Come riconoscere una persona borderline – parte prima

borderline
Mi ha lasciato all’improvviso : sarà borderline?
Una delle richieste che ricevo più spesso è quella di “diagnosticare ” se una determinata persona abbia o meno un disturbo di personalità.
Di solito questa richiesta mi viene posta da uomini, feriti dall’ improvviso abbandono della compagna( magari dopo anni di disattenzioni e di trascuratezza nei suoi confronti) abbandono di cui non sanno spiegarsi le ragioni se non ipotizzando l’ esistenza di un seria problematica psicologica da parte della partner.
Si tratta di persone solitamente molto razionali, poco in contatto con il loro mondo interiore e per questo motivo poco capaci di sintonizzarsi sulle esigenze affettive della loro donna , le cui manifestazioni emotive  come il pianto o la rabbia sono percepite come segnali  di “squilibrio psicologico” o  peggio ancora di ” instabilità mentale”  .
Dal loro punto di vista, la loro compagna è “impazzita” di punto in bianco ed è diventata un altra persona: una donna acida, arrabbiata, intollerante, sempre pronta a rinfacciare, esattamente quanto prima era dolce e innamorata.
Ma anche le donne non  sono immuni alla tentazione di spiegare le  difficoltà della relazione(spesso si tratta di una frequentazione che non è mai  diventata una relazione vera e propria  ma sulla quale sono state riposte aspettative elevatissime)   attribuendo al partner una patologia – e più grave meglio è.
Purtroppo con la diffusione di alcuni contenuti psicologici su internet , diventa anche troppo facile cadere nella trappola delle” diagnosi fai da te “, finendo per avere una visione completamente distorta della personalità e del comportamento del partner.
Senza nulla togliere al dolore delle persone coinvolte in una storia difficile, bisogna operare la dovuta distinzione tra un comportamento dovuto ad un periodo di stress o ad una dinamica di coppia disfunzionale in cui  si finisce per ferirsi a vicenda e una patologia vera e propria.
Lo scopo di questo articolo è quello di fare chiarezza su questo argomento.

Il pericolo delle diagnosi fai da te
Spesso chi ricorre alle “diagnosi fai da te”  si basa su determinati comportamenti disfunzionali del partner, come avere uno scatto d’ira o essere eccessivamente emotivo per arrivare alla conclusione che il proprio compagno/a abbia seri problemi  psicologici se non un disturbo di personalità.
Il rischio è quello di dimenticare che un comportamento non può essere valutato a prescindere dal contesto in cui si verifica  (ovviamente il discorso cambia se si parla di comportamenti pericolosi, criminali o gravemente disturbati  che se si verificano una sola volta è anche troppo) e che lo stesso sintomo può presentarsi in strutture  di personalità molto diverse tra loro.
Per esempio,la mancanza di amicizie avrà un significato diverso se una persona desidera degli amici ma evita i contatti sociali per paura del rifiuto oppure se non sente proprio il bisogno di stare con gli altri.
Come una rondine non fa primavera, un sintomo non fa la diagnosi.
Ricordo che la diagnosi non è tanto un elenco  di sintomi quanto una visione di insieme della personalità che spiega come quella determinata persona “funziona” nella vita  ovvero quali sono le sue paure, i suoi punti deboli, le sue risorse, i suoi meccanismi di difesa.

Cos’è un disturbo di personalità
In psicologia clinica un disturbo di personalità indica manifestazioni di pensiero e di comportamento disadattivi che si manifestano in modo pervasivo (non limitato a uno o pochi contesti), inflessibile e apparentemente permanente, coinvolgendo la sfera cognitiva, affettiva e relazionale ecc della personalità dell’individuo colpito. Si parla di disturbo nel momento in cui tale manifestazione sintomatologica causa disagio significativo.

Il disturbo di personalità non si manifesta solo nella coppia

Il disturbo di personalità è pervasivo significa che si manifesta nella maggioranza delle situazioni e con la maggioranza delle persone.
Questo vuol dire che se una persona è border, per esempio, si comporterà da border anche con altre persone e in altri contesti, anche se il peggio emergerà nella relazione intima.
Detto in altri termini questa persona avrà delle difficoltà relazionali non solo con il partner ma anche con i colleghi, i vicini di casa, i familiari e gli amici, anche se potrà fare un’impressione molto positiva con i conoscenti con i quali riesce a conservare una parvenza di normalità.
Tuttavia un individuo con questa problematica, sarà considerata da tutti quelli che la conoscono bene una persona strana, sopra le righe o con un” brutto carattere”.
Non solo, il disturbo borderline di personalità implica una generale difficoltà di funzionamento in molti ambiti dell’ esistenza che esulano dalla sfera delle relazioni interpersonali.
I border vivono infatti in una condizione che assomiglia per certi aspetti all’ adolescenza, una fase tumultuosa della vita caratterizzata da inquietudine, crisi d’identità ed esistenziale.
Sono individui che non sanno che cosa vogliono fare della loro vita e chi vogliono essere, mutando spesso opinioni, valori e gusti ( molto comune è la confusione sul proprio orientamento sessuale con conseguente bisessualità).
Questa instabilità psicologica si traduce in un percorso vitale instabile, caratterizzato da continui alti e bassi, e da frequenti cambiamenti di lavoro, studio, amicizie.
Le persone con questa problematica iniziano mille progetti e iniziative con grande entusiasmo salvo poi abbandonarle alla prima difficoltà.
Di conseguenza il loro percorso professionale è spesso accidentato. Un borderline “a basso funzionamento” fa fatica a reggere le richieste, le pressioni, i ritmi, le gerarchie dell’ambiente di lavoro e tenderà a reagire allo stress in modo disfunzionale per esempio: licenziandosi, mettendosi in malattia per lunghi periodi  oppure litigando con i colleghi.
Nei casi più gravi può mancare la capacità di adempiere ai compiti della vita quotidiana, per esempio  mantenendo un lavoro oppure di gestire i soldi che vengono spesi in modo sconsiderato ( l’impulsività e l’incapacità i accettare i limiti sono altre caratteristiche di questo disturbo).

Il disturbo di personalità si manifesta sin dai primi mesi
Se  state con un border ve ne accorgerete anche troppo presto: nella coppia i problemi cominciano non appena si supera la fase della luna di miele ( di solito entro i primi sei mesi di rapporto).
E’ quasi impossibile che un borderline rimanga per molto tempo in un legame senza attaccarlo per metterlo alla prova.
Questo significa che se avete trascorso uno, due o più anni sereni accanto ad un compagno/a fedele, presente, devoto e se lui/ lei  all’improvviso cambia diventando un altro/a , la causa non è da ricercare in un disturbo di personalità che si evidenzia in tempi molto brevi.

