Come superare l’invidia


L’invidia è un sentimento profondamente radicato nella natura umana.
Per questa ragione, confesso di non credere a quelli che sostengono di non aver mai invidiato niente e nessuno.
Invece, dal momento che l’invidia è un sentimento socialmente inaccettabile, molte persone non riescono ad ammettere, neanche con se stesse, di provare questa spiacevole emozione.
L” invidia che non riconoscono di provare viene spesso attribuita agli altri che vengono percepiti come invidiosi.
Chi ha questo problema, anche se è una  persona come tante  è convinto che gli altri segretamente lo invidino e si lamenterà di essere circondato da gente invidiosa che cerca di danneggiarlo.
Se  nessuno può essere esente da questa spiacevole emozione, nell’ “economia psichica” di alcune persone l’invidia gioca un ruolo fondamentale ed è la causa nascosta di molte depressioni e insoddisfazioni esistenziali.

Le cause profonde dell’invidia

L’invidia nasce da un doloroso sentimento di mancanza: sentiamo che ci manca qualcosa di fondamentale importanza per essere felici, qualcosa che invece gli altri hanno e non sempre per merito loro.
L’invidioso è convinto che le altre persone  che siano più fortunate, più realizzate, che per loro sia tutto più facile: gli altri hanno vite perfette o almeno molto migliori della sua.
Chi prova invidia sente infatti  che la sua vita è più difficile, più complicata, più confusa di quella degli altri che sembrano invece sapere, per un istinto innato, che direzione dare alla propria esistenza
Agli occhi dell’invidioso le cose belle succedono solo agli altri: solo gli altri possono trovare l’amore, essere valorizzati sul lavoro, avere dei veri amici.
Spesso all’origine del sentimento di invidia ci sono delle profonde carenza affettive o delle esperienze di deprivazione subite nell’infanzia.
L’invidioso non si è sentito abbastanza amato e ha la sensazione che il destino l’abbia ingiustamente privato della gioia e della felicità a cui aveva diritto, facendolo crescere in una famiglia difficile o facendolo nascere brutto e poco dotato.
Non di rado, l’invidioso non ha potuto vivere un infanzia ” normale” ma ha dovuto confrontarsi precocemente con esperienze dolorose come per esempio una malattia, un lutto, una separazione conflittuale tra i genitori.
Esperienze dure che gli hanno lasciato il segno, convincendolo di non poter essere felice perchè sfortunato, diverso dagli altri, svantaggiato.

I due volti dell’invidia: l’invidia depressiva e l’invidia distruttiva
Il confronto con gli altri scatena l’invidia che si manifesta con emozioni diverse  a seconda della personalità.
L “‘invidioso depressivo”  lotta con un profondo senso di inferiorità, si paragona costantemente agli altri e percepisce tutti come più belli, più bravi, più interessanti di lui.
Il confronto con gli altri lo rende ancora più consapevole delle sue carenze e dei suoi difetti e alimenta ulteriormente la sua sensazione di inadeguatezza.
Questo tipo di invidioso sente di non avere abbastanza qualità: non ha le capacità per avere la vita che desidera, al contrario degli altri che sono più realizzati e hanno le capacità che a lui mancano.
Non occorre che le altre persone si vantino dei loro successi o che dicano o facciano qualcosa di particolare per scatenare una crisi di invidia depressiva : per esempio, ad  una ragazza insoddisfatta del suo aspetto fisico basta la vista di una bella ragazza  in bikini per scatenare una serie di pensieri negativi sul suo corpo.
L’ “invidia distruttiva ” consiste nel provare rabbia e risentimento verso il successo e la felicità degli altri, convinti che a noi la vita non potrà riservare lo stesso trattamento.
Profondamente infelice, chi soffre di invidia distruttiva sente che non è giusto che gli altri abbiano quello che a lui manca e pensa . ” Se non posso averlo io, non devono averlo neanche gli altri”.
Per ragione l’invidioso distruttivo prova piacere quando agli altri (finalmente!) le cose vanno male: quando  il collega bravissimo fa un passo falso sul lavoro, quando la conoscente bellissima che rubava tutti gli sguardi degli uomini ingrassa e diventa meno attraente.

Prima di giudicare questo tipo di invidia, bisogna ricordare che nasce da una grandissima sofferenza interiore.

La gratitudine come cura per l’invidia

Secondo alcune teorie psicoanalitiche, la cura per l’invidia è sviluppare un senso di gratitudine per tutte le esperienze positive che si sono avute nella vita, in particolare per tutto l’amore e l’ affetto che si è ricevuto.
L’invidioso è invece  concentrato su quello che gli manca, su quello che non ha avuto dalla vita.
La cura è invece focalizzarsi su tutto quello  di buono c’è in se stessi, nelle persone che ci circondano e nel proprio passato che non può essere stato solo negativo.
Tuttavia, per una persona che ha un radicato senso di invidia provare un vero senso di gratitudine può essere molto difficile.
L’invidioso fa fatica ad apprezzare quello che ha e quello che è,perchè ( più spesso a torto che a ragione) sente che è “troppo poco” rispetto a quello che non ha.
Ci sono poi  delle situazioni in cui provare gratitudine può essere molto difficile: quando si è davvero in una condizione di svantaggio rispetto alla maggior parte delle persone, per esempio quando si ha in giovane età una malattia invalidante che influisce sulla qualità della vita.

