Il litigio costruttivo aiuta la coppia

La famiglia e la coppia stanno passando un momento di crisi senza precedenti: le
statistiche dicono che quasi un matrimonio su tre finisce con un divorzio e la
percentuale è in costante aumento.
L’incapacità di gestire i conflitti che si presentano nella gestione della vita
a due è una delle principali motivazioni che possono condurre una coppia alla
separazione.
Una famosa ricerca condotta negli anni 90 da J. Gottman sulle differenze tra le coppie che duravano e quelle che invece divorziavano giunse alla sorprendente conclusione che le coppie felici hanno gli stessi problemi delle coppie in crisi. Anche le coppie più riuscite litigano e hanno dei disaccordi importanti
ma quello che cambia, rispetto alle coppie che scoppiano, è il modo in cui il conflitto viene gestito ed è questo fattore che ci permette di predire se un rapporto durerà o meno.
Litigio costruttivo versus litigio distruttivo
Una certa quota di conflitto è insita in tutte le relazioni umane, l’importante è che il conflitto venga gestito in modo costruttivo nell’ottica di risolvere i problemi e non per distruggere la relazione.
In modo particolare esisterebbero dei modi distruttivi per gestire il conflitto che possono innescare delle dinamiche psicologiche in grado di far finire la relazione.

1) Criticare e incolparsi a vicenda
La critica è il killer numero uno delle relazioni. Le coppie “che scoppiano” hanno un atteggiamento molto critico verso il partner a cui attribuiscono la responsabilità dei problemi del matrimonio. I problemi di coppia vengono attribuiti ad un difetto caratteriale o alla cattiva volontà del partner ( esempio” lui non aiuta abbastanza in casa perché è egoista e/o non gliene importa niente della famiglia”).
Queste coppie tendono a focalizzarsi prevalentemente sugli aspetti più problematici della relazione, mentre gli aspetti più riusciti del legame vengono dati per scontati.
Nei casi più gravi si può innescare una sorta di “ guerra” psicologica per cambiare il partner che sentendosi poco apprezzato resiste strenuamente ad ogni tentativo di riforma.
Questo modalità di relazione può avere delle ripercussioni distruttive per la coppia: entrambi i coniugi si concentrano soprattutto sui bisogni che il partner non soddisfa e non sentendosi amati smettono di dare.
Si innesca cosi un circolo di  comportamenti caratterizzati dalla freddezza  e dalla  ripicca reciproca ( es: “ Lui non fa questo,allora io non farò quell’altro”, “A lei non gli va mai bene niente, allora tanto vale non fare”) che alimenta sempre di più l’insoddisfazione di coppia.
2) L’ostruzionismo
Si tratta di una dinamica di coppia in cui il conflitto viene gestito da uno dei due partner in modo passivo aggressivo. Il partner passivo aggressivo ( di solito è l’uomo mentre la critica è una modalità più femminile) gestisce i conflitti con la fuga, il silenzio, il non ascolto.
Quando il partner ha delle rimostranze, il  coniuge passivo aggressivo, al posto di cercare di comprendere il punto di vista dell’ altro e di trovare una soluzione nega o minimizza i problemi.
