Attaccamento e amore

Che cos’è l’amore?
” Amore” è forse una delle parole piu’ usate ma esiste poca concordanza sul vero significato di questo termine.  Ciascuno, infatti, ha un suo concetto personale dell’amore e della coppia e un modo particolare per esprimere questo sentimento. Alcune persone vivono l’amore in un modo travolgente e passionale, colmando la persona amata di attenzioni e sorprese, altri vivono l’affettività in modo piu’ riservato e distaccato.
Anche se ogni individuo differisce dall’altro nel modo di amare, gli psicologi hanno individuato quattro principali modalità di vivere l’ affettività.
Questi diversi stili affettivi dipendono da quello che gli psicologi chiamano ” i modelli di attaccamento”. 

Amiamo come siamo stati amati
Il nostro modo di vivere i rapporti con gli altri di qualsiasi natura siano ( di coppia, amicali, con i figli) dipende in modo rilevante dalla relazione che abbiano interiorizzato con la nostra figura di accudimento principale.
In sintesi, amiamo come siamo stati amati.
In particolare le ricerche della psicologia dell’età evolutiva hanno dimostrato che la relazione che il bambino forma con la mamma o con la figura principale di accudimento forma un imprinting indelebile che influenza tutte le successive relazioni che si avranno nel corso della vita.
 Il modello di attaccamento si forma nell’infanzia, in particolare nel primo anno di vita  e perdura tutta la vita.
Gli psicologi distinguono tra attaccamento sicuro ( se l’accudimento è stato adeguato)  e attaccamento insicuro ( se le cure materne sono state carenti o poco in sintonia con i bisogni del bambino).
Da adulte le persone con attaccamento sicuro avranno un modo di vivere l’affettività equilibrato, invece le persone con attaccamento insicuro si porteranno dietro delle problematiche di tipo affettivo  che rischiano di  incidere negativamente  sul rapporto di coppia.

L’attaccamento sicuro        
I bambini che crescono sentendosi molto amati dai propri genitori che sanno rispettare sia i bisogni di dipendenza e di rassicurazione che quelli di crescita e autonomia del bambino, diventano degli adulti sicuri di sé, che sanno amare in modo equilibrato e riescono a  stabilire della relazioni appaganti con gli altri.
In questo caso si può parlare di un attaccamento sicuro: il bambino ha interiorizzato un immagine positiva di sé stesso ( la mamma mi ama e quindi io sono amabile) e delle relazioni con gli altri verso cui si pone in modo fiducioso, aspettandosi  un riscontro positivo. 
Da bambino i suoi bisogni sono stati soddisfatti, quindi da adulto riuscirà a fidarsi del proprio partner (al contrario delle persone con attaccamento insicuro) In sintesi, le persone con attaccamento sicuro hanno acquisito quella fiducia di base in se stessi e negli altri che  è il presupposto per stabilire dei  buoni rapporti interpersonali .
Una persona con attaccamento sicuro ha una buona intelligenza emotiva, è consapevole dei propri bisogni e ha la capacità di mediare tra  proprie esigenze e quelle del partner.
Questa consapevolezza di sé permette alle persone con attaccamento sicuro di scegliere dei partner compatibili, evitando amori impossibili o troppo difficili con individui  non disponibili o maltrattanti.
Le persone con attaccamento sicuro hanno in genere delle relazioni stabili, importanti, durature e appaganti.
Purtroppo i recenti cambiamenti sociali ( per esempio l’aumentato numero dei divorzi) rende sempre piu’ difficile sperimentare ai bambini quella sicurezza in ambito familiare che  una volta adulti, consentirà loro di amare in modo equilibrato.
Sfortunatamente stanno aumentando sempre di piu’ le forme di attaccamento insicuro.

L’attaccamento insicuro
Le persone con attaccamento insicuro hanno sperimentato una profonda ferita nel rapporto  con i genitori a causa della quale non hanno potuto acquisire quella fiducia di base in se stessi e negli altri che è il presupposto per costruire delle relazioni appaganti.
I genitori dei bambini con attaccamento insicuro non sono stati in grado di rispondere in modo adeguato ai bisogni dei figli per problematiche personali, familiari, economiche, malattie, ecc..
Di conseguenza, le persone con attaccamento insicuro hanno interiorizzato un idea negativa delle relazioni che sono viste come potenzialmente deludenti.
Questa sfiducia inconscia nelle relazioni rende difficile fidarsi di un potenziale  partner e vivere serenamente il rapporto di coppia.
La vita sentimentale è influenzata da alcune paure specifiche ( spesso non consapevoli) e da alcuni modelli relazionali disfunzionali che si sono appresi nella propria famiglia di origine.
Gli psicologi hanno visto che esistono tre modelli di attaccamento insicuro, ciascuno caratterizzato da alcune caratteristiche ben specifiche. I modelli di attaccamento insicuro sono: l’attaccamento insicuro evitante, l’ attaccamento insicuro  ambivalente e l’attaccamento insicuro disorganizzato.

L’ATTACCAMENTO EVITANTE
Le persone con attaccamento evitante sono cresciute con la sensazione di poter contare solo su loro stesse. I genitori dei bambini con attaccamento evitante sono stati genitori poco presenti e affettivi che hanno spinto i figli verso una precoce autonomia.
Da adulti sono diventati  persone indipendenti, autonome, con molti interessi, le classiche persone che  si vantano  di stare bene da sole .
Si tratta in realtà di individui controdipendenti che fanno fatica a stare in coppia e  che tendono a controllare le loro emozioni.
Le persone con attaccamento evitante fanno molta fatica ad impegnarsi in una relazione perché la relazione è percepita inconsciamente come una limitazione  alla propria libertà e realizzazione personale.
Le persone con questo tipo di attaccamento desiderano e temono allo stesso tempo l’amore, vorrebbero legarsi a qualcuno ma il legame suscita loro delle ansie profonde che li spingono a interrompere la relazione.
 Infatti, una lamentela comune tra le persone con attaccamento evitante è quella di non riuscire ad innamorarsi: una volta superato l’entusiasmo iniziale, tendono a stufarsi facilmente di un potenziale partner di cui vedono soprattutto i difetti. 
La svalutazione del partner e della relazione permette alle persone con attaccamento evitante di non ammettere  il loro bisogno dell’altro.   
In genere le persone con attaccamento evitante tendono a scappare prima che la storia diventi importante, e preferiscono accontentarsi di storielle poco coinvolgenti o impossibili.
Anche se hanno una storia, le persone con attaccamento evitante tendono a vivere come single in coppia: sono centrati sulle proprie esigenze e poco disponibili ai bisogni del partner.  Le richieste del partner , anche  quelle  piu’ normali (come pianificare gli appuntamenti) vengono sentite come troppo impegnative e il partner viene percepito come ” troppo bisognoso” o ” eccessivamente  esigente”.
Un’altra caratteristica dell’attaccamento evitante è che le persone con questo modo di amare non si sentono a loro agio nell’intimità: l’affetto dell’ altro  viene respinto perché risveglia in loro dei ricordi inconsci di esperienze di rifiuto e di disamore del passato.
Di fronte all’intimità, la persona con attaccamento evitante si sente soffocare o si annoia e tende a scappare.
Queste caratteristiche disfunzionali fanno si che la persona con attaccamento evitante non abbia delle storie molto lunghe o perché le interrompe prima che si consolidino o perché il partner, stufo di essere continuamente respinto, interrompe la relazione.
In alcuni casi, è solo quando la relazione si interrompe che il partner con attaccamento evitante riesce a rendersi conto per la prima volta dell’importanza della relazione e della profondità dei suoi sentimenti.