Come si presenta un borderline
Chi frequenta qualcuno con questo disturbo ha spesso la sensazione di stare con due persone diverse: un diavolo ed un angelo che si alternano all’improvviso e in modo imprevedibile.
Gli amici e i parenti del border rimangono sconcertati dai suoi sbalzi d’umore ma anche dai suoi improvvisi cambiamenti di opinione ( un giorno dice una cosa e il giorno dopo dice il contrario oppure promette qualcosa e fa esattamente l’opposto).
Gli improvvisi cambiamenti di atteggiamento dipendono infatti da un alternanza di stati dell’Io : per usare una metafora il borderline è come la luna che ruota e che mostra ora la parte in ombra e ora quella in luce senza che ci sia molta comunicazione tra le due facce.
Tuttavia questi atteggiamenti contradditori  possono essere molto destabilizzanti per il partner e i familiari  che non sanno più a che cosa credere e vanno compresi pensando che il border ha un io fragile e poco integrato.
Per questo motivo chi soffre di questo disturbo è inconsapevole delle sue tante incoerenze.
Per esempio un border può essere un fervente cattolico che cerca di convertire chiunque gli capiti a tiro ma allo stesso tempo avere dei comportamenti poco in linea con la morale cattolica ( ad esempio fare delle orge) oppure una ragazza con questo disturbo può proclamare a gran voce l’importanza della fedeltà e tradire tutti i suoi compagni senza farsi scrupoli.
Ripeto che questi comportamenti non dipendono dall’ ipocrisia ,come potrebbe sembrare ad un osservatore esterno, ma dalla scissione dell’Io e dall’ incapacità di riflettere su stessi ( aspetto che paradossalmente può convivere con un intelligenza brillante e fuori del comune).
Messo davanti alle sue contraddizioni, il border reagisce banalizzando oppure peggio ancora andando su tutte le furie e passando all’offensiva ( infatti uno degli indizi di questo disturbo è che commenti normali vengono recepiti come attacchi devastanti).

Il mondo interiore del borderline
Se non adeguatamente curato, il border trascorre tutta la sua vita soffrendo e facendo soffrire chi lo circonda. Non bisogna dimenticare che alla base di certi comportamenti che sembrano motivati solo dalla ” cattiveria gratuita” si nasconde una profonda sofferenza interiore.
Il mondo interno del border è caratterizzato da sorta di  male di vivere ovvero da sentimenti  cronici di vuoto, inutilità, depressione, rabbia ( non a caso il rischio del suicidio è più elevato quando si entra in questa categoria diagnostica).
A livello inconscio, il border si  ritiene immeritevole d’amore e di avere delle cose buone dalla vita, ecco perché ferisce chi lo ama e distrugge tutto quello che di bello può succedergli (l’autodistruttività è un  altra caratteristica del disturbo).
Questa patologia comporta inoltre una difficoltà di regolazione delle emozioni soprattutto di quelle negative.
In altre parole essere border significa “essere senza pelle”, tutto viene vissuto in modo amplificato e con un intensità insopportabile: per esempio una piccola disattenzione da parte del partner o di un amico viene percepita come un abbandono devastante in grado di generare forti sentimenti di disperazione e rabbia.
La “tendenza all’agito” è una caratteristica della patologia e crea non pochi problemi nelle relazioni con gli altri.
Può essere compresa soltanto capendo che per alcune persone è l’unico strumento di cui dispongono per calmarsi ( noi stessi quando siamo molto turbati non riusciamo a pensare lucidamente o a fare quello che dovremmo) e per gestire uno stato emotivo altrimenti intollerabile.

Il presente articolo ha una valenza di carattere informativo.

Purtroppo, a causa dell'elevato numero di commenti e di lettere che ricevo tutti i giorni, non riesco a rispondere a tutti (come vorrei) e a farlo in tempi brevi. Inoltre le risposte ai commenti sono molto sintetiche, considerata anche la natura pubblica del sito web.

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By | 2016-11-17T17:25:57+00:00 17 novembre 2016|Borderline|30 Comments

30 Comments

  1. Yashal 30 gennaio 2017 at 09:13 - Reply

    Una persona può guarire da questa patologia?

    • Anna Zanon 31 gennaio 2017 at 09:55 - Reply

      Buongiorno, molto dipende dal livello di gravità. Di solito non si “guarisce” ma si impara a convivere con il proprio modo di essere.

  2. Simona 2 marzo 2017 at 13:49 - Reply

    Gentilissima dott.sia vivo una storia di 4 anni con uomo che dall’oggi al domani, senza apparente motivo, mi abbandona per giorni o settimane attuando la tattica del silenzio o solo in rari casi lasciandomi con cattiveria e rancore…per poi ricercarmi per tornare con me. Io sono distrutta da questo comportamento Adesso mi ha lasciata nuovamente dicendomi di non cercarlo più (il giorno prima era la persona più affettuosa di questo mondo). Inoltre mi ha fatto allontanare dai miei amici, ha una gelosia ingiustificata nei miei riguardi, mi ha insultato con degli appellativi poco carini che non sto qui ad elencare, è incoerente, vede imbrogli e persecuzione dappertutto, è rabbioso e ha pochi amici con cui ha momenti di distacco e avvicinamento ed è come se ci godesse a farmi del male. So che ha sicuramente un disturbo ma non riesco a capire se si tratti di un narcisista o di un borderline. So anche che è difficile fare una diagnosi in questo modo, ma ho bisogno di capire.

  3. Marianna 10 marzo 2017 at 04:54 - Reply

    Simona, come stai?
    Ho letto le tue righe e mi sento di dirti: Fa del bene a te stessa. Allontanati da lui. Tutto ciò che dici non da nessun presupposto a futuri rosei. Elabora il tuo dolore e allontanati. Guadagnerai tempo e salute, oltre che rispetto per te stessa. Se proprio vuoi capire il perchè di questo suo comportamento, approfondiscilo con uno spicologo ma lontano da lui.

    • Simona 18 marzo 2017 at 15:04 - Reply

      Lo so che la cosa migliore è allontanarmi da lui, ma è molto difficile e doloroso quando si è nel vortice della dipendenza. Comunque sto lavorando insieme alla mia psicologa sulla mia autostima. Sono questi giorni molto bui, sto male anche fisicamente, l’ansia ha preso il sopravvento…spero di uscire fuori da questo tunnel buio al più presto. Grazie cara Marianna.

  4. Andrea 2 maggio 2017 at 02:12 - Reply

    Consiglio la fuga immediata! (Se possibile) Purtroppo bisogna amare in primis se stessi, e stare con queste persone non ci aiuta. E’molto brutto ed egoista quello che scrivo, ma dopo mesi di sofferenze, si arriva a questo epilogo per la propria salvezza. E’ impossibile costruire qualcosa con queste persone, ed è un peccato, perché la loro sensibilità e la loro voglia di amare non ha eguali, ma la parte estrema opposta è ‘ sempre pronta a fare la propria comparsa a nostro discapito. Io sono riuscito a fuggire, ma ne soffro terribilmente ancora adesso…Ci ho lasciato il cuore ahimè. Sarebbe bello esistesse un farmaco per settare la persona sulla parte buona, ma è una chimera. Un saluto ed un abbraccio.

