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La primavera si fa attendere e con lei sembra non avere pace neppure il nostro corpo

La primavera si fa attendere e con lei sembra non avere pace neppure il nostro corpo che oscilla tra diverse opposizioni: troppo caldo, troppo freddo, troppo leggero, troppo pesante.

Il corpo non sa se deve vestirsi o spogliarsi, avrebbe bisogno di rassicurazioni, di quel caldo leggero che mette in moto la voglia di lasciare la pesantezza dei vestiti invernali, senza avere ancora la fatica del caldo. Il sesso - accade sempre, ma ancora di più nella buona stagione - ha bisogno di artifici e semplicità, ha bisogno di aromi, di trucco, di vestiti attillati, di scarpe alla moda, ma anche del profumo di capelli lavati e di sapone.

Il corpo, per espandersi, per rassicurarsi, ha desiderio dell'odore della pelle, e, al femminile, di vestiti e ornamenti che richiamino l'attenzione (strani fermagli, spilli, orecchini, collane). E per i maschi di un look attento, di un profumo, di una camicia particolare, di una sciarpa colorata. Si esce oggi dall'inverno non troppo affaticati, per l'abitudine di spezzare a gennaio/febbraio con le vacanze sulla neve o magari nei paesi caldi.

Trionfo di luce e colori

Ma si prova ora il desiderio di aprire le braccia e di lasciarsi andare ad annusare l'aria, di farsi incuriosire dal volto e dal corpo delle persone che ci circondano, dalle loro espressioni. Il corpo si mostra: ci si muove danzando, come se si volesse respirare di più, occupare più spazio, ridere e parlare di più. Molte persone reagiscono in modo diverso alle stagioni, al freddo, al caldo, all'aria tiepida, alle nuvole, alla dimensione della pioggia. Sentono il loro corpo vibrare in situazioni diverse, sono oppressi o felici per il freddo e per il caldo, sono legati alle emozioni del vento, alla malinconia della pioggia, alla disponibilità di tempo dell'estate. La primavera continua ad occupare un posto speciale perché segna un risveglio simbolico, come se ricordasse il nostro antico legame con la natura, le sue leggi e le sue soluzioni.

In quale stagione, con quale tempo amiamo di più fare l'amore, dedichiamo attenzione al nostro corpo, lo lasciamo vivere, occupare lo spazio, segnare il territorio, proporsi nella seduzione, dare e ricevere piacere nella sessualità. La primavera racconta che la natura si prepara al risveglio: ci sono più colori, più profumi, più luce. Fare l'amore è sempre una difficile avventura perché richiede conferme e competenza, ma dobbiamo ascoltare il nostro corpo che si libera dalla fatica, che cerca una sua espansione. La stagione primaverile ricorda la fertilità, l'ovulazione, il benessere, il tempo liberto. Gli appassionati della primavera hanno una forte identificazione con la natura, ne vorrebbero seguire le tracce, adeguandosi a ciò che accade alle piante ed agli animali.

Bisogna lasciare che accada il risveglio dentro di noi, la voglia più forte di vedere e mettersi in contatto con le sensazioni e le emozioni, la sentire se abbiamo voglia di sperimentare cose nuove, sentimenti diversi, di aprirsi alla dimensione lunga e luminosa del giorno che si apre ad una notte più facile per essere percorsa in libertà. Il risveglio sessuale può aiutarci a vivere la sessualità o turbarci se sentiamo la voglia di fare l'amore, di metterci in gioco e troviamo nel/nella partner solo una risposta di routine, nessun fremito, allegria, aggressione alla fatica delle giornate.

Non solo cambio di abito

La primavera, prima di essere una stagione, una cambio di abito, è una dimensione simbolica che ci spinge a domandarci se non sarebbe bello mettere in movimento la vita, giocare qualche mossa a sorpresa, sciogliere le nostre ancore pesanti e lasciare che i giorni prendano un'altra forma perché abbiamo più coraggio negli spostamenti, nelle piccole vacanze, nella ricerca di mare, acqua, sole.

A volte oggi abbiamo la sensazione che tutto si somigli, la frutta che è presente in tutte le stagioni, il caldo che ci accoglie in macchina e in casa, il fresco che ci ripara attraverso i condizionatori, tutto che ci aiuta a percorrere le fatiche attenuandole, come se non si potesse affrontare un impegno corporeo pesante. Forse ci lamentiamo di questa assenza di primavera, come bambini arrabbiati perché nel nostro immaginario dovrebbe autorizzarci a sentire, annusare, ascoltare sensazioni ed emozioni, perché ci ricorda l'antica appartenenza alla famiglia delle cose viventi, ci fa pensare al risveglio ormonale, al sottile fischio del desiderio sessuale, al bisogno di risveglio.

Di Roberta Giommi
Fonte:
http://www.repubblica.it