La vittima del narcisista

Perchè la scelta di un partner narciso?

Una nota scrittrice sostiene che ogni donna nella sua vita vive un grande amore infelice ma che questa esperienza può diventare un occasione di crescita e di trasformazione che permette di accedere ad amori più sani.
Innamorarsi dell’uomo sbagliato è un ” incidente di percorso” che capita a tutte o quasi, ma se si resta intrappolate per anni in un rapporto malato o si è attratte solo da uomini inaffidabili ed egoisti ( mentre si considerano noiosi quelli che invece vogliono una storia seria)  non si può parlare di sfortuna.

La scelta di un partner narciso (emotivamente arido ma capace di presentarsi al mondo in un modo accattivante) può rivelare da parte della persona che lo sceglie aspetti di  fragilità narcisistica e il bisogno di compensare un profondo vissuto di inadeguatezza personale e sociale.
Nella mia esperienza clinica ho potuto constatare come in certi casi la storia con il narciso rappresenti il tentativo di “curare” un autostima vacillante, riuscendo nella difficile impresa di far innamorare un uomo brillante e irraggiungibile , conteso dalle altre donne.

La personalità della” vittima” del narciso
Le vittime dei narcisisti possono essere molto diverse tra di loro per età, esperienze di vita e personalità.
C’è la ragazza timida ed introversa, che non ha ancora trovato la sua strada nella vita e che sogna il grande amore.
E c’è la professionista affermata,determinata e assertiva sul lavoro, ” zerbino” nella vita di coppia.
Non importa quanto le vittime del narciso possano sembrare diverse tra di loro, ad accomunarle è una profonda insicurezza che cercano di colmare attraverso la relazione con il narcisista.
La relazione con il narciso rappresenta un tentativo di acquisire un valore ai propri occhi e agli occhi degli altri conquistando un partner socialmente desiderabile, professionalmente affermato e corteggiato dalle altre donne.
Inoltre quasi tutte le vittime del narciso si trovano in una situazione di solitudine affettiva e relazionale ( per esempio sono divorziate da poco, si sono trasferite in un altra città, ecc) che le rende più fragili e che le predispone ad avere bisogno di un grande amore.

La strategie di seduzione del narciso
A volte la relazione con il narciso inizia con il classico colpo di fulmine, altre volte invece l’inizio è molto più graduale.
Molte donne innamorate di un narcisista raccontano che nei primi tempi della relazione non se ne sentivano particolarmente attratte, anzi percepivano una nota stonata in lui, ma che con il tempo si sono lasciate vincere dal suo corteggiamento romantico e perseverante.
In entrambe i casi,  la vittima non si innamora del narcisista per quello che è ma per il modo in cui lui la fa sentire.
I narcisi sono maestri nell’arte di far sentire una donna unica, speciale, bellissima e meravigliosa.
Soltanto specchiandosi nello sguardo idealizzante di un altro ( tanto più se quest’ altro  è un uomo affascinante che potrebbe avere tutte le donne che vuole) lei sente di poter valere qualcosa.
Lui la guarda come se fosse fantastica e lei si sente fantastica.
Lo sguardo adorante di lui la fa sentire bene con se stessa anestetizzando i suoi sentimenti di disistima  contro cui combatte da sempre.
All’inizio della relazione i narcisi sembrano promettere alla partner un amore da romanzo, travolgente e passionale.
Non è infrequente che nel primo mese di frequentazione i narcisisti facciano delle promesse impegnative, si dichiarino innamorati o addirittura,  parlino di un futuro insieme.
Queste dichiarazioni premature dovrebbero essere valutate molto criticamente perchè indicano una personalità immatura, facile agli entusiasmi ma che si stanca con altrettanta facilità.
La vittima del narciso si lascia invece abbagliare perchè condivide con il narciso una concezione adolescenziale dell’amore che mette in primo piano le forti emozioni e il feeling sessuale, non considerando altri aspetti più importanti ai fini di un rapporto duraturo.

Non amore ma idealizzazione
La vittima del narciso è convinta di amarlo alla follia, spesso però non è l’uomo reale che ama ( anche perchè i narcisi non si fanno conoscere) ma la fantasia che ha di lui.
In non pochi casi la vittima è innamorata dell’ immagine accattivante che il narciso riesce a trasmettere al mondo senza riuscire a vedere l’egoismo e l’aridità emotiva  che si nascondono dietro la splendida facciata.