Qualche suggerimento contro l’invidia

Come tutte le emozioni l’invidia può essere utilizzata in modo costruttivo, trasformandola in emulazione.
L’invidia può dare delle preziose indicazioni su quali aspetti della  vita che possono essere migliorati perchè segnala un bisogno psicologico  insoddisfatto.
La persona invidiata può diventare uno stimolo ed un modello: supponiamo, per esempio, che io invidi un mia collega per il suo successo professionale. mentre sono insoddisfatto della mia situazione lavorativa.
La mia invidia diventerà costruttiva quando io lo prenderò da esempio e cercherò di capire quali comportamenti l’hanno portato ad ottenere dei riconoscimenti lavorativi.
Purtroppo, però questo approccio non è sempre possibile: molte cose non dipendono da noi e a volte, i risultati non  sono soddisfacenti nonostante l’impegno e la buona volontà.
Allora come non invidiare chi è più fortunato oppure semplicemente più dotato di noi?
In questo caso bisogna imparare a fare la pace con i limiti ( i propri difetti fisici e caratteriali)  e i limiti della propria storia ( le opportunità che ci sono mancate, l’ambiente familiare poco incoraggiante, le scelte sbagliate che ci hanno portato ad avere una vita diversa dai nostri sogni, ecc).
E’ importante credere di poter fare qualcosa di buono con quello che abbiamo, anche se altri possono avere più di noi.
A volte sono proprio i limiti a tirare fuori il meglio di noi che non avremmo mai tirato fuori in situazioni più facili.
Sicuramente non è un processo semplice e indolore ma scoprire le proprie risorse è anche un appassionante avventura.
Stephen Hawking non è diventato quello che è diventato nonostante la malattia ma a causa della sua malattia.
Prima che gli fosse diagnosticata l’atrofia muscolare progressiva Stephen era uno studente come tanti altri, che nonostante le eccezionali potenzialità intellettive non si era mai distinto per i suoi risultati accademici.
Quando gli fu diagnosticata la malattia,  il celebre astrofisico  cadde per dei mesi in una profonda depressione che superò decidendo di usare pienamente quello che gli era rimasto.
L’unica parte del suo corpo che funzionava ancora bene era il cervello e  Stephen decise che avrebbe vissuto al meglio quello che gli restava da vivere, dedicandosi allo studio, alla conoscenza e sfruttando le sue capacità intellettuali.
Il suo modo di pensare si può sintetizzare in una sua celebre frase   “Volgi il tuo sguardo alle stelle, e non in basso ai tuoi piedi”.
A volte le persone non individuano le loro risorse psicologiche perchè sono troppo impegnate a paragonarsi agli altri o a concentrarsi su quello che manca loro per essere felici.
Quando invece cominciano a mettere a frutto quello che hanno, per quanto poco possa essere, la loro vita fiorisce e riescono più facilmente a raggiungere degli obiettivi prima impensabili.

http://it.wikipedia.org/wiki/Stephen_Hawking)

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Il presente articolo ha una valenza di carattere informativo.

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By | 2016-06-10T07:58:52+00:00 27 febbraio 2014|Migliorare se stessi|26 Comments

26 Comments

  1. umberto 27 febbraio 2014 at 23:48 - Reply

    Dottoressa perdoni la mia intrusione anche in questo articolo ma temo che si possa anche parlare di ritorsione dell’invidia e che è il mio caso.

    Nello specifico io vengo bombardato spesso dalle frasi opposte ossia “non mi manca nulla” cosa che però non fa altro che farmi deprimere ancora di più perché aggrava la mia situazione a non comprendere perché non ottengo ciò che voglio.

    Se io non riesco a trovare l’amore nonostante non mi manchi (apparentemente) nulla per trovarlo allora perché non lo trovo? Ecco che perentine saltano fuori tutte le ritorsioni che poi faccio sempre io ossia, timidezza ,bruttezza, scarso carisma, mancanza di fascino, il non assomigliare ad un divo ecc… Voglio dire che se io elimino ad uno ad uno questi fattori prima o poi fra essi, anche se non è l’invidia o altro, ve ne sarà qualcuno determinante affinché io non riesca mai a trovare una donna o peggio la mia felicità.