Nei casi più gravi il partner ostruzionista incolpa il coniuge sostenendo che non c’è nessun problema ma che è il compagno/a ad essere troppo esigente.
In genere questo modalità di affrontare il conflitto genera un escalation del medesimo: il partner insoddisfatto, non sentendosi ascoltato alza i toni e diventa sempre più aggressivo con un progressivo aumento della conflittualità di coppia.
3) La negazione del conflitto
Le coppie che negano il conflitto appaiono agli occhi degli altri come coppie particolarmente unite e affiatate: sono sempre d’accordo su tutto, mai un litigio o una discussione accesa, sembrano innamorati come agli inizi. Ma, nonostante l’apparenza idilliaca si tratta di coppie fragili e ad elevato rischio di separazione: l’ aggressività negata a se stessi e/o all’ altro ricade sulla coppia in modi più sottili ma molto più dannosi. Un tipico esempio è una vita sessuale freddina e scarsa: l’ aggressività non espressa verso l’altro si tramuta in una mancanza di desiderio sessuale.
Il rischio prognostico per queste coppie è quello di una separazione improvvisa e irreversibile: un giorno, uno dei due coniuge può rendersi conto di aver accettato troppi compromessi per amor di pace e di essere intrappolato in una relazione molto lontana dai suoi bisogni e può decidere di rompere il rapporto.
Come gestire il conflitto in un modo costruttivo
Le ricerche di Gottman hanno evidenziato che le coppie che riuscivano a risolvere i conflitti nel  modo più efficace erano quelle che riuscivano a mantenere un atteggiamento empatico verso il partner anche nel bel mezzo di una discussione accesa.
Il segreto per trovare una soluzione ai problemi di coppia, secondo il ricercatore, sarebbe quello di capire e accettare il punto di vista dell’ altro, anche quando non lo si condivide: cosi facendo, anche il partner sarà più disponibile nei nostri confronti.
Ma non solo, esistono alcune strategie psicologiche che possono facilitare la risoluzione dei conflitti di coppia ( e in qualsiasi relazione umana):
1) Affrontare il conflitto in modo positivo
E’ bene evitare di discutere quando si è troppo arrabbiati e si rischia di dire delle cose che potrebbero ferire il partner. Lo spirito con cui andrebbe affrontata la discussione non è quello della rivendicazione ma del trovare insieme una soluzione ad un problema di coppia di cui si è entrambi responsabili.
2) Poche critiche ma costruttive
Le ricerche psicologiche hanno viste che le coppie felici sono quelle in cui entrambi i partner si sentono apprezzati e valorizzati, le critiche dovrebbero essere poche e limitate al comportamento oggetto della discussione. Detto in altri termini: criticare il comportamento e mai la persona.
3)Restare sul qui e ora
Per evitare un escalation del conflitto le discussioni devono restare sul qui e ora senza rinfacciare al partner episodi del passato che andrebbero dimenticati.
E’ importante anche fare la pace dopo un litigio, scusandosi se si è esagerato e trasceso: le coppie felici sono quelle che sanno chiarire e sorvolare mentre le coppie che scoppiano sono quelle che rimuginano e portano rancore.
Il presente articolo ha una valenza di carattere informativo.