Imparare dal narciso
Qualsiasi incontro con un altro essere umano rappresenta un occasione, di arricchimento, confronto e crescita.
Sono convinta che questi aspetti siano presenti anche nella relazione con il narcisista.
Siamo attratti da una persona perchè possiede delle qualità che ammiriamo e che ci mancano.
Qualità che abbiamo bisogno di sviluppare e di integrare nella nostra personalità.
Il narciso spesso è una persona brillante, professionalmente realizzata, che sa muoversi nel mondo.
Chi sceglie un partner di questo genere ha spesso un forte bisogno di autoaffermazione di cui non è consapevole e che vive attraverso di lui ( per esempio una donna esprime il bisogno di avere successo e di essere ammirata diventando la moglie di un professionista affermato).
Un altro aspetto dei narcisi che le vittime trovano affascinante è l’ approccio edonistico e autoindulgente che molti narcisisti hanno verso l’esistenza.
Il narciso fa solo quello che gli piace, quando ha voglia e non si fa problemi a dire di no, diventando a volte irresponsabile.
Questo approccio leggero alla vita può essere d’aiuto a molte vittime del narciso che sono fin troppo responsabili, serie, abituate sin da piccole  a farsi carico di tutto e a pianificare tutto con poco spazio per il divertimento.

Il presente articolo ha una valenza di carattere informativo.

Purtroppo, a causa dell'elevato numero di commenti e di lettere che ricevo tutti i giorni, non riesco a rispondere a tutti (come vorrei) e a farlo in tempi brevi. Inoltre le risposte ai commenti sono molto sintetiche, considerata anche la natura pubblica del sito web.

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22 risposte a La vittima del narcisista

  • Ortensia scrive:

    Ortensia scrive:
    Il tuo commento è in attesa di moderazione
    2 giugno 2014 alle 13:46
    Gentile dott.ssa Zanon innanzitutto grazie per la chiarezza della sua descrizione del narciso. Molti blog tentano di farlo ma lei ha centrato le caratteristiche e da risposte chiare e di grande aiuto. Vengo da una storia ovviamente altalenante con un narciso modello da 4 anni. Lui ha 48 anni , mai stato sposato, nessuna donna andava bene per lui. Ha fatto abortire tutte , ed oggi si sente tanto che vuole un figlio. Dice. Io ho 44 anni e sono stata sposata con un figlio meraviglioso di 10 anni. Sono piu che piacente , benestante, colta. Viaggio tanto e ho amici in tutto il mondo.. Scrivo queste cose perche’ nonostante sia una privilegiata e fortunata I miei problemi di auto stima non sono inferiori a quelli di una donna di questo blog che puo’ scrivere da un paesino di provincia e che non ha fatto scuole internazionali come me.
    Mi sono sentita con lui UNO schifo , non adatta, non alla sua altezza.. All’inizio ho creduto di mollare tutto e tutti per lui, bello come il sole , affascinante con un lavoro che lo porta a vivere in posti sempre diversi. E voleva me!!
    Ma poi si e’ verificato tutto il copione descritto, nella mia fattispecie diceva che ero troppo dura con lui. Esempi tipici: se I suoi amici vanno ad una festa ( parliamo di 50 enni nella sua stessa condizione)io posso anche stare sul letto di morte tanto va con loro. A volte si droga e comunque non risponde al telefono fino al giorno dopo se va bene.
    Per strada quando camminiamo anche da soli mi lascia 100 metri indietro ed io che arranco per inseguirlo anche in situazioni difficili. Sempre , davanti agli altri mai un gesto di affetto, anzi quasi insofferente della mia presenza. Questo sempre motivato da fatto che lui non e’ un uomo sdolcinato.
    Alla fine dopo averlo lasciato e ripreso ,( quindi periodo carino iniziale poi , freddezza, bugie allontanamento,) l’ultima che ha detto e’ che non vado bene per lui perche’ sono stata sposata e non se la sente di fare questo ai suoi genitori ( ultrauttouagenari decrepiti ) . La sua famiglia e’ disastrata nessuno dei suoi fratelli e sorelle ha una situazione di famiglia normale. Altri esempi della sua cortesia: a casa sua, ( viaviamo in citta’ diverse) dove dormivo da una settimana, arriva una tipa di 30 anni, piuttosto squallida quelle che con lui durano manco 2 scopate. Lui si siede vicino a lei sul divano , dove poi mi siedo anche io. La scena e’ questa: lui si scansa per non far vedere che stavano insieme . Lei mi chiede piu’ tardi da quanto ci conosciamo con lui. Chiaramente voleva tenersi il terreno libero con la trentenne.