    Ho usato l’esempio dell’amore perche mi riguarda ma ovviamente potrei estenderlo a tutto. L’altro giorno guardavo in modo analitico un mio amico e non riuscivo a capire perché lui fosse sposato e fidanzato da una vita ed io no. Ma la risposta a questo quesito nonostante io cercassi di mettermi sullo stesso piano di lui mi è costata un altra settimana senza uscire di casa per senso di colpa verso chi non riesce ad essere neppure normale cioè io. Se è vero come è vero che una donna vuole semplicemente un UOMO al suo fianco (questo affermato anche dagli psicologi credo) allora il dato inconfutabile sulla quale non si può forse controbattere è che io NON sono un uomo , al di la delle invidie o meno in quanto c’è il giudizio delle donne prima del mio.

    È per questo che voglio morire, perché in fondo per quanto posso sforzarmi si essere normale o convincermi di esserlo ci sarà sempre qualcuno più normale di me. In tal caso si tratta di essere uomini ma è normale che diventarlo è più difficile di quello che si crede. Mi viene dspa ridere quando da bambino attendeva questo momento. Sarebbe stato meglio non fosse mai accaduto.

    • Anna Zanon 1 marzo 2014 at 09:06 - Reply

      Buongiorno, il suo problema è la percezione che lei ha di se stesso. Si sente diverso dagli altri, danneggiato dalla vita, privo di quel quid che gli altri hanno e che lei invece non ha.
      E se le dicessi che gli altri hanno i suoi stessi sentimenti? Anche gli altri si sentono a volte insicuri, non sanno qual’è il loro posto nel mondo, non sono cosi soddisfatti della loro vita.
      Io credo che nel motto dell’antipsichiatria: visto da vicino nessuno è “normale”, psicologi e psichiatri in primis. E’ la condizione umana.
      Lei però si concentra su questi dubbi su se stesso, prendendoli per verità assolute, invece che una semplice manifestazione di insicurezza.
      Le consiglio la lettura del libro : ” La trappola della felicità”, che forse potrà aiutarla.

      • umberto 1 marzo 2014 at 16:21 - Reply

        Leggerò il libro sperando che mi aiuti, ma dovrò uscire di casa prima o poi questo è sicuro purtroppo. Lei mette la mia condizione come umana( cosi ho capito) ma io cercavo una verità assoluta proprio per evitare di scadere nel fatto che gli altri sono più fortunati di me. Tutte le volte che ho mostrato qualche debolezza qualche cosa di “umano” come dice lei ,quale può essere la timidezza, sono sempre stato allontanato dalle donne. Certo in effetti sono io l’idiota in questo caso perché potrei cercare benissimo di fare lo str…… Come tutti gli altri e nascondere tutto, ma pensavo che l’unicità premiasse ed invece neppure quella. P.s. non sono in grado di mentire o di prostrarmi ad una donna pur di averla, loro non hanno ancora dimostrato ( a parte lei) di interessarsi e di capirmi. Siamo il sesso forte e mi sento condannato ad essere per forza senza debolezze, altrimenti , come ben vede, non scriverei qui.

        • Anna Zanon 1 marzo 2014 at 16:50 - Reply

          Lei è stato fidanzato tre volte, una delle quali per ben sei anni. Una donna l’ha scelta come suo partner per ben sei anni. Se è successo in passato, se una donna l’ha voluta preferendolo ad altri.. perchè non potrebbe capitarle di nuovo?
          Certo che deve uscire di casa..più si coltivano le proprie paure più queste si rafforzano..

  2. umberto 22 marzo 2014 at 00:52 - Reply

    Sembra molto azzeccato a mirato quello che lei scrive, ma mi fa venire in mente una frase che mi diceva mia sorella maggiore per confortarmi quando ero adolescente, diceva: “quello che devi correggere è l’espressione del volto che traspare troppa apatia”. Successivamente per confortarmi mi diceva che c’erano anche quelle a cui piacevano gli apatici e i “tipi calmi” (versione morbida) ma a conti fatti all’unisono quello che dicevano le donne e quello che poi facevano(rifiutarmi appunto) era spesso diversissimo. Semmai la mia opinione dovesse valere qualcosa vorrei solo dire che se un uomo piace senza dovere fare nulla ed un altro come me soffre per 32 anni con alti e bassi disastrosi , allora vuol dire che mi manca davvero questo famoso quid che lei cita e che io idealizzò soltanto nell’altro. Io l’ho individuato nel fatto che il coraggio e la capacita di incassare i colpi senza affliggersi fa la differenza ma io non sono un robot e non riesco ad essere cosi freddo con le donne e con la vita.

