Perchè non riesco a trovare la persona giusta?

Trovare la persona giusta è il sogno di tutti, ma mai come in questo periodo storico caratterizzato da una grande precarietà sentimentale, sembra essere diventato un sogno impossibile da realizzare.
Forse è anche la tua esperienza: le tue ” storie”  dopo un inizio dopo un inizio molto promettente in cui pensavi di aver (finalmente!) incontrato la persona giusta, si sono rivelate molto diverse da quello che desideravi.
A volte è un copione che si ripete: incontri solo persone che con il tempo scopri essere inaffidabili e anaffettive, altre volte invece hai avuto esperienze sentimentali molto diverse tra di loro che però si sono rivelate ugualmente insoddisfacenti.
Ti sei chiesto più volte (senza trovare risposta) perchè sei cosi sfortunato e perchè incontri solo le persone sbagliate.
In alcuni casi  per dei complessi meccanismi inconsci si scelgono dei partner con cui si sa già in partenza che non potrà funzionare , (per esempio, si inizia una relazione con una persona sposata o non disponibile).
Altre volte,invece, si sta con qualcuno con cui teoricamente ci sarebbero tutti i presupposti per un lieto fine ma  con il tempo l’intesa iniziale  si indebolisce e cominciano a insorgere problemi e difficoltà che sembrano insormontabili.
Il tuo partner è cambiato, non riconosci più la persona di cui ti sei innamorato,vedi degli aspetti del suo carattere che ti infastidiscono e di cui non avresti mai immaginato l’esistenza.
Non potevi certo pensare che la vostra vita insieme sarebbe stata cosi deludente!

Il mito della persona giusta
Quando con il proprio partner insorgono conflitti e incomprensioni, quando lui/ lei ti delude e si rivela diverso/a dalle tue aspettative, quando l’innamoramento iniziale si appanna, viene naturale pensare di stare con la persona” sbagliata”.
Si pensa, che con la persona giusta dovrebbe essere tutto facile, tutto naturale.. o almeno più facile di  cosi.
Il nostro contesto culturale è responsabile di queste concezioni irrealistiche sull’amore che portano ad un aumento vertiginoso delle separazioni, diffondendo il mito che sia possibile restare sempre innamorati come agli inizi ( i sentimenti sono per loro stessa natura mutevoli e fluttuanti: una coppia può allontanarsi e riavvicinarsi più volte nel corso degli anni).
E’ questa la ragione per cui molte coppie si separano dopo poco tempo, non sentono più quello che sentivano prima per il partner e giungono alla conclusione che l’amore sia finito.
No, non è finito l’amore ma l’innamoramento, quella meravigliosa tempesta biochimica che si scatena nel nostro cervello e che indebolisce le nostre facoltà critiche, spingendoci ad idealizzare il nostro partner ( e più grande l’idealizzazione, più cocente la delusione).
Purtroppo, secondo le neuroscienze l’innamoramento ha una durata limitata e non superiore ai tre anni.

L’amore dovrebbe essere facile?
Secondo il sentire comune, l’amore dovrebbe essere facile: incontrare la persona giusta è come mettere insieme le due metà di un puzzle che combaciano perfettamente o poco ci manca.
Nell’immaginario collettivo, le anime gemelle dovrebbero essere complici dentro e fuori dal letto, avere gli stessi interessi, condividere la stessa visione della vita e capirsi senza troppe parole.
Niente di più distante dalla realtà come  confermano le ricerche sull’argomento.
J.Gottman, celebre ricercatore nonchè terapeuta di coppia, intraprese una ricerca di durata trentennale per cercare di scoprire quali fattori  permettono all’amore di durare nel tempo.
Le conclusioni furono sorprendenti: le coppie che rimangono unite hanno gli stessi problemi e difficoltà delle coppie che ” scoppiano”, quello che cambia è il modo in cui le coppie affiatate affrontano i conflitti e le crisi che inevitabilmente insorgono nei rapporti di lunga durata.
Detto in altri termini: tutte le coppie, anche le più affiatate, sono per certi versi incompatibili e hanno delle diversità individuali importanti in ambiti come la sessualità, la religione, la gestione dei soldi,  l’ordine e la pulizia, il rapporto con le famiglie d’origine,l’educazione dei figli ecc.
L’elemento che permette ad una coppia di continuare ad amarsi, nonostante gli ostacoli e le difficoltà della vita, è la disponibilità a venirsi incontro e a mantenere una visione positiva del partner con i suoi limiti e i suoi difetti.
Certo, con alcune persone ci sono più affinità che con altre, ma stare in coppia significa sempre confrontarsi con qualcuno che è  ”altro da sè”: ovvero è una persona che ha un modo diverso di esprimere  sentimenti e emozioni, ha altre opinioni e priorità, un modo diverso dal nostro di fare le cose, ha abitudini e stranezze di una vita che possono risultare fastidiose  ed è circondato di amici e parenti con cui magari non c’è tanta sintonia.
Per questa ragione, anche la relazione più promettente per rivelare il suo potenziale ha bisogno di una buona dose di compromesso, disponibilità a mediare tra le proprie esigenze e quelle del partner e anche a fare qualche sacrificio.
Senza questa disponibilità a costruire un terreno comune, anche la relazione potenzialmente più positiva è destinata a finire in tempi brevi.
N.B: Un rapporto di coppia richiede la collaborazione di entrambi i componenti. Se uno dei due ha delle importanti problematiche irrisolte o non riesce a stare in una relazione stabile difficilmente riuscirà a costruire qualcosa di valido.
L’impegno di uno non può compensare il disimpegno dell’altro.

