L'anoressia nervosa (detta anche anoressia mentale) è un disturbo psicologico che coinvolge fortemente la sfera fisica. Il nucleo centrale del problema è l'eccessiva preoccupazione nei confronti del peso e delle forme corporee, che si esprime in una profonda paura di ingrassare e in una costante ricerca della magrezza. Alla base di questo pensiero ossessivo c'è l'idea, condivisa dalla maggior parte delle ragazze|i che ne soffrono, che il valore personale sia strettamente collegato e (per molte dipende da) al peso corporeo ed alla forma fisica.
Queste regazze/i cercano spesso di raggiungere alti standard di prestazione in tutto quello che fanno, pensando di divenire solo in questo modo degne di amore e di attenzione. Spesso si sentono in colpa per un nonnulla, specie nei confronti dei genitori o comunque dei familiari e pensano di poterli ripagare cercando di essere perfette in tutto quello che fanno.
L'invidia è un ?emozione facilmente provata da queste persone che si sentono sovente in competizione con gli altri, in particolare gli appartenenti al proprio sesso. Il sentimento dell'invidia stesso può far sentire in colpa in quanto emozione duramente contestata nella nostra cultura; in realtà quest'emozione è semplicemente collegata alla scarsa stima di sé: una persona che non ha fiducia in se stessa pensa che non riuscirà mai ad avere ciò che altri hanno, e li invidia.
Con l'anoressia, si sentono spesso più forti e speciali agli occhi degli altri. Questa sensazione può rendere l'anoressia agli occhi di chi ne soffre, almeno inizialmente, un'"alleata" a cui è difficile rinunciare. La motivazione a seguire un percorso psicoterapeutico e nutrizionale per stare meglio appare spesso, purtroppo, solo quando alcuni danni organici hanno già preso il via.
Sintomi dell'anoressia.
Il primo segno dello sviluppo di un disturbo di tipo anoressico è la perdita di peso, spesso repentina, accompagnata sovente dall'aumento di attività fisica (spesso fatta di nascosto per esempio dai familiari). Tutto è orientato al dimagrimento o al mantenimento del peso se sono già molto dimagrite. A volte si abbuffano e poi si autoinducono il vomito.
La concentrazione si sposta , dall'ordinario ambito lavorativo o di studio, a trovare tecniche per calcolare le calorie, per poter fare più movimento, per evitare di mangiare a tavola con gli altri, che, unitamente alla malnutrizione, fanno calare il rendimento nelle attività prima svolte.
L'umore di chi ne soffre altalena spesso tra euforia, depressione e ansia fino a veri e propri attacchi di panico. Spesso chi ne soffre cerca di tenere a bada l'ansia attraverso comportamenti ripetitivi, dei rituali, atti a scongiurare che l'evento temuto ( per il quale provano ansia) possa effettivamente avere luogo. Per esempio, perché il compito in classe vada bene, pensano di dover entrare in classe con il piede destro, se invece calcolando i passi arrivano col sinistro faranno un giro intorno con una scusa per riuscire ad entrare con il piede sinistro,..insomma, un po' come quando eravamo bambini e pensavamo di poter salvare il mondo se facevamo un certo gesto in tempo!
Spesso soffrono di insonnia, fattore che rende ulteriormente difficile mantenere la concentrazione su quello che devono fare.
La sfera sociale si impoverisce. A causa dell'umore spesso depresso, e per la difficoltà a stare a tavola e la spinta a mettere in atto rituali queste persone fanno spesso fatica a mantenere le relazioni amicali prima possedute, soprattutto ad uscire in grandi compagnie. Il timore di risultare ridicole fa molta paura.
Caratteristiche psicologiche
Chi soffre di anoressia ha spesso una bassa stima di se stesso, fa fatica a difendersi dalle intrusioni degli altri, in particolare dei genitori. Spesso queste ragazze o ragazzi vivono in famiglie in cui i genitori hanno alte aspettative nei loro confronti e loro si sentono in dovere di soddisfarle. Il dovere, molto più che il piacere, è il motore delle loro azioni e sono molto sensibili al tema della colpa, sentendo spesso di essere in debito con gli altri e di dover fare sempre di più per compiacerli. Il desiderio di essere accettati e di piacere sempre e a tutti le rende delle grandi osservatrici, in grado di decifrare quasi impercettibili espressioni sul viso degli altri, che spesso scrutano per essere sicure di essere apprezzate o per poter fare quanto gli altri si aspettano da loro e non deluderli.