    Ora l’ho lasciato da un mese e non sto cosi di schifo, grazie anche alla terapia in cui vado da quando l’ho incontrato e a blog come questo.Devo dire anche grazie alla mia paura di menopausa e vecchiaia che non mi consente in alcun modo di assistere ne’ con lui ne con altri a scene del genere con una di 30 anni.
    Preferisco essere depressa da sola ma essere LIBERA di essere come mi pare, senza un mostro che ti dice quanto NON VAI BENE.
    La domanda che vorrei farle dottoressa e’: ma c’e’ una PUNIZIONE per I narcisi? Perche’ mi suscitano una sorta di INVIDIA. Seducono, creano dipendendenza, si sentono cosi immortali. E noi qui a scrivere, depresse a morire dietro a loro e farci domande. La ringrazio e la saluto cordialmente.

    • Anna Zanon scrive:

      Giusto oggi ho ricevuto lo sfogo di un narcisista che mi faceva notare che anche lui è il primo a soffrire per la sua aridità affettiva.
      Si, i narcisisti soffrono perchè non riescono ad amare e a fidarsi; tutto nella vita dopo un pò li annoia e li stanca.
      Sognano una vita perfetta che non riescono a trovare e tutto è deludente per loro.
      Eterni insoddisfatti, vagano da un esperienza all’altra ritrovandosi alla fine vuoti, soli, delusi e senza aver costruito nulla

    • daniela scrive:

      e veroooo ma non pagano prima o poi questi vampiri
      io ci lavoro insieme e mi ha lasciato dopo 18 anni
      non posso andarmene perche la società che abbiamo in comune e grande e comunque io ho 52 anni
      dottoressa mi dica qualche cosa la prego
      grazie
      daniela

      • Anna Zanon scrive:

        Pagano, pagano.. Non è un prezzo elevato vivere una vita superficiale, senza fidarsi di nessuno e senza provare un vero sentimento?
        E’ vero forse non soffrono ma vivono una vita a metà..

  • alessandra scrive:

    Gent.dottoressa, La ringrazio per il suoo articolo illuminante.
    Riconosco molte delle dinamiche da Lei descritte, sulle quali rifletto ormai da tempo. Non so se posso definire del tutto chiusa la mia storia con un uomo che corrisponde in pieno alla descrizione del narcisista patologico. Iniziò 5 anni fa : colsi in lui una sofferenza ed una vulnerabilità, ma mi sembrò di percepire anche tanta immaginazione e poesia. Giochi di sguardi e poi…il sogno che diventa realtà (parole sue). Dopo un po’ che ci frequentavamo mi disse che non pensava a noi come amanti, ma a qualcosa di più puro e platonico, perché voleva, disse, che non finisse mai. Iniziò un’altalena fra amicizia e (rari)momenti di passione, fughe e ritorni, sensi di colpa e/o scuse, evitamenti e silenzi, confessioni etc… Le fughe più clamorose sono avvenute dopo momenti d’intimità e di affetto, in cui diceva di sentirsi molto preso a me. Poi fuggiva, come se temesse di essere catturato, di perdersi. Ed io a star male, a cercare di capire, spesso colpevolizzandomi, ad aspettare, a ossessionarmi chiedendomi il perché dei suoi comportamenti. Una forma di fuga è stata per lui la malattia (è cardiopatico)), e questo mi ha mandato in gran confusione. Alla fine, quando mi sono scontrata con un muro di aridità, indifferenza e freddezza, quando in tutte le mie richieste di dialogo e di chiarimento, in tutte le mie proposte, in tutte le mie offerte non ha letto altro che minacce reagendo con fastidio, ansia, timore, indifferenza ostentata e, infine, aggressività (spesso strisciante) l’ho smascherato. E’ da una ventina di giorni che non ci sentiamo e non ci vediamo. da un lato, mi sento più forte, perché mi sto facendo una ragione ed ho compreso i suoi schemi, dall’altra provo una pena e un dolore immensi. Inoltre ho paura, perché lavoriamo nello stesso ambiente. Questo ci ha molto danneggiati e temo di soffrire ancora. Cosa suggerisce? Grazie per l’ascolto e mi scusi se mi sono dilungata.

    • Anna Zanon scrive:

      Io credo che lei abbia fatto il passo più difficile e doloroso: quello di guardare in faccia la situazione e vedere in modo più obiettivo la persona che ha amato e prendere la decisione di far finire la vostra relazione.
      E’ normale che adesso lei viva un periodo depressivo caratterizzato da dolore, tristezza, rabbia..il tempo in queste cose aiuta e vedrà che, giorno per giorno, starà sempre meglio.
      Aggiungo che secondo me la cardiopatia ha favorito l’instaurarsi di una condizione narcisistica. A lui, essendo malato, veniva richiesto poco e perdonato tutto, trasmettendogli il messaggio che a lui fosse dovuto tutto.