    • Anna Zanon 25 marzo 2014 at 15:58 - Reply

      Si, è vero nella vita siamo tutti diversi e ci sono persone più belle, più carismatiche, più affascinanti di altre.. e allora?
      Le può non accettarlo e passare la vita a desiderare di essere come loro e a maledire il destino che l’ha penalizzato ingiustamente o invece può concentrarsi sui suoi talenti, anche se diversi e forse minori rispetto a quelli di altre persone e farli crescere.
      Non è che a lei manca quel quid e è che lei si vede brutto, si comporta come se lo fosse e mi perdoni, per la brutale franchezza, si piange addosso.
      Una donna non aspira ad uscire con Brad Pitt o con un dirigente d’azienda ( altrimenti il mondo sarebbe già finito) ma si sforzi di essere un pò più leggero e di autocommiserarsi meno. Se vuole che gli altri si interessino più a lei, si interessi di più a loro ( senza ripetersi mentalmente ” io sono sfortunato, non piaccio, per me è troppo difficile”).
      Quando esce con una donna si interessi alla persona che ha davanti ( invece di arrovellarsi su pensieri che riguardano se stesso e la sua presunta inferiorità)
      Mi scuso per i toni un pò duri della mia risposta, lo sa che lo faccio con intento benevolo

    • S 27 novembre 2015 at 13:12 - Reply

      Guarda che ci sono tantissime donne single e che hanno i tuoi stessi problemi. Anche io penso che appena ci apriamo, voi scappate perchè volete solo sesso. Sinceramente sono veramente pochi i ragazzi che conosco dell’età mia che abbiano il desiderio di costruire qualcosa. Concentrati su quello che fai, negli hobby e nel lavoro perchè a nessuno (nè maschi nè femmine piace avere affianco un accollo, piuttosto una persona intraprendente e sa badare a sè stessa) e nel frattempo guardati intorno senza snobbare.

  3. Ale 9 settembre 2014 at 18:22 - Reply

    Salve ho trovato per caso questo post e mi sono rivisto in molte cose.. Da circa un anno utilizzO social network guardando gli altri e invidiandone lavoro interessi intraprendenza anche di persone a me sconosciute.. So che non vorrei e non voglio più farlo ma comunque butto sempre un occhio sulle loro vite cosa fanno etc etc vorrei sapere cosa ne pensa.. Lavoro come agente e vorrei in futuro lanciare una linea di t Shirt di un mio brand ho mille cose che vorrei fare una grande voglia di fare dentro ma a volte guardo gli altri e li vedo più fortunati più belli ricchi e quanto più inutili considerazioni come queste mi confronto spesso con gli altri mi domando perché?! 😉 grszie

  4. anonym 23 ottobre 2015 at 12:05 - Reply

    Ho 31 anni, non ho mai avuto un ragazzo né mai ancora dato il primo bacio, e soffro nel vedere ragazze più brutte di me che qualcuno ce l’hanno. I baci e il sesso sono cose piacevoli che a me sono negate. Per non soffrire troppo di queste privazioni mi masturbo da quando ho 15 anni, ma ora sono furiosa perché non riesco più a godere come prima. Per il resto ho una vita soddisfacente: ho un buon lavoro, vivo da sola, viaggio molto, esco, ho molti interessi…ma mi vergogno di essere l’unica che non sa che sapore abbiano le labbra di un uomo. Mi sento anche in colpa perché ho mentito alle mie amiche facendo credere che ho avuto dei fidanzati anche se non è vero.
    I ragazzi mi rifiutano anche in discoteca. Ad alcuni ho detto chiaramente che non avevo mai baciato e volevo solo rimettermi in pari, ma loro mi hanno respinta dicendo che sono problemi miei e a loro non interessa.
    Mi sento stupida, inferiore. E sono invidiosa di chi può godere fisicamente, mentre io vengo respinta (eppure ci provo e non sono selettiva, anzi).
    Credo che a questo punto, per diventare una persona normale, non mi resta che pagare un gigolò…

    • Anna Zanon 23 ottobre 2015 at 18:24 - Reply

      Se mi posso permettere di darle un consiglio, che ovviamente non è risolutivo del problema, non dica chiaramente ad un uomo appena conosciuto che non ha mai baciato ( la sua vita intima è troppo preziosa per condividerla con un perfetto estraneo), poi lasci che sia l’uomo ad avvicinarsi a lei.
      A volte l’ansia e l’inesperienza possono portare ad un approccio troppo pesante, e magari un pò goffo che mette in fuga un potenziale corteggiatore: lasci che sia l’ uomo a corteggiarla.
      La discoteca non è probabilmente l’ambiente giusto per lei…

