Breve storia dei sali di Litio I sali di Litio sono noti per il loro valore terapeutico sin dall'antichità. Le prime utilizzazioni in psichiatria risalgono agli anni '40, mentre in Italia sono stati introdotti nel mercato intorno agli anni '70.
Il Litio è considerato il farmaco di scelta per il trattamento e la prevenzione delle ricadute in pazienti affetti dalla cosiddetta "sindrome affettiva bipolare", un grave disturbo dell'umore caratterizato dall'alternarsi di periodi di profonda tristezza e disperazione alternati a periodi di eccitazione e euforia.
La terapia con il Litio deve essere sempre accompagnata da esami del sangue che ne controllino il livello presente nell'organismo. Durante la prima settimana i livelli plasmatici del Litio vanno controllati quotidianamente; nel mese seguente almeno una volta la settimana; nei sei mesi seguenti almeno una volta al mese; in seguito una volta ogni 3/4 mesi.
Va evidenziato che livelli di litiemia (ovvero presenza di Litio nel sangue) superiori a 1,3 - 1,4 mEg/I sono da considerare indice di tossicità.
Per gli effetti teratogeni del Litio la gravidanza va considerata una controindicazione assoluta.
Effetti collaterali a cui si può andare incontro nell'utilizzo del Litio sono:
- Disturbi renali quali sete eccessiva, urinazione abbondante, diabete insipido (ovvero sete intensa, urinazione abbondante).
- Disturbi neurologici quali alterazione della memoria e dell'attenzione, tremori alle mani, debolezza muscolare.
- Disturbi al cuore con aritmie.
- Problemi cutanei quali eruzioni cutanee (simili all'acne), alterazioni del pigmento, psoriasi.
- Disturbi gastroenterici quali nausea, diarrea, coliche addominali.
- Ipertiroidismo (il Litio interferisce nella sintesi e nella liberazione dell'ormone tiroideo).
- Epilessia (diminuzione della soglia convulsiva).
- Altri disturbi quali aumento di peso, edema agli arti inferiori e leucocitosi.
I primi sintomi di tossicità possono già comparire a livelli di poco superiori a quelli terapeutici.
Sintomi premonitori dei sovradosaggio sono:
- tremori
- vomito
- difficoltà di parlare
- sonnolenza e in alcuni casi anche coma.
Prima di iniziare il trattamento e durante lo stesso, devono essere effettuati diversi esami del sangue, il controllo della funzionalità del rene e della tiroide, esame cardiologico con elettrocardiogramma e esame neurologico con elettroencefalogramma.
La terapia con il Litio non deve essere protratta a vita e se non dà risposte soddisfacenti va sospesa perché i rischi in cui si incorre non sono bilanciati da benefici.
Dottoressa Anna Zanon