Accertata scientificamente una relazione tra il tasso di divorzi e le 'orchestre' notturne dei mariti
Che fosse un problema lo si sapeva da sempre ma ora è anche accertato scientificamente: il matrimonio é a rischio se il coniuge russa. Tanto che dopo una terapia contro il rumore notturno è stato possibile calcolare che la "soddisfazione" matrimoniale raddoppiava.
Alcuni scienziati del Centro dei disturbi del sonno della Rush University Medical Center, hanno trovato così una relazione tra il tasso di divorzi e le 'orchestre' notturne con cui i mariti allietano il sonno delle loro mogli. Come spiegano i ricercatori infatti, anche se si tratta di un disturbo che colpisce entrambi i sessi, è più frequente tra gli uomini, soprattutto obesi e di mezza età. Di solito accade che quando il marito russa, la moglie gli dia una piccola gomitata per farlo smettere, entrambi si sveglino e si sentano irritati fino alla mattina.
Una circostanza comune che può avere conseguenze più pesanti di quel che si possa pensare. "Si tratta di un problema frequente nei matrimoni cui nessuno presta la dovuta attenzione - spiega Rosalind Cartwright, ricercatrice presso il centro - Le coppie che lottano contro l'apnea ostruttiva del sonno hanno infatti un alto tasso di divorzi. La questione è se possiamo salvare i matrimoni curando questo disturbo".
Lo studio del Rush Medical Center è stato condotto su dieci coppie in cui è stata diagnosticata l'apnea ostruttiva del sonno al marito. Dopo aver completato le indagini sull'insonnia, la soddisfazione coniugale e la qualità di vita, le coppie trascorrono la notte nel laboratorio dove i tecnici determinano per ciascun partner la qualità e quantità di sonno. Dopo di che, per due settimane, il marito viene sottoposto a un particolare trattamento, e test e analisi vengono ripetute.
"I primi risultati - continua - ci mostrano come il sonno della moglie diminuisca e peggiori nettamente a causa dei rumori notturni del marito. E questo non è un problema da poco. La mancanza di sonno per entrambi i coniugi mette tensione nel matrimonio e crea situazioni di ostilità". In una coppia per esempio, la moglie si svegliava otto volte in un'ora a causa del russare del marito. La valutazione di efficienza del suo sonno, che è la percentuale di tempo trascorso dormendo nella notte, era del 73%, contro una media comune di circa il 90%. Dopo aver provato tappi per le orecchie, cuffie, e numerosi altri aggeggi per cercare di dormire con il rumore accanto, la donna alla fine si svegliava e sceglieva di dormire da sola.
"La tensione provocata nel matrimonio era evidente - aggiunge Cartwright - la coppia litigava tutto il tempo e le analisi rivelavano una bassa soddisfazione coniugale, specialmente a livello comunicativo". Dopo di che iniziava la seconda fase dello studio. I mariti venivano sottoposti a un trattamento non chirurgico per due settimane, a casa, usando la Cpap (continuous positive airways pressure), terapia ventilatoria che tramite una mascherina veicola nel naso aria a pressione, generata da una sorta di minicompressore che, dilantando le vie aeree superiori, evita il collasso della faringe e annulla l'evento generatore del russamento.
Grazie a questo trattamento, la qualità della vita delle mogli è migliorata notevolmente, passando da 1,2% a 7%, il che significa che il russare del marito non è più un problema per loro. La loro scala di stanchezza, che misura quanto si sentono affaticate durante il giorno, crollava dal 12% al 6%, mentre la soddisfazione coniugale saliva dal 3% al 5,8% e l'efficienza del sonno della donna dal 73% all'82%.
"I primi risultati sono stati eccellenti - conclude Cartwright - è bello vedere le coppie che vanno più d'accordo".
Fonte: http://www.ansa.it