Lo confermano i dati sulla domanda psichica dell'Eurispes
Gli italiani, belli e psicolabili. Questo quanto emerge dai dati del più recente rapporto Eurispes e in tempo di opinionismo sfrenato, le argomentazioni "dati alla mano" diventano le più attendibili. La domanda psichica, insieme a quella estetica, è sempre più diffusa: gli italiani spendono molto per prendersi cura di sé.
A 150 anni dalla nascita di Freud (nacque nel 1856 a Freiberg in Moravia), il fatto che psicoterapia e trattamenti estetici si trovino a pari merito nella schiera delle "debolezze e manie" di uomini e donne, invita a fare riflessioni aldilà di alcune amene verità ( gli uomini frequentano molto più delle donne le beauty farm e acquistano creme di bellezza comprese quelle anti-cellulite). Si tratta di non sottovalutare la domanda di cura che emerge dai dati Eurispes.
Estetica e psiche non a caso appaiono insieme, rappresentano l'insistenza della dimensione ideale nella vita umana. Un'insistenza perlopiù patologica che scaturisce da un'aspirazione genuina tuttavia. Aspiriamo a migliorarci e migliorare la qualità della nostra vita, non solo ad arricchirci o a sopravvivere.
L'urgenza psichica e anche quella estetica, più che "manie" o "debolezze" umane, sono esigenze che costituiscono l'essenza dell'umano.
Il "giro d'affari del mercato della psiche (sic) è di 4,9 miliardi di euro. Gli italiani che si rivolgono a uno psicologo sono circa 2.700.000". Quanto ai motivi che portano in seduta, il 38% ci va per guarire da un disturbo specifico, il 25% per affrontare un malessere, l'11% per avere un "supporto nella gestione dei problemi quotidiani" e il 9% per una "crescita personale".
La maggior parte dei pazienti cerca dunque nella terapia un'utilità, a partire il più delle volte da una necessità. Si parla anche di una "crescita personale" però, quindi di una scelta "libera", così almeno la definirebbe Spinoza.
Si ricordino le parole di Freud, la psicanalisi iniziò come una terapia, ma vorrei consigliarla soprattutto per il suo contenuto di verità, per gli insegnamenti che può dare riguardo all'essenza dell'umano. Come terapia è una delle tante, certo una prima inter pares, per via dei risultati ottenuti con i pazienti.
La grande fama di Freud è data dalla portata scientifica e umanistica della sua teoria della clinica. L'essenza della scoperta dell'inconscio sovverte la terapia convenzionale, come dimostra il saggio del 1926 Il problema dell'analisi condotta da non medici, restituendo al soggetto la responsabilità e la libertà del prendersi cura di sé, integrando nuovamente il fattore umano e la soggettività nel pensiero scientifico. Gli effetti della scoperta di due istanze psichiche parimenti importanti, l'Io e l'Es, e di una vita umana giocata dalle pulsioni, continuano a farsi sentire nel campo psicoterapeutico e in quello scientifico, come anche in quello artistico e filosofico. Un convegno di studi al Kunsthistorisches Institut Max-Planck di Firenze , intitolato "Il Leonardo di Freud", promosso dal Forum Austriaco di Cultura e dall'ASRCF, affronterà diffusamente la questione il prossimo 18 marzo.
Nessun altro pensatore e medico è riuscito a rivoluzionare e contagiare in maniera così evidente i diversi campi della ricerca umana. Con Lacan la scoperta dell'inconscio si afferma come scoperta di un'altra scena in cui i significanti più dei significati hanno la preminenza. Quanto spesso, ancora oggi, si sottovaluta la portata di questo passaggio. Senza dimenticare la preminenza de "l'amore", tra le cose freudiane la più enigmatica.
"L'analisi è una cura attraverso l'amore". Questa frase non smette di accompagnare coloro che non si ricordano di Freud solo per gli anniversari.
Fonte: http://canali.libero.it/salute