In altre parole, la nostra psiche sposta il timore che proviamo per certi pensieri ed emozioni e situazioni che non riusciamo a controllare, su degli oggetti esterni ( il dentista, il cane, il ragno) che possiamo più facilmente gestire.
Dietro ad una fobia, anche banale, ci celano dei conflitti e delle ansie più profonde.
Nel prossimo paragrafo questo concetto sarà spiegato in maniera più chiara.
Rita e la paura della polvere.
Questo caso, descritto dal dottor Luigi Cancrini nel libro "Il vaso di pandora: manuale di psichiatria e patologia" spiega bene che cosa c'è dietro ad una fobia.
Rita, una giovane donna di 34 anni, in occasione della sua seconda gravidanza, aveva cominciato ad essere ossessionata dalla polvere insetticida. Le sembrava di vedere la polvere dappertutto: nelle strade, nei negozi, nei giardini.
Rita temeva di entrare in contatto con la polvere e di contaminarsi e di morire avvelenata.
Di conseguenza aveva cominciato ad evitare tutti i luoghi che potevano essere connessi con la polvere insetticida: all'inizio fiorai e negozi di ferramenta, in seguito la fobia si era generalizzata. Rita associava sempre più luoghi e situazioni alla tanto temuta polvere e aveva finito per sentirsi sicura solo fra le pareti di casa sua.
Una volta varcate le parete di casa, Rita sentiva il bisogno di sottoporsi ad una serie di lavaggi per scongiurare il pericolo di contaminazioni.
Da quando Rita aveva cominciato a stare male, la madre aveva cominciato ad occuparsi di lei e dare una mano e nel gestire la casa e figli. Anche il marito, che era spesso assente per motivi di lavoro, era stato costretto a trascorrere più tempo in casa per soccorrere la moglie malata.
Quando una paura ne nasconde un'altra.
Rita avuto un rapporto molto freddo con la madre. La mamma era, infatti, una donna molto fredda, razionale e fissata con l'ordine e la pulizia. Quando la piccola Rita si metteva le mani in bocca, la mamma la sgridava dicendo: "Le tue mani sono sporche: c'è il veleno!". Il contatto fisico era ammesso solo al momento del bagno o di altre operazioni di pulizia.
Crescendo con una madre anaffettiva e con un padre sempre assente per motivi di lavoro, Rita aveva imparato a negare i suoi bisogni di contatto fisico e emotivo.
Da grande, in un momento difficile della sua vita in cui si ritrovava con due bambini piccoli da crescere e con un marito poco presente, aveva sviluppato la paura della polvere .La paura della polvere aveva a che fare con il bisogno di affetto e di contatto fisico che , sin dall'infanzia Rita aveva imparato a considerare sporco e immorale.
Il vantaggio di stare male.
Incredibile a dirsi, stare male offre qualche vantaggio. Nel caso di Rita, l'unico modo per ottenere dalla madre e dal marito affetto e attenzioni, che da "sana" non avrebbe potuto avere, è quello di essere malata. Ma questo vale per moltissime altre situazioni di disagio psicologico: spesso amici e familiari sono costretti ad essere più presenti e ad avere più riguardo verso "il malato".
Per riflettere:
- Se soffri di qualche fobia, prova a chiederti: che funzione ha nella tua vita?
- Ti permette di evitare qualche situazione che non ti senti pronto ad affrontare?
- Che cosa cambierebbe nella tua vita se improvvisamente guarissi?
- La fobia ti permette di ottenere dagli altri una maggiore vicinanza e attenzioni?
- Puoi chiedere l'affetto di cui hai bisogno in un altro modo meno doloroso?
Dottoressa Anna Zanon