Conoscere l'abuso

L’abuso è un fenomeno ancora poco conosciuto e la cui frequenza è ampiamente sottostimata. All’attenzione dell’opinione pubblica arrivano solo i casi di violenza più eclatanti : il resto degli abusi si consuma in segreto tra le mura domestiche.
Benché gli esperti del settore siano concordi nell’affermare che un abuso protratto nel tempo comporta degli effetti a lungo termine sulla personalità di chi lo subisce, poche ricerche sono volte ad aiutare gli adulti che hanno subito degli abusi durante l’età della crescita.

Abuso: non c’è solo quello sessuale
Quando si parla di abuso sui bambini, si pensa immediatamente all’abuso sessuale. Purtroppo esistono anche altre forme di violenza che vengono sottovalutate ( se non giustificate in certe culture) che hanno un effetto negativo sulla psiche quasi quanto l’ abuso sessuale vero e proprio.
Altre forme di violenza sono il maltrattamento fisico, il maltrattamento psicologico, l’incuria e l’ipercura.

Che cos’è l’abuso sessuale?
Per abuso sessuale si intende, qualsiasi contatto a scopo sessuale, compiuto da un adulto verso un bambino. Non è necessario che ci sia un rapporto sessuale vero e proprio per parlare di abuso : anche toccamenti e giochi erotici sono forme di violenza sul bambino.
Altre forme di abuso sessuale comprendono l’esibizionismo, far assistere i bambini ad atti sessuali, esporre i bambini alla pornografia, raccontare loro storie erotiche, trattare il minore in un modo sessualmente provocante.
Un aspetto particolare di abuso è l’ “incesto simbolico” : quando il genitore, pur non abusando concretamente del figlio, abbia con lui/ lei un atteggiamento estremamente provocante.
Prendiamo, per esempio, il caso di una madre che sia molto seduttiva nei confronti del figlio maschio adolescente, che dorma nel letto con lui, si aggiri nuda per la casa, si faccia vedere mentre fa la doccia senza però commettere incesto.
In questo caso, anche se materialmente non c’è stato un incesto, a livello psicologico gli effetti saranno simili.

Che cos’è il maltrattamento?
Nel maltrattamento il bambino è oggetto di aggressioni da parte dell’adulto che vuole scaricare sul più debole la violenza che sente dentro di sé e contro di sé. Bisogna specificare che perchè si possa parlare di maltrattamento non basta qualche schiaffo dato ingiustamente o un episodio in cui il genitore si arrabbia con il figlio e lo picchia.
Ma il discorso cambia se le punizioni e gli schiaffi diventano la norma e se il clima affettivo della relazione genitore- figlio è regolato dalla paura e dalle punizioni.
Si parla di abuso quando la violenza è una modalità abituale di comunicazione genitore e figlio e le punizioni sono frequenti, arbitrarie o eccessive.
Nel maltrattamento il bambino viene picchiato per i motivi più futili ( ad esempio perché è troppo rumoroso o perché non riordina la stanza) e nei casi più gravi le lesioni possono essere tali da causare la morte della vittima.

