Ricerca condotta dal Delfland Institute of Mental Health
L'ottimismo, oltre che un buon modo di affrontare la vita, potrebbe essere anche una misura preventiva per non soffrire di malattie cardiovascolari o morire d'infarto. Secondo una ricerca condotta dal Delfland Institute of Mental Health (Delft, Olanda) e pubblicata sugli Archives of Internal Medicine, le persone ottimiste, quelle con un atteggiamento positivo nei confronti della vita e grandi aspettative per il loro futuro, hanno meno possibilità di morire d'infarto che i loro coetanei pessimisti.
Erik Giltay e i suoi colleghi hanno studiato per 15 anni (dal 1985 al 2000) 545 uomini tra i 64 e gli 84 anni d'età che non presentavano al momento dell'inizio dello studio nessun sintomo di malattie cardiovascolari o cancro. Il livello di ottimismo è stato accertato attraverso un questionario che è stato ripetuto 4 volte a distanza di 5 anni uno dall'altro.
Secondo i risultati, le persone classificate come ottimiste avrebbero il 55 per cento di probabilità in meno di morire di problemi cardiaci o di infarto, tenendo conto, nell'analisi, anche di fattori quali il fumo e la storia familiare. "L'ottimismo influenza la salute cardiovascolare in diversi modi, alcuni diretti altri indiretti", spiega Erik Giltay. "Una possibilità è che le persone ottimiste affrontino meglio le avversità e si prendano più cura di loro stesse. La disposizione individuale incide sulla salute attraverso la sua influenza sul sistema nervoso, su quello immunitario ed ormonale".
I pessimisti, però, non devono rassegnarsi all'idea di un bell'attacco cardiaco. Se proprio non riescono a sorridere alla vita possono sempre diminuire i comportamenti rischiosi, ad esempio possono smettere di fumare, fare attenzione alla dieta e fare un po' di attività fisica. Certo anche una risata ogni tanto?
Di Caterina Visco
Fonte: http://it.health.yahoo.net