L’ATTACCAMENTO AMBIVALENTE
Le persone con attaccamento ambivalente sono cresciute con la sensazione di non essere stati  abbastanza amati dai loro genitori. I genitori dei bambini con attaccamento ambivalente hanno avuto un comportamento incostante e incoerente verso il figlio: a volte erano molto presenti e affettuosi, altre volte freddi e distratti. Inoltre, in molti casi l’ attaccamento ambivalente è correlato a esperienze di trascuratezza.
I bambini con attaccamento ambivalente sono cresciuti sentendosi non abbastanza amati dai loro genitori spesso presi da altro e hanno imparato ad attirare la loro attenzione con pianti, capricci, crisi di collera.
Questa difficoltà a modulare le emozioni e ad amplificare le emozioni negative permane anche in età adulta. 
 Le persone con attaccamento ambivalente affrontano ogni relazione con aspettative eccessive e con un continuo bisogno di conferme : vogliono trovare il partner perfetto che li risarcisca delle privazioni affettive subite durante l’infanzia.
Purtroppo la loro fame d’amare è tale che tutto quello che il partner può dare o fare per loro non è mai abbastanza.
Ogni minima disattenzione del partner è infatti sentita come devastante e dolorosa e tende a mettere in crisi la relazione. 
 Le persone con attaccamento ambivalente vivono tutte le relazioni con la paura dell’abbandono e del tradimento e tendono ad essere  dei partner possessivi e gelosi.
Sono incapaci di fidarsi e tendono a mettere continuamente alla prova  l’ altro per vedere se li ama veramente e se è fedele ma, per quante conferme possono ricevere non riescono a convincersi di essere amati.
E’ superfluo dire che questo modo di fare disfunzionale mette a dura prova le relazioni che diventano conflittuali e complicate e alla lunga  possono anche finire.
Di solito le persone con attaccamento ambivalente vengono lasciate perché con i loro comportamenti provocano l’abbandono tanto temuto.
 L’attaccamento ambivalente è correlato a relazioni lunghe ma conflittuali e caratterizzate da incomprensioni e crisi.
Un altro aspetto dell’attaccamento ambivalente è la tendenza alla dipendenza affettiva.
Dal momento che la sicurezza di base  dipende dall’ essere stati molto amati, le persone con attaccamento ambivalente non hanno   potuto sviluppare  una buona autostima.
Solo se qualcuno le ama, sentono di poter valer qualcosa e una volta adulte questa insicurezza affettiva si traduce nell’impossibilità di stare da soli e nel bisogno di stare con qualcuno a tutti i costi. 
La conseguenza  è che le persone con attaccamento disorganizzato per non stare soli, si accontentano di relazioni insoddisfacenti. 

L’ATTACCAMENTO DISORGANIZZATO
Si tratta di un modello di attaccamento fortunamente abbastanza raro e correlato a situazioni di grave sofferenza psicologica.
I bambini con attaccamento disorganizzato hanno vissuto in situazioni familiari molto difficili caratterizzate da un alternanza di episodi di trascuratezza e maltrattamento o anche abuso. I genitori, al posto di essere una base sicura per il loro figlio, rappresentavano per lui un pericolo. Da adulti, le persone con attaccamento disorganizzato incontrano delle difficoltà molto serie nel legarsi a qualcuno. Il loro comportamento imprevedibile, i continui sbalzi di umore, l’aggressività che compare nei momenti di vicinanza emotiva con il partner rende loro difficile costruire un  rapporto di coppia stabile.  

Conclusioni
I modelli di attaccamento si formano nella prima infanzia e tendono a perdurare per tutta la vita, fortunatamente però esistono delle esperienze che possono cambiare il modo di amare.
L’esperienza che può modificare maggiormente il proprio modo di vivere l’ affettività è quella di sperimentare per lungo tempo una situazione affettiva con un partner in grado di porsi come una base sicura.
Sentirsi amati ed accettati è un esperienza emozionale correttiva in grado di cambiare il proprio modello di attaccamento.
L’ideale sarebbe scegliere un partner con un attaccamento sicuro che è capace di amare  in modo profondo ed equilibrato.
Se ,invece , si è interessati ad una persona che ha un modo di amare insicuro bisogna comprenderla e volerle bene  con perseveranza e pazienza e, nel tempo, questo atteggiamento  darà  i suoi effetti.
Diventare consapevoli dei propri atteggiamenti disfunzionali, magari tramite un percorso terapeutico, è il primo passo per imparare a vivere la vita di coppia in modo piu’ sereno e imparare a costruire dei rapporti duraturi.  

 
 
 

 

adamlane

Il presente articolo ha una valenza di carattere informativo.

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By | 2016-06-17T11:46:54+00:00 2 maggio 2013|Amore e disamore|38 Comments

38 Comments

  1. nadia 29 maggio 2013 at 13:35 - Reply

    Dottoressa tutta ciò che lei scrive mi appassiona e non potrebbe essere diversamente avendo la fortuna di averla conosciuta per diverso tempo. Buon proseguimento. Un saluto affettuoso Nadia

  2. silvia 4 marzo 2014 at 12:02 - Reply

    Gentile dottoressa, come lei giustamente scrive, i modelli affettivi che ci vengono dalla famiglia d’origine influiscono sul nostro modo di amare e di vivere i rapporti interpersonali. Mi permetto perciò di sottoporre alla sua attenzione questo caso. Frequento un uomo di quarantanni i cui genitori hanno divorziato quando lui era già maggiorenne, dopo anni di litigi dovuti al tradimento del padre con un’altra donna. Stando a quanto mi racconta, la sua infanzia non è stata regolare; è cresciuto in fretta, troppo presto è diventato ‘adulto’ e diffidente nei riguardi degli altri, specie delle donne. Durante l’adolescenza ha cercato rapporti con donne più grandi di lui di 6/7 anni; viveva il rapporto come una sfida; era geloso, possessivo, ossessivo; stava male, anche fisicamente, quando non si sentiva amato come avrebbe voluto. Crescendo dice di aver imparato a controllare questi aspetti del suo carattere, anche se mantiene una forte diffidenza verso il genere femminile. Il suo motto è: ‘ambisco al meglio, mi aspetto il peggio dagli altri’. Sostiene inoltre che anche i suoi genitori hanno deluso le sue aspettative; ergo, se l’hanno fatto loro, chiunque altro potrà farlo. Si innamora molto difficilmente e soltanto dopo essere assolutamente certo di potersi fidare della donna che ha accanto, o, per meglio dire,soltanto dopo aver riscontrato la sua assoluta dedizione. Ha avuto tante storie, ma in un caso soltanto si è innamorato, anche se prima di rendersi conto di amare questa donna ci ha impiegato un anno (parole sue)! Pur avendo quarantanni, ancora oggi ha un rapporto con i suoi genitori quasi morboso. Li chiama tutti i giorni al telefono (sottolineo che al momento vive in casa con sua madre), si preoccupa per loro molto più di quanto avvenga normalmente; li colma di attenzioni e premure (la stessa cosa fa con le donne). Per certi aspetti è come se non fosse cresciuto, come se sentisse di dover risarcire se stesso di qualche mancanza risalente all’infanzia. Mi è capitato di avere qualche normale discussione con lui, come sempre avviene in un rapporto. In queste occasioni si irrigidisce, perché dice che litigare e sentire alzare la voce gli ricordano le scene a cui ha assistito da bambino quando i suoi genitori litigavano. Dice di essere stato molto amato, eppure ho l’impressione che non sia del tutto vero. E’ una persona in apparenza molto sicura di sè, ambiziosa, con un altissimo grado di autostima, tanto da dire che la donna che ha accanto deve ‘meritare il suo amore’. Eppure, appena sente di potersi lasciar andare, nei momenti di intimità, si commuove facilmente, manifestando così una profonda emotività. Secondo lei è un caso di attaccamento evitante o ambivalente?

    • Anna Zanon 4 marzo 2014 at 14:15 - Reply

      Direi che ha un modello di attaccamento evitante..

  3. Sofia 18 gennaio 2015 at 09:26 - Reply

    Gent.ma Dr.ssa,
    leggendo il Suo articolo, credo di aver capito che il ragazzo che sto frequentando abbia un attaccamento di tipo evitante.
    Vorrei sapere se esiste un modo per vincere le sue resistenze e fargli superare questa sua paura di amare.
    In attesa di cortese risposta porgo distinti saluti
    Sofia

    • Anna Zanon 19 gennaio 2015 at 19:16 - Reply

      Buonasera, si è possibile modificare parzialmente il tipo di attaccamento di una persona. Nel suo caso ci vuole tempo, pazienza, accettare senza farglielo pesare i suoi momenti di introversione e chiusura, entrare nella sua vita con delicatezza senza pretendere da lui dimostrazioni d’affetto. Essere per lui una presenza costante e affettuosa che sa rispettare i suoi spazi.
      Tuttavia non si aspetti che lui diventi un amante passionale e romantico, una persona che esprima con facilità i suoi sentimenti, i suoi tratti evitanti si ammorbidiranno nel tempo ( sto parlando di anni) ma sarà sempre un uomo un pò tiepido.