Purtroppo, a causa dell'elevato numero di commenti e di lettere che ricevo tutti i giorni, non riesco a rispondere a tutti (come vorrei) e a farlo in tempi brevi. Inoltre le risposte ai commenti sono molto sintetiche, considerata anche la natura pubblica del sito web.

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By | 2019-05-05T16:02:34+00:00 27 Gennaio 2012|Amore e disamore, Articoli pubblicati su riviste|6 Comments

6 Comments

  1. gloria 12 Febbraio 2014 at 13:28 - Reply

    Salve Dott.ssa,
    volevo farle una domanda.
    Io e mio marito litighiamo ogni giorno,su tutto,siamo d’accordo su poche cose,forse solo sui valori della vita,ma nel quotidiano,nell’affrontare la vita di tutti i giorni,sull’educazione della figlia,ecc. siamo praticamente sempre in disaccordo,forse anche perchè veniamo da educazioni molto diverse.Stiamo insieme da quindici anni,tra noi c’è un forte legame,affetto,e l’intesa sessuale è buona.(Eravamo molto giovani quando ci siamo sposati,siamo cresciuti e stiamo crescendo insieme.)Inoltre facciamo quasi subito pace..però mi dispiace che magari la bambina questo non lo sa…spesso si fa pace in camera da letto e comunque mi fa soffrire sempre questo clima burrascoso..insomma va bene litigare…ma ogni giorno?abbiamo fatto anche terapia di coppia e individuale,ma proprio questo lato litigioso della coppia non riusciamo a modificarlo.Spesso come diceva l’articolo si va a finire sempre al passato e non si finisce mai di dire sempre le stesse cose.Una cosa buona però è che credo che i nostri litigi siano costruttivi,se stiamo ancora insieme dopo 15 anni,però ripeto a volte vorrei un pò di pace in casa e in famiglia.Mi darebbe qualche consiglio,parere?
    Grazie.

