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Notizie    Scoperte scientifiche    Quando il sonno fa bene anche alla psiche

Il sonno è indispensabile per il benessere psico-fisico dell'uomo 

Un adeguato riposo restituisce all'individuo l'equilibrio e lo slancio necessari per affrontare le attività della giornata. Purtroppo non sempre il sonno è rassicurante.

Le notti agitate o insonni si ripercuotono sulla condizione fisica ed emotiva dell'individuo: spossatezza, confusione, irritabilità, difficoltà di concentrazione.

Quanto occorre dormire per star bene?
La durata del sonno è strettamente correlata alle esigenze fisiologiche dell'individuo, anche se con l'avanzare dell'età queste esigenze si modificano a tal punto da richiedere tempi più ridotti da dedicare al sonno. I disturbi del sonno sono molteplici e possono manifestarsi anche in età infantile.

Il pavor notturno, ad esempio, colpisce principalmente i bambini i quali, durante la notte, si svegliano all'improvviso in preda al panico. Con la rassicurazione dei genitori, i bimbi riprendono il sonno e non ricordano nulla al loro risveglio. Spesso il pavor notturno rappresenta una reazione emotiva associata ad un particolare evento che ha scosso il bambino.

Negli adulti, per indicare tale disturbo, si utilizza il termine "incubo". Un disturbo minore del sonno è il sonnambulismo: il soggetto che dorme improvvisamente si alza, cammina, compie diverse azioni dimostrando di riuscire a percepire, almeno in parte, la realtà esterna.

Una caratteristica di questo disturbo è che il sonnambulo al risveglio non ricorda nulla di quanto avvenuto. Pur se si manifesta in età infantile, il sonnambulismo colpisce anche gli adulti, e si ricollega in particolare a situazioni di stress e di forte ansia.

Un disturbo universalmente noto è l'insonnia, la difficoltà a prendere sonno malgrado la stanchezza e il bisogno fisiologico di dormire. L'insonnia sembra aumentare con l'età e colpisce in particolar modo le donne. Si parla di insonnia iniziale quando alle difficoltà di addormentamento dell'individuo segue un sonno quantitativamente prolungato e soggettivamente soddisfacente.

L'insonnia, nella sua forma breve, può ricondursi ad eventi di rilevanza emotiva, come ad esempio un lutto o una separazione. Diversa è invece l'insonnia cronica che rappresenta un disturbo persistente di intensità tale da incidere sui livelli di prestazione dell'individuo e sul suo stato di benessere.

Una forma di insonnia è anche lo svegliarsi troppo presto la mattina e non sentirsi riposati. Il dormire poco, infatti, non necessariamente costituisce insonnia: vi sono persone che riposano poche ore per notte ma si sentono soddisfatte e pronte ad affrontare la giornata.

Gli interventi per il trattamento dell'insonnia, e dei disturbi del sonno in generale, possono essere molteplici. Le insonnie primarie, vale a dire quelle non riconducibili ad una chiara patologia psichiatrica od internistica, sono scarsamente passibili di un trattamento risolutivo, a causa della difficoltà, e spesso dell'impossibilità, di individuarne le cause sottostanti. Nonostante la prevalenza dell'intervento farmacologico, risultati confortanti possono essere ottenuti con terapie psicologiche, medicina alternativa e, soprattutto, con il miglioramento del proprio stile di vita.

Lo stato psicologico ed emotivo dell'individuo influenza indubbiamente la qualità del riposo. Diventa pertanto irrinunciabile perseguire il rilassamento mentale, ricorrendo, se necessario, anche alla consultazione medica specialistica.

Ma è di pari utilità adottare regole di vita salutari che favoriscano il riposo e, in generale, il proprio benessere psico-fisico: seguire una sana alimentazione, praticare attività fisica, apprendere tecniche di rilassamento. Anche il dormire bene richiede piccoli sacrifici!

Di Isabella Corradini
Fonte: http://canali.libero.it/salute