Come superare la depressione post separazione

Premessa
Il divorzio è una delle esperienze più dolorose e laceranti che una persona possa sperimentare nel corso della propria esistenza.
Accettare la fine di un amore è un processo psicologico complesso che ha molte affinità con quello che avviene alla morte di una persona cara. Questo articolo, dedicato a chi è stato lasciato, spiega il percorso emotivo necessario per ritrovare la serenità dopo una separazione.

Il paradosso del divorzio: con te sto male e senza di te sto peggio
Nessun rapporto finisce di punto in bianco e nessun matrimonio soddisfacente finisce con un divorzio.
Di solito, la decisione di separarsi è conseguente ad uno periodo prolungato di profonda insoddisfazione: non si riesce più a stare bene insieme, si hanno valori e obiettivi diversi e inconciliabili, non si fa che litigare oppure al contrario, nella coppia regna la distanza emotiva e la mancanza di comunicazione.
Ma persino quando il rapporto è ormai compromesso, la scintilla si è spenta da anni e la fiducia reciproca è incrinata, dirsi addio può essere tremendamente difficile.
Persino quando il matrimonio è stato estremamente deludente e i due coniugi sono arrivati al punto di odiarsi, difficilmente la separazione viene vissuta come una liberazione.
Anzi, la maggioranza delle persone dopo il divorzio sperimenta un periodo di insicurezza personale e di estrema fragilità emotiva: a prescindere dalla durata del matrimonio, si esce dal divorzio in qualche modo “segnati” e cambiati.
Infatti, la dissoluzione del legame matrimoniale non costituisce solo la fine di una storia d’amore importante ma anche di tutto quello che un matrimonio rappresenta a livello psicologico: è la fine di un progetto di vita in cui si era creduto e scommesso, dei sogni per il futuro, di una relazione che si sperava sarebbe durata per sempre.
Il divorzio è una perdita affettiva importante che racchiude in sé tante altre perdite (economiche, pratiche, sociali, familiari, ecc) e in quanto tale è in grado di scuotere in modo profondo l’identità e l’autostima.
A questo punto è importante fare una precisazione: la fine di una relazione è processo doloroso anche per chi prende la decisione di lasciare, ma per chi viene lasciato lo è molto di più.
Infatti, il partner che decide di interrompere la relazione, pur essendo costretto a sopportare il peso della responsabilità della decisione e dovendo fare i conti con il dubbio di aver fatto la scelta giusta e con i sensi di colpa, è quello che se la cava meglio perché è il meno coinvolto emotivamente.
Chi viene lasciato vive, invece, una dolorosa esperienza di abbandono e di rifiuto che può intaccare in modo molto profondo l’autostima e la fiducia nell’amore e nel futuro.
Il coniuge che ” subisce” il divorzio soffre molto più a lungo e molto più intensamente, ma se riesce a superare questa esperienza così devastante, esce dalla separazione con Io più forte e con una rinnovata consapevolezza delle proprie capacità e delle possibilità che la vita può offrire.

Come superare l’abbandono.
Il divorzio è una delle esperienze più dolorose e devastanti che gli esseri umani possano sperimentare dopo la morte di una persona cara, l’invalidità permanente e una grave malattia.
Accettare l’abbandono della persona amata richiede tempo (come minimo un anno ma secondo la mia esperienza professionale i tempi sono molto più lunghi ) e un processo psicologico complesso di elaborazione della perdita per certi versi analogo a quello che avviene alla morte di una persona cara.
In genere, il processo dell’elaborazione del lutto avviene per fasi la cui durata e intensità varia da individuo a individuo.
Ciascuno vive il lutto per la fine del matrimonio a modo suo: in alcuni predomina la componente depressiva, in altri la rabbia per l’abbandono subito e il bisogno di risarcimento.

