Mi arrabbio e ti offendo: la sofferenza nascosta dietro la rabbia

Amore e odio sono sentimenti che spesso coestistono all’interno di una relazione. Se un estraneo può farci irritare con un suo comportamento arrogante e sconsiderato, sono le persone a cui vogliamo bene quelle che ci fanno arrabbiare di più , in grado di tirare fuori il peggio di noi che mai emergerebbe in altri rapporti. E’ per questo motivo che le discussioni più accese si hanno con i genitori, con i familiari, con il proprio partner, con gli amici più cari. Se questo fa parte della normalità, bisogna riflettere quando basta una piccola indelicatezza o una minima scorrettezza da parte di una persona cara  per suscitare una forte reazione di rabbia. In questo caso, bastano delle piccolezze come un ritardo di un quarto d’ora o la mancata risposta ad un sms per provocare una lite furibonda durante la quale si dicono o si fanno delle cose di cui in seguito  ci si pentirà amaramente. Anatomia di una crisi di rabbia La caratteristica di queste crisi di collera è che la reazione è eccessiva e inappropriata rispetto all’ episodio ( solitamente banale) che l’ha scatenata. La rabbia viene espressa in modo esplosivo, non mediato dalla ragione e non di rado viene agita con comportamenti che mirano a distruggere l’altro e la relazione. Durante queste liti furenti si offende pesantemente la persona cara, si dicono cose orribili con l’intento di ferire e umiliare e si minaccia di porre fine alla relazione. A volte si può diventare fisicamente aggressivi ( magari rompendo oggetti) o mettendo in atto dei comportamenti di ritorsione ( per esempio tradire per ripicca o rivelare confidenze personali)che segnano la condanna a morte del rapporto. Chi ha problematiche con il controllo della rabbia è poco consapevole sia delle vere motivazioni per cui si arrabbia sia degli effetti distruttivi che le sue esplosioni di collera hanno sugli altri. In genere chi non riesce a controllare la rabbia, una volta che si è sfogato vorrebbe che tutto ritornasse come prima, che l’ altra persona dimenticasse facilmente quanto è successo e  non si rende conto che queste crisi possono danneggiare il rapporto in modo irreparabile. Ma anche se la situazione sembra tranquillizzarsi dopo l’esplosione di collera, le cicatrici rimangono: il partner o l’amico della persona irascibile comincia a sentirsi a disagio e può finire per allontanarsi e abbandonare il collerico al suo destino. Che cosa innesca le crisi di rabbia?La sofferenza nascosta dietro la rabbia Malgrado le apparenze, le esplosioni di rabbia ripetute rivelano una profonda sofferenza interiore. In molti casi le persone che si arrabbiano troppo, a causa della loro storia personale, sono particolarmente sensibili alle esperienze di perdita, rifiuto e abbandono. Per questa ragione ogni minimo segnale di rifiuto o di disinteresse da parte di una persona significativa è in grado di innescare una sensazione di disperazione che si esprime con rabbia e accuse. Se ci pensiamo bene a farci arrabbiare  non è mai l’ evento in sè ma l’interpretazione che si da dell’evento. La persona che non riesce a controllare la rabbia tende a leggere il comportamento delle persone care in modo negativo ed esagerato, giungendo a delle conclusioni infondate che confermano suoi peggiori timori. Per esempio, se il partner non risponde ad un sms, l’iroso penserà cose  altamente ansiogene del tipo: ” Fa cosi perchè non gliene importa nulla di me”, ” Non può rispondermi perchè è con un altro/a” oppure ” Lo sapevo: ha intenzione di lasciarmi”. Banali comportamenti di qualcuno a cui si vuole bene vengono interpretati come il segnale che l’ altro non ci tenga, abbia cattive intenzioni oppure che sia sul punto di lasciare o tradire. In realtà il problema di base è l’incapacità di fidarsi dell’altro, per cui si tende a focalizzarsi sulle sue mancanze e sui suoi comportamenti negativi, dimenticando tutte le volte in cui la persona cara è stata gentile e disponibile. Siamo esseri umani, ed è normale che anche nelle migliori amicizie o negli amori più belli ci siano delle situazioni in cui l’ altro è distaccato, insensibile o preso dai suoi problemi:questo non significa che l’altro non ci tenga o che il rapporto sia in crisi. Perchè mi arrabbio troppo? La persona che si arrabbia in modo eccessivo spesso ferisce l’altro ( amico/ partner/ familiare) in modo consapevole e crudele. In preda all’ira dice quelle  cosa che sa che colpiranno l’altra persona nel suo punto debole. Lo scopo disfunzionale di questo comportamento è quello di far sentire all’altro la sofferenza che si prova, ferendolo come si è stati feriti. Un altra motivazione è quella di suscitare una reazione nell’ altra persona che si percepisce come distaccata e indifferente. Una mia paziente, per esempio, per suscitare un maggior coinvolgimento nel ragazzo con cui usciva da poche settimane, durante un litigio gli urlò di averlo tradito ( non era vero ma glielo disse per testare la sua reazione). La minaccia di rompere la relazione è molto comune e risponde al bisogno di liberarsi del dolore che il rapporto causa: la sofferenza che si prova nel sentirsi incompresi e non amati è tale che mettere immediatamente fine alla relazione diventa l’unica soluzione. E’ vero il contrario: la rabbia testimonia la presenza di un forte legame, per questa ragione non bisognerebbe mai rompere un amore o un amicizia quando si è furibondi ma sarebbe meglio prendere questa decisione in modo più meditato e consapevole. Gli effetti della rabbia Si sente spesso parlare della necessità di non tenersi tutto dentro e di esprimere la rabbia, poca attenzione viene invece posta sulla necessità di esprimere la collera in modo appropriato. L’amico o il partner della persona irosa rimane sconcertato dalle sue improvvise collere che spaventano e intimidiscono. La sensazione è quella di trovararsi davanti a qualcuno che ha una doppia personalità: un giorno è un diavolo e il giorno dopo è un angelo e non si sa  che cosa aspettarsi. Amici, partner e familiari dell’iracondo vivono in un continuo stato d’ansia: non sanno mai che cosa può scatenare la crisi di rabbia cosi finiscono per soppesare ogni parola che dicono.Sanno che anche una battuta innocente o un commento di troppo possono scatenare una reazione aggressiva. Il clima diventa teso: si cerca di tenere buona la persona irascibile evitando il confronto e magari nascondendo delle cose per non farla arrabbiare. Anche se si fa la pace, le brutte parole dette durante i litigi rimangono dentro, lasciando cicatrici difficili da rimarginare.   Il rischio è che se gli episodi di rabbia si ripetono, il partner o l’ amico della persona iraconda finisca per non fidarsi più e decida di interrompere la relazione o l’amicizia. La cura per la rabbia eccessiva Chi tende ad esplodere durante un litigio con le persone care deve diventare consapevole delle conseguenze negative del suo atteggiamento. Le scuse non cancellano le offese fatte nel momento di rabbia: le cicatrici rimangono. Una volta presa coscienza della distruttività del proprio comportamento, bisogna cercare di capire quali pensieri ed emozioni possono innescare la crisi di rabbia. E’ importante analizzare l’episodio che ci fatto infuriare (per esempio : il partner non risponde al cellulare per tutto il pomeriggio). Questo fatto ci ha fatto arrabbiare perchè l’abbiamo vissuto come un segnale di disinteresse?  l’abbiamo vissuto come una mancanza di rispetto? o abbiamo pensato che ci stesse tradendo? Esiste qualche spiegazione alternativa a queste? Spesso basta imparare a leggere le situazioni in modo diverso per imparare a gestire la collera. Se questo non basta, se si finisce sempre per arrabbiarsi eccessivamente mettendo a rischio la relazione, bisogna intraprendere un percorso psicologico.

Il presente articolo ha una valenza di carattere informativo.

Purtroppo, a causa dell'elevato numero di commenti e di lettere che ricevo tutti i giorni, non riesco a rispondere a tutti (come vorrei) e a farlo in tempi brevi. Inoltre le risposte ai commenti sono molto sintetiche, considerata anche la natura pubblica del sito web.

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By | 2014-01-24T21:39:38+00:00 24 gennaio 2014|Amore e disamore|98 Comments

98 Comments

  1. anna toni 12 febbraio 2014 at 08:10 - Reply

    cara dottoressa le faccio i miei complimenti per il suo articolo.
    Condivido con lei tutte le riflessioni sulla coppia, tema centrale e dal quale derivano tutte le difficoltà del nostro contesto culturale. La famiglia, la relazione è messa duramente alla prova, dove tutto pare remi contro…i messaggi distorti, i mass media che creano falsi concetti di amore, il post sessantotto che, oltre ad aver lottato contro i tabù, e questo è positivo, ma ha tralasciato i valori, l’onestà, l’affidabilità e ne ha creato uno ancora più grave IL TABU’ DI AMARE..
    Troppe false dottrine, falsi messaggi, idee distorte create per soddisfare un marketing della persona rendendola solo mezzo di scambio. L’uomo erotizzato al massimo con un minimo sforzo per un impegno sponsale dove ci si mette in gioco fino in condo, dove il progetto e la stabilità rende le coppie durature e impegnate continuamente a crescere insieme, a perdonarsi, a ricominciare sempre in nome DI QUELL’AMORE ORIGINARIO CHE SI E’ PERSO..e che poi naturalmente chi è che ne paga le conseguenze? I figli che brancolano nel buoi e che creeranno a loro volta delle famiglie deboli e la sofferenza è il pane quotidiano…

    • Anna Zanon 12 febbraio 2014 at 08:45 - Reply

      Cara collega..non posso che concordare con lei! Sono assolutamente d’accordo con quanto mi scrive..

  2. Federica 22 settembre 2014 at 22:55 - Reply

    Io con questo problema (latente) di controllo della rabbia….lui narcisista provocatore….che ovviamente lo ha individuato subito… incredibilmente, grazie al fatto che lui prende il sopravvento nella “fase B” del rapporto diventando violento, io vedo la mia rabbia e ne provo vergogna… io imputo a me le sue esplosioni, ed inizio a capire che le cose vanno gestite con assertività e con moderazione e non sempre con rabbia. Il cercare di non esplodere di fronte alle sue provocazioni continue (attuate proprio per farmi esplodere), mi mettono nella condizione di sfidare me stessa a crescere e migliorare, pensando che alla coppia avrebbe fatto bene, e a me stessa in primis. Risultato: io il problema non ce l’ho più… lui è ancora un narcisista. Mi urlava contro dicendo che sapeva che non potevo essere cambiata, che le persone non cambiano, e che sapeva che io ero la solita arrogante e violenta. Io non ho ceduto. L’ho fatto per noi. Lui…. mi ha lasciata. Ti preferivo prima, disse…. in pratica Dottoressa, a forza di fare così lui mi ha confessato di essersi accorto di essere cattivo con me, e di non sapersi spiegare il perché io gli tiri fuori il peggio. Non aveva più la possibilità di dire che la sua cattiveria era una conseguenza della mia rabbia e della mia arroganza. E’ stato costretto a guardarsi…in me. Ed è scappato via, dicendo di avere tanta paura…
    PS: condivido appieno il commento di Anna Toni. Anche io credo che i (falsi) modelli sociali di questa società liquida ed instabile stiano minando le fondamenta stesse dell’Amore inteso come matrice originaria, spinta propulsiva alla condivisione, al rispetto, alla crescita. L’amore è tenace, non teme confronti, non ha bisogno di sfide perché è Verità. Ci vogliono separati, perché l’unione fa la forza….

    • ele 14 settembre 2015 at 11:22 - Reply

      Concordo pienamente… La rabbia é esattamente pura conseguenza di provocazioni, di atteggiamento prepotenti reiterati pur dopo averli discussi e dibattuti. La rabbia é conseguenza di una ferita profonda dettata da mancanze, dimostrazioni di menefreghismo e disinteresse…sicuramente le esperienze segnano, ma certe reazioni vengono tirare fuori solo da poche persone…da chi non ci accetta nel profondo, da chi reputa l altro un passatempo e da chi non sa darci il giusto valore. Ho sfogato la mia rabbia in ogni modo… Piangendo, con le mani, urlando, parlando…lui ha sempre provato a farmi tacere, a minimizzare, a far passare me x il problema, a non ascoltare..oggi, dopo mesi, ho ancora flashback e incubi a causa del suo essere doppio e contraddittorio in tutto…ancora mi risuonano un mente episodi e parole che mi squarciano e mi hanno ferita nel profondo. Ho conosciuto chi é e so che é ciò,che una donna non meriterebbe mai. Non riesco però a dimenticare il dolore che ,soprattutto quando sono sola, torna fuori pesantemente. Spero passi..sto facendo di tutto x liberarmene.

      • Sara 19 novembre 2016 at 14:07 - Reply

        Speto che sia passata presto xche io sto vivendo adesso tutto cio!!…ed e molto difficile

        • Marina 24 gennaio 2017 at 16:47 - Reply

          Ciao Sara, sto vivendo anche io la stessa situazione. Mio marito mi urla. Mi chiama bestia. Pazza. Mi dice idiota. Non c’è la faccio più. Mio figlio di 6 anni assiste a queste sfuriate. Si può fare qualcosa per recuperare il rapporto? Non c’è più fiducia! Non so che fare. Ho paura

          • Anna Zanon 31 gennaio 2017 at 10:27

            Cara Marina, non voglio farla sentire in colpa ma assistere a queste scenate traumatizza suo figlio. Deve farsi aiutare. Ci sono dei centri contro la violenza. La violenza non è solo lo schiaffo o il calcio, è anche l’insulto, la mancanza di rispetto, l’umiliazione, il vivere in una situazione di ansia e paura costanti

    • FABRIZIA 28 luglio 2016 at 15:54 - Reply

      CONDIVIDO APPIENO, IO STESSA SITUAZIONE TUA, LHO LASCIATO E STO SOFFRENDO TANTISSIMO, MA NN POTEVO CONTINUARE COSI.
      FABRIZIA

  3. stefano 15 novembre 2014 at 15:32 - Reply

    Cara dott.ssa,vorrei capire in primis se sn io a provocare mia moglie,quindi colpa mia,o lei ha un disturbo.1) in continuazione lancia ripicche,2) mentre è un angelo,in un secondo diventa satana.3)diventa rossa rossa,si gonfiano le vene,strilla come mai sentito,e fa del bianco attorno le labbra.Ho notato Ke la reazione è sproporzionata in confronto all accaduto..Se le sto vicina dice:Ke passiamo troppo tempo, se mi allontano x un oretta poi mi chiama e dice perché sono andato in giro…io non ci capisco più nulla!

