Non è mai contenta : l’amore che do non basta mai

Per quanto ti sforzi di renderla felice, lei non è mai contenta. Cerchi di darle il meglio, ti sforzi di essere premuroso e attento alle sue esigenze ma non basta mai. Per quanto amore tu le possa dare, la donna che ami non si sente mai abbastanza amata e sembra incapace di apprezzare quello che fai per lei. Certo sul momento ti ringrazia, ma dopo breve tempo comincia con le recriminazioni, facendoti sentire inadeguato e in colpa (perché lei soffre per causa tua).

Ai suoi occhi il problema è che sta male perché tu non la ami abbastanza e non le dedichi abbastanza tempo, attenzioni, premure e non le dai questo e quello.
Infatti lei sembra focalizzarsi esclusivamente su quella piccola disattenzione, incomprensione o aspettativa disattesa che viene usata come prova del tuo disamore nei suoi confronti, ignorando i tuoi tanti gesti d’affetto che vengono minimizzati o addirittura interpretati in senso negativo ( “è facile fare un regalo, dovresti invece fare… “oppure ” Adesso fai il gentile? Speri di metterti a posto la tua coscienza per quello che mi hai fatto”).
E allora, per non perderla ti sforzi di dare e fare di più, magari a prezzo di sacrifici non indifferenti, ma più le dai amore, più ti accusa di non amarla, di essere un narcisista e/o anaffettivo, di stare con lei solo per ragioni materialistiche e di guardarti in giro o di tradirla con altre.
Queste accuse cominciano a scavarti dentro, la ami tanto, perciò cominci a chiederti se in fondo non abbia ragione e a sentirti inadeguato e in colpa nel far soffrire così tanto la persona a cui tieni di più al mondo.

Però più tenti di aggiustare la situazione, più le cose tra voi sembrano andare male fino al triste epilogo : lei ti lascia sostenendo di non essere mai stata felice con te e ti dipinge in giro come un mostro.

 

Quando alla tua partner non va mai bene niente

Le persone sempre insoddisfatte hanno un vissuto profondo di deprivazione affettiva che risale alla primissima infanzia. Sono stati bambini/e poco visti, trascurati i cui bisogni affettivi di sicurezza, vicinanza emotiva e calore non sono stati adeguatamente soddisfatti dai genitori.
Non a caso questa problematica riguarda le persone con attaccamento insicuro, in particolare quelle con attaccamento disorganizzato.
Sebbene queste persone abbiano una specie di buco nel cuore, quando finalmente trovano qualcuno che gli vuole veramente bene sono incapaci di apprezzare l’amore che ricevono. L’amore che gli viene dato non basta mai.
Il loro buco affettivo è troppo profondo per poter essere riempito da un compagno per quanto amorevole possa essere. Al loro partner chiedono inconsciamente di risarcirli per tutte (tante troppe) volte che sono stati abbandonati a se stessi, trascurati, lasciati a piangere in un angolo nel loro difficile passato.
Si aspettano che il loro partner viva in funzione loro, dandogli una disponibilità illimitata e un amore incondizionato.
Una pretesa impossibile da soddisfare per chiunque, anche per il compagno più devoto che purtroppo è destinato con il tempo a deludere queste aspettative irrealistiche.
Hanno un idea negativa delle relazioni, aspettandosi che prima o poi saranno deluse e ingannate e per questo motivo sono incapaci di fidarsi del partner anche se lui si comporta in modo devoto e premuroso.
Questa sfiducia nella possibilità di essere amata si traduce in un continuo bisogno di mettere alla prova il compagno allontanandolo (“ti ho detto che ti lascio per vedere cosa fai per riconquistarmi e quanto ci tieni a me”) e in un estenuante bisogno conferme del suo amore che però non bastano mai. Basta infatti una piccola disattenzione da parte del compagno per risvegliare la paura e il sospetto (di essere tradita, presa in giro, non amata) cancellando i tanti momenti felici vissuti insieme .

Come si comporta in una relazione una deprivata affettiva?