      • alessandra scrive:

        Grazie per la risposta. E’ proprio come dice : il passo più difficile è stato fatto ed è vero che lo scorrere del tempo aiuta. Eppure sto male ed ho paura che i piccoli progressi che sto facendo possano vanificarsi quando per lavoro dovrò necessariamente vederlo (da settembre).
        Avevo pensato addirittura che fosse il narcisismo, l’attitudine a non vivere i sentimenti, a non fidarsi, a voler controllare tutto etc.. a determinare in lui la malattia di cuore. Il sintomo fisico è , in un certo senso,l’unica forma d’espressione del disagio, dell’insoddisfazione, del vuoto affettivo che si consente.
        Aggiungo che è lui che si è tirato indietro, sia pure in modo ambiguo e sconcertante, e così io ho avvertito -e avverto tuttora -la penosa sensazione di essere rifiutata e di essere rifiutata proprio per la mia parte più intima. Ho sempre pensato di avergli donato il meglio che avevo… La mia decisione è stata quella di dare voce ai miei bisogni ed ai miei desideri (troppo umani da non reggere il confronto con gli ideali di cui si nutre?) e, infine, di scoprire tutte le carte, di metterlo di fronte alle conseguenze del suo modo disastrato e disastroso di relazionarsi. Sto gradualmente elaborando quanto vissuto, per cercare di comprendere cosa, a dispetto di tutto, mi abbia legato così profondamente a quest’uomo al punto da affidargli le parti più preziose di me. Che mi ha restituito, pieno di spavento, e che ha sentito il bisogno di negare. Si, ho guardato in faccia la situazione, guardo lui -e anche me stessa – in modo più obiettivo. Ma sto male e da molto, troppo, tempo mentre ho un desiderio enorme di vivere ed essere felice.
        Grazie, Ale

  • enzo scrive:

    scusatemi ma non vedo ancora il mio post precedente pubblicato. io sono un 40 enne che ha vissuto in pieno tutto questo.
    Mi sono innamorato perdutamente e ora dimostra tutta la sua freddezza.
    sono veramente spaventato di questo. non ti puoi proprio fidare.
    ma la punizione che si meritano l hanno già! una vita senza amore, sempre su un palco a recitare la loro parte, a fare nuove vittime e se gli và fanno sesso facile.
    il guaio è che inconscio.
    voi non sapete quanti uomini sono messi così.
    io ho provato a farla fermare, ma non basta mai, sempre loro a criticare e a metterti timori su tutto.
    è finita con denunce,
    credetemi scene mai immaginate.
    bisogna stare tranquilli e tornare a volersi bene.
    ciao e grazie
    ps tutto è capitato solo da un mese….

    • Anna Zanon scrive:

      Si, caro Enzo, non esistono solo uomini narcisi ma anche donne narcise ( sebbene credo che la sua ex abbia anche altre problematiche psicologiche).
      Del narcisismo al femminile si parla poco perchè si esprime in modo più sottili, più subdoli e meno individuabili di quello al maschile.
      E di solito la controparte maschile tende a subire meno, una volta superata la delusione iniziale.
      Ultimamente però ricevo sempre più spesso richieste di consulenza da uomini innamorati di donne che rappresentano i peggiori stereotipi del narcisismo.

  • Audrey scrive:

    Ho chiuso ieri con un narcisista che ho amato profondamente. Ma dopo un anno di storia, e un ritorno avviato da lui in cui sono stata amante clandestina mentre lui era in relazione a distanza con un’altra persona.., ho capito che era il momento di andare definitivamente oltre.
    Lui mi ha sfruttata e ha giocato sulla mia debolezza di persona sola in una nuova città (in un nuovo continente), la sua città d’adozione….
    Mentre io a distanza facevo di tutto per lui, incluso cambiare vita, lui con molta probabilità era lì a spassarsela con altre dal vivo (questo nella prima fase della nostra storia, superato l’idillio iniziale ovviamente). Nella seconda fase invece, il ritorno per intenderci, ero diventata la mammina locale da tenere in caldo attendendo di scegliere fra me e la nuova lei (storia a distanza irrealizzabile logisticamente) che ovviamente non sapeva nulla di quello che stava succedendo fra me e lui.
    Mi sento vuota e ho una fame enorme di due cose: 1) il piacere, piacere, e VERE attenzioni/lusinghe di un UOMO; 2) affermarmi nella mia carriera e superarlo. La terza, ovvero l’aridità sentimentale, fortunatamente non mi appartiene e la lascio a lui che è lì a lamentarsi di questo contornato da finti sensi di colpa. Grazie per l’articolo e le risposte ai commenti!