    • Anna Zanon 25 Febbraio 2014 at 09:36 - Reply

      Buongiorno, scriverò a breve un articolo su questo argomento.
      Nel frattempo le consiglio la lettura del libro : ” Se la coppia è in crisi..” di Russ Harris. Il libro, il migliore che abbia mai letto sull’argomento ( e le assicuro che ne ho letti parecchi!) parla anche della conflittualità di coppia, dando consigli e suggerimenti

  2. Lili 9 Agosto 2021 at 16:15 - Reply

    Gentilissima Dottoressa Zanon,
    ma se una vuole litigare “bene” ma l´altro fa tutto contro?
    Sono una ragazza Ceca e ho 34 anni. Vivo in Italia – ovviamente per l´amore. Ormai sono 13 anni che sto insieme ad un ragazzo siciliano, lui ha 9 anni piú di me. Dico siciliano invece che italiano perché penso che sia molto importante la cultura in cui siamo cresciuti. Io in effetti sono una che dice quel che pensa e (purtroppo) nel momento in cui lo pensa. Lui completamente diverso: tiene tutto dentro, accumula, a volte riesce a “risolvere” facendo finta di niente e pensando che tanto poi passa, a volte si chiude dentro e tira fuori tutti i torti subiti nel momento in cui si litiga anche per altro. Ho letto molte cose su come affrontare un litigio sano e sinceramente non ho mai creduto alla favoletta delle coppie che non hanno mai litigato e quindi va tutto a gonfie vele (mia mamma infatti si era lasciata dopo 10 anni, senza aver mai litigato, scoprendo che in realtá a lui importasse ben poco di lei..). Anzi, penso che litigare nel senso di discutere sia importantissimo. Purtroppo mio compagno non lo pensa e sono anni che “combatto” con questo suo aspetto senza alcun risultato. A volte mi rendo conto che lo critico e che lui poi attacca per difendersi ma quello che cerco di fare é parlare in modo tranquillo e rilassato, gli ripeto sempre che vorrei solo chiarire, sapere la sua opinione, cosa pensa di una determinata cosa o perché si comporta in un determinato modo. E anche se gli parlo magari di una cosa che lui fa e a me non piace cerco di non farlo sentire offeso. Ho imparato a non usare le parole come “mai, sempre, tutto, niente” perché non mi piace generalizzare e preciso sempre che parlo di una cosa e non dico e non penso che lui la faccia sempre. Gli faccio le domande tipo “ma tu cosa ne pensi? “c´é qualcosa che non va? qual´é il motivo per cui fai questo o quello sapendo che mi da fastidio/fa sentire male…?”. Il risultato? Non parla, non reagisce, a volte neanche mi guarda, a volte sbuffa “si hai ragione” e si gira, molte volte fa finta che ha una cosa importantissima da fare e non ha tempo (per parlare non c´é spazio quasi mai, é molto raro che si apre, anche se succede pure questo per fortuna, ma é raro). A volte comincio a parlare nel letto perché tutto il giorno non ha tempo o voglia ma io non riesco a dormire senza risolvere. E lí é ancora peggio perché mi dice semplicemente “dormi” e basta. Io a volte riesco ad avere pazienza, ma a volte mi porta all´esasperazione totale, non mi sento rispettata, e scoppio. Comincio ad arrabbiarmi, gli chiedo di guardarmi almeno negli occhi, di rispondere alla domanda…e a volte finisco per urlare e piangere e sbattere le mani contro la parete perché lui mette su un´espressione cosí fredda e distaccata che mi spezza il cuore… Non c´é neanche bisogno che le dica come finisce…Non si parla comunque e in piú stiamo in silenzio e mi ignora per due o tre giorni…a volte arriviamo a una o due settimane che é una cosa straziante…Aspetto sempre che si calmi, se ho fatto scenata chiedo scusa mille volte, lo cerco, mi prendo cura di lui…ma non serve a nulla finché lui non decide di voler fare pace…insomma per dirla tutta io non posso decidere ne quando parlare (se lui non vuole non c´é modo) ne quando fare pace. A volte lui non si trattiene e mi sbuffa in faccia delle cose terribili su di me, mi offende, tira fuori cose passate o come ho detto prima cose di cui non ha mai parlato ma evidentemente non gli stanno bene. Il modo in cui mi parla in quei momenti ha poco a che fare col modo amorevole anzi sembra d´un tratto che non mi sopporta, che gli do solo fastidio, non mi stima…E poi abbiamo periodi cosí belli che mi sembra di volare, mi chiama vita mia, mi dice che sono suo angelo, che si sente uomo fortunato, che mi ama piú di quanto possa immaginare…e non solo dice belle cose ma le fa anche…purtroppo basta davvero poco (perché in situazioni veramente difficili o serie siamo uniti come mai e litighiamo solo per cavolate). La prego, potrebbe dirmi il Suo parere? Perché magari sbaglio io a dire sempre tutto quello che mi da fastidio, visto che l´ultima volta mi ha detto che non mi sta mai bene nulla e che pensa allora che non mi piace cosí come é… Infine vorrei precisare che entrambi veniamo da una situazione famigliare piuttosto complicata e per niente armonica e anche se cerco di far pace con il passato mi rendo conto che le mie reazioni isteriche siano la conseguenza di un´infanzia passata ad ascoltare dietro la porta se i genitori litigano solo o stanno arrivando alle mani (mio padre ha avuto periodo da alcolizzato, circa dai miei 6 anni fino ai 15, periodo peggiore per assistere a certe situazioni). Mio compagno invece é il quinto figlio di una madre narcisista che non ha mai amato suo marito (costretta a sposare lui) e non ha mai voluto i figli…Insomma siamo nei casini ma nonostante tutto lo amo e vorrei tanto riuscire a trovare la pace o almeno imparare a litigare bene. Ma come spiegarlo a lui, che é un testardo?
    La ringrazio in anticipo per la Sua risposta e complimenti per i Suoi articoli e le risposte che dá alle persone, sto imparando molto!
    Lili