La fase di negazione.
Raramente la separazione avviene di comune accordo: di solito, quando la relazione finisce c’è un partner che prende l’iniziativa della rottura, cogliendo l’altro completamente di sorpresa.
Non è infrequente che chi è stato lasciato, faccia commenti del tipo.” Avevamo un matrimonio felice e l’ultima cosa che mi sarei aspettato è che lui/ lei volesse divorziare” oppure “c’erano dei problemi ma non pensavo che lui/ lei fosse così infelice”.
Infatti, non sempre il coniuge che decide di porre fine al matrimonio ha il coraggio di esplicitare i suoi dubbi e la sua infelicità.
In molti casi il partner che lascia, fino al giorno della rivelazione continua a comportarsi normalmente, senza lasciare trapelare esplicitamente la propria insoddisfazione.
Persino quando tutto procede “abitualmente” partner che non ama più manda senza volerlo una serie di messaggi sotterranei di noia e di disinteresse che l’altro sembra incapace di cogliere.
Ma anche quando il partner mostra in modo inequivocabile il suo disamore, il coniuge più innamorato nega anche l’evidenza.
La ragione di tale cecità psicologica sta nel meccanismo della negazione, un meccanismo di difesa che ci permette di proteggerci dall’impatto di eventi traumatici , semplicemente negandoli.
Nelle prime fasi della separazione, la negazione è l’aspetto predominante.
Chi viene lasciato non riesce a credere che sia veramente finita, che l’altro lo voglia lasciare e che non lo ami più perciò continua a sperare in un improvabile ritorno di fiamma contro ogni logica e ogni evidenza.

Una completa indifferenza
Quando la negazione è particolarmente forte ( e più intenso è il coinvolgimento emotivo più intensa è la negazione) si vive un temporaneo stato di indifferenza e apatia o addirittura di ottimismo ed euforia..
E’ il caso di quelle persone che sembrano affrontare il divorzio con perfetto aplomb e si mostrano subito pronto a voltare pagina, negando qualsiasi sofferenza.
Al contrario di quello che può sembrare, questa reazione tradisce un profondo turbamento emotivo e può essere il preludio ad un tracollo psicologico successivo.

Adesso che tu mi lasci, mi crolla il mondo addosso
La maggior parte delle persone quando cominciano a rendersi conto che è finita e che il partner vuole veramente lasciarle, sperimentano un intensa sensazione di ansia e disorientamento.
Tale incertezza deriva dal rendersi conto di dover affrontare, forse per la prima volta, il mondo da soli.
Una relazione amorosa consolidata è un punto di riferimento importante e rappresenta in un certo senso una fonte di scurezza, proprio per questo quando una relazione significativa si conclude ci ha la sensazione che il proprio mondo vada in pezzi e ci si sente sperduti e vulnerabili.
I cambiamenti sono sempre faticosi, anche quando sono voluti e desiderati, chi subisce la separazione è costretto ad affrontare suo malgrado una serie di cambiamenti piccoli e grandi in tempi molto rapidi.
Nessuna meraviglia che in un periodo così stressante, la salute ne risenta (dopo una separazione non voluta la probabilità di ammalarsi aumenta vertiginosamente!) e molte persone comincino ad accusare una serie di sintomi psicofisici quali insonnia ostinata, disturbi alimentari, estremo nervosismo, disturbi psicosomatici, ecc.
Altre persone nel tentativo di gestire l’ansia legata al radicale cambiamento di vita cercano di stordirsi con comportamenti compulsivi (spese eccessive, mangiare o bere troppo) o adottando uno stile di vita completamente diverso dal precedente: per esempio, il marito pantofolaio che esce ogni sera e fa le quattro del mattino o la moglie fedele che ha una serie di avventure di una notte.

Rimorsi e sensi di colpa.
Non appena le questioni pratiche si sono sistemate e ci si ritrova a dover fare i conti con il letto vuoto, la casa silenziosa, e con tutti i cambiamenti che comporta la nuova vita da single, la maggioranza delle persone inizia a sperimentare una profonda sensazione di depressione. La depressione deriva dal fatto che cominciamo a renderci conto della perdita subita ma non riusciamo ( e non vogliamo!) accettarla.
Durante la fase depressiva la persona che è stata lasciata si addossa tutta la responsabilità del fallimento del matrimonio e si macera nel rimorso e nel senso di colpa.
In altre parole, continua a credere che se non avesse fatto certi errori, se avesse avuto un carattere diverso, sarebbe ancora felicemente sposata.
Paradossalmente questi dubbi sono la prova dell’attaccamento verso il partner e della buona volontà di far funzionare il matrimonio!
A volte, i rimorsi e i rimpianti vengono indotti dal ex partner: chi lascia, per sentire meno il peso del senso di colpa, si difende scaricando la responsabilità sul poveraccio che viene lasciato.
Questa fase è molto delicata dal punto di vista psicologico perché se non adeguatamente elaborata può portare chi sta vivendo la separazione a vivere il divorzio come la prova della propria inadeguatezza personale.
Dal punto di vista psicologico, questo ritenersi completamente responsabili della fine della relazione ha un altro risvolto: inconsciamente crediamo che se tutto dipende da noi e se la relazione è fallita per colpa nostra, se ci impegniamo abbastanza la relazione potrà essere riportata in vita.
Purtroppo questo non si verifica quasi mai : infatti, nel momento in cui l’altro non vuole più vivere il rapporto e non vuole neppure fare un tentativo per salvarlo è evidente che la relazione non esiste già più.
Non c’è più una coppia ma solo una persona che si illude che il rapporto esista ancora.