La  persona giusta non esiste

Tutte le relazioni umane sono imperfette e contraddistinte dall’ambivalenza ( non sempre il nostro partner ci piacerà e non sempre ci capiremo).
Infatti, in ogni relazione significativa in cui  si trascorre una quantità consistente di tempo con un altra persona, insorgono inevitabilmente dei sentimenti dolorosi.
Prima o poi anche il compagno più devoto e innamorato  avrà dei comportamenti che ti deluderanno e ti feriranno.
Anche nella migliore delle unioni, i tuoi sentimenti verso il partner avranno molti alti e bassi: ci saranno momenti di completa sintonia e altri in cui ci si sopporta a stento.
Non è sempre facile abbandonare il sogno di una relazione quasi perfetta, di un rapporto che ci faccia sentire totalmente amati, soprattutto quando ci è sentiti poco amati e considerati nella propria famiglia d’origine oppure si hanno avuto delle delusioni sentimentali che non si sono pienamente superate.
In questo caso si rischia di aspettarsi inconsciamente dal compagno/a  un” risarcimento” per tutto l’amore che altre persone non hanno saputo dare.
Crediamo che la persona giusta sia quella capace di essere sempre presente (rispettando però i nostri spazi)) e sia  attenta, premurosa e disponibile a soddisfare i nostri bisogni ( possibilmente senza che noi glielo chiediamo) e  abbia la capacità di farci stare bene.
Purtroppo nessun essere umano può soddisfare aspettative cosi elevate e anche il migliore dei partner ha dei periodi in cui è preso da altro o vive difficoltà e preoccupazioni  che incidono sulla relazione.
Se le nostre aspettative sul rapporto sono troppo elevate, non riusciremo ad accettare i normali alti e bassi del rapporto e del sentimento pretendendo che sia sempre tutto perfetto, convinti che con la persona giusta  non avremmo questi problemi.
Il rischio è quello di focalizzarsi sugli aspetti negativi della relazione e del partner, concentrandoci su quello che manca invece che su quello che c’è ed  enfatizzando i momenti in cui la nostra dolce metà ci ha deluso senza tener conto delle volte in cui il nostro partner è stato invece disponibile e premuroso.
Se si persevera nel sogno di un amore perfetto, si rischia di passare tutta la vita da una storia all’altra senza saper apprezzare la persona con cui stiamo,persona che molti limiti e che non è in grado di soddisfare tutti i nostri bisogni ma che ha molto da dare se solo glielo permettiamo.

L’accettazione del partner è la chiave di un rapporto felice
E’ nota a tutti la favola della bella e della bestia: quando Bella riesce ad accettare la bestialità del suo partner si innamora di lui e scopre il principe nascosto nell’ essere ripugnante che la tiene prigioniera.
Questa fiaba è una metafora  di quello che dovrebbe succedere nel rapporto di coppia una volta superata la fase dell’innamoramento: con il tempo e la familiarità il partner comincia a perdere la sua aura incantata e a rivelare il suo lato “bestiale”.
A questo punto molte relazioni entrano in crisi: alcuni si lasciano e vanno alla ricerca di una persona più compatibile, altri continuano ma intraprendono una guerra per cambiare il partner e cercare di trasformarlo nell’uomo/ donna dei loro sogni (un’ impresa senza successo perchè il partner, non solo non migliora,  ma sembra  ostinarsi proprio in quei comportamenti che gli chiediamo di cambiare!)
E’ solo accettando i limiti del compagno/a che la relazione può rivelare il suo potenziale e il nostro partner sentendosi accettato ( invece che giudicato e criticato) si rilassa e inizia a mostrare degli aspetti  di sè più piacevoli.
Accettare i limiti del proprio compagno/a può essere molto difficile per una persona che ha una scarsa autostima e che si accetta poco, nel contempo più ci esercitiamo nell’ arte di accettare le manchevolezze del nostro partner, più diventiamo gentili e tolleranti con noi stessi e con le nostre parti fragili.