    • Gianluca 24 settembre 2017 at 11:39 - Reply

      E’ proprio cosi’ Andrea,ci si lascia il cuore,ma purtroppo ad un certo punto bisogna andare avanti.E’ inutile qualsiasi tentativo di riavvicinamento, per mia esperienza, ti lasciano intravedere uno spiraglio,ma serve solo a ferirti ancora una volta appena tenterai un nuovo approccio. Ho molto amato per tre mesi una bellissima ragazza.La adoravo,non mi vergogno di dirlo,ma quando ha cominciato ad entrare nella fase della svalutazione e’ come se avesse buttato via tutto quello che di bello c’era stato.All’improvviso ha cercato una scusa per rompere.La domenica gli andavo bene, il martedi dovevamo uscire di nuovo insieme ed invece si e’ creata la “serata con le amiche” senza dirmi niente..alle mie rimostranze.STORIA FINITA.Inizialmente non capivo che lei appartiene a questa categoria di persone,nemmeno sapevo che esistessero.Mi sembrava solo una ragazza sofferente,con trascorsi adolescenziali difficili, genitori separati, difficolta economiche, abbandono degli studi, droghe come fuga..persino dubbi sul suo orientamento sessuale (sempre durante la giovinezza,frequentava ragazze lesbiche e non lo dico certo come offesa,ma semplicemnte come dato di fatto). Pensavo fossemagari lunatica,ma poi mettendo insieme i “pezzi” del puzzle,ripensando a molti suoi comportamenti e parole durante il nostro rapporto ho capito che andava oltre. Soprattutto mi sono reso conto della situazione una volta che mi ha lasciato.E’ di una freddezza calcolata incredibile, io avrei voluto comunque non perderla come “persona”, al di la’ del rapporto d’amore e lei a parole sembrava voler fare altrettanto. Invece e’ come se ad un tratto avessimo perso la capacita’ di comprenderci. Io usavo lo stesso linguaggio,ma lei traduceva tutto come un’offesa…inutile ogni tentativo di spiegazione… probabilmente avra’ anche gia’ sotto mano il “nuovo grande amore”..finche’ durera’. Se a 36 anni e’ sempre sola ci sara’ un perche’. Come del resto c’e’ per me che di anni ne ho 44 :)) Ma io pur con le mie “nevrosi” ho un mio equilibrio, vivo una vita tranquilla, lei invece e’ come se fosse mossa da una rabbia costante. Peccato,avrei voluto amarla,ma non e’ possibile. C’e’ da voltare pagina, proprio come nei libri.
      Pace e bene 🙂

  5. Francesca 22 ottobre 2017 at 20:07 - Reply

    Leggo l’articolo. E rivedo gli ultimi 5 anni della mia vita…. solo ora, 35esimo anno appena compiuto, mi sono regalata la rassegnazione e la consapevolezza, senza rimorso alcuno. Non basterebbero mille pagine per raccontare ció che ho vissuto… ed imparato in questi anni…. infinito dolore ed infinito amore… o forse come suggerisce la psicologa… infinite aspettative di un livello troppo alto…. non è stato un colpo di fulmine, ma 5 anni fa entró nella mia vita raffaele…. che mi conquistó come solo il principe azzurro in un film romantico sa fare….emozioni mai vissute… incredulità nella sua capacità di leggere la mia mente… le giornate erano favole, le notti fiabe i mesi sogni che si realizzavano…..belle parole e progetti futuri condivisi. Ero felice ed avevo trovato la mia metá. Ma così non fù…. La felicità ebbe breve durata…. ciclicamente ogni 6max 8 mesi di serenità arrivava l’uomo nero… una persona vuota, occhi vitrei,distante anni luce e che immancabilmente e forse in questo anche vigliaccamente mi portava ad abbandonare il nido d’amore per il troppo dolore che provavo. Il trauma di svegliarsi con una persona sconosciuta accanto ,muta,distante,che rifiutava ogni confronto era intollerabile… per 5 volte o forse anche più…. ho subito questi cambiamenti repentini di emozioni… dal bianco al nero… ma il bello appena trascorso era così carico di emozioni positive che la speranza di rivivere un amore del genere mi portava sempre a tornare…. perchè immancabilmente tornava… sempre dopo max 1 mese… e lo faceva sempre in pompa magna e con grandi manifestazioni di amore vero e pentimento sentito… era tornato lui… o forse l’altro….. ho continuato per anni con il cuore pieno di cicatrici perchè lo amavo… ed in più soprattutto nei momenti bui sentivo una totale dipendenza da lui… forse perchè non riuscivo a darmi hna spiegazione logica di questi cambi repentini di atteggiamento…. era come spiegare ad un folle un concetto logico… per forza di cose nonl’avrebbe capito. Non mi rassegnavo. Spariva da un giorno all’altro, rimaneva in silenzio sul divano a guardare la tv totalmente catatonico senza preoccuparsi neanche della sua famiglia…. solo il lavoro riusciva permettamente a portarlo avanti….era dovere diceva….
    dopo un anno di folle intesa,quest’ultimo anno, una mattina di settembre,appena rientrati da vacanze da sogno… si è attivato lo switch… ed eccomi qua…. con il cuore infranto… in una nuova casa ma con la consapevolezza che io non ho colpa alcuna… e soprattutto con la consapevolezza che mai avrei potuto costruire qualcosa di solido e stabile nel futuro…. non riesco neanche più a piangere… perchè so che nulla sarebbe cambiato… soprattutto con un uomo che ha rifiutato qualsiasi aiuto… interno e/o esterno. Ho il cuore gelido… non sento più nulla… il pssare ciclicamente dal bianco al nero… dalle nozze all’anaffettivitá…dal sogno al dolore… mi ha reso vuota. tornerà… perchè tornano sempre…. ma troverà il vuoto….. sono comunque sicura, ma spero vivamente di sbagliarmi, che mai più vivró un sentimento così forte così vivo e così vissuto sino alle viscere…. per costruire un futuro solido ci vuole equilibrio… e vivere una vita agli eccessi… ma porta a fermarsi.
    Un saluto a tutti.
    F

    • Anna Zanon 27 ottobre 2017 at 09:59 - Reply

      Grazie per aver condiviso con noi la sua testimonianza che sarà d’aiuto a molte persone

    • francesca 24 marzo 2018 at 16:43 - Reply

      Rispondo a te che sei mia omonima e mi ritrovo nelle vostre storie e la cosa da un lato mi aiuta e dall’altro mi regala una consapevolezza alla rassegnazione, al fatto che nulla andrà a posto e che tutto è infranto.
      Anche io vivo da 5 anni una storia ad intermittenza con quello che si era presentato come il cavaliere scintillante e così è stato i primi tempi del nostro immenso amore, travolgente, splendido, avevo trovato per la prima volta un angelo ma appena convintomi a lasciare tutto ed entrare nella sua vita con la promessa di una vita insieme ecco che L’ORLA/DO INNAMORATO è diventa
      to L’ORLANDO FURIOSO, non sto a dilungarmi perché tanto da quello che ho letto abbiamo tutti lo stesso copione, io dalla mia aggiungo però che quando l’ho incontrato ero nella fase più brutta della mia vita, mi avevano diagnosticato la sclerosi multipla ero distrutta , la mia vita persa e ormai avevo deciso che non ci sarebbe stato l’amore nella mia vita, questo ragazzo mi ha talmente scaldato il cuore, mi ha dato appoggio da convincermi che in due sarebbe stato meglio affrontare la vita e così è iniziato il grande amore seguito da tutto quello che conoscete; solo per fare un esempio: una volta ero in ricaduta e camminavo col bastone lui mi ha cacciata di casa con le borse dietro e io in mezzo alla strada come una cretina che nemmeno cammina bene…
      il guaio è che io sono sempre tornata, purtroppo si è incastrato il mio problema di insicurezza, la mia malattia mi ha portato a sentirmi INAMABILE e si sono annodati insieme i miei e i suoi demoni, io a differenz sua sono risoluta, reagisco, mi sono trovata una nuova casa, un nuovo lavoro, mi rimetto sempre in moto, ma non riesco mai a riprendere in mano la mia vita interamente perché mi porto sempre dietro la sua ombra, spesso più della mia malattia stessa, soffro molto più per lui a volte che per i miei guai. leggere le vostre testimonianze mi sta dando una mano, almeno a sviscerare la cosa, ma non so se riuscirò mai a riprendermi davvero e come diceva anche la mia omonima, mai più potrò rivivere un amore tale, aggravato dal fatto che mai più vorrò condividere il mio dolore e la mia condizione con un altro.
      scusate se mi sono dilungata ma la necessità di parlare è tanta e nessuno sa comprendere.
      un abbraccio, francesca