    • Anna Zanon 20 novembre 2014 at 16:48 - Reply

      Caro Stefano..difficile dirlo. Bisognerebbe che lei raccontasse in modo un pò più dettagliato qualche episodio concreto..

  4. Lucia 1 dicembre 2014 at 14:13 - Reply

    Gentile d.ssa dopo 5 anni io ed il mio compagno ci siamo lasciati con rabbia e ferendoci con violenza. Il mio ex marito ammalatosi seriamente era ritornato su mia richiesta in casa mia. Ho cercato di gestire la situazione ma ho combinato un disastro. Per non ferire il mio ex marito (che reagiva con gelosia al mio rapporto) ho cominciato a tentennare, inoltre avevo avuto occasione di verificare che il mio nuovo compagno, unico in tutto, in momenti di rabbia era capace di ferirmi, di chiedermi ad es. di restituirgli un prestito che lui mi aveva fatto con generosità. L’ho lasciato al culmine della confusione e dolore con un vigliacco sms. Ha cercato di ritornare insieme ma all’ennesimo mio tentennamento, mi ha restituito i regali e preteso indietro i suoi, mi ha chiesto la restituzione del prestito con interessi, ecc. tutto per rabbia. Io credo che mi odi. Purtroppo quest’anno sono stata operata di tumore al rene e gliel’ho detto. E’ stato freddo e cortese e quando gli ho comunicato l’esito dell’operazione mi ha risposto: per favore non contattarmi più si riapre una ferita. Ed ora soffro io. Ma da una parte ho cominciato. il mio ex marito ora sta meglio e giustamente è tornato a vivere per conto suo; io vivo però di ricordi tutto quello che avevo non l’ho più amore, affetto, generosità, leggerezza che il mio compagno mi aveva regalato. Cosa ne pensa? Io ho perdonato (ma non dimenticato) e lui mi odia o forse ora sono indifferente. La ringrazio Lucia

    • Anna Zanon 2 dicembre 2014 at 16:43 - Reply

      Cara Lucia, credo proprio che bisognerebbe cercare di capire meglio come mai lei tentennasse malgrado avesse accanto un compagno cosi fantastico.
      Forse lui aveva degli aspetti caratteriali che la ferivano e la spaventavano e per questa ragione non riusciva a fidarsi completamente di lui?
      La rabbia e la confusione di cui parla mi fa pensare che nel vostro rapporto, malgrado l’amore, ci fosse un malessere di cui entrambi siete poco consapevoli.
      Adesso che lei si trova sola ad affrontare una dura prova di salute idealizza forse il passato, dimenticando tutte quelle ragioni che l’hanno spinto a lasciarlo con un sms.
      Io sono rimasta gelata dalla durezza della reazione di lui quando lei gli ha detto del tumore.
      Se però ha dei rimpianti, perchè non gli scrive una lettera di scuse? Forse si sentirebbe meglio..

  5. […] (si lo so uso Google in stile oracolo) e mi sono imbattuta in questo articolo sulla sofferenza nascosta dietro la rabbia che vi consiglio di leggere se come me siete inclini all’arrabbiamento verso le persone […]

  6. patrizia 4 giugno 2015 at 17:40 - Reply

    Grazie dottoressa sono una moglie ferita da tradimenti e ripetute umiliazioni da parte di mio marito Narciso e secondo lui professionista in tutto ,disoccupato da 8 anni sulle mie spalle e ora ha deciso dopo continue delusioni da parte di tutti GRAZIE E UN BRAVO PREDICATORE vuole andarsene al Nord per realizzare prima il suo successo e forse altro poi forse salire li da lui .Cosa devo fare?Mi aiuti.Volevo dirle che sto utilizzando il profilo di mio figlio.La saluto

  7. maria 2 settembre 2015 at 16:29 - Reply

    Ho letto attentamente il suo articolo “Mi arrabbio e ti offendo” e ritrovo, in tutto quello che lei scrive, mio marito. Lui è proprio così. Si infuria, a volte per motivi seri altre per un nonnulla, e non si ferma più. Urla, cammina a grandi passi per la casa, sbatte le cose a terra, insulta e contrattacca immediatamente. Quando lui è così io cerco di non controbattere altrimenti rischiamo di portare la lite ad un livello troppo rischioso ma, certamente, non posso neppure farmi mettere i “piedi addosso”, inogni caso è molto complicato gestire la situazione. Quando è tranquillo gli faccio notare che, in quei momenti, esagera veramente e lui spesso lo ammette ma la volta successiva torna a comportarsi nello stesso modo. Certamente il suo atteggiamento, che peraltro fa proprio parte del suo modo di essere, mi ha molto allontanata da lui e mi fa veramente tanto male. Tutto ciò mi rende sempre tesa, preoccupata e, nelle occasioni particolari, gli chiedo, per favore, di non fare le sue solite scenate, di trattenersi anche se c’è qualcosa che lo fa infuriare. In condizioni normali, mio marito, è una persona ragionevole, con il quale si può parlare tranquillamente. E’ un dirigente, laureato, colto e anche per questo le persone non si aspettano da lui un comportamento simile. Quando “si esprime al meglio”, con le sue scenate, se siamo di fronte ad altra gente devo dire che sono un po’ imbarazzata ma ho imparato a difendermi da tutto questo. Ad esempio, se la scenata la fa in banca io esco e lo lascio lì a strepitare da solo. Mentre mi fa stare molto male se la sfuriata la fa quando c’è nostra figlia. Perchè sto scrivendo tutto questo? Non so, forse per sfogarmi un po’. Al momento non ho intenzione di separarmi per diversi motivi e quindi cerco di gestirmi la situazione ma un domani, quando mia figlia sarà adulta, indipendente, allora potrei anche farci un pensierino … Saluti

    • Anna Zanon 11 settembre 2015 at 13:55 - Reply

      Gentile Maria,
      se non intende separarsi, è molto importante che impari a dare dei limiti a suo marito.
      Se suo marito comincia ad urlare, le consiglio di uscire di casa dicendogli con molta calma che non accetta che lui le parli in questo modo e che tornerà quando si sarà calmato.
      Se lei non gli dà dei limiti, suo marito si comporterà sempre peggio con lei ( purtroppo questi comportamenti tendono ad avere delle escalation)

  8. elisa 9 settembre 2015 at 13:35 - Reply

    cara dottoressa,
    ho letto con molto interesse i suoi articoli, ha ragione le persone non cambino casomai peggiorano.
    Vivo una situazione molto brutta, uomo che mi insulta e perde le staffe con poco, ma se cosa le dico
    io mi riprendo la mia vita, che vada al diavolo, ho sopportato molto ora basta……
    i pazzi andrebbero rinchiusi e buttata via la chiave, la colpa e’ comunque di genitori che crescono
    figli con problemi e li vessano in continuazione,mi fano pena, io non saro’ mai più una vittima
    grazie

  9. Sara 23 settembre 2015 at 22:07 - Reply

    Cara Lucia, se dopo 5 anni di storia chiedi al tuo ex marito, che sarà stato pure tuo marito, ma è appunto anche un EX, di tornare a casa con te perché è malato…. per quanto grave la malattia, avresti potuto essere più presente con lui MA NON riprenderlo in casa sbattendotene altamente della persona che era con te da 5 anni. Mi chiedo cosa vi separate a fare, se poi dovete vivere il resto della vostra vita ferendo altre persone perché il vostro ex è “l’intoccabile”. L’hai anche lasciato con un sms…….fa bene a non tornare con te, troverà certamente qualcun’altra che lo amerà e lo rispetterà davvero.

    • Elisabetta 20 aprile 2017 at 18:19 - Reply

      Questo commento sembra scritto da una persona che vorrebbe dire queste cose non a Lucia, ma a qualcuno che l’ha ferita. Come può sapere tutta la storia, a cosa serve una risposta così?

  10. David 25 settembre 2015 at 13:25 - Reply

    Io ho subito per 8 anni le rabbie ferocissime della mia ex , rabbie che potevano essere scatenate per le ragioni più banali ed imprevedibili, soprattutto. Alla fine ho ceduto e me ne sono andato. Ora la rabbia sua mi perseguita ancora : ricatti, minacce , offese , pretese, strumentalizzazione dei figli. Non ho dubbi : so che non mi ama. Ma io resto il suo ” cestino ” preferito. La legge non mi difende, anzi. Se continua cosi dovrò scappare…ormai anche lavorare diventa sempre più difficile . L’articolo, molto bello ( complimenti ) non cita il termine “paranoia” , ma so che paranoia ed insicurezza sono facce della stessa medaglia. Possono essere persone pericolosissime . lo Stato non solo le protegge ma a volte le fomenta. Possono sviluppare una mente criminale solo orientata a distruggere. Per di più diventa per loro un’abitudine. Quand’anche si chetano perché han finito le energie , appena le recuperano ripartono. Per la vittima , specie senza protezioni legali ( i padri l’han sempre persa contro le madri) , la vita diventa impossibile.

  11. ale 25 settembre 2015 at 13:33 - Reply

    vorrei sapere se la rabbia rientra nel disturbo ossessivo compulsivo,in quanto è come, a mio parere,un pensiero appunto ossessivo che disturba la mente e quindi individuo.. quindi se fa parte del doc come tale dovrebbe essere nn nutrita,non presa in considerazione ma lasciata andare nella nosta mente..prenderne consapevolezza ma nn combaterla,lasciarla scorrere.. nn bisogna cercare di scacciarla xke gia questo implica attenzione quindi energia x tenerla viva..ma bisogna vederla ,prendere coscienza che cè e lasciarla scorrere come un pensiero qualunque,senza giudicare o porgli importanza.. è giusto quindi comportarsi come nei confronti di un pensiero ossessivo? grazie

    • Anna Zanon 27 settembre 2015 at 18:26 - Reply

      La rabbia è sempre indice di una profonda sofferenza e quindi andrebbe capita piuttosto che ignorata. A volte non si è arrabbiati tanto per la situazione attuale ma perchè la situazione che si sta vivendo riporta a galla vecchie ferite…

  12. maurizia 10 ottobre 2015 at 22:40 - Reply

    Purtroppo..mi riconosco in tutte le persone rabbiose.
    Ho avuto un’infanzia dura,durissima.
    Mio padre ha avuto amanti ovunque e mia madre ha
    trascorso la vita sua vita facendosi corrodere dalla rabbia
    e dalla gelosia dietro a un uomo assente Che nn l’ha mai
    considerata.Noi figli oggi ci portiamo dietro le cicatrici
    indelebili di un rapporto malato.
    Non ricordo un solo giorno di pace nella Mia famiglia.
    Una madre depressa e nevrotica e un padre completanente assente.
    sono una donna solare piena di énergie ma l’insicurezza la paura dell’abbandono
    ..e il timoré constante di non essere accettata a lungo andare deteriorano tutti i miei
    rapporti. Insulto chi amo esattamente per fargli provare il Mio stesso dolore, il Mio dolore
    il Mio grido disperato.
    È lacerante rendersene conto e nn riuscire a cambiare.
    Mi sento cattiva e poi piango perché mi faccio pena da Sola..perché so di nn esserlo..ho solo
    tanto dolore dentro..
    Grazie.

    • Anna Zanon 13 ottobre 2015 at 10:41 - Reply

      Grazie a lei per aver condiviso con noi la sua testimonianza. Ha mai pensato di iniziare un percorso per cercare di guarire dal dolore che si porta dentro? E’ venuto il momento di cominciare ad occuparsi di se stessa..

  13. Vittorio 20 ottobre 2015 at 17:38 - Reply

    Ho letto con molta attenzione questo articolo restandone colpito dalla esauriente e perfetta esposizione.
    In passato in qualche occasione, è capitato anche a me di perdere le staffe e arrabbiarmi, come del resto penso possa essere capitato a metà della popolazione della terra. Conosco il meccanismo del vomitare addosso alla controparte di tutto e di più con lo solo scopo di ferire, ma per mia fortuna sono sempre riuscito a fermarmi prima di dire cose di cui non pensavo, non sono mai arrivato ad umiliare ed offendere le persone a me care, anche in piena crisi irosa, anche se questo in ogni caso non abbia giovato certo ad una eventuale rottura del rapporto.
    Oggi mi sono ritrovato per la terza volta, dalla parte opposta e cioè da quello che subiva la rabbia della persona amata, per motivi a dir poco inesistenti e inutili. La nostra relazione è iniziata da poco tempo, per cui ho preferito non controbattere e cercare di capire la motivazione di questi scatti irosi, interrogandomi se per caso non avesse avuto ragione, per un mio comportamento “sbagliato” o per qualche cosa che forse avevo detto e che senza rendermene conto l’aveva offesa. Ma non è facile parlare con chi segue le sue logiche e le sue verità ignorando e anzi, offendendo anche con ironia le tue scuse o il tuo punto di vista. Scuse che tra le altre cose non sapevo neppure per cosa scusarmi. Alla fine, in tutte quelle sue verità vomitatomi addosso, emergeva in sostanza il fatto che lei non si fidasse degli uomini e quindi neppure di me. Avrei voluto abbracciarla e dirle che non c’era nulla di vero in quello che diceva, ma dopo questa terza sfuriata ho sentito la necessità di andarmene, perchè avrei rischiato di lasciarmi trascinare in quel gioco al massacro ribattendo colpo su colpo e rabbia su rabbia, con il solo risultato che ci saremmo fatti ancora più male per nulla. Forse avrei dovuto tenere duro e aspettare che si calmasse ma quando ti feriscono così profondamente non se ne ha la forza. Io credo che la frase ” di te mi fido ma non ti credo” sia un po’ come amare, ma senza usare il cuore..!!! ..del tutto inutile. E mi chiedo, citando una frase di un autore a me caro, ” come si può dire di amare una persona e recarle così tanto dolore con offese e insulti? ”
    Grazie.

    • Anna Zanon 22 ottobre 2015 at 10:03 - Reply

      Si, può quando si capisce che a parlare non è la persona ma sono le sue paure..
      Non è detto però che si riesca a sopportare degli attacchi così feroci. Il mio consiglio, quando la persona inizia a vomitarle addosso tutta la sua rabbia, è quello ( ove possibile) di interrompere questo sfogo distruttivo.