  5. Alex 17 novembre 2015 at 09:23 - Reply

    Buongiorno, ho letto con interesse il Suo articolo, e anche con la voglia di imparare qualcosa che dovrei correggere: quella brutta bestia che appunto si chiama invidia. Premetto che per fortuna, la mia vita è piuttosto serena e che apprezzo molto di ciò che ho di positivo, ma ammetto che non sempre, però molte volte la provo, e questo accade particolarmente in certi giorni in cui soprattutto la mattina non sono al massimo del mio umore (spesso dopo aver passato una serata precedente poco serena). Il mio dubbio, a leggere il suo articolo, è che mi sembra che io provi entrambi i tipi di invidia che Lei ha elencato: l’invidia distruttiva subito a seguito della situazione che invidio (ad es. se vedo due persone apparentemente innamoratissime, o se vedo una persona che ritengo in quel momento goda di troppo successo rispetto a quanto per me si meriti, a volte anche famosa che dico “ma quanto è sopravvalutato/a questo/a”) che mi provoca appunto molta rabbia e risentimento, e questo nel futuro, temo mi provochi ciò che è tipico dell’invidia depressiva, ossia senso di inferiorità rispetto ad altri. Premetto che comunque, nonostante questo, vivo una vita abbastanza serena per il resto, e soprattutto per questo mi chiedo se queste due invidie si presentano entrambe a parecchie persone. Inoltre, anche io, come un altra persona che Le si è rivolta nei commenti sopra, ho una certa difficoltà per quanto riguarda il trovare l’anima gemella, ma, anche li è un controsenso, perché in questo momento starei benissimo single, dal momento che preferisco divertirmi con gli amici che avere un rapporto impegnativo, ma purtroppo sembra che la società indirettamente dica che “se non sei fidanzato non sei felice”. Per questo invidio chi può dire “la mia fidanzata, la mia ragazza”, solo perché almeno non ha nessuno che si stupisce perché “non ce l’ha”, e soprattutto perché sembra che se sei fidanzato sei automaticamente felice e realizzato e se non lo sei, sei un poveretto infelice che rimarrà solo per sempre, e anormale perché la maggioranza delle persone ha un qualche partner. Per quanto rida io stesso per tutto questo che mi sembra assurdo (io sono un ragazzo, e conosco uomini o donne single brillanti e invece di quelli fidanzati/sposati che dipendono in tutto e per tutto dal loro partner, e per loro non c’è altro al mondo), provo ancora astio verso chi sento che sbandiera ai 4 venti che è fidanzato, è felice, fa tutto con il suo partner che per lui è tutto (e quindi penso: “cosa vuol dire? Che se io non ce l’ho sono automaticamente infelice, sfigato, e solo come un cane”). Oltretutto, alcuni miei amici fidanzati, si lamentano continuamente con me della loro situazione da cui pagherebbero per uscire, e mi dicono sembre “Ti invidio perché sei single”, e io paradossalmente cado nell’invidiare loro che c’è qualcuna che li cerca (a dire come dicono loro “li perseguita ogni 10 minuti al cellulare”), quando sarei il primo che non vorrei trovarmi in quella situazione. Mi scusi se sono stato prolisso, ma Le chiedevo a Lei, che è esperta, un parere su questi miei meccanismi, che devo dire sono alquanto irrazionali, sebbene io cerchi di far prevalere la mia parte razionale, ma spesso non riesco perché l’invidia, quando si presenta, è un fiume in piena.

    • Anna Zanon 17 novembre 2015 at 12:33 - Reply

      La prima regola per essere felici è quella di non lasciarsi troppo condizionare da quello che pensano gli altri..

  6. R 28 dicembre 2015 at 02:58 - Reply

    Salve dottoressa io ho 24 anni..ho un invidia da morire non mi sento realizzata e ormai non ho più modo di realizzarsi. In pratica a 19 anni sono rimasta incinta la prima volta. .non avendo soldi per sposarmi non ho mai potuto fare il matrimonio che sempre sognavo , mi sono diplomata con il pancione incinta del secondo figlio fiera di me stessa. E quello anno mi sposo al comune ma dato che ero sempre senza soldi abbiamo fatto solo il rito civile senza festeggiare ..poi a 23 anni nasce il terzo mio figlio e ora a 24 aspetto il quarto. .non sono neanche i miei figli ma mio marito o la mia famiglia che mi hanno negato le cose nella vita che io mi sento insoddisfatta …sarei voluta andare alla università. .ma come .? Avrei voluto viaggiare.. sono sempre arrabbiata invidiosa ..di mio cognato i miei suoceri lo fanno studiare da pilota ( premetto che lui è Daltonico) e non piace la scuola..ma intanto pagando ha preso infiniti brevetti di pilota Cosa che a mio marito non hanno mai fatto fare uscire soldi per lui…per noi..e io mi arrabbio perché a mio cognato gli danno i miliardi e a noi niente. .e mio marito che non lo capisce..mi arrabbio perché vorrei che trattasse tutte e due i figli allo stesso modo. .mio marito fa il panettiere ecco il tenore di vita non è come un pilota non c’entra niente ..mio marito lavora come un disperato e lo stesso non arriviamo a fine mese. .gli ho detto più volte di cambiare questo lavoro .. lui niente. .la cosa brutta e che i miei suoceri ci fanno sempre dispetto e fanno di tutto per farci litigare e lasciare ( detto da mia suocera che non vede l ora che ci lasciamo ) io non s o più che fare veramente ho bisogno di risposte la ringrazio per avermi ascol t Ato. ..

    • Anna Zanon 1 gennaio 2016 at 17:59 - Reply

      Cara Roberta..cosa ne dice di cominciare a cambiare lo sguardo sulla sua vita? Lei si concentra su quello che le manca, su quello che altri hanno e lei non ha ..per questo è sempre arrabbiata e nervosa. Tanto per cominciare ha dei figli ( sa quante donne, me compresa, vorrebbero diventare mamme e non possono?) , ha un marito che non sempre la capisce ma che le vuole bene e anche questo non è poco. Anzi..
      Ha solo 24 anni e ancora tante possibilità di cambiare la sua vita. Quando i suoi figli saranno un pò più grandi, può pensare a riprendere gli studi e a cercarsi un lavoro.

