Il DSM-IV riporta una netta separazione tra depressione unipolare e depressione bipolare
Attenzione alla diagnosi . Il disturbo bipolare colpisce circa il 5 per cento della popolazione, e sta diventando rapidamente la prima causa di invalidità civile. Il DSM-IV riporta una netta separazione tra depressione unipolare e depressione bipolare. In realtà, negli ultimi anni, si è assistito ad una rivisitazione di tale distinzione e si è andata delineando una continuità sintomatologica tra le due forme.
Spesso, infatti, il paziente viene erroneamente trattato come un paziente con depressione maggiore, con il risultato che un trattamento non adeguato peggiora il decorso della malattia. "Nella mia esperienza ambulatoriale, un paziente su due, tra coloro che giungono alla visita come depressi unipolari, è in realtà affetto da depressione bipolare", afferma Franco Benazzi della University of California, San Diego, e dell'Hecker Psychiatry Research Center di Forlì, in occasione dell'XI congresso SOPSI.
Un'attenta anamnesi. Risulta di fondamentale importanza, al fine di una corretta diagnosi, non fermarsi al semplice racconto del paziente, ma indagare più a fondo, coinvolgere i familiari. Una rigida intervista strutturata non funziona in questi casi perché il paziente depresso difficilmente riferisce, in modo spontaneo, gli episodi di agitazione, irritabilità e pensieri continui.
È necessario un approccio più aperto che vada ad indagare la presenza di questi sintomi ipomaniacali e che osservi il paziente nel suo agire (se ad esempio sta difficilmente fermo sulla sedia). "Se all'anamnesi del paziente sono riscontrabili sintomi quali distraibilità, pensieri che non si fermano mai (crowded thougts), irritabilità, anche in forma lieve, nel 75 per cento dei casi", continua Benazzi, "ci troviamo davanti ad un paziente affetto da depressione bipolare, che come tale va curato". Altri fattori validanti una diagnosi di depressione bipolare sono la familiarità, un'età precoce di insorgenza, un maggior numero di precedenti episodi depressivi ed 8 singoli item alla Montgomery-Asberg Depression Rating Scale e all'Hamilton Anxiety Rating Scale.
Approccio terapeutico. I rischi a cui sono esposte le persone affette da disturbo bipolare, nel caso la patologia non venga riconosciuta, comprendono il suicidio, possibile durante gli stati depressivi, e la morte per cause accidentali (guida spericolata, incidenti di vario tipo), durante le fasi maniacali. Riconoscere il paziente bipolare diviene quindi di primaria rilevanza anche per poter procedere con un trattamento adeguato.
Infatti l'utilizzo dei soli farmaci antidepressivi in questi casi può esporre i pazienti ad alcuni rischi, anche gravi; numerose ricerche hanno dimostrato che gli antidepressivi, nel disturbo bipolare, possono favorire il passaggio repentino da un episodio depressivo ad uno ipomaniacale o francamente maniacale con il raggiungimento di uno stato che viene definito di "rapida ciclizzazione".
A causa di questi rischi gli antidepressivi, nel disturbo bipolare, dovrebbero essere sempre preceduti o accompagnati a farmaci stabilizzatori dell'umore.
Di Stefania mengoni
Il Pensiero Scientifico Editore
Fonte: http://it.news.yahoo.com