      • Pippo 22 ottobre 2015 at 18:39 - Reply

        Mi scusi, ma non sono molto d’accordo con lei, nel senso che a leggere quanto ha scritto mi sono come ritrovato in un quadretto perfetto nella storia con la mia ex, in cui ero quello a ricevere questi sfoghi di rabbia anche se a far piu’ male (oltre agli insulti) era la continua sua gelosia (moltissima nei confronti del mio rapporto con la famiglia) e mancanza di fiducia. Lei dice che “a parlare non e’ la persona ma sono le sue paure”, ma mi scusi… a negare la fiducia e a voler usare la persona “amata” come sacco su cui vomitare addosso chi e’? Sono le paure? La persona con le paure che ruolo ha in questa storia? Sarebbe una marionetta controllata dalle paure, o non sono forse anche le paure ad essere parte caratterizzante della persona stessa? Si puo’ definire relazione quella in cui non c’e’ ne’ rispetto ne’ fiducia? Quando si dice “ti amo” a qualcuno, cosa vuol dire veramente? Se vuol dire semplicemente “voglio passare quanto piu’ tempo con te”, credo che sia un concetto abbastanza riduttivo, perche’ come lei ha affermato nell’articolo la persona irosa in genere ci tiene molto alla relazione… ma e’ la relazione da salvaguardare o l’altra persona con tutti i suoi pensieri e sentimenti di cui avere cura? Perche’ se chi tratta male qualcuno magari ci tiene alla relazione, ci tiene veramente all’altra persona nel senso di volere la sua felicita’ e che non soffra? Che differenza c’e’ tra il quadro che lei ha descritto e una situazione di abuso emotivo? Ci sono abusi volontari o involontari, ma sempre di abusi si tratta, per chi li subisce. E la vittima sarebbe colui o colei che non sa capire e/o gestire le paure dell’altro/a? (Mi scusi per le tante domande in sequenza, ci penso tanto da tanto tempo, e mi piacerebbe in qualche modo avere qualche risposta a riguardo…) Sembra quasi che il colpevole sia in realta’ la vittima, colei che non ama abbastanza da capire queste dinamiche e che sono le paure a parlare. Credo che sia questo il punto fondamentale da chiarire. Qualche volta, per far capire questi concetti alla mia ex, le dicevo che se si considera l’altra persona come “preziosa” e’ come avere una macchina “preziosa”, diciamo una Ferrari. Non perche’ io valgo tanto, ma semplicemente perche’ quando usiamo le parole “tesoro”, ad esempio, intendiamo dire che quella persona e’ “preziosa” agli occhi dell’amato. Se avessimo una Ferrari, la useremmo per fare un rally nel fango? Anche la persona piu’ rabbiosa molto difficilmente lo farebbe, allora vuol dire che le paure sanno incanalare determinati comportamenti ma allo stesso tempo la persona, se vuole, sa reprimerne altri. Anche la persona piu’ rabbiosa sa contenersi ad esempio con il proprio capo ma si sfoga e vomita addosso l’inverosimile sul partner. Non credo, quindi, che siano (solo) le paure a parlare, ma anche una cultura (magari appresa in famiglia o nel corso degli anni) secondo la quale non e’ cosi’ grave offendere per scaricare le proprie paure. E’ quindi una scelta, una consapevole scelta che genera determinati comportamenti giudicandoli come normali, tanto poi basta dire “scusa” e tutto passa. Fa niente che la vittima vive camminando continuamente sulle uova e arriva sull’orlo dell’esaurimento nervoso: e’ tutto normale, e anzi sarebbe strano se cosi’ non fosse.
        Credo, percio’, che occorra una propaganda forte a condannare qualunque di questi atteggiamenti e promuovere il rispetto e la fiducia all’interno di una relazione, senza le quali non si puo’ parlare, appunto, di relazione. Si puo’ anche analizzare il problema e cercare le paure che originano sospetti infondati, ma dicendo frasi come “la rabbia testimonia la presenza di un forte legame” si incentivano determinati episodi perche’ se non si hanno dinamiche rabbiose allora vuol dire che il legame potrebbe essere debole (provati sulla mia pelle questi ragionamenti), oppure dicendo “a parlare non è la persona ma sono le sue paure” si deresponsabilizza chi compie determinate azioni. Fino a qualche anno fa la violenza fisica era presente in moltissime relazioni, perche’ appunto considerata normale, poi fortunatamente si e’ cominciato a far capire che e’ un comportamento sbagliato e le cose, in buona parte, sono cambiate. Riguardo a quel tipo di relazioni, dubito che si userebbero frasi come “la rabbia (violenza) testimonia la presenza di un forte legame” o “a parlare (picchiare) non è la persona ma sono le sue paure”. Quando ho lasciato la mia ex, una delle varie cose che mi ha detto e’ “stai facendo una scelta sbagliata perche’ non ti avrei mai fatto del male”. Forse non mi avrebbe mai preso a pugni (anche per una differenza di stazza), ma di male me ne aveva fatto gia’ tanto con le false accuse e gli insulti, ma appunto non si e’ resa conto di quanto male generano: l’importante e’ non fare un occhio nero… il resto non e’ cosi’ grave. Credo che occorra cominciare a usare un metro molto simile per la violenza verbale, altrimenti nulla cambiera’.

        • Anna Zanon 23 ottobre 2015 at 18:30 - Reply

          Salve, cercare di comprendere le cause di un atteggiamento sbagliato non vuol dire giustificarlo. Le ho suggerito questa chiave di lettura perchè lei mi sembrava molto ferito ( e risentito) dal comportamento della sua ex. Con questo non intendo dire che lei dovesse accettare la violenza verbale della sua compagna..

      • Vittorio 23 ottobre 2015 at 17:29 - Reply

        La ringrazio per la risposta.
        L’altro ieri sera ho provato a contattare la mia compagna per vedere se si poteva parlare o almeno capire..per tutta risposta non mi ha neppure fatto parlare, ha detto che me ne ero andato e che quindi avevo deciso di farla finita, che non gliene frega niente di me che non ero la persona che cercava e che ierì nel pomeriggio sarebbe uscita con una sua vecchia fiamma. Che dire…che sia vero o non vero ha ritenuto più giusto offendere ancora che parlare. A questo punto mi fermo…non ho armi per difendermi o controbattere.

  14. anonella 21 ottobre 2015 at 12:21 - Reply

    Mi riconosco anche io in questo articolo che lei ha pubblicato…dico cose nel momento di rabbia che non penso veramente…alcune volte sfogo la mia rabbia tramite sms specialmente con la persona che amo….ho un rapporto complicato con il mio uomo lui è sposato e quando mi trascura penso tante cose così gli dico che lo lascio e lo lascio libero da me….alcune volte piango la sera perchè ne ho bisogno per sfogare la rabbia che ho in me…ma non è solo lui che scatena questa cosa in famiglia la mia situazione familiare è diventata pesante sono diventata una specie di badante perchè c’è mia zia a casa mia che sta male ha bisogno di farsi l’insulina e l’unica capace a farla sono io perchè mia madre e gli altri non sono capaci…poi anche mia madre non sta bene…. tempo fa è caduta fratturandosi l’omero e la spalla così le hanno messo la protesi ora non può più fare tante cose così le faccio io quelle che non può più fare lei…in questo momento sono stressata ho tutto sulle mie spalle…così si accumula la rabbia e certe volte sfogo a casa con gli oggetti o con l’autolesionismo dandomi delle botte in testa,sbattendo la testa nel muro o sbattendo le mani nel muro o su altre cose…io credo che la colpa di questo e nella mia famiglia perchè sono ottusi di testa retrogradi con i paraocchi con troppo regole per paura che la gente che parli io sono diversa da loro…ho una mente elastica che va oltre a certi pregiudizi…loro mi stanno soffocando ora di più perchè si è aggiunta anche mia zia che ha pure l’alhzeimer così la mia vita è diventata un inferno….ma con il mio amore è una rabbia diversa non la aggredisco con botte ma gli faccio male in un altro modo con le parole quando gli dico che lo lascio o me ne vado con un altro….ho paura dell’abbandono che lui mi lascia così cerco io di lasciarlo per primo e un autodifesa che mi creo io….ma quando capisco che sbaglio con lui gli chiedo scusa che non penso veramente quelle cose…e una mia sofferenza che deve uscire se no scoppio così gli faccio male per fargli capire che sto soffrendo…il problema e che da piccola ho subito violenza credo che ancora porto gli strascichi di questa cosa…l’unica volta che stavo bene quando lavoravo qualche anno fa un lavoro manuale che mi faceva stancare e mi sentivo soddisfatta per quello che facevo ero tranquilla…menomale che riesco a piangere cosi almeno sfogo un pò la rabbia in questo modo…grazie dottoressa Zanon per questo articolo buona giornata…..

    • Anna Zanon 22 ottobre 2015 at 09:46 - Reply

      Gentile Antonella, mi sembra che la sua rabbia celi una profondissima sofferenza sia con la sua famiglia sia con il suo uomo che è sposato e che non può darle quello di cui lei avrebbe bisogno.
      Eppure questa rabbia è anche un campanello d’allarme che non può essere ignorato: dov’è è lei in tutto questo? I suoi bisogni vengono sempre dopo quelli di altre persone e anche allora non sono soddisfatti..Lei deve curarsi degli altri ma chi pensa a lei?
      Io credo che lei stia arrivando al limite delle sue risorse e non può andare più avanti così.
      Il mio consiglio è quello di farsi aiutare per cercare di cambiare questo stato di cose ( si le soluzioni ci sono ma quando si è troppo coinvolti in una situazione non si riesce a vederli)

  15. Eleonora 3 novembre 2015 at 15:04 - Reply

    Gentile Dottoressa,
    ritrovo in tutto ciò che ha descritto in questo articolo le problematiche che vive il mio fidanzato, la rabbia che esprime verso le persone a lui piu care e da più di un’anno che stiamo insieme anche nei miei confronti. Credo che il gran dolore che porta dentro abbia origini familiari che si porta dietro dall’infanzia e che ha paura di accettare… Ma questi sono problemi che andrebbero affrontati da un’esperto, se solo lui lo volesse. Quando ha questi forti attacchi di rabbia, che nascono per cose veramente banali, diventa violento verbalmente, dice cose offensive e poi dopo se ne pente passando da uno stato emotivo all’altro nel giro di poche ore. Cade nella depressione, in sfiducia verso se stesso, ed esprime sensi di colpa per ciò che ha fatto. Quando si arrabbia cerco sempre di mantenere la calma, ma sono anche io una donna con i miei sentimenti e sono ormai stanca di sopportare i suoi attacchi, perché anche se lo perdono per quello che dice in quei momenti, senza rinfacciargli nulla di quello che fa, non riesco più a vivere questo rapporto in maniera serena, ma con la continua paura che lui possa arrabbiarsi da un momento all’altro, essendo io di mio una persona molto pacifica e aperta al dialogo costruttivo. Ho provato tante volte a consigliarli un percorso terapeutico ma non vuole accettarlo. Giorni fa gli ho detto chiaramente che così non è possibile andare avanti. Mi sto dando del tempo per riflettere. Cosa mi consiglia fare? La ringrazio di cuore in anticipo.

    • Anna Zanon 4 novembre 2015 at 18:38 - Reply

      Posso capire la sua sofferenza: le brutte parole anche se dette in un momento di rabbia lasciano dei lividi nell’anima che non è sempre possibile guarire. Se il suo fidanzato non si controlla, può provare a dargli lei dei limiti ( un consiglio per tutte le persone in questa situazione : mai subire!) interrompendo la discussione e lasciando se è possibile la stanza o la casa.
      In quei momenti il suo fidanzato non sa controllarsi e ha bisogno di un aiuto esterno che lo aiuti a contenere questo fiume di rabbia

  16. Skoltan 10 novembre 2015 at 09:50 - Reply

    Credo di essere uno dei “rabbiosi”. Una di quelle persone descritte abbastanza bene nell’articolo della dottoressa. Alla fine è vero. Sono timoroso, ho paura di perdere l’affetto che altri, in passato, mi hanno negato o che il fato mi ha negato.
    Credo di essere una persona amorevole. Do tanto, do tutto me stesso. Ma appena intuisco o “leggo” nel comportamento della mia eventuale partner un segno di distacco, inizio a rodermi internamente.
    Cerco di leggere i segnali, apparenti, come normali alti e bassi di una relazione. Il non rispondere ad un sms come un semplice motivo di impegno lavorativo. Ma, alla lunga, quando queste cose si manifestano più e più volte, la lettura ottimistica dell’evento non funziona più.
    E allora inizio a covare risentimento, tenendomelo però ben stretto dentro di me. Ma poi, purtroppo, tendo ad esplodere. E quando lo faccio, anche volontariamente, faccio terra bruciata attorno a me. Ferisco la partner sputandole addosso tutte le sue (presunte) mancanze. Non nascondo che a volte l’attacco verso lei sia proprio per cercare di spronarla. Di dimostrarmi, se ce ne fosse ancora bisogno, che mi vuole bene, che tiene a me. Ma il mio comportamento, il comportamento del “rabbioso” è logorante per chi lo subisce. Lo so, ne sono conscio.
    E so che per quanto ci possa essere affetto ed attenzione dall’altra parte, dopo tante rasoiate ricevute, l’altra persona si stanca. Non combatte più. Perchè, sui piatti di una ipotetica bilancia, i contro iniziano a pesare più dei pro.
    Cosa fare quindi? Le soluzioni, forse le conosco. Tutte partono da una analisi interna di me stesso e del mio rapportarmi con le persone. Ma, purtroppo, ogni volta cado negli stessi errori. Nelle stesse paure.
    Chi prova rabbia ha paura. Paura di non essere amato, di non essere cercato, di non essere capito, di essere escluso alla prima occasione.
    A volte ci facciamo male noi stessi, rabbiosi, volontariamente. Per evitare o anticipare il dolore che altri potrebbero farci.
    Tutto qui…

  17. Eleonora 14 novembre 2015 at 21:32 - Reply

    Gent.ma Dott.ssa,
    La persona che in questo articolo descrive sono io. Da un anno a questa parte inveisco brutalmente (a parole e con le mani) nei riguardi del mio compagno.
    Ogbi volta che litighiamo o che mi risponde male inizio ad urlare cone una pazza mi picchio da sola, sino poi ad arrivare a lui.
    Soffrivo anni fa di epilessia mi trovarono una ciste accanto il cervello e fui operata e sospesero le medicine.
    Non so perche faccio cosi mi faccio schifo lui non ha mai reagito ed io mi odio. Non capisco cone possa amare una schifezza come me. Penso che sono una aprofittatrice perche so che lui nn mi farebbe nulla. Vorrei inttaprendere una cura ma non ho denaro e non so che fare. Ho paura. Paura anche perche non posso avere un bambino con questo carattere. Mi aiuti

    • Anna Zanon 21 novembre 2015 at 08:56 - Reply

      Cara Eleonora, purtroppo se lei non si fa seguire da qualcuno non può uscire da questa situazione. Qualsiasi consiglio che io le possa dare ( come quello di credere all’amore del suo compagno per lei) sarebbe inefficace. Perchè non si rivolge al CPS della sua zona? Credo che nel suo caso un farmaco potrebbe aiutala a controllarsi meglio.