Vuole una relazione simbiotica
Chi ha questo problema pretende di vivere in simbiosi con il partner. Tu devi esserci sempre! Il tuo lavoro, la tua famiglia, i tuoi amici sono percepiti come ostacoli perché sottraggono tempo ed energia alla relazione. Non di rado giunge al punto di darti degli ultimatum assurdi tipo “O la tua famiglia o me”.
Spesso le persone con queste problematiche mancano di quella che gli psicologi chiamano “la costanza di oggetto” che in modo molto sintetico possiamo definire la capacità di sentire l’altro dentro di sé anche quando non è fisicamente presente e di custodire dentro il cuore l’amore ricevuto. Senza la costanza d’oggetto, quando il partner non è fisicamente presente è come se non esistesse. Di conseguenza, pochi giorni senza vedersi la fanno sentire trascurata, non pensata ,sola e abbandonata.

Gelosia e possessività eccessive ed immotivate
Incapace di fidarsi controlla continuamente il partner, diventando gelosa di ogni piccolo gesto di cortesia anche di circostanza che ha verso qualsiasi essere di sesso femminile, a prescindere dall’età e dall’aspetto.Questi gesti sono percepiti come se lui le sottraesse l’amore che deve essere rivolto esclusivamente a lei per darlo ad un altra donna.
Basta essere un po’ gentile con qualcuna per scatenare feroci scenate di gelosia in cui ti accusa di essere un narcisista che ci prova con tutte, anche se tutto quello che hai fatto è stato intrattenere una conversazione educata con la sua migliore amica che non è per niente il tuo tipo. Sono incriminate anche le situazioni in cui potresti incontrare altre donne ( per esempio una cena di lavoro a cui siano presenti delle colleghe), l’uso dei social, il guardare film con donne attraenti, ecc. Persino gesti di educazione verso gli estranei come far passare qualcuno alla cassa del supermercato possono innescare la gelosia perché destinatari di attenzioni che dovrebbero essere solo per lei.

E’ incapace di vedere i bisogni dell’altro
Chi ha questo problema è convinta di amare tantissimo il partner- ed effettivamente quando è ” in buona” è la donna più dolce del mondo- ma nei fatti è incapace di accettarlo per quello che è e di venire incontro ai suoi bisogni. Se per esempio il partner non può essere presente come al solito per un problema di salute o per un grave problema familiare o lavorativo, non sarà per nulla supportiva o empatica ma si arrabbierà con lui perché non in grado di darle le consuete attenzioni.

Mette in discussione la relazione per qualsiasi cosa
Lo sai bene che basta veramente poco (ad esempio che tu non le abbia telefonato quando si aspettava che tu lo facessi, una serata in cui eri molto stanco e non eri brillante come il tuo solito, ecc) perché la tua partner che si dichiarava innamoratissima fino a quel momento minacci di lasciarti, dica di essere infelice con te e ti accusi di aver commesso ogni meschinità possibile e immaginabile. In altri casi può vendicarsi non rispondendo al telefono, sparlando di te o flirtando spudoratamente con altri uomini per farti soffrire o arrivare al punto di tradirti solo per dimostrare che se tu non la vuoi altri la vogliono.

La mia compagna non è mai contenta: cosa posso fare?
Non è colpa tua se lei è infelice
Stare con una persona che ha queste problematiche significa sentirsi sempre in difetto. Per quanto tu ti possa sforzare di renderla felice non ci riuscirai mai- quello che tu le dai non è mai abbastanza buono- e questo può finire per avere delle ripercussioni pesanti sulla tua autostima , amplificando quella vocina presente sin dall’infanzia che ti dice che tu non sei abbastanza. Un mio paziente coinvolto in una relazione sentimentale con una donna con queste problematiche mi disse: “Le ho dato il mio meglio, ho fatto per lei cose che non avevo mai fatto per nessun’altro in tutta la mia vita, e non è bastato per tenerla. Se il mio meglio vale così poco, allora io valgo poco”.
Bisogna uscire da questa logica e comprendere che tu sei abbastanza e che è lei ad avere un problema radicato. In un certo senso amare una persona deprivata affettivamente è come versare dell’acqua in un secchio bucato, per quanta acqua si potrà riversare, il secchio non potrà mai riempirsi completamente. Poi se ci pensi bene, lei ha una speciale abilità nel farti sentire in colpa nelle circostanze in cui avresti più bisogno d’affetto e di sostegno quando non stai bene o sei preoccupato o hai dei problemi e non puoi essere presente per lei come fai di solito. In queste circostanze al posto di sostenerti come dovrebbe fare una vera compagna, lei ti attacca e ti colpevolizza per un tuo momento di fragilità.

