungo termine, a quello che vuole per la sua vita: se lui non ha lasciato la moglie in otto anni e mezzo, non lo farà mai. L’intesa sessuale va bene ma temo che se il vostro rapporto si ufficializzasse, lei non avrebbe un compagno con cui condividere le responsabilità della vita ma qualcuno da mantenere e curare che in più la tratta anche male!

  • gio scrive:

    Il solo fatto di trovarmi qui a leggere, mi fa pensare che forse qualcosa non va. Esco oramai da sei mesi con una ragazza e confesso di aver perso la testa. Proma d’ora mai mi era capitato di innamorami così. I primi mesi tutto è filato liscio anche perché io ero il distaccato di sempre e lei molto simile a me. Poi però i miei sentimenti sono cambiati. Lei è una donna davvero intelligente e mi ha preso molto di testa oltre che fisicamente. Ma dopo l’estate il sup modo di fare è cambiato. Ha problemi a lasciarsi andare e questo è evidente, quando stiamo insieme è tutto rose e fiori pur vedendoci solo 2 volte a sertimana. Ma durante il giorno è molto assente. Un messaggino la mattina di buon giorno e poi una massimo due telefonate in tutta la giornata. Mi accorgo che tende molto ad impormi le sue regole e il fatto che io le accetti mi preoccupa perché proprio non è da me. La sento distante e quando glielo faccio presente lei si scoccia evidentemente. Non credo di chiedere tanto in fondo chiedo solo di sentirla più presente. Poco tempo fa l’ho lasciata prorpio per questo e dopo una settimana abbiamo parlato e lei ha voluto “riprovarci” ma ora mi sto accorgendo che la situazione non cambia. E mi accorgo che la mia speranza invece è proprio questa. Cosa devo fare?
    Grazie

    • Anna Zanon scrive:

      Ma la prima cosa che viene in mente è che abbiate modi diversi di vivere l’ affettività. Due telefonate al giorno non mi sembrano poche…Non sempre la riservatezza è una prova di disamore

  • chiara scrive:

    Gentile dottoressa, sono capitata per caso su questo sito e non ho potuto trattenermi dal raccontarle la mia situazione. Sono una ragazza giovane, di 22 anni, e da quasi un anno sto frequentando un ragazzo, forse meglio dire uomo, di 14 anni più grande. Fin da subito c’è stata una grande attrazione fisica e nonostante la differenza d’età abbiamo iniziato a vederci. Devo ammettere che questa persona si è sempre comportata con sincerità con me, non mi ha mai promesso nulla e mi ha sempre detto che a causa di una sua storia precedente molto sofferta non aveva intenzione di costruire qualcosa di serio con me o con altre. Quindi so che inizialmente oltre che con me è uscito anche con altre ragazze e tutto sommato ho sempre accettato questa cosa, proprio perchè non me lo ha mai nascosto. Inoltre ho sempre pensato, durante i primi mesi della conoscenza, che sarebbe stata una cosa passeggera e che quindi non avrei avuto problemi a liberarmi di lui. In realtà, però, le cose non sono andate proprio cosi. Abbiamo iniziato ad affezionarci e lui stesso ha iniziato a dirmi cose che non mi sarei mai aspettata: sta comprando casa e mi ha chiesto di trasferirmi da lui per qualche giorno ogni tanto, vuole lasciarsi andare e vivere il rapporto con me senza freni e come andrà andrà. E fin qui tutto farebbe presumere ad una storia a lieto fine. Io invece non la vivo cosi. Nonostante ciò a sentire lui noi ancora non siamo fidanzati, le nostre famiglie non ci conoscono e si possono fare progetti per il futuro(a breve termine chiaramente) solo quando piace a lui e quando questa cosa non lo spaventa troppo. Io cerco di capire tante cose, ma a volte proprio non ce la faccio. A me piacerebbe “stare” con una persona che abbia considerazione per me e che mi rispetti, una persona a cui io piaccia. Invece mi trovo sempre di fronte qualcuno che ha sempre una parola di disprezzo per me, per sottolineare i miei difetti, e che passa ore a lodare la bellezza e la perfezione di tutte le sue altre amiche. Potrà sembrare una cosa stupida, ma anche parlandone con lui la risposta è stata che non vuole sbilanciarsi troppo con me perche poi rischia di innamorarsi, come se due complimenti in più cambiassero qualcosa!! Allora la mia domanda è: cosa vuole da me? Perchè pretende che io gli stia vicino, gli dia affetto, lo supporti quando lui per me ha sempre cosi poca considerazione, mai che si preoccupi di quello che faccio(studi, amicizie..), mai che mi faccia un complimento. Mi dice che mi vuole bene, ma io devo accettare atteggiamenti di superiorità solo in virtù del fatto che ha 14 anni più di me. E non esiste proprio! Ultimamente questa situazione sta iniziando a pesarmi molto, tanto che anche il sesso, che fino ad ora è sempre stata l’unica cosa su cui siamo sempre andati d’accordo, non mi piace più. Lui se ne è accorto e quindi continuiamo a litigare per piccolezze senza voler accettare davvero quali siano i problemi. Ripeto io posso capire che lui abbia paura, anche io sono terrorizzata dall’idea di innamorarmi di lui, e lui lo sa, ma anche se sono consapevole che questa situazione non mi sta bene continuo a volergli dare la possibilità di dimostrarmi che mi vuole. Ma mi vuole davvero? Non lo so più nemmeno io, però non ho il coraggio di lasciarlo perché quando stiamo bene lo stiamo davvero e non so cosa fare…
    Mi scuso per la lunghezza del commento, spero che non si stanchi prima della fine.
    Buonasera

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Chiara, temo che lei abbia conosciuto un narcisista. Le dico chiaramente che il vostro rapporto non ha futuro, lui non vuole innamorarsi ma avere una persona da frequentare senza impegno nei tempi e nei modi decisi da lui ( e sentendosi libero all’occorrenza di uscire con altre).
      Per carità, si liberi di un rapporto che non le dà più gioia e che sta intaccando la sua autostima.

  • Anna scrive:

    Leggendo mi rendo conto che il mio è stato, per 3 anni, un amore sano e felice e nell’ultimo anno un amore davvero malato…lui l’anno scorso è andato a lavorare fuori, tornava una volta al mese e col tempo è diventato più egoista e i suoi sentimenti si sono affievoliti…ha iniziato a trascurarmi (ma non dal punto di vista sessuale), davo soltanto io…e ricevevo poco in cambio..e mi accontentavo..davo ancora di più..perchè non volevo perderlo…poi mi lascia perchè non sa ciò che vuole, ma dopo un mese torna dicendo che non può amare nessuno come ama me!Vuole sposarmi, portarmi nella sua città, avere un figlio..I primi mesi ricomincia a dare anche lui,come una volta, poi vedendoci sempre una volta al mese, si allontana di nuovo..alterna giorni di dolcezza a giorni di freddezza..ed io penso sia per lo stress dovuto al lavoro e alla nostra distanza (che non è poca!)..però quando ci vedevamo era dolce e passionale come sempre, fino all’ultimo giorno! dopo 8 mesi, colpo di grazia! Ha conosciuto una che vedeva tutti i giorni al bar e che l’ha colpito..vuole stare con lei..quindi mi lascia e sparisce…davvero stavolta..pubblica in continuazione foto con lei, in cui sembra felicissimo..sono quasi 2 mesi che non ci vediamo e sentiamo più… E’ vero che ormai era un amore malato ma è iniziato tutto da questa distanza..non c’è soluzione per noi? per tornare felici come una volta? Capirà mai che di lei si è solo infatuato perchè noi stavamo sempre lontani e quindi lei era la strada più facile? mentre l’amore è quello che ha costruito con me in questi 4 anni?

    • Anna Zanon scrive:

      Capita che l’innamoramento degli inizi non si tramuti in un vero amore. La distanza è sempre una dura prova per un rapporto perchè fa capire se un sentimento è profondo o meno. Ne vostro caso la distanza imponeva delle scelte importanti e definitive ( matrimonio, ecc) che lui si è reso conto di non essere pronto ad affrontare.
      Il futuro non lo conosce nessuno ma il mio consiglio è quello di non restare ad aspettare un ritorno di fiamma che potrebbe non avvenire mai e andare avanti con la sua vita.

  • Arianna scrive:

    Dottoressa ho un problema di dipendenza affettiva verso il padre di mio figlio che farà i 2 anni a breve, quando lo conosciuto lui mi amava e mi faceva sentire viva mi ha protetto come una bimba , perché Kun po lo sono non ho avuto l amore dei miei genitori ma al contrario un infanzia terribile, in questo uomo ho investito tutto lo amato annullando me stessa .lui a 25 anni più di me è rumeno ha avuto una vita difficile ed a un carattere molto problematico ed ogni tanto litigato , ma me ne andavo a casa mia , con vivevo con lui ma quando c’erano le liti stavo sola a casa mia nonostante tutto a modo suo mi amava ed eravamo molto uniti condividevano tutto mangiavano nello stesso piatto eravamo indissolubile. Dopo è arrivato un bimbo , ed lui è partito in Romania promettendo di tornare con un po di soldi per fare una vita insieme , doveva vendere dei valori che aveva …lui era sposato con tre figli grandi ma con sua moglie era finita da molti anni , infatti è rimasto 9 anni in Italia senza mai andare a trovare i suoi figli , però lavorava e mandava soldi per loro., quando è partito non è stato sincero mi ha detto che andava da sua madre la cui conservava i suoi valori, e non andava a vedere i suoi bimbi,cosa che io ho creduto , ma io stessa dicevo vai a trovare i tuoi figli,poi andrai a vendere le tue cose , io ti aspetto, scopri dopo dopo tanta fiducia che sua madre non conservava nessun valore , i valori li conservava sua moglie .subì un trauma in lui credevo. Per 2 giorni non lo senti , poi mi telefono dicendomi che sua moglie aveva venduto tutto ed non aveva più niente , per torno da me senza un soldo e io lo accetta i a braccia aperte aspettavo un bimbo.partimmo poi per la Romania perché con i soldi che c’erano facevamo la fame ed in Romania la vita costa poco,prendemmo una casa in affitto lui mi stette molto vicino e mi dava più amore di prima. Mi disse che mi ha mentito per la sua sicurezza , non si fidava di me.comunque nonostante tutto ero felice di averlo vicino,anche se mi ha fatto soffrire , durante l anno in Italia, il 13 di febbraio nacque il piccolo,io dopo il parto non sentivo l amore materno come le altre mamme , non lo so cosa mi è successo, arrivati a casa dal ospedale lui vedeva solo il bimbo e prendeva cura di lui.io ero debole ero a letto persi molto sangue .lui mi mise in disparte per il bimbo , io non esisteva più solo mio figlio era la sua vita , comincio ad picchiare ed ad trattarsi male , non mi aiutava .io ero come se non esistesse , nutrito per mio figlio gelosia consideravo mio figlio un rivale , che mi aveva tolto l amore ,andai in depressione non volevo mio figlio e nemmeno lui volevo solo morire , amavo Pedro e non mi rassegne vedi non essere io più la sua bambina, perché purtroppo lo sono,i traumi del infanzia li vivi per sempre , tutto andò degenerato lui a volte mi guardava , ma a me mancava k
    La libertà che avevamo per noi , ed in più non sono stata una madre e mi sento in colpa non so cosa mi sia successo dopo il parto .io questo bimbo lo voluto contro tutti..adesso io amo mio figlio ma purtroppo bara me è lui le v
    Cose vanno malissimo lui mi picchia è diventato un uomo cattivo,Ion più comanda su mio figlio e non mi permette di fare con giacomino la mamma .io no questo uomo lo amo ancora ma non più come prima se il bimbo non c’era l avrei lasciato da tanto tempo.ma vivendo assieme io non riesco ad prendere mio figlio ed lasciare questo uomo , mi sento morire senza di lui.sono in esaurimento da quando è nato giacomo , non posso immaginare una vita senza il suo sorriso la sua dolcezza e il suo amore che un tempo , spero che cambi.mi ha distrutto ma lo voglio ancora mio figlio è vasta caro a suo pare e non voglio vederlo soffrire. Dottoressa mi dia un consiglio cosa devo fare mi sento sola al mondo mi sento al inferno soprattutto vivendo qui ,.dott cosa devo fare mi aiuti sono a terra ….non riesco a lasciarlo penso sempre ai ricordi di quando mi amava ,,, grazie atten
    Do una sua risposta ..arianna

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Arianna, quando una donna diventa madre vive un periodo di particolare fragilità psicologica. E’ difficile diventare mamme quando dentro di noi c’è ancora una bambina fragile e ferita che richiede attenzioni.
      Non so quanti anni lei abbia, immagino che sia molto giovane. Il bambino ha cambiato la sua vita e ha destabilizzato il suo rapporto di coppia: non è più lei la bambina da accudire ma una donna adulta che deve occuparsi di un piccolo esserino, agli occhi del suo compagno non è più lei la piccola da coccolare ma il nuovo nato.
      E’ difficile accettare questo cambiamento se si ha ancora troppo bisognose d’amore perchè si è ricevuto troppo poco affetto nella vita.
      Ma lei ha bisogno di farsi aiutare, di sentire che altre persone si possono occupare di lei solo così potrà occuparsi di suo figlio. Si rivolga ad un consultorio familiare e inizi un percorso li.
      Come vede non le ho detto niente sulla dipendenza affettiva dal suo compagno. Lei è infatti troppo sola e vede in lui l’unica fonte d’amore.
      Cerchi di riprendersi la sua vita, si rafforzi, cerchi un lavoro, si riprenda il ruolo di madre..solo così avrà la forza di lasciarlo

