Vuoi prevenire la depressione? Bevi almeno due tazzine di caffe' al giorno.

By | 2011-11-21T08:25:36+00:00 15 Novembre 2011|Narcisismo|

 Buone notizie per gli amanti del caffè: una tazzina di caffè non è solo un piacere per il palato ma anche per la psiche. Anzi, se si arriva a un minimo di due è meglio: le donne che bevono tra le 2 e le 4 tazzine al giorno sono infatti più protette dalla depressione rispetto a chi ne beve poco o per nulla.
La scoperta, pubblicata su Archives of Internal Medicine, è frutto degli studi compiuti dai ricercatori della Harvard Medical School di Boston (Usa) su 50 mila infermiere.
I ricercatori hanno esaminato i dati raccolti in 10 anni, dal 1996 al 2006, sulle abitudini alimentari delle partecipanti allo studio.
Da cosa l’effetto sia provocato non è ancora chiaro, spiegano i ricercatori, e per indagarlo saranno necessari ulteriori studi: la caffeina dovrebbe però ricoprire un ruolo di primaria importanza, dal momento che il caffè decaffeinato non sortisce lo stesso effetto.
Dall’incrocio dei dati è emerso che, rispetto alle donne che bevono una tazzina o meno a settimana, le signore che consumano 2-3 tazzine di caffè al giorno hanno un 15% di rischio in meno di sviluppare la depressione, mentre per le donne che bevono quattro o più tazzine al giorno si parla di un pericolo inferiore del 20%. Delle 50 mila donne esaminate, 2.600 hanno sviluppato la depressione nel corso dello studio: e, tra queste, le non bevitrici o le scarse bevitrici di caffè erano percentualmente maggiori rispetto alle amanti della bevanda nera.
Dallo studio è anche emerso che i bevitori assidui di caffè sono più propensi a fumare, bere alcol e sono meno frequentatori di gruppi ecclesiastici e di volontariato.
Ma allo stesso tempo corrono anche un rischio inferiore di essere sovrappeso e di sviluppare pressione alta e diabete.
( Fonte:   www.salute24sole24ore. com . )
Insomma, la depressione si combatte anche a tavola: non solo il caffè avrebbe un effetto antidepressivo ma anche il pesce. Da tempo è noto che il consumo regolare di pesce  ( 3 volte alla settimana) o in alternativa di olio di pesce ha un azione benefica sul tono dell’umore.

Rischio marijuana: negli uomini puo' causare disfunzioni sessuali

By | 2011-11-14T21:37:45+00:00 13 Novembre 2011|Narcisismo|

  Tempi duri per i fumatori di marijuana.Gli uomini che fumano regolarmente marijuana possono incorrere in disfunzioni sessuali come la difficoltà a raggiungere l`orgasmo o, all`opposto, l`eiaculazione precoce. Ad affermarlo è uno studio condotto da un gruppo di ricercatori de La Trobe University di Melbourne (Australia) guidati Marian Pitts, dal quale emerge che gli uomini che fanno uso di cannabis possono avere fino a quattro volte più difficoltà nel raggiungere l`orgasmo o, viceversa, possono soffrire di eiaculazione precoce fino a tre volte in più rispetto ai non fumatori.
Lo studio si è basato sull`analisi dei dati raccolti nel corso di interviste telefoniche rivolte a 8.656 uomini e donne australiani tra i 16 e i 64 anni.
Purtroppo questo non è il solo effetto negativo della marijuana: secondo altri studi il consumo continuativo di ” erba” ridurrebbe la fertilità maschile e aumenterebbe del 70% il rischio di contrarre il cancro ai testicoli in particolare se si è cominciato a fumare spinelli prima dei 18 anni.
( fonte : www.salute24.ilsole24ore.com).
E dal punto di vista psicologico?  Cinque anni di consumo regolare di cannabis raddoppierebbero  il rischio di psicosi, in particolare se si fuma una varietà ” skunk” .
La skunk contiene infatti una maggiore quantità di THC (Tetraidrocannabinolo), uno dei maggiori e più noti fra i principi attivi della cannabis e durante gli esperimenti questa sostanza si è dimostrata un ingrediente psicoattivo capace di produrre allucinazioni e deliri. 
E’ ancora poco indagata la relazione tra marijuana e la depersonalizzazione, un disturbo psicologico di tipo dissociativo che comporta l’esperienza di sentirsi un osservatore estraneo del proprio corpo.
Tuttavia in rari casi il consumo anche occasionale di marijuana può innescare dei severi sintomi di depersonalizzazione che tendono a persistere per dei mesi.

Psicologia dell’uomo che ha paura di impegnarsi 2: le paure di lui

By | 2016-06-01T12:35:53+00:00 12 Ottobre 2011|Amore e disamore, Narcisismo|

Dal numero di lettere che ricevo sull’argomento ho avuto l’ennesima conferma quanto la paura di impegnarsi in una relazione sia una problematica sempre più diffusa e sentita.
Alcune  persone vorrebbero  innamorarsi ma non ci riescono oppure si concedono solo amori impossibli con partner non disponibili .
Altri  si lamentano di stancarsi facilmente dopo un inizio pieno di promesse ed entusiasmo: dopo i primi tempi in cui sembra di aver trovato l’amore con la A maiuscola del partner non si vedono che i difetti, lui/ lei sembrano all’improvviso banali, scontati, scialbi. (altro…)

Notizie di psicologia: Depressi a 40 anni? Colpa di una U. La felicita' sale, scende ma a 60 anni torna il sorriso

By | 2011-06-28T18:59:04+00:00 26 Giugno 2011|Depressione e Disagio Psicologico, Narcisismo|