  7. Joe Black 16 gennaio 2016 at 22:33 - Reply

    Buona sera Dottoressa,
    finalmente trovo il coraggio di scrivere ad una persona esperta che possa in qualche modo aiutarmi a capire e porre rimedio a questi angosciosi sentimenti che provo. Questa sera, tediato da quest’enorme peso che porto dentro al cuore, ho scritto su google “come curare l’invidia” e tra tutti i siti questo credo che sia il più consono ad esprimere quelle che provo, sia per la precisione dell’articolo che per la gentilezza e disponibilità che leggo nelle sue risposte.
    Mi crede se le dico che mi sento molto imbarazzato a scriverele? Mi tremano le dita 🙂 Ma comincio…
    Sono un ragazzo di 28 anni e nonostante i miei anni mi sento come se ne avessi il doppio, se non il triplo dei miei anni. Mi sento come un monaco tibetano che ha meditato per anni e nonostante gli anni trascorsi sente il bisogno di meditare ancora. Purtroppo per me ho diversi complessi, ma mi concentrerò sull’invidia per non uscire fuori tema.
    Nonostante mi senta sinceramente fortunato e contento per quello sono e quello che ho, l’invidia è una forza oscura che vive dentro e fuori di me. Mi circonda. Ho dovuto combatterla sin dalla mia infanzia ed ora sento che sta prendendo il sopravvento e voglio fermarla. Dico questo perché l’invidia per me non è solo un semplice un sentimento ma è una vera e prorpia presenza, una nemica, ma al tempo stesso una compagna, così come lo sono per me la solitudine, la sicurezza e l’insicurezza, l’amore, la paura, l’allegria, la rettitudine ed il coraggio. Sono fantasmi e voglio materializzare e fortificare i buoni e scacciare o controllare i cattivi.
    Si può essere consapevoli di essere oggetto di invidia e per questo soffrirne e di conseguenza provarla? Mi spiego, la mia condizione è ambigua perché non provo invidia, anzi sono sinceramente felice per quello che ottengono ed hanno gli altri anche se al momento io quelle cose non le ho. Sono contento, davvero! Semmai ho provato invidia è stata sempre più simile all’ammirazione od allo spirito di emulazione che all’odio per gli altri o cose del genere. Però io soffro del contrario. Quando accade a me qualcosa di positivo le persone intorno a me (apparte i miei genitori) non gioiscono, anzi tendono a sminuire i miei risultati. Questo mi succede sin da bambino. Soffrò le critiche quando non sono costruttive, le ingiustizie, e soffro il senso di solitudine che questa comporta. Mi dispiace molto tutto questo perché non riesco a capire se sono gli altri oppure sono io che sbaglio. Di conseguenza mi arrovello nel cercare di capire perché nonostante tutti mi dicano quanto sia buono, bello, intelligente, simpatico, affascinate, in gamba, non riesco a convincermi di questi complimenti? Possibile che tutte quelle critiche che mi sono state fatte in passato, e tutt’ora persistono, mi abbiano reso così insicuro nonostante io sia felice di quello che sono? Possibile che io non sia poi cosi tanto felice di come sono? Mi è più facile credere più ad una critica piuttosto che ad un complimento ed ogni risultato che ottengo non è più sufficente perché le persone che mi sono intorno, quelle a cui voglio bene, non gioscono dei miei risultati. Finora ho dato sempre colpa all’invidia degli altri e ho sempre cercato allontanarmi da queste persone, ma l’eccessivo allontanarmi mi ha reso una persona solitaria. Tutt’oggi mi sono accanto soltantoo i miei genitori e sto disperatamente cercando nuovi amici. Anche la mia ragazza mi ha allontanato od io ho allontanato lei. Ogni mio risultato non era sufficente nenache con lei, quindi non mi spiego… cos’è che sbaglio? Sono troppo sicuro di me stesso? Sono io che prentendo troppo dagli altri? Perché tutti vogliono rivaleggiare con me? Non capisco, non mi sento così speciale da essere invidiato.. Tutto questo mi porta ad invidare un po’ tutti e nessuno in particolare, mi piace la normalità che hanno gli altri… Mi piacerebbe una volta tanto che qualcuno mi dicesse sono felice per te e poterci credere di cuore e sopratutto avere qualcuno che resti al mio fianco sempre qualunque sia il mio risultato, perché a 28 anni mi sento già stanco di sentirmi solo…
    Cosa posso fare?