  18. stefano 16 novembre 2015 at 09:42 - Reply

    Buongiorno gentilissima Dottoressa.
    Ho letto con attenzione il suo articolo e lo trovo interessante. Sono un marito e da un pò di tempo sono vittima delle continue arrbbiature di mia moglie. La questione è che l’anno scorso di questi tempi ho intrecciato una comunicazione in chat con una donna di cui ricordavo all’epoca del liceo. Inizialmente avevo condiviso con mia moglie questo contatto e le cose che si scrivevano su FB. Poi la conversazione è passata su WAPP e diciamo che è diventata più intima, ma non volgare almeno da parte mia). Avevo imbroccato un colpo di testa che mi faceva sragionare; addirittura avevo pensato ad un incontro con l’altra che non c’è mai stato, nemmeno ci si è incontrati. Non riesco a capire cosa mi sia accaduto all’epoca, di fatto per poter uscire da quella situazione ho chiesto aiuto a mia moglie che è l’unica mia confidente e le ho raccontato tutto, anche se in parte (la verità poi l’ho messa tutta a nudo con il tempo). Premetto che mia moglie è molto gelosa e l’accaduto, ovviamente l’ha fatta andare su tutte le furie. sta di fatto che ormai da un anno vivo il continuo tormento di essere continuamente offeso, non solo per questo evento; la cosa spiacevole è che lei di tutta una vita passata insieme (circa 24 anni, fra fidanzamento e matrimonio, con due figli) ora lei mi continua ad insultare per tutti gli episodi spiacevoli cjhe mi hanno caratterizzato. Magari cose molto marginali, ma tutto va bene, pur di ferirmi e denigrarmi. Dopo circa tre mesi dall’accaduto avevamo intrapreso un percorso di cura presso una psicologa, ma si è rilevato poco fruttifero. ora da circa un mese ci siamo rivolti ad una seconda professionista che a mio parere è più brava, professionalmente parlando. La mia domanda a lei (perchè ogni informazione che possa aiutarmi a discernere meglio, mi è salutare) è capire se effettivamente la cosa col tempo si potrà appianare o pensa che la soluzione ultima, della separazione o della morte (mia ovviamente), possa porre fina a questo misfatto. Sono molto giù, psicologicamente vulnerabile e vorrei solo spegnere l’interruttore di tanta sofferenza. la ringrazio in anticipo se decidesse di rispondere. Cordialità. Stefano.

    • Anna Zanon 21 novembre 2015 at 08:43 - Reply

      Buongiorno, credo che il problema sia che questa sua cotta virtuale per un altra donna abbia incrinato la fiducia di sua moglie nei suoi confronti portando a galla una serie di insoddisfazioni e rancori che duravano da tempo. E’ stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Non so come fosse il vostro rapporto prima di questo episodio ma credo che ci fosse un insoddisfazione reciproca visto che lei si è infatuato di un altra donna.
      Questo periodo per quanto difficile può essere positivo perchè è come se steste facendo le pulizie di fino: sta venendo a galla lo sporco ( la rabbia, i rospi buttati giù) nascosto sotto un armonia che era solo apparente.
      Io non so dirle quanto andrà avanti e come evolverà il vostro rapporto ma le posso dire che questa crisi è una preziosa occasione per riprendere il vostro rapporto su nuove basi.

  19. stefano 1 dicembre 2015 at 09:16 - Reply

    Grazie. Effettivamente è ciò che sta accadendo.

  20. Piggi 21 dicembre 2015 at 12:19 - Reply

    Gentile dott.ssa, le espongo la mia situazione, sperando riesca a descriverle nel modo più completo possibile ciò che sto vivendo.
    Ho una relazione da più di due anni con un mio ex collega, o forse “avevo”. All’inizio sembravo essere la persona più importante della sua vita, mi dedicava attenzioni anche eccessive, parole importanti che in qualche modo mi rendevano dubbiosa, come se la sua fosse una richiesta d’affetto e di attenzioni smisurata rispetto all’evolversi della ns. relazione. Ero contentissima ma al tempo stesso non capivo queste improvvise accellerate sentimentali. Ancor prima del ns. primo appuntamento mi dedicava pensieri importantissimi, investiva il suo “amore” e la sua “passione” su un rapporto che era ancora agli albori e stava per nascere. Mi diceva che era innamorato, che gli mancavo come l’aria, mi ringraziava per esserci perchè lo rendevo felice e tutto questo prima ancora di iniziare a frequentarmi nel concreto. Quindi grande corteggiamento e attenzioni quasi maniacali prima ancora di iniziare concretamente la relazione (mi scriveva di notte, all’alba…e in qualsiasi momento della giornata). Voleva sapere ogni cosa di me, della mia infanzia, delle mie sofferenze….sembrava essere la persona più sensibile sulla faccia della terra. Poi all’improvviso tutto ha preso una piega diversa…. Dopo un mese di messaggi, telefonate, mail, abbiamo deciso di vederci e di trascorrere insieme due giorni. Siamo stati benissimo, ma una volta rientrato a casa (lui abita in un’altra città) sono iniziati i problemi… Mille dubbi per la sua fisicità, sottostimandosi come bellezza e sovrastimando invece me, mille paranoie perchè non capiva e non capisce che cosa trovi di bello in lui, perchè si vede brutto e fisicamente poco dotato. E’ iniziata una gelosia ossessiva e distruttiva, addebitandomi ogni colpa per ricevere apprezzamenti anche sani da parte di altre persone, perchè ero io che con il mio modo di fare li attiravo, ero io che con il mio camminare o semplicemente l’essere solare (secondo lui) cercavo conferme negli altri. Cosa che gli ho spiegato tentando di smentire piu che potevo questi insani pensieri, cercando in tutti i modi di trasmettergli sicurezza, di fargli capire che non mi interessavano, che pensavo solamente a lui…a “noi”. Quindi ha iniziato con il disprezzarmi, con il costruirmi altre storie inesistenti, mortificandomi e definendomi una persona facile. Nonostante tutto abbiamo continuato a vederci, a sentirci….ero quasi sempre io che lo cercavo scusandomi quando in realtà non era necessario perchè non avevo commesso nessuna mancanza di rispetto e non avevo nessun pensiero al di fuori di lui. Siamo andati avanti così per molto tempo…in cui IO lo rincorrevo per dimostrargli il contrario di tutto quello schifo che mi aveva costruito attorno. Poi un giorno ha deciso di troncare definitivamente, di farla finita e di non sentirci più perchè non si fidava di me e perchè lo esasperavo con i miei messaggi, nel frattempo ha anche cambiato lavoro. Dopo un paio di mesi mi ricontatta e da lì a poco ci siamo rivisti su sua richiesta…. Mi ha detto che lui è fatto così, che tratta male le persone che gli voglio bene, che è sempre stato così. E’ stato trattenuto perchè non voleva trattarmi come l’ultima volta e che dovevo cercare di capirlo. Io gli ho detto che non potevo mai pensarlo come amico o semplicemente ex collega e che doveva capire anche me. Quindi dopo qualche settimana mi chiede di vedermi un’altra volta, siamo usciti in moto. Da tutto il suo trattenersi alla fine ne è scaturito un bacio e una volta rientrati a casa ci siamo scritti nuovamente, con rispetto e normalità. Poi, trascorse due settimane, ha iniziato di nuovo a trattarmi male, umiliandomi, definendomi una gatta morta e ancora costruendomi attorno uomini inesistenti…sotterrando sempre di più il mio umore, rendendomi triste e sofferente come lo sono tutt’ora. Lui non ripsonde più a nessun messaggio, sembro esser diventata una nullità, la persona più spregevole sulla faccia della terra..
    Dott.ssa capisco che non è facile far diagnosi da un semplice racconto ma le chiedo una sua opinione, una visione che non riesco razionalmente a trovare. Io sono innamorata di questo uomo, nononstante tutto, lo amo e mi trovo nel pieno della disperazione …. non so se si possa definire patologico e non so più come comportarmi.
    La ringrazio di cuore

    • Anna Zanon 23 dicembre 2015 at 10:36 - Reply

      Buongiorno, non sarebbe professionale fare una diagnosi via internet su una persona che non ho mai visto, però da quello che mi racconta il comportamento del suo ex sembra essere quello di un uomo con una personalità disturbata nel senso clinico del termine.
      L’ alternanza improvvisa e brusca tra fasi di normalità e fasi di svalutazione ( in cui le butta addosso tutto lo ” schifo”) fa pensare ad una personalità scissa e instabile. Lei purtroppo non può farci nulla: lui non riesce a fidarsi e per questa ragione non riesce a stare nella relazione e deve distruggerla.
      La capacità di fidarsi si forma nel primo anno di vita: una persona che ha interiorizzato esperienze negative precoci non riuscirà a fidarsi degli altri per quante dimostrazioni di affetto riceva. Si salvi..perchè questa relazione rischia di distruggerla psicologicamente

  21. Nathalie 9 gennaio 2016 at 15:57 - Reply

    Che dire… ?
    Io ho represso tante emozioni con il mio compagno che è proprio uno che si arrabbia con tutti e per tutto. Ora che non ne posso più , sono io quella che urla tutta la sua frustrazione.
    Ho tentato in tutti i modi di fargli capire che il suo egoismo , egocentrismo e il fatto che sfrutta tutti co presa me mi faceva male. Ad ogni lite lui rinnovava promesse dicambiamenti e parole d’amore estasiastiche. Ma dopo un paio fi giorni tutto torna uguale.
    Dopo l’ultima litigata feroce scatenata dal suo pessimo comportamento con mio fratello e dopo averlo offeso pesantemente , non ne posso pkù e sto cercandomi un appartamento. Non so se riuscirò ad andarmene ma ora sono bloccata emotuivamente. Non ho più voglia di discutere di niente con lu.
    Mi sono già separata dal marito ed era lui la mia speranza di stare meglio mi ero innamorata con colpo di fulmine…
    Ho avuto un ‘ infanzia dura e sono cosciente di avere delle carenze affettive.
    Ma non sono compatibile con lui. Non ce la faccio piû a sopportare tutte le sue critiche su tutto e tutti.

  22. Ivan 18 gennaio 2016 at 20:23 - Reply

    Salve dottoressa mi Chiamo Ivan 37 anni.amo tanto la mia ex e vorrei capire se nella rabbia che prova per me c’è ancora del sentimento da parte sua nei miei confronti.mi ha lasciato da 4 mesi perche gli ho provocato a causa deo miei comportamenti forte rabbia e rancore.adesso sono psssati 4 mesi dalla separazione,per i primi due mesi l ho supplicata di perdonarmi dicendole che sarei cambiato (da quello che racconta adesso ha confermato che delle sue amiche mi vedono cambiato e lei ci crede ma dice che e buon per me e per la mia prossima ragazza)adesso sono trascorsi altri due mesi senza piu chiamarla ne altro applicando il principio del nessun contatto suggerito nel web.la settimana scorsa una mia amica che è anche sua gli ha chiesto se mi ero più fatto sentire,la mia ex le ha risposto con tranquillità dicendo di no,oggi invece alla stessa domanda che gli ha rifatto ha risposto molto arrabbiata minacciando che sarebbero guai se la dovessi chiamare e che dovevo pensarci prima a non trascurare e non adesso che è troppo tardi.secondo lei Cos ha nel cuore la mia ex?grazie dottoressa

  23. Nereo 2 febbraio 2016 at 14:50 - Reply

    Salve dottoressa. Non so di preciso perché le sto scrivendo. So che le risposte all’inferno che sto vivendo da qualche anno, risiedono soltanto in me e nessun altro. Quindi, in definitiva, Lei non potrebbe aiutarmi, anche volendo. Almeno non su un sito internet. Ho sempre rifuggito l’idea di seguire un percorso psicologico, per il semplice fatto di essere sempre stato certo di non averne bisogno. Ma ultimamente mi sto ricredendo. Avrei bisogno di un percorso psicologico, di una buona cura ricostituente per combattere la depressione anche fisica, ed un esercito di frati francescani che mi rinnovino la fede e la credenza nel matrimonio tra un uomo ed una donna. Lo dico perché sono stremato. Mia moglie è una campionessa mondiale di irascibilità. Ormai non passa giorno che non ci sia il rischio di accendere un focolaio più o meno grande di irascibilità e collera. Ormai conosco la forma biologica della collera. Riesco a dare un volto ed un nome a questa forma di repressione. E quando hai anche dei figli, nel mio caso una figlia, allora la repressione diventa schiavitù. Gli amici ti consigliano di “non darle retta, falla sfogare”. Ma è impossibile. Sono costretto a partecipare mio malgrado a scenate tremende di urla, insulti, strattoni, bava alla bocca, vene gonfie ed occhi luciferini. Si trasforma. Un diavolo al confronto è un angelo vestito di rosso. E ciò che è peggio, non si ferma nemmeno davanti alla figlia piccola che piange a dirotto. Di sicuro è una donna che vive una profonda situazione di disagio, e che ha vissuto in passato pesanti screzi con la mia famiglia di origine, in particolare con mio fratello. Da allora, dopo almeno 4 anni, viviamo tutti i giorni lo stesso giorno. Lo stesso dolore. Anzi di più. Mi sono allontanato quasi del tutto dalla mia famiglia di origine. Ma non è ancora abbastanza. Nel suo immaginario dovrei combattere per la sua affermazione familiare, affinché lei fosse trattata meglio dalla mia famiglia. Ma c’è un piccolo particolare: praticamente la mia famiglia di origine è stata annientata. Frequentiamo solo mia madre anzianissima per un paio di ore al mese, per permetterle di vedere la bambina. Ma ogni volta è comunque una storia e si finisce con assurdi e pretestuosi litigi, ed ovviamente attacchi d’ira prossimi all’epilessia. E questo già solo per la presenza di mia madre, che ormai è uno zombie. Da anni non parla più di niente per paura di sbagliare qualcosa. Ho dato tutto a questa donna. Tutto quello di cui disponevo, ed oltre. Lo dico con cognizione di causa. Veramente mi sono annullato in modo tragico per portare avanti il nostro progetto di vita. Ma sono allo stremo. Sono quasi certo che non mi ama più da tempo e che tornerebbe volentieri a vivere dai sui genitori, a 40 anni, portandosi con se la bambina. Il grande ricatto. Dopo anni di collera e nervature, arriverà presto il momento in cui sarà lei ad andarsene sfasciando la famiglia. Ed io, onestamente, non so più che fare. Mi sento impotente, incastrato tra una esplosione di urla ed una stracciata di capelli. La sua famiglia di origine, ovviamente, la appoggia in pieno su tutto. Per loro io sono l’untore. Io che l’ho sempre amata e trattata come una regina, mettendola davanti alla mia stessa vita. Quindi è già tutto pianificato. Dottoressa, sto provando di continuo a lenire le ferite che mia moglie si porta dentro e che generano la collera continua. Ma sembra impossibile. C’è qualche miracolo possibile che possa evitare che presto, incolpevolmente, io debba vivere lontano da mia moglie e mia figlia, luce dei miei occhi? Ultimamente il mio pensiero è questo: magari dovessi combattere contro una malattia, di certo, avrei più speranze di farcela. Mia moglie è un circuito chiuso. Lei sa tutto, lei prevede sempre il male, pensa sempre a male, e nelle persone è capace di far emergere tutti i difetti possibili. Io ho vissuto sempre una vita leggera. Sono stato punito da me stesso. Mi sento come una persona mortificata che ormai ha come unica possibilità quella di accettare il tragico e collerico destino impostato dalla propria moglie. Ho anche vergogna a scriverle onestamente. Per quante parole io possa scrivere, non ce ne sarà mai nessuna capace di descrivere il vuoto pneumatico che sto vivendo in questi tempi.