  • Pingback: Questa sono (anche) io | ho sposato un narcisista

  • Sopravvissuta scrive:

    Gentile Dott.ssa Zanon,
    ho letteralmente divorato i suoi articoli. Grazie perchè, secondo me, centrano perfettamente il punto e mi sono stati di grandissimo aiuto.
    La mia storia con un narciso è durata purtroppo quasi otto anni ed è anche nato un bimbo che adesso ne ha quasi quattro.
    Non racconto, perchè sarebbe intuile visto che le storie sono drammaticamente tutte uguali, l’infinita serie di prendi e molla, offese, tradimenti, ritorni promesse ecc….. tutto da manuale.
    E’ verissimo quello che dice rispetto al problema di autostima delle donne dei narcisi e mi associo a quello che dice Ortensia rispetto al fatto che le esperienze di vita e il successo professionale purtroppo alcune volte non ti aiutano, se non capisci dove sta il problema e non tenti di fare un pò di auto-analisi.
    Ma sono convinta che questa storia, che mi ha fatto veramente toccare il fondo, mi sia servita molto perchè mi ha fatto crescere, mi ha aiutata a rendere il mio pensiero più profondo anche rispetto ai miei comportamenti verso gli altri. Non potrò mai dimenticare quanto si possa soffrire a causa dei comportamenti di un’altra persona e cerco, quindi, di implementare la mia tolleranza, gentilezza e attenzione ai sentimenti degli altri (sempre che non scattino campanelli di allerme di sopraffazione da parte degli altri, questo è altrettanto importante).
    Le scrivo perchè vorrei incoraggiare quelle donne che magari stanno leggendo questo articolo e sono ancora a metà del guado: si può riuscire ad uscirne, magari la prima volta fai un passettino e poi torni indietro, ma a poco a poco ti accorgi che la tua vita migliora che ci sono un sacco di cose belle da fare (anche stare sole sul divano a fissare il soffitto) piuttosto che sprecare tempo con persone inutili e dannose. A me è stato molto utile scrivere un diario, in cui semplicemente annotavo date, fatti, liti, cose dette ecc. perchè la mente fa brutti scherzi e quando dopo un anno torni a rileggere ti accorgi che le giornate “Si” sono state pochissime rispetto alle giornate “no”, e puoi razionalmente tirare le somme mentre le tua emotività ti porterebbe a fare cose stupide.
    Col tempo, purtroppo non poco almeno per me, anche la tua emotività cambia. E sono felicissima di poter dire che da un anno a questa parte, di fronte al sui ennesimi tentativi di ritorno (non so se smetterà mai) ho provato solo noia, non felicità (perchè allora mi ama), perplessità (chissò se stavolta è vero), rabbia (se mi ami come hai potuto farmi tutto questo? spiegamelo?) ma solo sincera noia mentre lui parlava pensavo “cavolo mi devo ricordare di comprare la frutta domani!”
    E’ possibile liberarsi! e la cosa che mi ha sopreso di piu (perchè fino a poco tempo fa ero ossessionata da lui) è che a quel punto non te ne frega più niente se soffrirà, se la vita lo punirà, se sarà felicissimo e avrà una famiglia con 5 figli con un’altra. Anzi, gli auguro di star bene, perchè quando sta bene rompe meno (io sono costretta a relazionarmi con lui e vederlo per via di nostro figlio).
    Volevo farle due domande. Una sul “passato”: accanto al problema dell’autostima, c’è stato per me anche un problema di tentativo disperato di dare un senso di “coerenza” ai suoi comportamenti. Nel corso dello sviluppo della nostra storia di volta in volta veniva sempre cambiato l’oggetto della lite: “voglio più libertà” ok io non sono una tipa appiccicosa diventava “sei fredda, sei completamente per i cavoli tuoi”; “non potrei mai stare con una donna che fa la casalinga” diventava “tu fai troppo la donna in carriera e mini la mia autostima” ecc……
    Quello che ho registrato non è solamente il non volere impegni e responsabilità ma anche semplicemente il non riuscire a capire lui cosa volesse, sono rimasta per troppo tempo imbrigliata in questo meccanismo perchè sono sempre riuscita nelle mie storie possate, con gli amici, i parenti a raggiungere un compromesso accettabile o anche a cedere completamente avendo chiaro cosa l’altra persona volesse. Ma dopo 8 anni io non ho ancora capito cosa volesse lui da me: non sesso disenteressato (il figlio l’ha voluto lui); non un’amicizia sessualizzata: ma sempre e solo il CONTRARIO rispetto a ciò che gli offrivo in quel momento ( a parte l’inizio e le settimane dopo i ritorni in cui ero la donna perfetta ovviamente!). Anche ora che sono emotivamente distaccata mi accorgo che non riesce banalmente ad accordarsi su qualcosa che riguarda il bambino chiarendo esattamente cosa preferisce, mi sembra sempre che faccia prima parlare me per poi contestarmi e dire che non tengo conto delle sue esigenze, quando queste non sono affatto chiare. Non so se riesco a spiegarmi. Mi sembra che ci sia qualcosa che vada ben oltre l’essere infantili o leggeri (anche nell’essere infantili e leggeri ci può essere coerenza). Questo è un fattore che ha contribuito alla lunga durata di questa storia, la mia convinzione ogni volta che si parlava di un problema che si stesse veramente parlando di quel problema per trovare delle soluzioni. Lei cosa pensa? E’ possibile che qualcuno agisca al solo scopo di contestare senza avere la più pallida idea di cosa vuole?
    La seconda domanda rigurda il futuro: ci siamo lasciati da circa due anni (con alcuni cedimenti da parte mia), io non ho più avuto storie con nessuno. Mi sento bene, non penso al sesso, non penso agli uomini, non riesco neanche a pensare a qualcuno in funzione del rapporto di coppia. Sono molto impegnata tra il lavoro e mio figlio ma non riesco neanche ad immaginare di riaprire il mio cuore a qualcuno. E’ normale? ci vuole più tempo? si può rimanere così traumatizzati da non riuscire più ad aprirsi?
    Grazie se vorrà rispondermi e grazie per i suoi articoli.