  • Roman scrive:

    Buongiorno
    Da un’anno ho una storia con una ragazza molto bella che non smettera’ mai di piacermi in quanto , quando siamo assieme siamo come due bambini che giocano e non si preoccupano del tempo.
    Io ho 45 anni lei 40 ognuno con il suo passato amoroso vissuto intensamente,
    Un’ anno vissuto assieme dove a lei gli e’ morto lo zio poi il papa’ (5 mesi fa’).
    L’ ho consolata in ogni occasione con mille attenzioni .
    Poi ho avuto un problema io. grave- e lei mi ha risposto che i suoi sono molto piu’ importanti .
    Il primo Dicembre io ho perso il lavoro ..lo ho riferito a lei e mi ha risposto che ha un problema da risolvere e che mi chiama domani .
    Ridevo scherzavo prima di conoscerla ora mi alzo dal letto con difficolta’ .
    Ho bisogno io di troppe attenzioni io ?
    Un vero uomo deve avere solo attenzioni per la donna e non averne,?
    Mi dia un consiglio ,,io non so piu ‘cosa e’ giusto .
    Grazie mille

  • Marta scrive:

    Buonasera,
    Mi sento male ho bisogno di conforto e soprattutto di poter parlare di questo che sto per dire. Non ho nessun con cui potermi confrontare, perché non ho uno straccio di amicizia ne’ qualcuno da chiamare. Vivo con i miei con i quali non ho dialogo e non voglio capiscano nulla di quello che mi accade. Prima a pranzo mi veniva da piangere e ho dovuto trattenere le lacrime.
    Il mio problema è che sto da un anno e mezzo con un ragazzo che abusa di droga. Riesce a stare tranquillo anche qualche settimana ma alla prima disponibilità economica ci si sperpera tutto arrivando all’indigenza (è costretto a digiunare). Allora mi scrocca i soldi. Prima mi chiedeva prestiti ora ha capito che non glieli do più e fa in un altro modo: me li chiede col contagocce, tipo la ricarica del cell, la benzina i soldi per il cibo, mettendomi con le spalle al muro perché se non glieli do non mangia. Non facciamo mai niente, non usciamo perché tutto costa e lui non ha una lira e dovrei pagare tutto io. Che lo farei pure ma non per uno che una volta ha sperperato in coca 1000 euro in 10 giorni.
    Gliel’ho detyo un sacco di volte che io così non ci posso stare e che era meglio lasciarsi. Ma lui si mette a piangere fa il bambino, dice che senza di me non ce la fa, mi ubriaca di sensi di colpa dicendomi che se io gli stesso più accanto snifferebbe di meno. Il problema è che ho un sacco di problemi familiari per i quali non posso stare troppo tempo con lui (e con nessun altro, infatti non ho amici e non esco mai). Lui capisce i miei blocchi ma non capisce che se mi desse un po’ più di certezze sarei motivata a cambiare, così invece non riesco.
    Ieri ci siamo visto ed era dopo il suo ennesimo sperpero. Non ho retto e gliel’ho rinfacciato. Me ne sono tornata a casa intenzionata a non cedere più.
    Mi sento uno schifo. L’ho lasciato con zero euro in tasca, vive solo i suoi familiari sono partiti e così tutte le persone a cui potrebbe chiedere una mano. In questi giorni aveva solo me e l’ho mollato forse in uno dei periodi più tosti dell’anno.
    Mi sento in colpa. Ho paura che gli succeda qualcosa. Vorrei andare a casa sua a lasciargli dei soldi per tirare avanti finché non torna qualcuno. Ma ho paura a lasciargli del denaro perché ci si comprerebbe la coca.
    Non so che fare mi sento bloccata e indegna.
    Mi scuso se ci sono errori ma ho scritto tutto di getto.
    Grazie a chi leggerà e vorrà commentare.

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Marta,
      purtroppo stando con lui e dandogli dei soldi, lei diventa involontariamente complice nel suo uso di droga. Purtroppo solo quando si troverà con le spalle al muro e si renderà conto di averla persa, troverà la motivazione per farsi aiutare. Lei stando con lui, non solo non l’aiuta ma si rovina la vita.
      Se lui non si fa aiutare, lei dovrebbe lasciarlo. Ma nel frattempo perchè si fa aiutare un pò anche lei?

  • Erik scrive:

    Cara dottoressa
    Ho 34 anni e ho conosciuto 6 anni fa in vacanza , una fantastica donna di 2 anni piu grande di me ,e ci siamo innamorati. Avevamo problemi logistici grandi. Lei viveva in Brasile io in Italia . Lei è divorziata ed ha un bambino . Dopo poco la storia era iniziata lei voleva trasferirsi qui a Roma. Io ero molto preoccupato, non avedo mai vissuto con un bambino. Così lei per il momento riesce a trasferirsi in svizzera ed essere più vicina.per 3 anni ci siamo incontrati solo viaggiando. Andavamo bei posti più belli e ci divertiamo tantissimo.
    Dopo 3 anni di viaggio, stanchi di tutti questi aerei decidiamo di andare a vivere a Roma insieme. Io ho sempre tante indecisioni ma decido di saltare. Lei è sicurissima lascia un lavoro ottimo per stare con me. Iniziamo questa convivenza, è premetto che è stata il più grande amore abbia mai provato, ok un amore passionale ,per i primi anni abbiamo solo viaggiato e pensato a divertirsi. Vedo che abbiamo tutti gli ingredienti per essere felici. Siamo entrambi affermati, intelligenti e con una super voglia di vivere la vita.
    Così la convivenza va bene io mi dedico completamente a questo bambino e riesco ad amarlo come mio. Con lei va benissimo anche se un po di gelosia è li che ci disturba.dopo 3 anni a distanza è normale.
    dentro di me però ho sempre tante resistenza. Come se non mi fidassi completamente di questa persona, come pure occuparsi di un figlio che non è tuo è un esperienza fantastica ma può essere molto conflittuale.ero felice avevamo tutto una bellissima casa , entrambi avevamo soldi c’era un attrazione incredibile, ma queste resistenze o fantasmi come preferiamo chiamarli stavano lì.
    Problemi reali forse una concezione diversa della famiglia e una religione diversa. Lei non era religiosa e io pur non essendo per niente praticante ero molto attaccato culturalmente alla mia appartenenza all ebraismo.
    Dopo 1 anno di convivenza lei si vuole sposare e fare figli.
    io pure vorrei ma vorrei risolvere il problema religioso e più che mai mettere a tacere questi fantasmi che mi dicono che non è lei la donna della mia vita.ho pensato, non posso sposarmi se la mia pancia non è d’accordo ho bisogno di tutto me stesso per sposarmi. Allora iniziano i nostri problemi. Lei è tristissima che non mi voglio sposare , si sente come rifiutata. Io gli dico che per me fa lo stesso e voglio vivere con lei , che in fondo matrimonio e convivenza sono le stesse cose. Conviviamo per altri 2 anni. E sono anni difficili per noi. Lei si sente rifiutata .io mi sento che se non mi muovo perderò la donna dei miei sogni. Però dico a me stesso che non mi sposero’ con queste resistenze.
    Lei si arrabbia sempre di più e io mi chiudo sempre di più.
    Ora dopo 6 anni insieme ci siamo lasciati per questo.
    mi chiedo se ho fatto bene a sentire le mie voci interiori . Oppure se ho perso per sempre un amore fantastico per qualche paura che magari avrei potuto superare.
    sono stato anche da uno psicologo per più di 1 anno . Però i mieri dubbi sono ancora vivi.
    Ho rimorsi che non mi lasciano in pace.
    grazie

    • Anna Zanon scrive:

      Gentile Erik, il legarsi a qualcuno in un modo definitivo fa sempre paura: è fare un salto nel buio, è un affidarsi a qualcuno che potrebbe abbandonarci, tradirci o semplicemente deluderci.
      Da quello che mi racconta mi sembra che la sua incapacità a fidarsi della sua fidanzata non dipenda da insormontabili difficoltà nella relazione o da incompatibilità ( anzi mi sembra che steste molto bene insieme) , quanto da un sua difficoltà a fidarsi profondamente di qualcuno.
      Ovviamente in tutti i matrimoni ci sono delle difficoltà e delle differenze che possono creare attriti ma queste differenze possono anche essere fonte di crescita.
      Penso che questa sfiducia possa dipendere da sue esperienze del passato e che la psicoterapia possa aiutarla a capire meglio le sue paure.

  • alex scrive:

    Buongiorno Dottoressa…

    ringraziandola fin da ora per la sua risposta cercherò di essere il più sintetico possibile pur essendo la mia una situazione particolare… nella sua particolarità…

    facciamo uno… anzi… molti passi indietro…

    dopo molti anni di vita (ne ho 57…) tra casa lavoro problemi fisici che ho dalla nascita e delusioni sentimentali mi ero convinto (a torto o a ragione…) che solo con una compagna che aveva passato esperienze simili alle mie (e cioè una disabile) avrei potuto esaudire il mio desiderio di amare ed essere amato…

    ripeto: a torto o a ragione…

    e fu così che mettendo in secondo piano l’aspetto puramente fisico e puntando quasi esclusivamente su un fattore di reciproca comprensione e collaborazione… 10 anni fa conobbi Stella… ambedue (allora) over 40…

    generalmente in una coppia… all’inizio è tutto rose e fiori… poi cominciano le incomprensioni…

    tra me e Stella invece successe il contrario… dopo un primo periodo un po’ ostico passato “a studiarci” (spesso le facevo notare che era un po’ succube della famiglia… di cui io un po’ diffidavo… e i fatti come vedremo in seguito m’avrebbero dato ragione…) man mano che passava il tempo capivamo che i nostri due caratteri si stavano ben amalgamando ed avviando ad un’ottima intesa… al punto che dopo 9 anni di convivenza a casa mia decisi di esaudire un suo desiderio (che alla fine era diventato anche il mio…) e di sposarci…

    durante i preparativi avviene il fattaccio… lei ha un’emorragia cerebrale ed entra in coma… comincia a riprendersi ma non è più lei… sembra tornata com’era era all’inizio della nostra storia 10anni fa… anzi peggio: irascibile ostile con tutti in particolare con me…

    istigata – a mio avviso – dalla famiglia (in particolare una sorella – ma col tacito consenso delle altre – che col pretesto di accudirla durante la convalescenza l’ha di fatto sequestrata…) vengo letteralmente allontanato e accusato di non volerla più sposare… quasi come se in quel momento la priorità non fosse la sua salute ma il matrimonio… il pezzo di carta…

    a parte che tempo dopo dimostrerò (con un documento scritto) che l’accusa era infondata mi pongo una domanda: allora io andavo bene solo per quello? qualcosa mi dice che se ero un pezzente il problema non si poneva…

    pur non negando certi miei timori su come avrei potuto affrontare da solo e con le mie scarse forze una situazione già fragile precedentemente e che si stava facendo difficilissima (in due… unendo le nostre forze ce la cavavamo… ma così era dura…) non avevo mai pensato di abbandonarla… tant’è che durante la riabilitazione l’avevo seguita anche al paese suo (e l’avrei seguita pure in alaska…) e quanto al matrimonio mi chiedo: è un reato attendere che la situazione clinica si stabilizzi a beneficio della ripresa del nostro feeling che stavamo costruendo?

    niente da fare… l’apice si raggiunge quando lei (ancora in evidente stato confusionale) torna a casa mia – aiutata da loro e quindi complici nella sua (sua?) scelta – ma solo per prendersi la roba e andarsene…

    piombato nello sconforto più totale… vedendomi crollato un obiettivo… un ideale che avevo perseguito per parecchi anni mi rassegnai e decisi di continuare a vivere da solo… aiutato da una cooperativa per le normali faccende domestiche…

    “se ne pentiranno” ogni tanto pensavo… “si renderanno conto di chi hanno fatto perdere a Stella… se lei si riprenderà bene e capirà… i casi sono due… o farà buon viso a cattivo gioco o li odierà per tutta la vita…”

    e così avvenne qualche tempo dopo…

    superata la fase critica (anche se ancora fragile… più emotivamente che psicologicamente…) si rifà viva… non mi dice “ho fatto una stupidaggine” un po’ perchè è (com’è sempre stata) molto orgogliosa… e poi (di questo ne sono convinto) la stupidaggine non l’ha fatta lei… ma l’hanno portata a farla… purtroppo è gente di cui lei… volenti o nolenti ha bisogno… pur scendendo a molti compromessi…

    ci siamo visti… non abbiamo resistito a qualche bel momento come ai vecchi tempi (evidentemente ne avevamo bisogno entrambi…) ma volutamente non abbiamo oltrepassato certi limiti…

    tornando con i piedi per terra… le ho detto chiaramente che non intendo condividere la mia vita con persone che (anche se indirettamente) volevano condizionarmela e rovinarmela separandoci di fatto… e considerato che lei è (per sentimento o per necessità) troppo legata a loro… non mi sento di prendermi la responsabilità di imporle (come dovrei) “o me… o loro…” anche perchè se è vero che mi hanno trattato male e massacrato la coppia… lei gli deve essere comunque riconoscente visto che sono stati determinanti per la sua salvezza…

    La sua reazione non è stata delle più felici… l’avevo messo in conto… e nonostante le avessi proposto un compromesso che da una parte avrebbe consentito di frequentarci più agevolmente vedendo in seguito come andava ma che d’altra parte m’avrebbe comunque tenuto lontano da loro (con cui non voglio averci più nulla a che fare…) non mi pare ancora pronta a darmi garanzie in tal senso… almeno per il momento…

    ed è questa la maggiore difficoltà

    La sto affrontando… apparentemente con molta freddezza… ma mi creda… sotto sotto temo di essere di fronte al classico amore impossibile… impossibile per cause indipendenti dalla nostra volontà…

    • Anna Zanon scrive:

      Gentile Alex, il vostro mi sembra il classico caso da terapia di coppia. Quello che lei mi racconta non mi fa pensare ad un incompatibilità: al contrario, il lungo percorso fatto insieme aiutandovi a vicenda e condividendo molte difficoltà, il crescente feeling tra di voi sono elementi che depongono a favore di una felice vita insieme.
      Il mio consiglio è quello di non buttare via tutto ( considerata anche la sua età ) e di ricorrere alla terapia di coppia per trovare un compromesso che possa essere soddisfacente per entrambi e che salvaguardi la vostra vita a due.

