Attaccamento e amore

Che cos’è l’amore?
” Amore” è forse una delle parole piu’ usate ma esiste poca concordanza sul vero significato di questo termine.  Ciascuno, infatti, ha un suo concetto personale dell’amore e della coppia e un modo particolare per esprimere questo sentimento. Alcune persone vivono l’amore in un modo travolgente e passionale, colmando la persona amata di attenzioni e sorprese, altri vivono l’affettività in modo piu’ riservato e distaccato.
Anche se ogni individuo differisce dall’altro nel modo di amare, gli psicologi hanno individuato quattro principali modalità di vivere l’ affettività.
Questi diversi stili affettivi dipendono da quello che gli psicologi chiamano ” i modelli di attaccamento”. 

Amiamo come siamo stati amati
Il nostro modo di vivere i rapporti con gli altri di qualsiasi natura siano ( di coppia, amicali, con i figli) dipende in modo rilevante dalla relazione che abbiano interiorizzato con la nostra figura di accudimento principale.
In sintesi, amiamo come siamo stati amati.
In particolare le ricerche della psicologia dell’età evolutiva hanno dimostrato che la relazione che il bambino forma con la mamma o con la figura principale di accudimento forma un imprinting indelebile che influenza tutte le successive relazioni che si avranno nel corso della vita.
 Il modello di attaccamento si forma nell’infanzia, in particolare nel primo anno di vita  e perdura tutta la vita.
Gli psicologi distinguono tra attaccamento sicuro ( se l’accudimento è stato adeguato)  e attaccamento insicuro ( se le cure materne sono state carenti o poco in sintonia con i bisogni del bambino).
Da adulte le persone con attaccamento sicuro avranno un modo di vivere l’affettività equilibrato, invece le persone con attaccamento insicuro si porteranno dietro delle problematiche di tipo affettivo  che rischiano di  incidere negativamente  sul rapporto di coppia.

L’attaccamento sicuro        
I bambini che crescono sentendosi molto amati dai propri genitori che sanno rispettare sia i bisogni di dipendenza e di rassicurazione che quelli di crescita e autonomia del bambino, diventano degli adulti sicuri di sé, che sanno amare in modo equilibrato e riescono a  stabilire della relazioni appaganti con gli altri.
In questo caso si può parlare di un attaccamento sicuro: il bambino ha interiorizzato un immagine positiva di sé stesso ( la mamma mi ama e quindi io sono amabile) e delle relazioni con gli altri verso cui si pone in modo fiducioso, aspettandosi  un riscontro positivo. 
Da bambino i suoi bisogni sono stati soddisfatti, quindi da adulto riuscirà a fidarsi del proprio partner (al contrario delle persone con attaccamento insicuro) In sintesi, le persone con attaccamento sicuro hanno acquisito quella fiducia di base in se stessi e negli altri che  è il presupposto per stabilire dei  buoni rapporti interpersonali .
Una persona con attaccamento sicuro ha una buona intelligenza emotiva, è consapevole dei propri bisogni e ha la capacità di mediare tra  proprie esigenze e quelle del partner.
Questa consapevolezza di sé permette alle persone con attaccamento sicuro di scegliere dei partner compatibili, evitando amori impossibili o troppo difficili con individui  non disponibili o maltrattanti.
Le persone con attaccamento sicuro hanno in genere delle relazioni stabili, importanti, durature e appaganti.
Purtroppo i recenti cambiamenti sociali ( per esempio l’aumentato numero dei divorzi) rende sempre piu’ difficile sperimentare ai bambini quella sicurezza in ambito familiare che  una volta adulti, consentirà loro di amare in modo equilibrato.
Sfortunatamente stanno aumentando sempre di piu’ le forme di attaccamento insicuro.

L’attaccamento insicuro
Le persone con attaccamento insicuro hanno sperimentato una profonda ferita nel rapporto  con i genitori a causa della quale non hanno potuto acquisire quella fiducia di base in se stessi e negli altri che è il presupposto per costruire delle relazioni appaganti.
I genitori dei bambini con attaccamento insicuro non sono stati in grado di rispondere in modo adeguato ai bisogni dei figli per problematiche personali, familiari, economiche, malattie, ecc..
Di conseguenza, le persone con attaccamento insicuro hanno interiorizzato un idea negativa delle relazioni che sono viste come potenzialmente deludenti.
Questa sfiducia inconscia nelle relazioni rende difficile fidarsi di un potenziale  partner e vivere serenamente il rapporto di coppia.
La vita sentimentale è influenzata da alcune paure specifiche ( spesso non consapevoli) e da alcuni modelli relazionali disfunzionali che si sono appresi nella propria famiglia di origine.
Gli psicologi hanno visto che esistono tre modelli di attaccamento insicuro, ciascuno caratterizzato da alcune caratteristiche ben specifiche. I modelli di attaccamento insicuro sono: l’attaccamento insicuro evitante, l’ attaccamento insicuro  ambivalente e l’attaccamento insicuro disorganizzato.