    • Anna Zanon scrive:

      Grazie per la sua preziosa testimonianza. Le rispondo volentieri. I narcisisti sono contraddittori perchè temono e desiderano l’amore allo stesso tempo. Questo li porta ad avere dei comportamenti ambivalenti che vengono letti come ” non sa quel che vuole”. Le critiche che lui gli muoveva non erano tanto motivate dai suoi comportamenti ma erano dei pretesti per attaccare il vostro rapporto. Siccome il narciso vuole cose opposte, tutto quello che il partner può fare è sempre sbagliato.
      Se gli si dà sicurezza, si viene percepite come noiose e oppressive, se li si tiene sulla corda si diventa ciniche e fredde.
      Per quanto riguarda la sua seconda domanda, io credo che lei abbia ancora bisogno di un pò di tempo prima di riaprire il suo cuore a qualcuno

  • costanza scrive:

    Finalmente è finita!Sì,ce l’ho fatta!Pochi mesi fa ho mandato un mio commento dicendo che ne ero dentro fino al collo!E pensare che abbiamo passato una vacanza di una settimana in abruzzo abbastanza tranquilla e poi di nuovo al ritorno mi ha di nuovo allontanata!Sempre le stesse cose non rispondeva ai messaggi,se lo chiamavo mi chiudeva la telefonata fino a farmi andare via di testa!Che dirvi di un anno e mezzo di tormento?Che io non ero la donna ideale a letto,che lui mi ha imparato tanto ed io non gli ho insegnato niente,che non sono indipendente,non gli piacciono le mie orecchie (normalissime),non ho carattere,senza tralasciare le umiliazioni davanti alle altre persone comprese le mie amiche!Ogni volta che organizzavo qualcosa o qualche cena cercava in tutti i modi di evitare e poi io ero quella che non organizzava niente!E poi fiori,sorprese,mi portava in giro e mi faceva scoprire il mondo un altro Piero Angela!Cmq giovedì sera è finita dopo L’ennesima volta che lo ascoltavo parlare delle sue 2 ex ancora importanti per lui,gli ho detto che per me poteva affogarsi nel suo passato,in un anno e mezzo non abbiamo mai parlato di noi ma solo delle sue ex!Sono riuscita a farglielo dire che non mi amava ma l’ho sempre saputo!Mi ha anche detto che pensava che la prendessi con più leggerezza questa storia!Certo non sono mica come lui per fortuna!Me ne sono andata piangendo per sempre|Non vi nascondo che ho pianto tanto ma non mollo domenica mattina mi ha scritto mi manchi ma non ho risposto e non risponderò mai più!Per me è finita per sempre!Care tutte voi, nessuno vorrebbe vicino un compagno di vita che non ti ama!Oggi sono andata a camminare sotto la pioggia per un ora, la sensazione dell’acqua sul viso è indescrivibile e viva!Sono tornata a casa fradicia ma con una gran consapevolezza la libertà di essere quelle che siamo non ha prezzo!Grazie alla carissima dottoressa e grazie a tutte voi siete state la mia forza!Vi abbraccio Costanza

