Doc da relazione o stai con la persona sbagliata?

E’ ansia da relazione oppure non ti piace abbastanza?

State insieme ormai da tempo ma ancora non riesci a capire se è la persona giusta e che cosa provi. A volte pensi di quasi di amarlo/a , altre volte lo guardi e nemmeno ti piace. Forse soffri di quello che viene impropriamente chiamato ” doc da relazione” ( impropriamente perchè a livello diagnostico non esiste un simile disturbo) ovvero una forma particolare di disturbo ossessivo che riguarda le relazioni sentimentali.
O forse la verità è molto più semplice: e se il tuo partner non ti piacesse abbastanza?

Ansia da relazione : la storia di Alice
Alice ( nome di fantasia) si è rivolta a me perchè sta da qualche anno con il suo ragazzo e non riesce a decidere che cosa fare della sua relazione. Il suo dilemma è comune alle persone che soffrono del ” cosiddetto doc da relazione” : vuole bene al suo partner  ma non si sente abbastanza innamorata per impegnarsi seriamente e, allo stesso tempo. non vuole lasciarlo.
Con lui sperimenta l’alternanza di sentimenti, tipica della problematica da ansia di relazione, in cui momenti di maggior coinvolgimento emotivo si alternano a momenti di forte ansia, dubbio e compulsione ad interrompere la relazione. Queste dinamiche si sono ripetute nelle sue unioni precedenti.
Infatti, prima di lui Alice è stata fidanzata altre due volte. Entrambe le relazioni sono state interrotte improvvisamente e in molto brusco dalla stessa Alice  che non riusciva a gestire l’ansia e   il senso di soffocamento che provava in certe occasioni romantiche.
Alice sembra presentare molte caratteristiche  tipiche di chi soffre del ”  doc da relazione”

Un rapporto difficile con una figura materna che è allo stesso tempo rifiutante e invasiva
Le problematiche nell’attaccamento hanno sempre origine da un rapporto complicato con un genitore che induce un conflitto tra il bisogno e la paura di un legame affettivo. Il genitore, in questo caso è la madre, ma potrebbe essere la figura paterna. La mamma di Alice è una madre iperpresente, controllante e giudicante, che presenta alla figlia il matrimonio  e la maternità come una tappa obbligata nella vita di una donna, lamentandosi però di essere stata costretta a rinunciare alle sua aspirazioni personali per il marito e i figli.
In famiglia si respira un clima di pesantezza e insofferenza tra i genitori, la famiglia sembra essere una prigione che un nido d’amore.

Perfezionismo e rigidità
Alice è molto perfezionista nei confronti di se stessa e degli altri ma ,dal momento che non riesce a tollerare le sue imperfezioni, non sopporta neanche quelle del suo fidanzato. Tende a pensare in termini di ” tutto o niente” (o è la relazione dei sogni,  oppure vuol dire che si sta “accontentando”- orrore!-  e che quindi dovrebbe stare da sola). Non riesce ad accettare che la relazione ideale non esiste e che anche le relazioni più appassionate possono attraversare dei periodi di noia o stanchezza. Non riesce a essere felici anche in una relazione imperfetta con un partner perfetto.

Aspettative irrealistiche  su come dovrebbe essere una relazione
Alice, pur esercitando un rigido controllo sulle sue emozioni, sogna  di innamorarsi follemente e di vivere una passione da film. Confronta in continuazione quello che prova con il suo fidanzato con quello che dovrebbe provare ( un amore sconfinato) e quando avverte una discrepanza tra quello che sente e quello che pensa di dover sentire, va in ansia. E’ proprio il continuo paragone con queste aspettative di un amore da ” mulino bianco” che le fa apparire la sua vita sentimentale banale e insoddisfacente.

