Psicologia dell’amore non corrisposto: perchè nessuno si innamora di me?

Lui ti aveva detto sin dall’inizio di non volere (per il momento) una storia, lasciandoti intendere che forse nel futuro, chissà… E tu, aggrappandoti a questa remota eventualità, hai finito per accettare una relazione non relazione, sperando che con il tempo si sarebbe finalmente accorto che eri la donna giusta per lui.
Sono passati mesi o anni e stai ancora aspettando.
Altro scenario: ami un uomo sposato che continua a prometterti che lascerà la moglie per te, bisogna solo aspettare il momento giusto, devi solo portare un po’ di pazienza e sistemerà tutto.
Solo che continuano ad insorgere sempre nuovi ostacoli e complicazioni e nel frattempo lui rimane sposato e tu continui a fare l’amante.
O forse sei un uomo, innamorato dell’unica donna che non puoi avere, una donna che magari ha preferito un altro uomo a te. Non ti mancherebbero occasioni con altre donne ma tu continui a volere solo lei che ti ha rifiutato.
Se ti ritrovi in una di queste situazioni che sono purtroppo molto comuni, sappi che non si tratta di un caso.
Ci sono delle motivazioni psicologiche profonde che ti tengono legata ad un amore non corrisposto o ad una storia finita da tempo che non riesci a dimenticare.
La riprova ? Chi è coinvolto in queste situazioni sa bene quanto sia complicato e difficile uscirne, anche quando razionalmente si è compreso perfettamente che si tratta di una relazione senza prospettiva.
Anzi, la maggior parte delle persone che vivono un amore impossibile non solo non riescono a lasciar perdere ma non desiderano neanche farlo.

 Lui è freddo e sfuggente? Cambiare l’ altro non è mai la soluzione!
In una prima fase chi soffre di amore non corrisposto si incolpa del mancato innamoramento dell’altro, pensando di non essere abbastanza ( affascinante, interessante, sexy, giovane, ecc) per farlo innamorare, raddoppiando gli sforzi per conquistarlo.
In una seconda fase, dopo averle tentate tutte, si comincia a chiedersi se l’indisponibilità del partner non dipenda da qualche una problematica psicologica ed inizia la fase di ricerca di informazioni sui siti e forum , giungendo alla conclusione ( qualche volta anche corretta) che lui/ lei sia un narcisista, borderline, manipolatore, vampiro affettivo o quant’altro.
Sebbene la scoperta di eventuali problematiche del partner possa portare un senso temporaneo di sollievo ( non è colpa mia se lui/lei mi tratta così!),questa consapevolezza da sola non basta far desistere l’innamorato dal suo attaccamento ossessivo.
Anzi, non è infrequente che l’innamorato non corrisposto si attivi, insistendo affinché il partner vada in terapia, proponendo una terapia di coppia oppure, peggio ancora, improvvisandosi terapeuta del compagno e scandagliando il suo passato alla ricerca di traumi che spieghino il suo atteggiamento distaccato.
E’ superfluo aggiungere che questi comportamenti servono solo a generare nel partner un senso di intrusione e fastidio che lo portano a disinnamorarsi e ad allontanarsi ancora di più.
A chi si trova in situazioni come questa consiglierei di smettere di forzare nel partner un cambiamento di cui non riconosce la necessità o che non è pronto a fare ma di concentrarsi sull’unica persona su cui abbiamo  un qualche margine di cambiamento : noi stessi.
L ‘ ALTRO NON E’ MAI IL PROBLEMA! E’ vero lui/lei sarà anche un narcisista, un anaffettivo o quant’altro ma siamo stati noi a  decidere di stare proprio con una  persona  fatta così e a continuare a sceglierla nel tempo malgrado i  suoi continui rifiuti e abbandoni.
In molti casi persino interrompere la relazione non è la soluzione : se  non prendiamo consapevolezza delle nostre dinamiche interne che ci hanno fatto  innamorare di un partner sfuggente e inaccessibile, ripeteremo questo schema nelle nostre prossime relazioni, scegliendo un altro amore impossibile. Potrà essere un altro uomo sposato, qualcuno che vorrebbe amare ma non ci riesce o un partner troppo distante geograficamente o per età per poter costruire qualcosa di duraturo.