    • Anna Zanon 17 gennaio 2016 at 19:59 - Reply

      Buonasera, ha mai pensato ad un percorso terapeutico per imparare a scoprire quello che di buono ha ? Forse guardandosi con occhi diversi, gli altri avrebbero uno sguardo diverso su di lei

  8. Eloise 18 gennaio 2016 at 21:51 - Reply

    Buonasera dottoressa, ho letto con interesse questo suo articolo perchè da qualche tempo mi sono resa conto di aver sempre invidiato alcune persone senza rendermene conto; mi sono accorta di provare un sentimento negativo nel leggere o vedere di avvenimenti professionali di altri, e solo oggi mi è venuto in mente che si tratta proprio di invidia.
    Le spiego meglio, io ho 33 anni e sono una scrittrice di narrativa. Scrivere è la mia vita, è la cosa che più mi piace e che più mi dà soddisfazione, e per poter portare avanti il mio sogno di essere una scrittrice affermata (ovviamente ancora non lo sono) ho rinunciato a tante cose, a terminare l’università, persino ad una relazione stabile per paura che potesse sottrarmi tempo. Insomma, io sono focalizzata sul mio obiettivo, perchè è più importante di tutto per me, anche se le rinunce sono state pesanti. Continuo ad essere positiva e a provare e a scrivere, e sono anche piuttosto convinta di essere brava, con obiettività. Infatti molto spesso mi dico “perchè se sono così discretamente brava quella persona è riuscita e io non ci riesco?” A volte arrivo anche ad invidiare i miei scrittori preferiti e a pensare di essere migliore, eppure ho raggiunto pochi risultati. Non mi piace provare questa emozione e vorrei sbarazzarmene. A volte riesco ad usarlo come stimolo per tentare, ma a volte ho il dubbio di aver sprecato la mia giovinezza dietro alle chimere, quando per alcuni altri autori è tutto così facile. Purtroppo il mio è un lavoro dove l’opinione degli altri serve, serve il consenso del pubblico (anche se molto piccolo), ed io lo ho, ma essendo forse troppo ambiziosa ne vorrei di più. In più ho avuto tutte esperienze spiacevoli con gli editori, ed essendo da loro delusa, mi sono affidata al self publishing (provo tutte le strade possibili),il che mi piace come scelta, anche se non è considerata in modo positivo, e questo aumenta il mio senso di inferiorità verso altri colleghi scrittori che sono stati più fortunati e che molto spesso mi sembra mi facciano pesare il mio “essere inferiore” a loro, sebbene io non mi reputi affatto professionalmente e artisticamente tale. Come posso fare per sbarazzarmi di questi brutti sentimenti e andare avanti per la mia strada?

    • Anna Zanon 19 gennaio 2016 at 10:12 - Reply

      Non bisogna sbarazzarsene, bisogna accettarli. E’ normale che dopo tanto impegno e dedizione, lei si senta a volte frustrata nel vedere che pessimi scrittori ottengono subito un riconoscimento di pubblico che invece per il momento manca a lei.
      Nella vita non occorre solo la bravura ma anche ..un pizzico di fortuna soprattutto se si cerca di riuscire in un campo creativo.
      P.s : ha mai pensato che una relazione sentimentale possa essere qualcosa che può aiutarla invece che un ostacolo alla realizzazione dei suoi desideri?

  9. Ambra 9 marzo 2016 at 16:41 - Reply

    Salve. Leggendo questo articolo ho trovato molto di me stessa. E ormai un anno che sono in uno stato di invidia depressiva a volte anche distruttiva. Esco da un momento di fortissima crisi sentimentale da parte di amicizie molto strette. Mi hanno spesso mentito e usata per i loro scopi. Però non so perché sento una grandissima invidia per queste persone, io per loro ho dato, loro non mi hanno dato mai qualche piccola gioia. Prima di conoscerli ero molto ambiziosa vedevo la felicità ovunque( sempre con attenzione naturalmente) ero arrivata a organizzare già il mio futuro tutto in salita,davo positività alle persone ero voluta bene… avevo anche una grandissima passione per diventare Orefice… da quando ho conosciuto loro tutto e andato distrutto ho perso la mia positività ho perso di credere fortemente alle mie passioni non vedo più il mio futuro in positivo che poi la crisi economica ha peggiorato tutto… e mi sento inferiore a tutti nonostante io sia stata sempre una persona umile che non ho mai creduto di essere migliore di qualcuno. Provo grandissima invidia per uno di loro perché nonostante ciò che mi ha fatto sta avendo successo nella sua vita, sempre felice e pieno di amici che gli vogliono davvero bene e parlano tutti bene di lui e allora ciò che mi ha fatto cOme mi ha fatto sentire tutto questo tempo, lui sta avendo tutto ciò che vuole dalla vita, pochi giorni fa ha portato alla mostra un quadro avendo molto scalpore eppure io non sono mai stata considerata. Per fortuna ho amicizie che mi aiutano a stare meglio e la mia famiglia mi è di sostegno però quando lo vedo mi sento piena di rabbia di dolore nonostante il tempo passato… e ogni cosa legata a lui come per esempio cantanti che li piacciono o pranzi preferiti quando li vedo o li sento mi danno il nervoso ogni cosa che colleghi a lui… delle altre che mi hanno fatto del male e passato tutto questo dolore con lui dura ancora e ancora forte tanto da farmi quasi piangere… l’ho sempre aiutato, elogiato, quando mi vede mi guarda come se vede una morta e ciò mi fa stare peggio, una volta si è nascosto per non farsi vedere da me… perché mi sento invidiosa da una persona così? Io in lui vedo il un grandissimo successo perché mi devo sentire così ? Cosa devo fare per sentirmi meglio per smettere di essere gelosa di lui per essere come un tempo felice ambiziosa positiva…