    • Anna Zanon 3 febbraio 2016 at 08:35 - Reply

      Buongiorno, lei non dovrebbe subire passivamente l’ira di sua moglie ma darle dei limiti. Se non lo fa, sua moglie la tratterà sempre con minor rispetto..

      • Nereo 3 febbraio 2016 at 10:57 - Reply

        Cerco ogni volta di indicarle chiaramente i limiti, cercando di non urlare anche io. Cercando di dar fondo a tutta la pazienza di cui dispongo. Ma il risultato è un aumento ancora più drammatico delle urla, con addirittura collassi collerici. Il bello poi, è che agli occhi degli altri finisco ad essere anche io l’untore. Quello che la fa stare male, che non sa prenderla, che le provoca questi malesseri. E’ una prigione ben congegnata. Dovunque mi muovo c’è dolore. Sono impotente davanti a questa furia. Sprigiona odio da tutti i pori, e quando non si lascia andare all’odio, fa comunque qualcosa per rabbuiare la più bella giornata di sole. Un inferno dantesco. Non le farò mai il seppur minimo male. Ma io non so per quanto ancora riuscirò a farcela. Sono stremato ed annientato. Non riesco nemmeno più a concentrarmi sul lavoro, sono in confusione totale. Mi dimentico tutto. Certe volte ho paura del degrado raggiunto dal mio cervello. A forza di stare attento a qualsiasi dettaglio, parola o atteggiamento, e l’incredibile impegno nel recitare la parte del marito “normale e comprensivo”, il mio stato psico-fisico si sta irrimediabilmente compromettendo. E la cosa più incredibile è che devo essere io a giustificarmi. Io, e la mia famiglia di origine ormai da anni spazzata via. Noi, l’esercito dei malvagi che sta deturpando un così dolce e delicato fiore. Peccato che di questo passo, il delicato fiore a cui ho dedicato tutta la mia esistenza, mi perderà. Probabilmente finirò sottoterra uno di questi giorni. Oggi già ci sono psicologicamente. Chissà, di questo passo il mio corpo cederà. Lo sento. E’ un malessere che ormai si è insinuato in ogni mia singola cellula. E mi trascino, giorno per giorno. Aspettando la prossima escalation di collera. Stando lì ad assorbire i colpi senza poter fare praticamente nulla.

        • rew 7 agosto 2016 at 22:40 - Reply

          ciao, come ti capisco, hai descritto quasi la mia vita, sono sposato con una donna che soffre di disturbo di personalità con episodi di ira, principalmente si sfoga su di me, ha fatto terra bruciata intorno a noi con tutte le persone che lei “classifica” come nemici! Lei alterna periodi di calma apparente in cui sembra un agnellino a periodi di ira e cattiveria, mi sono fidato di lei in un periodo in cui sembrava essere diventata piu’ tranquilla e “malleabile” e ho deciso di avere un bambino, purtroppo dopo la nascita di nostro figlio invece di calmarsi ha iniziato nuovamente piu’ agguerrita di prima, nonostante il bambino che ha pochi mesi, lei continua con le sue “esplosioni” e non si riesce a fermare ma la cosa piu’ assurda che non ha la consapevolezza di quello che fa, sempre tante giustificazioni, magari di cose banali, che la fanno reagire in questo modo!
          Sono anche io disperato perchè non c’è una soluzione, è sempre peggio , giorno dopo giorno ti annientano sia fisicamente che psicologicamente, sono costretto a restare con lei perchè c’è il bambino , altrimenti avrei provato a scappare via da lei…

          • Anna Zanon 13 agosto 2016 at 15:40

            Ma ha provato a convincere sua moglie a farsi seguire? So che non sarà facile, ma un sostegno psicologico e/o farmacologico aiuta. Se sua moglie rifiuta, il mio consiglio è quello di chiedere una consultazione per sapere come comportarsi. Purtroppo c’è anche il rischio che il bambino finisca per risentire del clima teso che si respira in famiglia

        • Alessandra1979 7 novembre 2016 at 17:41 - Reply

          Se posso permettermi Nereo , con tutta la delicatezza che posso ti suggerisco di DIVORZIARE.
          Mio padre ha sposato la stessa donna che hai sposato tu. Sono insieme da 45 anni. Logorato fino allo stremo ora ha il parkinson e la ludopatia.
          Questa coppia ha generato due figlie che sono rimaste profondamente traumatizzate.
          Ns padre ci ha abbandonate mille anni fa, non ci ha mai protette da lei, mai aiutate, anzi… ha sempre e solo sorretto lei in tutte le sue esplosioni di cattiveria. Ora noi non proviamo più niente nè per lui nè per lei solo rabbia, frustrazione e delusione.
          Se ami tua figlia stalle vicino non lasciare che il dolore/rabbia di tua moglie distrugga il vs rapporto. Tua figlia ti ripagherà di tanto sacrificio.
          La sua famiglia ti odia, chissene, pensa al benessere tuo e di tua figlia restituisci loro l’adorato pacco urlante.
          Benedici il fatto di essere padre. Al giorno d’oggi non è scontata nemmeno la fertilità.
          Un abbraccio
          Alessandra

          Alessandra

  24. Flender 8 marzo 2016 at 09:21 - Reply

    Un esempio banale… Si può dire di amare la pizza con i carciofi ma senza carciofi?

    • Anna Zanon 9 marzo 2016 at 10:47 - Reply

      Se lei intende la capacità di avere un amore maturo, ha perfettamente ragione : chi si adira frequentemente con il proprio partner non ha una piena capacità di amare. Non tutte le persone hanno una buona capacità di gestire le proprie emozioni,per cui molti , pur volendo bene ( anche molto bene) al proprio partner, non riescono a gestire le proprie paure e insicurezze ed esplodono.

  25. adele 16 aprile 2016 at 09:11 - Reply

    Cara Dott.ssa complimenti per il suo articolo. Il mio fidanzato ha nei miei confronti queste crisi di rabbia esattamente come le descrive lei e vorrei capire cosa si può fare. Ormai mi ha detto cose pesanti che stanno distruggendo il nostro rapporto. La ringrazio per la sua risposta

    • Anna Zanon 18 aprile 2016 at 09:49 - Reply

      Gentile Adele, per stare con una persona ” rabbiosa” bisogna imparare a darle dei limiti..mai subire..

  26. Mark 20 maggio 2016 at 17:06 - Reply

    Le faccio i miei complimenti per l’articolo. Essendo stato io stesso vittima di esplosioni di rabbia sulla mia ex ragazza, dovute più alle mie paure e insicurezze che sui gesti reali. Ciò dovuto anche all’insanità del rapporto. Ho avuto una relazione (la mia prima) durata 5 anni con una ragazza MOLTO probabilmente dipendente affettiva con tendenze borderline (idealizzazione, svalutamento, autolesionismo,paura dell’abbandono e istinti suicidi). Ho 20’anni e le mie insicurezze e bassa autostima mi hanno reso geloso, esplodevo di rabbia continuamente, la insultavo. Lei invece continuava a non aiutarmi, litigavamo ma non arrivavamo mai a risolvere. In fondo, come faccio ad avere autostima con una ragazza che mi dice che le ho rovinato la vita? (l’avevo lasciata dopo i primi 3 anni, tuttavia le son rimasto accanto, mi ha sempre visto come il suo ”salvatore”, innamorandomi di nuovo). Da qui io ho iniziato seriamente a degenerare psicologicamente, lei mi ha sempre rinfacciato di averla lasciata, anche dopo 2 anni dall’accaduto. Ora mi ha lasciato senza troppe spiegazioni, senza neanche chiedermi come sto. Io ora giro su internet per cercare di capire se sono o non sono un manipolatore affettivo, ho letto che ci sono modi per riconoscerlo, ma come si fa a capire se lo sono o meno? Grazie.

    • Anna Zanon 24 maggio 2016 at 11:41 - Reply

      Buongiorno, è sempre meglio evitare le autodiagnosi su internet. Perchè non parlare invece degli aspetti del suo modo di vivere l’ affettività che fanno soffrire lei e la sua partner con un terapeuta? forse potrebbe aiutarla a capirsi meglio e a reagire in modo diverso nelle situazioni critiche. Cosa ne pensa?

  27. Alessia 31 luglio 2016 at 11:45 - Reply

    Salve, e complimenti per l’articolo!

    Purtroppo ho paura che mia madre soffra di ciò di cui lei ha parlato poco sopra. Io continuo a cercare di sostenerla, misuro ogni singola parole, ma a volte cado di nuovo in errore e lei si arrabbia, manda commenti per me dolorosi, che mi stanno distruggendo lentamente e silenziosamente. Tutto ciò per poi non mi parlarmi più e addirittura recriminarmi il mio poco parlare con lei.

    Nonostante io abbia comunque 20 anni, ho una vera e propria paura, seguita da dei forti stati d’ansia quando lei mi parla, o anche solo quando la sento passare. Quando invece non è arrabbiata, è una persona con la quale si può parlare, ma in altri momenti vado in crisi: non so che fare, vado in panico e mi chiudo in me stessa, non parlando più, peggiorando ancora di più la situazione!
    Proprio oggi, dopo qualche giorno di quiete apparente, si è arrabbiata perché ha espresso una sua opinione su una persona, ma io non ho risposto così mi ha accusata di non “calcolarla”. E tutto è ricominciato di nuovo.
    Come potrei comportarmi?

    • Anna Zanon 17 agosto 2016 at 08:32 - Reply

      Se con sua madre quando è calma si può parlare, e non appartiene a quella schiera di persone non accettano le critiche, proverei a parlarle con molta tranquillità oppure a scriverle una lettera. Riprenderei dei litigi e le spiegherei quando mi sono sentita ferita da certe sue frasi.
      Se invece con sua madre non si può parlare perchè non è capace di fare autocritica e diventa una belva quando qualcuno le fa notare una sua mancanza, deve accettare che sua madre abbia questo carattere difficile e spinoso, accettando che non è possibile avere un rapporto bello e stretto con lei.
      Da quello che mi dice però, temo che questo rapporto così difficile con sua madre la stia rendendo insicura e ansiosa..credo che un supporto psicologico potrebbe aiutarla tanto

  28. rew 3 agosto 2016 at 22:50 - Reply

    cara dottoressa ho letto con molto interesse il suo articolo,vivendo con una persona affetta da D.O.C. e disturbo di personalità , con frequenti crisi di rabbia soprattutto nei miei confronti (offese, urla, ripicche etc.) per situazioni banalissime ma agli occhi di mia moglie vissute in modo esagerato. Le vorrei chiedere un suo parere su un argomento che viene poco chiarito: quasi sempre queste persone non accettano i propri disturbi, un partner che si trova a subire di continuo queste “violenze psicologiche” che può fare per tutelarsi soprattutto quando , come nel mio caso, ci sono anche dei bambini piccoli costretti a subire queste scenate! A me sembra che sono piu’ tutelate loro che noi che siamo costretti a subire la propria ira, anche perchè hanno pronte mille risposte per giustificare i proprio comportamenti finendo per passare come vittime!!!

    • Anna Zanon 13 agosto 2016 at 15:49 - Reply

      Difficile dare un consiglio su una situazione così delicata che andrebbe approfondita in altra sede. In linea di massima, queste persone non hanno dei limiti e quando si arrabbiano non sanno controllarsi nè contenersi. I limiti deve darglieli l’ altro in modo molto fermo, non tollerando certi comportamenti offensivi.
      Di solito se vedono che l’ altro è fermo, non si lascia trattare come uno zerbino nè schiacciare dalla loro rabbia si calmano.

  29. giulia 15 agosto 2016 at 21:25 - Reply

    Buonasera dottoressa, mi chiamo Giulia e con le mie scenate in due anni ho distrutto il rapporto. Sono insicura, non mi fido, sono terrorizzata dall’abbandono e mino continuamente il rapporto con discusioni che con il tempo si sono fatte sempre piú accese. Nell’ ultima scenata volevo distruggere tutto e sono arrivata ad offendere un suo familiare. Ora il rapporto é definitivamente terminato da tre mesi, mi ha lasciata ma continuiamo a vederci perché colleghi e io continuo a tormentarlo per tornare insieme, sono sinceramente pentita e non credo possa mai piú comportarmi cosí male. Lui peró sostiene di non amarmi piú, che le nostre liti hanno coinvolto altre persone e che intorno abbiamo solo terra bruciata. Per lui é una storia finita perché il sentimento é morto sepolto da rabbia rancore e ferite che non si rimarginano. Sono in terapia da molto, l’abbandono di mio padre mi ha lasciato questa ereditá e non é il primo rapporto che distruggo…lui peró é l’uomo di valore che desideravo. Cosa posso fare dottoressa? Come posso sparire per dargli tempo se lavoriamo insieme? Mi dia un consiglio la prego…sono disperata…

    • Anna Zanon 16 agosto 2016 at 12:49 - Reply

      Gentile Giulia, comprendo il suo profondo dolore..a volte però quando i rapporti si incrinano troppo profondamente non è più possibile ricostruirli. Lei ha già provato immagino a scusarsi sinceramente con il suo ex spiegandogli le ragioni del suo comportamento.
      Purtroppo credo che la cosa migliore da fare sia accettare che questa storia è finita e far tesoro dell’esperienza.Ha sbagliato ,è vero, ma non è condannata a ripetere gli stessi errori. La vita le riserverà ancora nuovi incontri che imparerà a gestire meglio.

