Breve storia degli antidepressivi
Agli inizi degli anni '50, furono descritte casualmente le proprietà euforizzanti del iproniazide, principio usato nella terapia della tubercolosi il quale risultò poi efficace in pazienti depressi.
Dal iproniazide è derivata una delle principali classi di antidepressivi: gli
inibitorio delle monoammino ossidasi (IMAO). Poi qualche anno più tardi Kuhn riconobbe le proprietà antidepressive dell'imipramina, sintetizzata da Thile e Holzinger alla fine del XIX secolo e introdotta all'inizio in terapia psichiatrica come antipsicotico. Proprio dall'imipramina è derivata l'altra classe di farmaci antidepressivi,
i triciclici (TCA), così chiamati per la loro struttura molecolare.
Ancora più di recente, con il progressivo approfondimento delle conoscenze sul meccanismo d'azione degli antidepressivi e sui correlati biologici dei disturbi dell'umore, ai due raggruppamenti iniziali si sono aggiunte sostanze a struttura chimica eterogenea, definiti antidepressivi atipici o di seconda generazione.
Il più noto di questi ultimi è il Prozac.
Aspetti clinici
In generale i cosiddetti antidepressivi sono psicofarmaci utili nel trattamento della sintomatologia depressiva. In soggetti che non presentano disturbi di questo tipo, i farmaci antidepressivi generalmente non danno alcun effetto psicologico desiderabile, mentre possono comportare una generale sensazione di fatica e alcuni sgradevoli effetti collaterali. Per questo i farmaci antidepressivi non sono oggetto di abuso tossicomanico.
In persone depresse, invece, gli antidepressivi si dimostrano spesso capaci di migliorare il tono dell'umore, di sbloccare l'inibizione psicomotoria tipica del depresso, di attivare l'appetito e, in qualche caso, di moderare l'ansia del soggetto.
E' importante sapere che gli antidepressivi non curano la depressione, ma ne riducono solo i sintomi per cui si consiglia di associarli alla psicoterapia.
Gli antidepressivi triciclici
Questa classe di antidepressivi ha sostituito quasi per intero gli antidepressivi IMAO.
I TCA sono senza dubbio i farmaci antidepressivi più usati.
L'efficacia antidepressiva di questi farmaci è stata ampiamente dimostrata da una serie di studi clinici effettuati negli ultimi 25 anni. Alcuni TCA come l'amitriptilina e la doxepina possiedono una maggiore attività sedativa rispetto ad altri TCA, infatti vengono impiegati specialmente negli episodi depressivi in cui è notevole la componente ansiosa e/o l'insonnia.
Nella pratica clinica gli antidepressivi triciclici più usati sono i seguenti:
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Principio attivo |
Preparati commerciali |
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amitriptilina |
Adepril, Laroxyl, Tripitizol |
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clorimipramina |
Anafranil |
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desipramina |
Nortimil |
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dotiepina |
Protiaden |
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imipramina |
Surplix, Tofranil |
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maprotilina |
Ludiomil |
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nortriptilina |
Noritren, Vividyl |
Gli antidepressivi triciclici vengono usualmente utilizzati nella terapia della depressione, a fronte di una sintomatologia di questo tipo:
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disinteresse, stanchezza, prolungata difficoltà a concentrarsi
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pensieri tristi, voglia di piangere, sensi di colpa
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insonnia
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perdita dell'appetito
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perdita del senso del valore di sé e della propria autostima, idee di suicidio
Non si riscontrano significativi fenomeni d'abuso di questi farmaci, perché il loro uso massiccio non comporta effetti psicologici e fisiologici appetibili, comportando al contrario effetti collaterali spiacevoli. A causa dei loro effetti collaterali sono indicati sopratutto nel trattamento delle depressioni gravi. Si rivelano molto meno efficicaci e quindi altamente sconsigliati per le forme di lieve depressione.
Gli inibitori delle monoammineossidasi (IMAO)
Gli IMAO sono considerati farmaci antidepressivi ormai obsoleti, sia perché la loro efficacia non si è mai dimostrata superiore a quella dei TCA più conosciuti, sia perché la loro maneggevolezza e tollerabilità è decisamente inferiore a quella di altri farmaci antidepressivi. Questi farmaci, un tempo largamente utilizzati nel trattamento della depressione, agiscono con un meccanismo diverso da quello dei TCA e degli altri antidepressivi. In Italia è al momento presente sul mercato soltanto un IMAO, la tranilcipromina.
Gli antidepressivi di seconda generazione (atipici)
Vengono inclusi in questa classe i farmaci antidepressivi che presentano le seguenti caratteristiche:
- introduzione sul mercato farmaceutico più recente e in ogni caso successivo a quello della maggior parte dei TCA più classici
- profilo farmacologico, clinico e tossicologico differente rispetto ai TCA.
Questa categoria di antidepressivi atipici (eterocicli) raccoglie un gran numero di molecole, con effetti anche molto diversi. Come abbiamo già detto, il Prozac è forse l'antidepressivo atipico più noto.
SSRI ovvero inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina
Fluoxeren, Seroxat, Zoloft, Maveral, Seropram: questi i nomi commerciali di alcuni degli SSRI più utilizzati.
Sono stati introdotti intorno alla metà degli anni '80; salutati come alternativa reale agli antidepressivi triciclici.Non possono essere assunti da persone che risultino affette da ulcera gastrica duodenale; molta attenzione nell'uso è consigliata a chi soffre di gastriti ricorrenti.
SNRI ovvero Inibitori selettivi della ricaptazione della noradrenalina
Di recentissima introduzione e disponibili all'inizio del '96 con il nome commerciale di Efexor. Non ci sono dati sufficienti su effetti collaterali e indesiderati.
Inibitori della serotonina e della noradrenalina
Anch'essi introdotti recentemente sul mercato sono disponibili con il nome commerciale di Remeron.
Dottoressa Anna Zanon