Che cos’è il maltrattamento psicologico?
Il maltrattamento psicologico è un assolto rivolto alla psiche del bambino ed è la forma di violenza più diffusa, ma allo stesso tempo, più difficile da riconoscere.
Ricordiamo che non basta qualche episodio spiacevole o qualche rimprovero immeritato per poter parlare di abuso psicologico: per abuso psicologico si intende una violenza verbale grave e protratta nel tempo.
Si intende con questo un persistente maltrattamento emotivo che determina delle conseguenze negative sullo sviluppo psicologico e comportamentale del bambino.
In particolare il comportamento dell’adulto deve essere caratterizzato da uno di questi elementi :
Rifiuto psicologico del bambino: L’adulto fa sentire il bambino poco importante e lo sottopone a continue sproporzionate critiche, esprimendo frequenti giudizi negativi sulla sua personalità , il suo aspetto fisico e la sua intelligenza.
L’adulto deride il bambino o gli appioppa nomignoli dispregiativi. L’abusante umilia il minore in pubblico .
Il bimbo viene incolpato di tutti i problemi familiari o ritenuto la causa della propria insoddisfazione personale. L’abusante fa vivere il minore in un clima familiare dove si sente costantemente controllato e giudicato.
Terrorismo psicologico: far vivere il bambino in un clima familiare costantemente caratterizzato da angoscia o terrore: la famiglia, da fonte di serenità e sicurezza, diventa il luogo della paura e dell’angoscia. I genitori usano la minaccia o il ricatto per imporre la disciplina e sottolineano la cattiveria del bimbo dicendo che se continua così andrà all’inferno o farà morire i genitori di crepacuore o che saranno costretti a metterlo in collegio.
Trascuratezza: i genitori sono troppo concentrati sui loro problemi per prendersi cura dei bisogni del bambino. Le necessità materiali vengono soddisfatte, ma non quelle psicologiche. Tra genitori e figli non c’è dialogo, il bambino è parcheggiato davanti alla televisione. Il clima familiare è caratterizzato da freddezza o da indifferenza: il figlio può fare quello che vuole. I genitori non svolgono una funzione di guida: il minore è lasciato a se stesso.
Inversione di ruoli: al figlio viene chiesto di occuparsi dei genitori. Spesso, questo significa esporlo a continue tensioni familiari, caratterizzate da liti verbali e/o fisiche; in questo contesto, investirlo direttamente o indirettamente del ruolo di pacificatore o risolutore delle liti coniugali.
Usare il bambino come una pedina nelle liti dei genitori: mettere il bambino contro l’altro genitore mostrandogli continuamente la “cattiveria” o l’inadeguatezza del partner. Costringere il minore a ricoprire il ruolo di un partner, assente, o con il quale si ha un rapporto degradato. Il bambino viene usato come sostituto emotivo del coniuge e anche se non c’è un abuso fisico vero e proprio viene trattato come il fidanzato della mamma o la fidanzata di papà.

La trascuratezza e l’ ipercura: altre forme di maltrattamento
Sono forme di maltrattamento altrattanto gravi la trascuratezza e l’ipercura.
Per trascuratezza si intende l’incapacità dei genitori di provedere adeguatamente ai bisogni fisici ed emotivi del bambino. Tragici esempi di trascuratezza sono i i fatti di cronaca di questa estate dei bambini piccoli dimenticati in macchina e morti per il caldo. Altri esempi di comportamenti trascuranti sono: non mandare a scuola i figli, trascurare la loro igiene e la loro salute, ecc..
L’ipercura è invece un eccesso di cure che compromette lo sviluppo del bambino. Un tipico esempio di ipercura è la sindrome di Munchausen: il genitore, il più delle volte la madre, sottopone il figlio a visite mediche, accertamenti e cure inopportune per sintomi o malattie da lei inventati o indotti.