Una profonda rabbia
Dopo alcuni mesi o settimane di depressione, comincia ad insorgere verso l’ex partner un sentimento di rabbia:mentre prima ci si dava tutte le colpe del mondo, adesso tutti i torti vengono attribuiti al partner.
Ci si percepisce come la vittima di una persona indegna che ci ha rovinato la vita.
In questa fase è normale provare un sentimento di rancore intenso nei confronti del proprio ex, nutrire dei desideri di vendetta o avere delle fantasie aggressive.
E’ una reazione normale e assolutamente necessaria del processo di guarigione psicologica, tuttavia se questi sentimenti non vengono elaborati in modo adeguato, si finisce per trascorrere tutta la vita sentendosi delle vittime e precludendosi la possibilità di amare di nuovo.

Una nuova rinascita.
Dopo aver attraversato tutte le emozioni dolorose che l’elaborazione della rottura comporta, la persona che ha subito la separazione si rende conto che la vita gli offre numerose prospettive al di là del matrimonio.
Inoltre, molte persone escono dalla separazione con una rinnovata autostima e con una maggiore consapevolezza delle proprie capacità proprio perché hanno dovuto cavarsela da sole e padroneggiare sfide che ritenevano di non essere in grado di affrontare.
Tutte le esperienze negative offrono anche una possibilità di crescita e uno dei possibili doni che la fine del matrimonio comporta è quello di potersi riappropriare del proprio Io.
Non sono poche le persone che si rendono conto di desiderare uno stile di vita molto diverso da quello che conducevano con il loro partner. Una tipica reazione che si prova dopo la fine di una relazione, è la consapevolezza di quanto di se stessi si è sacrificato nel matrimonio.
Infatti, spesso per tenere in piedi un rapporto, specialmente quando non funziona, si è costretti ad accantonare sogni, interessi, preferenze ed aspirazioni.
Con la separazione gradualmente si comincia a diventare consapevoli e a ricoprire aspetti della propria personalità che erano stati annullati nella coppia.
Questo riprendere possesso di interessi e potenzialità dimenticate è sempre un momento entusiasmante : si ha l’impressione di vivere una seconda adolescenza e di poter fare delle scelte ( anche in campo affettivo) più in sintonia con i bisogni profondi.
Anche se nessuno deciderebbe di sua spontanea scelta di vivere un esperienza devastante come il divorzio, molti, quando riescono ad elaborare il lutto, si rendono conto che la separazione ha segnato l’inizio del loro sviluppo come persone e sono quasi grati al partner per averli lasciati.
Quando il lutto che consegue la fine di un rapporto significativo viene superato, si è in grado di riconoscere tutti i doni che la passata relazione ci ha lasciato.
Tutte i rapporti, anche quelli più negativi e più autodistruttivi, hanno qualcosa da insegnarci: anche solo a diventare più consapevoli dell’importanza della propria dignità personale.
Quando diventiamo in grado di pensare al nostro ex senza dolore e senza rabbia ma accettando il nostro passato, siamo pronti per innamoraci di nuovo!

Articolo pubblicato su Italia Salute
http://www.italiasalute.it/11354/Come-superare-depressione-post-separazione.html

Il presente articolo ha una valenza di carattere informativo.