  4. Margherita 7 febbraio 2015 at 13:10 - Reply

    Buongiorno, leggendo il suo articolo, mi sono resa conto di essermi ritrovata nel bel mezzo di una relazione con un uomo caratterizzato dal tipico attaccamento ambivalente.
    Tra alti e bassi (bassissimi) siamo insieme da circa un anno e mezzo; da sempre, lui si è dimostrato innamorato in maniera totale e posso dire di non aver mai sentito mancanze da parte sua. Il problema è dato dal fatto che tutto e dico tutto quel che ho fatto, non è mai andato bene fino in fondo. Gelosie per storie chiuse e sepolte, gelosia causata da facebook, gelosia per il mio gruppo di amiche, gelosia per qualsiasi mia attività che non lo includesse. Spesso mi sono sentita sminuita a causa delle mie preferenze in ambito alimentare, per la mia goffaggine nel compimento di alcune attività casalinghe e tante altre cose. Mi ritrovo ora, dopo tutti questi mesi, un uomo che, ancora, mi rinfaccia di non aver fatto nulla per lui, di aver solo avuto tante belle parole e pochi fatti. Ogni volta dice che sono io la persona che deve cambiare, che è colpa mia se non ci sposeremo e non avremo bambini. Ad ogni suo ritorno, ad ogni nostro ritrovarci, la storia è sempre la stessa: “E’ tutto uguale, te sei sempre così.”
    Ora non starò qui a cercare di convincerla di essere io la parte “nel giusto”. Le chiedo solo come e soprattutto se ci sia un modo di far ragionare una persona con attaccamento ambivalente. Io non riesco più a vivere serenamente e, aggiungo, il senso di colpa e il mio continuo interrogarmi su come e cosa avrei potuto fare in maniera diversa per fare in modo che la relazione andasse per il verso giusto, mi stanno lacerando.
    Margherita

    • Anna Zanon 8 febbraio 2015 at 19:58 - Reply

      Più che di un attaccamento ambivalente, parlerei della tendenza a scaricare sull’ altro la colpa dei problemi della relazione senza riconoscere la propria parte di responsabilità. E’ una posizione molto immatura che in alcuni casi può confinare con la patologia ( una caratteristica della patologia psicologica è l’incapacità di ammettere i propri problemi, è sempre colpa degli altri).
      Questa posizione così rigida impedisce sia un dialogo che una crescita della coppia.
      Se proprio ci tiene a lui, perchè non prova qualche seduta di terapia di coppia?

  5. silvia 27 aprile 2015 at 08:18 - Reply

    Buongiorno,
    vorrei sottoporle anche io la mia esperienza, cercando di essere breve. Ho frequentato per 3 mesi un ragazzo di 33 anni, che per lavoro si trovava momentaneamente nella mia regione; molto riservato, parlava poco di sé e poco chiedeva sulla vita altrui passata (dice che sapere qualcosa implica responsabilità), orfano di padre poco prima della sua nascita, persona molto razionale, ha avuto delle storie tra cui una di 7 anni ma dice di non essersi mai innamorato, “cattivo” rapporto col telefono, non era il tipo da stare lì a chattare tutto il giorno, mi dimostrava cmq quando stavamo insieme il suo interesse per me, ma mai “eccessivamente” romantico. Alla fine di questo suo percorso lavorativo riceve comunicazione che verrà trasferito a 1000Km da me. Nel frattempo rientra nella sua città e decide di chiudere questo rapporto in quanto dice di non volere una storia a distanza, in quanto già avuta in passato e non vuole rifare quel tipo di vita. Ci salutiamo dicendomi che di me si era coinvolto e che per il suo bene mi avrebbe cercato di meno. Nei mesi che sono seguiti pensavo sparisse, invece ci siamo sentiti con una media di 1-2 volte a settimana, in ogni comunicazione trapelava da entrambi il desiderio di rivedersi. Il destino vuole che questo trasferimento non venga confermato, ma rimandato nella mia regione, ma a 150km circa da dove vivo io. Prendo questa cosa come un segno. Ci organizziamo allora per rivederci e il mese scorso ci riusciamo. Non lo vedevo da 3 mesi ed è stato come se non ci fossimo mai separati. Ha ricreato tutte le condizioni di quando stavamo insieme, mi chiede di cucinare insieme i nostri piatti preferiti, fuori ci comportiamo da coppia, mi prende per mano, ci abbracciamo, ci baciamo, anche in camera da letto rivivo tutto come nel passato, candele accese e in sottofondo quelle che erano le nostre canzoni, dormiamo abbracciati e quando, durante la notte mi stacco, lui mi cerca la mano. La mattina seguente apro il discorso di noi due visto il suo atteggiamento. Mi dice che lui mentalmente con me ha chiuso quando è partito e si stupisce del fatto che io abbia aperto l’argomento; indispettita mi arrabbio e verbalmente lo mando al diavolo, la sua risposta è stata quella di accarezzarmi le mani e il viso. Può capire la confusione che questa discrepanza tra il verbale e il non verbale mi ha creato. Decido da quel momento di essere meno “smielata” ed evitare messaggi del tipo “mi manchi” o “ho voglia di vederti”. Ad oggi stiamo valutando nuovamente di rivederci. Qualche giorno fa volevo fargli una cosa gradita e comprargli una cosa che a lui piace ma non ricordavo la taglia e lui mi risponde di lasciar stare perché preferisce che i miei soldi li spenda per andare da lui. Ora, da ignorante, ritengo che non sia vero che lui ha chiuso con me come dice (dice di non essere stato con nessuna donna da quando abbiamo chiuso), ma che sia solo una forma di difesa da quello che potrebbe provare per me e questo mi porta a dire che potrebbe avere un attaccamento evitante. Ora, realmente, quante possibilità ho di riuscire ad avere con lui una storia? Poiché Lei scrive che alcune esperienze possono cambiare lo stile di attaccamento, quali strategie potrei mettere in atto? Ho interpretato male i suoi segnali? Troppe domande lo so…  ma sarei veramente felice di avere un suo parere. Sono stata in passato con un narcisista patologico ma non credo che lui appartenga a questa categoria.

    • Anna Zanon 3 maggio 2015 at 19:10 - Reply

      Se proprio vuole provare a vivere un rapporto che sin dall’inizio sembra profilarsi difficile e incerto e che probabilmente non riuscirà mai a darle quello che vuole, le consiglierei di seguire queste indicazioni. Rispetti i suoi tempi e i suoi spazi, senza chiedergli dimostrazioni d’affetto o conferme e sia presente ma senza essere eccessivamente espansiva ( lo farebbe sentire soffocato).
      Tenga presente, ammesso che lui non sia un narcisista, che anche se si lega a lei stabilmente, sarà sempre un innamorato tiepido..

      • silvia 4 maggio 2015 at 15:31 - Reply

        Intanto grazie per la Sua risposta! 🙂
        Se possibile volevo sapere se, quindi, lo reputa una persona con attaccamento evitante e secondo lei cosa voglia dire questa sua discrepanza tra ciò che dice e come si comporta poi.
        Grazie ancora e buon lavoro!!

        • Anna Zanon 8 maggio 2015 at 08:00 - Reply

          Cara Silvia, una persona può desiderare intensamente una relazione stabile ma può non avere le capacità per stare in un rapporto. Ecco, perchè la discrepanza tra quello che dice e quello che fa. Io le consiglierei di guardare i fatti più che le parole

  6. Carmen 15 maggio 2015 at 08:54 - Reply

    Dottoressa è ragionevole ipotizzare una correlazione tra attaccamento di tipo evitante e dipendenza lavorativa?

    • Anna Zanon 15 maggio 2015 at 17:17 - Reply

      Nient’ affatto : spesso le persone con attaccamento evitante sviluppano una dipendenza lavorativa..