L’ATTACCAMENTO EVITANTE
Le persone con attaccamento evitante sono cresciute con la sensazione di poter contare solo su loro stesse. I genitori dei bambini con attaccamento evitante sono stati genitori poco presenti e affettivi che hanno spinto i figli verso una precoce autonomia.
Da adulti sono diventati  persone indipendenti, autonome, con molti interessi, le classiche persone che  si vantano  di stare bene da sole .
Si tratta in realtà di individui controdipendenti che fanno fatica a stare in coppia e  che tendono a controllare le loro emozioni.
Le persone con attaccamento evitante fanno molta fatica ad impegnarsi in una relazione perché la relazione è percepita inconsciamente come una limitazione  alla propria libertà e realizzazione personale.
Le persone con questo tipo di attaccamento desiderano e temono allo stesso tempo l’amore, vorrebbero legarsi a qualcuno ma il legame suscita loro delle ansie profonde che li spingono a interrompere la relazione.
 Infatti, una lamentela comune tra le persone con attaccamento evitante è quella di non riuscire ad innamorarsi: una volta superato l’entusiasmo iniziale, tendono a stufarsi facilmente di un potenziale partner di cui vedono soprattutto i difetti. 
La svalutazione del partner e della relazione permette alle persone con attaccamento evitante di non ammettere  il loro bisogno dell’altro.   
In genere le persone con attaccamento evitante tendono a scappare prima che la storia diventi importante, e preferiscono accontentarsi di storielle poco coinvolgenti o impossibili.
Anche se hanno una storia, le persone con attaccamento evitante tendono a vivere come single in coppia: sono centrati sulle proprie esigenze e poco disponibili ai bisogni del partner.  Le richieste del partner , anche  quelle  piu’ normali (come pianificare gli appuntamenti) vengono sentite come troppo impegnative e il partner viene percepito come ” troppo bisognoso” o ” eccessivamente  esigente”.
Un’altra caratteristica dell’attaccamento evitante è che le persone con questo modo di amare non si sentono a loro agio nell’intimità: l’affetto dell’ altro  viene respinto perché risveglia in loro dei ricordi inconsci di esperienze di rifiuto e di disamore del passato.
Di fronte all’intimità, la persona con attaccamento evitante si sente soffocare o si annoia e tende a scappare.
Queste caratteristiche disfunzionali fanno si che la persona con attaccamento evitante non abbia delle storie molto lunghe o perché le interrompe prima che si consolidino o perché il partner, stufo di essere continuamente respinto, interrompe la relazione.
In alcuni casi, è solo quando la relazione si interrompe che il partner con attaccamento evitante riesce a rendersi conto per la prima volta dell’importanza della relazione e della profondità dei suoi sentimenti.

L’ATTACCAMENTO AMBIVALENTE
Le persone con attaccamento ambivalente sono cresciute con la sensazione di non essere stati  abbastanza amati dai loro genitori. I genitori dei bambini con attaccamento ambivalente hanno avuto un comportamento incostante e incoerente verso il figlio: a volte erano molto presenti e affettuosi, altre volte freddi e distratti. Inoltre, in molti casi l’ attaccamento ambivalente è correlato a esperienze di trascuratezza.
I bambini con attaccamento ambivalente sono cresciuti sentendosi non abbastanza amati dai loro genitori spesso presi da altro e hanno imparato ad attirare la loro attenzione con pianti, capricci, crisi di collera.
Questa difficoltà a modulare le emozioni e ad amplificare le emozioni negative permane anche in età adulta. 
 Le persone con attaccamento ambivalente affrontano ogni relazione con aspettative eccessive e con un continuo bisogno di conferme : vogliono trovare il partner perfetto che li risarcisca delle privazioni affettive subite durante l’infanzia.
Purtroppo la loro fame d’amare è tale che tutto quello che il partner può dare o fare per loro non è mai abbastanza.
Ogni minima disattenzione del partner è infatti sentita come devastante e dolorosa e tende a mettere in crisi la relazione. 
 Le persone con attaccamento ambivalente vivono tutte le relazioni con la paura dell’abbandono e del tradimento e tendono ad essere  dei partner possessivi e gelosi.
Sono incapaci di fidarsi e tendono a mettere continuamente alla prova  l’ altro per vedere se li ama veramente e se è fedele ma, per quante conferme possono ricevere non riescono a convincersi di essere amati.
E’ superfluo dire che questo modo di fare disfunzionale mette a dura prova le relazioni che diventano conflittuali e complicate e alla lunga  possono anche finire.
Di solito le persone con attaccamento ambivalente vengono lasciate perché con i loro comportamenti provocano l’abbandono tanto temuto.
 L’attaccamento ambivalente è correlato a relazioni lunghe ma conflittuali e caratterizzate da incomprensioni e crisi.
Un altro aspetto dell’attaccamento ambivalente è la tendenza alla dipendenza affettiva.
Dal momento che la sicurezza di base  dipende dall’ essere stati molto amati, le persone con attaccamento ambivalente non hanno   potuto sviluppare  una buona autostima.
Solo se qualcuno le ama, sentono di poter valer qualcosa e una volta adulte questa insicurezza affettiva si traduce nell’impossibilità di stare da soli e nel bisogno di stare con qualcuno a tutti i costi. 
La conseguenza  è che le persone con attaccamento disorganizzato per non stare soli, si accontentano di relazioni insoddisfacenti. 