Il presente articolo ha una valenza di carattere informativo.

Purtroppo, a causa dell'elevato numero di commenti e di lettere che ricevo tutti i giorni, non riesco a rispondere a tutti (come vorrei) e a farlo in tempi brevi. Inoltre le risposte ai commenti sono molto sintetiche, considerata anche la natura pubblica del sito web.

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13 risposte a Perchè non riesco a trovare la persona giusta?

  • Nadia scrive:

    Utilissimo come sempre. I miei più sinceri auguri di Buona Pasqua cara Dott.ssa

  • vanessa scrive:

    Anche a me è piaciuto molto questo articolo. Però, come in altri, si dice sempre che sia fallimentare in partenza intraprendere una relazione con un uomo/donna sposato/a. Ora mi chiedo, allora tutti quei matrimoni che finiscono e ci si separa perchè c’è una terza persona di cui ci si è innamorati….dove possiamo collocarli?? Conosco gente (ma anche da racconti di amici e conoscenti) che si è separata per vivere alla luce del sole la storia con l’amante e quindi ufficializzare il rapporto…. e questa è la realtà e i numeri parlano! Tra l’altro ho avuto proprio in famiglia un caso del genere. Perchè non può funzionare? Il matrimonio non può essere mai più sciolto? Ti lega indissolubilmente per sempre?? Non mi pare visto che hanno introdotto il divorzio! Non è per contraddirla ma per capire…forse sono io che non sono riuscita a cogliere il senso di ciò e mi incuriosisce comprendere questa affermazione.
    Con stima

    • Anna Zanon scrive:

      Buongiorno, sicuramente ci sono persone che si separano perchè hanno trovato un nuovo amore. Però questi casi sono molto meno numerosi del caso inverso: della persona che continua a rimanere sposata perchè è incapace di fare una scelta e si barcamena tra la moglie e l’amante per molti anni.
      Direi quasi che la scelta di separarsi per un altra persona è più l’eccezione che la regola.
      Ma anche quando un uomo decide di porre fine al matrimonio lo fa di solito dopo un lungo periodo di ripensamenti, indecisioni e sensi di colpa che non è facile da vivere.
      (un uomo o una donna che è veramente infelice con il proprio partner divorzia anche se non ha nessuno)
      Inoltre se ci sono dei figli, subentrano altri problemi: anche se un uomo si separa, se ci sono dei figli, non sarà mai totalmente libero (e dovrà continuare ad avere un rapporto con la sua ex moglie)
      Non parliamo poi di alcuni aspetti psicologici di queste relazioni come della fiducia e della paura di essere tradita che spesso subentra quando il rapporto si ufficializza.
      Per questa ragioni io tendo a sconsigliare storie con persone già impegnate: significa mettersi sin dall’inizio in una situazione difficile, dolorosa e complicata che forse non decollerà mai ( e che rischia di far soffrire dei bambini se ci sono) e che se anche prendesse il volo sarebbe comunque difficile da vivere.
      Naturalmente alcune situazioni vanno bene: la persona impegnata e senza figli si separa senza drammi nel giro di pochi mesi e il coniuge accetta serenamente la separazione e non avanza rivendicazioni di nessun tipo..purtroppo occorre una buona dose di fortuna perchè le cose vadano in questo modo!

  • vanessa scrive:

    Certo, se la mettiamo sul piano dell’incapacità di fare una scelta, della presenza di figli che non si vogliono far soffrire e di tutti i problemi pratici ed economici, allora ne capisco il motivo. Indubbiamente chi non riesce a fare una scelta comunque non ha una vita felice e nemmeno il rispettivo partner (uomo o donna che sia), che tra l’altro non vive nella lealtà, sincerità, fiducia e amore. Io non credo che vorrei avere a fianco un uomo che sta con me solo perchè incapace di decidere o perchè ormai “tanto siamo sposati e non si può più tornare indietro”… preferirei che mi lasciasse e mi dicesse la verità. Non sono matrimoni questi…
    grazie per la cortese risposta!