  7. Serena Rossi 2 giugno 2015 at 21:54 - Reply

    Gentilissima dottoressa.,
    finalmente dopo tanti anni scopro come i miei problemi relazionali siano legati a un trauma dell’attaccamento, avendo sviluppato un m.attaccamento insicuro.
    Mio marito è palesemente un uomo con attaccamento evitante e dopo dodici anni che stiamo insieme non ce la faccio più a tollerare la sua distanza emotiva e sto maturando di separarsi ma non è facile con un bimbo di 4 anni.Ho tradito mio marito più volte trovandomi sempre invischiata in situazioni con uomini che alla fine mi rifiutavano. In particolare, ed è il motivo per cui è su cui vorrei un suo parere, l’anno scorso conosco un uomo divorziato di 12 anni più grande di me , io ne ho 45, perché condividiamo un interesse comune. Un uomo molto razionale ma mi sembrava anche con buoni sentimenti. ..mi parla di come la moglie lo abbia lasciato improvvisamente quando la terza figlia aveva 7 anni credo e di come sia stato male. Mi riporta un’altra relazione importante con una donna per cui diceva di aver perso la testa e per la quale ha fatto vere pazzie (soprattutto a livello economico essendo lui molto benestante ) e lei aveva la stessa modalità di manifestare l’amore con mille regali finché comincia a dirgli una volta che lo ama pazzamente e la volta dopo no..insomma lo esasperato finché dopo un paio di anni finisce.
    ecco cominciamo una relazione, mi sembra coinvolto, mi cerca sempre finché un giorno tardo a confermarlo che ci saremo visti e comincia a cambiare…io mi innamoro, sento ogni giorno il mio sentimento crescere e credo che sia così anche per lui..ma invece comincio a percepire che vuole mantenersi a distanza, una sera abbiamo una discussione e lui mi dice che non vuole soffrire…la storia prosegue finché dopo le vacanze di Natale in cui comunque mi aveva cercato ci vediamo sembra ancora normale sono più chiara gli dico che con mio marito ormai condividiamo poco … non so cosa gli succeda dopo questo incontro non di fa sentire…lo chiamo non risponde, riusciamo a vederci su mia sollecitazione dopo un paio di settimane e comincia a offenderti sotto forma di scherzo su tante cose..sembra un’altra. .finché non gli dico che lo amo (preciso che gliel’ha vedo già detto quando avevamo festeggiato insieme il Natale il 20 dicembre prima che lui partisse..insomma alla mia frase ti amo pazzamente risponde urlando che cazzo dici ..o rosee dicendomi che lui non è innamorato, dicendomi frasi “tu non sai cosa faccio quando sono innamorato! anche il fatto di non fare salti mortali per vedersi e poi ha ragione il mio amico quando dice che se sei innamorato lei è la prima persona a cui pensi al mattino e alla sera etc..mi dice che lui fa regali anche ad estranei quando gli dico ma perché mi hai fatto il regalo di Natale? E dice che mi scriveva solo per educazione…io sono traumatizzata, ancor oggi quest’esperienza mi fa soffrire …non riesco ad accettare il suo non amore e soprattutto le modalità tremende che ha utilizzato.,
    Può c’entra re tutto questo con i rispettivi modelli di attaccamento? O sono io che non riesco ad accettare che quest’uomo mi abbia usata e che abbia vomitato addosso a me la sua rabbia del passato?

  8. Serena Rossi 2 giugno 2015 at 22:09 - Reply

    Volevo scusarmi per i refusi sperando che ciò che scrivo sia comprensibile. .specifico che avevo fatto presente a quest’uomo i miei problemi con mio marito anche se non subito non ero riuscita la prima volta che mi aveva chiesto di parlargliene. .cosa che poi in occasione della discussione di cui parlavo prima mi rifacciamo dicendomi che lui me l’aveva chiesto ed io avevo risposto che non volevo parlare di mio marito.Ma avevo bisogno di tempo per aprirmi.e gli avevo poi fatto presente la possibilità concreta di volermi separare per i motivi spiegati sopra…di dimostrava anche geloso ma tutto questo ora dopo 4 mesi dalla fine mi sembra contraddittorio. .quella sera quando mi dice che non è coinvolto io gli chiedo di non cercarmi più. .le sue parole invece sono state:beh tanto non è successo niente, anche a me è capitato di stare con persone che non erano coinvolte…”ma io mi chiedo tuttora il senso di queste sue parole. .
    grazie !

    • Anna Zanon 7 giugno 2015 at 19:41 - Reply

      Cara Serena, può capitare che una persona amareggiata per la fine di un matrimonio ( ma se sua moglie l’ha lasciato di punto in bianco un motivo ci sarà. Probabilmente l’avrà portata al limite della sopportazione) di cui incolpa la partner senza fare nessuna autocritica, abbia molto rancore conscio/ inconscio verso le donne.
      E con lei si è vendicato delle sue sofferenze precedenti, abbandonandola come lui si è sentito abbandonato.
      Io credo che nel vostro rapporto ci sia troppa confusione per poter vivere una storia serena: lei è ancora sposata e lui sembra non aver elaborato la rabbia e la delusione dei suoi precedenti fallimenti sentimentali.
      Bisogna stare attenti perchè se lui non elabora la rabbia rischia di agirla come ha fatto con lei.

