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Notizie    Attualità e curiosità    Aggressivita' al volante

Intervista a  Michele Rossena, psicologo napoletano

Mi schiero quasi sempre dalla parte di chi guida. Perché noi automobilsti e motociclisti veniamo martoriati da tasse, bolli, Rca, carburante, pedaggi, autovelox selvaggi. Ma, a volte, noi guidatori esageriamo: siamo troppo aggressivi. Ne parlo con Michele Rossena, psicologo napoletano (presidente dell'Istituto italiano per le scienze umane). Che, vivendo in una città caotica, conosce bene le reazioni di chi guida...

Dr Rossena, l'auto pare il posto ideale per sfogare la propria aggressività.
"Vero. Nell'auto si trasferisce il complesso delle frustrazioni familiari, di coppia, professionali, economiche. Succede quando si va a lavorare e quando si torna a casa. Nell'auto si vivono paure importanti che ci mettono in contatto con i nostri sentimenti profondi. Inoltre, c'è chi vive il proprio senso di competizione primeggiando in auto (velocità eccessiva, sorpassi azzardati, guida imprudente), e chi vive la trasgressione, che vorrebbe realizzare in altri campi, passando col semaforo rosso".

Oltre che da frustrazioni portate nell'abitacolo, la rabbia di un automobilista da che cosa viene scatenata?
"Il taglio della nostra strada è, simbolicamente, vissuto come se qualcuno osasse ostacolare il cammino verso gli obiettivi personali. Poi, c'è l'aggressione che subiamo sulla corsia di sorpasso da chi si incolla dietro alla nostra auto, con abbaglianti accesi e a volte clacson a tutta forza".

Nel suo più recente libro ("L'altra faccia del potere", Ed. Idelson-Gnocchi), lei parla dello stress del guidatore in vacanza.
"In vacanza si vedono parecchi automobilisti che vìolano il Codice della strada e hanno il clacson facile. E che si riempiono l'abitacolo di musica a tutto volume. Ripropongono in auto lo stress quotidiano: ricostruiscono in vacanza la tensione del lavoro".

In auto, le donne sono meno aggressive dei maschi?
"Sì, sono gli uomini a essere i più aggressivi: il macho del nuovo millennio in auto maschera alla grande le sue insicurezze. Anche se le eccezioni non mancano. Stamattina ero fermo a un semaforo rosso e un'elegante moretta ha abbassato il finestrino mi ha dato dello str... perché osavo ostacolarle il cammino".

Ma che cosa rappresenta l'auto per un guidatore?
"Oltre a gratificare narcisisticamente, l'auto può rappresentare il luogo della sicurezza. Infatti, la stragrande maggioranza delle persone che soffrono di crisi d'ansia e di attacchi di panico, invece in auto si sentono al sicuro. Basta osservare il successo senza precedenti in campo automobilistico delle fuoristrada negli ultimi 15 anni: per molti acquirenti si tratta della concretizzazione di una casa viaggiante dentro la quale possono esprimere appieno il loro senso di onnipotenza".

Dopo un incidente, c'è chi dice: mi ha toccato, mi ha graffiato. Perché?
"A parte chi lo dice per comodità, i più si esprimono in questo modo perché si identificano pienamente nella propria auto: la vivono non come un oggeto ma come se fosse un prolungamento del corpo".

Fonte: http://dallapartedichiguida.blogosfere.it