Da che cosa dipendono le condotte aggressive.Come scegliere il partner giusto e non il proprio carnefice?
La cronaca nera ci fornisce ormai un largo ventaglio di condotte aggressive ed a subirle sono principalmente le donne. Da che cosa dipende la maschia aggressività? Cominciamo col dire che sia nell'uomo sia nell'animale, è causata dagli impulsi dell'ipotalamo e da situazioni esterne e può, inoltre, trasformarsi in atteggiamenti d'odio o d'amore.
Gli psicologi individuano anche un'aggressività ostile, definita come l'insieme di atteggiamenti accompagnati da collera o da qualche altra emozione negativa. Essa può essere causata da motivi psicologici, fisici, familiari e sociali. Tra le cause di ordine psicologico rientrano inoltre varie tipologie di frustrazione. L'aggressività ha una base naturale cui però si aggiungono le condizioni sociali, che possono favorire uno stato di frustrazione e, di conseguenza, di collera.
Ricerche sull'influenza del sistema neuroendocrino hanno individuato nel testosterone ? ormone sessuale maschile ? un importante modulatore dei comportamenti aggressivi, che spiegherebbe anche la maggiore aggressività dell'uomo rispetto alla donna. Anche nelle donne particolarmente aggressive sono stati trovati alti tassi di testosterone. Quello che non è ancora chiaro è se è l'aggressività che porta ad avere alti livelli di testosterone o se è il testosterone che determina i comportamenti aggressivi. Come sempre, fra psicologia e biologia, c'è un serpente che si morde la coda.
I dati della ricerca più recente tendono comunque a lasciare aperta la possibilità che fattori genetici influenzino l'aggressività, ma solo in modo indiretto, determinando problemi nello sviluppo cognitivo (es. deficit dell'attenzione, basso QI ecc.) che a loro volta possono sfociare in condotte anti-sociali. Naturalmente, oltre alla natura, sono stati indagati anche cultura e ambiente sociale e non si è potuto certo negare che siano estranei a comportamenti aggressivi come strumento di evasione e rivalsa sociale. Spesso l'aggressività è diretta all'agente frustante, ma può anche essere spostata verso persone od oggetti differenti da esso.
Nella psicologia individuale l'aggressività è interpretata come un'espressione della "volontà di potenza", diretta al superamento dei sentimenti d'inferiorità. Sia nell'uomo, sia nell'animale vi è un'aggressività sana che permette loro di affrontare i pericoli e le difficoltà della vita con coraggio, audacia e iniziativa; ma nella specie umana essa ha manifestazioni particolari e diverse nell'uomo (es: colpisce col pugno) e nella donna (es: graffia), che derivano anche dalle peculiari caratteristiche fisiche dei due sessi. Negli animali l'atteggiamento aggressivo è legato ad una necessità di sopravvivenza, mentre nell'uomo subentrano altri elementi che qualificano il suo comportamento come irresponsabile.
Sull'argomento pubblichiamo uno scritto della dottoressa Jacopa Stinchelli dal titolo
Donne, ci sono o ci fanno ?
Spesso vittime della prevaricazione maschile, ma delle volte l'intuito può salvarle
Brutti tempi per il femminile. In questi giorni abbiamo letto di tanti orrendi episodi in cronaca nera. Donne, giovani e anziane, trucidate barbaramente. Uomini gli assassini, ex fidanzati, compagni. Casi che gettano una luce inquietante sui rapporti di coppia, rapporti che fin troppo spesso si concludono con la morte fisica, come ha sottolineato abbondantemente il rapporto UE sulla violenza nei confronti delle donne. Il dato più eloquente, che abbiamo già commentato nei mesi scorsi, dice che la prima causa di morte nelle donne tra i 16 e i 44 anni è la violenza di un partner o di un congiunto maschile.
