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	<description>Consulenza psicologica on-line</description>
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		<title>Come prevenire la depressione</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Mar 2012 13:45:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Zanon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Depressione e Disagio Psicologico]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
		<category><![CDATA[depressione endogena]]></category>
		<category><![CDATA[prevenire la depressione]]></category>

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		<description><![CDATA[ E&#8217; possibile prevenire la considetta &#8221; depressione endogena?&#8221; .  Per rispondere a questa domanda, proviamo a considerare quali sono i fattori scatenanti della depressione. La depressione, come tutte le forme di sofferenza psichica, non ha una sola causa ma dipende da una serie di &#8230; <a href="http://www.ilmiopsicologo.it/2012/03/20/come-prevenire-la-depressione/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1015" title="felicità" src="http://www.ilmiopsicologo.it/wp-content/uploads/felicità-178x200.jpg" alt="" width="178" height="200" /> E&#8217; possibile prevenire la considetta &#8221; depressione endogena?&#8221; .<br />
 Per rispondere a questa domanda, proviamo a considerare quali sono i fattori scatenanti della depressione.<br />
La depressione, come tutte le forme di sofferenza psichica, non ha una sola causa ma dipende da una serie di cause che interagiscono fra loro in modo sinergico: una predisposizione genetica alla depressione, una storia personale difficile segnata da lutti o da un ambiente familiare freddo e poco amorevole, eventi di vita stressanti, una bassa autostima.. tanto per citarne alcuni.<br />
Purtroppo su molti fattori non è possibile intervenire per ovvi motivi ma la depressione è anche innescata da fattori cognitivi sui quali fortunamente si può agire.<br />
Quasi tutti i depressi condividono una  una visione negativa  di sè stessi, degli altri, della realtà, e un modo di agire e di pensare che incrementa la depressione.<br />
Le ricerche psicologiche hanno evidenziato come pensieri ed emozioni si influenzino a vicenda: è vero che uno stato d&#8217;animo di tristezza tende ad evocare pensieri tristi ma è anche vero che rimugginare tutto il giorno su pensieri tristi peggiora la depressione. <span id="more-952"></span> <br />
In conclusione: imparare a pensare e ad agire meglio può aiutare a sentirsi meglio!  </p>
<p><strong> Alcuni consigli per prevenire la depressione.</strong></p>
<p><strong>1) Stop all&#8217;autocritica<br />
</strong>Le persone con tendenze depressive sono molto critiche verso se stesse e tendono ad avere aspettative irrealistiche su come dovrebbero essere e su quello che dovrebbero fare.<br />
E&#8217; proprio il confronto con le loro aspettative eccessive a farli sentire sempre inadeguati, mediocri, falliti. <br />
In tutte le persone depresse c&#8217;è una sorta di tribunale interno che li critica in continuazione, non perdonando il più piccolo errore. <br />
Molti depressi hanno avuto infatti un genitore perfezionista, mai contento di loro e hanno interiorizzato questo aspetto critico per cui sentono di non essere mai abbastanza e di non fare mai abbastanza bene.<br />
Il primo passo per ridurre la tendenza alla depressione è quella di diventare consapevoli del proprio tribunale interno, prendendone le distanze. <br />
Detto in altri termini, bisogna imparare a non criticarsi e a non sminuirsi.<br />
Se per esempio, viene un pensiero negativo tipo: &#8221; Sei debole,stupido e mediocre&#8221;  oppure&#8221; Sei un fallito, non combinerai niente di buono nella vita&#8221; non dare troppo peso a questi pensieri ma cercare di ignorarli, rendendosi conto che non sono la verità ultima su noi stessi. <br />
Bisogna ricordare che il sentirsi dei falliti non è che l&#8217;espressione del desiderio impossibile di essere  perfetti.  <br />
Imparare a nutrire delle aspettative più realistiche su se stessi, tollerando di  talvolta poter sbagliare è  un importante traguardo nella lotta contro la depressione. </p>
<p><strong>2) Impara ad essere assertivo<br />
</strong>I rapporti interpersonali poco soddisfacenti sono una delle cause scatenanti della depressione.<br />
A causa di esperienze negative avute nella loro storia passata, le persone con aspetti caratteriali di tipo depressivo tendono a sentirsi poco interessanti e poco amabili e nella relazione con gli altri sentono di poter essere apprezzati solo se sono perfetti.<br />
Di conseguenza per ottenere l&#8217; affetto e l&#8217;approvazione degli altri sacrificano i loro bisogni per adeguarsi alle aspettative che gli altri hanno su di loro. <br />
Abbiamo cosi la madre perfetta che ha tempo per tutti tranne che per sè, il figlio modello che sacrifica le proprie ambizioni personali per diventare quello  che i genitori vorrebbero che lui fosse, l&#8217;impiegato zelante che rinuncia alla propria vita privata per il lavoro con la speranza di essere apprezzato dai propri colleghi, ecc.  <br />
Tuttavia questo modo di relazionarsi agli altri poco autentico ed eccessivamente compiacente difficilmente permette di costruire delle relazioni sane e gratificanti. <br />
Quando le persone  con tendenze depressive non ottengono dagli altri l&#8217;approvazione e il riconoscimento desiderato,  subentra il rancore. <br />
La delusione per aver dato tutto e ricevuto poco è enorme ma dal momento che ci si sente in colpa nel provare astio verso una persona a cui si vuole bene, le persone con tendenze depressive tendono ad incolparsi per l&#8217;insuccesso della relazione, rivolgendo verso di sè la rabbia provata verso l&#8217;altro. <br />
Per esempio, una ragazza con tendenze depressive che viene ripetutamente tradita dal fidanzato penserà che le infedeltà di lui  dipendano dal fatto che lei non è abbastanza seducente e femminile.<br />
Per superare la depressione derivante da relazioni interpersonali insoddisfacenti bisogna imparare a porsi con gli altri in modo più autentico, dando  loro dei limiti , esplicitando le proprie aspettative senza avere paura di una sana litigata.</p>
<p><strong>3) Chiediti se stai vivendo la tua vita<br />
</strong>La depressione è il segnale  che non siamo in armonia con i nostri bisogni e desideri più profondi. Alcuni studiosi della depressione affermano che le persone depresse tendono a non vivere la vita che vorrebbero ma a vivere seguendo gli standard di un &#8220;altro dominante&#8221;  ( solitamente un genitore). <br />
Per esempio, la  donna in carriera che sacrifica la sua femminilità per realizzare le ambizioni paterne e che diventa il figlio maschio che suo padre avrebbe tanto desiderato.<br />
Chi ha delle tendenze depressive dovrebbe imparare ad ascoltarsi e a chiedersi se sta realizzando i suoi sogni, se sta annullando delle parti importanti di sè per piacere agli altri, se è  questa la direzione che vuole far prendere alla propria esistenza<strong>. </strong></p>
<div> <strong>4) Adotta uno stile di vita sano<br />
</strong>Le ricerche sulla depressione hanno evidenziato come uno stile di vita regolare e una routine giornaliera fatta di buone abitudini possa aiutare ad elevare il tono dell&#8217;umore.<br />
Al contrario uno stile di vita sgregolato , insufficienti ore di sonno, un alimentazione non adeguata possono contribuire ad aggravare il disagio depressivo.<br />
Alcuni fattori si sono dimostrati particolarmente importanti per il benessere psicologico: l&#8217; esposizione alla luce solare anche d&#8217;inverno, svolgere una regolare attività fisica ( basta anche una bella camminata a passo sostenuto tutti i giorni), un alimentazione ricca di nutrienti, il consumo di pesce tre volte alla settimana ( o in alternativa assumere degli integratori di olio di pesce).</div>
<div><strong>5) Non lamentarti: focalizzati sugli aspetti positivi della tua vita</strong><br />
Le persone con tendenze depressive sono portate a focalizzarsi in prevalenza su quello che manca nelle loro esistenze, sui dispiaceri presenti, passati e futuri e  sulla mancanza di rispetto e considerazione che gli altri hanno verso di loro invece di concentrarsi sulle loro risorse e possibilità. E&#8217; superfluo dire che questo modo di pensare alimenta ulteriormente la depressione.  <br />
Per questa ragione si consiglia ai depressi di non lamentarsi: non solo il lamento appesantisce le relazioni interpersonali, rendendole pesanti e sterili ma  parlando in continuazione dei propri problemi  si rischia di identificarsi nel ruolo di vittima senza risorse dimenticando le proprie capacità e tutto quello che c&#8217;è di bello nella propria vita.<br />
Questo non significa far finta di essere felici quando si è tristi, (poche cose incrementano la depressione quanto l&#8217;aspettativa impossibile di essere sempre felici in ogni situazione) ma significa vivere il dolore senza aggrapparsene e senza identificarsi con le proprie sofferenze.          <br />
Per prevenire la depressione bisogna imparare a scoprire  ogni giorno che cosa ci può dare gioia e  cercare  regolarmente di coltivare quanto c&#8217;è di bello e di positivo nella nostra esistenza. <br />
Trovare un hobby, fare delle cose che piacciono, scoprire la creatività, imparare a prendere le situazioni con un pizzico di senso dell&#8217;umorismo è un potente aiuto contro la depressione.</div>
<div><strong> </strong></div>
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		<title>Libro: Chi ha paura dell&#039;umore nero? Il lato positivo delle emozioni negative</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Feb 2012 13:35:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Zanon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Depressione e Disagio Psicologico]]></category>
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		<description><![CDATA[Tutti noi vorremmo provare solo emozioni positive: svegliarci al mattino pieni di gioia ed entusiasmo, essere sempre positivi e ottimisti, sentirci felici, grati e innamorati. Ma la realtà è ben diversa e spesso le cosidette emozioni negative come la rabbia, la tristezza, &#8230; <a href="http://www.ilmiopsicologo.it/2012/02/04/libro-chi-ha-paura-dellumore-nero-il-lato-positivo-delle-emozioni-negative/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-947" title="umore nero" src="http://www.ilmiopsicologo.it/wp-content/uploads/umore-nero-200x200.jpg" alt="" width="200" height="200" /></p>