Uno studio inglese rileva che in Europa un quarantenne su 10 ha assunto almeno un antidepressivo nel corso del 2010. 
Quarant’anni dovrebbero essere un periodo della vita in cui le persone sono all’apice della loro realizzazione e invece, un recente studio europeo, pubblicato dall’IZA Institute di Bonn, dimostra che proprio a 40 anni si è più depressi.
I ricercatori delle Università di Warwick e di Stirling hanno scoperto che  i quarant’anni sono una fascia d’età  in cui il consumo di antidepressivi sale vertiginosamente.
In vetta alla classifica  sull’uso degli antidepressivi, ci sono Inghilterra, Portogallo, Francia e Lituania, mentre l’Italia si posiziona molto in basso con appena l’1% della popolazione di 40enni alle prese con i farmaci antidepressivi per più di quattro volte a settimana.
Le consumatrici maggiore di antidepressivi sono le donne divorziate o separate.
 Nella nostra società così opulenta e piena di certezze – commenta  Andrew Oswald, coautore dello studio – ci sono troppe persone che si affidano alla possibilità di una felicità chimica”.
Ma perché proprio a 40 anni? L’ipotesi dei ricercatori è che la felicità segua una linea a “U”.
In pratica, il benessere psichico ha un picco positivo in giovane età, poi cala fino a un minimo intorno a quota 40, per poi reimpennarsi in età avanzata.
La depressione, invece, ha il suo picco massimo proprio intorno ai 40-44 anni quando siamo impantanati in una vita di stress e tensioni sia al lavoro che nella vita privata.
“Da giovani – spiega Oswald -siamo felicemente ottimisti ma abbiamo aspirazioni impossibili, tipo vincere il torneo di Wimbledon o avere tanti soldi da poter vivere a Wimbledon. Poi quando siamo a metà strada nella vita, ci rendiamo conto di quanto sia difficile realizzare i nostri sogni e sperimentiamo il fallimento”. E questa è una fase dolorosa che può spiegare il motivo per cui tanta gente si affida a un farmaco”.
“Il maggior consumo di antidepressivi da parte dei quarantenni – dice il professor Alberto Siracusano, direttore del dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Roma Tor Vergata – segnala la necessità di un trattamento della depressione in una fascia d’età delicata perché è quella in cui si cominciano a fare dei bilanci su vari aspetti della vita. 
Poi superata questa fase di consapevolezza, si arriva ai 50 anni e la saggezza dell’età ci aiuta ad accettare le imperfezioni della nostra vita. Così gradualmente, intorno ai 60 anni, torna il sorriso.

Libro: La dipendenza sessuale. Quando il sesso puo' uccidere

By | 2019-05-05T15:48:28+00:00 18 Giugno 2011|Narcisismo, Libri di Psicologia, Affettività e sessualità, Depressione e Disagio Psicologico|

La dipendenza sessuale è un fenomeno in crescita esponenziale. I dipendenti sessuali sono persone ” normali”: spesso sono uomini e donne con una buona cultura, un buon lavoro e un rapporto  di coppia stabile ma che conducono una vita segreta.
Una vita fatta di locali di scambisti, di sesso con le prostitute consumato velocemente nella pausa pranzo, di masturbazione compulsiva, di chat erotiche con sconosciuti  e via dicendo.
Come tutte le  forme di dipendenza, la dipendenza sessuale comporta un progressivo allontanamento dalla realtà:  pian piano chi soffre di questa patologia arriva al punto di  mettere a rischio il matrimonio, la vita sociale e persino la professione ( ho conosciuto persone che erano costrette ad assentarsi durante le ore lavorative per avere degli incontri sessuali).
Il libro, scritto da uno psicoterapeuta esperto nel campo delle dipendenze, esplora molto bene i meccanismi psicologici alla base della dipendenza, raccontando le storie di uomini e donne affetti da sessual adiction.
L’autore propone inoltre dei test di autovalutazione per capire se si sta sviluppando una dipendenza sessuale e fornisce delle indicazioni sui possibili percorsi terapeutici da intraprendere per guarire da questa pericolosa patologia.

Compra il libro

Psicologia dell’uomo che ha paura di impegnarsi

By | 2019-05-05T15:58:37+00:00 16 Maggio 2011|Amore e disamore, Narcisismo|

Quando lui sparisce
Dopo un incontro memorabile , lui “sparisce” per giorni o settimane (non si fa sentire, non risponde ai vostri sms o risponde molto freddamente restando sul vago sulla data di un prossimo incontro)..per poi ricomparire all’improvviso, come se niente fosse, proprio quando eravate sul punto di cancellarlo dalla vostra rubrica del cellulare e dalla vostra vita.

E quando lui si degna di chiamarvi dopo un lungo silenzio, la rabbia che avete accumulato in questa fase di “silenzio stampa” si scioglie come neve al sole e finite per “ricaderci” contro ogni logica e buon proposito. (altro…)

Come vincere lo stress

By | 2011-05-26T15:29:30+00:00 11 Maggio 2011|Narcisismo|

Siamo tutti un po’ stressati?
Ammettiamolo, chi di noi qualche volta non si è sentito almeno un po’ stressato? In effetti, i ritmi della vita moderna sono tali che anche la persona più serafica e pacifica per carattere, di tanto in tanto si sente sotto pressione. Per molte persone, però, lo stress è diventato una condizione cronica capace di minare il benessere psicologico, la vita sessuale e la salute fisica. Purtroppo, lo stress viene vissuto dai più come una parte inevitabile della vita quotidiana e vengono sottovalutati i suoi effetti deleteri sulla psiche e sul corpo: un grave errore perché lo stress può farci ammalare anche seriamente. (altro…)