Mi arrabbio e ti offendo: come gestire la rabbia nelle relazioni strette

By | 2017-03-17T11:16:20+00:00 17 marzo 2017|Depressione e Disagio Psicologico, Migliorare se stessi|

rabbia

La sofferenza nascosta dietra la rabbia: quando tiriamo fuori il peggio con le persone che amiamo di più.

A volte diamo il peggio con le persone che amiamo di più mentre con gli estranei riusciamo facilmente ad essere comprensivi, gentili e diplomatici. Ma basta una piccola disattenzione, un indelicatezza da parte di un caro amico, di un figlio, di un genitore o del nostro compagno/a per scatenare in noi  una reazione di rabbia furiosa, assolutamente sproporzionata, rispetto alle circostanze banali che l’hanno innescata.
Nessuno nega che certe volte la rabbia sia giustificata ( persino Gesù non ha usato delle parole gentili con i farisei e con i mercanti del tempio!), quello a cui mi riferisco è una modalità primitiva di espressione della collera che consiste nel “vomitare” addosso all’altro il proprio malessere, incolpandolo dei problemi  della relazione, umiliandolo e offendendolo. (vedi anche il mio articolo precedente : ” Mi arrabbio e ti offendo : la sofferenza nascosta dietro la rabbia) (altro…)

La fototerapia migliora l’insonnia e i sintomi della depressione

By | 2013-10-15T10:49:29+00:00 15 ottobre 2013|Depressione e Disagio Psicologico, Narcisismo|

Quando la depressione arriva con il brutto tempo: la Sindrome Affettiva Stagionale

E’  arrivato l’autunno: le giornate si accorciano, la temperatura si abbassa e.. l’umore ne risente. L’arrivo dei primi freddi comporta il riacutizzarsi di molte forme depressive e rappresenta un periodo a rischio per l’insorgere della  Depressione Stagionale.
La Sindrome Affettiva Stagionale  ( SAD)  e’ un disturbo caratterizzato da sintomi simili a quelli della depressione. che insorge in particolari periodi dell’anno ( solitamente tra ottobre e novembre quando le giornate cominciano ad accorciarsi) e scompare con l’arrivo della primavera.
Le persone affette da SAD lamentano apatia e svogliatezza, malinconia e irritabilità, calo della libido ed un forte desiderio di dolci o carboidrati che può condurre ad un aumento di peso indesiderato.
Un altro sintomo comune e’ l’eccessiva stanchezza che non scompare neppure dopo una notte di sonno. I pazienti che soffrono di SAD riferiscono di dormire a lungo ma di svegliarsi piu’ stanchi di quando sono andati a letto.

Perche’ il sole mette di buon umore
La relazione tra luce solare e’ tono dell’umore e’ ben  documentata. Nei paesi nordici , per esempio, caratterizzati da un inverno lungo e rigido, il tassi di depressione sono superiori a quelli dei paesi del sud del mondo.
Nel caso della Depressione Stagionale si e’ ipotizzato che che la minore esposizione alla luce solare che si ha durante la stagione invernale possa causare,nelle persone predisposte, un alterazione della chimica celebrale.
Nello specifico sembra che  la carenza di  luce solare influenzi il livello di Serotonina del sistema neuropsicologico, con il conseguente calo di umore ed energie e che porti  ad una diminuzione  della quantità di Melatonina, un ormone fondamentale alla base dei ritmi psico-biologici vitali dell’individuo.

La fototerapia che aiuta  l’umore
I sintomi del Disturbo Affettivo Stagionale migliorano con l’esposizione alla luce solare. Chi soffre di Sad dovrebbe cercare di trascorrere almeno 30 minuti al giorno all’aria aperta: sembra che persino l’esposizione ai deboli raggi del sole invernale possa migliorare il tono dell’umore.
La fototerapia e’ la migliore arma contro questo specifico disturbo consiste nell’esporsi a grandi quantità di luce naturale simulata, attraverso un apparecchio denominato “LightBox.
La light box e’ una lampada che emette un intensità di luce di 10.000 lux , pari a quella della luce esterna poco dopo l’alba  e 10 o 20 volte superiore a quella della normale luce artificiale.
La fototerapia sembra avere  un benefico effetto anche sull’insonnia dei pazienti depressi. L’esposizione ad una luce ad ampio spettroo anticipa l’orologio biologico che regola il ritmo veglia-sonno che nei pazienti depressi pare abbia una desincronizzazione interna in ritardo.

 

 

 

La noia: capirla e superarla.