  • roberto scrive:

    buonasera dottoressa ho letto il suo articolo ed ha ragione su quello che ha detto. Ho finito

  • andrea scrive:

    buon giorno dottoressa, ho 30 anni padre di 3 splendidi bambini di 8-6-4 anni sono da quasi 10 anni in convivenza con la mia attuale compagna madre dei miei figli ma a parte i primi anni il nostro rapporto e stato quasi sempre di litigi ,inizialmente per il fatto che lei lavora nel locale di famiglia e non percepisce lo stipendio ma prende solo quello che serve tipo latte ecc…. e su questo argomento abbiamo ampiamente littigato ,quindi di conseguenza per non far mancare nulla in casa ho sbagliato e fatto alcune truffe per raccimolare un po di soldi ,sono finito in carcere pochi mesi e tra un po ho altri mesi da scontare,ci tengo a precisare che la mia compagna cq mi e stata vicino ogni venerdì per 4 mesi veniva a trovarmi con i bambini ma cq tornato a casa nulla e cambiato anzi lei da la colpa delle mie azioni alla mia famiglia che sta a 500 km di distanza insultando ogni minuto mia madre dicendomi che sono un figlio di…….io cerco di stare calmo ma dopo ripetuti insulti a volte come penso tutti farebbero mi arrabbio e littighiamo davanti ai figli pultroppo!
    dice che i soldi non sono un problema ma mancano e non fa nulla per trovarli nemmeno pretendere uno stipendio cosi pultroppo io continuo a fare cazzate rischiando di tornare dentro per mandare avanti tutto….piscina per i bambini,palestra dei bimbi buoni pasto,vestiti,bollette,spesa ecc….tutto pr i figli mi trovo da anni in un circolo vizioso dove il cane si continua a mordere la coda ,ora per uscire dagli arresti domiciliari l avvocato con l madre della mia compagna hanno fatto un contratto di 6 mesi di assunzione presso il loro locale di 4 ora al giorno ma gia la madre di mia figlia ha detto che non mi paghera’ perché a dire suo non ci sono i soldi!
    quindi rieccoci che dovro’ fare cavolate per campare! e veramente sto male perché a casa questa mi insulta ,dice che non faccio nulla quando invece cucino sempre io e nel limite del possibile pulisco casa bado a 6 gatti faccio la lavaatrice ecc….insomma non sto fermo ma quando lei torna a casa invece di vedere il lavoro che ho fatto …guarda magari i vetri sporhi e icomincia cosi a insultarmi….panzone stai seduto tutto il giorno, non fai un ca…. fai schifo ecc….. e ‘ giusto che io debba per amore dei figli subire tutte queste umiliazioni?
    amo i miei figli ma questa relazione mi sta piano piano distruggendo a volte penso pure di togliermi la vita per non dare più intralcio la prego di potermi dare un esaudiente risposta
    distinti saluti

    • Anna Zanon scrive:

      Caro Andrea è evidente che lei e la sua compagna abbiate bisogno di farvi aiutare, perchè non vi rivolgete ad un consultorio familiare per la terapia di coppia? Dovrebbe essere gratuito o quasi.
      Non ho capito se lei lavora o meno ma se non ha un lavoro regolare dovrebbe dirigere i suoi sforzi in questa direzione.

  • fabio scrive:

    gent, dott. ho una domando. se gia avendo capito che il rapporto col partner e malato, ma si ha difficolta’ a lasciarlo che emotivamente sei quotidianamente a contatto xche ci lavoti insieme, e desideri lasciarlo ma non lo fai xche ti fa star male vederlo, come si fa?

  • Simona scrive:

    Buona sera dott.essa Zanon, il suo articolo mi ha colpita e vorrei esporle il mio problema, ho 26 anni il mio compagno 24, siamo insieme da 6 anni durante i quali é nata una bimba che adesso ha quasi 5 anni. La nostra storia é da subito partita con il piede sbagliato per colpa della mia paura di parlare delle relazioni avute prima di incontrarlo, ma con il passare del tempo tutto quello che c’era da dire é stato detto anche se ormai la sua fiducia nei miei confronti non c’é quasi più stata. Ora lui continua ad insistere a dire che rimango attaccata al passato perché non riprendo vecchi discorsi riguardanti le mie vecchie relazioni, ogni scusa é buona per litigare, io non ho un carattere molto semplice credo anche di aver passato un periodo di stress dopo la gravidanza che si é proteso fino a metà dell’ anno scorso ma adesso mi sto riprendendo piano piano ma ogni volta che discutiamo mi butta giù. Io voglio cambiare il mio carattere ma non so proprio più che fare, cerco sempre di fare il possibile per fare pace, ma per lui non é mai abbastanza. Cosa posso fare? Grazie

  • carmelacct scrive:

    cara dott.ssa zanon,
    per caso ho trovato il suo articolo e sto riflettendo molto sul mio rapporto di coppia.sono sposata da 4 anni ,purtroppo il primo anno ho avuto aborto spontaneo una profonda crisi depressiva subito due interventi e diverse cure ma i medici dicono che siamo una coppia normale.lo scorso siamo stati vittima di un’anziana squilibrata che ci ha rotto auto e minacciato di morte ,ci siamo trasferiti di casa purtroppo mio marito è libero professionista e deve pagarsi un sacco di tasse e pochi soldi al mese aveva vinto due concorsi pubblici dovevamo anadare su e invece tutto bloccato ,da li molto malumore suo . il mio desiderio di maternità cresce sempre di più ma lui è più innamorato el suo lavoro in più a causa sua mi ritrovo senza un soldo non mi fa vedere i miei familiari e quando ogni volta conto i giorni fertili per avere rapporti lui mi trascura e mi fa saltare ogni mese l’opportunità di diventare madre premesso che mi sento come “sequestrata in casa “non posso uscire per fare la spesa ci deve essere lui e pagare sempre lui se incontriamo persone che lui conosce mi scansa come se non fossimo insieme ora mi ha fatto avere un’opportunità di lavoro che vuole smetta subito è un tipo egocentrico mracconta sempre tutte le nostre cose a sua madre e purtroppo viviamo sotto dai suoi familiari che mi hanno sempre odiata in quanto cattolica praticante mentre loro amano la magia m a parte questo gli episodi più tristi che faccio a fatica a dimenticare che dopo l’aborto quandoo sono dovuta tornare a casa dall’ospedale e riposare lui non solo non mi dava alcun aiuto ma soprattutto mi ha menata due volte dicendomi che era un bene aver perso il figlionon c’erano soldi per mantenerlo e che mi dovevo levare questi tarli dalla testa.poi quando più volte ho provato a scappare per lasciarlo lui piangeva e diceva che non poteva vivere senza di me che sarebbe cambiato e avremmo avuto dei figli .poi dop l’episodio di stolking su sua pressione sono andata da una psichiatra perchè secondo lui dovevo fingere di essere deficente/scema per avere una pensione d’invalidità ma dopo tre sedute la dott.ssa mi a ha trovato serena e lui invece era dispiaciuto anzi la dott.sa lo ha rimproverato di stressarmi col lavoro e di lasciarmi tranquilla.ora dopo tre mesi che ci siamo separati per aver subito un aggressione daparte di sua sorella e di suo cognato per motivi ereditari siamo da circa un mese nella nuova casa insieme.questa purtroppo è la mia storia complessa a volte ho paura di stare con questa persona perchè non so proprio dove andare ,mi sento una fallita a causa sua ho rinunciato ai miei studi la mia famigla mi telefona a stento e non si cura della situazione iin cui mi trovo in quanto i meiei genitori dopo chemi hanno fatto sposare si sono lavati le mani una bocca in meno da sfamare.io purtopoo lìho minacciato che se non avessimo avuto rapporti avrei preferito suicidarmi davvero tanto la mia vita fa già schifo dover perdere anche l’ultima speranza e l’ultima cosa che le darebbe un senso avendo raggiunto 35 anni d’età è come se avessi un peso. se può midi aun consiglio sono troppo depressa e stanca secondo lei è meglio lasciarlo ? trovare una persona più giovane lui ha 42 anni forse mi impedisce di avere figli e altro e non ho i requisiti per denunciarlo di maltrattamenti la mia parola contro la sua la prego se può mi dia un consiglio.la ringrazio

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Carmela, la prima cosa da fare nella sua situazione è cercare un appoggio psicologico ( anche in consultorio), è importante che lei si rafforzi e lavori sulla sua autostima.
      Inoltre è di fondamentale importanza che lei si cerchi un lavoro, va bene un lavoro qualsiasi anche umile ma che le consenta di avere un reddito suo.
      In questo modo non sarà più ricattabile economicamente da suo marito che usa il denaro per controllarla ( questa è una forma di violenza psicologica) e avere un lavoro l’aiuterà a sentirsi più sicura di sè e a non isolarsi in casa.
      Credo infatti che non potendo contare sull’ appoggio della sua famiglia, lei debba imparare a reggersi sulle sue gambe per poter trovare la forza di lasciare suo marito.
      Minacci suo marito di denunciarlo se dovesse ancora picchiarla ( esistono anche dei centri gratuiti per le donne che stanno con uomini violenti).
      Sono d’accordo con suo marito solo su una cosa: avere un bambino in una situazione come questa sarebbe un grave errore per tutti.
      E non solo non risolverebbe i suoi problemi matrimoniali ma li peggiorerebbe.

  • alessia scrive:

    Ciao dottoressa,sono alessia e ho 18 anni,ho bisogno di un consiglio. Da tre mesi convivo con il mio ragazzo, all’inizio ero tranquilla perche pensavo che lui mi amasse davvero. Ecco, abitiamo al momento dai suoi zii, lui ha due cugine molto carine, e lui le guarda sempre. Io sono tanto gelosa,e litighiamo spesso per questo.cosa mi consigli? Grazie.

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Alessia non farne una tragedia, capisco che sia fastidioso, ma è un comportamento normale. Al limite comincia anche tu a guardare i bei ragazzi così magari il tuo ragazzo capisce e si corregge. Piuttosto non siete troppo giovani per convivere?

  • Simona scrive:

    Gentile dottoressa,
    sono una ragazza di 20 anni e sono con il mio ragazzo da 7. Essendoci fidanzati da ragazzini, la nostra storia è cresciuta insieme a noi. Purtroppo, da qualche anno, la situazione è peggiorata fino a raggiungere i livelli descritti nel suo articolo. Il problema è che la causa di questo amore malato sono io, sono io la persona possessiva e gelosa, sono la persona che non gli consente di vivere in modo tranquillo. Non ho mai fatto nulla per cattiveria, desideravo solo che lui fosse con me al 100% e che mi desse tutto se stesso.
    Da qualche mese, lui si è accorto di questa situazione e mi ha fatto presente che (giustamente) non sarebbe stato più disposto a sopportarla. Dopo questo suo sfogo, anche io ho preso consapevolezza dei miei errori, e abbiamo deciso di parlarne. Consapevoli di non poter stare insieme, e di non volere le stesse cose ci siamo lasciati. Però, io continuo ad amare lui, e credo che lui continui ad amare me, quindi ho capito che se vogliamo stare insieme, io devo correggere i miei atteggiamenti. L’ho contattato per poter parlare e stasera dobbiamo incontrarci. Sono consapevole del mio carattere morboso, sono consapevole dei miei errori ma ho paura di non essere in grado di cambiare. Spero che lui possa avere pazienza, ed essermi accanto in questo percorso, ma ho paura di non riuscirci. Conoscendo questo brutto lato di me, sono terrorizzata all’idea che lui possa incontrare un’altra ragazza migliore di me e lasciarmi. Sono molto insicura e faccio fatica a fidarmi, ma vorrei essere felice con lui e anche renderlo felice. Non vorrei però che se io fossi in grado di migliorarmi, lasciandogli la libertà di cui ha bisogno, lui poi non tenesse più conto di me, e si sentisse libero di comportarsi come se non ci fosse nessuno accanto a lui.
    Mi scusi se questo discorso è pieno di contraddizioni, ma questo è il mio stato d’animo al momento.
    Sono determinata a migliorare ma allo stesso tempo ho paura che un mio miglioramento possa portarlo ad allontanarsi da me (come se fino ad ora fosse stato il mio atteggiamento iper-possessivo a far si che non mi tradisse).
    Spero in un suo consiglio, e intanto la ringrazio anticipatamente.