    • Anna Zanon 11 marzo 2016 at 10:39 - Reply

      Cara Ambra, non ho capito bene quello che è successo ..credo che nel suo caso sia importante perdonare. Penso anche che un percorso psicologico potrebbe aiutarla meglio ad elaborare l’accaduto

  10. Andrea 12 aprile 2016 at 21:26 - Reply

    Salve, purtroppo anche io a 41 anni di m…sono pienamente insoddisfatto della mia vita.
    Attualmente non ho un lavoro, ne una compagna e decreti ingiuntivi, per colpa non mia, che mi tarlano la mente e non mi lasciano in pace. A tutto questo si aggiunge la mia dipendenza quasi ventennale da eroina, con alti e bassi. Inutile che giornalmente assumo Metadone, sicuramente è un bene, non ci sono dubbi, però la mia infelicità e tristezza perenne è almeno trentennale. Uso l’eroina come un farmaco e non come una droga capace di sballarmi. Provo quasi un senso di invidia nel vedere le persone felici, per lo meno vederle, e soprattutto un senso di impotenza per la mia situazione,e non dal punto di vista della droga. Spesso le droghe, in particolare l’eroina si prende colpe che non ha.
    Cordialmente

    • Anna Zanon 13 aprile 2016 at 09:37 - Reply

      Caro Andrea..tu usi il metadone per curare la tua infelicità..hai mai pensato ad un percorso psicologico? La psicoterapia non fa miracoli ma potrebbe aiutarti a trovare un minimo di serenità..

  11. Marzia 14 settembre 2016 at 15:08 - Reply

    Buongiorno, cosa fare se ad essere invidioso e distruttivo nei miei confronti è il mio compagno? Siamo anche colleghi, e in questo momento la mia carriera sembra andare molto meglio rispetto alla sua. Una parte di fortuna esiste davvero, ma mi preoccupa che lui non sia in grado di gioire più dei miei successi. Temo molto che se la situazione dovesse polarizzarsi la coppia ne risentirebbe molto. Ovviamente cerco di non reagire agli attacchi ‘vedi quanto sei fortunata?’, ma non sono molto lusinghieri e mi feriscono. Se provo a farglielo capire mi gira la situazione contro, perchè sono egocentrica. Sfortunatamente non è la prima volta che mi capita una situazione simile in coppia, ma vorrei imparare a gestirla in maniera più efficace che con il mio precedente compagno (con cui le cose sono poi andate male, e di nuovo il successo nel mio lavoro ha avuto un ruolo).

    • Anna Zanon 19 settembre 2016 at 08:55 - Reply

      Purtroppo non è facile per molti uomini accettare che la propria compagna abbia più successo di loro soprattutto se sono insoddisfatti della loro carriera.
      Il mio consiglio è quello di non mettersi mai in competizione con lui ma di valorizzarlo il più possibile anche di fronte ad altre persone. Se lui riesce in qualcosa che a lei è difficoltoso,anche in ambito non lavorativo, lo sottolinei.
      Con gli insicuri si fa così:)

  12. Davide 16 settembre 2016 at 16:49 - Reply

    Salve. E da cinque anni che mia cugina sta passando un periodo della sua vita di grande infelicità. Si sente ferma si sente banale. Sente di non aver fatto nulla nella sua vita si sente come una scena che si ripete ogni volta. Lei compirà 18 tra pochi giorni e sta malissimo perché sente di non essere riuscita a fare nulla nella vita a non aver trovato nessuna passione. Lei pensa sempre di sapere cosa accadrà si da già per persa. Lei dice che si sente come avere delle scarpe troppo larghe e che si devono usare e non si possono cambiare.
    Io vorrei aiutarla o almeno sapere meglio cos’ha. Chiedo un suo aiuto se le servirà sapere altro le dirò

    • Anna Zanon 17 settembre 2016 at 08:55 - Reply

      Salve, 18 anni sono veramente un tempo troppo breve per fare dei bilanci significativi della propria esistenza, bilanci che vanno fatti a ben altre età. All’ età di sua cugina ci sono veramente tutte le porte aperte. Tanto è vero che mi fa un pò sorridere che una diciottenne senta di non essere riuscita a fare nulla nella vita.
      Tutto questo però è indice di una sofferenza interiore. Penso che a sua cugina farebbe bene fare qualche colloquio con uno psicologo per imparare a vedere le tante cose belle che ha dentro.

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