  6. Maurizio 11 novembre 2017 at 14:15 - Reply

    Salve a tutti, vi racconti la mia esperienza: ho lasciato la mia ragazza dopo l’ennesima umiliante manifestazione di totale disprezzo. Col cuore a pezzi, intendiamoci. Vorrei capire in che tipo di persona mi sia imbattuto. Spiego brevemente: ci cinosciamo su internet, entrambi single, mai stati sposati ne figli, stessa età (40). Lei parte in quarta, per poi dirmi che non cerca nulla di serio. Io ricevevo gesti di estrema generosità, che non di rado mi hanno messo in difficoltà. Un giorno, per non poter pranzare con lei (avevo preso un impegno precedentemente) va su tutte le furie, un volto trasformato, mi manda via in malo modo. Io rimango allibito. Poi le sue scuse. Momenti così si ripetono, ed io comincio a distaccarmi. Un giorno ci riavviciniamo, io ero emotivamente provato non per causa sua, ma comunque con un vuoto affettivo evidente e iniziamo a vederci. Iniziano leggere svalutazioni, poi sempre più e su più fronti, tra cui il mio modo di vestire. Io ho più volte pensato che mi odiasse. Alle mie domande in questione reagiva con rabbia, senza mai arrivare a nulla che in fondo fosse una reale spiegazione. Il suo sguardo a volte era gelido, pareva fissare qualcosa dietro me, come se non ci fossi io nel mezzo. I rapporti intimi li gestiva lei, e la freddezza del tutto mi lasciava vuoto, l’affetto non esisteva più. Era in cura per una depressione cronica oramai da anni. All’inizio della nostra storia era gioiosa, allegra, poi un’altra persona. Non sopportava vedere le foto delle sue amiche sorridenti sui social, diceva di odiare molte cose e persone. Io le ho voluto davvero molto bene, ma percepire il suo piacere nel farmi soffrire mi ha svegliato. Giustificata tutto per una infanzia segnata dal l’abbandono della madre, cosa che mi disse sin dai primi giorni. Ho pensato pure al narcisismo, ma il fattore rabbia e che tutti riconoscessero il suo brutto carattere (cosa che la mandava su tutte le furie) mi ha fatto pensare al borderline.
    Vorrei tanto capire contro cosa ho lottato, per non ricaderci.
    GRAZIE.

  7. Andrea 15 novembre 2017 at 10:01 - Reply

    Domanda alla psicologa, la cosa giusta è allontanarsi per il nostro bene, ok ma per aiutare queste persone ovvio che nn puoi sbattergli in faccia il fatto che deve ragionare sul l’eventualità che sia border, va fatto capire ad un familiare?

  8. Sara 13 gennaio 2018 at 13:33 - Reply

    Ho letto i vostri commenti..la maggior parte di essi dipingono chi soffre di DBP come un mostro da cui scappare. Io soffro di questo disturbo. Vi siete mai chiesti come ci sentiamo noi dentro? Avete mai pensato che anche noi siamo perfettamente consapevoli di ciò che proviamo o del male che facciamo ma non abbiamo nessuna arma per evitarlo? Che vorremmo scappare da noi stessi e che ci sentiamo intrappolati, ingabbiati in una vita sbagliata, in un corpo sbagliato, in una mente sbagliata…Noi siamo in balia dei nostri sbalzi d’umore tanto quanto voi che li subite, voi potete allontanarvi, noi no. È altamente invalidante trovarci di fronte a persone che invece di cercare di capirci ci accusano o scappano. Non siamo pazzi. Abbiamo subito dei traumi che ci hanno portato a sviluppare questo disturbo, quindi abbiamo sofferto e soffriamo sempre. Anche le persone “normali” soffrono ma sanno modulare le emozioni, noi non lo possiamo fare. Io vivo immersa nei sensi di colpa per ogni cosa. Non è bello. Non siamo nè pazzi nè cattivi, siamo persone fragili ed emotivamente instabili che hanno bisogno di aiuto molto più che di critiche. Capisco perfettamente chi subisce le nostre crisi, è difficilissimo starci accanto e creare un rapporto stabile. Prima hai davanti una persona affettuosa e un ora dopo ti ritrovi accusato immotivatamente e ti ritrovi confuso e spiazzato. Lo vedo con il mio fidanzato. Passata la crisi stiamo male per quello che vi abbiamo fatto. Credetemi. Non siamo str…i senza cuore. Abbiamo solo bisogno di aiuto. Aiuto che spesso non abbiamo il coraggio di chiedere.

    • Splash86 24 gennaio 2018 at 14:22 - Reply

      Cara Sara,
      ti parlo dal punto di vista di uno che ci è passato e le provò tutte per cercare di aiutare la mia ex che soffriva del tuo stesso disturbo. Sai cosa ho ottenuto in cambio per aver scelto di starle vicino, nonostante tutto, e svenarmi in tutti i modi possibili per aiutarla? Tradimenti, violenze fisiche e psicologiche, manipolazioni, perdita di appetito, perdita di sonno, calo del rendimento sul lavoro, depressione e isolamento sociale tanto per citare quelli più evidenti.

      Lei mi aggrediva, spariva e andava a caccia di uomini, tornava da me in lacrime implorando di perdonarla, due giorni di pace e il ciclo diabolico ripartiva più forte di prima.

      Quando decisi di chiudere tutte le porte mi bombardò di messaggi e telefonate incessanti per due settimane fino a quando si è fidanzata con un altro uomo. In quindici giorni è riuscita a chiudere un rapporto e ufficializzarne un altro. Naturalmente dal suo punto di vista (che da quanto posso percepire è anche il tuo dato che scrivi che dobbiamo comprendere te, le tue sofferenze ecc.) mi ha addossato tutte le colpe, inventato storie umilianti sul mio conto (lo faceva anche con me parlando malissimo dei suoi ex) insomma diffamazioni a go-go. E il suo gusto sadico nel far del male e umiliare le persone l’ha portata a sbattermi più volte in faccia questa sua nuova relazione per dimostrare a se stessa e agli altri che lei era la vincente. Voleva vedere la sofferenza nei miei occhi.