L’importanza di dare dei limiti
Il consiglio più importante è quello di non assecondarla troppo. Chi ha questa problematica tende a non riconoscere quello che riceve dal partner e darlo per scontato e a focalizzarsi solo su quello che manca in un escalation di pretese eccessive e in una richiesta sempre più pressante di controllo della vita dell’ altro.
Esempi di queste richieste: non avere più una vita sociale per stare con lei ed evitare la conoscenza di altre donne, rompere i rapporti con la famiglia d’origine, i figli o con qualche amico, comprarle regali costosi se non ci sono possibilità economiche , avere la password degli account sui social, cambiare lavoro per non vedere l ‘ ex e via dicendo. Ma anche se il partner nel tentativo di farla contenta e di dimostrare il suo amore cedesse a richieste di questo calibro , lei non si accontenterebbe, anzi alzerebbe il tiro con richieste sempre più grandi.
E’ bene ricordare che più la si accontenta, rinunciando ad avere una vita propria al di fuori della relazione, più si rinforzano i tratti patologici. Una persona con queste problematiche migliora se viene contenuta, non se viene assecondata nei suoi aspetti meno sani.
Molti uomini hanno il timore di perdere la compagna se si opponessero alle sue richieste anche le meno ragionevoli, è vero il contrario : lei ti rispetterà di più se le dimostri di tenerle testa.

Mantieni le promesse e offrile una disponibilità costante e prevedibile
Il problema delle persone con attaccamento insicuro è che hanno avuto dei genitori sui quali non potevano contare pienamente dal punto di vista emotivo. Padri e madri che c’erano e non c’erano ma più spesso non c’erano ( non tanto fisicamente quanto a livello di calore umano). Per questo ogni relazione importante è vissuta con molte ansie e insicurezze.
E’ importante che la tua partner sappia che tu ci sei per lei, anche se non puoi offrirle una disponibilità illimitata di tempo e venire in suo soccorso per ogni minimo problema. Può essere d’aiuto concordare un orario fisso per le telefonate e creare una routine di coppia che la rassicuri. Sapere che vi vedrete e vi sentire presto e sapere esattamente quando potete vedervi e sentirvi può aiutarla a contenere le sue insicurezze.

Il presente articolo ha una valenza di carattere informativo.

Purtroppo, a causa dell'elevato numero di commenti e di lettere che ricevo tutti i giorni, non riesco a rispondere a tutti (come vorrei) e a farlo in tempi brevi. Inoltre le risposte ai commenti sono molto sintetiche, considerata anche la natura pubblica del sito web.

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By | 2020-05-01T10:00:10+00:00 24 Ottobre 2019|Amore e disamore, Narcisismo, Borderline|9 Comments

9 Comments

  1. ale 25 Ottobre 2019 at 20:23 - Reply

    egregia dottoressa vorrei complimentarmi per tutto il suo lavoro svolto. ho un enorme stima e massimo rispetto per lei che è una professionista eccellente nel suo campo e molto attiva. leggo ogni suo articolo. sono una giovane donna devastata da un narcisista maligno covert perverso. grazie dottoressa per tutto. lei è molto saggia

    • Anna Zanon 3 Novembre 2019 at 17:56 - Reply

      Grazie! Mi dispiace per l’esperienza che sta vivendo, credo però che anche le peggiori esperienze possono diventare delle opportunità per crescere e rafforzarsi. Coraggio..

  2. Ailema 30 Dicembre 2019 at 14:29 - Reply

    Buongiorno dottoressa,
    ahimè mi sono riconosciuta nel ritratto da lei descritto.
    Sposata e con tre figli, sei mesi fa a seguito di un forte periodo di stress ho iniziato una psicoterapia che mi ha fatto scoprire vecchie ferite del passato, mia madre è cresciuta in orfanotrofio e quindi è sempre stata assente a livello emotivo per questo sono derivavate le mie insicurezze che ho sempre cercato di tamponare. Ahimè però ho scoperto anche che non solo avevo rimosso le ferite del passato , ma stavo evitando di vedere l’assenza emotiva di mio marito. Da anni a causa del suo lavoro e dei suoi problemi finanziari non mi raccontava niente di se, io presa dai 3 bambini e dal mio lavoro non gli ho prestato le giuste attenzioni, ci siamo allontanati molto. Ques’estate ho aperto gli occhi e l’ho visto flirtare con altre donne e ho sentito il buco nel cuore che avevo tamponato facendo la supermamma lavoratrice e indipendente. Da allora abbiamo iniziato a parlare dei nostri problemi di coppia, da una parte si è riaccesa la passione sessuale e dall’altra litighiamo troppo, io sento sempre più vivo questo bisogno di affetto di cui avevo fatto a meno per anni e non riesco a pensare ad altro e mi dico: lui mi trascura, lui non mi ama più, sono triste e abbandonata. Lui dice che non sa cosa vuole, si sente infelice e si allontana ancora di più. Per me lui è la persona più importante della mia vita, abbiamo tre splendidi bambini e farei qualunque cosa per salvare il nostro matrimonio, ma non so più se sono io a essere troppo dipendente da lui o lui che scappa, non so più che cosa fare. Leggo libri per capire, faccio meditazione e analisi, ascolto musica, annuso lavanda, mi parlo amorevolmente, mi distraggo e vivo il presente, chiedo a aiuto … ma il buco è sempre lì.

