Che cos’è la depersonalizzazione?
Può succedere per la prima volta quando ti svegli oppure mentre stai guidando o in qualsiasi altra situazione.

All’improvviso, inspiegabilmente, qualcosa cambia.
Le persone e gli oggetti intorno a te sembrano diversi: strani, stranieri. Anche tu ti senti strano come se fossi un extraterrestre appena sbarcato su un altro pianeta…

Ogni spontaneità e gioia di vivere era scomparsa.
I miei pensieri ruotavano ossessivamente intorno alla stranezza della mia esistenza: perché esisto?
Perché io sono io e non qualcun altro?

Altre volte mi sentivo distaccato dal mio corpo, io guardavo il mio corpo e non potevo capire perché fossi dentro in esso.

Mi ascoltavo parlare con la gente e mi sembrava che la mia voce fosse quella di qualcun altro. Sentivo di non vivere veramente ma di recitare una parte. Non potevo smettere di pensare al significato della vita, della morte e continuavo ad arrovellarmi su che cosa ci fosse di sbagliato in me.

Queste parole descrivono molto efficacemente un episodio di depersonalizzazione.

Almeno il 50 % delle persone sperimentano nel corso della loro vita un episodio di depersonalizzazione. In genere questi episodio è transitorio e sparisce senza lasciare alcuna conseguenza. In alcuni casi la depersonalizzazione diventa una condizione cronica.

Se soffri di un disturbo di depersonalizzazione cronica potresti avere il timore di impazzire, ma questo non succede mai. In genere le persone che soffrono del disturbo di depersonalizzazione sono individui molto intelligenti. Soffriva di depersonalizzazione Jean Paul Sartre e la descrisse magistralmente nella “Nausea”.

I sintomi della depersonalizzazione
La depersonalizzazione può manifestarsi con differenti sintomi, come sentire il corpo intorpidito o privo di vita, la sensazione di avere i piedi, le mani o altre parti non collegate al resto del corpo.

Il soggetto sente il suo corpo come estraneo anche se sa il corpo è suo. In alcuni casi può sentirsi come un robot o avere una sensazione di irrealtà come se fosse in un sogno o dentro un film. Può sentirsi un osservatore esterno del suo corpo e/o dei suoi processi mentali. I pensieri vertono ossessivamente su temi quali vita, morte, infinito, ecc. L’esame di realtà viene mantenuto (per esempio, la persona sa che la sensazione di essere un automa è solo un sentimento e non la realtà) .

Le persone con questo disturbo soffrono in silenzio e agli occhi degli altri sembrano normali.

Quali sono le cause della depersonalizzazione?

La depersonalizzazione come difesa contro un trauma.
Molte persone che soffrono di una depersonalizzazione hanno avuto delle esperienze traumatiche: abusi sessuali o fisici, operazioni chirurgiche importanti, ferite gravi, incidenti stradali, essere aggrediti , essere coinvolti in catastrofi, rapine, ecc.

Nella depersonalizzazione, il corpo si dissocia dalla mente: questo permette alla persona di mantenere l’illusione di un controllo psicologico mentre sperimenta una sensazione di impotenza e di perdita di controllo sul proprio corpo. E’ un po’ come se con il distacco da se stessi, la persona si dicesse: “Non sono io quello che sta vivendo questa brutta esperienza. Non sta succedendo veramente a me, sta succedendo al mio corpo ma la mia mente è da un’altra parte”.

Con il tempo la dissociazione diventa una modalità automatica di risposta in tutte le situazioni che creano ansia.

N.B: Alcune persone che soffrono del disturbo di depersonalizzazione , soffrono anche di autolesionismo. In casi come questi il dolore provocato dalle pratiche autolesive viene preferito alla terribile esperienza di estraneità.

La depersonalizzazione come difesa contro la depressione
Ovviamente non tutte le persone che soffrono di depersonalizzazione hanno subito degli abusi o hanno avuto delle esperienze traumatiche! Molte volte la depersonalizzazione è una forma di difesa da una depressione sentita come intollerabile. In altra parole , la persona piuttosto che sentire un dolore insopportabile “sceglie” inconsciamente di anestetizzarsi con la depersonalizzazione.
In questi casi può essere utile l’intervento farmacologico: medicine quali gli antidepressivi triciclici (desipramina, imipramina) e la fluoxetina sono abbastanza efficaci nel trattamento del disturbo.

Che cosa peggiora la depersonalizzazione?
Il disturbo peggiora facendo uso di stupefacenti. Anche una dose minima di marijuana, può innescare, in una persona predisposta, un episodio di depersonalizzazione.

Come si cura il disturbo di depersonalizzazione?
Se la depersonalizzazione è associata ad altri disturbi come ansia, depressione e attacchi di panico, una volta curati questi disturbi, la depersonalizzazione scompare rapidamente.

Se invece la depersonalizzazione è l’unico disturbo ,è consigliabile scegliere un terapeuta specializzato in disturbi dissociativi: purtroppo la terapia della depersonalizzazione cronica non è semplice né breve.

Alcuni persone rispondono bene ad un trattamento farmacologico con antidepressivi. E’ importante sapere che nel 50% dei casi il disturbo scompare da solo.

 

Dottoressa Anna Zanon
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