La paura passiva del legame
Chi rimane legato ad un amore impossibile ha intensi bisogni affettivi di intimità, vicinanza e calore ma si ostina a chiedere queste cose proprio ad una persona che per indole o per delle circostanze esterne non è in grado di soddisfare le sue esigenze emotive, soffrendone molto.
Anzi, spesso chi ha questa problematica si imbarca in relazioni che partono già male sin dall’inizio, scegliendo compagni che dichiarano dai primi appuntamenti la loro indisponibilità ad un coinvolgimento affettivo più profondo.
Non è un caso che si  provi attrazione per partner  sfuggenti, freddi, che hanno paura di legarsi e che bisogna convincere a stare insieme! La scelta di una persona dal ” cuore di ghiaccio” non è il problema ma è il sintomo di una problematica psicologica nella sfera affettiva.
Dal punto di vista clinico la scelta di un compagno con queste caratteristiche rivela la paura inconscia del legame,  paura  di cui non si è consapevoli e che viene espressa  passivamente  scegliendo di stare con persone che rifiutano a priori la coppia e il coinvolgimento affettivo.
Questa paura ha di solito delle radici molto profonde ed è originata da situazioni  complesse vissute nell’infanzia e da esperienze negative con le figure di attaccamento.
Queste paure fanno sì che una relazione affettiva profonda, pur desiderata, venga profondamente temuta perché in grado di suscitare aspettative dolorose di essere rifiutati, dominati, delusi e umiliati dall’ altro.

I vantaggi nascosti degli amori impossibili
Gli innamorati non corrisposti soffrono e si struggono ma l’amore impossibile ha i suoi vantaggi. Tanto per cominciare l’amore impossibile, basandosi sull’idealizzazione dell’ altro, è un amore che fa provare delle forti emozioni ma  allo stesso tempo consente all’innamorato di evitare gli aspetti più difficili di una  relazione  vera come il doversi confrontare con  i propri limiti e quelli del partner.
L’innamorato non corrisposto si sente intimamente in relazione con l’altro ma allo stesso tempo ha tutta la libertà e i vantaggi di chi è single tra cui tempo da dedicare a se stessi e alle proprie passioni.
Quando la scelta di compagni irraggiungibili diventa uno schema ricorrente è sintomo di una difficoltà a fidarsi degli altri e di se stessi.
Chi soffre di questa problematica fa fatica a immaginare di poter essere amato e che i propri bisogni possano essere soddisfatti in una relazione.
L’amore impossibile consente di mantenere una distanza di sicurezza: il disinteresse dell’ altro fa disperare ma anche rassicura. Un partner  distratto o sfuggente è anche un partner che non opprime con la sua possessività, che non pretende troppo da noi, che non ci controlla e che non ci domina.

