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Notizie    Sesso e dintorni    I giovani e la pillola del sesso felice

Il prof. Pierpaolo Graziotti, responsabile dell'Unità Operativa di Urologia di Humanitas, ci aiuta a capire le ragioni di un sessualità alterata da troppa voglia di stupire e primeggiare

Chi ben ricorda l'immagine dell'uomo latino, dell'amateur mediterraneo, fa fatica ad accettare una delle ultime rivelazioni in tema di sessualità all'italiana: il 10% dei ragazzi italiani tra i 20 e i 35 anni assumerebbe farmaci dopanti per ottenere prestazioni sessuali "al top".

Perché, dunque, l'uso di pillole anti-impotenza e il sesso "dopato" influenza fasce d'età così giovani? Se un ragazzo clinicamente sano e con tutti "gli attributi" funzionanti si appoggia all'aiuto farmacologico per ottenere un rapporto al di sopra delle proprie performance siamo in presenza di una distruzione del concetto di sana sessualità o di un problema medico?

Secondo il prof. Pierpaolo Graziotti, responsabile dell'Unità Operativa di Urologia di Humanitas, lo scenario che si presenta è un "epifenomeno di un problema della nostra attuale società, che non ha nulla a che vedere con la medicina". "In fondo - continua - il concetto di sana sessualità dovrebbe essere quello di un rapporto di coppia soddisfacente per sé e per la partner, che possa appagare entrambi in quel che è il naturale desiderio.

Oggi esistono numerose cause e circostanze tali per cui non sempre si riesce ad essere ?naturali', nemmeno a letto; molti ragazzi lamentano ansia da prestazione, timori per un'eiaculazione precoce o disagio per piccole imperfezioni che nella maggior parte dei casi riportano problemi solo a livello estetico e mentale".

E' qui che entra in gioco il quadro psicologico e sociale del fenomeno: forse fare uso di vasodilatatori per superare timori sta principalmente nella voglia di stupire e primeggiare tra le lenzuola di amori da conquistare o di donne troppo severe nei loro giudizi, o in rapporti annebbiati da alcool e sostante stupefacenti. Forse è la società che porta a consumare ogni minuto della giornata da eroi, dove non è permesso arrivare secondi o fare brutta figura, dove addominali, look e prestazioni palestrate rendono il mondo una vetrina di lustre apparenza. Forse è solo una tendenza legata a voler provare di tutto, per avere delle emozioni forti.

Prof. Graziotti, allontanandosi un attimo dal fenomeno sociologico, come reagiscono gli andrologi di fronte ad un ventenne che richiede la ricetta per questi farmaci "miracolosi"?

"La paura e il forte isolamento in cui vivono queste persone, il rifiuto per il confronto e il dialogo, portano a desistere sempre di più dal colloquio preliminare con il proprio medico di famiglia, figurarsi con uno specialista! Nella chiusura e nel silenzio ci si scontra con la possibilità più facile del ?contrabbando' on-line: il 60% della vendita di farmaci vasodilatatori avviene in Internet, tramite commercio elettronico e per scopi principalmente ludici.

Il problema, dunque, non è più solo leggere riviste su come conquistare la propria donna in 10 mosse o quali cibi afrodisiaci mangiare prima di fare sesso, questa è un'altra realtà: giovani perfettamente sani si procurano farmaci dopanti grazie al commercio on-line, facendo pensare ad un mercato nascosto e poco gestibile".

Quali possono essere le conseguenze fisiche nei soggetti che abusano di questi farmaci stimolanti?

"Ad oggi non esistono dati certi per cui un uso abituale nel medio periodo di tali sostanze possa creare gravi effetti collaterali; semmai c'è il rischio di una dipendenza psicologica o, al massimo, banali conseguenze come bruciori di stomaco o cefalea, al pari di un comune farmaco da banco".

Per concludere, quando il sesso "dopato" sembra un antidoto allo sconforto, qual è il messaggio giusto da dare?

"Purtroppo mancano i presupposti perché la situazione possa essere risolta in modo brillante: la società del ?tutto e subito' in cui viviamo ci porta al confronto con modelli spesso al di sopra dei nostri limiti.

Forse la speranza sta nel buon senso di ogni singolo individuo, consapevoli che riportare questi giovani ad una sessualità sana e naturale può essere laborioso quanto convincere uno sportivo professionista che non ha bisogno di ?doparsi' perché è un campione".

Fonte: http://www.humanitasalute.it