    • emy scrive:

      Grazie Costanza…
      Com’è difficile. .. ho il cuore che mi si spezza. ..
      Mi ha fatto provare sensazioni indescrivibili. ..
      Ero il suo amore. .. ero sua. .. aveva progetti con me. ..
      Poi silenzio, gelo. .. arroganza… poi sono diventata “più di un’amica”…
      Ci stavo insieme eppure mi sentivo così sola. ..
      Provavo dolore assurdo sia se c’era sia se non c’era. ..
      Ma il mio pensiero è sempre lì. .. non riesco a liberarmi di quei sogni in cui mi ha accompagnato ,andando poi via chiudendo la porta dietro di sé senza neanche guardarmi negli occhi. ..

  • elvira scrive:

    Salve sono una donna di 40 anni che ha vissuto la vostra stessa esperienza. La mia relazione è durata 4 anni . Dopo due mesi già lui viveva a casa mia e tengo a precisare che ho due figlie una di 25 e una di 14. Dopo circa sei mesi di convivenza ha deciso di affittare casa cosa che non ha fatto per la sua situazione economica. Dopo un anno è andato a lavorare in Iraq per circa quattro mesi. Dopo circa otto mesi è andato a vivere da solo. Dopo un anno è finita decisione presa da lui. Ho subito solo umiliazioni critiche. Ho sopportato i suoi tira e molla, le critiche nei miei confronti e nei confronti delle mie figlie. Mi ha fatto allontanare dalla mia famiglia e dalla mia vita sociale. Mi sono annullata per lui e adeguata ai suoi silenzi e sbalzi di umore. È passato solo un mese ancora e so che sarà difficile e molto dura. Premetto che lavoriamo per la stessa azienda ed anche questo mi fa paura. Nel giro di tre mesi ho perso cinque chili ma devo farcela devo riprendermi la mia vita. Circa 1 settimana fa mi ha mandato un messaggio chiedendomi di vederci per parlare ma io ho rifiutato. Mi ha chiesto se avessi qualcuno. Aiuto perché mi sento in balia di lui. Ritornerà? ????

  • Sabri scrive:

    Aggiungo una cosa a quel che avete detto. Io sono stata con un super narciso… l’ho mollato mille volte e altrettante l’ho ripreso. Sei anni in tutto. Lo mollavo, poi tornava. Era difficile, scontroso, egoista come nessuno mai, impossibile progettare qualsiasi cosa, anche una banale cena con gli amici (i miei, perché lui non ne aveva se non qualche rapporto superficiale, o qualche amica femmina, alle quali io non avevo accesso), il we era per i suoi hobby, ogni cosa era difficile. Ogni cosa. Sono tornata sempre perché profondamente convinta che fosse una persona problematica ma che mi amasse. Ho sempre pensato che sotto sotto ci fosse un amore fortissimo. Pia la mia illusione. Ci ho dovuto metter dentro il naso, un’altra volta, un paio di mesi fa. E finalmente ho capito. Non esiste l’amore per lui, prova solo emozioni. Ecco, capire questo è stata la svolta. Mi è servito (più dell’aiuto di una brava psicologa dove comunque vado). Mi sono sentita liberata, finalmente avevo capito ciò che non avevo mai afferrato, avevo sempre la sensazione che mi sfuggisse qualcosa, di lui, di noi, dei motivi per cui stavamo o non stavamo insieme. Dal quel momento si è disciolto come neve al sole. Certo, sono sola, certo, grazie a lui non ho avuto figli (a parole ha sempre detto di volerne e io ho aspettato invano) e probabilmente non ne avrò. Ma sto bene, sto meglio, penso a me, e spero che qualcosa di importante e sano mi possa succedere. Mi sento una sopravvissuta, mi dico sempre che passata questa, le prossime storie saranno più facili. Scrivo qui,sperando che la mia illuminazione possa servire anche ad altre e abbreviare i tempi di agonia.