Purtroppo, a causa dell'elevato numero di commenti e di lettere che ricevo tutti i giorni, non riesco a rispondere a tutti (come vorrei) e a farlo in tempi brevi. Inoltre le risposte ai commenti sono molto sintetiche, considerata anche la natura pubblica del sito web.

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By | 2012-10-11T13:12:55+00:00 12 giugno 2011|Amore e disamore|22 Comments

22 Comments

  1. Valfea 28 gennaio 2017 at 12:14 - Reply

    Grazie di cuore, avevo bisogno di leggere queste parole…. dopo 10 anni e 4 figli lui mi dice che non mi ama più e io non capisco dove ho sbagliato, come ho fatto a non accorgermi che qualcosa cambiava… leggere tanto e scrivere cosa provo mi sta aiutando tantissimo. Grazie davvero.

  2. Tili marialucia 9 maggio 2017 at 18:00 - Reply

    Grazie di questo articolo mi sta aiutando ad accettare l’abbandono del mio partner e a trovare gli strumenti per superare la depressione che mi ha invaso e il senso di solitudine

  3. Michele 25 novembre 2017 at 07:58 - Reply

    Sono stato lasciato da circa un mese. Alla soglia dei 40anni, dopo 9anni di relazione e gli ultimi 4 di convivenza.
    Da 9mesi ci eravamo trasferiti a casa di lei, sistemata con i miei risparmi.
    Ora non mi ama più. So che mi ha dato tanto ed io forse meno di quello che avrei potuto, ma ha mollato in silenzio senza nemmeno voler provare a risolvere i problemi. Ora sto dai miei (mi aveva convinto a dare il mio appartamento in affitto), dormo poco in una soffitta angusta e disordinata. La cosa più difficile probabilmente è immaginare il domani.
    Ho deciso che a giorni cercherò uno psicoterapeuta che mi accompagni in questo percorso, perché non voglio buttare via anni prima di tornare a vivere.
    In questi giorni sto leggendo molti articoli come questo, che mi stanno trasmettendo un po’ di speranza e voglia di riprendermi.

  4. mariano 11 febbraio 2018 at 15:42 - Reply

    o 50 anni e sono stato lasciato dopo 26 anni e 2 figli la situazione e devastnte ma leggere questi articoli mi da un po di conforto e speranza di come potra andare speriamo di farcela

    • Zeta 22 febbraio 2018 at 05:00 - Reply

      Situazione simile alla tua. 40 anni.
      18 anni insieme, matrimonio sereno senza mai litigi. Vita bella, casa sistemata bene, 2 figli splendidi.
      Lui trova una collega disponibile e lascia tutto e tutti di colpo. Un dolore immenso per tutti. Tutta la famiglia piange e lui invece è felice e sorridente.

  5. Mimmi white 19 febbraio 2018 at 20:29 - Reply

    25anni un figlio di sei mesi stata abbandonata dal partner una mattina si e svegliato e non mi amava mi ha lasciato da sola a crescere una creaturina di sei mesi..senza nessuno affianco premetto che possa darmi conforto..spero vivamente che la vita oltre a mio figlio mi regali qualcosa di sereno! In bocca al lupo a tutti forza e coraggio

    • Zeta 22 febbraio 2018 at 05:07 - Reply

      Ciao, posso capire il tuo dolore enorme. Ci sono dentro anche io come te, solo che ho i figli più grandi. Capisco la difficoltà di crescere un figlio piccolo da sola. Non perdere la fiducia in te e fatti aiutare. Questo dolore passerà, così mi dicono e io spero succeda presto. Ciao

  6. bb 11 marzo 2018 at 12:50 - Reply

    Sono stata costretta a lasciarlo…. avrei voluto lui tutta la vita per me è mio figlio ma non sono stata una grande donna…..mi ha lasciato tanto tempo fa…..voleva una vita da separati in casa ms mio figlio soffriva troppo e quando si è negato ad una terapia di coppia ….ho capito che non voleva lottare per la sua famiglia……ora sono sola con mio figlio a 300 km dalla mia famiglia…che per amore per lui ho lasciato credendo in questo amore……devo proprio far schifo