<p>Tutti noi vorremmo provare solo emozioni positive: svegliarci al mattino pieni di gioia ed entusiasmo, essere sempre positivi e ottimisti, sentirci felici, grati e innamorati.<br />
Ma la realtà è ben diversa e spesso le cosidette emozioni negative come la rabbia, la tristezza, la noia, l&#8217;invidia  diventano una parte imprescindibile della nostra esperienza di vita.<br />
La maggior parte delle persone quando sperimenta un&#8217; emozione negativa che considera ingiustificata cerca di negarla, di combatterla oppure reagisce colpevolizzandosi (&#8221; non dovrei provare questa emozione&#8221;) o considerandosi pazzo, squilibrato, o anormale.<br />
Quante volte ho sentito dire da una persona depressa che si incolpa per la sua depressione: &#8221; Ho tutto nella vita, non ho nessun diritto di stare male&#8221;.<br />
Eppure  sappiate che provare tutte queste emozioni è normale e anche necessario: perfino le nostre emozioni negative possono avere un lato positivo e aiutarci, a condizione di saperle sfruttare a proprio vantaggio.<br />
Per esempio la depressione può indicarci che stiamo tradendo una parte profonda di noi stessi, che non stiamo vivendo la nostra vita ma la vita che altri hanno deciso per noi.<br />
Questo libro offre numerosi consigli pratici per riuscire a leggere le nostre emozioni, anche quelle più disturbanti:  si tratta di un testo che indica le nuove strade aperte dalla ricerca psicoterapica e aiuta a comprendere, accettare e gestire tutte le vostre emozioni, per vivere bene con con se  stessi e con gli altri.<br />
Il testo, caratterizzato da un linguaggio chiaro e arricchito da numerosi esempi pratici, è rivolto a tutti coloro che desiderano conoscersi meglio e a quanti — terapeuti, ricercatori clinici, professionisti dell’aiuto  vogliano saperne di più su emozioni, stati d’animo e strategie di «resilienza emotiva».</p>
<p><strong>Perché leggerlo</strong>: il libro offre un punto di vista alternativo sulle cosidette  “emozioni negative”, evidenziandone la funzionalità e mostrando come queste emozioni, quando vengono comprese e analizzate possano trasformarsi in punti di forza.</p>
<p><a href="http://www.amazon.it/gp/product/images/8861372597/ref=dp_image_0?ie=UTF8&amp;n=411663031&amp;s=books" target="_blank">compra il libro</a></p>
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		<title>Come smettere di fumare</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 11:46:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Zanon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Migliorare se stessi]]></category>
		<category><![CDATA[smettere di fumare]]></category>
		<category><![CDATA[tabagismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Esiste un modo per vivere più a lungo, essere più in forma, avere denti più bianchi, una carnagione più levigata, ritardare l&#8217;invecchiamento e aumentare la fertilità? E tutto senza spendere neanche un centesimo, anzi risparmiando parecchi euro? La scelta è &#8230; <a href="http://www.ilmiopsicologo.it/2012/02/02/come-smettere-di-fumare/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-943" title="fumo" src="http://www.ilmiopsicologo.it/wp-content/uploads/fumo.jpg" alt="" width="106" height="80" />Esiste un modo per vivere più a lungo, essere più in forma, avere denti più bianchi, una carnagione più levigata, ritardare l&#8217;invecchiamento e aumentare la fertilità?<br />
E tutto senza spendere neanche un centesimo, anzi risparmiando parecchi euro?<br />
La scelta è nelle tue mani ed è smettere di fumare.<br />
<strong> <span id="more-939"></span><br />
</strong><strong>Nicotina addio: i vantaggi di smettere di fumare.</strong></p>
<p>La sigaretta provoca dipendenza fisica e psicologica: smettere richiede motivazione e determinazione, lo sappiamo bene, ma i vantaggi sono notevoli ti ammalerai meno di influenza e raffreddori e guarirai prima.</p>
<p>&nbsp;</p>
<ul>
<li>avrai denti più bianchi, gengive più forti e..un alito più gradevole</li>
<li>i tuoi vestiti e i tuoi capelli non puzzeranno più di fumo</li>
<li>migliorerai le tue capacità di concentrazione ( la nicotina diminuisce l&#8217;apporto di ossigeno al cervello, rendendo più difficile concentrarsi)</li>
<li>migliorerai l&#8217;olfatto e il gusto e sarai quindi più in grado di apprezzare alcuni piaceri della vita come  il cibo e un buon bicchiere di vino.</li>
<li>dormirai meglio e russerai di meno</li>
<li>risparmierai un sacco di soldi. Per avere un&#8217; idea della cifra che puoi risparmiare, moltiplica i soldi che spendi ogni giorno in sigarette per 365, e avrai l&#8217;idea di quello che spendi in un anno. E&#8217;una discreta sommetta, soprattutto per uno studente o per una persona con una situazione economica non florida. Che cosa potresti comprare con quei soldi se non li spendessi in sigarette?</li>
<li>avrai più energia e vivrai più a lungo.</li>
</ul>
<p><strong>Se, sei donna, ci sono delle ragioni veramente vantaggiose per buttare via le sigarette:</strong></p>
<ul>
<li>è una cura antirughe per la pelle .</li>
<li>ritarda la menopausa (le fumatrici vanno in menopausa più precocemente rispetto alle non fumatrici).</li>
<li>aumenta la fertilità e ti permette di rimanere incinta più in fretta.</li>
<li>ti permette di usare la pillola anticoncezionale senza rischiare delle patologie cardiovascolari.</li>
</ul>
<p><strong>Come smettere di fumare: consigli pratici.<br />
</strong>Non esiste il metodo migliore in assoluto per smettere, perché nessun fumatore è uguale a un altro, anche se esistono alcune regole generali che possono esserti d&#8217;aiuto nella tua battaglia contro il fumo.</p>
<p><strong>1. </strong><strong>Scegli il momento giusto.<br />
</strong>Per cominciare la tua battaglia contro il tabagismo, scegli un  periodo della tua vita tranquillo e poco stressante. Il momento ideale potrebbe essere quello delle vacanze ; in vacanza non si è sottoposti alla solita routine, e quindi diventa più facile modificare la routine delle sigarette!</p>
<p><strong>2. </strong><strong>Utilizza  prodotti sostitutivi della nicotina</strong><strong><br />
</strong>Se stai  tentando di smettere di fumare, potresti utilizzare i prodotti farmaceutici a base di nicotina (cerotti, gomme da masticare, spray nasali). Questi prodotti attenuano o eliminano i sintomi dovuti all&#8217;astinenza. Le persone che fanno uso di questi prodotti aumentano <strong>di due o tre volte le loro possibilità di riuscita</strong>.</p>
<p><strong>3. </strong><strong>Riduci il desiderio di fumare con questi accorgimenti<br />
</strong>Per ridurre al minimo il desiderio di fumare nel primo giorno di astinenza è utile bere molta acqua e succhi di frutta. Per lo stesso motivo nella prima settimana è bene astenersi da alcoolici di ogni tipo, thè e caffè. Per contrastare la voglia di fumare, puoi provare masticare gomme senza zucchero o a succhiare caramelle acidule.</p>
<p><strong>4. </strong><strong>Prendi nota delle tue abitudini riguardo al fumo.<br />
</strong>Accendere una sigaretta è,  per un fumatore incallito, un gesto automatico. Per smettere di fumare è invece, importante essere consapevoli delle situazioni in cui scatta la voglia di fumare. Può essere utile tenere un diario simile a questo:</p>
<div>
<table cellspacing="1" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td><strong>Diario del fumatore</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<div>
<table cellspacing="1" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td>Sig n°</td>
<td>Data</td>
<td>Ora</td>
<td>Situazione</td>
<td>Umore*</td>
<td>Voglia**</td>
<td>Come resistere ?</td>
</tr>
<tr>
<td>1</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>2</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>3</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>4</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>5</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
<tr>
<td>6</td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<div>
<table cellspacing="1" cellpadding="0">
<tbody>
<tr>
<td>Analisi del giorno _______________:Situazione in cui la voglia di fumare è stata più forte: __________________________________Strategia più efficace per resistere in questa sitazione: _______________________<em>*  Umore:</em> neutro, inquieto, stressato, arrabbiato, depresso, contento, rilassato, stanco, annoiato<br />
<em>** Intensità della voglia di fumare:</em> nulla= 0, molto debole= 1, moderata=2, forte= 3, estrema= 4.</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<p><strong>5. </strong><strong>Comunica ad amici e parenti la tua decisione di smettere di fumare.<br />
</strong>Chiedi agli amici di non fumare in tua presenza. Il supporto e l&#8217;incoraggiamento dei propri cari si rivela spesso un valido alleato nella lotta contro il fumo.</p>
<p><strong>6. </strong><strong>Fai un elenco dei vantaggi di una vita senza sigarette.<br />
</strong>Fai un elenco dei vantaggi che potresti avere se smettessi di fumare e appendilo in un luogo ben visibile oppure portalo nel portafoglio.</p>
<p><strong>7. </strong><strong>Stai alla larga dalle tentazioni<br />
</strong>Hai smesso di fumare ? Per non ricascarci , non tenere sigarette in casa , viaggia in compartimenti  per non fumatori, ma soprattutto evita di fumare una sigaretta, dicendoti &#8220;una e poi basta&#8221; ( sai benissimo che non è così!)</p>
<p><strong>Un piccolo aiuto per forti fumatori<br />
</strong>E&#8217; meglio smettere di fumare all&#8217;improvviso, ma  se sei un forte fumatore potresti non riuscire a smettere di colpo. In casi come questo, è bene optare per una riduzione graduale del numero delle sigarette fumate. Questi consigli potranno esserti di aiuto!</p>
<ul>
<li>compra un pacchetto da 10 sigarette alla volta. Abolite la parola &#8220;scorte di sigarette&#8221; dal vostro vocabolario!</li>
<li>cambia la marca di sigarette e compratene una che non ti piace: la tentazione sarà minore;</li>