  • Simone scrive:

    Buongiorno dottoressa! Le vorrei spiegare brevemente la mia storia, sono stato 1 anno e mezzo con una ragazza di cui ero innamoratissimo e lei diceva altrettanto, purtroppo però dopo un primo periodo felice sono iniziati a venire a galla dei problemi, per esempio lei non aveva più tempo per me, lavorava 10 ore al giorno, i week end passavamo poche ore assieme e non facevamo mai nulla di soddisfacente e di divertente assieme perché lei si riteneva stanca e stressata per i suoi motivi, erano diventati pochi i momento in cui parlavamo, ci telefonavamo, non facevamo più progetti almeno lei, purtroppo tutti i miei tentativi di dialogo e di spiegare il problema non sono serviti perché lei non accettava il problema, diventava sempre più fredda e distaccata e io in ogni modo cercavo sempre di più di poterla rendere felice e di essere gentile ma ogni volta mi sentivo sempre di più frustrato perché vedevo che davo 120 e ricevevo 30. Erano diversi mesi che avevo intenzione di lasciarla ma credendo sempre che avrei potuto riuscire a cambiarla e renderla una persona più amorevole e più interessata al partner mi avevano il illuso, il fatto è che anche ogni mio tentativo di lamentela risultava vano perché ero io quello che veniva accusato di essere troppo infantile e pretendere delle attenzioni che lei non poteva darmi, che lei amava in quel modo e che quello che poteva fare lei lo faceva ma non poteva di più. Ero diventato l’ultima cosa più importante dopo tutto il resto. Questo mi aveva portato a diventare infelice e depresso e ad accumulare una rabbia interiore che poi alla fine ho dovuto esternare dicendo chiaramente a lei con decisione e anche un po’ di cattiveria tutto quello che pensavo e ora nonostante ci siamo lasciati e questo reputo sia la cosa più giusta, mi fa soffrire ancora perché sono innamorato di lei. Lei cosa ne pensa?

    • Anna Zanon scrive:

      Buonasera, penso che la sua ex ragazza avesse paura dell’intimità o fosse addirittura una narcisista, incapace di tener conto delle sue esigenze. Una volta concretizzatosi il rapporto, ha impedito alla storia di crescere, sovraccaricandosi di impegni che le permettevano di mantenere una distanza di sicurezza da lei.
      Ha fatto bene a lasciarla, se era cosi dopo appena un anno e mezzo ( quindi in una fase ancora iniziale della relazione), come l’ avrebbe trattata tra 5 o 10 anni?

  • Ferdi scrive:

    Buonasera, volevo dare il mio contributo in merito all’articolo. Ho da poco lasciato una ragazza peruviana, conosciuta prima su Facebook e con la quale si era instaurato un rapporto molto dolce e intimo, aiutandoci nei momenti delicati (eravamo appena usciti da altre storie andate male, e la mia era di convivenza). A poco a poco è nato un sentimento molto speciale. Quest’anno lei è venuta in Europa a lavorare e c’eravamo promessi che ci saremmo visti per la prima volta dal vivo, dopo tanti anni. Appena giunta abbiamo aumentato il numero dei contatti telefonici ed abbiamo cominciato ad avere i primi problemi, dovuti principalmente al suo progressivo aumento di alti e soprattutto bassi, che sfociavano nel mutismo telefonico,nel silenzio,nell’iniziare una conversazione anche scritta. I miei perchè rimbalzavano nei suoi “non so” o “nulla” e non spiegava mai cosa la portasse tanto in basso. Scoprii a poco a poco della sua crescita senza genitori, dei suoi fantasmi del passato. Ho provato ad aspettarla mesi, dispiaciuto e sofferente del suo silenzio che durava una notte o un giorno, o tre , nei quali vedevo che comunque si sforzava di farsi notare presente. Ho perso tante forze, tanta energia psico-fisica, tendevo a dirmi che dovevo aiutarla,dicevo a lei che l’avrei aspettata anche in maniera molto romantica.Lei “guariva” e poi ripiombava in questo stato, a volte anche più volte alla settimana. Anche dopo che ci siamo visti, non è cambiato molto questo aspetto, alternandolo con un crescente amore nei miei confronti a parole. Giustificavo il suo background sfortunato familiare e non, mi dicevo che sarebbe stato un grande amore. La verità è che mi stavo ,scusi il termine,spersonalizzando, dando senza mai ricevere davvero serenità in cambio.Parlavamo di futuro ma poi lei diceva che voleva tornare in Perù ed aveva paura che tutto potesse finire. Poi mia madre è stata male e sono crollato, ed ho capito che era una storia malata, che non avrei potuto gestire tale doppio sforzo. So di averla fatta soffrire nel lasciarla, anche in modo che non mi aspettavo, ma stavo davvero male, perchè lei non voleva finire, nonostante sapesse il mio bisogno di serenità. Ho 36 anni e lei 26, credo nell’amore ,non solo quello a parole, ma quello dimostrato con i fatti, da ambo le parti. Cordiali saluti,ferdinando.

    • Anna Zanon scrive:

      Caro Ferdi, credo che la spiegazione sia molto semplice. Voi vi siete innamorati virtualmente ma gli amori virtuali rischiano di non reggere l’impatto con la realtà che si dimostra diversa dalle aspettative e dalle fantasie. Inoltre nel caso della sua ex, c’era anche la difficoltà di vivere in un paese straniero, lontana dagli amici e dagli affetti, facendo magari un lavoro poco gratificante.
      Forse poi la sua ex si aspettava una proposta di matrimonio o qualche proposta più concreta da parte sua..

  • alice scrive:

    Salve Dottoressa. Volevo contribuire al dibattito con la mia recentissima esperienza.
    Sono uscita di recente da una storia di due anni che è iniziata come la più sana delle relazioni ed è finita nel modo peggiore: il tradimento.
    Quando io e lui ci siamo innamorati è accaduto tutto molto naturalmente. Siamo stati amici, prima di “trovarci”. L’amore cristallino che lui mi ha dimostrato durante i primi mesi è stato così luminoso da spaventarmi, da farmi temere di non essere all’altezza di un sentimento così pulito. Io soffrivo di crisi di panico da parecchi anni, tendevo per questo ad oscillare tra totale apatia ed euforia esplosiva, ero instabile e soprattutto, particolarmente misantropa. Rendermi conto di ricambiare il suo sentimento mi ha gettato in una crisi profonda: avevo paura di soffrire, avevo paura di essere giudicata per colpa delle mie crisi e, soprattutto, temevo di far soffrire lui con la mia instabilità. Mano a mano, però, le mie paure hanno ceduto davanti alla sua forza incrollabile. Mi sono aperta, mi sono fidata, mi sono lasciata aiutare e ho ricambiato il suo amore con la stessa purezza. Eravamo entrambi sostegno e gioia l’uno dell’altra. L’unico neo era una certa ritrosia, da parte sua, a parlare delle sue, di paure e debolezze. Sapevo soltanto che la madre aveva abbandonato la sua famiglia quando lui aveva circa 16 anni. Inizialmente ho attribuito la cosa alla sua naturale riservatezza; diceva che non era necessario parlarne, perché i suoi “mostri” li aveva già affrontati. Col tempo, però, si sono accesi dei campanelli d’allarme. Ha cominciato ad essere scostante, apatico, frustrato… e io ho inizialmente attribuito questo suo cambiamento alla cosa più ovvia: non mi ama più come prima ma non vuole ammetterlo. L’ho lasciato dicendogli che non potevo stare con lui, se non ricambiava più il mio amore. Dopo pochi giorni, però, lui è ritornato: “Non è vero! Io ti amo! Sei la persona che mi rende migliore, che mi solleva da tutto quello che mi butta giù. Sono stato scostante, è vero, ma ti chiedo perdono e ti prometto di tornare ad avere cura di te”. Che dire? Mi sono gettata tra le sue braccia più felice che mai ma gli lancio un avvertimento: “sii sincero con te stesso, prima che con me. Altrimenti soffriremo di nuovo. E io non voglio!”. La relazione però non migliora. Io cerco le cure che mi aveva promesso e non le trovo, mi dice che ha problemi al lavoro e attribuisce a questo il suo continuo distacco. Mando giù il dolore e mi faccio forza per stargli vicino: “E’ stressato, è stanco, devo essere paziente e sostenerlo”. I problemi al lavoro si risolvono e lui non migliora. Lo vedo sempre più infelice, sempre più frustrato. Smette di suonare, di uscire, non fa altro che dormire e giocare ai videogiochi, a malapena trova la voglia di stare insieme a me. Io decido di mettere da parte la dolcezza e provare a scuoterlo: “Reagisci! Risollevati! Facciamo questo, ti porto a vedere quest’altro! Parlami, sfogati! Se stai male dentro, perdio, butta fuori! Io sto qui e ti chiedo solo di farti aiutare!”. Niente. Un muro di piombo che mi vomita addosso: “Sei paranoica! Io non ho niente! Non c’è nessun problema, non devo parlare di niente! Più fai così più mi metti ansia! Poi è evidente che non riesco più a stare sereno con te!”. Ci arrabbiamo, ci parliamo, facciamo pace e ci diciamo di darci una calmata: lui deve dire cosa ha dentro, io devo farmi meno paranoie. E poi mi tradisce. Con una ragazza con la quale ci eravamo concessi un menage a trois. Non essendo una persona cattiva si auto convince che, dato ciò che era accaduto tra noi tre, se andava con lei quando io non c’ero, non era tradimento. Me lo dice come se niente fosse, complice l’alcol. La mia reazione fa crollare il suo castello di carte, si rende conto della gravità del suo errore. Ma è tardi. Lui dice di amarmi alla follia, di aver fatto una stronzata. Lo lascio. E i motivi sono due: 1) La sua depressione lo ha portato a tradire la persona che ama (ci credo, che mi ama) perché lo pressava per guardarsi dentro quando lui si rifiuta. 2) Mi ha tradita.
    Che cosa è successo alla nostra relazione? Potrà mai ripulirsi per tornare ad essere sana e bella come all’inizio, se lui affronterà i suoi mostri?
    Sento di dover andare avanti… ma sarebbe giusto per me dargli una seconda possibilità, se lui tornasse da me dopo aver affrontato una terapia da uno psicoterapeuta, come ha intenzione di fare?
    Grazie per la pazienza :)

    • Anna Zanon scrive:

      Grazie per il complimento..La mia risposta, però, potrebbe essere diversa da quella che si aspetta e le chiedo anticipatamente scusa se qualcosa dovesse irritarla.
      Che cosa vuol dire che vi siete concessi un menage a trois? Desiderato da chi? Da lei, dal suo ragazzo, da entrambi? Fare l’amore è il contatto più intimo che si possa avere con una persona.
      Quando una relazione contempla in una cosa così importante come la sessualità la presenza di un altra persona non è già più ,per contratto, una relazione esclusiva: vuol dire mettere una terza persona di mezzo con tutte le conseguenze del caso.
      Inconsciamente lei si è messa nelle condizioni di farsi tradire dal momento che ha accettato di condividere la vostra intimità con un altra donna.
      C’è anche da chiedersi come mai una coppia innamorata e che sta insieme da alcuni mesi senta il bisogno di avere certi diversivi: per esorcizzare la paura del tradimento? paura dell’intimità?

  • MANU scrive:

    La ringrazio e la saluto.