L’ATTACCAMENTO DISORGANIZZATO
Si tratta di un modello di attaccamento fortunamente abbastanza raro e correlato a situazioni di grave sofferenza psicologica.
I bambini con attaccamento disorganizzato hanno vissuto in situazioni familiari molto difficili caratterizzate da un alternanza di episodi di trascuratezza e maltrattamento o anche abuso. I genitori, al posto di essere una base sicura per il loro figlio, rappresentavano per lui un pericolo. Da adulti, le persone con attaccamento disorganizzato incontrano delle difficoltà molto serie nel legarsi a qualcuno. Il loro comportamento imprevedibile, i continui sbalzi di umore, l’aggressività che compare nei momenti di vicinanza emotiva con il partner rende loro difficile costruire un  rapporto di coppia stabile.  

Conclusioni
I modelli di attaccamento si formano nella prima infanzia e tendono a perdurare per tutta la vita, fortunatamente però esistono delle esperienze che possono cambiare il modo di amare.
L’esperienza che può modificare maggiormente il proprio modo di vivere l’ affettività è quella di sperimentare per lungo tempo una situazione affettiva con un partner in grado di porsi come una base sicura.
Sentirsi amati ed accettati è un esperienza emozionale correttiva in grado di cambiare il proprio modello di attaccamento.
L’ideale sarebbe scegliere un partner con un attaccamento sicuro che è capace di amare  in modo profondo ed equilibrato.
Se ,invece , si è interessati ad una persona che ha un modo di amare insicuro bisogna comprenderla e volerle bene  con perseveranza e pazienza e, nel tempo, questo atteggiamento  darà  i suoi effetti.
Diventare consapevoli dei propri atteggiamenti disfunzionali, magari tramite un percorso terapeutico, è il primo passo per imparare a vivere la vita di coppia in modo piu’ sereno e imparare a costruire dei rapporti duraturi.  

 
 
 

 

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3 risposte a Attaccamento e amore

  • nadia scrive:

    Dottoressa tutta ciò che lei scrive mi appassiona e non potrebbe essere diversamente avendo la fortuna di averla conosciuta per diverso tempo. Buon proseguimento. Un saluto affettuoso Nadia

  • silvia scrive:

    Gentile dottoressa, come lei giustamente scrive, i modelli affettivi che ci vengono dalla famiglia d’origine influiscono sul nostro modo di amare e di vivere i rapporti interpersonali. Mi permetto perciò di sottoporre alla sua attenzione questo caso. Frequento un uomo di quarantanni i cui genitori hanno divorziato quando lui era già maggiorenne, dopo anni di litigi dovuti al tradimento del padre con un’altra donna. Stando a quanto mi racconta, la sua infanzia non è stata regolare; è cresciuto in fretta, troppo presto è diventato ‘adulto’ e diffidente nei riguardi degli altri, specie delle donne. Durante l’adolescenza ha cercato rapporti con donne più grandi di lui di 6/7 anni; viveva il rapporto come una sfida; era geloso, possessivo, ossessivo; stava male, anche fisicamente, quando non si sentiva amato come avrebbe voluto. Crescendo dice di aver imparato a controllare questi aspetti del suo carattere, anche se mantiene una forte diffidenza verso il genere femminile. Il suo motto è: ‘ambisco al meglio, mi aspetto il peggio dagli altri’. Sostiene inoltre che anche i suoi genitori hanno deluso le sue aspettative; ergo, se l’hanno fatto loro, chiunque altro potrà farlo. Si innamora molto difficilmente e soltanto dopo essere assolutamente certo di potersi fidare della donna che ha accanto, o, per meglio dire,soltanto dopo aver riscontrato la sua assoluta dedizione. Ha avuto tante storie, ma in un caso soltanto si è innamorato, anche se prima di rendersi conto di amare questa donna ci ha impiegato un anno (parole sue)! Pur avendo quarantanni, ancora oggi ha un rapporto con i suoi genitori quasi morboso. Li chiama tutti i giorni al telefono (sottolineo che al momento vive in casa con sua madre), si preoccupa per loro molto più di quanto avvenga normalmente; li colma di attenzioni e premure (la stessa cosa fa con le donne). Per certi aspetti è come se non fosse cresciuto, come se sentisse di dover risarcire se stesso di qualche mancanza risalente all’infanzia. Mi è capitato di avere qualche normale discussione con lui, come sempre avviene in un rapporto. In queste occasioni si irrigidisce, perché dice che litigare e sentire alzare la voce gli ricordano le scene a cui ha assistito da bambino quando i suoi genitori litigavano. Dice di essere stato molto amato, eppure ho l’impressione che non sia del tutto vero. E’ una persona in apparenza molto sicura di sè, ambiziosa, con un altissimo grado di autostima, tanto da dire che la donna che ha accanto deve ‘meritare il suo amore’. Eppure, appena sente di potersi lasciar andare, nei momenti di intimità, si commuove facilmente, manifestando così una profonda emotività. Secondo lei è un caso di attaccamento evitante o ambivalente?

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