Come riconoscere una persona borderline – parte prima

borderline
Mi ha lasciato all’improvviso : sarà borderline?
Una delle richieste che ricevo più spesso è quella di “diagnosticare ” se una determinata persona abbia o meno un disturbo di personalità.
Di solito questa richiesta mi viene posta da uomini, feriti dall’ improvviso abbandono della compagna( magari dopo anni di disattenzioni e di trascuratezza nei suoi confronti) abbandono di cui non sanno spiegarsi le ragioni se non ipotizzando l’ esistenza di un seria problematica psicologica da parte della partner.
Si tratta di persone solitamente molto razionali, poco in contatto con il loro mondo interiore e per questo motivo poco capaci di sintonizzarsi sulle esigenze affettive della loro donna , le cui manifestazioni emotive  come il pianto o la rabbia sono percepite come segnali  di “squilibrio psicologico” o  peggio ancora di ” instabilità mentale”  .
Dal loro punto di vista, la loro compagna è “impazzita” di punto in bianco ed è diventata un altra persona: una donna acida, arrabbiata, intollerante, sempre pronta a rinfacciare, esattamente quanto prima era dolce e innamorata.
Ma anche le donne non  sono immuni alla tentazione di spiegare le  difficoltà della relazione(spesso si tratta di una frequentazione che non è mai  diventata una relazione vera e propria  ma sulla quale sono state riposte aspettative elevatissime)   attribuendo al partner una patologia – e più grave meglio è.
Purtroppo con la diffusione di alcuni contenuti psicologici su internet , diventa anche troppo facile cadere nella trappola delle” diagnosi fai da te “, finendo per avere una visione completamente distorta della personalità e del comportamento del partner.
Senza nulla togliere al dolore delle persone coinvolte in una storia difficile, bisogna operare la dovuta distinzione tra un comportamento dovuto ad un periodo di stress o ad una dinamica di coppia disfunzionale in cui  si finisce per ferirsi a vicenda e una patologia vera e propria.
Lo scopo di questo articolo è quello di fare chiarezza su questo argomento.

Il pericolo delle diagnosi fai da te
Spesso chi ricorre alle “diagnosi fai da te”  si basa su determinati comportamenti disfunzionali del partner, come avere uno scatto d’ira o essere eccessivamente emotivo per arrivare alla conclusione che il proprio compagno/a abbia seri problemi  psicologici se non un disturbo di personalità.
Il rischio è quello di dimenticare che un comportamento non può essere valutato a prescindere dal contesto in cui si verifica  (ovviamente il discorso cambia se si parla di comportamenti pericolosi, criminali o gravemente disturbati  che se si verificano una sola volta è anche troppo) e che lo stesso sintomo può presentarsi in strutture  di personalità molto diverse tra loro.
Per esempio,la mancanza di amicizie avrà un significato diverso se una persona desidera degli amici ma evita i contatti sociali per paura del rifiuto oppure se non sente proprio il bisogno di stare con gli altri.
Come una rondine non fa primavera, un sintomo non fa la diagnosi.
Ricordo che la diagnosi non è tanto un elenco  di sintomi quanto una visione di insieme della personalità che spiega come quella determinata persona “funziona” nella vita  ovvero quali sono le sue paure, i suoi punti deboli, le sue risorse, i suoi meccanismi di difesa.

Cos’è un disturbo di personalità
In psicologia clinica un disturbo di personalità indica manifestazioni di pensiero e di comportamento disadattivi che si manifestano in modo pervasivo (non limitato a uno o pochi contesti), inflessibile e apparentemente permanente, coinvolgendo la sfera cognitiva, affettiva e relazionale ecc della personalità dell’individuo colpito. Si parla di disturbo nel momento in cui tale manifestazione sintomatologica causa disagio significativo.