La paura del giudizio altrui le porta ad avere un forte timore di sbagliare e a ricercare così la perfezione in tutto ciò che fanno. Dovendo sempre stare attente che tutto sia perfetto passano molto tempo a rimuginare sulle cose fatte, dette, sentite occupando molto del loro tempo a pensare al passato piuttosto che in progetti futuri. Il tempo viene occupato pensando al cibo, alla dieta, al movimento oppure, se devono fare qualcosa, lo programmano nei più piccoli particolari e niente deve andare diversamente da come lo hanno pensato se no guai! Tutto deve essere sotto controllo, l'imprevisto è qualcosa di spaventoso che può provocare danni e per questo spesso evitano situazioni nuove, fino ad arrivare al punto di evitare qualsiasi situazione sociale.
A causa della restrizione alimentare stessa divengono facilmente irritabili e insofferenti davanti a situazioni comuni (il fratello che passa un po' troppo tempo sotto la doccia, un collega che urta la scrivania passando,..). Questo può facilmente innescare incomprensioni e liti, specie in famiglia. La preoccupazione dei familiari per il dimagrimento può rendere il clima ancora più teso aumentando l'irritabilità e il pensiero fisso sul cibo.
Complicazioni e rischi dell'anoressia nervosa
Chi ne soffre arriva velocemente ad un peso al di sotto della norma, se in forma grave può portare a gravi scompensi fisici. Il sottopeso porta infatti ad amenorrea (scomparsa del ciclo mestruale) in quanto il nostro fisico, predisposto alla sopravvivenza, quando si accorge di avere insufficiente energia cerca di "risparmiare"eliminando gli sprechi (come appunto le mestruazioni). La scomparsa del ciclo comporta a sua volta un elevato rischio di sviluppare osteoporosi anche in giovane età.
Possono esserci variazioni del livello di potassio del sangue che possono provocare a lungo andare un malfunzionamento cardiaco.
Inutile sottolineare come, se il peso corporeo è gravemente al di sotto della norma ci possono essere complicazioni ancora più severe e infine, se questo stato perdura a lungo, la morte.
Anoressia:che fare?
Quante di noi hanno visto una conoscente o magari hanno una cara amica che all'improvviso ha iniziato a dimagrire molto velocemente? Magari poi noi stesse all'inizio gli abbiamo detto "ma come stai bene" senza renderci conto di cosa stava succedendo. L'inizio dell'anoressia, specie per le ragazze in età puberale, avviene spesso in concomitanza con una dieta. Spesso infatti, chi ne soffre, ha iniziato una dieta perché insoddisfatta del proprio peso e delle proprie forme. Attraverso questa acquista una sensazione di maggior autocontrollo e di maggior valore, anche grazie ai rinforzi ed incoraggiamenti degli altri.
Il primo consiglio è di non lasciarsi tentare dalle diete "fai da te" ma di rivolgersi a professionisti che possano dare delle norme alimentari basate sulle caratteristiche corporee e sullo stile di vita della singola persona.
Consigli dal punto di vista psicologico sono più difficili da dare in presenza di un disturbo così complicato e pieno di sfaccettature. Chi è all'inizio di questa malattia si sente spesso euforico, felice, rinvigorito. Questi sono i sintomi della restrizione alimentare e dei diversi "atteggiamenti" che gli altri hanno nei loro confronti da quando hanno cominciato a perdere peso. Spesso si sentono più forti e più fiduciosi in loro stessi ma la situazione poi cambia radicalmente. La restrizione alimentare stessa porta ad un aumento della preoccupazione sul cibo e quindi spinge a passare sempre più tempo a pensarci dedicandone sempre meno agli amici, agli interessi prima coltivati, al lavoro o alla scuola. Tutto quello che prima era piacevole ed interessante viene tralasciato per il doveroso impegno di controllare tutto. L'umore diviene depresso oppure si può provare forte ansia con una frequenza ed una intensità molto elevate. La qualità della vita ne risente notevolmente. Il rischio è di trovarsi dopo anni avendone persi alcuni in un proprio mondo fatto di paure, gare con gli altri e se' stessi, che non hanno portato a niente se non aver interrotto la scuola, aver perso gli amici o non aver trovato un lavoro.
Non abbiate paura nè vergogna nel rivolgervi a degli esperti per farvi aiutare. E' molto difficile uscire dall'anoressia da soli mentre è purtroppo facile che a causa dell'anoressia rimaniate più soli.
Dottoressa Francesca Mancadori