  30. AliciA 16 agosto 2016 at 11:26 - Reply

    Buongiorno,
    Scrivo pechè sto vivendo una relazione molto complicata, con una persona di cui sono molto innamorata ma con il quale è molto complicato relazionarsi. Non saprei dire se soffre di scatti di rabbia, di personalità borderline, narcisimo… o cosa perchè non posso essere io a fare la diagnosi. So che ha delle reazioni eccessive per qualsiasi cosa, e quando si innervosice risulta impossibile dialogare con lui, mi insulta, mi dice che rovino sempre tutto, che finirà la nostra storia a causa mia, che sono io quella a innervosirsi e impossibile da trattare. Fa ricadere tutte le colpe su di me, rigirando i fatti e dicendo peró che sono io farlo. Io mi sono messa in discussione per molto tempo, pensando ch forse aveva ragione, fino ad arrivare al punto di non capire piu niente, sono spaesata, ansiogena e ho paura che una frase o una reazine sbagliata lo portino a esagerare. Ora non posso piu fargli notare niente che non vada, non posso arrabbiarmi (come è solito in qualsiasi coppia) per nessun motivo perchè se no rivolta la frittata e si arrabbia e mi mette il muso. Ho provato da prima a cercare di risolvere la soluzione col dialogo ma non ha portato a niente, poi ho provato anche io a reagire ai suoi eccessi arrabbiandomi e non accettando i suoi insulti, ma anche questo ha portato solo a liti ancora piu furibonde, quasi violente. Ora sto reagendo in silenzio, quando ha queste reazioni eccessive sto in silenzio, mi “scuso” a denti stretti per calmare la situazione e perchè tanto è inutile cercare di chiarire, non sente ragioni, usa ogni mia parola contro di me, se gi spiego il mio punto di vista dice che cerco di giustificarmi, se gli dico che voglio capire dove ho sbagliato, mi accusa di vittimismo. Sono molto preoccupata, anche per lui, che non ammette di avere un problema e anzi, dice che la pazza sono io (giocando sul fatto che io vado da una psicologa da diversi anni in seguito alla perdita di un genitore). Sono molto avvilita e frustrata perchè da quello che leggo l’unica soluzione è lasciare le persone cosi e ricostruirsi ma non posso credere che non ci sia una modaltà piu giusta per affrontare la situazione senza perdersi…

    • AliciA 16 agosto 2016 at 11:34 - Reply

      Forse dovrei aggiungere he questa persona ha avuto una famiglia molto poco presente (soprattutto la mamma col quale non ha piu rapporti) fin dall infanzia. Ma sostiene di non aver nessun problema rispetto a questo e di aver elaborato perfettamente la cosa nonstante non ne voglia parlare.

      • Anna Zanon 16 agosto 2016 at 12:31 - Reply

        Gentile Alicia, purtroppo uno dei criteri che distinguono un paziente trattabile da uno difficilmente trattabile è la consapevolezza ovvero la consapevolezza di avere degli atteggiamenti disfunzionali che fanno soffrire se stesso e gli altri e la disponibilità ad affrontarli.
        Nel suo compagno questa consapevolezza manca, lui non sbaglia, è sempre colpa degli altri e neppure si rende conto di stare male..Lei stessa le ha provate tutte e niente ha funzionato..
        Che cosa la fa tenere aggrappata ad una storia che avrà degli aspetti positivi ma che le causa tanto dolore? Vuole veramente stare con una persona con cui non può parlare e con cui deve camminare sulle uova per timore delle sue reazioni improvvise e imprevedibili?
        Non pensa di aver già sofferto abbastanza nella vita?

        • AliciA 16 agosto 2016 at 13:13 - Reply

          Grazie dottoressa grazie per la risposta immediata,
          “temevo” che questa sarebbe stata la sua risposta… Perchè in cuor mio so che sarebbe l’unica soluzione per riappropriarmi della mia vita, della mia felictà e spensieratezza. Non riesco a staccarmi, un po perché non riesco a accettare che una persona che si dice innamorata riesca a diventare a tratti completamente un altra persona, un pô perchè so che è una persona di fondo buona, estremamente sensibile e con mille fragilità che nasconde dietro a questi atteggiamenti, un po perchè anche io ho sicuramente il mio lato malsano e le mie difficoltà, essendo la prima relazione seria dopo la morte di mio padre. Dovrei “arrendermi” e lasciare che sia lui da solo a decidere se affrontare o non affrontare le sue difficoltà relazionali. Ma so che mi rimarrebbe un profondo senso di fallimento e di vuoto nel non essere riuscita ad aiutarlo o, almeno, nel aver fallito nel tentativo tenere unite due persone che si amano veramente tanto. E qui do la colpa a me stessa che non riesco purtroppo a accettare l idea che una persona non si metta in discussione per amore, non si lasci andare per paura, non
          si metta mai nei panni dell’altra persona. O semplicemente, evidentemente non sono io la persona giusta per lui. Magari in un altro rapporto non avrebbe determinate reazioni. Scusi lo sfogo, non sono solita scrivere on line le mie emozioni, è la prima volta che lo faccio perchè mi sento molto sola, i miei affetti dicono che sia una storia sbagliata, con i suoi amici non ne parlo per rispettare la sua privacy. Inoltre non riesco neanche piu a parlarne perchè non capisco piu se forse sono veramente io a avere dei “problemi”, se forse sono realmente io quella che distorce la realtà. Metto tutto in dicussione e questo non Mi fa ragionare lucidamente.

          • Anna Zanon 16 agosto 2016 at 16:43

            Io ” temo” che lei si dia da sola la responsabilità dell’andamento del rapporto. Lei può e deve fare la sua parte ma con tutta la buona volontà del mondo non può fare anche la parte di lui. Perchè un rapporto vada bene devono impegnarsi tutti e due..non basta l’impegno di uno.
            Il mio consiglio è quello di provare ad aiutare di più se stessa, le dico questo perchè l’impressione che questa storia le assorba delle energie che potrebbe spendere diversamente nella vita..

  31. Lina 16 agosto 2016 at 18:36 - Reply

    Anche io stavo cercando, in preda all’angoscia, un modo per questi miei attacchi di rabbia, ho letto il suo articolo e penso che sia una bomba che apre gli occhi.
    La cosa che mi ha lasciato amareggiata stile ‘e allora chi vorrebbe mettersi insieme a qualcuno come me’ è stata la frase che, nonostante alla fine, non importa in che modo, fai sapere all’altro che sai di aver esagerato e ti scusi e simile, la cicatrice resta e quindi quella persona ha sempre paura che ti scateni su qualcosa che lui non sa nemmeno, mentre in realtà magari son sempre quelle 4 cose, o almeno, per me è solo una e di solito ho un margine di resistenza molto alto, infatti in famiglia ho quelle crisi tipo una due volte l’anno.
    Col mio ragazzo invece è successo dopo 5 mesi che stavamo insieme, in quanto una sua ex continuava a stalkerarlo su facebook dovunque e anche a scrivergli spesso su whatsapp facendogli pesare che lui l’ha abbandonata e che gli è morta la madre tipo un anno e mezzo fa (non stavano insieme da circa un annetto, attenzione) e quindi io gli ho rubato l’uomo che era la sua famiglia e tutte queste cose che son ricatti emotivi abbastanza visibili ma, in quanto il mio ragazzo è uno molto sensibile, non l’ha mai percepito come ricatto emotivo e quindi aveva ‘solo’ crisi di senso di colpa perchè lui vuole sempre fare del bene ed evitare di far star male tutti.
    Fatto sta che dopo un tot di mesi mi sono stufata, anche perchè mi è parso di vedere che il suo lutto sia passato in quanto pubblicava post su facebook taggando la madre morta e facendosi selfie sorridenti e allora non vedevo motivo per essere ancora morbidi con lei e allora gli ho detto che questa ragazza ha rotto le scatole, perchè mi stava facendo diventare l’uomo un fascio solo di ansia e senso di colpa.
    Lui mi ha però risposto ‘ma sai, ha perso la madre, le ho visto piangere le stesse lacrime amare di quando ho perso io mio padre, poi ha anche subito tante cose nel passato e….’
    inutile dire che dopo cinque mesi che continuava a voler essere morbido con lei, anche io, che diciamo che ho una gestione di emozioni abbastanza buona, son scoppiata e mi è venuta una crisi di rabbia perchè lui aveva detto che aveva sistemato e che non gli avrebbe più scritto, ma lei, come prevedevo, l’ha fatto e allora mi è andato il sangue al cervello e le ho risposto io (in quanto era uno dei tanti commenti ridicoli su facebook dove praticamente ci passa la vita ed era sotto ad un mio post con lui)
    Bhe, abbiamo avuto un interessante scambio di messaggi con la mia acuita ironia e pensavo di essere stata chiara senza essere pesante con lei (l’ho praticamente trattata come un essere umano invece di un cucciolo di animale di specie protetta, quindi normalmente), ma il mio ragazzo mi dice ‘sei stata fuori luogo, potevi lasciar correre, è stato solo un commento…e poi…etc’
    e lì mi si è scatenata una crisi di rabbia verso di lui perchè stava dando ancora modo che lei gli stesse addosso come una pulce e per me significava proteggerla.
    Bhe, ora lui sta malissimo perchè ci sono andata pesante con le parole con lui ieri sera dicendogli ad esempio che hanno rotto le scatole tutte e due, lui con la sua sensibilità e lei con il suo stalking. Io invece sto così così, perchè sinceramente ho detto in chiave più pesante le stesse cose che avevo detto nei 5 mesi assieme. Quindi nulla è stata menzogna dettata dalla rabbia del momento.

    non so proprio come fare, mi sento in un vicolo cieco, perchè comunque abbiamo un bel dialogo e speravo che lui potesse capire e starmi vicina con le mie crisi di rabbia come io gli sto vicina nelle sue crisi di isteria e emotività.

    Buona serata a tutti, fa comunque piacere avervi trovato, perchè si sa che non si è soli, ma è un’altra storia quando lo vedi 🙂

    • Anna Zanon 17 agosto 2016 at 08:06 - Reply

      Premetto che anch’io al suo posto mi sarei arrabbiata come penso la maggioranza delle persone. Se lei ha veramente esagerato, in questi casi bisogna scusarsi e scusarsi sinceramente ma anche fargli capire che per lei non era facile assistere a questo scambio con la sua ex ragazza.
      Vedrà che farete pace. La rabbia interviene quando c’è poca comunicazione..ho l’impressione che lei accumuli fino ad arrivare al suo punto di esplosione.

  32. Giulia 5 novembre 2016 at 06:06 - Reply

    Dottoressa buongiorno, nel suo articolo rivedo mio marito,irascibile e pronto a risponder male per qualsiasi cosa. Lavora a stretto contatto con i genitori (troppo presenti nella sua e nella nostra vita), ho anche un bimbo piccolo che voglio preservare da questi momenti di rabbia del padre nei quali vengo offesa pesantemente e che davvero mi stanno creando uno stato d’ansia accompagnato da frequenti dolori di stomaco( si vede che somatizzo cosi). Io ho cercato in tutti i modi,parlandogli quando é più tranquillo..urlando anch’io per difendermi da parole e accuse ingiuste…andando via lasciandolo sbraitare da solo..minacciandolo di andarmene con il mio bimbo.Non so come fare se dovessi consigliare a lui un incontro con uno specialista mi direbbe che son io ad averne bisogno..lui vive nel giusto..non chiede mai scusa per le parole cattive crudeli che mi urla addosso.. Io gli dico di sfogarsi senza arrabbiarsi con me se ha problemi o col lavoro o con i suoi(molto frequenti dato che lavorano insieme) e che non é giusto riversar tutto su di me..Io voglio esser serena per il mio bimbo che non merita di sentir suo padre così. Sono esausta e adesso dopo troppe volte ad aver momenti di tregua alternati a momenti di liti io non ne posso più..non voglio ammalarmi e farmi schiacciare da lui per quieto vivere..Mi ha allontanata..e lo capisce perché divento fredda,d’altronde non si può aspettar calore dopo aver buttato rabbia e insulti su di me. Adesso lui si comporta come se non fosse accaduto nulla…C’é qualcosa che posso fare? Io son esausta..se dovessi parlarne con i miei genitori mi direbbero di venir via..soprattutto per il mio bimbo(anche se lui devo dire é un bravo papà su questo non posso aver critiche).

    • Anna Zanon 15 novembre 2016 at 09:51 - Reply

      Purtroppo in una situazione così non ci sono soluzioni facili e lei deve preservare suo figlio. L’unico consiglio che mi sento di darle è di far capire a suo marito che o si corregge, magari anche facendosi aiutare, o lei si separa.

  33. Alessandra1979 7 novembre 2016 at 17:15 - Reply

    Ho conosciuto di persona la Dott.ssa Anna Zanon qualche anno fa (2011) mi sono trovata molto bene, mi ha permesso di dipanare molti dubbi sulla mia dipendenza affettiva.
    Leggo il vostro blog con molto piacere, e cerco sempre spunto per migliorarmi.
    Ora sto combattendo il mio problema legato alla gestione della rabbia causata da una madre border line narcisista ed un padre passivo e aggressivo.
    Auguro a tutte/i una buona serata
    Alessandra

  34. Natha 19 novembre 2016 at 12:21 - Reply

    Ciao sono una ragazza ho 18 anni e.sono fidanzata da 9 mesi.. sono molto aggressiva con lui molto acida e.rabbiosa la mia rabbia avvolte oltrepassa il limite lo offendo molto… anche.per le minime cose non capisco il perche ho cosi rabbia verso di lui. Spesso mi sento esclusa, lui mi ama e lo so ma sembra non dimostrarmelo molto. L ultima volta mi e morta la gattina ei suoi amici hanno giocato con i miei sentimenti io ci so rimasta male ma non hafatto un granche per.difendermi? Cosa posso fare ???? Sto male ho tutta questa rabbia che.non riesco a.controllare!