<li>non tenere le sigarette a portata di mano e una volta fumata una metti via il pacchetto;</li>
<li>usa un solo posacenere e lavalo sempre dopo avere fumato;</li>
<li>dopo i pasti, alzati subito da tavola e lavati i denti;</li>
<li>riduci il consumo di caffè e di tutti quei cibi che ti fanno venire voglia di fumare.</li>
</ul>
<p><strong>Hai tentato più volte di smettere di fumare ma ogni volta ci ricadi?<br />
</strong>Ti potrebbe aiutare la lettura del libro : &#8221;E&#8217; facile smettere di fumare se sai come farlo&#8221; di  Carr Allen. Questo libro ha fatto smettere di fumare  migliaia di fumatori incalliti. ( <a href="http://www.amazon.it/facile-smettere-fumare-come-farlo/dp/8890123303/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1328183112&amp;sr=8-1" target="_blank">compra il libro</a> )<a href="http://www.amazon.it/facile-smettere-fumare-come-farlo/dp/8890123303/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1328183112&amp;sr=8-1" target="_blank"><br />
</a>Io stessa conosco diverse persone che hanno detto addio al tabagismo dopo la lettura di questo testo.<br />
Sul sito <a href="http://www.nonfumatori.it/default.htm">http://www.nonfumatori.it/default.htm</a> troverai un elenco di centri per la lotta al tabagismo.</p>

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		<title>Il mobbing</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 12:07:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Zanon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lavoro e Studio]]></category>
		<category><![CDATA[mobbing]]></category>

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		<description><![CDATA[La persecuzione psicologica sul posto di lavoro Il termine mobbing è ormai entrato a  far parte del vocabolario del mondo del lavoro; si calcola (per difetto) che in Italia ci siano almeno un milione e mezzo di lavoratori mobbizzati. Con &#8230; <a href="http://www.ilmiopsicologo.it/2012/01/29/il-mobbing/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-936" title="mobbing3_gr" src="http://www.ilmiopsicologo.it/wp-content/uploads/mobbing3_gr-200x150.jpg" alt="" width="200" height="150" />La persecuzione psicologica sul posto di lavoro</strong></p>
<p>Il termine <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mobbing" target="_blank">mobbing</a> è ormai entrato a  far parte del vocabolario del mondo del lavoro; si calcola (per difetto) che in Italia ci siano almeno un milione e mezzo di lavoratori mobbizzati.<br />
Con il termine mobbing (che deriva dal verbo inglese mob: attaccare, aggredire in massa) si intendono una serie di comportamenti aggressivi messi in atto dal datore di lavoro o dai colleghi  ai danni di un lavoratore allo scopo di distruggerlo socialmente e psicologicamente. <br />
Lo scopo del mobbing è quello di indurre la persona mobizzata a licenziarsi o a provocarne il licenziamento senza che si crei un caso sindacale.<span id="more-934"></span></p>
<p><strong>Il mobbing orizzontale e verticale</strong></p>
<p>Gli esperti distinguono fra mobbing orizzontale e mobbing  verticale.</p>
<ul>
<li>Il mobbing verticale (o bossing) è quello messo in atto dai dirigenti dell&#8217;azienda verso i dipendenti per costringerli a dare le dimissioni.<br />
Anche se il capo è il promotore del mobbing , i colleghi raramente prendono le difese della vittima perché non vogliono rischiare di mettersi contro un loro superiore. Nella maggioranza dei casi, per quieto vivere o nella  speranza di fare carriera, preferiscono assecondare il capo.     </li>
<li>Il mobbing di tipo orizzontale viene invece praticato dai colleghi verso un altro lavoratore per far fronte allo stress , trovando un capro espiatorio su cui far ricadere la colpa della disorganizzazione lavorativa. </li>
</ul>
<p><strong>Che cos&#8217;e&#8217; il mobbing in pratica</strong></p>
<p>I comportamenti mobbizzanti possono assumere varie forme : dalla diffusione di maldicenze, all&#8217;esclusione dalle attività sociali ,alle continue critiche,all&#8217;assegnazione di compiti dequalificanti .</p>
<p>Ecco alcuni delle più comuni forme di mobbing:</p>
<ul>
<li>Il vostro capo vi rivolge raramente la parola ma se ve la rivolge è quasi sempre per rimproverarvi per piccolezze.</li>
<li>Il vostro capo non perde un occasione per rimproverarvi, offendervi, umiliarvi , preferibilmente in presenza dei vostri colleghi.</li>
<li>Venite privati di spazi e di strumenti necessari per svolgere la vostra attività.<strong></strong></li>
<li>Vi affidano da un giorno all&#8217;altro incarichi inferiori alla vostra qualifica o non inerenti alle vostre competenze.</li>
<li>Vi sottraggono le pratiche sino a lasciarvi senza lavoro.</li>
<li>Vi vengono rifiutati ferie e permessi prima accordati senza problemi.<strong> </strong></li>
<li>Venite esclusi dalle feste aziendali o da altre occasioni sociali.<strong></strong></li>
<li>Non siete più invitati alle riunioni.<strong></strong></li>
</ul>
<p><strong>Chi e&#8217; la vittima del mobbing.</strong></p>
<p>Gli studi sul mobbing condotti da Leymann hanno concluso <strong>che il mobbing non dipende dal carattere della vittima ma è una patologia dell&#8217;organizzazione aziendale</strong>.</p>
<p>Qualsiasi persona in qualsiasi posizione può diventare una vittima del mobbing ,ma alcune categorie di lavoratori sono più a rischio di altre.</p>
<p>In particolare:</p>
<ul>
<li>I neoassunti perché estranei al gruppo precostituito</li>
<li>Gli &#8220;anziani&#8221; perché costano molto di più all&#8217; azienda</li>
<li>Gli esuberi perché sono &#8221; superflui&#8221; ai fini aziendali.</li>
<li>Le persone particolarmente abili e capaci sia perché sono vissute come pericolosi concorrenti, sia perché con il loro attivismo e la loro professionalità fanno risaltare la mediocrità del gruppo.</li>
<li>I diversi e gli anticonformisti perchè sono disomogenei rispetto al gruppo per motivi caratteriali, religiosi, razziali , politici.</li>
<li>Gli onesti perché non accettano certi compromessi e certi comportamenti scorretti</li>
</ul>
<p><strong>Chi e&#8217;il mobber.</strong></p>
<p>Chi utilizza questa forma di persecuzione per far carriera o per eliminare qualche pericoloso concorrente, è dal punto di vista psicologico, una persona cinica e dotata di scarsa affettività. Si tratta spesso di una personalità poco creativa e conformista, invidiosa e gelosa dei suoi colleghi di lavoro. Se il promotore del mobbing è un dirigente, preferisce attorniarsi di persone che sente inferiori a lui e che lo assecondano pedissequamente.  </p>
<p><strong>Gli effetti del mobbing.</strong></p>
<p>La persecuzione psicologica sul posto di lavoro comporta sempre in chi la subisce,pesanti conseguenze dal punto di vista psicologico.</p>
<p>Calo dell&#8217; autostima, ansia, depressione, attacchi di panico, disturbi psicosomatici, sono alcune  delle più comuni conseguenze psicologiche del mobbing, a cui si associano difficoltà relazionali con amici e familiari .</p>
<p><strong>Come difendersi dal mobbing</strong></p>
<p>Non bisogna sperare che la situazione si risolva da sola, purtroppo  con il tempo, la persecuzione psicologica sul posto di lavoro tende ad aggravarsi. <strong>Bisogna resistere e creare una base di elementi che potrebbero diventare prove giuridiche</strong>.</p>
<p>1)  Non cedete allo scoraggiamento e alla depressione.</p>
<p>L&#8217;ansia e il senso di inadeguatezza che provate  sono causati dal mobbing e non ne sono essi stessi la causa. La vostra situazione non dipende da una vostra incapacità personale, al contrario le vittime del mobbing sono spesso i lavoratori più dotati, coscienziosi e brillanti.</p>
<p>2)  Non pensate alle dimissioni</p>
<p> La prima cosa alla quale un mobbizzato pensa è quella di fuggire e di liberarsi dalla situazione stressante, dando le dimissioni.Ma abbandonare il posto di lavoro è comunque una sconfitta perché ci si ritira lasciando l&#8217;aggressore impunito, è un duro colpo per l&#8217;autostima e in più si corre il rischio di non riuscire a trovare una nuova occupazione in tempi brevi. Fino a quel momento il mobbizzato accetta la definizione che gli viene fornita dai suoi persecutori (&lt;&lt;tu sei sbagliato&gt;&gt;, &lt;&lt;tu non lavori bene&gt;&gt;).</p>
<p>Con la denuncia invece il lavoratore bersaglio di mobbing potrà trovare una rivincita.</p>
<p>3)  Createvi una base di elementi che potrebbero diventare prove giuridiche:</p>
<ul>
<li>prendere nota, nel modo più dettagliato possibile ,di tutti gli attacchi (verbali e non) con data, luogo e persone coinvolte</li>
<li> ontattare altre persone con lo stesso problema o che l&#8217;hanno avuto in passato.</li>
<li>Parlare con i colleghi non partecipi all&#8217;aggressione che eventualmente potrebbero testimoniare in vostro favore.</li>
<li>Parlare del mobbing ai responsabili dell&#8217;azienda: in modo dettagliato, con calma e alla presenza di un collega. Se il colloquio non sortisce effetti, inoltrare una nota formale scritta. Solo in ultima analisi,rivolgersi alle vie legali.</li>
</ul>
<p>4) Rivolgetevi ad un buon avvocato che abbia già trattato cause di mobbing, che sicuramente non abbia legami con la vostra azienda.</p>
<p>Nella scelta tra procedimento penale e/o civile, (causa di lavoro, risarcimento del danno biologico), preferite dapprima il procedimento civile.</p>
<p>5) Iscrivetevi ad un associazione contro il mobbing<strong> </strong></p>
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		<title>Il litigio nel rapporto di coppia: litigare fa bene all&#039;amore?</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 10:45:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Zanon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Affettività e Sessualità]]></category>
		<category><![CDATA[conflittualità di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[coppia]]></category>
		<category><![CDATA[crisi di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[litigare]]></category>

