Medicinali introdotti di recente possono essere efficacemente associati alle terapie attuali
Numerosi farmaci di recente introduzione possono aggiungersi efficacemente all'arsenale terapeutico a disposizione di psichiatri e pazienti per la cura del disturbo bipolare, conosciuto anche come psicosi maniaco-depressiva e caratterizzato dall'alternarsi ciclico di fasi di depressione ed euforia.
A tali conclusioni sono giunti due ricercatori dell'Università del Missouri-Kansas City che hanno studiato l'efficacia e gli effetti collaterali di dieci farmaci classificabili tra gli antipsicotici atipici (aripiprazolo, clozapina, olanzapina, quetiapina, risperidone, ziprasidone) o tra i nuovi farmaci antiepilettici (gabapentin, lamotrigina, oxcarbazepina, topiramato).
Questi farmaci vanno ad aggiungersi a quelli già comunemente utilizzati dagli psichiatri: sali di litio, antiepilettici (carbamazepina, valproato) ed antipsicotici tradizionali. Questi ultimi si accompagnano frequentemente ad effetti collaterali molto fastidiosi, come rigidità muscolare, tremore, irrequietezza, salivazione eccessiva e disturbi del movimento, che sono più rari con i nuovi antipsicotici (i cosiddetti "atipici"), alcuni dei quali possono però accompagnarsi ad aumento di peso. I principali vantaggi dei nuovi antiepilettici rispetto a quelli tradizionali sono invece il fatto di indurre meno frequentemente aumento di peso, di interagire meno con altri farmaci e che i loro livelli nel sangue non hanno la necessità di dover essere misurati periodicamente.
Il disturbo bipolare colpisce approssimativamente l'1 per cento della popolazione adulta ed il suo costo per i pazienti, per le loro famiglie e per la società è significativo. Nella sua forma più grave - "disturbo bipolare I" - colpisce in ugual misura uomini e donne, mentre la sua forma attenuata - "disturbo bipolare II" - è più frequente tra le donne. Un notevole miglioramento può essere ottenuto esortando i pazienti a mantenere un sonno regolare: molte crisi sono infatti precedute e scatenate da strapazzi o notti insonni.
Di Francesco Cro
Fonte: http://www.repubblica.it