    • Anna Zanon 21 novembre 2016 at 15:53 - Reply

      Cara Natha, il primo passo è quello di capire che c’è dentro di te molta rabbia che non dipende dalla tua relazione con lui ma da alcune tue insicurezze e da alcune ferite interiori che ancora ti fanno male. Il passo successivo è capire perché certi comportamenti su cui altre persone sorvolerebbero, ti fanno così infuriare. Quali sono le situazioni che ti fanno arrabbiare di più? Quali pensieri ed emozioni provi in queste situazioni ( per esempio, mi sento presa in giro/ forzata a fare cose che non voglio/trascurata/ esclusa/ecc..).
      Il passo successivo sarebbe quello di rivolgersi ad uno psicologo che ti aiuti a capire e a gestire meglio certe tue rabbie

  35. marta 22 novembre 2016 at 16:14 - Reply

    Gentile dottoressa sono una ragazza di 20 anni fidanzata da due anni con un ragazzo di 28 anni.
    Il nostro rapporto va a gonfie vele quando non litighiamo,andiamo d’accrordo e abbiamo gli stessi modi di pensare nella maggior parte delle cose e abbiamo una grande carica di amore e sessuale,con lui mi sento finalmente sicura di essere voluta e amata.
    Ma alcune volte succedono cose strane ad esempio 7 mesi fa è successo un episodio..stavamo litigando (la maggior parte delle liti sono per motivi stupidi) allora lui vedendomi alzata che gridavo dicendo la mia si avvicina con l’intenzione di volermi abbracciare ma siamo inciampati e lui mi ha messo appoggiata fuori dalla macchina bloccandomi le mani per non farmi scappare allora io essendo abbastanza nervosa mi dimenavo perchè volevo scappare e lui mi diceva di stare ferma e di stare calma ma io gli ho spiutato in faccia (io non so il motivo di questa reazione) lui si è sentito tutta la saliva in faccia institivamente mi ha detto uno schiaffo da quel giorno io nn l ho voluto vedere per vari giorni..poi però ho cercato di dimenticare questo avvenimento e lui non faceva altro che scusarsi dicendomi che si è sentito umiliato ed aveva rabbia per quel gesto e istintivamente ha risposto con un altro brutto gesto. Una volta sempre durante una lite siccome io gli dico sempre è finita oppure voglio andare a casa mi ha fatto stare sotto casa mia senza farmi salire dicendo che dovevo stare con lui a a parlare e chiarire come le persone civili ma quando lo diceva sembrava molto aggressivo,anche un altra cercava di fermarmi e io gli dissi di non voler andaere a casa e lui mi ci portò ma nel tragitto mi prese la mano e mi diede un piccolo morso dicendo:come devo fare con te? perchè non vuoi parlare mai?perchè mi lasci sempre? io volevo solo andare a casa quando si comporta così cambia..poi per altro ha anche un problema della vena sul lato destro del collo che è diciamo ristretta e il sangue ha difficoltà a passare e quindi quando la pressione si alza rischia molto..e lui dice che alcuni suoi comportmenti non sono suoi…2 settimane fa invece io durante una lite siccome urlava non riesco a parlare e alllora per evitar gli ho detto andavo a casa ma mi preso dalle spalle e mi ha messa a sedere dicendomi che dvv ascoltarlo sempre con tono arrabbiato io mi sento che vuole avere il controollo su di me che vuole dirmi cosa fare quindi voglio andarmene e anzi mi ha lasciato andare riaprendo la porta della camera che aveva chiuso..io non lo capisco non capisco davvero queste reazioni agggressive questi comportamenti durante le liti,a volte mi capita di pensare a questi avvenimenti e sentirmi triste..sono molto innamorata di lui della sua dolcezza e tenerezza ma è anche una persona di testa calda e si innervosisce facilmente per niente,oddio anche io sono così infatti durante le liti urla a più nn posso senza concludere mai nnt…ma non mi viene di bloccarlo oppure dargli un morsetto sulla mano ..lei cosa pensa ?

  36. marta 22 novembre 2016 at 16:23 - Reply

    per altro più volte ho cercato di parlare con lui del perchè di questi comportamenti ma lui non parla dice solo che ha chiesto scusa o piange,per altro gli ho rinfacciato questo mio malessere ogni qualvolta mi viene in mente..perchè capita di ripensarci e sentirmi umiliata…a volte mi sento che non mi merita che un’altra persona non mi avrebbe trattato così ma dall’altro penso che mi ama e nessun’altro è come lui…lui mi dice sempre io non ti ho picchiata! e io gli dico si ok lo so ma in ogni caso hai avuto atteggiamenti aggressivi con me! tu come lo reputi darmi un morsetto sulla mano? reagire ad uno sputo con uno schiaffo? bloccarmi e non lasciarmi libera di andare durante un litigio? che urli e mi offendi? (e questo lo faccio pure io),che mi fai stare sotto casa e non mi fai salire che con rabbia mi dici di restare solo mi blocchi il portone con i piedi per non farmi salire e ti tieni le chiavi? ora diciamo sono mesi non capita nulla l’ultimo episodio è quello del morsetto con la frase e quando mi ha fatto sedere sulla sedia per ascoltarlo…io ho difficoltà a non pensare a quelle cose e non essere triste ho difficoltà a non ripensarci e a credere che sotto a questi gesti ci sono delle motivazioni e se ci sono quali sarebbero? ..

    • Anna Zanon 27 novembre 2016 at 11:29 - Reply

      Cara Marta, una delle caratteristiche fondamentali dell’amore è il rispetto reciproco. Purtroppo nel vostro rapporto si sono create delle dinamiche relazionali molto distruttive (che non dipendono solo ed esclusivamente dal suo ragazzo) che fanno sì che pur volendovi bene, vi feriate a vicenda.
      Attenzione perché certi episodi creano risentimento e rancore e con il tempo finiscono per distruggere quello che di bello c’è tra voi.
      Vi amate ma certe volte vi vedete come nemici e vi comportate come tali, innescando relazioni esplosive. Se ci tiene a questo ragazzo, deve per prima imparare a gestire meglio i conflitti imparando a dire quello che pensa con tranquillità, senza urlare, scappare, sputare

  37. Gianfri 56 24 novembre 2016 at 11:54 - Reply

    Gentile dottoressa,

    dopo essere rimasto vedovo, ho incontrato una vecchia amica e visto che anche lei era rimasta sola, abbiamo iniziato a vederci e a uscire insieme come amici, poi mi sono trasferito in un appartamentino di sua proprietà situato vicino a lei, la aiuto in tutte le sue necessità e le voglio molto bene, anche lei sembra volermene, all’inizio tutto bene, ma poi ha iniziato a criticare le mie amicizie e anche la mia disponibilità verso gli altri, poi ha iniziato a criticare il mio rapporto con le mie due figlie, che secondo lei non sono abbastanza mature. Poi tutte le sue amicizie l’hanno lasciata, sempre perché tende a criticare tutti e a dire sempre quello che pensa, dice che vuole avermi solo come amico, devo sempre essere a sua disposizione e aiutarla, cosa che faccio sempre volentieri, quando usciamo insieme mi presenta come il suo compagno, dice che le faccio fare bella figura, ma poi vuole stare da sola, che ha chiuso con gli uomini, va bene dico io, ma appena mi distacco un po’ mi cerca, insomma se mi avvicino troppo inizia a criticarmi aspramente su tutto quello che faccio, mi parla sempre dei suoi ex, di come l’hanno trattata male, ecc. facciamo anche le vacanze assieme, ma mi critica se passo qualche giorno insieme alle mie figlie; insomma non so come devo comportarmi con lei a volte ho paura a parlare, recentemente una mia conoscente mi ha parlato della patologia del doppio legame, potrebbe essere questo? Perché deve sempre trovare in me qualcosa che non va, nonostante mi faccia in quattro per lei?

    • Anna Zanon 27 novembre 2016 at 11:14 - Reply

      Buongiorno, la mia impressione è che si tratti di una donna molto insicura, che si sente inferiore agli altri e che li critica per sentirsi meglio.
      Lo sminuire le sue amicizie, a mio parere, potrebbe nascere da questa insicurezza ( vuole farle il vuoto attorno per averlo tutto per sé) e dall’invidia perché Gianfranco ha degli amici mentre lei non riesce ad averne.
      La mia impressione che più si sente inferiore e insicura, più la critica per guadagnare potere nella relazione. Se ci tiene a questa donna e vuole stare con lei, deve imparare a metterle dei limiti altrimenti se accondiscende alle sue richieste, se comincia ad avere paura di esprimersi per timore di farla arrabbiare, se assume un ruolo remissivo, la sua compagna comincerà a diventare sempre più critica e tirannica e il vostro rapporto diventerà sempre più insoddisfacente.

  38. […] (si lo so uso Google in stile oracolo) e mi sono imbattuta in questo articolo sulla sofferenza nascosta dietro la rabbia che vi consiglio di leggere se come me siete inclini all’arrabbiamento verso le persone […]

  39. cinzia 29 gennaio 2017 at 16:13 - Reply

    Salve io sto vivendo una situazione secondo me non accettabile. Il mio compagno, con cui ha due figli, esplode x ogni non nulla. Siamo insieme da circa 18 anni. Circa due anni fa ho deciso di lasciarlo, sempre x questi motivi, ma poi x i figli ho deciso di riprovarci, sono andata anche da una psicologa…ma la situazione e’ sempre la stessa…adesso gli nascondo di nuovo le cose più banali per non farlo arrabbiare e lui cmq quando esplode mi offende e mi ferisce davanti ai miei figli…e mi sminuisce anche in momenti di calma ( lui e’ più bravo di me, lui li porta sempre in giro ecc..) io vorrei terminare questa relazione ma SICCOME LA CASA LA FATTA LUI, questo e’ quello che mi rinfaccia sempre non ho il coraggio di dirgli di andare via…non so più con fare sono sempre triste…e questo i miei figli lo vedono…

    • Anna Zanon 31 gennaio 2017 at 09:59 - Reply

      Gentile Cinzia, forse potrebbe esserle d’aiuto un percorso terapeutico per rinforzarsi un po’. Le separazioni sono sempre dolorose e difficili ma si possono trovare dei modi per separarsi senza farsi troppo male

  40. emcla 8 marzo 2017 at 10:55 - Reply

    beh stesaa cosa von mia madre che secondo me però è narcisista patologica (gaslighting proiezione mancanza di empatia….) nn per fare diagnoso ma so molto bene quello che ho vissuto…quindi nn c è solo rabbia che mostra sofferenza…ma lei ha atrutturato un falso se che come viene messo in discussione o criticato provoca la sua reazione…e arrivata a dirmi che nn sapeva di aver partorito un animale altrimenti avrebbe abortito…rinfacciandomi cose che le ho detto in preda alla rabbia in adolescenza e quindi giustificando quanto detto…differenza io l ho detto in un periodo dove nn avevo la maturità x capire cosa provocavo lei lo dice oggi che ha 50 anni…ma forse emotivamente è peggio di un bimbo di 5 anni…

  41. Marianne 20 marzo 2017 at 12:57 - Reply

    Buongiorno Dottoressa,
    Ho letto e riletto molte volte il suo articolo.

    Una settimana fa una relazione che avevo da u anno con un mio vecchio compagno di collegio. Abbiamo passato un anno, a ritrovarci in giro per il mondo.

    Lui in un momento estremamente complesso dove ha perso tutto casa, lavoro, la moglie che lo ha abbandonato anche se il loro rapporto era finito da molto tempo.
    Padre di famiglia esemplare, uomo brillante, era molto benestante, ora non ha neanche i soldi per mangiare, si arrangia stando due mesi a casa di una sorella, o di un amico.

    Il giorno preciso in cui ha lasciato la sua casa, tutto è cambiato, poi nel tempo ho scoperto anche che era impotente. Da giovane era considerato il play boy del collegio, un ragazzo molto bello, molto ricco, che già all’epoca parlava 5 lingue alla perfezione, dettaglio importante, è sudamericano. Ha provato in tutti i modi a salvare il suo matrimonio ma sua moglie non ne ha voluto sapere niente, lui era pure amico dell’amante della moglie, ma per lui era importante che tutto appariva agli occhi degli altri come perfetto, soprattutto agli occhi dei nostri ex compagni di collegio.

    Il primo problema che ho avuto con lui, è stato un giorno quando candidamene mi ha ammesso che aveva fantasie sessuali guardando foto fi ragazzine di 14 anni e si masturbava. Rimasi sconvolta, e gli dissi ma potrebbe essere tua nipote, ha un figlio di 33 anni, lui ha 58 anni.

    Così ho rispolverato vecchi libri di analisi, e sono arrivata alla conclusione che la sua impotenza era in realtà una forma per coprire una ferita narcisistica, ovvero una profonda vergogna e consapevolezza di sentirsi un uomo fallito, agli occhi della sua famiglia e del mondo, e perciò non doveva far sapere niente.
    Una settimana fa così all’improvviso mi ha detto è finita, ora mi rendo conto che essendo un uomo debole, si è spaventato delle mie frequentazioni, ho un uomo che mi gira attorno molto famoso molto importante, con un grande successo mondiale nel suo lavoro, il mio grave errore fu di mandargli un video della rai dove parlavano di quest’uomo e della sua vita. Da lì secondo me per lui è stato una sorta di smacco e con la ovvia conseguenza di avermi lasciato.

    4 giorni dopo mi sentivo offesa furiosa ho fatto la peggiore cosa del mondo.

    Ho scritto una lettera tremenda smontando la sua vita e mostrando chi fosse in realtà, parlando anche della sua impotenza e consigliandoli un buon psicologo perché al limite della pedofilia ed è una lettera di una cattiveria tremenda, perché vera racconta tutto, ho tradito la sua fiducia, l’ho distrutto agli occhi dei suoi amici, perché l’ho spedita non solo a lui ma anche a 3 suoi amici di collegio aprendo un gruppo su un social.
    La sua risposta è stata solo grazie delle tue parole, grazie per avermi distrutto.