By | 2013-02-09T15:21:24+00:00 9 febbraio 2013|Depressione e Disagio Psicologico|


Cos’è la noia?
A tutti è capitato di fare esperienza della noia, magari in una piovosa domenica pomeriggio dove non c’è niente da fare, fuori fa freddo e non c’è nessuno con cui uscire.
La noia di cui parlo in questo articolo nasce da un vissuto più profondo.
Non è la noia  che nasce dall’ assenza di stimoli: è la noia che nasce dal non riuscire a provare interesse per le cose che si fanno e per le persone che ci circondano.
Chi si annoia in questo modo vive una quotidianità dove niente lo emoziona, lo coinvolge e lo entusiasma.
L’annoiato sogna un cambiamento radicale, qualcosa che aggiunga colore alla propria esistenza ma nel concreto non sa indicare che cosa potrebbe migliorargli la vita.Talvolta  le persone facili alla noia per sfuggire a questo stato d’animo  rincorrono sempre nuovi stimoli:  devono conoscere continuamente nuovi amici,  provare nuovi locali, inventarsi mille cose da fare e persino ( in casi particolari) provare sport estremi o esperienze sessuali al limite. (altro…)

Cinquanta sfumature di grigio ovvero l’inquietante fascino della perversione

By | 2013-01-29T10:18:14+00:00 29 gennaio 2013|Amore e disamore, Depressione e Disagio Psicologico|

Cinquanta sfumature di grigio”, romanzo erotico di recente pubblicazione è diventato un clamoroso un clamoroso bestseller. Le vicende dell’ingenua studentessa che viene iniziata alla sessualità sadomaso dal suo amante, un affascinante miliardario hanno catturato un cospiquo numero di lettrici.
Nonostante il libro sia decisamente mal scritto- banali i dialoghi, inverosimile la trama e le scene di sesso siano pornografiche e ripetitive- occupa in Italia la prima posizione nella classifica dei libri piu’ venduti. 
Nessuno, neppure J. K. Rowling con Harry Potter, aveva venduto così tanto in così poco tempo. Sulla scia del successo di ” Cinquanta sfumature di grigio” sono stati pubblicati altri libri sullo stesso tema, ultimo ” Diario di una sottomessa” in cui una giornalista inglese racconta in forma romanzata le sue esperienze sessuali come masochista.
Nell’intervista l’autrice ammette esplicitamente che niente la fa eccitare come essere maltrattata fisicamente e umiliata psicologicamente.
Con orgoglio la scrittrice confessa di godere solo quando ha dei lividi nel corpo e nell’anima.
Da cosa dipende la crescente attrazione di forme di sessualità sempre piu’ trasgressive ed estreme? (altro…)

Come prevenire la depressione

By | 2012-03-20T13:45:40+00:00 20 marzo 2012|Depressione e Disagio Psicologico|

 E’ possibile prevenire la considetta ” depressione endogena?” .
 Per rispondere a questa domanda, proviamo a considerare quali sono i fattori scatenanti della depressione.
La depressione, come tutte le forme di sofferenza psichica, non ha una sola causa ma dipende da una serie di cause che interagiscono fra loro in modo sinergico: una predisposizione genetica alla depressione, una storia personale difficile segnata da lutti o da un ambiente familiare freddo e poco amorevole, eventi di vita stressanti, una bassa autostima.. tanto per citarne alcuni.
Purtroppo su molti fattori non è possibile intervenire per ovvi motivi ma la depressione è anche innescata da fattori cognitivi sui quali fortunamente si può agire.
Quasi tutti i depressi condividono una  una visione negativa  di sè stessi, degli altri, della realtà, e un modo di agire e di pensare che incrementa la depressione.
Le ricerche psicologiche hanno evidenziato come pensieri ed emozioni si influenzino a vicenda: è vero che uno stato d’animo di tristezza tende ad evocare pensieri tristi ma è anche vero che rimugginare tutto il giorno su pensieri tristi peggiora la depressione.  (altro…)

Conoscere l'abuso

By | 2012-02-05T12:33:00+00:00 30 dicembre 2011|Depressione e Disagio Psicologico|

L’abuso è un fenomeno ancora poco conosciuto e la cui frequenza è ampiamente sottostimata. All’attenzione dell’opinione pubblica arrivano solo i casi di violenza più eclatanti : il resto degli abusi si consuma in segreto tra le mura domestiche.
Benché gli esperti del settore siano concordi nell’affermare che un abuso protratto nel tempo comporta degli effetti a lungo termine sulla personalità di chi lo subisce, poche ricerche sono volte ad aiutare gli adulti che hanno subito degli abusi durante l’età della crescita.