  • MANU scrive:

    Buon giorno Dottoressa, le volevo raccontare la mia esperienza perchè in questo momento sto soffrendo molto, e visto che il mio lavoro è simile al suo avrei bisogno di qualche suggerimento.
    Ho chiuso a quanto pare una relazione con ragazzo un po piu’ che trentenne come me.
    Io prima di lui convivevo, ed il mio rapporto è finito quando mi sono accorta che il mio convivente era ancora immaturo per creare una vera e propria famiglia.
    Quando ho conosciuto il mio attuale compagno ero molto fragile, perchè non mi fidavo più di nessuno e non volevo innamorami nuovamente della persona sbagliata.
    Ma lui che usciva da una storia travagliata, è stato comprensivo ..mi ha ascoltata..coccolata ,,e nei primi venti giorni è stato tutto una favola..
    Sino a quando non è venuta a trovarlo un’amica che si era lasciata anche lei, ed in precedenza, lo aveva aiutato a superare il dolore per la rottura con la sua ex.
    Quindi lui le stava vicino, questa ragazza è venuta per soli tre giorni…lui me l’ha solo presentata stavano sempre da soli, lui con me era freddo e dava attenzioni solo a lei che, nel frattempo era venuta a trovarlo con la speranza che tra loro potesse nascere qualcosa.
    Questa amicizia così particolare…mi ha fatto allontanare perchè il suo comportamento l’ho trovato poco chiaro e scorretto..lui mi ha spiegato che non voleva fargli ulteriormente male..e che il fatto che me l’aveva presentata voleva dimostrare che era solo un’amica…
    Provo a fidarmi…perchè decidiamo di stare insieme ufficialmente. Lui prima di conoscere me, aveva programmato un viaggio in Spagna perchè è un motociclista..con una seconda amica..con la quale non è andato perchè stava con me. In Spagna è andato da solo e inizialmente, che doveva andare con una seconda amica, me lo ha detto solo al suo ritorno, perchè non voleva che io mi preoccupassi per una cosa che non ha fatto.
    Ci sono rimasta male, perchè anche questa volta mi ha messo ha fatto compiuto…della serie ti devi fidare…ho fatto questo e tu ti devi fidare.
    Ma io penso che la fiducia si debba conquistare e non dare per scontata, ma visto che portavo delle cicatrici ho provato a dargli fiducia.
    Sono andata a casa sua, perchè lui non vive dove vivo io, era capitato nel mio paese per un corso, voleva cambiare la sua vita, perchè anche lui soffre molto, si ritiene una persona egoista che forse non sa mare o non ha mai amato…ma quel corso lo ha portato a conoscere me.
    Mi ha presentato i suoi genitori e siamo finalmente usciti con la sua amica (la tipa che era venuto al trovarlo nel mio paese) che però non ha fatto niente per venirmi incontro, si comportava come una donna poco matura , le stava molto addosso e le dava anche pacche nel sedere di fronte a me.
    La loro amicizia mi ha reso insicura ed il comportamento di lei mi ha irritata molto, perchè l’ho trovato poco maturo e stupido.
    Lui mi ha chiesto di sopportarla perchè stava passando un brutto periodo era confusa.
    Ritorniamo al mio paese insieme aveva altri due mesi di corso e ci ritroviamo a viverli insieme nella mia casa..tutto è andato bene ..c’era amore rispetto ..collaborazione.
    Al momento della partenza eravamo devastati..ma contenti di esserci trovati..abbiamo deciso di aspettare il suo trasferimento e ovunque lui andava io l’avrei raggiunto.
    Il primo mese tutto ok, l’ho raggiunto, 4 giorni fantastici e mentre ero da lui scopro che aveva altri 13 giorni liberi…mi dice che lo aveva deciso all’ultimo perchè dove è originario lui (lui non lavora dove è nato ma in un’altra città che dista dal posto dove lavora solo tre ore) c’era un nuovo corso che voleva provare.
    Ci son rimasta male perchè, come al solito, non mi aveva detto niente, mi aveva messo a fatto compiuto come sempre e soprattutto potevamo stare più insieme.
    Da li ripartono le mie paranoie, paure che gli faccio notare e pesare…lui mi risponde che sono lontana io e la sua famiglia…che come al solito è un egoista e che non fa contenta ne me e la sua famiglia.
    In quei giorni è sempre uscito tutte le sere e stava spesso con la sua amica…il corso era solo di due giorni.
    Dentro di me qualcosa è cambiato, sono diventata ancora più insicura e paranoica.
    Ci vediamo per Natale su 8 giorni con me ne passa solo 4…belli intensi.
    Abbiamo parlato e visto che lui ha più di un’amica gli ho chiesto se era possibile uscire con quelle più strette…e di evitare con tutte di andare a cena fuori da solo…insomma non gli ho detto di non vederle ma di limitarsi un pò…gli ho chiesto di stare più giorni con me quando era possibile..perchè ci siamo conoscendo e siamo adulti e non più ragazzini.
    Mi risponde di si..e mi dice che si sente in colpa perchè lui non si comporta così per male..che vuole tutto..me, le amiche, gli amici…perchè riconosce di essere egoista e di aver perso molte donne per questo.
    Mi dice anche che non è ancora innamorato o che non lo sa, ma che sta bene con me ..e sta bene anche quando siamo lontani anche se gli manco.
    Questa sua confusione mi ha fatto sentire ancora più triste fragile ed insicura.
    Riparte ..con le lacrime agli occhi un abbraccio forte tanto che non riuscivamo staccarci….Io mi incontro con un mio amico esco con lui e altre persone…il telefono si rompe e lui che non sa che fine ho…. fatto s’innervosisce..l’indomani cerco di spiegarglielo…mi tratta con insufficienza…mi risponde ai msg a malapena…Allora mi adiro e gli chiedo che ha…e lui mi risponde che era in giro con una sua amica e non aveva sentito il telefono e se volevo lo potevo chiamare…
    Mi sono sentita ferire…per l’ennesima volta messa a fatto compiuto…ho gridato contro di lui con pianto …ho detto cose veramente pesanti.
    Lui si è spaventato per come mi ha fatto stare e per come mi rende fragile e visto che si sente insicuro vuole stare solo.
    Dice che lui è una persona egoista e si merita di stare solo come un cane..deve capire ciò che vuole.
    Io sto male perchè ho esagerato, ora non sò proprio che pensare…
    Cordiali saluti.

    • Anna Zanon scrive:

      Provo a buttare li un ipotesi ma la prenda con il beneficio del dubbio: lui è un pò narcisista e un legame esclusivo lo spaventa. Deve avere sempre una via di fuga: non è che tradisca ma deve avere la conferma di poter avere delle alternative nel caso il rapporto diventasse troppo noioso o soffocante.
      Le sue amicizie femminili sono erotizzate : non c’è sesso ma lui si comporta in modo seduttivo e flirta con le sue amiche. Lui non le illude esplicitamente ma lascia loro credere che ci potrebbe essere qualcosa.
      Lei ha intuito che non si tratta di amicizie pure e semplici ma di amicizie erotizzate e giustamente questo l’ha tesa insicura.
      Lui vorrebbe avere tutto il legame ma anche la libertà, un rapporto esclusivo ma nessun obbligo o responsabilità.
      Temo che messo nelle condizioni di scegliere sceglierebbe la libertà

  • MANU scrive:

    Io la ringrazio molto…e credo che mi farò aiutare, perché non volevo ritrovarmi così, mi stavo rialzando prima di conoscere lui. Ed ora sono nuovamente a terra, il mio lavoro mi porta ed essere empatica e ad avere pazienza, ma forse quando si tratta delle mie relazioni, dovrei imparare a stare con gente più stabile e sicura .
    Ancora Grazie.

  • Stella scrive:

    Salve dottoressa,
    sono una ragazzina di 15 anni e da come si può capire, sono ancora piccolina per saper il significato della parola “amore”.
    Conosco un ragazzo.. mi ha colpito molto e anche io le sono piaciuta subito, allora abbiamo deciso di incominciare a sentirci.. bene, ci sentiamo da 4 mesi e mezzo, ci vediamo spesso, ci diamo qualche bacetto.. ma che aspetta a chiedermelo? Io a lui mi ci sono affezionata tantissimo, lui dice di amarmi e anche io quando stiamo insieme sento di amarlo, mi fa stare troppo bene! I suoi amici mi hanno detto che ha vergogna a chiedermelo perché non ha mai avuto una ‘relazione’ stabile prima d’ora r che ha paura di un mio rifiuto. Se mi ci sento da più di 4 mesi è ovvio che la mia risposta sia si, altrimenti sarebbe già finita! Io glielo fatto capire in mille modi che vorrei stare con lui, perche esplicitamente non voglio dirglielo, non vorrei si sentisse costretto dopo avergliene parlato.. Litighiamo spesso,quasi sempre per le solite cose.. soprstrutto per la gelosia.. a volte mi parla di altro dicend che sono carine, a me da fastidio, lui dice che l’ho fa apposta per farmi ingelosire e che se mi da fastidio non lo fa più.. ma a volte continua
    Ah poi con lui è impossibile parlare dei nostri problemi in faccia, cerca sempre di evitare cambiando discorso.. non so il motivo. Io i problemi non voglio risolverli per messaggio..
    Grazie mille se perderai un po’ del suo prezioso tempo per rispondermi, se lo farà gliene sarò davvero grata! Buona serata :-)

  • Arianna scrive:

    perchè ci mette così tanto il mio commento ad essere pubblicato?

    • Anna Zanon scrive:

      Vediamo di chiarire qualche cosetta cosi rispondo anche a Kira e anche ad altri . Se lei si prende il disturbo di leggere, ai piedi di ogni articolo c’è scritto chiaramente che la risposta non è assicurata. Perchè? Non perchè sono brutta e cattiva ma perchè ricevo così tanti commenti che non riesco umanamente a leggerli tutti.
      Infatti trattandosi di un servizio gratuito, come potrà immaginare, faccio altro per vivere e si suppone che io abbia anche una vita privata.
      Il punto è che trattandosi di un servizio gratuito, in cui non vengo pagata, non c’è alcun obbligo da parte mia nel risponde..specie in tempi brevi.
      Questo suo atteggiamento di pretesa ( tutto subito!) è proprio fuori luogo e mi fermo qui!

  • ludo scrive:

    buongiorno.
    Scrivo perchè mi sento molto triste e confusa.ed ho bisogno di capire per superare.la mia storia inizia circa un anno e mezzo fa. meravigliosa all’inizio. meravigliosa perchè molto intensa ma forse, col senno di poi, già fin dai primordi segnata da una vena patologica destinata ad acuirsi col tempo, superata la fase dell’innamoramento, degenerando poi di fronte a tutte le problematiche della “vita reale”.
    Spero di riuscire ad essere sufficientemente riassuntiva ed esaustiva anche se vorrei riuscire a dare un quadro il più completo possibile così da poter ottenere valutazioni il più oggettive possibile ( io è da tempo che spreco energie in valutazioni ed analisi ma non so se giuste o travisate, sicuramente soggettive dato il mio attuale coinvolgimento).
    Ecco. Primo periodo intenso, idilliaco. lui diceva di aver perso la testa. mi faceva star male di tanto in tanto con le sue bizze ma le giustificava con il troppo amore. era geloso di tutto, mi voleva tutta per se, faticava persino a condividermi qualche sera a settimana con i miei amici. mi tacciava di freddezza, di chiusura, non si fidava di me e diceva che non parlavo, non raccontavo di quel che facevo etc. etc. a me sembrava così evidente la mia presenza che non riuscivo proprio a capire da dove provenissero tutte queste ansie e lamentele. io dal canto mio ho cercato sempre di tranquillizzarlo. è strano il mio sentimento perchè da un lato soffrivo molto per le sue scenate, per la sua capacità di rovinare tutto, dall’altro però irrazionalmente nella mia testa stupida infantile e malata era come se queste scenate confermassero l’intensità del suo amore, come lui stesso asseriva; mi disturbavano ma allo stesso tempo mi lusingavano. era ossessionato dalla paura di perdermi, mi sognava tutte le sere con altri uomini; così le ho sempre giustificate. non riuscivamo a stare lontani. lui diceva di stare male fisicamente quando era lontano da me. persino quando mi assentavo per andare in bagno. io non lo dicevo ma per me era lo stesso. tutto questo comprometteva anche il mio lavoro. sempre meno presente, sempre meno volenterosa. da un lato ero spaventata anche da me stessa, dall’altro era bellissimo, era come essere tornata una quindicenne. era bellissimo baciarsi continuamente, non riuscire a staccarsi un secondo, ma dall’altro non la vivevo bene. avevo la mia vita. un po’ folle. con alti e bassi. momenti di depressione. ma mia. ero autonoma. riuscivo più o meno a contare solo su me stessa. ero destabilizzata. mi odiavo. avrei voluto scappare. ma non riuscivo a fare a meno di lui e del nostro amore. gliel’ho fatto anche presente e siamo stati una notte intera a parlarne. poco dopo risolviamo queste difficoltà con la convivenza e quasi contemporaneamente lui lascia il lavoro. dice che vuole stare con me, non ce la fa a stare lontano da me. che stupida. non glielo avrei dovuto permettere. ma ero offuscata da quello che nel bene e nel male si fregiava dell’intensità di un amore folle, un idillio. fatto sta che anch’io che inizialmente riuscivo a mostrarmi più razionale (ma fingevo) inizio ad allentare i ritmi lavorativi, mi balena l’idea di poter lavorare con lui, di potergli dare una mano a tirare su una società in difficoltà sfruttando la mia esperienza nel commerciale. Arrivo a mollare anch’io il lavoro. dopo un mio momento di crisi depressiva, iniziamo a ristrutturare casa (idea sua) e cerco di iniziare a lavorare per lui. ma non arrivano grandi risultati e demordo subito. poco forte, poco determinata. me lo rinfaccia. ci è rimasto male. ed ha ragione. ma lui certo non ci ha mai messo del suo per cercare di darmi una spinta. sempre pessimista. più volte gli ho chiesto di accompagnarmi, a titolo di sostegno. ma lui è venuto una volta sola, perchè lui non è commerciale, sennò faceva tutto da solo, è antisociale, è un topo da biblioteca. pure pessimista.e forse aveva ragione. a ognuno le sue mansioni. non potevo sperare di trovare quella forza e determinazione che mi mancavano in lui. così mi sono buttata a capofitto sulla ristrutturazione.mi sono ritrovata a ristrutturare tutta la casa da sola, perchè lui aveva mal di schiena, perchè io ero troppo maniacale e non gli davo sufficientemente spazio quando prendeva un’iniziativa.sulla mia maniacalità gli do ragione ( ho un’indole tendenzialmente depressa e compulsiva), il mal di schiena è stato scientificamente provato, ma il resto? boh. ma la nostra unione era ancora forte. al di sopra di tutto. mi vengono delle idee per nuovi progetti che lui appoggia e sostiene. li porto avanti. ma tutte le volte che entro in difficoltà e mi butto giù sento che lui non riesce a prendere la situazione in mano e starmi vicino, mi sento un peso, mi sento sola. è vero. io tendo alla depressione all’abbattimento, non ho un carattere particolarmente forte, credo, non sono una persona facile, ma è un reato cercare comprensione e vicinanza dal tuo compagno senza doverti sentire una deboluccia di merda. lui dice di farlo ma che io non mi accorgo di niente. anche lui ha molti momenti no ed io cerco di stargli vicino a modo mio: un biglietto carino la mattina, un regalo, una coccola. ma lui dice che io non faccio niente di diverso da quello che fa lui. sarà vero? bah non ci capisco più nulla. lui trova un lavoro estivo. ha bisogno di una macchina. potrebbe bastare un motorino. visto che una macchina c’è già. ma lui la vuole e gli presto i soldi per comprarla. fondamentalmente gliela compro. nel frattempo i debiti aumentano ed io, grazie alla mia famiglia, lo mantengo. la sua famiglia inesistente. non importa. la famiglia è importante e lui nonostante si renda conto di tutto continua a perdonare, anche su mio consiglio. parlando con lui cerco sempre di portarlo al perdono e alla volontà di non cancellare le proprie radici, di provare a salvare e migliorare i rapporti difficili. io dal canto mio, mi comporto sempre con grande cortesia e cordialità. anche se in cuor mio penso che i suoi genitori siano dei grandissimi stronzi ed anche poco dignitosi, dato che lasciano, facendo finta assolutamente di nulla, possibilmente andandosene in vacanza o comprando un nuovo motorino,che il figlio venga mantenuto da altra famiglia, dando un contributo veramente infinitesimo.mi chiedo. non si vergognano? comunque mi sono sempre guardata bene dal dirlo a lui anche quando era lui stesso a dirlo.mi sono sempre tenuta tutto dentro ed ho spinto perchè lui non maturasse astio o tagliasse i rapporti.ora mi sono sfogata! il problema però non è questo. lui inizia a lavorare con la paura che la sua assenza mi allontani da lui. mi chiama per sapere dove sono, cosa faccio. ma non è così. io mi trovo dal canto mio in grande crisi perchè non so che fare della mia vita, come reinventarmi, improvvisamente senza di lui. lui è sempre stanco, torna dal lavoro e dorme. non vuole rotture di scatole. e la mia depressione è una rottura di scatole. decido allora di darmi da fare per uscire da questo stato e avvio un’attività. lui non c’è. è stanco, stressato dai debiti. quando smette di lavorare è leggermente più presente. mi sostiene ma non come vorrei io. vorrei che fosse più presente anche fisicamente. nel frattempo io ho allentato moltissimo i rapporti con tutte le amicizie. quando esco, lo faccio senza di lui, perchè lui non vuole venire.odia i miei amici ( più che amici, diciamo compagni di uscite), dice che mi prendono per il culo e che preferisce stare da solo che frequentare persone di m…. Esce solo il venerdì, tutti i venerdì con un suo amico di vecchia data per l’usuale partita alla playstation. cosa che a me non va molto giù così come non mi va giù dover sempre uscire da sola e dovermi sentir porre la domanda: “ma davide dov’é?”.nel frattempo continuano i nostri alti e bassi, di umore e all’interno della coppia. a questo giro sono diventata io la morbosa rompiballe bisognosa di conferme. lui sbrocca continuamente perchè ha i suoi problemi e vuole stare in pace ed io invece di farlo stare in pace gli rompo le scatole continuamente. sono infantile e non vedo le cose. sarà?. se non mi dice parole dolci, non mi fa mai un complimento è colpa mia, prima perchè ero fredda, ora che non sono più fredda, perchè storco la bocca quando mi dice le cose ( certo su richiesta e come se stesse leggendo la lista della spesa). mi prende in giro anche in maniera pesante. il nostro è sempre stato un rapporto giocoso. anch’io l’ho sempre preso in giro. io stessa, quando sono in vena, sono una persona a cui piace prendersi in giro e scherzare su di se, ma c’è modo e modo. soprattutto momento e momento. credo. nel frattempo continuo a finanziare spese, cene, teatri e vacanze. un fine settimana andiamo via qualche giorno ma io mi sento in colpa perchè sto spendendo soldi. litighiamo perchè io chiedo conferme e rompo i co…….poi l’ultima sera quando stiamo per tornare a casa dopo un lauto aperitivo, lui dice di non aver voglia di tornare a casa e andiamo a cena fuori. ma io mi sento in colpa. lo so razionalmente una cena non cambia il bilancio della vacanza. ma mi sento in colpa. lui vuole mangiare primo, secondo e terzo. io lo invito, molto subliminalmente, per non ferirlo nell’orgoglio a consumare una portata a testa. non l’avessi mai fatto: una scenata isterica, sono una merda, vile, schifosa che lo porta a cena e poi non lo fa mangiare. che glielo dovevo dire subito con sincerità. esce tanta di quella cattiveria dalla sua bocca e anche una patta. è fuori di se. il giorno dopo se ne va. lui mi minaccia sempre di andarsene oppure se ne va. coglie la mia ansia d’abbandono e fa perno su quella. tanto io lo richiamo sempre. quando poi cerco un dialogo per cercare di illusstrare i miei problemi, le mie lacune, le sue, la sua risposta è la seguente: io sono così se ti va bene sennò lasciamoci e trovati un’altro. questo significa mettersi in discussione, costruire un dialogo, una comprensione, ed evolversi all’interno della coppia? non credo. ma forse non lo faccio nemmeno io o non lo faccio abbastanza. e vorrei capire se magari il problemaa non sono davvero io, senza rendermene conto. d’altronde io sento che questa persona mi sta facendo del male ogni giorno di più, forse ci stiamo facendo del male, ma non riesco a staccarmene o a lasciar correre, lasciarlo andare. perchè? a volte mi auguro persino di innamorarmi di qualcun’altro per potermi staccare da lui. ma ciò non avviene. io non contemplo altri uomini perchè il mio cuore è ancora suo. beh giungiamo dunque alla tranche finale. dovevo essere riassuntiva…invece…pardon…non ce l’ho fatta. il venerdì usciamo separatamente. lui con il suo amico ed io con i miei. ricevo anche delle avances, mi diverto, ma non me ne può fregare di meno. ci troviamo la sera a casa. dopo qualche chiacchiera, lui dice di essere tornato prima del solito perchè l’amico aveva dei problemi ed io gli rispondo che quando io chiedo a lui di tornare prima, lui non fa mai uno sforzo. non l’avessi mai detto. si alza e se ne va. perchè sono una rompib. è vero la sono. ma che faccio di male se mi aspetto ogni tanto che lui decida di sua sponte di non andare o di tornare un po’ prima e se rompo un po’ quando non lo fa? è vero non esce mai, è giusto che esca ed è giusto che mantenga questa amicizia, visto che non ha amici, nonostante quel suo amico non mi vada proprio giù. è morboso. anch’io un pò lo sono forse diventata. indi posso stare zitta. ma sono la fidanzata, non un’amica. è proprio necessario timbrare il cartellino tutti i venerdì? forse esagero. ogni tanto mi ravvedo, ogni tanto mi arrabbio. fatto sta che lui l’ha sempre vinta e la sua risposta a tutto ciò è la seguente:” ho quarant’anni e faccio quello che mi pare. nessuno mi da ordini”. ma che razza di risposta è? venire incontro ad un’esigenza dell’altro, pur se bizzarra, stupida o infantile è prendere ordini?poi penso che se non lo fa è perchè non ha voglia di farlo e non mi va di “rovinare un suo momento”, come dice lui, e farei bene a stare zitta: mi sento in colpa. vorrei essere una donna diversa. il sabato torno dal lavoro e facendo finta di niente gli dico che ci hanno invitato ad una cena ma che se ha voglia possiamo andarcene da qualche parte insieme. ma lui è depresso, ha i debiti, si vuole suicidare, cosa che ripete già da qualche tempo. non ha più voglia di niente. e io dico. ma allora noi non contiamo niente? e lui risponde: ma che c’entra! si mette a dormire. io vado alla cena con un dolore pazzesco nel cuore, ma so che, rimanendo a casa peggiorerei le cose. così faccio violenza su me stessa, vado alla cena, torno presto nella speranza di poter tornare e ricucire tutto. anch’io sono molto depressa. ma io non ne ho alcun motivo, come dice lui. lui ha problemi seri e in parte è vero. ma io più di così non riesco a fare. forse non ho le spalle abbastanza forti. ce la metto tutta per regalargli la solarità di cui ha bisogno. ma poi crollo anch’io. e lo deprimo di più. torno, mi siedo sul divano con un sorriso e aspetto un suo cenno. glielo dico anche che sto aspettando. lui fa il sostenuto, prende e va in camera a letto. dovevo lasciarlo fare ma non ce l’ho fatta. lo seguo con ancora la speranza di trovare uno spiraglio per sistemare tutto. invece dopo un momento di suo sfogo e apertura degenera. .dice delle cose che mi fanno arrabbiare, che purtroppo ora non ricordo. sono arrivata persino a picchiarlo ma non perchè avessi perso la testa… ero lucida. volevo che capisse tutto il male che mi stava facendo. e forse io a lui. gli ho detto che gli auguravo tutto il peggio del peggio perchè non si meritava niente. poi lui se ne è andato pronunciando delle parole che risuonano come pugnalate. bagascia troia crepa . dopo non più di cinque minuti ero già fuori di me. ero preoccupata. avevo paura che facesse un gesto inconsulto. lo chiamo. non risponde. prendo la macchina lo vado a cercare. gli dico persino che ho fatto un incidente per cercare di distrarlo da ipotetici pensieri suicidi. mi chiama. ci ritroviamo. ci riappacifichiamo. mi dice che non devo andare in giro con la nebbia o farlo spaventare. lui stava solo andando a fare una passseggiataa in montagna. figuriamoci. certo dopo che uno ti ripete per giorni che si vuole suicidare che niente ha più senso che ha già pensato al luogo e al modo. povera cretina che non sono altro. ma non è finita qua. ogni tanto mi fanno male le gambe e quando la sera guardiamo un film, allungo i piedi sulla sua poltrona. mi chiede se posso evitare di mettergli i piedi in faccia che tra l’altro puzzano. cosa assolutamente non vera. glielo faccio presente e gli faccio presente che invece di dire: ” si tesoro allunga pure le gambe se mi fanno male” o al limite ” prima vatti a lavare i piedi!”lui si rivolge così, senza contare che in una convivenza, ovviamente nel rispetto dell’igiene reciproco, può capitare, che a me è capitato spesso, ma senza grandi fastidi o cattiverie. mi offende. gli dico che è un verme. vomita cattiverie con un odio pauroso.cattiverie a ferirmi. cattiverie sul mio aspetto fisico. gli faccio schifo anche come donna. gli dico che potrei prenderlo a male parole anch’io ma non lo faccio perchè non ne ho bisogno. ripeto verme. quello si. non sono riuscita a trattenermi.sono sempre stata una bella ragazza, anche piacente, e lui lo sa. perchè mi ferisce continuamente anche sotto questo profilo. mi chiedo’ forse gli faccio schifo veramente? una volta mi vedeva bellissima e ora gli do il vomito? com’è possibile?perchè?lui se ne va a letto. guardo un po’ di televisione e lo raggiungo. l’indomani se ne va senza proferire parola. io vado al lavoro. poi lo chiamo. mi dice che è dai suoi, che ha da fare e che tornerà in serata.vado fuori di testa. penso che sia con un altra. vorrei trovare le prove. le cerco. non riesco più a fidarmi di questa persona, di quello che è. perchè? davvero vorrei che le mie congetture si rivelassero realtà. forse per mettere fine a questo martirio. ma purtroppo anch’io in cuor mio so che non è così. lui non mi tradisce. glielo faccio presente quando rientra. ecco la solita rompi…e anche cretina. io so benissimo che non è questo il problema. già lui non capisce, non si rende conto di niente. così facendo gli do l’ennesimo pretesto per farmi passare per la rompi che lo stressa per cavolate in un momento difficile. soliti discorsi. basta. facciamola finita. me ne vado. se ti vado bene, sennò ciccia. sei fredda, sei depressa, tu che non ne hai nessun motivo e mi deprimi, mi irriti o mi rompi in un momento in cui ho bisogno di stare tranquillo. mi sento veramente una rompi, una donna di m.poi ci riappacifichiamo. dobbiamo andare ad una cena. ah già è venerdì e per farlo presenziare l’ho fatto chiamare personalmente dal mio amico. non è andato dal suo amico. è già qualcosa. andiamo alla cena. lui è timido. ma si scioglie un pò. è un po’ ubriaco. fa diverse battute su di me e su di noi alla raimondo vianello con i miei amici. ma come?! quelli che non sopportavi, che mi prendevano in giro??!!!come ho già detto prima, io sono una che scherza, prende in giro, si prende in giro e si fa prendere in giro, gioca con amici e fidanzati, sempre ovviamente entro i limiti del bonario e del rispetto reciproco.ma non so. ho avuto delle brutte sensazioni. come se lui cercasse di superare i suoi comprovati blocchi nello stare in mezzo alla gente a mio discapito, non appoggiandosi a me, e accogliendo la mia mano solidale e sempre tesa, ma contro di me, rispettandomi poco e facendosi beffa di me. forse ho esagerato. ho sbagliato ma ho sentito questo. l’ho sentito come un conoscente. salutiamo elui, tirando la porta, forse pensando che io fossi avanti e non sentissi o forse no, chiude la serata con questa battuta: “ora vado nella casa accanto…!!!”. ovviamente sottinteso pur di non sorbirmela. gli dico che è stato pesante. e lui: ” si scherza si gioca anche tu lo fai”. io gli dico che non mi sembra che le altre coppie abbiano le stesse nostre dinamiche e lui: “Eh ma anche giacomo dice che vanessa è pesante” e io gli dico che infatti ne ha sempre detto peste e corna di giacomo ed anche per questo, ora gli è pure solidale. poi penso ma non dico. ma che razza di uomo sei che ha bisogno di far branco, e per di più a mie beffe, con persone che dici di non sopportare ne stimare, pur di avere un ruolo all’interno di una cena e superare i tuoi blocchi e la tua timidezza e misantropia patologica??? forse dovevo acconsentire, far finta di niente, mangiare la foglia. in fondo erano solo stupide battute. in fondo forse l’aveva fatto per me di presenziare. boh. forse ho esagerato. ma mi sono sentita ferita. mi sono sentita tradita. delusa da una distanza che non sapeva più nemmeno lontanamente di noi. non l’avessi mai detto inizia a urlare in macchina in preda ad un attacco isterico, dicendo che a me non va bene nulla, se esce, se non esce, che lo critico qualsiasi cosa faccia, cosa per me non vera, che ho dei problemi a stare in mezzo alla gente…veramente sei tu il sociofobico, io ho sempre lavorato nel commerciale, ma giuro che mi viene anche questo dubbio..ancora in preda alla crisi di nervi urla che gli ho rovinato un’anno della sua vita, che sono una troia, una bestia di donna, una stronza gli faccio schifo. batte le mani istericamente sul volante. io gli dico che si il problema è mio. anche per farlo calmare. poi sto zitta. lui continua per tutto il viaggio. poi esce come una furia. prende la sua macchina (anzi la mia!:-) e se ne va. ad oggi non l’ho ancora sentito. sempre la solita solfa. dopo un po’ io richiamo e lui fa un pò il sostenuto poi torna. ma non è giusto andare avanti così. solo che è come se non riuscissi a fare a meno di lui e non capisco perchè.da un lato razionalmente so che è la cosa giusta dall’altro sto morendo dentro molto più di quanto lo facessi prima della sua assenza. e mi chiedo se davvero quello che lui dice è vero.se sono io che non sono in grado di stare accanto a quest’uomo, se davvero come dice lui sono cieca, non vedo più il suo amore, troppo ripiegata su me stessa, infantile, incapace di reagire nelle situazioni di bisogno. sono io che non riesco a mettermi in discussione oppure il problema è che quest’uomo non è in grado di prendersi alcuna responsabilità se non a parole, di mettersi in discussione, e di guardare oltre il suo egoismo e la sua necessità di stare tranquillo…o forse entrambi facciamo lo stesso errore e non riusciamo più a comunicare, dialogare. io ci provo. ma lui vuole stare tranquillo. non capisco. non ci capisco più niente. non capisco dove sta il problema. se c’è un problema. e se c’è se è risolvibile e come risolverlo. ho bisogno di aiuto, di consigli, valutazioni.
    soffro moltissimo
    scusate la lungaggine e grazie!…nel caso in cui siate riusciti ad arrivare fino in fondo a questa logorrea…ed anche se non ci siete riusciti!!!!più che comprensibile!:-)
    saluti
    ludovica