    • Anna Zanon 2 Gennaio 2020 at 13:58 - Reply

      Gentile Ailema, bisogna accettare purtroppo che il buco non possa chiudersi ( e sfortunatamente non c’è psicoterapia che tenga!), bisogna imparare a conviverci senza permettere a questo buco di risucchiare le cose buone della sua vita.. perchè non sono buone come le vorrebbe.
      Scriverò a breve un articolo su questo argomento. La cosa più importante è imparare a concentrarsi sulle cose buone che riceviamo dagli altri e su quello che suo marito fa di positivo per lei. Lei si chiede se è lei che è troppo dipendente o è suo marito che scappa, probabilmente entrambe le cose. Si è creata una dinamica di coppia in cui lei chiede più amore e lui si sente sia soffocato da quello che percepisce come un bisogno eccessivo e sia non apprezzato perchè quello che dà non è mai abbastanza e allora fugge. Lei non ricevendo le conferme che vuole diventa insicura e quindi più richiedente. Il meccanismo però si può invertire e si inverte valorizzando l’amore che riceve e imparando a non pretendere. Mi faccia sapere come va..

  3. Ailema 7 Gennaio 2020 at 08:39 - Reply

    Grazie dottoressa,
    tra l’altro nel suo sito ho preso alcuni spunti tra i quali “Come salvare il vostro matrimonio senza parlarne” che sto leggendo con grande interesse. E qualcosa sta cambiando… sono più serena e sto apprezzando i piccoli gesti d’amore di mio marito come i 6 abbracci da 6 secondi 🙂 grazie, grazie mille.

  4. Rosanna 20 Luglio 2021 at 09:09 - Reply

    Buongiorno dottoressa, da un po’ di tempo e per vari problemi, io e mio marito ci siamo allontanati. Sono una donna che ha un passato difficile fatto di tante privazioni, anche di libertà di scelta, sono stata sempre condizionata. Questo è continuato con il matrimonio, mio marito non mi lascia vivere come vorrei (fare la spesa, prendere la macchina, libertà in casa, anche solo di fare pulizie, ecc)…. Un po’ di tempo fa per caso ho iniziato a sentirmi con un suo amico, questa persona se pur solo messaggiando mi ha aperto gli occhi ed ha capito la mia sofferenza, più volte mi ha consigliato di riappacificarmi con mio marito, ma da parte mia pian piano mi sono accorta che nutro un sentimento per lui e trovo in lui tutto ciò che mi è mancato fino ad adesso,solo che lui ha iniziato a pretendere degli atteggiamenti, se pur inconsciamente, da parte mia e mi mette continuamente alla prova, a volte non risponde ai messaggi, altre volte mi fa delle osservazioni, mi dice che sono narcisista ecc…. Io soffro tanto perché non riesco ad uscire da questa situazione, da una parte lui, verso il quale nutro un qualcosa e sento un forte bisogno di lui nonostante quello che mi dice, dall altro mio marito che mi accusa sempre di averlo fatto deprimere. Premetto che ho anche una figlia adolescente… Avrei tanto bisogno di affetto e a volte mi sento sola e non capita da nessuno.

    • Anna Zanon 30 Luglio 2021 at 09:39 - Reply

      Cara Rosanna, la cosa più importante in una situazione complessa e dolorosa come quella in cui si trova è capire se stessa e i suoi bisogni. Lei mi descrive una relazione matrimoniale un pò abusiva e basata sul controllo ed è questa la prima cosa da affrontare. Anche se si è innamorata dell’amico di suo marito non è lui la risposta alla sua situazione e anche se è stato utile per farle aprire gli occhi su dinamiche poco sane del suo matrimonio non può ” salvarla” ma al contrario, una relazione con lui rischia di complicarle ulteriormente la vita. Credo che per lei potrebbe esserle utile un percorso per rafforzarsi e capire cosa può fare del suo matrimonio.