      Ecco cosa lasciate nella vita delle persone. Distruzione. E a voi non importa perché caratteristica del vostro disturbo è la fuga dalle responsabilità. Siete malate ma usate questo male a vostro vantaggio. Quando si tratta di capire il dolore degli altri che voi avete causato reagite sulla difensiva. Odiate il partner perché si è innamorato di una figura falsa che voi avete creato ad hoc per farci abboccare e quindi sentite che nessuno vi ha mai amato per quello che siete realmente (e vorrei ben vedere). Perdonatemi ma fate tutto voi. Quando ormai la vittima è nella vostra rete compaiono le solite frasi “io non ti devo spiegazioni” “sono fatta così” “sei tu che ti sei legato troppo” “sei un manipolatore” “hai altre storie”. Nessuna di voi riesce a legare due fili nel cervello e fare mea culpa e ammettere che quel dolore è stato causato tutto dalla vostra insensibilità, instabilità e menzogna. Nessuna ha il coraggio di ammettere davanti al partner “sono borderline”. E se lo fate è solo un altro modo per innescare dei sensi di colpa nel partner per evitare l’abbandono. Una manipolazione per intenderci.

      Ed è esattamente quello che hai scritto tu nel tuo messaggio “io soffro, mi dovete capire”.

      Ti scrivo come se dicessi a distanza di anni queste cose alla mia ex. Io ci sono riuscito a uscirne. Io come tutti gli altri disavventurieri come me. Siamo felici, consapevoli che esistono persone sane e malate. Mi voglio molto più bene e sai cosa ho da dirti?

      Il fatto che hai un disturbo di personalità è un tuo problema non dei tuoi partner che al massimo sono esposti inconsapevolmente alle sue forme e sintomi. Al posto di fare la parte della vittima della società faresti una cosa utile per te e per chi è stato male a causa tua a fare un bel mea culpa. Provare scrupolo per il dolore arrecato e solo allora iniziare a combattere quello che di malato in testa hai. E questo lo puoi fare tu e tu soltanto.

      Ma dubito che quelle come te lo faranno. Ne ho visti tanti di casi. Vi piangete addosso e cercate solo giustificazioni alla vostra sfortunata condizione. Quando si tratta di agire poi siete già sparite in cerca di altre emozioni forti da provare. Contente voi…

      Ti auguro il meglio dalla vita. Nonostante tutto.

      Con affetto

      Un ex

      • Simone 9 maggio 2018 at 09:41 - Reply

        Ciao Splash. Mi chiamo Simone ed all’età di undici-dodici anni sono stato vittima di abusi sessuali da parte di una persona adulta. Mai denuinciati ne affrontati a quell’età. Da qualche anno, per via di disturbi che ho avuto tra cui attacchi di panico, depressione etc, un percorso di psicoterapia perchè mi sono reso conto da solo che in me è come se vivessero due persone che ragionano in modo discordante. Una parte di me è più tranquilla e sentimentale e l’altra, invece, è esplosiva, estroversa, ama mettersi in mostra, è prigioniera del sesso e non riesce ad avere relazioni stabili. Ho una relazione con una persona da quasi dieci anni e questa persona soffre a causa mia per via dei miei comportamenti, che a volte non comprendo neppure io, e dei miei sbalzi di umore improvvisi. Capisco da una parte il tuo sfogo per ciò che hai provato su di te, dall’altra però stai parlando di “noi” come se appartenessimo ad un “gruppo” o ad una “razza” diversa dalla tua. Siamo esseri umani come te e soffriamo come hai sofferto te, perchè sapere che le scelte più importanti della mia vita sono stato frutto di “errore” e che non “ero veramente io” a fare quelle scelte, e che non so più nemmeno chi è veramente “io” non è che sia proprio il massimo della vita. Sapere che hai contribuito a far soffrire una persona lasciando un segno indelebile nella sua vita, anche questo non credo che mi faccia star bene, che pensi te?
        Il fatto è che mentre sono stato lasciato entro brevi periodi di frequentazione da tutte le altre ragazze che ho avuto, l’altra persona che ha deciso di stare con me per tutti questi anni, nonostante i miei comportamenti, ha deciso comunque di continuare la relazione pur sapendo che in realtà non riuscivo a darle ciò che lei voleva da me, beh di questo non posso darmene una colpa soltanto io. La colpa è di questa persona che avrebbe dovuto provvedere a chiudere subito la relazione, e la mia (anche se non è giusto che mi do le colpe visto che non me lo sono fatto venire appositamente questo problema) che non ho saputo imparare a conoscermi.
        La cosa che mi fa più male è che mi vedo come qualcuno che può avere amicizie ma mai avere relazioni stabili per via di questi problemi che ho, che non si sa bene se si possono risolvere.
        In tutto questo io devo convivere con questa mia “malattia” ed allo stesso tempo fare tutto ciò che fai te nella tua vita quotidiana, ma con molte più difficoltà di te, sborsando una quantità di denaro anche piuttosto elevata per le terapie di cui ho bisogno. Oltre tutto questo devo anche sentire commenti che accusano le persone che soffrono di questi problemi e che più che affidarsi ad un percorso di psicoterapia cosa dovrebbero fare secondo te? Uccidersi?
        Perchè per tutto questo tempo hai sopportato questa persona che ti faceva del male e non hai avuto la forza di mandarla via? Forse anche tu avresti bisgono di un percorso che ti aiuti a concentrarti più su stesso e sulla tua autostima e a vedere prima ciò che è bene per te?

    • francesca 24 marzo 2018 at 16:58 - Reply

      Cara Sara,
      a te rispondo direttamente perché voglio dirti che lo so che stai male, io non accuso il mio ex di nulla, io vivo anche un po’ la vostra stessa condizione essendo una persona con una malattia incurabile progressivamente invalidante, io conosco il dolore dell’irrimediabile, la frustrazione del bisogno di sentirsi amati, questo mi ha unita al mio compagno e ci ha legati con un cappio stettissimo, solo che quello che dico io è che io LOTTO, sempre, costantemente, invece spesso mi sembra che ci si adagi sulle problematiche che sono più facile da evitare o raggirare che da affrontare.
      Quindi Sara io spero che invece tu sia tra quelle che si rendono conto e che combattono, cadono certo, ma più forte è la voglia di andare avanti e migliorarsi.
      Tutto il mio affetto.
      francesca

    • Rosa 26 maggio 2018 at 21:44 - Reply

      Ciao Sara,

      Le tue parole mi hanno toccata profondamente.
      Io ho conosciuto in uomo che temo sia borderline.
      Ho paura ma vorrei accompagnarlo anche se in un momento d ira improvvisa è scappato, dopo che ho detto di credere sia malato..

      Ti va di aiutarmi?

  9. Matilde 15 gennaio 2018 at 22:18 - Reply

    Salve!
    Io non so chi sono e credo che mai lo saprò!
    Soffro di sbalzi d’umore e di ansia da quando sono adolescente,mi dicevano e dicono che sono lunatica ed imprevedibile!
    Ultimamente sono disforica,con la tristezza che mi accompagna fin giù nel vuoto!
    Ho paura di tante cose!Ma più di tutte di sentirmi lasciata sola,ma nelle relazioni più intime sono l’inferno e vivo con forti sensi di colpa!Ormai sono giunta alla conclusione che per me e gli altri è più utile che io stia sola!I miei amici ridono,se mangio una fetta di torta al momento dico “mmm buona” l’istante dopo “non mi piace,che schifo” ..e spesso mi fanno notare le mie contraddizioni! Sono molto sensibile ed empatica,anche se non riesco a dimostrarlo!Le vostre emozioni le sento talmente dentro da dovermi allontanare,perché mi resto addosso per un po’ e altre volte mi spaventano!Anche le mie mi spaventano,è come stare su una giostra in adrenalina e con la paura!Faccio del male a chi mi è vicino..lo so e a volte vorrei non esistere!Io odio i drammi ed eppure sono un dramma!Non mi fido mai di nessuno!Non lo faccio di proposito!Ormai so che la felicità non mi appartiene!

