Se diventa morbosa ha una base biochimica. La psicologa: il rimedio?
Chi non la prova, beato lui. Perché chi la prova, nella migliore delle ipotesi, se la cava con un gran mal di pancia, un po' di mal di testa, qualche problema intestinale, un attaco di ansia, un significativo giramento di scatole.
Nella peggiore, ma meno comune, il geloso perde la testa a tal punto da uccidere: è la storia non solo di Otello e Desdemona, ma di tanti delitti passionali che la cronaca regolarmente racconta. «I casi estremi non sono frequenti, ma ne basta uno, e assicuro che sono molti di più, perché sia sintomatico di una dimensione presente nella normalità», spiega Chiara Simonelli, docente di Psicologia e psicopatologia dello sviluppo sessuale alla Sapienza di Roma. Gelosia, è maschio o femmina? E poi, quando diventa patologica?
Quanti tipi di gelosia esistono? Se l'è chiesto il nuovo numero del mensile Ok La Salute prima di tutto . Risultato: ne esistono cinque tipi, la depressiva, la paranoica, l'ossessiva, quella da ansia di separazione e l'iperestesica. Ma, soprattutto, quando è morbosa, ha una base biochimica, studiata dall'Università di Pisa e pubblicata sulla rivista Neuropsychobiology . «Nell'ossessione legata alla paura di essere traditi è coinvolto un calo dei livelli di serotonina, il neurotrasmettitore della felicità», commenta la neuropsichiatra autrice dello studio, Donatella Marazziti.
I DISTURBI - A volte è solo una questione di equilibrio interiore il modo in cui uno reagisce agli stimoli esterni. Va avanti la professoressa Simonelli: «Ci sono situazioni facilmente gestibili. Pensiamo a una coppia nella quale uno dei due faccia troppo il piacione. Se l'altro è sereno e in equilibrio non proverà alcun fastidio. In situazioni di stress sarà invece portato a drammatizzare e a enfatizzare un certo comportamento. Il problema è che chi provoca, spesso prova una sottile gratificazione a suscitare la reazione del partner».
L'altra sorpresa è che spesso i gelosi non sono fedeli. Si chiama «gelosia proiettiva»: vedo nell'altro il male che non voglio vedere in me. Più semplicemente, gelosia da mascalzone bello e buono. «È il caso del dongiovanni, che usa il proprio metro e teme il tradimento perché lo mette già in pratica», aggiunge la psicoterapeuta di coppia Gianna Schelotto. Essere un po' gelosi è normale. C'è però un limite che non andrebbe mai superato. «Quando ci si rende conto di non riuscire a gestire una situazione, quando le scenate sono all'ordine del giorno, quando si rimane vittima delle emozioni forti. Allora è preferibile rivolgersi a uno psicoterapeuta», prosegue Chiara Simonelli.
IN COPPIA - Ancor meglio un esperto della coppia, se a innescare il tormento è il comportamento narcisistico del proprio partner. La docente poi precisa: «La gelosia non ha età, e non ha genere. Nasce dalla paura di perdere l'oggetto amato. Ed è diversa dall'invidia, che è pure un sentimento primario, ma innescato dal desiderare qualche caratteristica di colui o colei che secondo noi attira l'attenzione dell'amato». Restano gli antidoti. Cosa non bisogna fare mai? Gli esperti dicono: «Vietato chiedere dettagli sulle storie precedenti del partner. Vietato spiarlo. Vietato dare troppo peso ai comportamenti seduttivi dell'altro, perché difficilmente arriverà a tradire. E se proprio il tradimento c'è, si può sempre tentare la riconquista. Oppure meglio lasciar perdere».
Di Elvira Serra
Fonte: http://www.corriere.it