    • Anna Zanon 17 marzo 2018 at 21:30 - Reply

      Capisco bene il suo dolore e la sua sofferenza ( sono anch’io divorziata e so quello che significa).
      A volte la separazione è l’ultima cosa che si vorrebbe ma è l’unica cosa da fare, è come staccare la spina ad un malato terminale che non ha alcuna speranza di guarire. Per favore smetta di pensare che il matrimonio è finito per colpa sua, che lei non è stata abbastanza per farsi che suo marito lottasse per lei, le cose sono molto più complicate di così. La cosa più importante in questo momento è ritrovare un equilibrio personale, anche con l’aiuto di una terapia che la sostenga in questo momento difficile

  7. Alessandro 17 marzo 2018 at 13:02 - Reply

    56 anni ci siamo conosciuti adolescenti .Sempre insieme da allora..sposati da 25 anni. Interessi e progetti in comuna tanti. Ci siamo aiutati a vicenda.. lei è stata ammagliata da un collega in un momento della nostra relazione dove io ho avuto problemi personali che ho riversato in casa. Mi ha lasciato perchè vuole vivere questa esperienza. Un esperienza con una persona separata per due volte..
    Le coccole e il farsi sentire desiderate…hanno avuto il sopravvento alla fedeltà, all’ equilibrio, alla solidità.
    Il mio amore rimarrà sempre anche se il dolore è immenso.

    • Anna Zanon 17 marzo 2018 at 20:46 - Reply

      Chissà se durerà questo amore per il collega..

  8. Lorena 26 maggio 2018 at 07:21 - Reply

    Grazie per questo articolo. Mi sta aiutando molto. Purtroppo pero’ non so come gestire il mio abbandono.
    Ho passato tutta la vita a occuparmi di me stessa, delle mie passioni e del mio lavoro e ho imparato ad accettare un problema medicale per il quale non posso avere bambini vivendo amori leggeri. Dopo avere conquistato una forte autostima e sicurezza in me stessa in tutti i campi, ho incontrato, a 45 anni, un uomo che mi ha fatto amare la vita di coppia, e, dopo due anni d’amore profondo e sincero, mi ha chiesta in matrimonio. Per la prima volta non mi sono più sentita da sola e ho avuto una vera metà con cui condividere tutto della vita (interessi, lavoro, famiglia, viaggi, malattia).
    Ma, tre settimane prima delle nozze, mi ha lasciata senza spiegazioni. Ha detto solo che non si proiettava più in “noi”.
    Oggi ho un abito da sposa nell’armadio, le fedi nel cassetto e un cuore in pezzi. Non so come superare l’evento perché tutti i consigli per superare l’abbandono consistono a occuparsi di se stesse, comprendersi, viaggiare e dedicarsi al lavoro e ai propri interessi, ricostruirsi… ma questo e cio’ che ho fatto tutta la vita! Non riesco a tornare indietro. Mi sento come un cucciolo che è stato picchiato tutta la vita e che, dopo essere stato accolto in una casa piena d’amore nutrito e curato, viene abbandonato sul bordo di un’autostrada. Come se fossi sola per la prima volta in vita mia non riesco ad uscirne. Ho perso tutta la fiducia in me stessa che avevo conquistato in vent’anni e il dolore è immenso. Sto facendo una terapia ma ho l’impressione che non mi aiuti.

    • Anna Zanon 26 maggio 2018 at 11:25 - Reply

      Cara Lorena, ci vuole tempo per curare una ferita così dolorosa.. Ma con il suo ex è riuscita ad avere un chiarimento, a comprendere perché si sia tirato indietro in modo così repentino? Io sento che questo abbandono così improvviso e non giustificato è un trauma che lei fa fatica a elaborare. Il dottor Enrico Maria Secchi ha scritto proprio un libro su questo argomento, credo che si chiami Amori supernova o qualcosa del genere e che si basa su una sua esperienza personale.
      Io le consiglierei di guardare la situazione da un altra prospettiva : anche se il suo rapporto non si è concretizzato in un matrimonio, ha amato ed è stata amata. Succederà ancora..ma stavolta sarà l’uomo giusto