    • Anna Zanon 24 gennaio 2018 at 18:30 - Reply

      Cara Matilde quando si sta male da sempre diventa quasi impossibile anche solo poter pensare di stare meglio e immaginare che esista qualcuno che possa capire e aiutare. Eppure è così. Esistono dei farmaci che possono dare un valido aiuto nella regolazione delle emozioni ed esistono dei terapeuti che possono aiutarla a gestire il suo tumulto interiore, a condividere il suo dolore e a dargli un senso

  10. Michele 25 gennaio 2018 at 13:57 - Reply

    Buongiorno,
    leggendo i vs commenti e dopo essermi informato su internet credo di essere giunto alla conclusione di avere frequentato una ragazza border. Posso raccontare che ad ogni momento molto bello che vivevamo seguiva un epilogo totalmente distruttivo in cui lei ovviamente accusava me di mancanze affettive, di essere attirato da altre persone di essere continuamente disattento nei suoi confronti. Di fronte a queste situazioni che mi lasciavano molto perplesso ed incredulo a volte reagivo verbalmente difendendomii, la cosa addirittura peggiorava e con molta fatica si trovava la soluzione e la serenità. A questo punto non capendo tutto ciò pure io mi sentivo in colpa e mi ha trascinato a passare un momento molto difficile: Questo perché dopo mesi ho deciso di lasciarla e lei mi ha accusato di averla abbandonata di essermi tirato indietro e questa cosa ancora adesso mi fa un po male e non mi sono mai dato pace . Mi confermate anche voi che soffriva di questo disturbo????

    • Anna Zanon 27 gennaio 2018 at 10:11 - Reply

      Gentile Michele, come ho già detto tante volte, non si può fare una diagnosi via internet per interposta persona e aggiungo non è neppure necessario. I comportamenti discontinui che lei mi descrive sono molto pesanti da sopportare, a prescindere se la sua ragazza abbia o non abbia il BDP.
      Semplicemente lei si deve chiedere, io con quella persona ci stavo bene o dovevo pesare sempre ogni frase e azione per paura delle sue reazioni?

  11. Rosa 26 maggio 2018 at 21:57 - Reply

    Buongiorno,

    Da 3 mesi frequento un uomo che mi ha lasciato ogni 15 giorni.. con gesti sempre più drammatici.
    Inizialmente idealizzandomi ( descrivendomi come un essere incredibilmente splendido, superando qualsiasi realistica prospettiva) ed affermando di non voler disturbare, poi accusandomi di non dargli valore, di non proteggerlo ne capirlo.
    Le crisi di aggrresivita sono aumentate parallelamente al grado di intimità.
    Per il resto si è comportato in modo meravigliosamente attento, sensibile, delicato.
    Insomma due modi di essere opposti, il giorno e la notte, che apparivano opinione seguito a discussioni futili.
    So che soffre e nonostante i suoi tentativi, talmente infantili da far tenerezza, di fare la vittima ( sono solo al mondo, non ho successo, non ho amici, riprenderò a bere e fumare), credo realmente abbia bisogno di aiuto.

    Purtroppo io stessa soffro di ansia generalizzata ed attraggo persone che percepiscono il mio bisogno di “ salvare”
    Non credo di avere la forza di mantenere una relazione amorosa con questa persona, ma vorrei poterle dare appoggio ed amore poiché i miei sentimenti sono ancora gli stessi e poiché vorrei stesse bene.

    • Anna Zanon 28 maggio 2018 at 08:49 - Reply

      Cara Sara, credo che lei abbia inquadrato bene la situazione ma forse non è solo lui ad avere bisogno d’aiuto: credo che le sarebbe utile cercare di capire quale bisogno la spinge a cercare uomini deboli e bisognosi di essere salvati al posto di partner maturi e più equilibrati

    • Massimo 7 luglio 2018 at 19:12 - Reply

      Il suo articolo è interessante e ben scritto.
      Vorrei fare un solo appunto: Lei scrive che se una persona è “border” ciò si manifesterà anche nei rapporti lavorativi e amicali ma mi permetto – da profano – di farle osservare che alcuni studi (penso a LALLI N., 1998) evidenziano invece come il borderline possa essere spesso un soggetto “normotico”, cioè ben adattato alla vita sociale essendo il suo disturbo un difetto prevalentemente dell’affettività che, pertanto, emerge in situazioni sentimentalmente sensibili.
      Ciò, chiaramente, dipende dal livello di gravità del disturbo ovvero dalla presenza di uno “stile di personalità” borderline più che non di un “disturbo di personalità” borderline conclamato e diagnosticato.
      È una precisazione che non toglie valore al Suo articolo ma che reputo importante evidenziare, chiedendole anche una opinione in merito, perché reputo sia un aspetto da considerare in chi ha a che fare con soggetti “tendenzialmente” borderline o comunque con comportamenti che lasciano purtroppo propendere per quella patologia.
      È infatti molto corretto – e deontologicamente ineccepibile – che Lei scoraggi dal fare diagnosi “fai da te”, ma spesso chi si trova a contatto con personalità molto conflittuali e contradditorie non ha altra scelta che cercare di dare un senso alla propria esperienza attraverso lo studio, la riflessione e l’analisi critica degli eventi, tre attitudini che peraltro difettano nei soggetti “a tendenza” borderline.
      Inoltre, spesso, è proprio il partner ad avere un quadro biografico del soggetto in esame più completo di qualunque terapeuta e finanche di qualunque famigliare: quadro biografico che tante volte il terapeuta non conoscerà mai stante la riottositá del soggetto ad ammettere di avere un problema a fronte della tendenza ad intravedere invece nell’altro – sempre e comunque ed in ogni caso – l’origine dei suoi malesseri.
      Infine Lei dice, correttamente, che molti Suoi pazienti pensano di avere a che fare con soggetti borderline sulla base di alcuni episodi di particolare “emotività” del proprio partner che poi frettolosamente inquadrano come “instabile mentalmente”: mi permetto di suggerire ai Suoi lettori di fare particolare attenzione a 1) la frequenza di tali episodi 2) l’intensità in termini di rabbiositá eterodiretta o autodiretta sotto forma di pianti o, al contrario, mutismo, ecc. 3) la oggettiva proporzione tra il fattore scatenante e la reazione del soggetto 4) la durata di tali episodi una volta insorti 5) la possibilità o meno di “calmare le acque” tramite un ragionamento logico e persuasivo 6) la disponibilità del soggetto, successivamente, a riesaminare l’accaduto in termini razionali ammettendo, eventualmente di avere esagerato 7) l’insorgenza di tali episodi “emotivamente squilibrati” rispetto all’inizio della relazione: come Lei dice, di norma, tali accadimenti si riscontrano molto velocemente anche se le prime volte, forse pure per una mancanza di “confidenza” con il partner il soggetto in questione tende a contenersi 8) la sensazione che il soggetto in questione voglia misurare la “pazienza” del partner avvitandosi, in questi episodi “emotivamente squilibrati”, in discussioni infinite ed oggettivamente sterili.
      Dalla mia esperienza e dagli approfondimenti che ho dovuto fare ho compreso che la descrizione dei comportamenti è forse più importante di un asettico elenco di sintomi.
      Grazie per i Suoi articoli.