  9. Diana 26 agosto 2015 at 10:39 - Reply

    Salve Dottoressa,
    ho conosciuto un ragazzo che sinceramente mi ha fatto sentire unica mi ha corteggiato in un modo che mai nessuno lo aveva fatto, era speciale, gentile e sopratutto presente. Sono consapevole che gli ho dato tanta sicurezza cioè gli ho fatto capire che mi piaceva ma nonostante ciò lui mi diceva e mi faceva capire che non c’era nessun problema, anzi, che ero la prima ragazza che gli dimostrava amore prima di perderlo e ciò lo rendeva veramente felice, mi diceva che si trovava bene con me e che era nuova quella sensazione di stare con una persona che gli faceva staccare la spina per cosi dire da tutti i suoi problemi, questo ragazzo ha iniziato a lavorare di notte in un locale come buttafuori, mentre io pensavo che quel lavoro avrebbe rovinato tutto è stata per me una sorpresa quando invece ci ha legato ancora di più, finiva di lavorare alle 5 di notte e si faceva 1 ora di strada per venire da me, voleva sempre farmi star bene, mi faceva sorprese, il fatto che rinunciava a stare con la sua famiglia ogni domenica per star con me, mi ha presentato la sua famiglia cosa che non aveva mai fatto con nessuna ecc. cioè tutte queste cose mi facevano sentire speciale e sopratutto unica, ma un giorno tutto è cambiato ha lasciato quel lavoro e ha iniziato ad uscire sempre di più con i suoi amici ma ciò non toglie che ha sempre trovato tempo per stare con me, ha iniziato però ad essere geloso, possessivo, ha iniziato a non farsi sentire come prima a vederci sempre di meno rispetto a prima ovviamente ho pensato che c’era un’altra persona invece mi sbagliavo non c’era nessuna, lui su di me voleva avere il controllo totale, guai però se io facevo una domanda o gli chiedevo se qualcuna gli aveva scritto o cose del genere, quindi evitavo tutte queste cose o discussioni inutili per non rovinare il rapporto.
    Giorno dopo giorno il suo cambiamento lo notavo sempre di più, da il ragazzo dei miei sogni è diventato sempre più egoista nei miei confronti ad esempio: se gli chiedevo ” ci vediamo come al solito questa domenica” la sua risposta ” ti voglio chiamare ti chiamo se ti voglio vedere ci vediamo ma quando lo dico io non perché me lo dici tu” ha iniziato dal nulla a dire che il nostro rapporto non poteva funzionare per colpa mia, voleva trovare sempre difetti in me, mi dava la colpa di tutto, mi rispondeva sempre male; poi cambiava tornava ad essere il ragazzo dolce e mi diceva che ogni volta che volevo parlare del nostro rapporto lui si bloccava e ciò lo faceva allontanare, poi ha iniziato a dire che il nostro non era un rapporto, che non stavamo insieme, che a lui non piaceva sentirsi legato a nessuno “imprigionato”, dopo tutte queste cose la mia sicurezza, il sentirmi sempre attaccata ha fatto si che io mi mostrasse debole davanti a lui e secondo me cosi non è che lho portato a cambiare ma anzi è diventato peggio.
    Abbiamo deciso di fare un weekend al mare ed è stato bellissimo, cioè ho rivisto quel ragazzo unico, speciale quello che mi aveva fatto innamorare, perché mi ero innamorata di lui. Quando siamo tornati a casa da quel bellissimo weekend, di nuovo la mia tortura, spariva non si faceva vivo, poi di nuovo tornava con messaggi bellissimi e assicurandomi che non c’era nessun’altra, era diventato cosi sincero che nonostante ho scoperto il suo carattere egoista, sapevo che non si sarebbe posto nessun scrupolo nel dirmi se c’era un’altra persona.
    Nonostante io lottasse per questo rapporto, nonostante lui sapesse che lottavo per il nostro rapporto ha deciso di mettere fine a questo rapporto.
    L’ho cercato diverse volte e ogni volta che ci vedevamo mi diceva che non sapeva perché faceva cosi, che io ero una persona importante per lui, che lui a me ci teneva, ma non sapeva perché sentiva la necessita di andare via da me.
    Lui è andato via un mese, e in questo mese ho preso la decisione di mettere la parola fine anch’io, ho cambiato numero, sono passati alcuni giorni e visto che era il compleanno di suo nipote gli ho mandato un messaggio con gli auguri per il bambino ( su facebook perché non volevo avesse il mio nuovo numero).
    Abbiamo iniziato a scambiarci qualche messaggio una volta ogni tanto e mi ha detto che gli mancavo ma che avevo sbagliato tutto io che ero diventata pesante nei suoi confronti facendolo sentire intrappolato, che io avevo rovinato tutto che ero io l’unica colpevole, il giorno dopo un altro messaggio dove mi diceva ” ce un’altra cosa che mi fa arrabbiare tu hai cambiato numero e se io ti volesse cercare, tu il mio numero ce l’hai ma se io ti volesse cercare? gli rispondevo che lo sapevamo entrambi che non l’avrebbe mai fatto per il suo orgoglio e lui si ma non si sa mai”
    non gli diede il mio numero e ciò lo faceva arrabbiare e me lo diceva sempre, decise di dargli il mio numero e non mi ha mai chiamato, mai un messaggio mai niente, dopo un’altra lamentela dove mi diceva che io ero andata avanti lui invece non sentiva nessuna e che io gli avevo promesso che avrei lottato per lui, che gli avevo promesso che lo aspettavo dopo il suo viaggio, riuscì in qualche modo a a convincermi e tornai a credere nel nostro rapporto ma ogni volta che gli chiedevo se secondo lui poteva funzionare era molto diceva sempre booh non lo so forse, non saprei, mi manchi, ti penso, sei importante ma dietro ogni messaggio il HAI FATTO TUTTO TU è COLPA TUA.
    Mi diceva sei una che non molla perché vuoi arrenderti con il nostro rapporto, vedendo tutte queste cose, vedendo o meglio credendo che anche lui ci teneva ho deciso di lottare per lui di aspettarlo quando tornava, arrivo il giorno che finalmente lo avrei visto e mi disse che lui non si trovava più bene con me, che lui a me ci teneva ma sentiva il bisogno di stare con altre donne, che lui mi voleva bene lì mi sono chiesta il perché illudermi e farmi credere che sarebbe tornato da me, perché insistere nel volere il mio numero nuovo, perché tutto questo.
    Dopo qualche giorno comunque lui era consapevole che stavo male perché lo ammetto lho chiamato diverse volte e mi ha chiesto di vederci per parlare cosi mi spiegava tutto, ci siamo visti e gli ho spiegato che ero davvero delusa del suo comportamento e lui mi ha detto che gli dispiaceva che stavo male che lui ci teneva a me e che ero molto ma davvero molto importante per lui la cosa strana è che ogni volta che gli dicevo che io comunque andasse per lui ci sarei stata lui sempre mi ha risposto la stessa frase ” tu pensa a la tua di vita che alla mia ci penso io”, mi ha detto che lui sapeva che io lo amavo e sapeva anche che anche se era dura per me riteneva opportuno dirmi la verità cioè che voleva essere libero, sta da solo e sentire altre donne.
    sinceramente quando ho letto il suo articolo, ho rivisto in ogni parola in ogni descrizione lui, ma non capisco, in questo momento non so neanche perché sto scrivendo tutto questo, so solo che ho sentito il bisogno di sfogarmi qualunque cosa Lei mi possa dire per capire questo suo comportamento, questo suo essere e non essere, questo tengo a te, voglio te ma voglio star da solo, che possa aiutarmi anche solo per capire che non è stata colpa mia perché sentirmelo dire cosi tante volte e sentirmi dire NON MI BASTI PIU’ ha fatto si che io perdesse la sicurezza in me stessa.
    Grazie

    • Anna Zanon 11 settembre 2015 at 15:36 - Reply

      Cara Diana, mi sembra di capire che il suo ragazzo sia un narcisista da manuale. Sul mio sito ho scritto diversi articoli su questa tematica, potrebbe leggerli e leggere anche tutte le numerose esperienze delle altre ragazze che si sono innamorate di un narciso. La rete offre molto materiale su questo argomento. Leggendo e informandosi su questo argomento, pian piano capirà che non è colpa sua, che certe persone hanno delle caratteristiche psicologiche che le rendono incapaci di amare

  10. Erica 1 settembre 2015 at 22:23 - Reply

    Gentile dottoressa,
    sono una studentessa di 22 anni e recentemente ho preso consapevolezza di avere un attaccamento insicuro ambivalente con mia madre. Mia madre è una donna ansiosa, apprensiva e molto protettiva. Consciamente non mi ha mai trascurato, ne è stata imprevedibile o assente. Mi chiedo se sia possibile che i traumi da lei vissuti ( padre alcolista e violento, morte di una sorella di 6 anni e quindi sensazione di essere la “sostituta” e dover essere come questa bambina, incidente quasi mortale del fratello che ha completamento assorbito la famiglia, che ancora oggi presta moltissima attenzione a questo mio zio) si siano trasmessi a me senza che palesemente mostrasse i tipici comportamenti di una madre ambivalente e quindi è come se io fossi il contenitore psichico suo e di mia nonna oppure che inconsciamente, magari nelle sue espressioni facciali, abbia avuto comportamenti imprevedibili. Se è possibile volevo anche sapere, dato che sono molto pensierosa su questo mio attaccamento, se posso fare qualcosa per allentare la massimizzazione che ho nei suoi confronti e migliorare il rapporto con il mio fidanzato, che credo abbia un attaccamento evitante e del quale non mi va mai bene niente; infatti avendo difficoltà a aprirsi con me e a esternare le sue emozioni mi causa sofferenza, data la mia necessità di amore e conferme. L’anno prossimo, dopo la laurea, ho in programma di intraprendere una psicoterapia ma prima di allora vorrei avere qualche consiglio.
    grazie molte
    Erica

    • Anna Zanon 2 settembre 2015 at 08:54 - Reply

      Gentile Erica, con rara sensibilità lei ha colto bene la situazione. Gli psicologi parlano di una trasmissione intergenerazionale del trauma ovvero i traumi dei genitori che non sono stati elaborati rischiano di trasmettersi ai figli. A volte, il non detto ( quello che è troppo brutto per poter essere messo in parole) fa a volte più danni del racconto di eventi traumatici.
      Detto questo, mi chiedo se un fidanzato con attaccamento evitante possa essere la persona giusta per lei o possa invece peggiorare le sue insicurezze.
      Se per lei questo rapporto è molto importante e vuole continuare, le consiglierei di evitare di chiedergli conferme ( più lo fa e più lo allontana) e di lasciare che sia lui a cercarla con i suoi tempi e i suoi modi.

  11. Eva 3 settembre 2015 at 14:04 - Reply

    Buongiorno dottoressa.
    Vorrei sottoporle brevemente la mia esperienza: esco da poco da una relazione durata quattro anni con una persona che ho amato moltissimo… La separazione ha causato in me un terremoto emotivo talmente forte da spingermi a guardare a fondo dentro me stessa. Ho capito di essere caratterizzata da attaccamento di tipo evitante che mi ha portato a vivere la relazione in maniera distaccata e a rifiutare l’idea di un progetto a lungo termine con il mio ex compagno, nonostante non abbia mai messo in dubbio la profondità dei sentimenti che nutrivo per lui. Adesso, a distanza di mesi, vedo le cose con molta chiarezza e capisco le ragioni di molti miei comportamenti. Il punto è che non voglio mai più ricadere in quei meccanismi e non voglio permettere che il passato condizioni pesantemente il mio presente, tantomeno il mio futuro. Purtroppo con il mio ex compagno non c’è più nessuna possibilità di recupero ma, anche se la cosa mi addolora molto, sono fermamente decisa ad andare avanti e a costruirmi un futuro sentimentale sereno. La mia domanda è: basteranno consapevolezza e volontà di cambiare ad impedirmi di ripetere gli errori commessi in passato? Sono sempre stata fermamente convinta che i comportamenti si possano modificare e in questo momento sono aggrappata a questa convinzione con tutte le mie forze….