Perché l’amore può  fare paura?
E’ nella nostra famiglia d’origine che impariamo che cos’è l’amore e che cosa possiamo aspettarci da una relazione. Chi si innamora sempre di compagni già impegnati o rifiutanti non ha potuto instaurare una relazione d’attaccamento sicuro con i genitori ma ha vissuto situazioni familiari complicate e poco serene.
Sulla base della mia esperienza professionale, ho potuto constatare alcuni elementi ricorrenti nelle storie delle persone con paura passiva del legame.
L’ aspetto principale è che tutti hanno un vissuto di aver avuto un genitore molto critico e controllante che non li accettava pienamente unito alla percezione che i genitori non fossero felici come coppia.
I genitori avevano un matrimonio burrascoso e molto conflittuale oppure vivevano da separati in casa in una situazione di silente infelicità che è per un bambino più dannosa del conflitto aperto.
In altri  il padre  aveva abbandonato il nucleo familiare per una nuova compagna, disinteressandosi  completamente del figlio o della figlia.
Se i genitori rimanevano sposati, il rapporto appariva caratterizzato da uno squilibrio di potere spesso a sfavore della madre, che aveva rinunciato alle sue aspirazioni a favore della sua famiglia e si trovava in una posizione di dipendenza dal marito.
Un altro elemento ricorrente nei racconti di chi ha una paura passiva dei legami è  un rapporto troppo stretto con la figura materna, descritta quasi sempre come una donna insoddisfatta della sua vita e del matrimonio che  si rivolgeva al figlio/a come confidente intimo  con cui sfogare la rabbia e l’amarezza verso il marito e verso la sua vita.
La madre sembrava troppo presa dai suoi problemi e/o dal conflitto con il marito per potersi occupare dei bisogni emotivi del suo piccolo/a  in modo adeguato.
Nei casi peggiori, madre sembrava aver vissuto la maternità come un dovere più che una gioia ed era molto critica o persino rifiutante verso il figlio/a.
Il papà viene descritto come un padre assente oppure come un padre molto critico, severo e anaffettivo ( ” mio padre c’era solo quando si trattava di dare delle punizioni” mi ha raccontato una donna con questa problematica).
Un bambino/a cresciuto in questo clima familiare ha ricevuto molti messaggi negativi relativi alla coppia e alla famiglia.
Ha imparato che le relazioni uomo donna fanno soffrire o sono destinate a finire, che gli uomini sono egoisti ed insensibili come il papà, che il prezzo per mantenere unita la famiglia è quello di annullarsi e subire .
Chi è cresciuto in un contesto familiare con queste caratteristiche, anche se può sognare la famiglia del mulino bianco a livello inconscio si aspetta ben poca felicità dalla vita a due e per tale ragione finisce per innamorarsi proprio di quelle  persone che la famiglia non la vogliono.
Un altro elemento ricorrente è che chi ha la paura passiva del legame ha avuto un rapporto poco sereno con entrambi i genitori che non ha permesso l’instaurarsi di un attaccamento sicuro con tutte le difficoltà che questo comporta ( in primis la capacità di fidarsi dell’ altro e di se stessi).

Come superare la paura di amare
Diventare consapevoli che non è solo la sfortuna che ci fa incontrare solo uomini o donne sfuggenti ma che le nostre scelte affettive dipendono da paure radicate in noi può essere un bel passo in avanti. Bisogna accettare che c’è una parte di noi, profondamente ferita, che ci consente di amare solo a distanza di sicurezza.
A questo punto non ci vivremo più come vittime di un uomo o una donna senza cuore ma avremo un maggior rispetto per i nostri limiti e per quelli degli altri.
Purtroppo questa consapevolezza da sola non è sufficiente per innescare un cambiamento, soprattutto se si ha più di 35 anni ed è uno schema che si ripete relazione dopo relazione .In casi come questi è consigliabile intraprendere un percorso psicoterapeutico ( che per onestà devo precisare non sarà breve né semplice ) che può aiutare a sciogliere questi nodi irrisolti.

 

Il presente articolo ha una valenza di carattere informativo.

Purtroppo, a causa dell'elevato numero di commenti e di lettere che ricevo tutti i giorni, non riesco a rispondere a tutti (come vorrei) e a farlo in tempi brevi. Inoltre le risposte ai commenti sono molto sintetiche, considerata anche la natura pubblica del sito web.

Se desideri avere un aiuto urgente e mirato riguardo le tematiche affrontate ti consiglio di richiedere una Consulenza Psicologica.
Per maggiori informazioni clicca qui.

Copyright © 2018. All Rights Reserved.

By | 2018-01-28T17:11:41+00:00 28 gennaio 2018|Amore e disamore|6 Comments

6 Comments

  1. Margherita 12 marzo 2018 at 15:52 - Reply

    Salve Dottoressa, ho letto il suo articolo e credo di possedere la caratteristica descritta: la paura passiva del legame. Tendo a cercare continuamente partner impossibili, ad affezionarmici in fretta e magari a spaventarli. Alla fine vengo sempre lasciata, e mi risulta comodo: non devo impegnarmi in una relazione. O ancora resto impigliata in relazioni-non relazioni che mi fanno comodo. Tuttavia, la situazione a casa mia è sempre stata sanissima. Ho genitori che si amano molto, che si rispettano e che mi hanno sempre rispettata, si sono dimostrati sempre presenti e mai assenti. La causa probabilmente sarebbe da ricercare, invece, nel fatto che durante la mia primissima relazione, da adolescente, abbia subito violenza psicologica e fisica, e questo mi porta inevitabilmente a non riporre piena fiducia nelle relazioni sentimentali? Grazie anticipatamente per la risposta.