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La depressione post partum

By | 2011-11-29T15:34:11+00:00 29 novembre 2011|Depressione e Disagio Psicologico|

 Quando la nascita di un bimbo non porta  solo felicità

 A  volte la nascita di un figlio molto desiderato  non porta tutta quella felicità che si era immaginato di provare..al contrario si finisce quasi per pentirsi di aver messo al mondo un bambino. 
Nella nostra società in cui il ruolo materno viene idealizzato può essere  difficile  per una donna ammettere di soffrire di depressione post partum.
Eppure si tratta di un problema molto comune ( e perfettamente curabile): una ricerca del 2008 sull’argomento ha stimato che  almeno il 15% delle neomamme soffra di depressione post partum.  (altro…)

La depressione bipolare

By | 2016-06-20T07:50:04+00:00 15 novembre 2011|Depressione e Disagio Psicologico|

  Il disturbo bipolare 
 
Il disturbo bipolare (conosciuto dalla maggioranza della gente con il termine improprio di “depressione bipolare”) è un disturbo dell’umore caratterizzato da un alternarsi di fasi di profonda depressione a fasi di intensa felicità, di euforia e di eccessivo benessere.
Questi stati dell’umore possono persistere per settimane o mesi e creano un significativo disagio nelle relazioni interpersonali e limitazioni nel rendimento scolastico e lavorativo.     

Quali sono i sintomi della depressione bipolare?
Il sintomo principale del disturbo bipolare è l’alterazione dell’umore che passa (a volte senza una causa apparente) da uno stato depressivo ad uno stato di esagerata euforia (stato maniacale o, nei casi più lievi stato ipomaniacale) . (altro…)

Notizie di psicologia: Depressi a 40 anni? Colpa di una U. La felicita' sale, scende ma a 60 anni torna il sorriso

By | 2011-06-28T18:59:04+00:00 26 giugno 2011|Depressione e Disagio Psicologico, Narcisismo|

Uno studio inglese rileva che in Europa un quarantenne su 10 ha assunto almeno un antidepressivo nel corso del 2010. 
Quarant’anni dovrebbero essere un periodo della vita in cui le persone sono all’apice della loro realizzazione e invece, un recente studio europeo, pubblicato dall’IZA Institute di Bonn, dimostra che proprio a 40 anni si è più depressi.
I ricercatori delle Università di Warwick e di Stirling hanno scoperto che  i quarant’anni sono una fascia d’età  in cui il consumo di antidepressivi sale vertiginosamente.
In vetta alla classifica  sull’uso degli antidepressivi, ci sono Inghilterra, Portogallo, Francia e Lituania, mentre l’Italia si posiziona molto in basso con appena l’1% della popolazione di 40enni alle prese con i farmaci antidepressivi per più di quattro volte a settimana.
Le consumatrici maggiore di antidepressivi sono le donne divorziate o separate.
 Nella nostra società così opulenta e piena di certezze – commenta  Andrew Oswald, coautore dello studio – ci sono troppe persone che si affidano alla possibilità di una felicità chimica”.
Ma perché proprio a 40 anni? L’ipotesi dei ricercatori è che la felicità segua una linea a “U”.
In pratica, il benessere psichico ha un picco positivo in giovane età, poi cala fino a un minimo intorno a quota 40, per poi reimpennarsi in età avanzata.
La depressione, invece, ha il suo picco massimo proprio intorno ai 40-44 anni quando siamo impantanati in una vita di stress e tensioni sia al lavoro che nella vita privata.
“Da giovani – spiega Oswald -siamo felicemente ottimisti ma abbiamo aspirazioni impossibili, tipo vincere il torneo di Wimbledon o avere tanti soldi da poter vivere a Wimbledon. Poi quando siamo a metà strada nella vita, ci rendiamo conto di quanto sia difficile realizzare i nostri sogni e sperimentiamo il fallimento”. E questa è una fase dolorosa che può spiegare il motivo per cui tanta gente si affida a un farmaco”.
“Il maggior consumo di antidepressivi da parte dei quarantenni – dice il professor Alberto Siracusano, direttore del dipartimento di Neuroscienze dell’Università di Roma Tor Vergata – segnala la necessità di un trattamento della depressione in una fascia d’età delicata perché è quella in cui si cominciano a fare dei bilanci su vari aspetti della vita. 
Poi superata questa fase di consapevolezza, si arriva ai 50 anni e la saggezza dell’età ci aiuta ad accettare le imperfezioni della nostra vita. Così gradualmente, intorno ai 60 anni, torna il sorriso.

I sintomi della depressione dall'infanzia alla vecchiaia

By | 2011-06-14T18:31:40+00:00 14 giugno 2011|Depressione e Disagio Psicologico|

La depressione è una condizione psicologica che può esprimersi con sintomi diversi da persona a persona e in diverse fasi della vita.
Per questo motivo molte forme di depressione, soprattutto nei bambini e negli anziani, non vengono diagnosticate e trattate adeguatamente ma vengono confuse con   altre problematiche : così capita che la depressione nel bambino venga scambiata dai genitori per iperattività, nel adolescente per  inquietudine e nell’anziano per demenza senile.
Nell’adulto invece la depressione viene spesso mascherata dall’insonnia e dalla stanchezza cronica.
Questo articolo si propone di far luce brevemente sui sintomi della depressione anche quelli meno conosciuti dai non addetti ai lavori. (altro…)