Il disturbo di personalità non si manifesta solo nella coppia

Il disturbo di personalità è pervasivo significa che si manifesta nella maggioranza delle situazioni e con la maggioranza delle persone.
Questo vuol dire che se una persona è border, per esempio, si comporterà da border anche con altre persone e in altri contesti, anche se il peggio emergerà nella relazione intima.
Detto in altri termini questa persona avrà delle difficoltà relazionali non solo con il partner ma anche con i colleghi, i vicini di casa, i familiari e gli amici, anche se potrà fare un’impressione molto positiva con i conoscenti con i quali riesce a conservare una parvenza di normalità.
Tuttavia un individuo con questa problematica, sarà considerata da tutti quelli che la conoscono bene una persona strana, sopra le righe o con un” brutto carattere”.
Non solo, il disturbo borderline di personalità implica una generale difficoltà di funzionamento in molti ambiti dell’ esistenza che esulano dalla sfera delle relazioni interpersonali.
I border vivono infatti in una condizione che assomiglia per certi aspetti all’ adolescenza, una fase tumultuosa della vita caratterizzata da inquietudine, crisi d’identità ed esistenziale.
Sono individui che non sanno che cosa vogliono fare della loro vita e chi vogliono essere, mutando spesso opinioni, valori e gusti ( molto comune è la confusione sul proprio orientamento sessuale con conseguente bisessualità).
Questa instabilità psicologica si traduce in un percorso vitale instabile, caratterizzato da continui alti e bassi, e da frequenti cambiamenti di lavoro, studio, amicizie.
Le persone con questa problematica iniziano mille progetti e iniziative con grande entusiasmo salvo poi abbandonarle alla prima difficoltà.
Di conseguenza il loro percorso professionale è spesso accidentato. Un borderline “a basso funzionamento” fa fatica a reggere le richieste, le pressioni, i ritmi, le gerarchie dell’ambiente di lavoro e tenderà a reagire allo stress in modo disfunzionale per esempio: licenziandosi, mettendosi in malattia per lunghi periodi  oppure litigando con i colleghi.
Nei casi più gravi può mancare la capacità di adempiere ai compiti della vita quotidiana, per esempio  mantenendo un lavoro oppure di gestire i soldi che vengono spesi in modo sconsiderato ( l’impulsività e l’incapacità i accettare i limiti sono altre caratteristiche di questo disturbo).

Il disturbo di personalità si manifesta sin dai primi mesi
Se  state con un border ve ne accorgerete anche troppo presto: nella coppia i problemi cominciano non appena si supera la fase della luna di miele ( di solito entro i primi sei mesi di rapporto).
E’ quasi impossibile che un borderline rimanga per molto tempo in un legame senza attaccarlo per metterlo alla prova.
Questo significa che se avete trascorso uno, due o più anni sereni accanto ad un compagno/a fedele, presente, devoto e se lui/ lei  all’improvviso cambia diventando un altro/a , la causa non è da ricercare in un disturbo di personalità che si evidenzia in tempi molto brevi.

Come si presenta un borderline
Chi frequenta qualcuno con questo disturbo ha spesso la sensazione di stare con due persone diverse: un diavolo ed un angelo che si alternano all’improvviso e in modo imprevedibile.
Gli amici e i parenti del border rimangono sconcertati dai suoi sbalzi d’umore ma anche dai suoi improvvisi cambiamenti di opinione ( un giorno dice una cosa e il giorno dopo dice il contrario oppure promette qualcosa e fa esattamente l’opposto).
Gli improvvisi cambiamenti di atteggiamento dipendono infatti da un alternanza di stati dell’Io : per usare una metafora il borderline è come la luna che ruota e che mostra ora la parte in ombra e ora quella in luce senza che ci sia molta comunicazione tra le due facce.
Tuttavia questi atteggiamenti contradditori  possono essere molto destabilizzanti per il partner e i familiari  che non sanno più a che cosa credere e vanno compresi pensando che il border ha un io fragile e poco integrato.
Per questo motivo chi soffre di questo disturbo è inconsapevole delle sue tante incoerenze.
Per esempio un border può essere un fervente cattolico che cerca di convertire chiunque gli capiti a tiro ma allo stesso tempo avere dei comportamenti poco in linea con la morale cattolica ( ad esempio fare delle orge) oppure una ragazza con questo disturbo può proclamare a gran voce l’importanza della fedeltà e tradire tutti i suoi compagni senza farsi scrupoli.
Ripeto che questi comportamenti non dipendono dall’ ipocrisia ,come potrebbe sembrare ad un osservatore esterno, ma dalla scissione dell’Io e dall’ incapacità di riflettere su stessi ( aspetto che paradossalmente può convivere con un intelligenza brillante e fuori del comune).
Messo davanti alle sue contraddizioni, il border reagisce banalizzando oppure peggio ancora andando su tutte le furie e passando all’offensiva ( infatti uno degli indizi di questo disturbo è che commenti normali vengono recepiti come attacchi devastanti).