      • Anna Zanon 9 luglio 2018 at 09:06 - Reply

        Grazie mille per le sue precisazioni che aiutano a far chiarezza e che condivido in pieno!

  12. Sabrina 6 luglio 2018 at 09:43 - Reply

    Carissima dottoressa, leggendo l’articolo mi sono ritrovata molto nelle sue parole…
    Sono stata fidanzata per quasi 8 anni con un ragazzo che mi ha sempre dato tutto…non ci siamo fatti mancare nulla.. Stavamo anche progettando una casa insieme… Lui ha 24 anni…
    In questi anni non ci sono mai stati dei veri problemi di coppia, a novembre dello scorso anno lui si è recato fuori per lavoro; quando è tornato (un mese dopo) ho notato dei cambiamenti.. Era più freddo, distaccato, meno presente… Fino a quando a gennaio mi ha definitivamente lasciata dicendomi che preferisce stare con gli amici, che è troppo giovane e vuole divertirsi. Ammetto che in questi anni stando tutte le sere insieme abbiamo un po’ perso l’abitudine di uscire ognuno con i propri amici… E a lui manca proprio questo…
    Ora dopo quasi 6 mesi che mi ha lasciata (in questi mesi ci siamo visti più volte, abbiamo parlato molto.. Lui però dice che per ora vuole stare solo, che ha ritrovato la libertà e sta bene così ma che comunque mi ama ancora come prima e non riesce ad immaginarsi nessun’altra ragazza che non sia io al suo fianco) mi chiedo se ci potrà mai essere un ritorno da parte sua…
    Chiedo gentilmente a lei un aiuto… Perché non riesco a dare un senso a tutto questo (un giorno mi bacia e l’altro è distaccato)…
    Vorrei semplicemente capire cosa posso fare o non fare per evitare ulteriori problemi e specialmente come posso superare il tutto…
    La ringrazio in anticipo!

    • Anna Zanon 9 luglio 2018 at 09:13 - Reply

      Cara Sabrina, non credo che la causa del comportamento contradditorio del suo ragazzo dipenda da un disturbo di personalità. Una delle principali caratteristiche di del disturbo borderline è l’incapacità di stabilire dei rapporti stabili: se avete avuto una relazione armoniosa e stabile per ben otto anni escludo categoricamente che lui sia borderline.
      Il suo comportamento ambivalente ( un giorno la bacia e poi è distaccato) dipende dal fatto che è confuso e non sa quello che vuole. E’ legato a lei ma prima di impegnarsi per sempre forse vuole sperimentare altre situazioni e una libertà che non ha potuto vivere essendosi fidanzato giovanissimo.
      Avendo solo 24 anni, direi che ci può stare..

  13. Sara 14 agosto 2018 at 17:41 - Reply

    CARO SPLASH86. Mi spiace davvero molto leggere nel tuo messaggio i soliti clichè sui “borderline”. Non siamo fatti con lo stampino. Come ogni essere umano abbiamo caratteri diversi e princìpi diversi. Io dal canto mio non ho mai tradito un partner in tutta la mia vita, non racconto bugie e sbatto le cose in faccia senza filtri e ti garantisco che non godo a veder soffrire le persone che mi stanno attorno. Quando ferisco sono perfettamente consapevole che sto facendo del male e ci soffro, tanto, solo che non ho modo di fermarmi in quei momenti, ma non sai quanto lo vorrei!! Dopo quasi 2 anni ho lasciato il mio compagno. E che tu mi creda o no l’ho fatto per non farlo soffrire più. Lui non era in grado di gestire le mie crisi e non era giusto che le subisse. Era giusto lasciarlo libero di ricominciare a vivere. Vi capisco quando dite di scappare da noi, solo che fa male sentirsi trattati così (so che stai pensando: e tutto il male che ci fate voi allora?) Sono in cura in psicoterapia da oltre 1 anno e lotto ogni giorno per poter diventare una persona STABILE. “Normale” non lo voglio essere perchè perderei il lato più bello che ho, quello che (quando sto bene) mi permette di vivere il mondo, anche le piccole cose, con un intensità che voi potete solo sognare. Mi dispiace per quello che hai passato, credimi. Ma io non sono la tua ex. Anche se ho il suo stesso problema non sono stata io a farti del male. Nel tuo post mi dai della malata decine di volte e scarichi la frustrazione che provi per quello che ti ha fatto lei su di me che non ti ho mai fatto niente. Ti prego, non includerci tutti in una categoria. È molto più complesso di così. E diventare rabbioso e offensivo non ti rende onore. Sono felice che da quell’esperienza tu abbia imparato a volerti più bene, è una bella cosa. E mi spiace per quello che hai passato, che tu mi creda o meno. Ti abbraccio forte.

    CARA FRANCESCA: Grazie per il tuo messaggio, combatto ogni giorno. Da sola. Nessuno sa del mio problema. Sono sola in questa guerra, solo io e il terapeuta. Ogni giorno cado e mi rialzo. Sono una guerriera e questa è la mia crociata personale. Fosse l’unica cosa che farò nella vita, IO VOGLIO STARE BENE E IMPARARE AD ESSERE PIÙ SERENA. Grazie per il tuo supporto. Un abbraccio

    CARA ROSA: Come vedi arrivo molto in ritardo nel risponderti. Se posso aiutarti, volentieri. Un abbraccio

    RINGRAZIO LA DOTT.SSA ZANON E TUTTI VOI, CHI CI SUPPORTA, SOPPORTA, COMMENTA NEL BENE E NEL MALE. LEGGERE I VOSTRI PUNTI DI VISTA, ANCHE SE POSSONO FERIRE, MI AIUTANO A COMPRENDERE MEGLIO E MI AIUTERANNO A GUARIRE. PERCHÈ IO GUARIRÒ.