    • Anna Zanon 17 marzo 2018 at 18:58 - Reply

      Gentile Margherita, purtroppo è possibile che un brutto trauma avuto da adolescenti, soprattutto se a farle del male è stata una persona di cui lei si fidava e che le voleva bene, l’abbia segnata nel profondo, compromettendo la sua fiducia nelle relazioni e negli uomini.
      Forse per questo motivo lei sceglie amori impossibili che le consentono di amare..ma a distanza di sicurezza ( essere troppo vicini significa aprirsi alla possibilità di essere di nuovo feriti).
      Essere consapevoli di una propria ferita purtroppo non basta per risolverla anche se rappresenta il primo passo verso la guarigione.
      Se lei soffre per questa situazione, forse potrebbe essere utile fare un percorso per capire un po’ meglio le dinamiche che le tengono lontana dall’amore e aiutarla a risolverle.

  2. Marco 12 agosto 2018 at 07:16 - Reply

    Salve dottoressa,

    I ho avuto diverse relazioni con diverse donne nei miei anni. So come far funzionare le cose, riesco ad instaurare un rapporto positivo e duraturo ma queste relazioni, dove la regia è condotta dalla ragione, mancano di quella intensità passionale degli amori impossibili.
    Ho smesso di avere queste relazioni perchè non mi sembrava giusto perdere il tempo di entrambi ma adesso non so cosa fare.
    Il mio sogno sarebbe di essere veramente corrisposto da qualcuna che mi fa innamorare e vivere con lei un rapporto intenso d’ intimità.
    Qualche suggerimento?

    • Anna Zanon 16 agosto 2018 at 14:12 - Reply

      Gentile Marco, se avessi una risposta a questa domanda e conoscessi la formula perfetta che permette di poter vivere la relazione perfetta in grado di coniugare passione e stabilità, sarei milionaria di euro in un resort alle Maldive. Scherzi a parte, è difficile darle un consiglio senza conoscere nulla della sua storia e della sua personalità.
      Mi consenta una provocazione ma non è che a volte si scambia l’ adrenalina procurata da una storia impossibile per un forte sentimento? Chi si abitua a bere grappa finisce per trovare insipido persino lo champagne di migliore qualità quando il problema non è lo champagne ma il proprio palato assuefatto a sapori forti che diventa incapace di apprezzare bevande più raffinate e più dissetanti

  3. Nadia 19 ottobre 2018 at 17:57 - Reply

    Buonasera dottoressa, il suo articolo è davvero molto interessante e ho praticamente rivisto la mia infanzia nella descrizione che ha fatto.
    Io però non mi innamoro di uomini impossibili, non mi innamoro affatto. Non riesco proprio a lasciarmi andare abbastanza per stare in coppia. Non riesco a fidarmi ed espormi, ho troppa paura di essere ferita. E arrivata a 30 anni sono consapevole che non supererò mai questa cosa. C’è qualcosa che posso fare per sentirmi un po’ meglio? Escludendo la terapia psicologica? Perché non ho le risorse né economiche né psicologiche per affrontarla.
    Grazie

    • Anna Zanon 29 ottobre 2018 at 10:28 - Reply

      Gentile Nadia, quando una persona per le troppe ferite ricevute non riesce a fidarsi di nessuno, non può farlo neanche con un terapeuta.
      Ma il fatto di esporsi pian pianino con qualcuno in un ” ambiente protetto” come quello della terapia è il primo passo per risolvere il problema. Le consiglierei la lettura del ” Il mondo interiore del trauma” di Donald Kalsched

Leave A Comment