  5. M 14 Novembre 2021 at 18:46 - Reply

    ho conosciuto un ragazzo 1anno fa, dopo il primo appuntamento mi sono resa conto che non era il mio tipo, ma che avrei voluto mantenere l’amicizia.Da subito lui era preso ed è rimasto male del mio rifiuto, Soffre di bassissima autostima e io a mio modo pure.Abbiamo continuato a vederci e sentirci finché durante un incontro io ho iniziato a percepire attrazione e il desiderio di baciarlo.Comunicavo però a lui tutti i miei dubbi e lui soffriva la mia confusione. Ci sono state difficoltà legate alla pandemia, quando chiusure venivano annunciate lui andava in ansia, mentre io ero sicura che la situazione fosse gestibile. E’ iniziata una relazione di 3 mesi.Lui voleva sempre molte attenzioni, che non sembravano bastargli mai. Stavamo anche 4h al telefono ogni sera, a volte mi sembrava troppo tempo e mi pesava. Il lavoro per lui è motivo di stress e rabbia.Una sera l’ho ascoltato per parecchie ore. La mattina seguente io non ho ricambiato un “mi manchi” perché mi sentivo ancora un po’ satura dalla sera prima e questo ha dato via a un forte litigio.Lui mi ha bloccato. Allora io ero ormai arrivata a essere molto coinvolta e ho sofferto quella brusca fine.Per 5 mesi non ci siamo più visti, né sentiti.Con difficoltà dopo mesi l’ho cercato.Mi diceva che aveva provato dolore, rabbia e odio nei miei confronti, aveva reagito cercando nuove cose per stare bene e non voleva cadere in un nuovo vortice di negatività di cui io ero causa.Su richiesta mia di vederci, siamo riusciti ad organizzare: nel momento in cui l’ho avuto davanti a me ho avuto subito la conferma del mio sentimento, non era solo mancanza. Mentre realizzavo che ero innamorata, lui mi parlava in modo freddo, dicendomi di non voler riaprire nulla e additandomi di negatività. Ho chiesto di darmi la possibilità di dimostrargli che fossi una persona positiva e siamo riusciti ad andare insieme ad un concerto (ci teneva a dire “da amici”). Finalmente abbiamo iniziato a viverci in attività che non avevamo potuto fare.La stessa sera ci siamo ritrovati più vicini, io provavo forte attrazione e sentivo il bisogno di avvicinarmi di più, lui era in difficoltà, finché abbiamo avuto un rapporto; a parole dichiarava che si trattasse solo di istinto e che questo non comportasse nulla ed io ho accettato consciamente.Lui poi ha provato grandi sensi di colpa per quel rapporto sessuale, si giudicava e credeva di avermi usato, io ero tranquilla. Mi ripeteva che non riusciva ad avere leggerezza con me, perché aveva rispetto e stima. Abbiamo continuato a vederci, vivendo momenti felici e non definendo la relazione a parole, che a tutti gli effetti era ripresa. è durata altri 3 mesi. Io per prima gli ho detto di amarlo e glielo ripetevo spesso. Ho dimostrato tanto.Lui è riuscito a dirmelo 1volta sola, dichiarandomi che il sentimento c’era ma per lui era difficile dire quelle parole, usava più “ti voglio bene”. ho sentito che venivo messa sempre alla prova. Ogni piccolo pretesto diventava motivo per mettere in discussione tutto. Nell’ultimo mese ci sono state molte litigate.Un commento sul taglio di capelli, diventava motivo di insicurezza fisica per lui, qualcosa che secondo lui io non avevo il diritto di dire. Se cercavo di spiegare le miei intenzioni, rimaneva della sua convinzioni.Diventava rabbioso e la comunicazione risultava difficile.Ci sono state litigate perché ho ritardato, per lui una cosa inaccettabile, o per aspetti della mia vita ( il mio rapporto con i miei genitori, la mia ricerca del lavoro), aspetti che stavo cambiando PER ME, già da prima di conoscerlo.Le prime volte mi sosteneva ma in poco tempo diventava insofferente; non aveva la pazienza di aspettare.Mi ha lasciato un mese fa.Mentre io gli dicevo che mi stavo impegnando in tutto al massimo, lo invitavo nell’attesa di questi cambiamenti a non restare passivo ma di pensare a cosa potesse fare lui per la coppia. Niente, secondo lui tutti i miglioramenti dipendevano da situazioni mie. Anzi reagiva male, dicendo che dovevo fare autoanalisi, anziché puntare il dito.Quando mi ha lasciata diceva che la decisione era di testa, mi amava ma andare avanti significava continuare a discutere.Il giorno dopo mi diceva di voler la mia felicità augurandomi ogni bene, di avermi amato al massimo, mi invitava a prendermi cura di me, dicendomi che per lui sarebbe stata difficile la separazione e non sarebbe stato sicuro di farcela. Poi si colpevolizzava di essere stato di peso per me e di aver aggiunto del carico alle mie situazioni. Mi ha cercato tutti i giorni seguenti, con continue colpevolizzazioni, manifestando il bisogno di sentirmi e allo stesso ogni volta dicendomi che mi rubava del tempo.Per un paio di settimane ci siamo rivisti, anche se con un pò di spaesamento da parte di entrambi, non riuscivamo a lasciarci andare,Qualche approccio fisico ci è stato, ma mai un rapporto completo. Mi desiderava molto, ma si colpevolizzava e si bloccava. Sentiva di usarmi, Una sera mi ha invitato ad un evento, però mi ha avvertito che se venivo con le mie preoccupazioni, non ero gradita, avrei rovinato la sua serata.Io volevo semplicemente stare con lui, ma quel monito mi faceva sentire inibita, ferita ed