  14. Cleo 29 novembre 2018 at 12:44 - Reply

    Gentilissima Dottoressa, mi piacerebbe scriverle una lunghissima lettera per farle capire il mio disagio ma anche la grandissima volontà di guarigione, sperando di essere tra i 3-5% che ce la fanno. Credo di essere borderline. Ho fatto 15 anni di terapia sistemica-relazionale, letture, tante attività spirituali, ho un’intelligenza emotiva molto sviluppata e un bel giorno mi sono “svegliata” e ho capito di avere ferite narcisistiche. Da quel momento la mia vita è sicuramente cambiata, mi sono spaventata perché sembra essere una vita senza poter vivere rapporti stabili (infatti, tante le amicizie e le storie disastrose). Sono un po’ crocerossina, ho il disturbo paranoide, ansia, pensiero negativo, cinismo, che mi si è amplificato appunto dopo che le mie storie d’amore mi lasciavano prosciugata e impaurita (abbandoni traumatici, ira dell’altro, ecc.). Per riprendermi dai traumi, ho creato la corazza di cinismo e sono stata da sola ben dieci anni. Tutte le persone che incontravo non andavano bene. Poi ho chiesto all’Universo di portarmi il vero amore (che sicuramente passa attraverso se stessi), ed è arrivata una donna che è riuscita a togliere queste barricate. Ho creduto si trattasse del vero amore perchè per tantissimi mesi mi è stata dietro, nonostante io stessi malissimo, mi accettava in tutto, le piacevo molto, e questo mi ha permesso di togliere tante paranoie (avevo attacchi di ansia fortissimi prima di uscire con lei). Ecco, ci sarebbe stato il lieto fine se non fosse che dopo di un po’ è uscita fuori la sua essenza: sembrava una donna matura, amorevole.. invece poi tra di noi sono partite le proiezioni, identificazioni, competizioni, litigi, porte sbattute, lunghe pause..messaggi e atti immaturi, con scenate di gelosia (mia, per via della paura d’abbandono) e sue email d’amore livello quinta elementare, ridicole, che sortiscono l’effetto contrario e farebbero scappare a gambe levate anche il più grande seduttore sulla faccia della terra) egoismi palesi, zero empatia di fronte alle scenate, e al contempo tante riappacificazioni, sesso travolgente, coccole, intimità.. la sensazione di sentirsi “a casa”, di conoscersi da anni e anni (invece, stiamo più o meno insieme da un anno e mezzo). Da quanto ho capito in base alle mie conoscenze, senza poter dare ovviamente una diagnosi precisa, ma basandomi sulla mia terapia, su quanto leggo e sento, lei è narcisista perversa, e i tratti borderline li ritrovo perché agiamo nello stesso identico modo anche se un po’ diverso: io temo l’abbandono, lei il rifiuto, io mi chiudo in depressione, lei ha scatti d’ira improvvisi e tanto egoismo. Spesso dà per ricevere. Entrambe vorremmo essere viste dall’altra, amate incondizionatamente dall’altra, ma per farlo ci vuole un grande lavoro sulla propria autostima, e comunque a livello di coppia non tutto dovrebbe essere accettato. I suoi scatti d’ira ingiustificata, le bugie, i discorsi strani, ex che rispuntano e con cui non ha del tutto chiuso.. mancanze di empatia.. e poi, tantissima dolcezza, attenzioni.. anche io passo dall’amore all’odio, dalle mie paure che spesso mi fanno allontanare per paura di perdere l’autonomia o che lei mi travolga.. quindi una parte di me ha paura a causa del mio disturbo, l’altra mia parte si preoccupa in maniera sana perché sente che la compagna è “stranuccia”e ci aveva preso… Comprendo che questo odio/amore e questa gestione del troppo/poco amore, “amare la rosa odiare le spine” accade per un sentimento non risolto verso la figura della madre e anche verso noi stesse, quindi lo scarichiamo sull’altro. Io continuo ad attirare partner “psicopatiche”, questa volta pero’ sono anche io co-psicopatica e volendo bene all’altra, lavoro più possibile per non farle del male. L’altra invece lo fa, ma solo di facciata, non parte ancora da lei un movimento di riconoscimento delle proprie “malattie”. Si camuffa dietro “casi umani”, in questo caso dietro me, e ora che sto meglio ha paura lei e mi allontana. Paura dell’amore? Nella mia infanzia ho avuto abusi fisici e abbandoni pesanti, e tutto sommato piuttosto che sulle droghe e cose negative, ho sfogato la mia infelicità con bulimia e depressione, ma mi sono dedicata sempre agli altri e fondamentalmente sono una brava persona, idem la mia compagna. Ho avuto l’amore dei miei nonni che mi ha salvato e sempre mi darà quella spinta al positivo e alla distruzione del narcisismo, ma non sono sicura che la mia compagna abbia mai sperimentato il vero amore. Mi piacerebbe risvegliarla, così come questa relazione e il suo “amore” (mi ha fatto scemare tanta paranoia).
    Ora siamo separate in seguito a un doppio scatto d’ira (di insoddisfazione) e io oscillo tra il volerla chiamare e andare avanti, e il chiudere per sempre. C’è una parte di me che si rende conto che l’altra è ancora troppo piena di resistenze e proietta su di me tutte le sue mancanze che non vuole accettare di se.. per esempio non riesce a prendersi la sua parte di responsabilità per la fine della storia. Sento che è quasi a metà dell’opera, che è “semi-risvegliata”. Forse se la lasciassi definitivamente potrebbe iniziare a capire che deve cambiare qualcosa, capire le sue dinamiche.. non sa quanto mi piacerebbe poterle dire: guarda, noi siamo questo, e ci meritiamo di essere amate lo stesso, ma noi stesse col nostro essere “pesante” possiamo danneggiare l’altro.
    Ogni episodio che accade tra di noi è infarcito di mie paranoie e sue perversione della realtà (rigira / minimizza /nega), quindi è stressante e non so se tra di noi ci potrà mai essere vero amore. Io sento di amarla oltre alla relazione, forse perché ho iniziato ad amare me stessa veramente e siccome lei è identica a me, soffre di cose molto simili, la perdono sempre. Faccio fatica anche io a non avere paura, a non arrabbiarmi, a non essere delusa. Poi la nostra differenza d’età (lei è più grande di 15 anni, io 35) non aiuta per le mie paure, presentifica per me sia un abbandono precoce, sia una responsabilità che non riesco a gestire, perché ancora sto lavorando per diventare realmente autonoma io stessa. So che non è il tipo di relazione che vorrei, perché è saltata tanta fiducia, aspettative, e altro.. eppure non so perché penso sempre a lei/noi con affetto e mi sentirei malissimo se stesse con un’altra persona. Eppure, sembra l’unica soluzione lasciarsi. O ci sono strategie? Per noi ci vorrebbe qualche santo, qualche psicoterapia potente, ma siamo anche disoccupate, non riusciamo a curarci, e io sento che sto quasi per diventare pazza.. Se stiamo insieme stiamo male, se stiamo lontane idem. Non so quale sia la soluzione di questa relazione stranissima, che a volte sembra uno scherzo del destino: dopo una vita di terapia, di abusi ecc, tanta solitudine aspettando quella giusta, trovo una persona che non mi ama realmente ma forse sta con me solo perché altrimenti si sente da sola. Abbiamo grande attrazione fisica e un sesso che dura ore che ci ricarica e scarica dalle nevrosi: forse, dovremmo tenerci quello, essere soltanto “amanti”, senza condividere la vita in modo classico, a causa delle rispettive paure, finché non guariamo? O è pericoloso ed è meglio che almeno io, che sono più “sveglia” in merito all’argomento, che punto alla guarigione completa, mi allontano e chiudo definitivamente, anche se con fatica? Non so più cosa devo fare, e dentro di me non trovo le risposte, è sempre tutto ambivalente. Grazie per l’attenzione

    • Anna Zanon 5 dicembre 2018 at 10:45 - Reply

      Mi devo complimentare con lei perchè si capisce che ha fatto un lavoro su se stessa. Non posso in questa sede darle un consiglio su questa sua situazione relazionale che mi sembra molto complessa e che meriterebbe di essere approfondita nei dovuti modi. Esistono centri che fanno percorsi di psicoterapia a prezzi modici. Io le consiglierei di rafforzarsi un po’, non mettendo in primo piano questa relazione ed evitando per il momento di prendere decisioni.
      Le consiglierei di mettere in primo piano se stessa e la ricerca di un lavoro o di un percorso professionale. Più lei si sentirà solida meno sarà bisognosa di una figura che la salvi e l’ami incondizionatamente, dandole autostima.

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