    • Anna Zanon 17 Agosto 2021 at 10:08 - Reply

      Grazie per i comlimenti. Credo che lei sia sulla buona strada nel comunicare le cose in modo calmo e rilassato ma mi sembra di capire che il suo compagno, che forse ha un autostima un pò fragile, sia poco recettivo. Forse può aiutare trasformare la critica in una proposta :” Esempio la casa è veramente sporca. Faccio tutto io” in ” Mi aiuteresti a fare le pulizie di casa?” , ringraziandolo molto per il suo contributo. Molte persone purtroppo sono poco in contatto con i loro sentimenti, sopprimono la rabbia fino al punto che cresce diventando esplosiva.

      • Lili 25 Agosto 2021 at 16:28 - Reply

        La ringrazio della Sua risposta, Dottoressa.
        Purtroppo ho provato tutto quello di cui sono capace. Lei ha detto proprio bene – poco a contatto con i propri sentimenti. Ed é da troppo tempo che non riusciamo ad avere un dialogo e se parlo io, per quanto mi sforzo ad essere dolce, calma e comunque amorevole ed obiettiva, lui non ascolta, non mi guarda, sbuffa e alla fine va anche via. E quando é troppo é troppo…ho letto anche altri Suoi articolii sulle relazioni con i narcisisti e ho pianto per quanto ho riconosciuto noi due…Ho capito che non posso continuare a negarmi e a stare sempre peggio sfiorando sempre piú spesso il pensiero del suicidio come l´unica via per riavere la mia libertá. Ho cominciato a “disintossicarmi” dall´ultima volta (venerdí scorso) che per una cavolata, anzi perché mi ha ferita ed io ho risposto male, ha smesso di comunicare completamente con me e mi fa sentire un´estranea. Mi sono detta basta, ho dato tanto e ultimi mesi ho ricevuto disperatamente poco da poter andare avanti. E mi sento davvero una drogata che ha appena smesso di “farsi”, non riesco a dormire, a mangiare, non riesco a fare nulla, mi sforzo a non piangere in continuazione e quando lui torna dal lavoro sento lo stomaco cosí stretto da farmi soffocare e la testa che mi scoppia… quello che provo é cosí strano, sono cosí arrabbiata con lui e pure provo una grande tristezza per lui, ho paura che se lo lascio io staro meglio ma lui no…abbiamo passato 13 anni di tira e molla, mi ha lasciata piú volte nei primi anni e ogni volta é tornato e anche se sentivo che c´é qualcosa che non va come dovrebbe, l´ho sempre ripreso. Perché l´amore tra noi é sempre stato cosí forte, cosí intenso…Ma non lo sento piú, non mi tocca piú con amore, mi da i pizzichi, piccoli schiaffetti e sculacciate, calci, mi spettina, mi spinge via, mi fa la parodia dei miei sorrisi…una carezza la devo chiedere e tanto non la ottengo quasi mai…come un bambino di 10 anni..e cosí da molti mesi ormai….e gli ho detto cosí tante volte che non mi piace, che mi fa male, che non ho bisogno di questo…e non é cambiato nulla…le uniche volte in cui riesce ad essere dolce per 5 minuti sono quando ha voglia di fare l´amore…una volta bellissimo, ma é tanto che non pensa piú neanche a qualche preliminare, va subito al sodo a volte facendomi del male senza curarsene e poi si gira e continua a guardare i video sul compuer….la cuffia non la toglie nemmeno quando siamo in atto…e io mi sento umiliata, non amata, non vista, una buona a nulla, senza valore….e alla fine sono io che chiedo scusa per aver risposto male quando la disperazione prende i sopravvento…lui mi fa male e io chiedo scusa e lui mi perdona…e io piango di felicitá quando finalmente mi riabbraccia….Dottoressa mi scusi lo sfogo, io penso di sapere cosa sarebbe la cosa migliore per me ma sono terrorizzata che nel momento in cui parliamo (mi ha promesso che quando va via il vicino cca tra una settimana, parleremo finalmente…) mi dirá quanto mi ama e quanto vuole farmi felice e ripeterá “lo so che ho un caratteraccio, ma io sono cosí ormai” e io mi impietosisco e cominceró a dubitare di nuovo e finiró per chiedere scusa, non sapendo neanche per che cosa….mi dica la prego cosa ne pensa….io ero una donna forte con un solido autostima, spontanea, sorridente, eterna ottimista….e cosa mi é rimasto? la faccia griggia sensa sorriso, il pianto sempre in gola pronto a scoppiare, fiducia in me zero…il lavoro ormai non lo cerco piú neanche perché tanto lui mi butta giú ogni volta che provo entusiasmo per qualcosa di nuovo…Sento il forte bisogno di lasciarlo e ricominciare a vivere la mia vita..ma ormai la dipendenza é molto forte e il mio paese troppo lontano per poter prendere ed andare ora su due piedi…dovro organizzarmi e stare qui per altri giorni a fare le scatole con le mie cose e ho paura che cederó quando si metterá a piangere che non vuole perdermi…anche se spero con tutto il cuore che non lo fará ma temo di si…come devo reagire? Grazie di tutto…

        • Anna Zanon 3 Settembre 2021 at 14:09 - Reply

          Buonasera, credo che purtroppo questa relazione malata le abbia distrutto l’autostima e che lei abbia investito così tanto amore, tempo, speranze, sogni e abbia sopportato così tante umiliazioni e dolori da non riuscire a distaccarsene da sola. Il mio consiglio è quello di farsi aiutare e piano piano risucirà a trovare la forza di uscire dalle sabbie mobili di questa relazione maltrattante. I narcisisti maligni ti danno il paradiso all’inizio ma poco alla volta di tolgono tutto, dandoti di tanto in tanto qualche briciolina per tenerti legata. Faccia caso ai soliti schemi che si ripetono : lui che la lascia, le fa del male, poi ritorna e fa promesse che le fanno pensare che stavolta sarà diverso, che lui ritornerà quello dell’inizio ma non è mai diverso. E’ sempre peggio invece

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