  9. Sara 28 giugno 2018 at 20:19 - Reply

    Conosco mio marito da 13 anni, sposati da 6, due bimbi piccoli. Non lo amo più da molto tempo, mi sono sentita abbandonata con la nascita dei bambini nelle faccende casalinghe e nell’accudimento quotidiano dei piccoli. Ho soffocato questo mio pensiero, l’ho sotterrato, l’ho negato, ma ora mi ritrovo ad amare un altro uomo e non so cosa fare, perché mio marito non merita il dolore scritto in questo articolo. Al solo pensiero di fare soffrire comunque una persona che si è donato a me mi lacera. Però non riesco neppure a soffocare l’amore per questa nuova persona, che so possa essere anche un abbaglio, ma mi sta facendo capire che il mio amore non esiste più. Ho provato una terapia individuale, poi di coppia, ma il mio dolore è troppo grande e non riesco ad uscirne. Per questo sono la prova che non sempre chi vuole lasciare soffre meno…io al solo pensiero di fare soffrire chi mi sta attorno mi sento morire dentro.

    • Anna Zanon 4 luglio 2018 at 08:31 - Reply

      Gentile Sara, forse in questi anni ha accumulato molto risentimento nei confronti di suo marito e questo risentimento fa sì che lei non senta più l’amore che provava. Chissà se dietro le nubi del rancore non si possa riscoprire il sentimento che vi legava o forse è giunta alla conclusione che suo marito sia incapace di comprendere i suoi bisogni? Se mi posso permetterle di darle un consiglio cautela con il nuovo amore: tante cose possono cambiare quando si passa dalla condizione di amante a quella di compagna. Non sa quante donne ho sentito in situazioni analoghe alla sua, che lasciavano un matrimonio sofferente per un nuovo amore ma quando il nuovo legame usciva dalla fase di innamoramento e diventava un rapporto stabile e calato nella quotidianità si ripetevano dinamiche simili o peggiori a quelle che c’erano con il marito..

  10. Manuel 3 luglio 2018 at 22:03 - Reply

    Ciao a tutti. Ho 36 anni stavamo insieme da 15 anni,sposati da 4…2 meravigliosi figli di 5 e 2 anni. Avevamo comprato casa da soli 3 anni ma convocavamo da 6. Mi ha lasciato dicendomi di non amarmi più…e che erano 2 anni che non stava bene. Mai un segnale marcato che mi potesse far capire un eventuale rottura definitiva! Ma invece eccomi qua a dove gestire una separazione proprio quando la amavo alla follia..proprio quando mi godevo i nostri figli nella nostra nuova casa. Dice che ha voglia di iniziare una nuova vita..
    Il dolore è forte..l’incredulità ancora presente…in 4 mesi ho fatto di tutto per non recriminarmi in un futuro di non aver provato diverse soluzioni.
    In tanti dicono che starò meglio..e tanti dicono che sarà realmente così…
    Mi sono fatto aiutare da professionisti…ed è servito in parte per fare dei passi avanti. Mi mancano tanto i miei figli che vedo 7 giorni su 30….mi manca tanto la vita famigliare…
    Forza e coraggio a tutti voi…e anche a me.

    • Anna Zanon 4 luglio 2018 at 08:23 - Reply

      Buongiorno, grazie per aver condiviso la sua esperienza con noi. Credo che un passaggio importante per stare meglio sia quello di comprendere per quanto possibile quello che è successo. Il dottor Enrico Maria Secci ha scritto un libro ” Amori supernova” che parla delle dinamiche che accadono in relazioni apparentemente felici che si interrompono all’improvviso. Penso che la lettura di questo libro possa aiutarla

  11. Kiko 13 luglio 2018 at 22:55 - Reply

    Ho 52 anni. Dopo 8 anni di relazione e 5 di convivenza lui mi lascia. Scopro che ha un’amante da 5 anni e una da 5 mesi. Faccio un putiferio. Racconto tutto alle amanti, ai suoi amici e ai suoi colleghi.
    Dopo 2 mesi di separazione ricominciamo a vederci. Dopo un po’ di mesi riparte una bella relazione. Lui ha molte incertezze ma quando sta con me è felice. Dopo esattamente un anno mi lascia di nuovo. Stavolta dice che non ha mai creduto di poter tornare insieme a me e che non prova niente. Io sto malissimo. Alterno momenti in cui penso che sono già a buon punto nell’elaborazione del lutto perché il distacco era già avvenuto ad altri in cui piango e mi dispero e non so darmi pace perché non troverò mai più una persona da amare come ho amato e amo lui.