    • giancarlo scrive:

      …impossibile progettare qualsiasi cosa, anche una banale cena con gli amici….
      …ho sempre pensato che sotto sotto ci fosse un amore fortissimo….
      Ma quanto hai ragione Sabri!!!
      Io sono al momento coinvolto in una storia così, non vedo che lei, ma lei va e viene e io sempre a riprenderla con quella convinzione che ci sia un amore fortissimo perché visto nei suoi occhi, vissuto nei nostri momenti insieme anche se nessuno lo riesce a capire.
      A volte vorrei liberarmi come sei riuscita a fare tu, ma poi succede che stiamo giorni senza vederci o semplicemente sentirci e a me manca il respiro. Sarà anche solo l’idea che ho di lei, ma la sua assenza è fortissima. Poi torna, come è già successo più volte, e viviamo momenti bellissimi, indimenticabili come riconosce anche lei. Poi di nuovo il silenzio, senza motivo, senza un perché.
      Tu puoi capire come tutto questo ti sradica dalle convinzioni, dalle certezze, dalle sicurezze.
      Mi consola sapere che non sono solo, purtroppo ci sono persone fatte così e neanche per colpa loro, sono sempre traumi infantili.

    • emy scrive:

      Cara Sabry…
      Vorrei sopravvivere anch’io.
      Come hai fatto a capire che erano solo emozioni?
      Qual è stata la molla che ti ha fatto raggiungere questa consapevolezza?

  • pc scrive:

    Buonasera dottoressa, ho conosciuto circa un anno fa un uomo di 42 anni, io ne ho 44. Inizialmente lunghe telefonate, messaggi ma pochi incontri. Tra noi sembrava esserci una grande intesa e lui si mostrava sempre più premuroso ed interessato. Ricominciavo nonostante le mie paure a riprovare emozioni forti. All’improvviso dopo una telefonata in cui mi diceva che gli mancavo e che voleva vedermi più spesso, il nulla, il distacco. Lo chiamo per cercare di capire e mi risponde con toni freddissimi e distaccati che lui non vuole impegnarsi, che ha altre priorità ed io non sono tra quelle. Ci rimango malissimo e gli rispondo per le rime ma quella conversazione aveva scaturito in me profonda tenerezza e pena per il suo stato d’animo evidentemente provato. Premetto che questo ragazzo è stato adottato, la sua mamma adottiva è stata estremamente possessiva e severa ed è venuta a mancare quando lui aveva 20 anni. Ora lui vive con il padre anziano con cui non ha alcun rapporto. Dopo un paio di mesi gli mando un messaggio per sapere come stava e riprendiamo sporadicamente a sentirci. Lui non si rende conto della scenata natalizia, mi dice solo che ci sono momenti di forte malinconia nella sua vita come a Natale e che in quel momento pensava ancora alla sua ex. Ricominciamo a frequentarci con molta attenzione da parte mia; lui di nuovo dolce, geloso, timoroso, passionale, mi dice che ora ha in testa solo una donna, che mi desidera, che un po’ come me ha bisogno e paura dell’amore. Facciamo l’amore per la prima volta ed è stato bellissimo. Questa volta passiamo 5 mesi molto carini, sentendoci e vedendoci un po’ più spesso; sembrava un cucciolo che cerca conferme ed attenzioni ma che non si sbilancia mai per primo. Quando stavamo insieme era fantastico, attento e premuroso e tanto bisognoso di contatto. Poi da un giorno all’altro di nuovo la fuga, il cambiamento, il distacco. Dopo una settimana di silenzi, l’ho chiamato per capire e di nuovo un mostro di freddezza, spietato; mi ha detto che noi due non stavamo insieme e mai mi aveva fatto credere questo, che lui ci prova a stare insieme ma all’improvviso non ce la fa; che vuole fare tranquillamente la sua vita senza impegni. Tutto questo con toni paurosamente freddi. Mi sono sentita nuovamente ferita, una cavia per lui per tentare di cambiare la sua vita non un’emozione bella da vivere, ho messo in dubbio tutti i bei momenti, forse recitava, forse mentiva, non lo so più. Gli ho detto che lui non conosce rispetto e non doveva giocare e lui con molta strafottenza mi risponde “quindi? quale è il tuo problema? Le filippiche me le faceva mia madre e non le sopporto”. Perché dottoressa nuovamente sul più bello si trasforma e scappa via? Devo pensare che era tutto falso o che scappa proprio perché vero? Non so se si rifarà vivo anche se non le nego che io lo spero. Mi aiuti a capire, la prego. Grazie a Lei ed a tutte le testimonianze.

    • Anna Zanon scrive:

      La storia dolorosa del suo ragazzo gli rende difficile lasciarsi andare all’amore : ha paura che se si lega profondamente a qualcuno verrà abbandonato. Quindi tutte le volte che è sul punto di legarsi, scattano in lui delle paure che lo fanno scappare, impedendo al legame di crescere.
      Sulla base della mia esperienza, temo che sia un atteggiamento molto radicato e difficilmente modificabile ( considerato anche che ha 42 anni)..

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