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		<description><![CDATA[La saggezza popolare dice che l&#8217;amore non è bello se non è un pò litigarello: la presenza di una certa dose di conflittualità in una coppia non solo è normale ma serve anche a dare un pizzico di pepe al &#8230; <a href="http://www.ilmiopsicologo.it/2012/01/27/il-litigio-nel-rapporto-di-coppia-litigare-fa-bene-all-amore/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-911" title="coppiachelitiga" src="http://www.ilmiopsicologo.it/wp-content/uploads/coppiachelitiga1.jpg" alt="" width="119" height="80" />La saggezza popolare dice che l&#8217;amore non è bello se non è un pò litigarello: la presenza di una certa dose di conflittualità in una coppia non solo è normale ma serve anche a dare un pizzico di pepe al rapporto. Il modo in cui una coppia gestisce e affronta i conflitti può essere un indicatore importante se la coppia durerà o meno e con quali prospettive.<br />
Può sembrare strano ma saper litigare è un abilità che può aiutare la vita di coppia a patto che l&#8217; aggressività venga espressa in modi costruttivi.<br />
Nel paragrafo seguente desriverò brevemente alcuni  modelli di relazione in cui l&#8217; aggressività viene negata oppure espressa in modo non adeguato risultando distruttiva per il rapporto.<span id="more-849"></span></p>
<p><em>Le coppie che non litigano mai</em><br />
Queste in apparenza sembrano la coppia ideale: non litigano mai, sempre d&#8217;accordo su tutto, sempre insieme, innamorati e uniti come i primi tempi.<br />
Eppure le cosidette coppie simbiotiche sono molto meno solide di quanto non si pensi : la rabbia negata a se stessi e all&#8217; altro viene espressa in modi più indiretti ma più dannosi per la relazione.<br />
L&#8217; aggressività verso l&#8217; altro viene, per esempio, espressa tramite una mancanza di desiderio sessuale: sono coppie in entrambi preferiscono le coccole al sesso o uno dei due è sempre troppo stanco per fare l&#8217;amore e l&#8217; altro si rassegna a vivere un matrimonio bianco.<br />
Il rischio che è che il malcontento sotteraneo, dovuto a disaccordi mai affrontati, cresca a dismisura e finisca per distruggere l&#8217;amore.<br />
Un giorno uno dei due potrebbe rendersi conto all&#8217; improvviso di non sentirsi più innamorato dell&#8217; altro, di essere imprigionato in una vita che non vuole, di desiderare una vita diversa  magari con una persona diversa.<br />
Il rischio che queste coppie corrono è quello di una separazione improvvisa e irreversibile dopo anni di vita insieme in cui uno dei due partners manda a monte il matrimonio lasciando l&#8217; altro sgomento a chiedersi che cosa è successo e perchè è successo visto che le cose andavano cosi bene (in apparenza).<br />
Ho conosciuto diverse coppie di questo tipo che si lasciavano dopo anni di idillio quasi perfetto: di punto in bianco uno dei due smetteva di amare oppure si innamorava follemente di un altro/a appena conosciuto.<br />
Il caso più emblematico è stato quello di una coppia di cinquantenni, che sembravano l&#8217;immagine della coppia perfetta, la cui moglie ha lasciato il marito per un uomo conosciuto su internet da un paio di mesi.<br />
La caratteristica distintiva di questa coppia è che in 25 anni di matrimonio non avevano mai avuto un litigio!</p>
<p><em>Uno evidenzia i problemi e l&#8217;altro li nega</em><br />
Un altro modello di coppia in cui l&#8217; aggressività non viene gestita in modo costruttivo è quella costituita da un partner che vuole affrontare i problemi e un altro partner che invece li nega o li minimizza.<br />
Secondo i terapeuti di coppia le coppie caratterizzate da questo modo di gestire i conflitti divorziano in media cinque volte di più delle coppie che litigano in modo più costruttivo.<br />
Il rischio che queste coppie corrono è quello di una progressiva escalation del conflitto dove il partner insoddisfatto per qualcosa non sentendosi ascoltato alzi i toni della comunicazione diventando sempre più aggressivo verso l&#8217; altro e l&#8217; altro, sentendosi aggredito, diventi sempre più passivo e sfuggente.<br />
Per superare questa difficile situazione è importante che i membri della coppia imparino a comunicare in modo diverso: il partner arrabbiato deve sforzarsi di esprimere la sua insoddisfazione in modo meno emotivo e più costruttivo, scegliendo le parole giuste  e il momento giusto per dire le cose e concentrandosi sulla ricerca di una soluzione invece che sul proprio scontento personale.<br />
Il partner più passivo deve rendersi conto che la passività può essere un arma potente e che il silenzio, l&#8217;evasività e il non ascolto possono ferire e frustrare il coniuge più di uno sfogo di rabbia o di un altro sfogo aggressivo.</p>
<p><em>Le coppie che alternano liti pesanti a momenti di grande amore</em><br />
Un altro modello poco sano di gestione dei conflitti è quello delle coppie caratterizzate da un accesa conflittualità e ambivalenza. Queste sono le coppie in cui momenti di grande rabbia si alternano a momenti di grande passione e affiatamento.<br />
Le liti in questo tipo di coppia assumono spesso toni estremi: i due partners non si risparmiano insulti e epiteti offensivi, ripicche e colpi bassi e possono giungere anche alla violenza fisica.<br />
Ma dopo che la tempesta si è placata è tutto un mare di amore e di tenerezza&#8230; almeno fino alla prossima lite.<br />
Gli psicologi leggono questa conflittualità come una forma di ambivalenza inconscia verso il legame: quando ci sente troppo vicini all&#8217; altro e si sta troppo bene insieme , la vicinanza fa sentire a disagio ed ecco allora la ricerca della lite per creare la distanza nella relazione e per mettere alla prova il rapporto.<br />
In genere queste coppie, anche se si feriscono reciprocamente in modo profondo, sono incapaci di lasciarsi: non sanno vivere nè con l&#8217; altro ( si sentono soffocare) nè senza l&#8217; altro ( si sentono abbandonati).</p>
<p><em>Le coppie che litigano per banalità</em></p>
<p>Un altro modello di coppia piuttosto comune è la coppia che litiga per delle banalità (esempio classico:  per la tavoletta del wc alzata). Le coppie di questo tipo hanno delle discussioni, qualche volta accese, per sciocchezze.</p>
<p>Una piccolezza dà il via ad una lotta di potere: ciascuno dei partners difende a spada tratta il suo modo di fare le cose o di vedere le situazioni ed è poco sensibile ai suggerimenti dell&#8217; altro.<br />
La caratteristica di questi litigi è che i partners sono incapaci di trovare una soluzione che vada bene ad entrambi ma ciascuno si irrigidisce sulle sue posizioni, aspettandosi che l&#8217; altro cambi.<br />
Per esempio ho conosciuto una coppia che aveva delle forti discussioni sul modo di lavare l&#8217;insalata: ovviamente, come è facilmente intuibile l&#8217;insalata era solo un pretesto, i due fidanzati stavano litigando per decidere chi dei due avesse il diritto di comandare.<br />
Quando una coppia litiga in modo accesso per banalità non sta veramente litigando per l&#8217;argomento in questione ma l&#8217; argomento in questione è il pretesto per esprimere  un insoddisfazione più profonda legata ad altri aspetti del rapporto di cui non si è consapevoli o di cui non si riesce di parlare apertamente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Le regole del litigio costruttivo</em><br />
1) Cercate di mantenere una visione positiva del partner e del vostro rapporto di coppia.<br />
Nelle coppie in crisi il partner viene considerato il principale responsabile ( se non l&#8217;unico) di tutti i problemi e i suoi comportamenti vengono letti in un ottica negativa come volontarie mancanze di rispetto , espressioni di noncuranza o sintomi di gravi difetti caratteriali.<br />
Per uscire dall&#8217; empasse è necessario cercare di vedere i comportamenti più spiacevoli del partner da una prospettiva più ampia e più empatica: forse ci sono altre motivazioni diverse dalla mancanza di rispetto o dal disamore per quel comportamento che vi infastidisce o vi ferisce.<br />
Molto probabilmente il vostro partner vi ama  e fa molte cose per voi ma non riesce a dimostrarvelo nel modo in cui vorreste perchè non fa parte della sua indole, perchè nella famiglia in cui è cresciuto c&#8217;era uno stile affettivo diverso, ecc..<br />
Credere nella buona fede del partner e nelle risorse del rapporto è molto importante per risolvere positivamente i conflitti.<br />
2) Criticate il comportamento, non la persona.<br />
Limitatevi a criticare il comportamento che vi ha dato fastidio ma non esprimete giudizi sulla persona. Non umiliate, non rinfacciate episodi del passato, non paragonate il vostro partners ad altri.<br />
3) Siate assertivi<br />
Evitate  le richieste indirette, le &#8221; frecciatine&#8221;  o i lamenti  come: &#8221; Non usciamo mai&#8221; , &#8221; Facciamo sempre le stesse cose&#8221; , ecc ma se desiderate qualcosa fate delle richieste esplicite tipo : &#8221; Sabato sera andiamo a vedere quel musical?&#8221;.<br />
E&#8217; importante concentrarsi sulla ricerca di una possibile soluzione  invece che sul problema ed essere propositivi.<br />
4) Cercate il modo giusto e il momento giusto per affrontare la discussione<br />
Non assalite il partner e non affrontate la discussione quando siete furiosi e direste (o fareste) delle cose di cui potreste pentirvi. Cercate un momento in cui il vostro partner è recettivo e cercate di parlare del problema in modo tranquillo senza usare toni accusatori o eccessivamente drammatici.<br />
5) Cercate di capire qual&#8217;è il vostro contributo alla situazione conflittuale.<br />
Per risolvere positivamente un conflitto può essere utile cercare di guardare la situazione da una prospettiva più ampia.<br />
A volte nelle coppie si creano dei circoli viziosi in cui la reazione di uno incrementa un comportamento negativo dell&#8217; altro. Un esempio chiarirà meglio quello che intendo. Immaginiamo una coppia in cui la moglie abbia un bisogno di intimità molto superiore a quello del marito.Se la moglie quando il marito si mostra distaccato, reagisce con ansia diventando &#8221; appiccicosa&#8221;, il marito si sentirà invaso e soffocato e reagirà diventando più distaccato. Il suo distacco genererà nella moglie ulteriori paure di abbandono e la spingerà a diventare sempre più soffocante mentre il marito diventerà per reazione sempre più sfuggente.<br />
Per rompere questo circolo vizioso uno dei due dovrebbe imparare a non reagire nel solito modo di fronte al comportamento problematico dell&#8217; altro, cambiando in questo modo la dinamica di coppia.</p>