    • Anna Zanon 18 luglio 2018 at 13:59 - Reply

      Gentile angela, capisco che non sia facile mettere la parola fine ad una relazione durata 8 anni in cui aveva investito moltissimo ma se lui è stato con lei tradendola per ben cinque anni significa che alla base non c’era un rapporto vero, profondo e sincero.
      Credo che forse lei non riesca ancora ad accettare questo, forse qualche colloquio con uno psicologo potrebbe aiutarla

  12. susi 4 agosto 2018 at 06:32 - Reply

    io a 56 anni….mi ha lasciato improvvisamente dopo 33 anni di matrimonio il giorno del nostro anniversario ….domenica mi coccolava e guardava con amore e mercoledi’ ha capito di non amarmi più ..mi ha mollata dicendo che non mi deve alcuna spiegazione e mi deve bastare il fatto che non mi ama piu’
    ai figli ha detto che erano un paio di anni che non stava piu’ bene con me ,nessuno di tutti i nostri cari e gli amici che ci vivevano insieme riesce a capire cosa gli sia successo e’ sempre stato un uomo corretto e leale … alla richiesta di spiegazioni ha risposto con astio e umiliandomi come se tutte le colpe fossero mie …ma non dice assolutamente nulla sui motivi….io negli ultimi anni mi ero addirittura innamorata di più perché lui mi faceva sentire amata e’ stato un fulmine a ciel sereno

    • Anna Zanon 16 agosto 2018 at 14:53 - Reply

      Difficile dare consigli senza conoscere bene la sua situazione. La prima cosa che mi viene da pensare, preciso che è solo un ipotesi, è che ci sia un altra donna dietro ad una separazione così repentina e aggressiva in età non più giovanissima. Questo spiegherebbe anche i suoi momenti d’ affetto dovuti al senso di colpa. L’astio potrebbe essere una difesa contro il senso di colpa che prova ( ovvero cerca di convincersi che la separazione sia giustificata e colpa sua).
      Forse potrebbe esserle utile un supporto psicologico per affrontare questo momento difficile e doloroso.

  13. Roby 23 settembre 2018 at 19:24 - Reply

    47 anni, insieme alla mia partner da 28 anni, ci siamo conosciuti appena maggiorenni, ora sposati e con una figlia di 15 anni. Negli ultimi anni, causa problemi personali, sono stato pesante, spesso nervoso, mai aggressivo o lontano come affetto e amore, certamente in molti momenti sono stato difficile da sopportare. Ho realizzato di avere un problema circa un anno fá, problema in parte depressivo, ho iniziato a fare un percorso di recupero ma senza mai dichiararlo. I motivi…..vergogna, autostima, desiderio di poter annunciare “ce l’ho fatta, l’amore per la mia famiglia mi ha aiutato”. Sono arrivato tardi, a percorso non concluso circa due settimane fá mia moglie mi dice di non essere più sicura di amarmi. Ha conosciuto una persona, che evidentemente ha colmato le mie mancanze, ma mi giura di non aver avuto con lui alcun rapporto fisico, questo il dramma….vorrebbe poter approfondire la conoscenza, ma questi 28 anni l’hanno sempre freenata. Per questa ragione ha iniziato ad andare da una psicologa per meglio capire cosa sta succedendo e poter realizzare cosa sia più giusto per lei. SNon colpevolizzo nessuno tranne me stesso, per non aver parlato del mio problema ma in questo momento sono distrutto, non posso parlarne con nessuno perché dobbiamo fare attenzione affinché nostra figlia non venga a sapere nulla. Prego per un suo riavvicinamento ma mi sembra vederla allontanarsi ogni giorno un poco di più e mi sento impotente! Siamo in casa insieme, non facciamo passi avventati per evitare di coinvolgere nostra figlia ma pur vedendo mia moglie rivolgersi ad uno specialista io fatico a trovare un pensiero positivo. Sono letteralmente distrutto, soffoco le le urla di disperazione nello stomaco e non so davvero cosa fare. Scusate lo sfogo ma in qualche modo dovevo potermi liberare di questo peso. Non posso parlarne con amici o parenti, la paura che mia moglie venga giudicata e che una parola sbagliata possa arrivare a nostra figlia è troppo alta.

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