Lo studio della University of Queensland apre le porte alle ricerche tese a scoprire cosa accade nella mente di un alcolista
Insonnia, disturbi dell'umore, depressione, facilità a ricadere nel vizio: se l'alcol è capace di tutto ciò quando se ne abusa, potrebbe essere colpa della sua influenza nefasta sul funzionamento dei geni delle cellule del cervello, i neuroni. Infatti l'équipe di Rosemarie Kryger e Peter Wilce, presso l'Unità di ricerca sull'alcol della University of Queensland a Herston, ha scoperto che l'alcol altera il funzionamento dei geni nel cervello di un alcolista, in particolare nell'amigdala, ossia il regno delle nostre emozioni. La scoperta è stata annunciata alla conferenza annuale della Australian Neuroscience Society tenutasi i primi di febbraio a Sydney.
Secondo quanto riportato dall'ultimo numero del magazine New Scientist in uscita in questi giorni, l'alcol interferisce principalmente con molti geni coinvolti in funzioni importanti per la vita dei neuroni, per regolare la loro produzione di energia, per regolare i ritmi del nostro organismo.
In un precedente studio gli esperti avevano dimostrato, servendosi della risonanza magnetica funzionale, che l'attività dell'amigdala nel cervello di alcolisti è molto più sostenuta di quella del cervello delle persone sane. Per capire a che livello questa modifica avvenisse i neurologi in questo loro ultimo studio hanno osservato l'attività di ben 772 geni importanti per i neuroni dell'amigdala.
Così facendo i neurologi hanno scoperto che l'abuso di alcol è legato a ridotta o assente attività di geni altrimenti attivi nell'amigdala. Uno di questi geni per esempio è il gene "orologio" Per3, già noto per essere un importante "ingranaggio" genetico del nostro orologio endogeno regolatore dei ritmi circadiani. Non a caso, hanno sospettato i neurologi australiani, gli alcolisti hanno spesso disturbi del sonno. Un altro gene la cui attività è marcatamente alterata nel cervello di un alcolista è quello per uno dei recettori dei cannabinoidi, coinvolto nella regolazione della dipendenza a determinate sostanze come le endorfine ma anche come gli stupefacenti. Probabilmente alterazioni a carico di questo e geni simili potrebbero spiegare come fa l'alcol a dare dipendenza e anche la frequenza di ricadute di individui disintossicati.
Questo studio, hanno ammesso gli esperti, ha portato ben al di là dei risultati temuti. Si pensava infatti che l'alcol potesse infierire sul cervello di chi ne abusa e in particolare sul suo centro delle emozioni, hanno concluso gli esperti, ma mai si sarebbe pensato che l'influenza fosse di così vasta portata. Questo studio apre dunque le porte ad altre ricerche tese a scoprire cosa accade nella mente di un alcolista, offrendo anche nuovi spunti per realizzare farmaci contro la dipendenza e gli effetti di essa sulla sfera neurologica dell'individuo.
Paola Mariano
A cura de Il Pensiero Scientifico Editore
Fonte: http://it.health.yahoo.net