Ormai è grandicello. Eppure gli basta poco per scoppiare in lacrime. Ecco come aiutare il tuo bambino a essere più forte
Tuo figlio, sei anni appena compiuti, piange se è in difficoltà, se è arrabbiato, se qualcuno lo tratta male. È un bambino sveglio e intelligente, ma ha sempre le lacrime in tasca. E siccome a settembre frequenterà la prima elementare, sei preoccupata: ce la farà a superare le prime, inevitabili difficoltà senza sciogliersi in grandi pianti? Sì, con il tuo prezioso aiuto se la caverà benissimo. I suggerimenti giusti te li dà il dottor Marco Baranello, psicologo.
Tieni a freno l'ansia«Le mamme a volte, per eccesso di amore e senza accorgersene, sono ansiose verso il figlio» spiega l'esperto. «E magari gli ripetono per tutto il giorno frasi come "Attento a non cadere", "Sei sicuro di star bene?", " Vieni qui dalla mamma.". Il rischio che si corre è di trasmettere al bambino la sensazione che il mondo sia pericoloso e pieno di trappole. Ecco perché poi scoppia in lacrime al primo piccolo ostacolo».
Coccolalo, ma non troppoPer quanto possa sembrare strano, quasi innaturale agli occhi di una mamma o di un papà, un genitore dovrebbe cercare di non coccolare troppo il piccolo quando piange: «Consolarlo, purtroppo, non serve a farlo diventare più forte e sicuro di sé. È importante invece ascoltarlo e accogliere le sue paure. Senza offrirgli delle soluzioni facili» consiglia il dottor Marco Baranello. Molto meglio mettersi nei suoi panni e dire: «Lo capisco tesoro, è proprio un momento difficile. Ma sono sicura che ci riuscirai. Basta che tu faccia un piccolo sforzo. Io comunque ci sono, se hai bisogno di me». In questo modo si regalano a un bimbo ascolto e fiducia in se stesso. Che sono poi le rassicurazioni che gli servono davvero.
Lascialo con gli amiciA sei anni un bambino è pronto per vivere i suoi primi momenti di indipendenza. Fanno bene quei genitori che lo spingono a stare più tempo con gli amici o con i nonni, tenendo a freno la loro voglia di proteggerlo. «Senza il paracadute della mamma e del papà, il piccolo è costretto a cavarsela da solo, acquistando coraggio e determinazione» spiega lo psicologo. «Questa, poi, è anche un'occasione per fargli scoprire modi diversi di affrontare problemi e situazioni». Per un figlio insicuro potrebbe essere utile, per esempio, giocare con un bambino tranquillo. Che gli faccia vedere come con un po' di pazienza e calma si può portare a termine anche il puzzle più difficile. Senza scoppiare in lacrime.
Di Beatrice Verde
Fonte: http://www.donnamoderna.com