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Notizie    Genitori e figli    Pre-divorzio: periodo peggiore per i figli

Lo afferma una ricerca canadese

Si sa, le separazioni dei genitori fanno soffrire i figli. Sofferenze che sono più intense, secondo uno studio dell'Università di Alberta (Edmonton, Canada), nel periodo immediatamente precedente la separazione definitiva di mamma e papà. E' quello il momento peggiore.

E si capisce anche perché: la tensione cresce in casa, i silenzi o le liti si moltiplicano. Spessissimo, i genitori sono così turbati emotivamente e psicologicamente da non avere più a disposizione la stessa quantità di tempo, energie e capacità di prendersi cura dei figli. Così, facilmente finiscono per trascurare, che lo vogliano o no, le esigenze dei piccoli, che sono invece i soggetti più bisognosi di una presenza forte e fidata che li accompagni nel difficile transito verso una nuova forma di vita ed un nuovo assetto familiare.

Metterli al corrente della propria decisione di separarsi è, forse uno degli aspetti più spinosi e dolorosi del divorzio ed il compito più problematico a cui i genitori si trovano di fronte.Questo è uno dei motivi per cui, così ricorrentemente, i genitori preferiscono eludere la faccenda, magari rassicurati dalla convinzione, del resto insita nel senso comune, che "i bambini sono troppo piccoli e fragili per sopportare il peso di tali problemi" o che "le questioni fra mamma e papà riguardano soltanto loro". Infatti circa l'80 per cento dei cosiddetti "figli del divorzio" non riceve una preparazione adeguata alla disgregazione familiare, né viene dettagliatamente informato su ciò che sta accadendo alla propria famiglia.

I figli, in poche parole, vengono lasciati quasi sempre soli ad affrontare uno degli eventi più stressanti che possa capitare al nucleo familiare. E loro, come ha dimostrato la ricerca canadese, attraverso un campione di 2800 bambini, soffrono per la maggior parte di depressione, ansia e disturbi comportamentali. Così rispetto a vivere in un ambiente dove i due genitori litigano, non si parlano, dove l'atmosfera di giorno in giorno è sempre più pesante, la separazione diventa spesso l'unica strada percorribile per ridare serenità anche al bambino che abbisogna di un clima rilassato e favorevole per crescere bene.

Infatti la ricerca canadese ha dimostrato che, una volta che la separazione è avvenuta, i problemi psicologici dei figli si attenuano. "Va precisato però che l'indagine non avalla certo l'idea che il divorzio metta fine alle sofferenze dei figli- afferma la sociologa dell'ateneo canadese che ha seguito lo studio- ma segnala che i problemi psicologici per la prole cominciano ad accumularsi assai prima del momento in cui la mamma e il papà si dividono".

Molto dipende anche dalle situazioni perché nonostante che alcuni genitori abbiano delle fantasie di poter chiudere, una volta separati, qualsiasi tipo di contatto con l'ex-coniuge, perfino impedendo all'altro di vedere i figli, questa soluzione può essere negativa per lo sviluppo del bambino e si può ritorcere più tardi contro il genitore affidatario (cui il figlio divenuto adolescente può rinfacciare di averlo allontanato e privato dell'altro genitore).

I bambini quando assistono all'abbandono della casa coniugale da parte del padre o della madre ragionano più o meno così: "se ho perso te, posso perdere chiunque". Da qui deriva l'importanza, mai abbastanza sottolineata, che i figli abbiano accesso dopo la separazione ad entrambi i genitori, possano mantenere (salvo, ovviamente, casi estremi di violenze) un rapporto significativo con il coniuge non affidatario e siano rassicurati sul fatto che con la separazione non perderanno né il babbo né la mamma. La separazione, in poche parole, dovrebbe essere percepita dal bambino come un cambiamento, ma mai come una perdita.

Bisogna riconoscere che in realtà, i genitori non divorziano mai dai figli e per questo motivo non possono divorziare l'uno dall'altra in senso assoluto. Pertanto essi devono sforzarsi di disgiungere il loro ruolo genitoriale, che continua, dal ruolo di coniugi, che appartiene al passato.

Fonte: http://canali.libero.it/salute