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		<title>Conoscere l&#039;abuso</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Dec 2011 16:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Zanon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Depressione e Disagio Psicologico]]></category>
		<category><![CDATA[abuso fisico]]></category>
		<category><![CDATA[abuso sessuale]]></category>
		<category><![CDATA[conseguenze psicologiche del abuso]]></category>
		<category><![CDATA[maltrattamento]]></category>
		<category><![CDATA[senso di inferiorità]]></category>
		<category><![CDATA[trascuratezza]]></category>
		<category><![CDATA[violenza psicologica]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;abuso è un fenomeno ancora poco conosciuto e la cui frequenza è ampiamente sottostimata. All&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica arrivano solo i casi di violenza più eclatanti : il resto degli abusi si consuma in segreto tra le mura domestiche. Benché gli &#8230; <a href="http://www.ilmiopsicologo.it/2011/12/30/conoscere-labuso/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-868" title="abuso_emotivo" src="http://www.ilmiopsicologo.it/wp-content/uploads/abuso_emotivo-169x200.jpg" alt="" width="169" height="200" />L&#8217;abuso è un fenomeno ancora poco conosciuto e la cui frequenza è ampiamente sottostimata. All&#8217;attenzione dell&#8217;opinione pubblica arrivano solo i casi di violenza più eclatanti : il resto degli abusi si consuma in segreto tra le mura domestiche.<br />
Benché gli esperti del settore siano concordi nell&#8217;affermare che un abuso protratto nel tempo  comporta degli effetti a lungo termine sulla personalità di chi lo subisce, poche ricerche sono volte ad aiutare gli adulti che hanno subito degli abusi durante l&#8217;età della crescita.</p>
<p><strong><span id="more-854"></span>Abuso: non c&#8217;è solo quello sessuale<br />
</strong>Quando si parla di abuso sui bambini, si pensa immediatamente all&#8217;abuso sessuale.  Purtroppo esistono anche altre forme di violenza che vengono  sottovalutate ( se non giustificate in certe culture) che hanno un effetto negativo sulla psiche quasi quanto l&#8217; abuso sessuale  vero e proprio.<br />
Altre forme di violenza sono il maltrattamento fisico, il maltrattamento psicologico, l&#8217;incuria e l&#8217;ipercura.</p>
<p><strong>Che cos&#8217;è l&#8217;abuso sessuale?<br />
</strong>Per abuso sessuale si intende, qualsiasi contatto a scopo sessuale, compiuto da un adulto verso un bambino. Non è necessario che ci sia un rapporto sessuale vero e proprio per parlare di abuso : anche toccamenti e giochi erotici sono forme di violenza  sul bambino.<br />
Altre forme di abuso sessuale comprendono l&#8217;esibizionismo, far assistere i bambini ad atti sessuali, esporre i bambini alla pornografia, raccontare loro storie erotiche, trattare il minore in un modo sessualmente provocante.<br />
Un aspetto particolare di abuso è l&#8217; &#8220;incesto simbolico&#8221; : quando il genitore, pur non abusando concretamente del   figlio,  abbia con lui/ lei un atteggiamento estremamente provocante.<br />
Prendiamo, per esempio, il caso di una madre che sia molto seduttiva nei confronti del figlio maschio adolescente, che dorma nel letto con lui, si aggiri nuda per la casa, si faccia vedere mentre fa la doccia senza però commettere incesto.<br />
In questo caso, anche se materialmente non c&#8217;è stato un incesto, a livello psicologico gli effetti saranno simili.</p>
<p><strong>Che cos&#8217;è il maltrattamento?<br />
</strong>Nel maltrattamento il bambino è oggetto di aggressioni da parte dell&#8217;adulto che vuole scaricare sul più debole la violenza che sente dentro di sé e contro di sé. Bisogna  specificare che perchè si possa parlare di maltrattamento non basta qualche schiaffo dato ingiustamente o un episodio in cui il genitore si arrabbia con il figlio e lo picchia.<br />
Ma il discorso cambia se le punizioni e gli schiaffi  diventano la norma e se il clima affettivo della relazione genitore- figlio è regolato dalla paura e dalle punizioni.<br />
Si parla di abuso quando la violenza è una modalità abituale di comunicazione genitore e figlio e le punizioni sono frequenti, arbitrarie o eccessive.<br />
Nel maltrattamento il bambino viene picchiato per i motivi più futili ( ad esempio perché è troppo rumoroso o perché non riordina la stanza) e nei casi più gravi  le lesioni possono essere tali da causare la morte della vittima.</p>
<p><strong>Che cos&#8217;è il maltrattamento psicologico?<br />
</strong>Il maltrattamento psicologico è un assolto rivolto alla psiche del bambino ed è la forma di violenza più diffusa, ma allo stesso tempo, più difficile da riconoscere.<br />
Ricordiamo che non basta qualche episodio spiacevole o qualche rimprovero immeritato per poter parlare di abuso psicologico: per abuso psicologico si intende una violenza verbale grave e protratta nel tempo.<br />
Si intende con questo un persistente maltrattamento emotivo che determina delle conseguenze negative sullo sviluppo psicologico e comportamentale del bambino.<br />
In particolare il comportamento dell&#8217;adulto deve essere caratterizzato da uno di questi elementi :<br />
<strong>Rifiuto psicologico del bambino: </strong>L&#8217;adulto fa sentire il bambino poco importante e lo sottopone a continue sproporzionate critiche, esprimendo frequenti giudizi negativi sulla sua personalità , il suo aspetto fisico e la sua intelligenza.<br />
L&#8217;adulto deride il bambino o gli appioppa nomignoli dispregiativi. L&#8217;abusante umilia il minore in pubblico .<br />
Il bimbo viene incolpato di tutti i problemi familiari o ritenuto la causa della propria insoddisfazione personale. L&#8217;abusante fa vivere il minore in un clima familiare dove si sente costantemente controllato e giudicato.<br />
<strong>Terrorismo psicologico</strong>: far vivere il bambino in un clima familiare costantemente caratterizzato da angoscia o terrore: la famiglia, da fonte di serenità e sicurezza, diventa il luogo della paura e dell&#8217;angoscia.  I genitori usano la minaccia o il ricatto per imporre la disciplina e  sottolineano la cattiveria del bimbo dicendo  che se continua così andrà all&#8217;inferno o farà morire i genitori di crepacuore o che  saranno costretti a metterlo in collegio.<br />
<strong>Trascuratezza</strong>: i genitori sono troppo concentrati sui loro problemi per prendersi cura dei bisogni del bambino. Le necessità materiali vengono soddisfatte, ma non quelle psicologiche. Tra genitori e figli non c&#8217;è dialogo, il bambino è parcheggiato davanti alla televisione. Il clima familiare è caratterizzato da freddezza o da indifferenza: il figlio può fare quello che vuole. I genitori non svolgono una funzione di guida: il minore è lasciato a se stesso.<br />
<strong>Inversione di ruoli:</strong> al figlio viene chiesto di  occuparsi dei genitori. Spesso, questo significa esporlo a continue tensioni familiari, caratterizzate da liti verbali e/o fisiche; in questo contesto, investirlo direttamente o indirettamente del ruolo di pacificatore o risolutore delle liti coniugali.<br />
<strong>Usare il bambino come una pedina nelle liti dei genitori:</strong> mettere il bambino contro l&#8217;altro genitore  mostrandogli continuamente la &#8220;cattiveria&#8221; o l&#8217;inadeguatezza del partner. Costringere il minore a ricoprire il ruolo di un partner, assente, o con il quale si ha un rapporto degradato. Il bambino viene usato come sostituto emotivo del coniuge e anche se non c&#8217;è un abuso fisico vero e proprio viene trattato come il fidanzato della mamma o la fidanzata di papà.</p>
<p><strong>La trascuratezza e l&#8217; ipercura: altre forme di maltrattamento </strong><br />
Sono forme  di maltrattamento altrattanto gravi la trascuratezza e l&#8217;ipercura.<br />
Per trascuratezza si intende l&#8217;incapacità dei genitori di provedere adeguatamente ai bisogni fisici ed emotivi del bambino. Tragici esempi di trascuratezza sono  i i fatti di cronaca di questa estate dei bambini  piccoli dimenticati in macchina e morti per il caldo. Altri esempi di comportamenti trascuranti sono: non mandare a scuola i figli, trascurare la loro igiene e la loro salute, ecc..<br />
L&#8217;ipercura è invece un eccesso di cure che compromette lo sviluppo del bambino.  Un tipico esempio di ipercura è la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sindrome_di_M%C3%BCnchhausen" target="_blank">sindrome di Munchausen</a>:  il genitore, il più delle volte la madre, sottopone il figlio a visite mediche, accertamenti e cure inopportune per sintomi o malattie da lei inventati o indotti.</p>
<div>
<div>
<div><strong>Le conseguenze a lungo termine dell&#8217; abuso</strong></div>
<div><strong> </strong>Non tutti i bambini che hanno subito degli abusi avranno dei problemi psicologici una volta adulti. Molto dipende dalla durata dell&#8217;abuso  ( un singolo episodio è meno grave di un abuso prolungato nel tempo), dalla gravità della violenza, dall&#8217; età della vittima (più il bambino è piccolo più le conseguenze sono devastanti), dalla presenza di qualche adulto protettivo, ecc..<br />
In linea di massima, le possibili conseguenze psicologiche sono queste:</div>
<div><strong> </strong></div>
<div><strong>Scarsa autostima.<br />
</strong></div>
<div>
<div>Tutti i bambini che sono stati abusati sono convinti di essere , responsabili (almeno in parte) di quanto è successo  a loro.<br />
Naturalmente queste percezioni distorte dei bambini sono incoraggiate dagli abusanti.<br />
L&#8217;abusante picchia il bambino dicendo che è &#8220;costretto&#8221; a farlo perché lui è stupido e cattivo o giustifica certe punizioni eccessive dicendo che &#8221; sono per il suo bene&#8221;.<br />
Nel caso dell&#8217;abuso sessuale, l&#8217;abusante fa passare la violenza come un atto d&#8217;amore , dicendo cose del tipo: &#8220;è perché ti amo in un modo speciale&#8221; o incolpa la vittima dicendo che lui/lei l&#8217;hanno &#8220;provocato&#8221;.<br />
Questi messaggi sono  veramente tossici perché inducono la vittima a credere di meritarsi l&#8217;abuso. e danno al bambino un messaggio distruttivo che continuerà a danneggiarlo per tutta la vita e che rischia di distruggere  in modo profondo la sua autostima.</div>