  12. Carolina 6 settembre 2015 at 10:05 - Reply

    Buongiorno dott.ssa,
    Sono una ragazza di 24 anni e leggendo il suo articolo mi sono resa conto di avere un attaccamento di tipo ambivalente. Mi sono sempre reputata una ragazza sicura e forte ma le frasi che ho letto hanno messo in discussione tutte le certezze che pensavo di avere. Penso che le mie insicurezze derivino dal fatto che all’età di 14 anni mia madre se n’è andata di casa lasciando me e mia sorella più piccola col papà e io sono dovuta crescere in fretta per accudire mia sorella e per essere un punto di riferimento per la famiglia. Per anni cercavo attenzioni e amore da parte di mia mamma ma sono sempre stata rifiutata perché al primo posto c’era il suo nuovo compagno. Credo che questo bisogno disperato di attenzioni e affetto abbiano minato la mia autostima.
    Ora da circa un anno sto insieme ad un ragazzo che definirei dall’attaccamento evitante, il quale logicamente mi crea insicurezze e dolore, ma non riesco a staccarmene in quanto mi sono innamorata e sento che in fondo ha bisogno di me. Il problema che volevo sottoporle è che sono sempre stata attratta da questo tipo di uomini perché se ne trovo qualcuno che mi dedica attenzioni e affetto lo respingo e non porto avanti la conoscenza. E il fatto è che allo stesso tempo desidero la stabilità e una futura famiglia con un uomo amorevole al mio fianco.
    Secondo lei da cosa deriva questa mia attrazione per i ragazzi che non si concedono mai del tutto? È una cosa che potrei risolvere in qualche maniera?
    La ringrazio,

    Carolina

    • Anna Zanon 8 settembre 2015 at 11:50 - Reply

      Buongiorno, credo che il suo sia un problema di fiducia.
      La sua paura dell’abbandono è così elevata che tende a scegliere persone che non volendo un rapporto stabile, non possono veramente abbandonarla.
      L’antidoto è quello di concedere una possibilità ai ragazzi seriamente interessati senza scartarli perchè non prova un sentimento immediato.

  13. maristella 7 settembre 2015 at 14:35 - Reply

    Gentile dottoressa, voglio ringraziarla anticipatamente per lo spazio e l’attenzione che vorrà darmi. Difficile raccontarmi in poche righe ma ci proverò. Ho 50 anni, separata da 13 e mamma di tre ragazzi, la più piccola di 15 anni. Mio marito, di punto in bianco, sentendosi “in gabbia” ha deciso di lasciare la famiglia. I bambini erano molto piccoli, è stata dura, è successo dall’oggi al domani e non ho neanche avuto il tempo di provare a porre rimedio ad una condizione che evidentemente in mio marito, uomo chiuso e di poche parole, lavorava da tempo ma ho incassato il colpo. Dopo qualche anno dalla separazione la morte di mio papà e l’improvviso (ma cercato) dissesto finanziario di mio marito, rimasto per molto tempo senza reddito, mi fanno piombare in una situazione di angoscia e ansia. Il mio pensiero costante era sopravvivere giorno per giorno, contando i centesimi, e non fare mancare l’indispensabile ai miei figli, ancora molto piccoli. Ho fatto tutto da sola, vendendo la casa di nostra proprietà, facendo molte rinunce e dedicandomi completamente ai miei ragazzi.
    Credo molto nell’amore e nella famiglia, non essere riuscita a garantire ai miei figli una famiglia”normale” e serena è per me un fallimento ma vorrei riuscire a trasmettere loro il desiderio di amare, la fiducia in rapporti sereni e costruttivi, quello che purtroppo a me manca.
    Non ho avuto molte storie dopo la separazione, ricordo avvenuta nel 2002, ma mi accorgo di vivere queste storie sempre con la paura e l’angoscia che finiscano, ho un tale bisogno di sentirmi amata e rassicurata e quasi protetta che divento pesante e chiedo conferme e attenzioni e mi pare di non averne mai abbastanza. E me ne accorgo, da sola mi dico che sarà l’ultima volta e che tutto cambierà ma poi…è più forte di me, la mia insicurezza ha il sopravvento e le mie paure hanno il sopravvento. Ho dimostrato al mondo di essere una donna forte ma quando abbasso le mie difese e mi lascio andare divento una bambina piagnucolosa e indifesa. Riuscirò mai a cambiare e a trovare dentro di me anche questa forza? La ringrazio ancora e la saluto cordialmente

    • Anna Zanon 8 settembre 2015 at 11:23 - Reply

      Buongiorno, io credo che prendere consapevolezza della problematica sia il primo passo per risolverla. Dando voce alle sue paure, che sono legittime, magari scrivendo un diario oppure esprimendole in modo creativo, possono diventare meno intense, quindi più gestibili e controllabili.
      Se da sola non riesce a contenere le sue ansie, può prendere in considerazione l’idea di rivolgersi ad un terapeuta.

  14. rosetta 22 gennaio 2016 at 18:44 - Reply

    dottoressa saro’ molto concisa. Un uomo che mi fa sentire una donna importante con dei valori che mi manifesta quelle attenzioni affettuose che si mi sono mancate da piccola che mi accontenta in ogni cosa che mi amam veramente gentile educato maturo premuroso gentile ……MA NON PROVO ATTRAZIONE FISICA COME PUO’ ESSERE . QUESTO FA SI CHE QUESTA RELAZIONE PER ME PUO’ ESSERE CONCLUSA .IL SESSO PUO E L ATTRAZIONE FISICA PUO’ ESSERE ANCORA COSI IMPORTANTE ALLA MIA ETA HO 51 ANNI E LUI 40 . NON RIESCO A LASCIARMI ANDARE E NON VOGLIO NEMMENO FARMI TOCCARE . NON LO GUARDO MAI CON INTERESSE MA STO SEMPRE A DIRGLI DI CURARSI E DI NON INGRASSARE STO SEMPRE E SOLO A GUARDARE QUANTO MANGIA COME SI VESTE … NON PUO’ ANDARE UNA STORIA COSI. GRAZIE DOTTORESSA LA SUA RISPOSTA SARA PER UN GRANDE SOSTEGNO …

    • Anna Zanon 24 gennaio 2016 at 11:54 - Reply

      Non è che lei ha paura di innamorarsi di un uomo di 11 anni più giovane che la tratta come una principessa? Forse la sua mancanza di attrazione fisica potrebbe nascere da una difesa contro una storia d’amore che teme potrebbe non essere duratura. Non ci crede e perciò per allontanarlo lo svaluta

  15. rosa 25 gennaio 2016 at 17:53 - Reply

    Salve dottoressa leggendo il suo argomento capisco adesso perche’ anche i miei figli vivono cosi allo sbaraglio.Mi sono separata nel 1996(avevo 30 anni) , Uno e’ diventato una testa calda l altro si e’ trasferito al estero perche’ stare in italia gli stava diventando stretto.Quindi sono rimasta da sola perche’ il grande non mi considera piu’ il secondo e’ legato allo zio e si ricorda di me raramente.Non sono piu’ riuscita dopo la separazione ad avere un rapporto normale con entrambi. le mie relazioni sono finite tutte piu’ o meno importanti . La mia e’ stata un infanzia molto difficile a tre anni sono stata messa in collegio con tutte le conseguenze del caso… anche l ultima relazione e’ finita perche’ troppo diverso da me ma sopratutto non c era attrazione fisica.. Pensa che sara’ sempre cosi la mia vita a rincorrere l uomo giusto a 50 anni … Cosa ho fatto di sbagliato non puo’ essere una separazione ad avermi portata a vivere tutte cose assurde…. Grazie dottoressa.