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Ludovica, è sempre un grosso campanello d’allarme quando un uomo non lavora e si fa mantenere dalla sua compagna. L’identità maschile infatti si basa sul lavoro e sulla capacità di provvedere economicamente alla partner e ai figli. Nel caso del suo compagno tutto quello che lei mi racconta mi fa pensare che lui abbia un disturbo di personalità ( le consiglio oltre a leggere tutti gli articoli del mio blog sul narcisismo di leggere anche il libro ” Il manipolatore affettivo e le sue maschere”).
      Un altro campanello d’allarme è la gelosia morbosa degli inizi e questo amore folle e simbiotico che tradisce una personalità poco equilibrata.
      Con un uomo così non è possibile avere una vita affettiva soddisfacente.
      Purtroppo lei non riesce a staccarsi da lui perchè questa relazione fa leva sulle sue insicurezze e sulle parti non sane della sua personalità. E’ un incastro patologico, per questo le consiglierei di farsi aiutare per uscire da questo amore malato.
      Lei infatti ha bisogno di rinforzarsi e di imparare a dare valore a se stessa e alle sue amicizie.

  • Simone scrive:

    Non so cosa mi stia accadendo.
    ho 30 anni, lei 27………..
    stiamo insieme da una vita, praticamente 8 anni. Conviviamo da 3 anni, ma è come se convivessimo da di più perchè anche prima dormivamo/mangiavamo ecc ecc sempre insieme. L’ho conosciuta in un periodo della mia vita nel quale mi sentivo solo e senza stimoli, non sapevo bene che fare della mia vita e sopratutto pensando al futuro ero soffocato dall’ansia.
    E’ stato subito amore, abbiamo vissuto tutto il tempo insieme come una favola, affiatati, sessualmente attivi e pieni di dolcezza e accortezze. il problema sorge da un pò di tempo ormai…. non so bene da quando, ma la mia vita ora sembra non essere più così scontata come prima. Non sono sicuro che sia quella giusta, dovuto magari al fatto che molte volte è troppo ansiosa/gelosa/esagerata in generale.. e mi sento ancare l’aria in certi momenti. Il problema è che tutta la mia vita è basata su di lei…. le nostre amicizie sono le stesse, facciamo sempre TUTTO insieme e ho paura che qualcosa sel nostro rapporto non funzioni. Molte volte sono nervoso, infelice e triste…quando dovrei essere il ragazzo più felice del mondo per chi mi guarda da fuori…..
    I nostri amici (usciamo sempre con due coppie di nostri amici) hanno entrambi le ragazze incinta, e questo fatto ci ha allontanato invece di avvicinarci. Ho sempre voluto una famiglia da lei, perchè mi ha sempre comunicato tranquillità, dolcezza e se avevo un problema lo risolvevamo sempre insieme nei migliori dei modi…..
    Ma da qualche tempo a questa parte i problemi ce li creiamo da soli, senza poterli rsolvere……
    Non riesco a capire bene se quello che ci lega è amore, amore malato o semplice e triste abitudine. Sono arrivato ad un punto nel quale la consapevolezza è la soluzione… O la va o la spacca. Sono sempre stato sicuro al 100% di lei….ma ora non più. Dopo tante discussioni, a volte siamo anche arrivati alle mani e un paio di volte sono andato via di casa. Dopo un paio di giorni sono sempre tornato perchè mi mancava come l’aria… Stiamo insieme da così tanto tempo… ne abbiamo passate così tante insieme!!! E’ parte di me, ma il mio cervello purtroppo non porta paro per niente! ora la guardo e a volte non mi piace, nè fisicamente nè mentalmente…. ma non ne sono sicuro. Penso che capiti dopo molto tempo con una persona….. sono insicuro, e ho paura di fare lo sbaglio più grosso della mia vita abbandonandola. ho il cuore che tira da una parte, la testa da un’altra e in questo periodo mi sento depresso. Non so cosa fare a vorre iparlarne con qualcuno, ma ho paura ad espormi con i miei amici o con i miei genitori…. Sono in alto mare, a volte la soluzione mi sembra ovvia e scontata, mentre altre volte la soluzione proprio non la vedo. Sto male, questo è certo. Male per questa situazione, male per come può sentirsi lei, male per come posso sentirmi io… Cosa diavolo posso fare??? Questo non sarebbe il periodo migliore per lasciarci….. Ma non sono sicuro più di nulla..

    • Anna Zanon scrive:

      Caro Simone, credo che ti stia succedendo quello che succede a tutte le persone che si sono messe insieme quando erano molto giovani. Ad un certo punto non si sa se si sta insieme per abitudine o per amore, si guarda il mondo esterno e si vedono le occasioni perdute, si ha voglia di conoscere gente nuova e di avere altri stimoli.
      Tutti i rapporti per durare devono evolversi e credo che questo riguardi anche lei: l’amore non è finito ma dovete trovare un altro modo di stare insieme.
      Ho l’impressione che il momento di crisi che state vivendo sia dovuto al fatto che nel vostro rapporto c’è troppa simbiosi: fate tutto insieme e questo se da un lato frena la vostra crescita personale, dall’ altro fa si che vi diate un pò per scontati.
      Il mio consiglio è quello di ritagliarvi degli spazi individuali, degli interessi che esulino dalla coppia, preservando però il vostro rapporto che mi sembra molto valido

      • Simone scrive:

        La ringrazio Dottoressa,
        la Sua risposta è esattamente come la immaginavo….. Avevo bisogno di sentire queste parole, poi da una persona qualificata come Lei acquista un significato colmo di piacere. Ieri pomeriggio abbiamo parlato a lungo e le ho comunicato la mia depressione senza freni sulla lingua, ed è stata la cosa migliore che potevo fare. Siamo giunti alla stessa conclusione esposta da Lei. Quindi può immaginare quanto mi sento felice questa mattina, aprire il sito e leggere le Sue parole…giuste!
        Mi sono emozionato, anche perchè finalmente vedo un pò di luce in un periodo grigio!
        Spero di non perdere mai questa ragazza perchè mi rendo conto di quanto sia importante per me, e quanto io lo sia per lei…
        Grazie Dottoressa per lo stimolo di andare avanti senza guardarsi indietro…
        A presto! Sono in debito con Lei

  • Gianluca scrive:

    Salve, capito per caso su questo articolo perché cercavo consigli sulla mia storia. Conosco la mia compagna 10 mesi fa. siamo di due città diverse e lei si trova disoccupata e con una recente lunga storia fallita alle spalle. Ci piaciamo quasi subito e sembra nato un idillio, rapporto molto fisico ma anche di testa, abbiamo ideali comuni e visioni simili. Nel giro di poco iniziamo a fantasticare sul futuro e ci si lascia secondo me andare troppo presto con visioni fantastiche della nostra vita insieme, anche da parte mia. Passiamo le prime ferie insieme ed inizio a vedere una personalità problematica, con abitudini radicate ed a volte ridicole (situazioni quasi comiche se non fossero vere). Faccio presente alcuni dubbi e la vacanza procede abbastanza bene, dovendo mediare a volte per non avere discussioni. Finite le ferie le propongo di cercare lavoro da me e di trasferirsi, lei accetta ma anche qui inizia un periodo in cui pareva dovessi io trovarle un lavoro, nel senso le cercavo annunci li filtravo e glieli segnalavo, lei raggiungeva il posto del colloquio e via. Premetto che io lavoravo e nonostante i miei tentativi di stimolarla non ho visto grossi progressi. Altro argomento i lavori di casa, lei era da me ed io lavoravo, tornavo a casa e la trovavo gia’ a casa da tempo, pc acceso sul tavolo e lei su internet a guardare vestiti ed aste on line, neanche un’iniziativa di fare qualcosa in casa, certo non cercsvo la badante ma almeno l’iniziativa! Niente solo un’interesse a cucinare pero’ anche quello improvvisando piatti elaborati, cose poco pratiche ma almeno vedevo lì un po d’iniziativa. Andiamo avanti riesco a farle fare un colloquio per una grande azienda dove lavora un amico, la assumono in prova, neanche il tempo d festeggiare che parte la discussione di dove vivere. Premetto che io vivo ancora dai genitori e non era possibile mettere su casa in quattro e quattr’otto, anche se nel giro di qualche mese sono intenzionato ad andare a vivere per conto mio. Ovviamente discussione accesa, lei voleva vivere con me da subito addirittura quando non lavorava ancora e ci si conosceva appena da 4 mesi. Altro argomento i figli, lei che faceva battute, ne voglio tre diceva facendomi capire che per lei era importante realizzarsi completamente entro i 30 anni (ne ha 28). Io all’inizio l’ho assecondata pensando in modo positivo, d’altronde una famiglia la voglio anche io ma in tempi e modi giusti, senza improvvisare na poi ho iniziato a provare fastidio e pressione su questo argomento. Cerchiamo un piccolo appartamento per lei io iniziò a frequentare casa sua con dei periodi di convivenza, ma a partire dall’entrata nell’alloggio ci sono state grandi discussioni: non sapeva gestire le sue cose come le spese di affitto, sbadata, poco o nullo interesse per pulire casa (per passare uno straccio bagnato a terra ci ha messo due settimane, e si tratta di un monolocale di 20 metri quadri) poi discussioni su ogni cavolata con io che passo sempre per il rompiscatole di turno, le propongo come fare ma non accetta nulla e si inalbera, si chiude in bagno e mi manda a quel paese. Al lavoro almeno sembra rendere, ma dice che è sempre stanca perché dorme poco, cioè per lei poco è meno di 8 ore a notte, ad esempio 6 ore la fanno sentire stanca, ed il lavoro è un quasi part time da 30 ore a settimana. Io ho iniziato ad avere sempre più dubbi su questa persona, sulla sua affidabilità, una persona che per me ha vissuto il rapporto in modo infantile puntando a chiedere molto e a dare, secondo lei altrettanto, secondo me invece molto meno. Abituata a dare molto valore all’intesa intima con rapporti giornalieri, in cerca di rassicurazioni costanti anche in presenza di altri, possessiva, abituata ad alzare la voce x discutere, andare a dormire fare l’amore e domani è tutto a posto. L’ho lasciata poi ci siamo riavvicinati e le ho detto tutto ciò che non mi va, da parte sua mi ha chiesto di essere più permissivo e paziente. Ci ho provato ma la verità è che alternavo momenti positivi ad altri pieni di dubbi fino a quando ho troncato dicendole che non la sopporto e non riesco ad immaginare un futuro insieme. Io l’ho amata davvero ma la mia testa dice che non è la donna per me, non è una persona su cui contare e purtroppo mi spaventa una vita insieme. So di essere un razionale ma stavolta il cuore era coinvolto davvero, la testa ha prevalso e mi chiedo se ho fatto bene, forse avrei dovuto accettarla così perché non si può avere tutto e convincermi che “come ama lei non mi amerà nessuno e me ne accorgero’”. E pensare che cerco solo un po di linearità in una persona, non la perfezione. Ho 29 anni, mi dia un suo parere grazie.