<div>Questo è ancora più evidente nel caso di abuso sessuale : spesso infatti l&#8217;abuso prende la forma della seduzione, di una seduzione che il bambino può trovare fisicamente piacevole.<br />
Ma anche  se viene esercitato sotto forma di seduzione, l&#8217;abuso è sempre una violenza. Anche se il bambino/a  è &#8220;consenziente&#8221;, si tratta sempre di un bambino che cede il suo corpo in cambio per avere un po&#8217; d&#8217;amore, per sentirsi importante per qualcuno.<br />
Si può immaginare quanta solitudine, quanta mancanza d&#8217;amore, quanta indifferenza da parte degli adulti siano necessarie perché si arrivi a questo.</div>
<div><strong>Poca assertività.</strong><br />
Chi è stato abusato sperimenta una profonda sensazione di impotenza. In un esperimento di psicologia  dei cani venivano costretti a subire delle scosse elettriche. In un primo tempo i cani facevano di tutto per scappare o per sottrarsi alla stimolazione dolorosa ma essendo stata loro preclusa ogni via di fuga, non rimaneva loro altra alternativa che rassegnarsi alla situazione.<br />
In breve tempo loro comportamento cambiava : gli animali diventavano passivi e apatici e  anche si apriva loro una  facile via di fuga , rimanevano nel recinto a prendersi le scosse elettriche. Questo stato  chiamato &#8221; impotenza appresa&#8221; può caratterizzare al vita delle vittime dell&#8217;abuso, anche molti anni dopo il trauma.<br />
Le vittime, sono così abituate a perdere le loro battaglie e a sentirsi impotenti, che non credono di poter vincere nella vita.Da questo la profonda difficoltà ad essere assertivi, a dare dei limiti agli altri, a lottare per i propri diritti.</div>
</div>
</div>
<p><strong>Difficoltà a fidarsi degli altri</strong><br />
La maggioranza degli abusi avviene in famiglia o per opera di persone che il bambino conosce e di cui si fida. Ma anche nel caso di abusi protrattati nel tempo e commessi da estranei, c&#8217;è  spesso alle spalle un contesto familiare poco tutelante e poco attento al mondo emotivo del  minore.<br />
In ogni persona abusata si nasconde la sensazione di essere stato tradito dalla persona o dalle persone che dovevano più amarlo al mondo.<br />
Di conseguenza, una volta adulto, l&#8217;individuo abusato fa fatica a credere che qualcuno possa amarlo veramente. Il ragionamento inconscio è &#8221; se non mi hanno voluto bene nemmeno i miei genitori, chi altro potrà mai amarmi?&#8221;E&#8217; superfluo dire che queste insicurezze complicano enormemente le relazioni con gli altri.</p>
<p><strong>Problemi  relazionali</strong><br />
Da  adulte, le persone che hanno subito delle esperienze d&#8217;abuso, fanno fatica a stabilire delle relazioni soddisfacenti con gli altri. L&#8217;individuo abusato può diventare aggressivo e avere difficoltà a controllare la rabbia (  sono le famose persone che attaccano per non essere attaccati) facendo subire agli altri quello che lui stesso ha subito  o essere  una persona troppo timida e passiva.<br />
E&#8217; comune la tendenza a  mettersi in situazioni sentimentali difficili e ad essere attratti da partner maltrattanti o rifiutanti.</p>
<p><strong>Disturbi psicologici</strong><br />
Per molti adulti, abusati da bambini, depressione o ansietà sono diventate quasi una seconda natura. Esperienze traumatiche nell&#8217;infanzia come la violenza fisica o psicologica danno come risultante una personalità fragile e predisposta a  sviluppare disturbi come il<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Disturbo_borderline_di_personalit%C3%A0" target="_blank"> disturbo borderline di personalità</a>,  attacchi di panico, depressione maggiore, personalità multipla, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Disturbo_post_traumatico_da_stress" target="_blank">disturbo post-traumatico da stress</a>, disordini dell&#8217;alimentazione.</p>
<p><strong>Depersonalizzazione</strong><br />
Molte vittime di abuso sperimentano un senso di estraneità nei confronti del proprio corpo. Si sentono inoltre come annebbiate, anestetizzate. La dissociazione è una forma di difesa contro il trauma: il ragazzino /a violentato o picchiato duramente impara a dissociare la sua mente dal corpo.E&#8217; come se dicesse &#8221; potete fare al mio corpo  tutto quello che volete,tanto la mia mente non è qui!&#8221;. Nei casi più gravi, da adulti la dissociazione diventa una sorta di risposta automatica  in tutte le situazioni percepite come potenzialmente minacciose .</p>
<p><strong>Disturbi sessuali</strong><br />
Difficilmente i bambini abusati fisicamente e/o sessualmente potranno godere da adulti di una vita sessuale soddisfacente.  La sessualità per essere vissuta in modo appagante richiede un buon rapporto con il proprio corpo e fiducia nell&#8217;altro, due cose ardue per una vittima d&#8217;abuso. Per questo motivo sono comuni disturbi come l&#8217;anorgasmia, il vaginismo, inibizioni sessuali.Può essere presente però il comportamento opposto: la promiscuità sessuale. Molte vittime d&#8217;incesto tendono a confondere il sesso con l&#8217;affetto , in quanto solo nel darsi sessualmente si sono sentite amate dal loro abusante. Masturbazione compulsiva e fantasie sessuali ossessionanti sono altre conseguenze a lungo termine dell&#8217; abuso e sono sintomi attraverso i quali la mente cerca di padroneggiare il trauma subito.</p>
<p><strong>Omosessualità di ripiego</strong><br />
Alcuni ragazzini sedotti dal padre o da un altro adulto significativo, hanno provato del piacere sessuale nell&#8217;esperienza. E per tale motivo hanno finito per credersi omosessuali. Esiste però un&#8217;altra forma di omosessualità che riguarda l&#8217;avversione per le persone dello stesso sesso dell&#8217;individuo che ha commesso l&#8217;abuso. Per esempio, la ragazza abusata dal padre, può sviluppare una profonda sfiducia negli uomini, e , per tale motivo, preferire come partner le donne.</p>
<p><strong>Malattie psicosomatiche</strong><br />
Le persone che sono state abusate vivono spesso in un continuo stato di tensione che può tradursi in una malattia psicosomatica. Inoltre esiste la predisposizione a sviluppare disturbi del comportamento alimentare. In particolare, le vittime di abusi sessuali , una volta adulte, possono tendere all&#8217; obesità. Mettere su molti chili ha lo scopo inconscio di rendersi poco attraenti, e in tal modo scoraggiare eventuali advances sessuali.</p>
<p><strong>Comportamenti autodistruttivi, autolesionismo, mutilazioni.</strong><br />
Molte vittime d&#8217;abuso continuano a punire se stesse in vari modi ,sia perché si ritengono in qualche modo responsabili di quanto è avvenuto loro , sia perché sono cresciuti in famiglie disturbate dove i loro bisogni fisici ed emotivi non erano soddisfatti in modo adeguato.</p>
<p><strong>Problemi nelle relazioni con i figli</strong><br />
Chi è stato abusato da piccolo da un familiare , non ha avuto dei modelli genitoriali adeguati, di conseguenza farà più fatica a ad allevare i figli. Inoltre il rapporto con la prole può essere vissuto con la costante sensazione di non essere all&#8217;altezza del compito e con la paura di diventare come il padre o la madre.</p>
<p><strong>Difficoltà a controllare i propri pensieri</strong><br />
Anche molto tempo dopo il trauma, le persone abusate sono spesso preda di flash back o di pensieri negativi che non riescono a controllare. Ci può essere la costante sensazione che stai per succedere qualcosa di brutto.</p>
<p><strong>Come superare l&#8217;abuso</strong></p>
<p><strong>Se sei stato abusato, è molto importante che tu capisca che l&#8217;abuso non è dipeso da te. </strong>E&#8217; neessario  che tu comprenda  che la relazione adulto-minore non è un rapporto alla pari.  E&#8217; l&#8217;adulto a stabilire il tono emotivo della relazione e ad avere la responsabilità di quello che succede. La terapia psicologica può essere d&#8217;aiuto nel recuperare la serenità e nell&#8217;elaborare il trauma.</p>
</div>
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		<title>Libro: i cinque linguaggi dell&#8217;amore</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2011 11:49:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Zanon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Affettività e sessualità]]></category>
		<category><![CDATA[Libri di Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[coppia]]></category>
		<category><![CDATA[crisi di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[matrimonio]]></category>

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		<description><![CDATA[Un rapporto  felice è un rapporto in tutti e due i partner si sentono speciali, apprezzati e amati dall&#8217; altro. Purtroppo, una volta svanito l&#8217;innamoramento, in molti rapporti si crea una crescente distanza emotiva: uno o entrambi i partner si sentono trascurati, dati per scontati, non &#8230; <a href="http://www.ilmiopsicologo.it/2011/12/20/libro-i-cinque-linguaggi-dellamore/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-853" title="cinque linguaggi" src="http://www.ilmiopsicologo.it/wp-content/uploads/cinque-linguaggi-200x200.jpg" alt="" width="200" height="200" /></p>
<p>Un rapporto  felice è un rapporto in tutti e due i partner si sentono speciali, apprezzati e amati dall&#8217; altro.<br />
Purtroppo, una volta svanito l&#8217;innamoramento, in molti rapporti si crea una crescente distanza emotiva: uno o entrambi i partner si sentono trascurati, dati per scontati, non accettati..in altre parole non amati.<br />
La ragione per cui molti rapporti entrano in crisi, dopo l&#8217;idillio iniziale, è la mancanza di comprensione delle esigenze emotive del partner: ciascuno dei due tende a concentrarsi sulle proprie aspettative deluse, dimenticando di chiedersi che cosa può rendere felice l&#8217; altro.<br />
Le ricerche sulla terapia di coppia hanno evidenziato come nelle coppie in crisi entrambi  membri della coppia sono convinti di dare tantissimo e di ricevere in cambio poco o niente.<br />
Il problema che spesso si dà senza tenere conto dei veri bisogni dell&#8217; altro, perciò i propri gesti non vengono riconosciuti e apprezzati.  <br />