Amore come antidepressivo
Come molti “doccati da relazione”, Alice attribuisce un eccessiva importanza alla sfera sentimentale. La ragazza è insoddisfatta della sua vita ( ha una pesante situazione familiare che le richiede molti sacrifici) e ha bisogno del sogno d’amore che funzioni come un antidepressivo, facendole dimenticare tutti i problemi e le difficoltà che è costretta ad affrontare e le tante pesantezze della sua esistenza. Per questo motivo non accetta di ridimensionare le sue aspettative romantiche : almeno l’amore dovrebbe darle tutte  quelle emozioni positive che mancano nella sua vita. Paradossalmente, la relazione con il suo fidanzato diventerebbe più gratificante se Alice riuscisse a trovare gioia e appagamento in altri ambiti.

Una forma mentis di tipo ossessivo  Alice  rimugina ossessivamente sul dilemma ” sto con lui o lo lascio” per la maggior parte del suo ( poco)tempo libero. E’ il primo pensiero al mattino e l’ultimo prima di addormentarsi. Va in crisi quando sente una canzone d’amore o guarda un film romantico perchè non riesce a provare per il suo fidanzato sentimenti così intensi.  Questo dilemma le crea un forte disagio al punto da spingerla a rivolgersi ad uno psicologo.

La strada per superare l’ansia da relazione
Se vi siete riconosciuti in questa situazione che vi fa stare male, consiglio oltre ad un percorso terapeutico per affrontare questa problematica che ha radici profonde, di accogliere l’ansia che si prova in determinati momenti ( ansia che può essere fortissima)  senza fuggire dalla relazione.
Anzi la strategia vincente è quella di stare il più possibile nella relazione e coltivarla come se fosse quella dei sogni.
Ad Alice ho suggerito di cercare di godersi gli aspetti buoni della sua relazione senza tormentarsi perchè non è perfetta come vorrebbe e che si può essere felici anche se non è sicura di stare con l’uomo giusto.
E’ bene imparare a riconoscere ed apprezzare quanto di buono l’altro riesce a darci e a fare per noi, per quanto imperfetto o lontano dalle nostre aspettative.
La chiave per un maggior benessere in coppia è quello di spostare lo sguardo da se stessi all’ altro, smettendo di arrovellarsi per ore sulle proprie  ” paranoie” e sull’ansia ma  concentrandosi invece su come rendere felice il partner e far crescere la relazione.

 Doc da relazione: e se non fosse la persona giusta?
Alice cominciò a seguire i miei suggerimenti e a essere più presente sia fisicamente che affettivamente  nella relazione con il suo fidanzato. Ma nel farlo, ebbe una brutta sorpresa: più lei si avvicinava, più il suo ragazzo che aveva sopportato stoicamente anni di dubbi, crisi e periodi di pausa, si raffreddava e si allontanava.
Appariva a disagio quando lei aveva gesti di affetto, accusandola di comportarsi come un’adolescente alla prima cotta, rifiutava momenti di intimità e occasioni romantiche e non sembrava entusiasta alla prospettiva di passare più tempo insieme. Anzi.
Dopo qualche mese, apparve chiaro che anche il suo ragazzo aveva delle problematiche con l’impegno che erano state mascherate  in precedenza dal doc da relazione di Alice.
Come tutte le persone che soffrono di ansia da relazione, Alice era talmente concentrata su su stessa e sulla sua mancanza di sentimento da non vedere il suo partner. La caratteristica di chi soffre di ansia da relazione è che spesso non è in contatto con il suo partner reale ma con la sua immagine di lei/ lui.
Anche il suo partner era presente a metà nella relazione. A livello inconscio lui aveva scelto una donna sfuggente  e che non gli faceva richieste affettive  così da poter evitare l’intimità emotiva per cui non si sentiva pronto.
Credo anche che Alice non riuscisse a coinvolgersi oltre ad un certo limite, superando le sue paure, anche perchè avvertiva nel profondo la freddezza e l’indisponibilità del suo partner.
Spesso chi soffre da doc di relazione finisce per scegliere partner altrettanto problematici per quanto riguarda la disponibilità emotiva.

Il presente articolo ha una valenza di carattere informativo.

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By | 2021-11-22T15:18:25+00:00 22 Novembre 2021|Amore e disamore|0 Comments

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