ho preferito non andare. Lui reagiva in maniera difensiva dicendo che era una mia decisione e mi rimproverava di volergli attribuire la colpa.Quella è stata la discussione finale di chiusura del rapporto.Pochi giorni dopo io l’ho cercato,speravo che quell’arrabbiatura fosse superabile; lui era ancora rancoroso, io ho reagito ringraziandolo per i momenti felici e dicendogli che gli volevo bene, lui ha cambiato atteggiamento e ha ricambiato.Quella stessa notte mi ha scritto un messaggio che ha cancellato, mi ha detto poi che era un messaggio straziante e che poteva risparmiarmelo. Diceva che non mi bloccava, ma che aveva bisogno di stare da solo e di capire come reagire alla situazione, non sapeva da dove ripartire. Io non sono riuscita a mantenere il distacco, l’ho cercato.Lui ha reagito male , ribadendo di non approfittare del fatto che non fossi bloccata. Aveva bisogno di trovare la sua serenità da solo, non era con me, in 1anno non era stato sereno. Diceva che stava attraversando problematiche, penso legate al lavoro.Quando io gli dicevo che magari attraversato quel momento buio separati, avremmo avuto poi la possibilità di stare bene di nuovo assieme, mi diceva che lo turbavo e gli sembravo morbosa e di non riporre speranze vane in noi, ma di metterle nella mia vita, di rispettarlo per il bene che ci vogliamo e di essere sicuro sapeva che stavolta sarei riuscita a rispettare il suo desiderio di non cercalo. Altrimenti lui sarebbe stato costretto a bloccarmi nuovamente. Ma non voleva farlo. E mi ha detto “non venire a cercarmi a casa che non ti apro”.Mi ha detto che aveva bisogno di lavorare sui suoi difetti e che in un futuro gli sarebbe piaciuto immaginarmi una persona sorridente e piena di luce.Dovevo solo scoprirmi.Diceva che gli dispiaceva d’aver fallito con noi. Non sapeva ora dove ricominciare.Questi sono stati gli ultimi messaggi.Io sento di amarlo molto. Di volerlo comunque nonostante le difficoltà e cerco di lasciarlo libero.é molto dura per me, ma lo vedo come un atto d’amore. Mi manca molto.Ho passato con lui dei momenti di libertà assoluta e mi sono sentita vista per quello che ero.Ho preso di petto la mia vita, ma una parte di resta in attesa di un suo ritorno, è convinta che il suo sia un atteggiamento di difesa, in un momento di grande sofferenza e insofferenza. Lui stesso ultimamente mi aveva detto “ hai visto che in questo periodo sono insofferente a tutto”, “per me è un momento nero”.. Mi sembra di rivedere lo stesso schema che ha applicato nella prima separazione: nei momenti di forte tensione la fuga sia per lui l’unico modo per sopravvivere. A distanza ho valutato molti atteggiamenti come quelli di un personalità bordeline, ma non so se è corretto.Sicuramente è una persona che manca di autostima, che si arrabbia molto facilmente e vede tutto bianco/nero. Ha un animo profondamente buono e di valore ma fa fatica a vedere i bisogni altrui e tante volte ho percepito di non essere capita e mancanza di empatia. Tante scelte che lui muove ribadisce sono “per se stesso, per la sua serenità” e mi sembra che colpevolizzi l’altro di mancanze che prescindono dalla persona, che abbia un vuoto interiore talmente forte che nessuno può colmarlo.In passato lui aveva fatto un percorso di psicoterapia per quasi 2anni e lo psicoterapeuta aveva provato parlato di un trattamento farmacologico, ma lui subito ha bocciato la cosa. Ha interrotto poi la psicoterapia, dicendo che non gli era più utile e voleva fare da sé. Io nella 2a parte della relazione, l’ho spinto a tornare in terapia, perché sentivo che aveva bisogno di un supporto più significativo di quello che potessi dargli io standogli accanto. Purtroppo ha sempre reagito sulla difensiva, la scelta era sua, ma cercavo di dirgli che lo dicevo per il suo bene, a prescindere dalla coppia.Una settimana prima del nostro addio, è tornato dallo psicoterapeuta, all’inizio nascondendomelo. Non so se abbia continuato.Quando l’avevo invitato a parlare in terapia anche della dinamica di coppia, desisteva dicendo che la coppia la voleva gestire lui e di voler affrontare i suoi problemi individuali con il terapeuta senza altre influenze. Non ho mai capito questa sua visione, ma cercavo di fargli prendere in considerazione che parlare della relazione era anche parlare di lui.Non so se io sia un’ illusa che non voglia accettare la realtà, ma vorrei sapere se questa persona potrà mai tornare sui suoi passi.Io in fondo ho sempre voluto da parte suo solo il mettersi in gioco e non essere definitivo e statico nelle problematiche. Sapere che fosse tornato in terapia e che negli ultimi messaggi mi ha scritto “ ho bisogno di lavorare sui miei bruttissimi difetti”;sapere che pure io sto prendendo di petto le mie situazioni mi dava speranza. Vedere che non ha avuto una chiusura netta nei miei confronti, che invece ha con tutte le ex, mi illude che prima o poi possa esserci un ripensamento. Sono 2settimane che non ci parliamo e sento la spinta a volerlo cercare fortissima. Ho paura di una reazione, di un blocco definitivo.Cerco di resistere e di dirmi che quando vorrà e se mai vorrà sarà lui a DOVERMI, VOLERMI cercare. Ma ho paura di cedere all’emotività .Vorrei un vostro parere. Grazie