  • vanessa scrive:

    aggiungo…. così il matrimonio diventa una terribile gabbia…e questo è terrorizzante!! :)

    • Anna Zanon scrive:

      Forse la persona che sta peggio è proprio l’amante: innamorata di un uomo che forse non sarà mai suo e che per il momento deve dividere con un altra donna. Legata a qualcuno che non può scegliere ( e a volte non vuole), costretta ad accontentarsi di briciole, aspettando e sperando magari per degli anni.

  • Sandra scrive:

    Buonasera, leggevo i commenti precedenti… io credo che anche la moglie abbia la peggio..non solo l’amante… come è stato detto prima, una moglie che vive nella menzogna… che vita può avere? Ho letto anche i suoi articoli sul narcisimo… pure lì…chi è che sta peggio? Perchè c’è tanta gente così in giro?? :(

  • Federica scrive:

    Ho scritto anche io un “articolo” nel mio diario personale (che forse un giorno renderò pubblico). E’ praticamente la fotocopia del suo Dottoressa, e la cosa, se da una parte cementa in me la consapevolezza di saper vivere l’Amore in un modo sano, altruistico, non idealizzato e fondato su valori comuni più che su atteggiamenti ovviamente mutevoli nel tempo, dall’altra mi “pugnala” letteralmente il cuore, perché la mia storia con un probabile narcisista, sicuro evitante, mi costringe quotidianamente a confrontarmi con il fatto che lui ha preferito mistificare, camuffare, disintegrare e destrutturare la realtà, piuttosto che ammettere che, eravamo fatti l’uno per l’altra….due persone con “le stesse lenti per guardare il mondo”, uno stesso sentire nell’anima… e bellissime quanto complementari differenze caratteriali, che ci avevano portato ad un punto di crescita individuale e di coppia da manuale…… ma poi questo ha portato in lui il “soffocamento”, la fuga verso altro da me, inesorabile, fatto di finti ritorni torturanti, fino a che non ha da poco trovato una bella e giovane ragazza con cui ricominciare da capo, rinnegando (ho il sospetto che abbia proprio attuato un meccanismo di rimozione di ricordi, emozioni vissute, in cui si è convinto che siamo troppo diversi) il nostro rapporto ed il nostro amore….. perché l’unica colpa che avevamo era di essere semplicemente perfetti insieme! Quindi io ora mi trovo letteralmente atterrita, paralizzata dal fatto che la mia consapevolezza sul vivere i rapporti in modo sano, sia appunto così “sana”, da essere inadeguata al mondo circostante, fatto di temporaneità, instabilità, consumismo emozionale (termine che ho coniato per riassumere il concetto).
    Posso garantire che il mio “stupro”, perché così mi sento, non tradita, ma stuprata, è stato, proprio come uno stupro fisico, praticato all’improvviso, in pochissimo tempo, anzi quasi del tutto dal giorno in cui ha detto “basta”…gli schemi di ricattura, il capovolgimento delle sue opinioni su di me, sull’Amore, su tutto, sui progetti è stato talmente rapido che dopo un anno ancora faccio fatica a rimettere i tasselli del puzzle in fila….. e allora…… come riconoscere il vero amore, se poi il vero amore ti impazzisce all’improvviso? Mi sento come Jim Carrey in The Truman Show….la mia barchetta nella tempesta è andata a sbattere contro il muro con il fino orizzonte disegnato. Io so cosa è il Vero Amore, e l’ho purtroppo provato…. la persona che avevo davanti era dichiaratamente concorde con me su questa visione…. se fossi stata come Cenerentola, dovrei essere nella fase in cui a Mezzanotte mi sono ritrovata di nuovo con una zucca e degli stracci, ma a quest’ora il principe avrebbe dovuto cercare me, non un’altra con cui crede di stare meglio….
    Ripeto: posto che sono d’accordo con tutto quello che dice, come riaprire il cuore in questa società fatta di specchi? Io voglio un marito e dei figli, non desidero altro da sempre! La più grande possibilità di crescita, la più grande avventura condivisa di una vita più entusiasmante se condivisa con qualcuno che la percorre con te…. ma tra qualche giorno avrò 32 anni, e di andare per locali o per palestre o per uffici a rimorchiare scapoloni 40enni e probabili “confusi” no…. non ne ho voglia!!!