Il mondo interiore del borderline
Se non adeguatamente curato, il border trascorre tutta la sua vita soffrendo e facendo soffrire chi lo circonda. Non bisogna dimenticare che alla base di certi comportamenti che sembrano motivati solo dalla ” cattiveria gratuita” si nasconde una profonda sofferenza interiore.
Il mondo interno del border è caratterizzato da sorta di  male di vivere ovvero da sentimenti  cronici di vuoto, inutilità, depressione, rabbia ( non a caso il rischio del suicidio è più elevato quando si entra in questa categoria diagnostica).
A livello inconscio, il border si  ritiene immeritevole d’amore e di avere delle cose buone dalla vita, ecco perché ferisce chi lo ama e distrugge tutto quello che di bello può succedergli (l’autodistruttività è un  altra caratteristica del disturbo).
Questa patologia comporta inoltre una difficoltà di regolazione delle emozioni soprattutto di quelle negative.
In altre parole essere border significa “essere senza pelle”, tutto viene vissuto in modo amplificato e con un intensità insopportabile: per esempio una piccola disattenzione da parte del partner o di un amico viene percepita come un abbandono devastante in grado di generare forti sentimenti di disperazione e rabbia.
La “tendenza all’agito” è una caratteristica della patologia e crea non pochi problemi nelle relazioni con gli altri.
Può essere compresa soltanto capendo che per alcune persone è l’unico strumento di cui dispongono per calmarsi ( noi stessi quando siamo molto turbati non riusciamo a pensare lucidamente o a fare quello che dovremmo) e per gestire uno stato emotivo altrimenti intollerabile.

Il presente articolo ha una valenza di carattere informativo.

Purtroppo, a causa dell'elevato numero di commenti e di lettere che ricevo tutti i giorni, non riesco a rispondere a tutti (come vorrei) e a farlo in tempi brevi. Inoltre le risposte ai commenti sono molto sintetiche, considerata anche la natura pubblica del sito web.

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By | 2016-11-17T17:25:57+00:00 17 novembre 2016|Borderline|11 Comments

11 Comments

  1. Yashal 30 gennaio 2017 at 09:13 - Reply

    Una persona può guarire da questa patologia?

    • Anna Zanon 31 gennaio 2017 at 09:55 - Reply

      Buongiorno, molto dipende dal livello di gravità. Di solito non si “guarisce” ma si impara a convivere con il proprio modo di essere.

  2. Simona 2 marzo 2017 at 13:49 - Reply

    Gentilissima dott.sia vivo una storia di 4 anni con uomo che dall’oggi al domani, senza apparente motivo, mi abbandona per giorni o settimane attuando la tattica del silenzio o solo in rari casi lasciandomi con cattiveria e rancore…per poi ricercarmi per tornare con me. Io sono distrutta da questo comportamento Adesso mi ha lasciata nuovamente dicendomi di non cercarlo più (il giorno prima era la persona più affettuosa di questo mondo). Inoltre mi ha fatto allontanare dai miei amici, ha una gelosia ingiustificata nei miei riguardi, mi ha insultato con degli appellativi poco carini che non sto qui ad elencare, è incoerente, vede imbrogli e persecuzione dappertutto, è rabbioso e ha pochi amici con cui ha momenti di distacco e avvicinamento ed è come se ci godesse a farmi del male. So che ha sicuramente un disturbo ma non riesco a capire se si tratti di un narcisista o di un borderline. So anche che è difficile fare una diagnosi in questo modo, ma ho bisogno di capire.

  3. Marianna 10 marzo 2017 at 04:54 - Reply

    Simona, come stai?
    Ho letto le tue righe e mi sento di dirti: Fa del bene a te stessa. Allontanati da lui. Tutto ciò che dici non da nessun presupposto a futuri rosei. Elabora il tuo dolore e allontanati. Guadagnerai tempo e salute, oltre che rispetto per te stessa. Se proprio vuoi capire il perchè di questo suo comportamento, approfondiscilo con uno spicologo ma lontano da lui.

    • Simona 18 marzo 2017 at 15:04 - Reply

      Lo so che la cosa migliore è allontanarmi da lui, ma è molto difficile e doloroso quando si è nel vortice della dipendenza. Comunque sto lavorando insieme alla mia psicologa sulla mia autostima. Sono questi giorni molto bui, sto male anche fisicamente, l’ansia ha preso il sopravvento…spero di uscire fuori da questo tunnel buio al più presto. Grazie cara Marianna.

  4. Andrea 2 maggio 2017 at 02:12 - Reply

    Consiglio la fuga immediata! (Se possibile) Purtroppo bisogna amare in primis se stessi, e stare con queste persone non ci aiuta. E’molto brutto ed egoista quello che scrivo, ma dopo mesi di sofferenze, si arriva a questo epilogo per la propria salvezza. E’ impossibile costruire qualcosa con queste persone, ed è un peccato, perché la loro sensibilità e la loro voglia di amare non ha eguali, ma la parte estrema opposta è ‘ sempre pronta a fare la propria comparsa a nostro discapito. Io sono riuscito a fuggire, ma ne soffro terribilmente ancora adesso…Ci ho lasciato il cuore ahimè. Sarebbe bello esistesse un farmaco per settare la persona sulla parte buona, ma è una chimera. Un saluto ed un abbraccio.