L'Organizzazione mondiale della sanità ci indica che almeno il 70% delle donne vittime di omicidio sono state uccise dai propri partner. Per non parlare dei casi di suicidio. Si potrebbe dunque concludere che le donne hanno scarso intuito quando si tratta della scelta del partner. In molti casi si tratta piuttosto di scegliere il loro carnefice, il loro persecutore. Che un uomo spezzi loro il cuore è il minimo, potrebbe trafiggerglielo direttamente. Ci si può domandare se le donne abbiano facoltà di scelta e ne operino effettivamente una, o non siano piuttosto loro ad essere scelte, inconsapevoli dei rischi a cui vanno incontro. Ma perché? Forse perché temono la solitudine? Forse perché sono più ingenue e si fanno ingannare dagli uomini più scaltri e rapaci? Una buona notizia è allora quella diffusa ieri dall'Ansa secondo la quale uno studio scientifico avrebbe stabilito che le donne sono in grado di riconoscere il partner "giusto", vale a dire il marito fedele e devoto, il padre affettuoso, a prima vista.
Grazie a una speciale forma d'intuito le donne sarebbero capaci di capire subito chi hanno davanti. In psicoanalisi questa dote si chiama "insight". Va esercitata, perché nell'epoca del "disagio della civiltà", si sono perse alcune doti naturali .Si parla tanto di pari opportunità, di emancipazione e di diritti delle donne, ma la questione femminile non sparisce magicamente, solo perché i governi e le società, le occidentali, lo decidono (anche se questa decisione aiuta sicuramente il processo di evoluzione civile). Ogni evoluzione deve prima avvenire all'interno però. Le donne nella nostra Europa e nella nostra Italia sono ancora lontane dall'essere rispettate veramente. Da se stesse in primis.
Riportiamo l'articolo sulla scelta del "partner giusto" cui fa riferimento lo scritto della dottoressa Jacopa Stinchelli
Sguardo rivelatore della personalità e del temperamento. Occhi capaci di indicare uno spiccato interesse per i bambini o la predisposizione a relazioni a lungo termine. E' tutto contenuto nell'espressione del viso, basta saper osservare con attenzione. E' quanto emerge da una ricerca condotta dal biologo italiano Dario Maestripieri e pubblicata sulla rivista Proceedings of the Royal Society Biological Sciences.
Gli esperti hanno fotografato 39 uomini in un bel primo piano che poi hanno mostrato a un campione di donne, chiedendo loro di giudicare il grado di virilità dell'uomo ritratto e quale fosse l'attrazione suscitata da ciascun viso. Scopo dello studio era scoprire se il sesso femminile è in grado di individuare il livello di testosterone e il grado di interesse nei bambini dei maschi immortalati e decidere a colpo d'occhio quale avrebbe scelto per una relazione di lunga durata e quale per una breve e passionale avventura. Risultato? Per le relazioni sessuali e di breve durata la donna è tendenzialmente più attratta da un volto caratterizzato da tratti virili.
"Abbiamo scoperto - ha dichiarato Maestripieri - che le donne sono in grado di valutare correttamente i livelli di testosterone degli uomini e il loro interesse nei bimbi semplicemente guardandoli nel volto. Inoltre, abbiamo scoperto che quando alle donne viene chiesto di giudicare il grado di virilità di un uomo dal suo volto, i giudizi espressi corrispondono ai livelli di testosterone nell'uomo", in sostanza più il suo volto è giudicato virile, più lui ha alti livelli di testosterone.
"Abbiamo dimostrato - ha aggiunto - che questa virilità del volto corrisponde ai livelli di testosterone nell'uomo e che l'interesse nei bambini è un fattore molto importante per suscitare attrazione nel sesso opposto". Non solo, le donne hanno anche dimostrato una certa flessibilità nelle proprie scelte di partner sessuali per relazioni di breve o di lunga durata e di giudicare attraenti uomini dalla fisionomia più disparata a seconda del tipo di relazione.
Risultati in linea con i concetti fondamentali della teoria della selezione sessuale di Darwin. Come a dire: merito dell'evoluzione se l'universo femminile sa quel che vuole a colpo d'occhio e quale partner scegliere per ottenerlo.
Fonte: http://canali.libero.it/salute