Le conseguenze a lungo termine dell’ abuso
Non tutti i bambini che hanno subito degli abusi avranno dei problemi psicologici una volta adulti. Molto dipende dalla durata dell’abuso ( un singolo episodio è meno grave di un abuso prolungato nel tempo), dalla gravità della violenza, dall’ età della vittima (più il bambino è piccolo più le conseguenze sono devastanti), dalla presenza di qualche adulto protettivo, ecc..
In linea di massima, le possibili conseguenze psicologiche sono queste:
Scarsa autostima.
Tutti i bambini che sono stati abusati sono convinti di essere , responsabili (almeno in parte) di quanto è successo a loro.
Naturalmente queste percezioni distorte dei bambini sono incoraggiate dagli abusanti.
L’abusante picchia il bambino dicendo che è “costretto” a farlo perché lui è stupido e cattivo o giustifica certe punizioni eccessive dicendo che ” sono per il suo bene”.
Nel caso dell’abuso sessuale, l’abusante fa passare la violenza come un atto d’amore , dicendo cose del tipo: “è perché ti amo in un modo speciale” o incolpa la vittima dicendo che lui/lei l’hanno “provocato”.
Questi messaggi sono veramente tossici perché inducono la vittima a credere di meritarsi l’abuso. e danno al bambino un messaggio distruttivo che continuerà a danneggiarlo per tutta la vita e che rischia di distruggere in modo profondo la sua autostima.
Questo è ancora più evidente nel caso di abuso sessuale : spesso infatti l’abuso prende la forma della seduzione, di una seduzione che il bambino può trovare fisicamente piacevole.
Ma anche se viene esercitato sotto forma di seduzione, l’abuso è sempre una violenza. Anche se il bambino/a è “consenziente”, si tratta sempre di un bambino che cede il suo corpo in cambio per avere un po’ d’amore, per sentirsi importante per qualcuno.
Si può immaginare quanta solitudine, quanta mancanza d’amore, quanta indifferenza da parte degli adulti siano necessarie perché si arrivi a questo.
Poca assertività.
Chi è stato abusato sperimenta una profonda sensazione di impotenza. In un esperimento di psicologia dei cani venivano costretti a subire delle scosse elettriche. In un primo tempo i cani facevano di tutto per scappare o per sottrarsi alla stimolazione dolorosa ma essendo stata loro preclusa ogni via di fuga, non rimaneva loro altra alternativa che rassegnarsi alla situazione.
In breve tempo loro comportamento cambiava : gli animali diventavano passivi e apatici e anche si apriva loro una facile via di fuga , rimanevano nel recinto a prendersi le scosse elettriche. Questo stato chiamato ” impotenza appresa” può caratterizzare al vita delle vittime dell’abuso, anche molti anni dopo il trauma.
Le vittime, sono così abituate a perdere le loro battaglie e a sentirsi impotenti, che non credono di poter vincere nella vita.Da questo la profonda difficoltà ad essere assertivi, a dare dei limiti agli altri, a lottare per i propri diritti.

Difficoltà a fidarsi degli altri
La maggioranza degli abusi avviene in famiglia o per opera di persone che il bambino conosce e di cui si fida. Ma anche nel caso di abusi protrattati nel tempo e commessi da estranei, c’è spesso alle spalle un contesto familiare poco tutelante e poco attento al mondo emotivo del minore.
In ogni persona abusata si nasconde la sensazione di essere stato tradito dalla persona o dalle persone che dovevano più amarlo al mondo.
Di conseguenza, una volta adulto, l’individuo abusato fa fatica a credere che qualcuno possa amarlo veramente. Il ragionamento inconscio è ” se non mi hanno voluto bene nemmeno i miei genitori, chi altro potrà mai amarmi?”E’ superfluo dire che queste insicurezze complicano enormemente le relazioni con gli altri.

Problemi relazionali
Da adulte, le persone che hanno subito delle esperienze d’abuso, fanno fatica a stabilire delle relazioni soddisfacenti con gli altri. L’individuo abusato può diventare aggressivo e avere difficoltà a controllare la rabbia ( sono le famose persone che attaccano per non essere attaccati) facendo subire agli altri quello che lui stesso ha subito o essere una persona troppo timida e passiva.
E’ comune la tendenza a mettersi in situazioni sentimentali difficili e ad essere attratti da partner maltrattanti o rifiutanti.

Disturbi psicologici
Per molti adulti, abusati da bambini, depressione o ansietà sono diventate quasi una seconda natura. Esperienze traumatiche nell’infanzia come la violenza fisica o psicologica danno come risultante una personalità fragile e predisposta a sviluppare disturbi come il disturbo borderline di personalità, attacchi di panico, depressione maggiore, personalità multipla, disturbo post-traumatico da stress, disordini dell’alimentazione.

Depersonalizzazione
Molte vittime di abuso sperimentano un senso di estraneità nei confronti del proprio corpo. Si sentono inoltre come annebbiate, anestetizzate. La dissociazione è una forma di difesa contro il trauma: il ragazzino /a violentato o picchiato duramente impara a dissociare la sua mente dal corpo.E’ come se dicesse ” potete fare al mio corpo tutto quello che volete,tanto la mia mente non è qui!”. Nei casi più gravi, da adulti la dissociazione diventa una sorta di risposta automatica in tutte le situazioni percepite come potenzialmente minacciose .