    *aggiungo che stasera in un momento di debolezza ho ceduto e gli ho scritto un messaggio in cui dicevo che mi mancava, mi scusavo per i miei errori, e ingenuamente speravo di vederlo stasera, di poterci divertire insieme. Dicevo inoltre di amarlo da morire, come non avevo mai fatto e che non sapevo se avrei mai smesso.
    Non mi ha risposto e dopo qualche ora mi ha bloccata.
    Sapevo che succedeva. Gli ho scritto con panico e terrore. Sento che colpa mia. Ero stata avvisata.
    Sono a pezzi.

    • Anna Zanon 16 Novembre 2021 at 13:56 - Reply

      Cara Sonia, il commento che mi viene dal cuore..è scappa finchè sei in tempo. Capisco che lei sia molto innamorata di questo ragazzo e che abbiate vissuto dei momenti speciali insieme ma questo non basta per stare bene insieme. Se anche lui tornasse, come credo farà, ritornerà sempre con queste modalità alternando momenti di grande simbiosi ( eccessivi) a repentini abbandoni di cui poi la incolpa. Può aspettarsi momenti di intesa che diventeranno sempre più rari nel tempo a momenti di fuga o disarmonia che saranno sempre più frequenti. Alcune persone, e credo sia il caso del suo ragazzo, non sono psicologicamente attrezzate per stare in coppia (credo che lui abbia un attaccamento disorganizzato). Queste persone nella terapia si comportano nello stesso modo : scappano dallo psicologo come scappano dal loro partner.
      Le consiglierei qualche seduta da uno psicologo per elaborare l’accaduto e guarire le ferite che questa relazione le ha lasciato.

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