Per fare un esempio banale , un marito che lavora sodo per garantire un sereno avvvenire alla sua famiglia e non capisce che la moglie preferirebbe un tenore di vita più modesto ma un marito più presente e più affettuoso, oppure una moglie che tiene la casa alla perfezione ma che la sera  è troppo stanca per fare l&#8217;amore con il proprio coniuge. <br />
Secondo l&#8217;autore  ( un noto terapeuta di coppia) ogni persona ha un modo particolare di esprimere il proprio amore e dei bisogni particolari che devono essere soddisfatti per sentirsi amata.<br />
L&#8217;autore sostiene infatti che esistono cinque modi per dire &#8221; ti amo&#8221;, cinque &#8220;linguaggi dell&#8217;amore &#8220; ovvero cinque modalità  comportamentali diverse per esprimere il proprio amore.<br />
Il problema è che molti rapporti falliscono perchè i due partners parlano lingue diverse!<br />
I linguaggi sarebbero:<br />
<strong>1) Le parole di apprezzamento</strong>. Quando questo è il linguaggio principale, la persona per sentirsi amata ha bisogno di sentirselo dire esplicitamente. Chi ha questo bisogno principale necessita di molte lodi, di rassicurazioni verbali, complimenti, sms carini, telefonate dolci e tanto dialogo. Le critiche, i silenzi, il sarcasmo sono particolarmente penosi se questo è il linguaggio speciale dell&#8217;amore.<br />
<strong>2) Momenti speciali</strong>. Quando questo è il linguaggio principale, la persona per sentirsi amata ha bisogno di condividere delle attività interessanti con il partner, ha bisogno di condividere con il partner i propri hobby, di fare delle cose speciali insieme. Un partner pantofolaio o che non vuole condividere gli interessi risulta particolarmente ostico per chi ha questo linguaggio dell&#8217;amore.<br />
<strong>3) I doni. </strong>Per sentirsi amato chi ha questo bisogno affettivo principale ha bisogno di un segno tangibile d&#8217;amore, un pensierino, un regalino, un fiore, un cioccolatino.  Per chi ha questo bisogno affettivo principale è particolarmente doloroso avere un partner che scorda compleanni e anniversari, che non fa mai un pensierino, che non sorprende,regalando un fiore.<br />
<strong>4) Il contatto fisico.  </strong>Quando questo è il linguaggio d&#8217;amore principale, la persona per sentirsi amata ha bisogno di coccole, contatto fisico e frequenti rapporti sessuali. Un partner poco affettuoso,o a cui il sesso interessa poco può creare profonde crisi nella coppia. <br />
<strong>5) I gesti di servizio. </strong>Quando questo è il linguaggio d&#8217;amore principale, la persona ha bisogno che l&#8217; altro gli dimostri il suo amore facendo dei gesti concreti ( esempio preparando la cena), condividendo i doveri, essendo disposto a dare una mano quando c&#8217;è bisogno. Piccoli gesti di servizio, piccole gentilezze possono significare più di cento rose rosse per chi ha questo linguaggio dell&#8217;amore!<br />
E quando come spesso capita, i due partners hanno linguaggi dell&#8217;amore diversi ( ovvero bisogni emotivi diversi?). La soluzione, secondo l&#8217;autore è semplice: basta imparare a parlare la lingua del partner ovvero a capire quali sono le esigenze di base del partner e soddisfarle e imparare a comunicare al partner i propri bisogni.<br />
Cosi facendo è possibile ritrovare l&#8217;armonia e l&#8217;intesa perduta.</p>
<p><a href="http://www.amazon.it/linguaggi-dellamore-persona-Matrimonio-famiglia/dp/8801023723/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1333041870&amp;sr=8-1" target="_blank">compra il libro<br />
</a></p>
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		<title>Libro : come salvare il vostro matrimonio senza parlarne</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Dec 2011 13:08:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Zanon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Affettività e sessualità]]></category>
		<category><![CDATA[Libri di Psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[coppia]]></category>
		<category><![CDATA[crisi di coppia]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia uomo]]></category>

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		<description><![CDATA[La maggior parte delle separazioni vengono chieste dalle donne. In genere la decisione di separarsi è preceduta da un lungo periodo in cui la donna esprime al marito la sua insoddisfazione e cerca di fare il possibile per salvare il rapporto ma &#8230; <a href="http://www.ilmiopsicologo.it/2011/12/18/libro-come-salvare-il-vostro-matrimonio-senza-parlarne/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-847" title="salvarematrimonio" src="http://www.ilmiopsicologo.it/wp-content/uploads/salvarematrimonio-200x200.jpg" alt="" width="200" height="200" />La maggior parte delle separazioni vengono chieste dalle donne.<br />
In genere la decisione di separarsi è preceduta da un lungo periodo in cui la donna esprime al marito la sua insoddisfazione e cerca di fare il possibile per salvare il rapporto ma i suoi tentativi raramente vanno a buon fine. Il marito lungi dall&#8217; ascoltarla diventa sempre più distante oppure l&#8217; accusa di non essere mai contenta  e/o di pretendere troppo.<br />
Solo quando la moglie lo lascia, il marito sembra &#8221; svegliarsi&#8221; ed è disposto a fare di tutto per salvare il matrimonio..purtroppo nella maggioranza dei casi è troppo tardi: la moglie, dopo aver sofferto per anni, non è più disponibile a dare al marito una seconda possibilità.<br />
Ed è un peccato: la tesi degli autori ( terapeuti di coppia) è che molti divorzi potrebbero essere evitati se i coniugi imparassero a  capirsi e a comunicare meglio.<br />
Molti problemi di coppia affermano gli autori dipendono da una cattiva comunicazione che origina da una mancanza di comprensione delle differenze psicologiche tra uomo e donne.<br />
L&#8217;esperienza dei terapeuti è che molti mariti amano sinceramente la loro compagna e vorrebbero renderla felice ma non sono capaci di sintonizzarsi sui bisogni di lei e quando lei glieli esprime lo fa spesso in una modalità emotiva oppure critica che li fa sentire inadeguati. E un uomo che si sente inadeguato tende a dare sempre di meno e a reagire in modo difensivo, diventando sempre più distaccato.<br />
Più lui si chiude, più lei diventa  insoddisfatta del rapporto e si crea cosi una pericolosa dinamica di coppia che può condurre al divorzio.<br />
Il libro fornisce degli strumenti personalizzati per lei e per lui per comprendere meglio il punto di vista del partner e per comunicare meglio e affrontare le divergenze di opinioni. Il testo contiene molti consigli, frutto dell&#8217; esperienza professionale degli autori, per salvare un matrimonio in crisi.</p>
<p><a href="http://www.amazon.it/salvare-vostro-matrimonio-parlarne-Secondo/dp/8888774769/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1324210656&amp;sr=8-1" target="_blank">compra il libro</a></p>
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		<title>Notizie : L&#039;odore del tuo corpo rivela la tua personalita&#039;</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Dec 2011 10:48:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Zanon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[personalità]]></category>

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		<description><![CDATA[La personalità e forse anche la salute può essere rivelata dall&#8217;odore del proprio corpo secondo un recente ricerca sull&#8217;argomento. Ognuno ha la sua personalità, così come ognuno ha il suo personale odore corporeo – quello vero, naturale, e non coperto &#8230; <a href="http://www.ilmiopsicologo.it/2011/12/17/notizie-lodore-del-tuo-corpo-rivela-la-tua-personalita/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-841" title="puzza" src="http://www.ilmiopsicologo.it/wp-content/uploads/puzza.jpg" alt="" width="130" height="73" /> </strong></p>
<p><strong>La personalità e forse anche la salute può essere rivelata dall&#8217;odore del proprio corpo secondo un recente ricerca sull&#8217;argomento. </strong></p>
<p>Ognuno ha la sua personalità, così come ognuno ha il suo personale odore corporeo – quello vero, naturale, e non coperto dai profumi sintetici. Così, pare che chi è ansioso abbia un odore particolare, allo stesso modo di chi è estroverso o introverso, allegro o triste, calmo o nervoso… e via discorrendo. In quest’ottica, poi, un “cattivo” odore potrebbe anche segnalare una cattiva salute.<br />
A supportare la tesi che il profumo del corpo parli della persona è un nuovo studio condotto da un gruppo di ricercatori polacchi dell’Università di Wroclaw, coordinati dalla dottoressa Agnieszka Sorokowska, i cui risultati sono stati pubblicati sull&#8217;<em>European Journal of Personality</em>.<span id="more-835"></span><br />
Per la ricerca è stato coinvolto un gruppo di 200 volontari, di cui metà uomini e metà donne.I partecipanti hanno dovuto annusare 60 t-shirt bianche di cotone indossate per tre notti consecutive da altrettante 60 persone. Anche gli indossatori erano per metà uomini e metà donne. Questi ultimi, durante i tre giorni e le tre notti di test non dovevano usare profumi, deodoranti o saponi che potessero modificare l’odore naturale del proprio corpo, così come non potevano fumare, bere o mangiare cibi maleodoranti.<br />
Una volta raccolti i campioni – ossia le magliette – i ricercatori hanno dato ai volontari annusatori un sacchetto di nylon contenente la t-shirt (una per ogni sacchetto). Gli annusatori dovevano annusare ognuno 6 magliette, e ogni maglietta è stata annusata da 20 volontari.<br />
Poi, in base all’odore percepito, questi dovevano cercare di identificare la personalità di chi aveva indossato la t-shirt. I valutatori dovevano individuare i tratti della personalità ed esprimere un giudizio con una scala da 0 a 10.<br />
Per convenzione, i tratti della personalità erano stati stabiliti in 3 grandi macro categorie: l’estroversione, ossia la tendenza a essere estroversi e socievoli; la nevrosi, ossia la tendenza a sentirsi ansiosi e di cattivo umore e, infine, la supremazia, ovvero la tendenza a essere un leader.<br />
I ricercatori ritengono  che a concorrere nel formare l’odore personale vi siano non solo i tratti delle personalità, ma anche fattori fisiologici a essi correlati.<br />