Disturbi sessuali
Difficilmente i bambini abusati fisicamente e/o sessualmente potranno godere da adulti di una vita sessuale soddisfacente. La sessualità per essere vissuta in modo appagante richiede un buon rapporto con il proprio corpo e fiducia nell’altro, due cose ardue per una vittima d’abuso. Per questo motivo sono comuni disturbi come l’anorgasmia, il vaginismo, inibizioni sessuali.Può essere presente però il comportamento opposto: la promiscuità sessuale. Molte vittime d’incesto tendono a confondere il sesso con l’affetto , in quanto solo nel darsi sessualmente si sono sentite amate dal loro abusante. Masturbazione compulsiva e fantasie sessuali ossessionanti sono altre conseguenze a lungo termine dell’ abuso e sono sintomi attraverso i quali la mente cerca di padroneggiare il trauma subito.

Omosessualità di ripiego
Alcuni ragazzini sedotti dal padre o da un altro adulto significativo, hanno provato del piacere sessuale nell’esperienza. E per tale motivo hanno finito per credersi omosessuali. Esiste però un’altra forma di omosessualità che riguarda l’avversione per le persone dello stesso sesso dell’individuo che ha commesso l’abuso. Per esempio, la ragazza abusata dal padre, può sviluppare una profonda sfiducia negli uomini, e , per tale motivo, preferire come partner le donne.

Malattie psicosomatiche
Le persone che sono state abusate vivono spesso in un continuo stato di tensione che può tradursi in una malattia psicosomatica. Inoltre esiste la predisposizione a sviluppare disturbi del comportamento alimentare. In particolare, le vittime di abusi sessuali , una volta adulte, possono tendere all’ obesità. Mettere su molti chili ha lo scopo inconscio di rendersi poco attraenti, e in tal modo scoraggiare eventuali advances sessuali.

Comportamenti autodistruttivi, autolesionismo, mutilazioni.
Molte vittime d’abuso continuano a punire se stesse in vari modi ,sia perché si ritengono in qualche modo responsabili di quanto è avvenuto loro , sia perché sono cresciuti in famiglie disturbate dove i loro bisogni fisici ed emotivi non erano soddisfatti in modo adeguato.

Problemi nelle relazioni con i figli
Chi è stato abusato da piccolo da un familiare , non ha avuto dei modelli genitoriali adeguati, di conseguenza farà più fatica a ad allevare i figli. Inoltre il rapporto con la prole può essere vissuto con la costante sensazione di non essere all’altezza del compito e con la paura di diventare come il padre o la madre.

Difficoltà a controllare i propri pensieri
Anche molto tempo dopo il trauma, le persone abusate sono spesso preda di flash back o di pensieri negativi che non riescono a controllare. Ci può essere la costante sensazione che stai per succedere qualcosa di brutto.

Come superare l’abuso

Se sei stato abusato, è molto importante che tu capisca che l’abuso non è dipeso da te. E’ neessario che tu comprenda che la relazione adulto-minore non è un rapporto alla pari. E’ l’adulto a stabilire il tono emotivo della relazione e ad avere la responsabilità di quello che succede. La terapia psicologica può essere d’aiuto nel recuperare la serenità e nell’elaborare il trauma.

Il presente articolo ha una valenza di carattere informativo.

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By | 2012-02-05T12:33:00+00:00 30 dicembre 2011|Depressione e Disagio Psicologico|1 Comment

One Comment

  1. MARINELLA 27 agosto 2012 at 14:58 - Reply

    Ho letto con attenzione il vostro articolo e devo dire che è molto interessante e mi ha aiutata a capiere e prendere consapevolezza di alcuni fatti che mi sono successi da bambina e del perchè io mi senta come mi senta ora……Io sono già in terapia da 3 anni e da 2 farmacologica purtroppo ma questo articolo mi ha aiutata ancora di più….

    Ringrazio sentitamente …..Mary

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