    Non si è comportato bene con me, per tanti motivi, ma io sono stata peggio di lui, perché ho voluto ferirlo intensionalmente, ora vivo male con me stessa per quello che ho fatto, mi rendo conto di essere stata una persona mediocre ed ho fatto tanto male ad una persona che stava già molto male. Vivo con un senso di colpa orrendo. Mi faccio orrore.
    Ieri notte, gli ho spedito un messaggio chiedendogli scusa perché so che non riuscirò mai a perdonarmi quello che ho fatto, e non so bene dove e cosa devo fare a questo punto con me stessa, ho pensato anche che domani scriverò un’altra lettera di scuse e riformerò lo stesso gruppo, non perché questo possa cambiare qualche cosa tra noi, ma perché provo una grande vergogna per essermi abbassata ad un livello cosi orrendo solo per rabbia.
    Cordiali saluti Dottoressa.

    • Anna Zanon 17 aprile 2017 at 22:09 - Reply

      Gentile Marianne, ma perché deve giudicarsi così severamente? E’ vero gli espresso la rabbia in un modo poco opportuno ma in fondo lei gli ha detto una cosa giusta, facendogli notare che ha un grosso problema e che deve curarsi.
      E poi discuterei su chi dei due ha fatto più male all’altro..

  42. Skar 30 marzo 2017 at 00:51 - Reply

    Io e il mio fidanzato avremmo dovuto sposarci questo anno, ma abbiamo bloccato tutto perché da mesi litighiamo per la scelta della casa. Questo l’unico motivo dei nostri continui litigi, fino all’esasperazione. Mentre io però mi mantengo più calma e tendo a salvare il rapporto lui entra in escandescenza, mi insulta dandomi della stupida, prende posizioni drastiche, dice di non fidarsi di me, poi mi blocca e cancella dai social, onde evitare che io gli scriva, evita ogni possibilità di dialogo dicendo di non avere nulla da dirmi, e tiene la sua rabbia per molto tempo, settimane…e settimane. Ha più di 40 anni, non è piccolo, ha subito un trauma a seguito della rottura del suo precedente fidanzamento… Ma non so che fare dinanzi ad una persona che sta in deprex e rabbiosa per lungo tempo senza poter dialogare. Non è mai violento ma non sa chiedere scusa e li per lì mi da della stupida e prepotente. Ma non capisce che può sbagliare anche lui! Cosa mi consiglia di fare? Come la vede?

    • Anna Zanon 17 aprile 2017 at 21:38 - Reply

      Sinceramente quello che mi preoccupa non è il disaccordo sulla casa ( tutte le coppie prima o poi hanno dei disaccordi importanti) ma il modo di gestire questo disaccordo. E’ preoccupante che non riusciate a superare questo disaccordo, trovando una soluzione accettabile per entrambi..Si immagini sposata a qualcuno che la ignora per settimane e settimane..

  43. Penelope 3 aprile 2017 at 07:10 - Reply

    Buongiorno, da circa 7 mesi ho lasciato la casa coniugale per tornare nella casa in cui abitavo prima del matrimonio. Io e mio marito ci siamo sposati piuttosto grandi, lui con un divorzio già alle spalle, io mai sposata, entrambi senza figli. L’ho lasciato con enorme sofferenza a causa di una escalation di comportamenti rabbiosi da parte sua a fronte di inezie anche se mai si è giunti a violenza fisica o altri comportamenti materialmente distruttivi (rottura piatti e simili). Lui tende a reagire molto con meccanismi di ripicca, sa essere molto affettuoso ma anche molto duro quando le cose non vanno come dice lui. Io ho fatto l’errore di compiacerlo in moltissime cose anche perché lui è stato sempre poco disponibile a venire incontro a me, se qualcosa non gli piaceva non la faceva punto e basta, io invece dovevo adeguarmi. E’ un uomo molto solitario, non ha amici, col tempo ha allentato anche i rapporti con la mia famiglia, è geloso del tempo che passo con i miei fratelli e le mie cognate con cui vado (ancora) motlo d’accordo. Vuole un rapporto simbiotico in cui tutto deve essere condiviso e deciso insieme, io mi sono sentita soffocata e non libera e ferita e offesa dai suoi comportamenti. I miei tentativi di parlarne, finchè abbiamo vissuto insieme non hanno sortito alcun effetto e quando gli ho proposto di andare da una terapeuta la sua risposta è stata di un sarcasmo folgorante.
    Dopo che sono andata via mi ha chiesto scusa e perdono e, dopo tempo, ha accettato di venire dalla terapeuta che, però ci ha dato appuntamenti piuttosto distanziati.
    Ora ci stiamo di nuovo frequentando, a me pesa perdere quello che abbiamo costruito insieme e con l’età inizio a sentire il peso di un futuro in solitudine, soprattutto se posso recuperare questo sentimento.
    Ma mi chiedo, e le chiedo, un uomo che punti tutto su un rapporto così simbiotico, può cambiare il proprio modo di vedere le cose o l’unica via è quella di confermare la separazione?
    grazie

    • Anna Zanon 17 aprile 2017 at 21:25 - Reply

      Cara Penelope, lei mi fa una domanda molto complessa che richiederebbe almeno un colloquio approfondito con suo marito. Così on line senza averlo mai visto non ho proprio gli elementi per valutare. Penso che in caso di un matrimonio in cui non ci siano stati abusi fisici né verbali e ci sia la buona volontà di provare a mettersi in discussione si possa provare a dare una seconda possibilità. Anche considerato quello che lei mi dice sull’ età e sulla paura di un futuro in solitudine

  44. Silvio 2 maggio 2017 at 14:26 - Reply

    Gent. Le Dottoressa,

    con il mio partner sto vivendo esattamente la situazione descritta nel suo impeccabile articolo. Vengo attaccato e insultato per dei motivi futili che per lei rappresentano gravi mancanze di rispetto. Le faccio un esempio: siamo stati fuori questo weekend e siamo tornati il 30 aprile sera per andare a pranzo da mia madre il giorno successivo. Inizialmente, il fatto di essere tornati prima, sembrava andare bene anche a lei, ha fatto decidere me quando insistevo nel far decidere lei il da farsi. Il giorno stesso del pranzo, però ha tirato fuori tutta la sua collera e ha inveito contro di me e anche contro mia madre accusandola di averci rovinato il weekend, arrivando a minacciare la chiusura del rapporto (minaccia già subita in altri episodi, come se volesse farmi intendere che o mi sta bene cosi o me ne vado). Nei momenti di collera è praticamente impossibile parlarle e farla ragionare e ad ogni modo è sempre convinta di avere ragione su qualunque cosa. Siccome è l’ennesimo di una serie infinita di episodi, io non so più cosa fare e non vorrei rovinare tutto per cose futili.

    La ringrazio.

    • Anna Zanon 23 maggio 2017 at 14:26 - Reply

      Gentile Silvio, le consiglio di non tollerare certe modalità ma quando la sua compagna è calma di parlarne in modo pacato, facendole capire quanto certi suoi atteggiamenti la feriscano

  45. Margherita 9 agosto 2017 at 10:30 - Reply

    Buongiorno dottoressa,
    sono insieme a mio marito da una ventina di anni. Lui spesso ha delle reazioni spropositate alle varie situazioni che gli si presentano. Infatti soffre anche di stati ansiosi con tachicardia, gli tremano le mani……
    La sua rabbia gli fa dire le cose normali con toni davvero accesi. Le faccio un esempio. Ieri gli chiedo dalla sala dove fosse il telecomando che stavo cercando. Lui, dalla cucina, mi risponde urlando con tono rabbioso: “NON LO SO MA COSA NE SO IO!! CERCALO TU!” capisco che il contenuto non rende l’idea dei toni. Le urla in quel momento non le ho sopportate (le ho vissute come una totale mancanza di rispetto nei miei confronti) così gli ho risposto: “Ma si risponde così? Mavai a cagare” lui subito mi ha chiesto se avesse sentito bene che gli avevo detto di andare a cagare e io gliel’ho confermato. E’ la prima volta che l’ho insultato e mi è dispiaciuto ma questa volta non ho sopportato il suo tono rabbioso, non ce l’ho fatta ed è andata a finire che mi sono abbassata al suo livello, insultandolo a mia volta. Il problema è che lui non capisce che il semplicemente dire le cose con rabbia porta ad offendere. Il fatto che lui non abbia detto parolacce lo porta a pensare che lui non ha fatto nulla di male e il fatto che io abbia reagito (insultandolo) rimarrà come colpevolo solo il mio comportamento. Ma io Le chiedo: “E’ giusto che lui spesso mi parli con una rabbia irrefrenabile? Non mi devo difendere? In che modo lo posso fare senza offendere? Io con questa sua rabbia non c’entro nulla”

    • Anna Zanon 17 agosto 2017 at 11:00 - Reply

      La capisco, anche per me sarebbe difficile. Spesso l’iracondo non si rende conto dell’impatto che i suoi comportamenti hanno sugli altri. Il mio consiglio è quello di cercare un momento tranquillo e di parlargli con estrema dolcezza del dolore che lei prova quando lui le rivolge la parola in questo modo.
      Cerchi di non usare frasi accusatorie ( tipo ” tu mi manchi di rispetto”), metta invece in luce la sua sofferenza..
      Speriamo che aiuti!

  46. Maria 9 agosto 2017 at 23:10 - Reply

    Salve a tutti interessante questo articolo. La mia storia è finita x un sì banale motivo direi . Spesso mi trattava male soprattutto ultimamente metteva in risalto solo i miei lati negativi. Due mesi fa mi ha accusata di nn avergli tel,si in effetti ero pure un po’fredda nei mex ma gli avevo anche parlato di futuro insieme due giorni prima al che non sapeva che risp x via forse anche di altri problemi subentrati. Dopo questi due giorni passo da lui a casa era freddo e mi accusava di non avergli tel e che gli dovevo portare rispetto. Mi ha provocato fino a risp anche io e ha avuto una reazione incontrollata fino a dirmi di andarmene. Dopo una settimana gli tel con la scusa degli auguri x l’onomastico e poi mi risp grazie, sto bene da solo siamo troppo diversi, tu non mi sei mai venuta incontro. Io allora gli ho detto sarcasticamente” vuoi dire che l l’amore è finito?”ha esitato un attimo ” si evidentemente si. Gli ho scritto l indomani una lettera in cui mi sfogavo di tutti i suoi comportamenti cattivi con me e dicendogli anche che la sua rabbia verso tutti a cosa gli serviva. Infine mi è costata fatica ma ero nervosa gli ho scritto “ognuno prenderà la sua strada speriamo solo di non dover vivere di rimorsi” so che l ha letta dodici volte nell arco anche di pochi mn l uno dall altra. Come intenderebbe cara dottoressa questo suo comportamento? Grazie anticipatamente spero mi risp.

    • Anna Zanon 17 agosto 2017 at 10:55 - Reply

      Difficile inquadrare una situazione sulla base di poche righe. Non so se è il suo caso ma a volte le persone minacciano di andarsene, per vedere se l’ altro le ama abbastanza per restare. Mi rendo conto che si tratta di un meccanismo nevrotico ma le persone che hanno una forte paura dell’ abbandono, abbandonano l’ altro per non essere abbandonate. Questo tipo di persona è estremamente insicura e tende a vedere in ogni piccola freddezza del partner una minaccia di abbandono incombente che provoca in loro delle reazioni sproporzionate.
      Se si desidera stare con una persona così, bisogna rassicurarla sul proprio affetto nei suoi confronti e non reagire alle sue provocazioni, capendo che ci sta chiedendo amore in modo contorto.
      Detto questo, capisco anche che una relazione così possa essere molto difficile e dolorosa da gestire e che giustamente una persona possa non poterne più ad un certo punto

  47. Giulia 7 settembre 2017 at 16:33 - Reply

    Gentile dottoressa, il suo articolo ha confermato tutto ciò che penso sul mio compagno. Siamo una coppia molto giovane, ma su sua richiesta abbiamo iniziato una convivenza. Per la prima volta ho capito cosa fosse l’amore ed ero entusiasta del nostro rapporto. Ma lui è la rappresentazione di quanto lei ha descritto nel suo articolo. Per qualsiasi cosa, piccola o grande, si infuria. Ha rotto diversi mobili, minaccia di violenza nei miei confronti, minaccia di lasciarmi, insulta ecc. Mi mortifica su tutto, sul anche sull’aspetto sessuale del rapporto… Riducendomi a pezzi. Più volte ho cercato di fargli notare la cosa, di cui sembra essere consapevole… Ciò di cui non prende consapevolezza è ciò che lascia in me con questi comportamenti, che seppur riconosce come sbagliati, giustifica addossando a me la colpa di queste sue reazioni. L’ho spinto più volte verso un percorso psicoterapico perché vorrei, per il suo bene, che lui lavorasse su questo aspetto. Io per amore posso provare a capire, a risolvere… Ma il mondo fuori no e così si autodistruggerà. Io non so quanto possa ancora reggere le urla, le offese e tutto il resto… Questo articolo mi ha aiutata a sollevarmi un po’

  48. Casalinga 23 settembre 2017 at 15:34 - Reply

    Salve, sto vivendo in pieno la situazione descritta nell’articolo con mio marito con cui sono sposata da 15 anni ed abbiamo due figlie. Lui si arrabbia per tutto, mi incolpa di ogni cosa, urla, rompe le cose, cerca amicizie femminili e vuole fare cose da solo come quella di andarsene per un concerto o una partita senza curarsi di ciò che penso. Dice che lui è uomo e può farlo mentre io sono donna e non posso farlo. Le nostre figlie hanno 14 e 12 anni e ci sentono sempre litigare. Però quando è calmo è simpatico, allegro ed anche geniale. Abbiamo iniziato un percorso di coppia con una psicologa che poi si è trasformato in un percorso individuale perché non riuscivamo a capirci. Ora lui non vuole più continuare questo percorso iniziato. Gli ho proposto la separazione e non l’ha accettata per motivi economici. La psicologa mi ha prospettato l’idea di rivolgermi ad un centro antiviolenza per le donne ed ha nominato anche il tribunale dei minori. E così lui mi accusa di volerlo rovinare e che lo faccio apposta a farlo arrabbiare conoscendo il suo carattere. Volevo sapere cosa posso fare per uscire da questa situazione? C’è speranza che cambi? Io non voglio il suo male. Mi piacerebbe che cambiasse altrimenti dovrei lasciarlo. Ma non so come fare nemmeno a lasciarlo senza farlo infuriare. Sono disperata

    • Anna Zanon 24 settembre 2017 at 10:39 - Reply

      Gentile casalinga, mi dispiace tanto per la sua situazione. Prenda le decisioni che deve prendere ma senza aspettarsi che suo marito cambi. Le persone cambiano solo quando sono motivate a farlo e anche allora non è detto che ci riescano. Se fossi in lei seguirei il consiglio della sua psicologa

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