    • Anna Zanon scrive:

      Parole sante..però ho l’impressione che l’amore che lei ha vissuto fosse un amore, certo bellissimo ed emozionante ma idealizzato e basato su dei fragili fondamenti. La base dell’amore non è l’emozione, la complicità, l’intesa fisica e mentale. Il fondamento dell’amore è il prendersi cura dell’altro, l’ esserci per l’altro sempre, poter contare sul proprio partner.
      Con queste basi l’amore non sfiorisce. Ho l’impressione che lei abbia idealizzato una persona, che certo a parole e forse con degli slanci, le ha fatto credere di condividere la sua visione della coppia ma di fatto non la condivideva.

      • Federica scrive:

        Grazie Dottoressa, ovviamente condivido quanto mi dice. Ma per ricollegarmi alla questione “individuare la persona giusta”, devo dire che questa impossibilità di esserci per l’altro, questo prendersi cura l’uno dell’altra era sempre stato presente fino a quando non ha iniziato a distruggere repentinamente il rapporto. Convivevamo da sei anni, e senza mai nessun aiuto economico ci siamo resi fieri l’uno dell’altra facendo lavori precari e svalutanti rispetto ad i nostri background culturali e familiari… Abbiamo sacrificato con gioia molti interessi mondani, o vacanze o paia di scarpe, perché l’importante era stare insieme; ci siamo spalleggiati a vicenda per finanziarci l’un l’altra per consentircu reciprocamente di coltivare passioni, corsi ecc. Siamo stati presenti l’un l’altro per sostenerci nei momenti bui, la sua disoccupazione, il mio licenziamento… Abbiamo persino tentato la sorte lasciando insieme l’Italia in cerca di fortuna all’estero. Sempre uniti, sempre…Tra le tante colpe che mi do, sicuramente ci posso aggiungere un’idealizzazione, ma garantisco che mi ero a lungo interrogata sul “è la persona giusta” prendendo in considerazione proprio in primis la capacità di poter contare su di lui e di poter, finalmente, sapere di potermi “appoggiare” fiduciosa a colui che non sembrava desiderasse altro che sentirsi il mio Uomo… Eppure mi accusa (tra le mille accuse che mi ha mosso), di non avergli permesso di esserlo. Ripeto, credo che a volte si idealizza anche perché davanti si ha Dr. Jeckill. Capisci che era un’idealizzazione solo quando viene fuori Mr.Hide…. Il consiglio che mi sento di dare a me stessa, e che i miei cari amici mi hanno dato è quello di non dimenticare mai che ora lui è (anche) questo, perché non farlo sarebbe proprio idealizzare. Le scriverò in privato a breve, ho troppe cose da chiarire e chiederò una consulenza privata. Grazie ancora intanto per la sua immediata risposta, la sua disponibilità con tutti e la sua umanità.

        • Federica scrive:

          … Ah… Mi perdoni l’aggiunta, o meglio la precisazione: rileggendo quanto ho scritto sembra quasi che io quando dico “perfetti” insieme, intenda quell’amore irrealistico fatto di scenette da romanzo rosa. Io invece dico perfetti proprio per la capacità di essere totalmente sé stessi all’interno del rapporto, il creare non complicità, ma intimità. Il sapere l’altro di cosa ha bisogno (di silenzio, di conforto, di litigio). Eravamo perfetti anche perché (mi passi l’ironia ed il paradosso), litigavamo molto bene, molto di cuore! Sa cosa mi ha detto come prima cosa lasciandomi?! Che ha capito che ha paura di me, perché gli ho tirato fuori il peggio che non voleva vedere… E che solo io sono capace di farlo. La verità è che gli ho consentito di tirare fuori l’ombra, la bestialità, la libertà totale delle sue pulsioni, anche quelle distruttive. Le ho amate, amavo tutto il pacchetto… Era la persona giusta perché amavo profondamente la sua ombra, la sua ambivalenza era umana, era bello sapere che era così essere umano fatto di luci ed ombre! Era così bello essere normali! Io la prego di nuovo… Mi aiuti a comprendere come posso fare a ricominciare da capo, partendo dal presupposto che non mi voglio far rovinare l’anima di nuovo…

          • Anna Zanon scrive:

            Cara Federica, bisognerebbe cercare di capire meglio che cosa è successo ovvero come mai un rapporto così promettente e che ha saputo superare tante piccole e grandi difficoltà si sia rivelato (dopo ben sei anni) altro.
            Penso che lei sia ancora troppo coinvolta per poter avere uno sguardo d’insieme sulla situazione e credo che una consulenza potrebbe aiutarla a trovare un senso a quello che è successo.

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