Nei bar si diventa schiavi
Indipendentemente dall'età i frequentatori di bar vanno considerati come 'popolazione a rischio per quando riguarda la dipendenza da gioco e l'uso di alcol e stupefacenti' è il risultato di una ricerca dell'Ausl.
I frequentatori dei bar, indipendentemente dall'età, e al pari di altre categorie (giovani, frequentatori di discoteche, partecipanti a rave e concerti), vanno considerati 'come una popolazione a rischio per quanto riguarda l'uso di alcol, di stupefacenti e la dipendenza dal gioco'.
E' la conclusione a cui giunge una ricerca dell'Ausl di Bologna denominata 'Silver Shadow: la normalità deviante', indagine su 'dipendenza da gioco, uso di stupefacentie abuso di alcol' tra 308 avventori di 26 bar: 11 nel quartiere San Donato (126 interviste), 15 al Navile (182 interviste).
In 20 di questi locali era presente almeno una slot machine (77%), in 16 almeno due (62%). La ricerca (pubblicata sul sito dell'Osservatorio epidemiologico metropolitano Dipendenze patologihe) evidenzia dunque 'l'elevata prevalenza di comportamenti pericolosi collegati all'uso diffuso di sostanze stupefacenti e all'abuso di alcol e, concentrato nei locali dove sono collocate le slot machines, l'alto rischiodi futura dipendenza da gioco'.
Gli effetti? Un soggetto su due ha dichiarato di soffrire di problemi di tipo psicologico (ansia, depressione e disturbi del sonno), uno su dieci di avere rilevanti problemi economici e molti di essere rimasti coinvolti in incidenti stradali. Inoltre, l'uso di stupefacenti ed i comportamenti a rischio risultano più frequenti tra gli avventori dei locali per aperitivi, l'abitudine algioco tra i frequentatori dei locali di passaggio, il consumo di alcolici ed il rischio di dipendenza da gioco nei locali di ritrovo.
Conclusione dello studio: 'I progetti di prevenzione devono considerare anche la 'normalità deviante', cioe' quei comportamenti pericolosi (guidare dopo aver bevuto alcolici, consumare saltuariamente stupefacenti, giocare abitualmente con le slot machines) considerati 'quasi normali' se messi in atto dalle persone comuni'.
Fonte: http://ilrestodelcarlino.quotidiano.net