    • Anna Zanon scrive:

      Buonasera, l’impressione che mi dà la sua ragazza è quella di una persona che è stata poco amata, che ha quindi delle carenze affettive e si aspetta che il rapporto di coppia possa risarcirla dell’amore che non ha avuto. Ho l’impressione che abbia una personalità dipendente e un pò infantile ( si aspetta che qualcuno si prenda cura di lei), tuttavia non mi sembra una situazione irrimediabile. Tutto dipende da quanto lei ci tiene ed è disposto ad investire ma credo che con il tempo, pazienza ed esplicitando in modo chiaro le sue aspettative, il vostro rapporto possa rifiorire.

  • Claudio scrive:

    Salve Dottoressa,
    mi scusi ma avrei bisogno di un suo parere visto che io la storia la vedo da tutta un’altra angolazione.
    Allora, premetto che la ragazza in questione era fino a qualche giorno fa una mia collega, quando sono arrivato al lavoro e l’ho vista e’ stato subito un colpo di fulmine. Piano piano sono riuscito a conoscerla e acquisire un minimo di confidenza. Per suoi problemi di salute si e’ allontanata circa 4 mesi dal lavoro e basta, per il momento la cosa sembrava chiusa li.. Ad ottobre e’ ritornata e con una scusa e l’altra abbiamo ripreso la confidenza trasformandola in una sorta di “amicizia”. Scopro che lei e’ fidanzata e allora io faccio un passo indietro e a malincuore mi comporto da amico, anche se durante una sera in cui mangiamo una pizza mi dice che e’ un po’ in crisi col suo ragazzo. Continuiamo a sentirci praticamente ogni giorno dopo il lavoro con quantita’ industriali di messaggi e vederci ogni tanto sempre in amicizia.
    Dopo qualche settimana la vedo un pò giu e parlando mi dice che e’ finita col suo ragazzo e. per come ne parlava lei, sembrava che fosse finita in maniera definitiva e quindi colgo l’occasione dopo un po’ per farmi avanti, perchè non riuscivo più a nasconderle che cmq stava affiorando qualcosa dentro di me per lei. All’inizio la risposta è negativa, dopo un pò invece scopro che la sua risposta negativa era solo una sorta di scudo per ignorare che anche in lei nel frattempo era nato qualcosa e me lo ammette. Viviamo per breve tempo questa situazione, fino a quando dopo circa 10 giorni mi dice che è intenzionata a tornare col suo ex. Ci torna, ma ugualmente non riusciamo a staccarci più. Dopo diverse discussioni scegliamo di chiudere perchè non è giusto tutto questo, ma dopo neanche 2 giorni nuovamente si riattiva la calamita. Tutto questo è successo circa 4 volte, fin quando alla fine non mi rivela qual’è il reale problema. Lei è stata 5 anni con questo ragazzo e, causa suoi problemi in famiglia, l’ha sempre visto come una figura importante nella sua vita, solo che ad ottobre ha cominciato a vederlo più distante e nel frattempo, visto che io caratterialmente sono una persona alla quale piace parlare e mi interesso molto della persona che ho accanto, si è avvicinata a me. Il problema è che nonostante ammetta che i suoi sentimenti verso lui sono cambiati e che verso me sono nati, non riesce a staccarsi da lui, perchè non riesce a pensare di aver solo rovinato questi 5 anni e quindi come si suol dire, preferisce mettere la testa sotto la sabbia e non ammettere a se stessa quello che prova per me, tanto da riuscire a chiudere definitivamente con lui per cominciare questa nostra storia in modo ufficiale.
    Dopo una brusca discussione, decido che non possiamo più continuare così e la chiudiamo. Il giorno dopo al lavoro la ignoro totalmente (come era gia’ successo il mese prima) e lei proprio quasi a fine serata lavorativa, da le dimissioni. Non ci vediamo o sentiamo per 3 giorni, quando decido di mandarle un messaggio per sapere come stava. Mi spiega che ha dato le dimissioni perchè non riusciva a sopportare il fatto che, seduti accanto, non poteva nemmeno dirmi “Ciao”. La discussione via messaggi si anima a causa sempre del fatto che lei si è impuntata che nonostante tutto, non vuole prendere la decisione di lasciarlo. Idem il giorno dopo e pure quello dopo ancora. Ce ne siamo dette di tutti i colori. Ieri è venuta al lavoro per firmare la busta paga e si è seduta accanto a me.. Sono scoppiati dei sorrisi tra noi assurdi. Sembrava che non fosse mai successo niente, nonostante la rabbia eravamo contenti di vederci. Ieri sera, ci siamo visti perchè con la scusa che dovevo darle una cosa, volevo comunicarle una mia decisione:
    Non siamo mai stati più di 3 giorni senza sentirci e a dire di entrambi già 3 giorni erano sembrati un’eternità. Le ho proposto di non sentirci e vederci almeno 10 giorni per vedere se riesce a concentrarsi su lui al punto da non sentire la mia mancanza o se la mia assenza è tale da suscitare in lei una reazione talmente forte da prendere il coraggio di chiuderla con lui.
    Cosa ne pensa lei Dottoressa? Sia della mia decisione che della storia in generale?
    La ringrazio in anticipo per la risposta.

    • Anna Zanon scrive:

      Penso che dovrebbe farsi forza e non frequentarla più fin tanto che non avrà lasciato il suo ragazzo altrimenti rischia di trovarsi coinvolto per molto tempo in un triangolo.

  • Tiziana scrive:

    Sono 7 anni che ho una semi convivenza con un uomo più grande di me. Lui è di roma ma è venuto a vivere nella mia città perchè è in pensione. All’inizio il rapporto era bello, anche se , a volte, diceva delle cose strane nei miei confronti del tipo offese riguardo la mia persona fisica e facecva anche apprezzamenti negativi sulla mia vita e la mia famiglia.il rapporto è andato avanti tra alti e bassi lui mi lasciava ed io puntualmente lo tormentavo finché non tornavamo insieme.
    Nell’ultimo periodo era diventato particolarmente offensivo nei miei riguardi dicendo cose molto pesanti anche davanti ad altre persone, del tipo sei una cretina…ecc.
    Da qualche mese è venuta una coppia di amici ad abitare nella nostra città e lui dopo qualche mese mi ha lasciata in modo molto aggressivo. ora sta sempre con loro è come se mi avesse sostituita con questa coppia. Io non l’ho più cercato, ora sono passati 3 mesi, ne al telefono ne via mail e lui ovviamente è sparito! ho saputo che dice a tutti che il nostro rapporto è finito perché non c’era un progetto per il futuro. Preciso a questo punto che lui ha 73 anni ed io 60.
    Grazie anticipatamente della risposta

    • Anna Zanon scrive:

      Buonasera, è possibile che il suo partner fosse un narcisista. Su questo sito e in rete ci sono vari articoli sul narcisismo..Li legga forse troverà la risposta a molte sue domande

  • Riccardo scrive:

    Buongiorno,
    Scrivo perché ho appena litigato con la mia partner,siamo in una relazione a distanza e stiamo insieme da sette mesi,lei ha un atteggiamento molto scontroso,e spesso si litiga perché lei prende in modo sbagliato una mia battuta oppure semplicemente cambia umore da un momento all’altro, io spero sempre che cambi,ho pianto molto per lei ma pare che non glie ne importi, non so come fare,sono quasi disperato,vorrei solo vivere bene con lei,non la voglio lasciare, mi rovina intere giornate,ma continuo a stare al gioco,non so davvero come fare,lei cosa mi può consigliare?…

    • Anna Zanon scrive:

      Caro Riccardo, mi sembra che tra lei e la sua partner ci sia un problema di comunicazione: avete sensibilità diverse che vi rendono difficile essere sulla stessa lunghezza d’onda, non riuscite ad entrare in sintonia.
      Quando un rapporto è così tormentato sin dall’inizio, quando ci sono sempre alti e bassi e litigi ed incomprensioni è quasi sempre sintomo di una profonda incompatibilità caratteriale.

  • Ilaria scrive:

    Salve dottoressa, sono Ilaria,
    Le scrivo per raccontarle la mia situazione. Da circa 5 mesi frequento un ragazzo, subito sembrava un pò freddo ma ritenevo normale la cosa visto che nn ci conoscevamo molto. Mi racconta che ha avuto una storia di 8 anni dove è stato mollato e che per 5 anni è rimasto solo perché nn trovava la persona con cui stava bene. Con me dice che finalmente si sente tranquillo e cominciamo a vederci tre volte alla settimana. Cosa succede però? Inizia a farmi delle critiche del tipo non mi piacciono i tuoi occhiali, tagliati i capelli, alle volte nn sono attratto perché ti metti la felpa, ecc ecc…io gli parlo,gli dico che una persona se ti piace ti piace anche in tuta da lavoro e che se nn gli vado bene possiamo troncare. Mi dice che lui è difficile, che trova sempre mille difetti a tutti e che per lui queste cose nn sono importanti. Ok, io scema, visto che il mio istinto mi dice di scappare provo a continuare. Sotto le feste di natale parte per un viaggio con i suoi amici della durata di 20 giorni e quasi una volta al giorno riusciamo a sentirci. Bene dico, guarda come si interessa. Torna, lo vedo freddo, ai miei ti voglio bene non risponde, e iniziano le critiche del tipo che io gli do troppe attenzioni e che in determinati momenti intimi (dopo che ha raggiunto il piacere) vuole essere lasciato in pace, nn vuole abbracci e nn vuole baci. Io esplodo, ma con molta calma gli parlo e gli dico se nn è il caso di prendere strade diverse perché evidentemente lui non sta bene con me. Gli dico che non vedo attenzioni, che lo trovo orso e che se mi risponde ai messaggi lo fa con sufficienza. Qui la super bomba che mi distrugge. Mi dice che lui nn vede un futuro con me, che ha altre priorità, il lavoro, andare a vivere da solo ecc ecc….che lui non cambia, è così e ci rimane. Però sta bene con me, nn vuole pensieri e vuole viverla così come viene. Premesso che io nn ho avanzato nessuna richiesta nei suoi confronti, lascio libertà, lascio tutto, mi sembra una mancanza di rispetto gratuita, non credo di meritarmela. Sono una ragazza con molti interessi, ho anche diversi corteggiatori, solare, spigliata e non riesco a capacitarmi di questa situazione. Faccio fatica a chiudere la cosa senza provare un pugno allo stomaco. Perché secondo lei, come dovrei comportarmi?
    La ringrazio e le auguro una buona giornata.
    A presto!
    I.

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Ilaria credo che lei si sia imbattuta in un narcisista. Provi a leggere l’articolo pubblicato su questo sito : ” Psicologia dell’uomo che ha paura di impegnarsi” che spiega il comportamento del suo ragazzo. Il mio consiglio è quello di chiudere una storia che non può che darle dei dispiaceri e crearle delle insicurezze.

  • manuela scrive:

    Mi scuso per la presunzione..come mai non ho ricevuto nessuna risposta..ne avrei bisogno di un parere da parte di un esperto.. Grazie cordiali saluti

  • Anna Zanon scrive:

    Se lei si prende il disturbo di leggere, ai piedi di ogni articolo c’è scritto chiaramente che la risposta non è assicurata. Perchè? Non perchè sono brutta e cattiva ma perchè ricevo così tanti commenti che non riesco umanamente a leggerli tutti.
    Infatti trattandosi di un servizio gratuito, come potrà immaginare faccio altro per vivere e dedico alla consulenza on line solo dei ritagli di tempo.
    Quindi se desidera una risposta sicura e in tempi brevi, acquisti il servizio!

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