    • Gianluca 24 settembre 2017 at 11:39 - Reply

      E’ proprio cosi’ Andrea,ci si lascia il cuore,ma purtroppo ad un certo punto bisogna andare avanti.E’ inutile qualsiasi tentativo di riavvicinamento, per mia esperienza, ti lasciano intravedere uno spiraglio,ma serve solo a ferirti ancora una volta appena tenterai un nuovo approccio. Ho molto amato per tre mesi una bellissima ragazza.La adoravo,non mi vergogno di dirlo,ma quando ha cominciato ad entrare nella fase della svalutazione e’ come se avesse buttato via tutto quello che di bello c’era stato.All’improvviso ha cercato una scusa per rompere.La domenica gli andavo bene, il martedi dovevamo uscire di nuovo insieme ed invece si e’ creata la “serata con le amiche” senza dirmi niente..alle mie rimostranze.STORIA FINITA.Inizialmente non capivo che lei appartiene a questa categoria di persone,nemmeno sapevo che esistessero.Mi sembrava solo una ragazza sofferente,con trascorsi adolescenziali difficili, genitori separati, difficolta economiche, abbandono degli studi, droghe come fuga..persino dubbi sul suo orientamento sessuale (sempre durante la giovinezza,frequentava ragazze lesbiche e non lo dico certo come offesa,ma semplicemnte come dato di fatto). Pensavo fossemagari lunatica,ma poi mettendo insieme i “pezzi” del puzzle,ripensando a molti suoi comportamenti e parole durante il nostro rapporto ho capito che andava oltre. Soprattutto mi sono reso conto della situazione una volta che mi ha lasciato.E’ di una freddezza calcolata incredibile, io avrei voluto comunque non perderla come “persona”, al di la’ del rapporto d’amore e lei a parole sembrava voler fare altrettanto. Invece e’ come se ad un tratto avessimo perso la capacita’ di comprenderci. Io usavo lo stesso linguaggio,ma lei traduceva tutto come un’offesa…inutile ogni tentativo di spiegazione… probabilmente avra’ anche gia’ sotto mano il “nuovo grande amore”..finche’ durera’. Se a 36 anni e’ sempre sola ci sara’ un perche’. Come del resto c’e’ per me che di anni ne ho 44 :)) Ma io pur con le mie “nevrosi” ho un mio equilibrio, vivo una vita tranquilla, lei invece e’ come se fosse mossa da una rabbia costante. Peccato,avrei voluto amarla,ma non e’ possibile. C’e’ da voltare pagina, proprio come nei libri.
      Pace e bene 🙂

