Quali i benefici e i rischi per i partner. In uno studio britannico i contraccolpi delle separazioni
Secondo un sondaggio il tradimento di uno dei due partner avviene più frequentemente tra le coppie che convivono che tra quelle unite da regolare matrimonio.
La spiegazione starebbe nel fatto che i conviventi si sentono meno vincolati e quindi più liberi di cedere ad altre improvvise passioni. C'è da dire inoltre che la maggior parte delle convivenze non si protrae a lungo per cui sono solo le moglie tradite che possono rilasciare dichiarazione come quella che Gabriella Turnaturi, docente di Sociologia al Dipartimento di Scienza della Comunicazione dell'Università di Bologna riporta nel suo libro su "L'imprevedibilità nelle relazioni umane".
La moglie tradita dice: "Giravo per casa la scorsa notte. Quindici anni di ricordi, di oggetti che testimoniavano di una storia comune:quadri, fotografie, mobili all'improvviso mi sono apparsi come un ammasso di roba vecchia, roba da garage sale. Mi sono sentita come se la mia vita fosse stata svalorizzata. Tutto ciò che ho avuto e in cui ho creduto all'improvviso non è valso più nulla" .
Il modo in cui queste mogli tradite si raccontano mette in evidenza come al risentimento verso l'altro si accompagni una sorta di annichilimento, di perdita della stima di sé. "Il tradimento-scrive la Turnaturi- interrompendo la routine della vita quotidiana e il tranquillo scorrere delle emozioni in una sorta di inconsapevolezza, scardina l'immagine di sé perché ne spezza la narrazione.
L'essere traditi è un'esperienza non collocabile in una continuità temporale, ma è l'esperienza dell'interruzione e la vita viene narrata alla luce di questo spezzarsi della continuità. C'è un prima e un dopo il tradimento. Uno dei paradossi del tradimento è la fedeltà che tradito e traditore mantengono, dopo l'evento, alla sua amarezza".
Anche se nelle fasce dell'alta società, spesso la tradita trova consolazione nella cospicua liquidazione degli alimenti. Parliamo appunto dei cosiddetti "magnifci" divorzi trattati dal sito www.trovanozze.it. Ma tornando all'esame della vita di coppia vale la pena riportare l'analisi effettuata da un'équipe di studiosi britannici sugli effetti relativi al benessere emotivo sia maschile che femminile.
Gli studiosi hanno preso in considerazione accanto alla vita matrimoniale anche la semplice convivenza, nonché gli effetti di separazioni e divorzi. Lo studio, svolto nell'arco di più di 12 anni sulle 4430 testimonianze di individui di entrambi i sessi sotto i 65 anni e sui dati ricavati dallo studio di 5000 focolari domestici e 10.000 soggetti adulti, venne pubblicato sul prestigioso Journal of Epidemiology and Community Health.
In un'epoca di divorzi, separazioni, vita single e forte competizione professionale tra i sessi, lo studio ha fatto emergere un dato controcorrente: sia uomini che donne traggono beneficio psichico dal fatto di vivere l'uno accanto all'altra, a prescindere che lo facciano all'interno di un matrimonio o di una coabitazione. Entrambi mostrano scompensi in seguito a una separazione.
Ci sono tuttavia delle differenze: la salute mentale degli uomini sembra trarre più benefici dal matrimonio rispetto a quella delle donne. Le singles infatti hanno più chances di mantenere un equilibrio psichico durante tutta la vita. La scelta di non sposarsi o continuare a vivere per conto proprio non comporta benefici emotivi per l'uomo.
La separazione o il divorzio comporta invece più danni per la donna. C'è una differenza poi tra matrimonio e coabitazione nella separazione: gli uomini che rompono con la prima partner (coniuge o convivente) hanno danni psichici notevoli ma dopo un divorzio è preferibile che un uomo si trovi una nuova convivente, piuttosto che una nuova sposa. Eviti comunque di rimanere solo. E' deleterio.
Le convivenze di lunga durata risultano le più salutari in assoluto: il femminile però trae maggior beneficio dal matrimonio, il maschile dalla coabitazione senza apparenti vincoli sanciti dalla legge. Il professore londinese Stephen Stansfeld, responsabile dello studio, ritiene che ciò sia dovuto alla imprescindibile ricerca di sicurezza delle donne. Per entrambi le brusche rotture, le reiterate relazioni con persone diverse, sono nocive: nelle donne sembrano incidere sull'autostima, sentimento che con il susseguirsi di tentativi fallimentari nelle relazioni, può solo avvizzire.
La questione quindi verte sulla qualità della vita di coppia: nella convivenza come nel matrimonio c'è una progettualità, una promessa che si rinnova ogni giorno e restituisce un senso e una direzione all'esistenza. Una separazione comporta una forte delusione, un lutto che può degenerare in malinconia. Le donne risultano indugiare maggiormente sul dolore (come vittime) e quindi impiegare più tempo a recuperare stima dopo una rottura. Tuttavia, conclude il Prof. Stansfeld, emerge come le donne singles sappiano badare a sé stesse meglio dei singles uomini: gli uomini sono inclini a confidarsi e ad appoggiarsi a una persona soltanto, di solito la loro sposa, mentre le donne tendono a mantenere una cerchia più ampia di amici e di relazioni sociali.
Probabilmente per questo motivo gli uomini tenderebbero a tradire "fisicamente", le donne invece "socialmente", ma lo studio non prende in esame il comportamento fedifrago.
Fonte: http://canali.libero.it/salute