Anche negli States impazza il dibattito sulle terapie virtuali
Dilaga negli Usa il fenomeno della psicoterapia su internet. Il dibattito sulle terapie virtuali impazza, ma numerosi studi sembrano confermare la validità di questo approccio. Si occupa della questione un'inchiesta del settimanale Newsweek.
Chat-room private tra pazienti e terapisti a 40 dollari l'ora, 12 settimane 12 di counseling per alcolisti a 1200 dollari o corsi di pensiero positivo in sei parti dispensati via mail per 9 dollari al mese: sono questi i nuovi modelli terapeutici in grado di raggiungere il maggior numero di pazienti possibile? Prezzi convenienti, anonimato e comodità sono da sempre i segreti del Web, e l'assistenza sanitaria per i disturbi psicologici a quanto pare non fa eccezione.
In media, le sessioni di "terapia virtuale" costano al paziente la metà di quelle tradizionali. Sebbene molti psicoterapeuti sostengano che internet non potrà mai surrogare la terapia effettuata di persona, c'è una crescente evidenza che la psicoterapia sul web possa rivelarsi efficace in molti soggetti. "Non sono ancora disponibili studi clinici importanti sull'argomento, ma ricerche preliminari suggeriscono che alcuni pazienti possano ottenere ottimi risultati tramite psicoterapie su internet, anche migliori di quelli potenzialmente ottenibili con un rapporto diretto col terapeuta", spiega Aaron Rochlen, psicologo dell'University of Texas e autore di numerose ricerche sull'argomento.
Anche grossi nomi della psicologia mondiale come Martin Seligman dell'University of Pennsylvania hanno aderito alla nuova moda: il luminare ha inaugurato il servizio ReflectiveHappiness.com, grazie al quale più di 10.000 utenti ricevono ogni mese (previo pagamento di una modica cifra) istruzioni per una serie di esercizi studiati appositamente per aiutare i pazienti ad apprezzare se stessi e a evitare di adagiarsi in pensieri negativi. Ad aiutarli, un "partner virtuale", l'immagine di un attore che racconta loro esperienze di vita reale. Seligman sostiene di aver creato questo servizio internet dopo che i suoi studi lo hanno persuaso che esercitarsi in pensieri positivi regolari può prevenire la depressione, anche grave: "Confrontando le condizioni di salute di pazienti impegnati quotidianamente in questo tipo di esercizi con quelle di pazienti sottoposti a terapia farmacologica a base di antidepressivi, sono rimasto sbalordito dai risultati: i primi erano in condizioni clamorosamente migliori (8 per cento di pazienti depressi contro 64 per cento)", sostiene Seligman.
Non tutti gli addetti ai lavori però accolgono la novità con entusiasmo: "L'igiene personale, il modo di vestire, il modo di porsi sono tutti particolari di un paziente che non possono essere valutati con un rapporto via web", spiega Lisa Cohen, psicologa clinica al Beth Israel Medical Center di New York.
David Frati
Fonte: http://www.pensiero.it