  5. Francesca 22 ottobre 2017 at 20:07 - Reply

    Leggo l’articolo. E rivedo gli ultimi 5 anni della mia vita…. solo ora, 35esimo anno appena compiuto, mi sono regalata la rassegnazione e la consapevolezza, senza rimorso alcuno. Non basterebbero mille pagine per raccontare ció che ho vissuto… ed imparato in questi anni…. infinito dolore ed infinito amore… o forse come suggerisce la psicologa… infinite aspettative di un livello troppo alto…. non è stato un colpo di fulmine, ma 5 anni fa entró nella mia vita raffaele…. che mi conquistó come solo il principe azzurro in un film romantico sa fare….emozioni mai vissute… incredulità nella sua capacità di leggere la mia mente… le giornate erano favole, le notti fiabe i mesi sogni che si realizzavano…..belle parole e progetti futuri condivisi. Ero felice ed avevo trovato la mia metá. Ma così non fù…. La felicità ebbe breve durata…. ciclicamente ogni 6max 8 mesi di serenità arrivava l’uomo nero… una persona vuota, occhi vitrei,distante anni luce e che immancabilmente e forse in questo anche vigliaccamente mi portava ad abbandonare il nido d’amore per il troppo dolore che provavo. Il trauma di svegliarsi con una persona sconosciuta accanto ,muta,distante,che rifiutava ogni confronto era intollerabile… per 5 volte o forse anche più…. ho subito questi cambiamenti repentini di emozioni… dal bianco al nero… ma il bello appena trascorso era così carico di emozioni positive che la speranza di rivivere un amore del genere mi portava sempre a tornare…. perchè immancabilmente tornava… sempre dopo max 1 mese… e lo faceva sempre in pompa magna e con grandi manifestazioni di amore vero e pentimento sentito… era tornato lui… o forse l’altro….. ho continuato per anni con il cuore pieno di cicatrici perchè lo amavo… ed in più soprattutto nei momenti bui sentivo una totale dipendenza da lui… forse perchè non riuscivo a darmi hna spiegazione logica di questi cambi repentini di atteggiamento…. era come spiegare ad un folle un concetto logico… per forza di cose nonl’avrebbe capito. Non mi rassegnavo. Spariva da un giorno all’altro, rimaneva in silenzio sul divano a guardare la tv totalmente catatonico senza preoccuparsi neanche della sua famiglia…. solo il lavoro riusciva permettamente a portarlo avanti….era dovere diceva….
    dopo un anno di folle intesa,quest’ultimo anno, una mattina di settembre,appena rientrati da vacanze da sogno… si è attivato lo switch… ed eccomi qua…. con il cuore infranto… in una nuova casa ma con la consapevolezza che io non ho colpa alcuna… e soprattutto con la consapevolezza che mai avrei potuto costruire qualcosa di solido e stabile nel futuro…. non riesco neanche più a piangere… perchè so che nulla sarebbe cambiato… soprattutto con un uomo che ha rifiutato qualsiasi aiuto… interno e/o esterno. Ho il cuore gelido… non sento più nulla… il pssare ciclicamente dal bianco al nero… dalle nozze all’anaffettivitá…dal sogno al dolore… mi ha reso vuota. tornerà… perchè tornano sempre…. ma troverà il vuoto….. sono comunque sicura, ma spero vivamente di sbagliarmi, che mai più vivró un sentimento così forte così vivo e così vissuto sino alle viscere…. per costruire un futuro solido ci vuole equilibrio… e vivere una vita agli eccessi… ma porta a fermarsi.
    Un saluto a tutti.
    F

    • Anna Zanon 27 ottobre 2017 at 09:59 - Reply

      Grazie per aver condiviso con noi la sua testimonianza che sarà d’aiuto a molte persone

  6. Maurizio 11 novembre 2017 at 14:15 - Reply

    Salve a tutti, vi racconti la mia esperienza: ho lasciato la mia ragazza dopo l’ennesima umiliante manifestazione di totale disprezzo. Col cuore a pezzi, intendiamoci. Vorrei capire in che tipo di persona mi sia imbattuto. Spiego brevemente: ci cinosciamo su internet, entrambi single, mai stati sposati ne figli, stessa età (40). Lei parte in quarta, per poi dirmi che non cerca nulla di serio. Io ricevevo gesti di estrema generosità, che non di rado mi hanno messo in difficoltà. Un giorno, per non poter pranzare con lei (avevo preso un impegno precedentemente) va su tutte le furie, un volto trasformato, mi manda via in malo modo. Io rimango allibito. Poi le sue scuse. Momenti così si ripetono, ed io comincio a distaccarmi. Un giorno ci riavviciniamo, io ero emotivamente provato non per causa sua, ma comunque con un vuoto affettivo evidente e iniziamo a vederci. Iniziano leggere svalutazioni, poi sempre più e su più fronti, tra cui il mio modo di vestire. Io ho più volte pensato che mi odiasse. Alle mie domande in questione reagiva con rabbia, senza mai arrivare a nulla che in fondo fosse una reale spiegazione. Il suo sguardo a volte era gelido, pareva fissare qualcosa dietro me, come se non ci fossi io nel mezzo. I rapporti intimi li gestiva lei, e la freddezza del tutto mi lasciava vuoto, l’affetto non esisteva più. Era in cura per una depressione cronica oramai da anni. All’inizio della nostra storia era gioiosa, allegra, poi un’altra persona. Non sopportava vedere le foto delle sue amiche sorridenti sui social, diceva di odiare molte cose e persone. Io le ho voluto davvero molto bene, ma percepire il suo piacere nel farmi soffrire mi ha svegliato. Giustificata tutto per una infanzia segnata dal l’abbandono della madre, cosa che mi disse sin dai primi giorni. Ho pensato pure al narcisismo, ma il fattore rabbia e che tutti riconoscessero il suo brutto carattere (cosa che la mandava su tutte le furie) mi ha fatto pensare al borderline.
    Vorrei tanto capire contro cosa ho lottato, per non ricaderci.
    GRAZIE.

  7. Andrea 15 novembre 2017 at 10:01 - Reply

    Domanda alla psicologa, la cosa giusta è allontanarsi per il nostro bene, ok ma per aiutare queste persone ovvio che nn puoi sbattergli in faccia il fatto che deve ragionare sul l’eventualità che sia border, va fatto capire ad un familiare?

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