Sette esperti su dieci avvertono: troppe crisi sul piccolo schermo finiscono per contagiare anche le famiglie reali
Litigi, coppie che scoppiano in diretta, vicende famigliari ansiogene. Spot a parte, la famiglia in tv, oggi, e' sempre piu' rissosa. E sette esperti su dieci avvertono: troppe crisi sul piccolo schermo finiscono per contagiare anche le famiglie reali.
A lanciare l'allarme uno studio di Eta Meta Research realizzato per il programma 'Strega e Madonna' in onda su Radio24 tutte le domeniche alle 14. Che punta il dito sui talk show, reality, programmi di costume. E salva in parte le pubblicita', ancora in larga parte affezionate sembra al vecchio modello del 'mulino bianco' e quindi 'rassicuranti e in grado di dare un'immagine positiva della famiglia e dei suoi valori''.
Si parte dal monitoraggio delle reti nazionali: in media ogni 23 minuti, contano i ricercatori, si vede una famiglia in crisi o distrutta, ogni 26 un litigio tra figli e genitori. Ogni 34 una rissa tra partner. Contestati soprattutto i talk show (37%), ma anche reality (26%), programmi di costume (22%).
E sette intervistati su dieci ( la ricerca si e' avvalsa di 130 interviste ad esperti, psicologi e pubblicitari) non hanno dubbi: il modello che emerge e' assolutamente negativo, una vera minaccia per la famiglia.
''Che i modelli tradizionali di famiglia siano in crisi non e' certo un segreto - sottolinea la psicologa Vera Slepoj - ma il modello dei rapporti e dei valori legati ad essa che emerge dal piccolo schermo e' assolutamente distorto. I mezzi di comunicazione hanno le loro regole, ma programmi come 'Cambio Moglie' o quelli dove protagonisti sono membri della stessa famiglia che si attaccano, spesso con toni di incredibile durezza, rappresentano un grande pericolo, distruggendo i ruoli e offrendo una visione negativa e ansiogena della famiglia che, e' bene ricordarlo, rappresenta il fondamento della nostra societa' e della stessa civilta''.
Sotto accusa litigi (54%), tradimenti (47%), ma anche l'incapacita' di comunicare, che si esplicita attraverso urla e insulti (44%) e le contrapposizioni tra membri della stessa famiglia, che trascendono spesso in vera isteria (39%). I rischi? I piu' colpiti sono i bambini (39%) e gli adolescenti (32%). Ma la cosa piu' probabile, sostiene il 43% degli esperti, e' che questo continuo presentare modelli di famiglia negativi, provochi addirittura una sfiducia nella famiglia e nei suoi valori da parte dei piu| giovani.
Dal monitoraggio, sottolineano da Eta Meta Research, ''sono naturalmente stati esclusi i Tg, dove le notizie legate a vicende famigliari sono per forza legate a fatti tragici e negativi''.
Situazione diversa negli spot: solo il 5% degli esperti intervistati, fanno notare gli autori della ricerca, annovera la pubblicita' tra i programmi che danno un'immagine negativa della famiglia italiana. Ma nemmeno gli spot sono esenti da attacchi alla famiglia a partire dai 'ruoli' che i guru della pubblicita' assegnano ai diversi membri, e soprattutto all'uomo: assente (come sottolinea il 42%) o rappresentato come un goffo mammo, che sbaglia a preparare la merenda per i figli, o a vestirli e prepararli per la scuola (27%), se non addirittura piu' pasticcione dei figli (19%).
Fonte: http://www.ansa.it