Per esempio, chi è ansioso o particolarmente sensibile a situazioni stressanti può rispondere fisicamente a queste situazioni con una maggiore sudorazione. Questa può modificare la presenza e azione dei batteri che provocano alcuni tipi di odori, in particolare sotto le ascelle.<br />
Allo stesso modo, gli ormoni possono modificare l’odore corporeo: in questo caso, per esempio, chi è portato a dominare gli altri può avere maggiori livelli di testosterone, che a sua volta possono modificare l’attività della ghiandole sudoripare.<br />
In sostanza, ci sono alcuni casi che possono davvero rivelare chi siamo in base all’odore che emettiamo.<br />
Tuttavia, se siamo soliti indossare profumi o deodoranti, è assai difficile che qualcuno riesca a capire cosa vuole comunicare il nostro organismo con l’odore!<br />
( La Stampa 07/12/2011)</p>
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		<item>
		<title>Come le nostre aspettative influenzano le relazioni con gli altri: l&#039;effetto Pigmalione</title>
		<link>http://www.ilmiopsicologo.it/2011/12/08/come-le-nostre-aspettative-influenzano-le-relazioni-con-gli-altri-leffetto-pigmalione/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 10:01:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Anna Zanon</dc:creator>
				<category><![CDATA[Migliorare se stessi]]></category>
		<category><![CDATA[aver successo con gli altri]]></category>
		<category><![CDATA[effetto pigmalione]]></category>
		<category><![CDATA[pensiero positivo]]></category>
		<category><![CDATA[profezie che si autoavverano]]></category>

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		<description><![CDATA[Alcune persone sembrano perseguitate dalla sfortuna nei rapporti con gli altri: si ritrovano con partner fedifraghi, amici ipocriti, datori di lavoro con un carattere impossibile e colleghi arrivisti e pettegoli. Esiste una spiegazione scientifica per questo sconcertante fenomeno? Gli psicologi &#8230; <a href="http://www.ilmiopsicologo.it/2011/12/08/come-le-nostre-aspettative-influenzano-le-relazioni-con-gli-altri-leffetto-pigmalione/">Continua a leggere<span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-828" title="effettopigmalione" src="http://www.ilmiopsicologo.it/wp-content/uploads/effettopigmalione-200x162.jpg" alt="" width="200" height="162" />Alcune persone sembrano perseguitate dalla sfortuna nei rapporti con gli altri: si ritrovano con partner fedifraghi, amici ipocriti, datori di lavoro con un carattere impossibile  e colleghi arrivisti e pettegoli. Esiste una spiegazione scientifica per questo sconcertante fenomeno?<br />
Gli psicologi hanno scoperto che la gente viene trattata dagli altri come si aspetta di essere trattata.<br />
In altre parole, chi si aspetta di venire imbrogliato viene spesso truffato, chi vive nel timore di essere abbandonato, viene spesso lasciato, chi si aspetta di essere tradito trova partner infedeli.<br />
Gli psicologi hanno denominato questa correlazione, effetto &#8220;Pigmalione&#8221;.<span id="more-814"></span></p>
<p><strong>L&#8217;effetto Pigmalione.<br />
</strong>In una scuola elementare della California, Rosenthal, un famoso ricercatore nell&#8217;ambito della psicologia sociale, sottopose agli alunni ad un test di intelligenza.<br />
Prese un campione <em>a caso</em> di ragazzini e disse alle loro insegnanti che si trattava di bambini molto dotati, destinati a progredire intellettualmente in modo impressionante.<br />
Dopo un anno, Rosenthal ripassò nella stessa scuola e le maestre si congratularono con lui per la sorprendete capacità predittiva del test: gli alunni elencati si erano effettivamente dimostrati i migliori della classe!<br />
E non si trattava di un impressione delle insegnanti, i ragazzini in questione erano migliorati in modo eclatante.<br />
<strong>La spiegazione degli psicologi è che le nostre aspettative possono influenzare  radicalmente le nostre relazioni con gli altri</strong>. In questo caso, le insegnanti credendo nelle possibilità dei ragazzini, si comportavano con loro in modo più incoraggiante e stimolante di quanto non avrebbero fatto normalmente.<br />
E i bambini reagirono, positivamente all&#8217;atteggiamento incoraggiante e alle aspettative positive delle maestre, impegnandosi di più nello studio e mostrando un maggior interesse verso la scuola.<br />
L&#8217;atteggiamento aperto e stimolante delle insegnanti aveva contribuito a sviluppare nei bambini doti e capacità che erano rimaste fino a quel momento in ombra.<br />
Ma l&#8217;effetto Pigmalione non si verifica solo nelle relazioni fra genitore e figlio o fra insegnante e alunno, ma in tutti i rapporti umani di qualsiasi natura siano.<br />
Per capire meglio come funziona l&#8217;effetto Pigmalione, vi chiedo di fare un piccolo esercizio di immaginazione.<br />
Immaginate di lavorare per due datori di lavoro diversi: il datore di lavoro A e B.<br />
Il datore di lavoro A ha avuto delle esperienze negative con i suoi precedenti impiegati, di conseguenza, vuole stare attento a non farsi  raggirare di nuovo.<br />
E&#8217; convinto di non potersi aspettare più di tanto, pensa che i giovani siano tutti degli inetti, senza voglia di lavorare. Di fatto non si fida abbastanza di voi per darvi qualche mansione interessante, vi rifila soltanto compiti poco qualificanti.<br />
Terrorizzato dal fatto che possiate battere la fiacca in ufficio, vi sorveglia in continuazione, senza darvi il minimo spazio di autonomia personale. In più, non ha stima di voi e non perde occasione per farvelo capire , rimproverandovi per piccolezze.<br />
Dopo qualche mese di questo trattamento, con quale stato d&#8217;animo andreste in ufficio al mattino?<br />
Probabilmente comincereste a sentirvi demotivati , a perdere qualsiasi interesse verso il vostro lavoro e a comportarvi di conseguenza, trasformandovi in un impiegato pigro e poco brillante, quindi, nel giro di qualche mese, le fosche previsioni del datore di lavoro A sarebbero confermate.<br />
Il datore di lavoro B, è per sua natura un ottimista. Si aspetta molto da voi, ma non vi chiede l&#8217; impossibile:  sa che farete degli errori, ma sa questi entrano nel vostro processo di apprendimento.<br />
Vi  lascia un ampio margine di autonomia, ma allo stesso tempo è sempre a disposizione per darvi suggerimenti e chiarimenti.<br />
Sa notare i vostri progressi e voi sentite che il vostro lavoro viene riconosciuto e valorizzato anche dal punto di vista economico.Con quale datore di lavoro lavorereste di più?<br />
Probabilmente, produrreste di più con il secondo datore lavoro, anche se questi non vi controlla in continuazione come faceva il primo capo. Inoltre, paragonando i due datori di lavoro, capireste come mai uno trovi sempre impiegati che alla fine si rivelano dei grandi lazzaroni,  e l&#8217;altro trovi, invece, dei bravi impiegati.</p>
<p><strong>Profezie che si autoavverano.<br />
</strong>Alcune persone, per una serie di esperienze negative che hanno avuto un impatto molto doloroso sulla loro psiche, vivono le relazioni con gli altri con una punta di sfiducia e di diffidenza:tendono ad aspettarsi sempre il peggio e sentono che gli altri prima o poi finiranno per deluderli, per tradirli o per abbandonarli.<br />
Questo tipo di persona per evitare possibili delusioni, mettono in atto più o meno inconsciamente,  una serie di strategie difensive per evitare che l&#8217;altro si comporti nel modo temuto.<br />
Le strategie psicologiche messe in atto sono diverse e vanno dal controllo dell&#8217;altro, alla continua richiesta di rassicurazioni affettive, al comportamento aggressivo della persona che attacca per non essere attaccata.<br />
Purtroppo questi comportamenti, spesso, si rivelano controproducenti  : l&#8217;altra persona sente che non è stimata e che non ci si fida di lei e tende a reagire di conseguenza.<br />
Un esempio chiarirà meglio quello che intendo. Prendiamo l&#8217;ipotetico caso di una ragazza con poca autostima che chiameremo Marzia.<br />
Marzia si considera poco interessante e, anche se è felicemente fidanzata, &#8220;sente&#8221; che il suo ragazzo prima o poi si stancherà di lei, come hanno fatto i suoi precedenti fidanzati.<br />
Marzia, quindi, vive nel timore dell&#8217; abbandono e questo timore le fa interpretare ogni momento di autonomia del suo fidanzato come un allontanamento.<br />
In altra parole, tutte le volte che il suo ragazzo vuole uscire con gli amici, o guardare la partita, Marzia interpreta questi fatti come la  prova che il suo ragazzo stia già cominciando a stancarsi di lei.<br />
Dal momento che Marzia è insicura, tormenta in continuazione il suo ragazzo per sapere se lui la trova grassa, se l&#8217;ama, se la pensa, se non rimpiange la sua ex.<br />
Purtroppo anche se il suo ragazzo la rassicura, dicendole che è molto innamorato,  Marzia  continua a non fidarsi e a credere che prima o poi, lui finirà per stancarsi.<br />
Alla fine, grazie ai suoi atteggiamenti appiccicosi e soffocanti, le sue peggiori paure si avvereranno: il suo ragazzo finirà per stancarsi di stare con una partner tanto insicura e apprensiva.</p>
<p><strong>Aspettarsi il meglio per ottenere il meglio</strong><br />
Un atteggiamento aperto e fiducioso ( che non coincide con la fiducia cieca ed indiscriminata) mette gli altri nella condizione di dare il meglio di sè.  E&#8217; importante ricordare questo principio soprattutto quando ci sono dei problemi di relazione: per esempio i nostri figli non ci ascoltano, il nostro partner si comporta in modo diverso da quello che vorremmo, gli amici non sono abbastanza presenti, ecc.<br />
In casi come questi viene spontaneo focalizzarsi sui difetti dell&#8217; altro, su quello che non va ed esprimere tutta la nostra delusione.<br />
Purtroppo questo atteggiamento si rivela controproducente: più si sottolineano le pecche degli altri più li incentiviamo a comportarsi sempre peggio.<br />
Se siete in crisi con qualcuno, l&#8217;atteggiamento migliore è quello di valorizzare quello che l&#8217;altro fa di buono ( per quanto piccolo) e questo atteggiamento incoraggiante nella maggioranza dei casi lo stimolerà a dare di più</p>
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