Secondo il noto gerontologo Suresh Rattan, le cellule imparano a funzionare meglio e vivere più a lungo se fronteggiano agenti stressanti «Basse dosi di condizioni stressanti migliorano man mano l'abilità delle nostre cellule e dell'organismo a ben funzionare e vivere più a lungo».
Lo afferma, al Simposio Internazionale di Medicina Antinvecchiamento, il professor Suresh Rattan, uno dei grandi, 'guru' mondiali di questo impegno di ricerche, indiano d'origine, ma ora responsabile del Centro Danese di Gerontologia Molecolare all'Università di Aarhus.
Una sorta di graduale allenamento alla longevità-giovanile, ha spiegato Rattan nella sua relazione 'Stress moderato: effetti benefici contro l'invecchiamento'.
«In tutta un'ampia serie di studi sperimentali condotti nei miei laboratori - spiega Rattan - abbiamo dimostrato che una vasta varietà di agenti fisici, chimici e biologici, come i metalli pesanti, i pesticidi, gli antibiotici, i chemioterapici, l'etanolo, le aldeidi, il cloroformio, gli ossidanti, le apparecchiature iperbariche e le radiazioni ionizzanti provocano, purchè a bassissime dosi, da parte delle nostre cellule delle reazioni proficuamente 'adattativè».
«È quello che definiamo pertanto "stress dolce": il riesame critico di migliaia di ricerche scientifiche pubblicate in campo di farmacologia, tossicologia, biologia delle radiazioni ha condotto alla conclusione che l'aspetto fondamentale dei meccanismi fisiologici dose-risposta è proprio questo».
I laboratori del professor Rattan all'Universita di Aarhus hanno ora anche sperimentalmente dimostrato con batterie di cellule umane (embrionali, polmonari, mammarie, ossee) invecchiate in vitro, che «un dolce stress, ad esempio da 'accaldamentò, rallenta in maniera significativa i processi di invecchiamento e previene l'accumularsi di una varietà di danni alle proteine e ad altri componenti cellulari contrariamente conseguenti all'accumularsi degli anni».
Nella serie di nuove ricerche che ha ora presentato al Simposio internazionale di Firenze, Rattan ha segnalato l'«osservazione estremamente importante che la stimolazione di minireazioni di stress migliora nelle cellule umane pure la tolleranza ad altri elementi eventualmente dannosi come glucosio, fruttosio, etanolo e radiazioni ultraviolette.
In particolare va ricordato che la resistenza ai danni cellulari da glucosio e altri zuccheri risulta di speciale rilevanza per la salute umana riguardo al ben noto aumento legato all'età di ridotta risposta/resistenza ai meccanismi insulinici, che portano all'insorgenza di diabete ea complicanze del sistema cardiovascolare e della vista».
«Laricerca biogerontologica ha ormai mostrato - puntualizza Rattan - che non esistono meccanismi innati/congeniti specifici per provocare l'invecchiamento e la morte. Le cause biologiche dell'invecchiamento non hanno propri geni 'dedicati' ma risultano invece da una progressiva stanchezza/inadeguatezza dei nostri naturali meccanismi di manutenzione e riparazione: ecco l'importanza di mantenerli attivi e in esercizio con minime dosi di stress moderato/'dolcè.»
Fonte: http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net