  16. Nicky 24 giugno 2016 at 12:43 - Reply

    Quanto e` difficile combattere lo stile di attaccamento e sforzarsi di cambiare quelle dinamiche disfunzionali.. Io ho avuto un rapporto molto problematico con i miei genitori: mio padre alcolizzato e violento, mia madre dipendente affettiva, dopo il divorzio da mio padre passava da una relazione all’altra portandosi a casa ogni uomo e facendolo vivere con me e mia sorella . Erano quasi tutti uomini con problemi di alcol o droga, per cui io e mia sorella eravamo sempre in situazioni potenzialmente pericolose e ci sentivamo sempre trascurate. Mia mamma passava da un periodo in cui era buona e gentile con me, a periodi in cui trascurava la casa, non cucinava, spariva e mi attaccava dandomi dell’egoista ecc finché un giorno mi ha preparato una valigia e mi ha mandata via. Non le ho parlato per un anno e mezzo e la volevo fuori dalla mia vita, ma un giorno si e` presentata a casa di mia nonna, dove stavo in quel periodo, e mi ha praticamente costretta a parlarle. Non mi ha mai chiesto scusa veramente e credo che ancora adesso non si renda conto del male che ci ha fatto, ma so che ha dei forti limiti per via dei problemi che ha avuto nel corso della sua vita..
    Comunque come risultato non riesco a vivere le relazioni in modo sereno e tranquillo, ma al contrario sono sempre piena di ansie, paure e insicurezze, che mi portano a scegliere le persone sbagliate per me e a riconfermare tutte le insicurezze..
    Ci sto lavorando grazie ad un percorso con uno psicoterapeuta, sento di essere cresciuta e maturata ma ancora non mi fido di me stessa e ho paura di avere una nuova relazione..

    • Anna Zanon 26 giugno 2016 at 19:41 - Reply

      Gentile Nicky..non è facile è vero ma lei ha una buona “stoffa” e sono sicura che potrà farcela!

  17. Giuseppe 17 marzo 2017 at 16:48 - Reply

    Buonasera dott.ssa,

    Mi chiamo Giuseppe ed a agosto ho chiuso una storia durata 16 anni. La mia ex aveva molti dubbi sul proseguire o meno la storia, pertanto dopo aver preso un periodo di pausa e averne richiesto dell’altro e sotto mia pressione per una risposta, ha preferito chiudere la storia, anche se con grande sofferenza e più che altro rinviando più volte una risposta definitiva.
    A partire da ottobre sto frequentando una nuova ragazza e a partire da gennaio abbiamo convissuto assieme per un mese abbondante, finché lei che fa la consulente ha avuto un incarico a Reggio Emilia.
    Io, chiaramente, l’ho vissuta male, perché aveva fatto tanto per chiedermi di andare a convivere con le e poi mi sono ritrovato nuovamente da solo.
    Premetto che sapevo che faceva la consulente e che quindi temevo che una situazione simile si verificasse, ma speravo, anche sulla base di quello che lei mi diceva (verrò forse mandata vicino), di no.
    Fatto sta che ora e sicuro fino a luglio resterà lì dal lunedì rientrando il venerdì sera.
    Lei ha 28 anni, io 40, quindi la comprendo che lo fa per crescita professionale, ma quando penso che lei antepone i suoi interessi lavorativi alla nostra relazione, quando penso che non posso viverla, quando penso che questa situazione potrebbe ripresentarsi, un po’ ho il timore di non aver trovato la persona giusta.
    Lei ha già detto che vuole fare ancora 1 anno di queta vita da consulente, ma come faccio a prevedere il futuro e siamo sicuri che lei cambierà lavoro dopo un anno?
    Sono tutti dubbi che mi assillano e che non mi lasciano vivere bene la storia e di mio tendo a essere sfuggente, freddo da quando è partita. Questo, chiaro, non la fa star bene, anche perché lei caratterialmente è una persona che vuole avermi “sotto controllo”, sapere cosa faccio o non faccio.
    Di certo non vorrei nemmeno il cagnolino o una persona che per tutto il giorno mi è sempre vicina (anche se nella mia storia precedente, quella di 16 anni, di cui 5 di convivenza, è stato un po’ così) ma non mi piacerebbe nemmeno, probabilmente per una differenza di età, stare con una persona con cui ci sto solo il 30% di tutto l’anno.
    Chiaro, sono dibattuto, anche perché mi chiedo cos’è amare o l’amore.
    Le chiederei a riguardo una sua cortese opinione.
    Grazie,

    Giuseppe

    • Anna Zanon 17 marzo 2017 at 19:40 - Reply

      Credo che in una relazione sia importante volere le stesse cose. Mi sembra che siate in due punti diversi del vostro ciclo di vita: mentre lei a 40 anni, ha già trovato la sua strada professionale, sperimentato un lungo rapporto e sa quello che vuole, la sua compagna è ancora in una fase della vita di sperimentazione ( fino a 30 anni ci sta) in cui forse una convivenza non è la sua priorità.
      Non è detto che questo non possa cambiare ma farle delle pressioni o forzare la situazione perché prenda un impegno che non è ancora pronta a prendere, peggiorerà la situazione.
      Capisco il suo punto dilemma..in amore non ci sono certezze. Tutto dipende da quanto lei sente che si può fidare, da quanto sente che ne valga la pena e da quanto riesce a tollerare questa situazione indefinita

  18. adele 20 aprile 2017 at 08:56 - Reply

    Buongiorno, innanzitutto complimenti per i suoi articoli, chiari e semplici da capire, leggendo quest’ ultimo sui modi di amare e i conseguenti rapporti evitanti volevo farle presente la mia “storia”attuale , all’incirca due mesi fa dopo vari messaggi di un uomo ( anni 40 , io ne ho 37 ) conosciuto in chat decido di dargli una possibilità e vedere questa persona cosa cerca, cosa vuole da me, iniziamo pertanto una sorta di scambio di messaggi dal quale poi arriviamo a scambiarci i numeri di telefono, iniziano le fatidiche chiamate che culminano ,già qui premetto su mia “insistenza” ( ho voluto più io che lui ecco perchè scrivo insistenza) nel fatidico incontro reale fattibile in quanto viviamo in due paesi distanti ma comunque vicini ( 50 km ).Apparentemente il primo incontro in me non ha sortito chissà quale grande entusiasmo, in quanto lui un tipo molto tranquillo poco ironico permaloso, ma che comunque stava al gioco, alle mie battute al mio modo di fare molto estroverso, essendo però io una persona che non si ferma troppo alle prime apparenze ho deciso che comunque se lui mi avesse cercata ancora lo avrei rivisto, anche perchè mi ha colpito molto il fatto che non si fosse posto in maniera diciamo disinibita già al primo incontro e che comunque avesse fatto degli apprezzamenti carini sui miei occhi, cose che apparentemente sembrano sciocchezze ma che invece spesso gli uomini non fanno, a questo punto il problema dove sta?Sta nel fatto che dopo questo primo incontro sono iniziati gli alti e bassi, lui appare e scompare mi cerca poi fugge, poi ci incontriamo poi fugge lui afferma di avere dei problemi legati in parte da una precedente relazione con una donna assillante e gelosa, e fa intendere di avere paura di impegnarsi, poi pero’ si giustifica ogni qualvolta col fatto di non stare bene con se stesso ( non capisco se soffra di qualche tipo di depressione o cosa) ma comunque la cosa non mi piace in quanto noto che la sua vita nonostante tutto lui la fa, pertanto mi sento esclusa, non mi sento importante per lui, anche se lui ( non so su quali basi ) dice il contrario, non mi ha mai forzata nel fare qualcosa che non volessi anche a livello sessuale, questa storia va avanti da due mesi e mezzo ed io ammetto di essermi raffreddata ed ammetto che sto perdendo la pazienza ma nello stesso tempo vorrei capire se le sue sono delle scuse, se ha paura di amare, se ha paura di soffrire, insomma il suo atteggiamento è “sconfortante” e non so se attendere oppure lasciar perdere sparire e vedere lui come si comporta, di certo ho capito che di questo passo non andremo oltre….

    • Anna Zanon 27 aprile 2017 at 09:28 - Reply

      Gentile Adele, la ringrazio per i complimenti. Mi sembra che le premesse di questo rapporto non siano buone e che se lei decide di continuare su questa strada debba prepararsi ad un rapporto instabile, difficile, poco soddisfacente. Cosa conta se lui fugge perché ha paura di impegnarsi, non gli piace abbastanza o frequenta altre? La maturità emotiva è di fondamentale importanza per poter avere una relazione soddisfacente, se lui non sta bene con se stesso non potrà mai stare bene con una donna.
      Se mi posso permetterle di darle un consiglio: smetta di vederlo e si risparmi mesi di estenuanti tira molla, di ” vorrei ma non posso”

  19. valentina giovannini 20 aprile 2017 at 11:59 - Reply

    Salve dottoressa,
    non avevo nessuna informazione sui tipi di attaccamento, informandomi un po ho un quadro molto più chiaro.
    sono un soggetto ambivalente, con scarsa autostima e continuo bisogno di dimostrazioni di amore da ogni parte, fidanzato, amicizie famiglie. Credo che la consapevolezza sia già un primo passo per migliorare il mio comportamento.
    Come capita spesso, da come ho letto, anche se non capisco come possa accadere, i soggetti ambivalenti intessono relazioni con soggetti evitanti.
    il mio ragazzo è un evitante, con grandi deficit in famiglia.
    Sono spinta da un grandissimo affetto per lui, non so se sono in grado di avere questo tipo di relazione, ma sono sicura di voler stargli vicino e mostrargli la mia fiducia.
    Sono anche consapevole di non poter aiutare o cambiare nessuno, le chiedo qualche consiglio per poter approcciare a questa situazione evitando che diventi insostenibile

    • Anna Zanon 27 aprile 2017 at 09:22 - Reply

      Buongiorno Valentina, mi è difficile darle un consiglio con una descrizione così generica. Perché non ci racconta un po’ meglio la sua situazione, le difficoltà che incontra, perché si considera un ” soggetto ambivalente”?

