In breve ..

Pochi eventi sono più dolorosi della perdita del partner. Sia per un divorzio, che per la morte di quest'ultimo.
La rottura di un rapporto di coppia importante è un evento traumatico che può essere superato più facilmente condivedendo la propria esperienza con altre persone che hanno avuto lo stesso problema.


A chi rivolgersi

Abbandono, separazione, lutto
RICOMINCIARE
SENZA IL PARTNER

Momenti di confronto, di condivisione delle proprie emozioni e delle proprie esperienze. L'intento è quello di dare la possibilità a chi ha perso il partner di non sentirsi solo nel momento di smarrimento e di lottare per ricostruire la propria vita.
gruppi di auto-mutuo-aiuto

Abbandono, separazione, lutto
RICOMINCIARE
SENZA IL PARTNER

sono organizzati a Roma dalla Dott.ssa mariacandida Mazzilli.
Per poter partecipare all'attività di gruppo sarà necessario prenotare un colloquio gratuito con la (dott.ssa Mariacandida Mazzilli) al numero di telefono 06-61522466 o su:
www.psicologiadonna.it




Aiutaci a migliorare il sito:
dai un giudizio all'articolo:
1 = pessimo, 5 = ottimo
Commento: (opzionale)




  


Articoli    Benessere psicologico    Gruppi di auto-mutuo-aiuto per persone che hanno perso il partner

Cos'è un gruppo di auto-mutuo-aiuto.
Il gruppo di auto-mutuo-aiuto per "persone che hanno perso il partner" non è un gruppo psicoterapeutico, ma un gruppo di confronto, di condivisione delle proprie emozioni, delle proprie esperienze.

Il gruppo nasce proprio con l'intento di accompagnare i cambiamenti individuali, dare la possibilità alle persone che hanno perso il proprio partner, di non sentirsi sole nel momento di smarrimento e di lottare per ricostruire la propria vita, accettando il cambiamento traumatico e imparando a guardare al proprio futuro.

 

Chi sono le persone che hanno perso il partner.
Le persone che hanno perso il partner sono persone che hanno subito una separazione, un divorzio. Chi sperimenta una separazione assiste alla conclusione di un sogno di reciprocità, al fallimento di un progetto insieme all'altro.

Nei casi di rottura del rapporto di coppia, spesso chi se ne va è il più forte psichicamente, infatti prende l'iniziativa chi possiede già dentro di sé la forza necessaria per superare gli inevitabili disagi. Raramente la rottura è ricercata da entrambi i componenti della coppia. In questi casi le "persone che hanno perso il partner" sono quelle che non hanno scelto di separarsi, ma patiscono la scelta dell'altro. Si parla spesso del dolore che precede e accompagna la separazione, raramente di quello che la segue.

Chi viene lasciato prova dei forti sentimenti di rancore per l'ex compagno, accettare del tutto la separazione sembra impossibile. Subentra un forte desiderio di rivalsa per i torti subiti e contemporaneamente l'illusione che l'altro ritorni. L'elaborazione di un fallimento affettivo evolve in più fasi: la presa di coscienza, la rabbia, il senso di colpa, la ristrutturazione della propria vita. La persona separata o divorziata va maggiormente in crisi se non può avvantaggiarsi della rete di sicurezza offerta dalle persone vicine.

Non è certo facile imparare a gestire la propria solitudine . La peggior reazione però, dopo un insuccesso del rapporto di coppia, è chiudersi in se stessi, rimuginare il proprio risentimento, colpevolizzarsi, cadere in una crisi di autosvalutazione, credere di non poter amare o di non poter essere amati  più da nessun altro. Ricominciare ad essere protagonisti della propria vita, volgendo altrove i propri interessi, sembra inverosimile. Ci sono inoltre anche persone che hanno vissuto la morte del partner. Quando il partner muore, la separazione "certa" si colora di tonalità ancora più violente. Nelle prime fasi del lutto, la persona che ha perso il partner  rivolge tutti i suoi pensieri al proprio caro, non esiste altro.

A volte diviene impossibile accettare la realtà della perdita subita, molte sono le persone che tentano di evitare il dolore. L'impegno più penoso è riadattarsi a vivere in uno spazio dove non c'è più la persona amata. Il percorso del nostro sviluppo è segnato da perdite, da privazioni. Solo attraverso la rinuncia si può imparare a crescere. Ciò che siamo nella vita o che diventiamo, è determinato dalle nostre esperienze di perdita e dal modo in cui le viviamo, le metabolizziamo ed eventualmente le superiamo. Capire come affrontiamo una separazione ci può aiutare a conoscere meglio anche la nostra personalità. La perdita del partner certamente annienta, però, nel vuoto della assenza del proprio caro, può attuarsi anche una rinascita personale, costruita sulla fiducia in sé e sull'importanza dei legami affettivi.

Chi è il facilitatore.
Il facilitatore è il partecipante al gruppo che agevolando i rapporti tra le persone aiuta il gruppo a raggiungere con efficacia i propri obbiettivi. Nel caso di questo particolare tipo di gruppo il facilitatore della comunicazione ha il peculiare compito di riuscire a cogliere e riportare al gruppo, in termini espliciti e comprensibili, quei contenuti emotivi che non vengono comunicati esplicitamente nella discussione dai membri, ma che invece contraddistinguono profondamente gli scambi relazionali all'interno della dimensione gruppale di questa esperienza.

Tutto questo al fine di dare il maggiore senso di completezza agli incontri perché nulla di ciò che viene vissuto all'interno del gruppo vada perso o non utilizzato al meglio in base alle esigenze di ognuno dei partecipanti.

Perché partecipare ad un gruppo di auto-mutuo-aiuto.
Perché è un'opportunità per stravolgere e modificare la tendenza all'isolamento e alla sensazione di imbarazzo e soggezione, trasformando e diventando un'occasione, una risorsa che ci permette di riconsiderare le scelte di vita fatte, nostro malgrado contro noi stessi, che spesso ripetono un "copione" di vita che non ci appartiene.

Dott.ssa Mariacandida Mazzilli