  20. Rosa 21 luglio 2017 at 02:41 - Reply

    Buonasera dottoressa.Ho avuto una storia di mesi con un uomo di 45 anni.Io ne ho 35 anni.All’inizio si è posto come un uomo pieno di valori alla ricerca della stabilita’ affettiva e di una compagna di vecchio stampo come lui. Iniziata la storia fatta di amore dolcezza, ogni tanto ci sono stati piccoli episodi in cui lui si contraddiceva su qualcosa ed affrontava la mia diffidenza scappando e dicendomi che non dovevo martellarlo aggredendolo.Solo dopo ho scoperto di avere ragione in quelle fasi in cui si litigava perchè mi aveva tenuto nascosto le sue ultime storie in cui all’improvviso vedendo anche solo un difetto della partner scappava anche dopo parole e fatti in cui dimostrava di tenerci.Non solo mentre stava con me mi diceva di avere bisogno di lunghi tempii per aprirsi perchè bloccato da qualcosa di passato e grande sfiducia nelle donne con timore che dimostrando qualcuna si sarebbero approfittate di lui Intanto è stato lui a dirmi tante bugie ed omissioni..All’inizio era molto chiuso poi piano piano qualche progresso l’ha fatto ma ogni volta davanti un confronto diretto magari anche piu’ forte mio si chiudeva e scappava per giorni facendo puntualmente la vittima.Questo atteggiamento da vittima offesa da qualche mia reazione forte è andata avanti per quasi tutta la storia.Lui ammetteva di comportarsi in modo strano e che per questo alimentasse le mie incertezze sul fatto che io dubitassi se ci tenesse a me o meno ma concludeva che era solo chiusura e non riusciva a sostenere di essere aggredito.Ad un certo punto dopo anche avermi detto di essere la persona giusta per lui ha cominciato davanti una mia richiesta di ufficializzare la storia con piccoli passi,ad essere titubante dicendo che doveva ancora valutare il fatto che mi arrabbiassi in modo forte per suoi comportamenti spesso irritanti .e sfuggenti.Ha detto che era spaventato da questo mio lato pur sapendo che avevo ragione usando questo difetto come scusa per dubitare della storia.Io gli ho chiesto come fosse possibile non rendersi conto fosse colpa dei suoi comportamenti ambigui e sfuggenti e spesso poco chiari e lui mi risponde che forse abituato a stare solo e non sa comportarsi e non sa come porsi.Ho provato a spronarlo nelle manifestazioni di affetto ma a tratti freddo altre dolce con sbalzi di umore.Spesso si ritirava in se stesso parlando della morte del padre come ancora un evento marcato anche se avvenuto dieci anni prima.La sua storia lunga avvenuta dai 20 anni ai 30.Dopo di che storie a catena in cui all’improvviso spariva quando avvenivano discussioni o vedeva un difetto della compagna anche dopo aver dichiarato sentimenti.Con me c’è stata una fase in cui sembrava essersi aperto ma quando abbiamo iniziato a litigare lui si è chiuso nuovamente dicendo che non dovevo pormi cosi che lui non ammetteva critiche o insulti perchè io dovevo non contraddirlo e non accettava chi lo facesse mettendo in luce che potesse sbagliare qualcosa.Eppure solo ora ho capito che avevo ragione nelle discussioni perchè non era totalmente chiaro con me sulle sue cose.La madre ha spesso influenzato le sue storie e criticato ogni sorta di compagna viziandolo e tenendolo sul piedistallo e proteggendolo come un bambino.andando avanti nel rapporto anche se diceva di essere innamorato e cercava di essere sempre presente con me all’improvviso ha manifestato insofferenza alla mia richiesta di ufficialita’.Solo dopo ho scoperto che le sue storie da anni arrivano ad un certo step ma poi lui non sa affrontare problemi e scappa con questa scusante che trova un difetto che non va bene e senza mai fare dei progetti concreti con la donna con cui ha una storia.Interrompe una storia ed inizia un’altra subito dopo nascondendo alla compagna che ha appena chiuso una storia.Nell’ultima discussione ho chiesto conferme dell’amore che diceva di provare ma lui ha iniziato a tirarsi indietro perchè ci stava questo difetto in me pur avendomi sempre elogiato perchè sono una grande donna con valori come voleva lui e pur avendo visto in me altri pregi e pur avendomi detto di tenerci.Da un discorso una volta disse che le sue ultime storie le donne lo amavano con intensita lui sempre a meta’ bloccato ed amava ma giusto il minimo indispensabile.Quando ho minacciato di lasciarlo se non mi dava dimostrazioni concrete che fosse innamorato e non volesse solo una storia alla giornata lui non ha fatto nulla a parte sparire e bloccarmi ovunque.questa volta la sparizione è avvenuta per quasi un mese mentre mi spia sui social e blocca e risblocca su whatsapp evitando un confronto con me pur avendolo chiamato a casa ma lui si è sempre negato.Parlando con la ex dice che anche con lei all’improvviso è fuggito dopo la presentazione alla madre e anche lei conferma che lui appena vedeva un difetto usasse questa scusa per sparire perchè non amava litigi nè affrontare problemi.Spesso nelle sue storie ha avuto queste fasi di sparizioni in cui crede forse di essere la parte lesa per poi ricercare la donna in questione quando passa la rabbia.la dinamica e’ avvenuta spesso anche con l’amico piu’ stretto con cui spesso era altanelante quando non gli andava bene qualcosa che dicesse o facesse e lui si chiudeva sparendo.e cosi con la madre se lo rimprovera per qualcosa finchè sono gli altri a doverlo pregare e ricercare e sottomettersi ‘.Cosi faceva anche con me quando si litigava si metteva a letto e dormiva non volendo parlare con nessuno.Spesso diceva che tanto tutti sarebbero tornati da lui come sempre avveniva e spesso dava per scontato anche me dicendomi che tanto io morivo per lui e alla fine lo avrei cercato sempre dopo i suoi capricci di sparizioni di giorni perchè offeso.Mi chiedo cosa possa nascondere un carattere simile e perchè un uomo che ci tiene possa arrivare a sparire cosi dalla vita di una persona senza un confronto e dimenticare anche solo l’affetto condiviso cercando gia’ altre donne in dialoghi virtuali sulle chat.cosa dovrei fare se mi ricerca per avere un rapporto sano e stabile?sperava io cambiassi le mie reazioni forti nei litigi mai consapevole che lui avesse mille difetti piu’ di me ed io solo questo ma che io da donna dovessi tollerare piu’ di lui.Cosa ha secondo lei questo uomo? e come potrei spezzare questa dinamica ora del silenzio?

    • Anna Zanon 17 agosto 2017 at 12:41 - Reply

      La risponda alla sua domanda è complessa e delicata e non può essere approfondita in questa sede. A mio parere quest’uomo potrebbe non avere le capacità relazionali per costruire un rapporto sano e duraturo con una donna. Il silenzio è usato in modo passivo- aggressivo : evita un confronto che non sa sostenere e punisce l’ altro che spiazzato dalla sua assenza si trova in una posizione di debolezza. Lui lo sa bene e ha avuto pure il coraggio di dirglielo.
      Se vuole spiazzare questa dinamica, non lo cerchi più e sia lei a sparire. Deve essere consapevole che più cerca una spiegazione e più sollecita da lui una risposta meno l’ottiene. Lo lasci invece nel suo brodo, può darsi che sia lui a farsi risentire.
      Ma sinceramente credo che con una persona così la vita di coppia non sarà né facile né gratificante

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