La differenza tra un borderline e un narcisista in amore

Innamorarsi di una persona con tratti borderline o narcisisti significa vivere una relazione molto coinvolgente, capace di regalare grandi emozioni ma ancora di più.. grandi sofferenze.
Magnetici, seduttivi, passionali (almeno nelle fasi iniziali del rapporto) i border e i narcisisti sanno bene come suscitare nel partner un attrazione irresistibile, peccato che le loro caratteristiche di personalità rendano le loro relazioni tormentate e instabili.
Malgrado i due disturbi siano molti simili sotto certi aspetti (al punto da essere facilmente confusi dai non addetti ai lavori) hanno importanti differenze che fanno si che stare con un border sia un esperienza molto diversa dallo stare con un narcisista.
Nel web molte descrizioni del narcisista si riferiscono solo al ” narcisista maligno” , una particolare tipologia di narcisista molto grave che ha anche tratti borderline e che manifesta entrambi gli aspetti delle due patologie.

Narcisista e borderline : caratteristiche comuni
Il narcisista e il borderline hanno molte caratteristiche in comune: entrambi destabilizzano e confondono i loro  partner con un comportamento contradditorio e difficilmente comprensibile.
Chi si innamora di loro riceve continuamente  un doppio messaggio ( ti amo/ ti odio, ti amo ma non voglio una storia, voglio stare con te/ non voglio stare con te, ecc) che rende veramente arduo sapere cosa aspettarsi ma soprattutto come comportarsi.
Entrambi hanno un attaccamento insicuro che rende loro difficile fidarsi del partner con la tendenza a leggere in chiave negativa i suoi comportamenti e persino a vederlo in alcune  circostanze   come un ” nemico”, ovvero qualcuno che non è sincero nei loro confronti, che non li ama ma che vuole approfittarsi di loro.
Proprio perchè non si fidano, non riescono ad accettare di avere bisogno dell’ altro e non si abbandonano mai completamente al sentimento.
Un altro problema che li accomuna è l’incapacità di formarsi  un concetto stabile e relativamente obiettivo del partner che viene visto in momenti diversi con le lenti rosa dell’idealizzazione o con le lenti nere della svalutazione ( non è raro sentire parlare una borderline del suo fidanzato descrivendolo un giorno come l’uomo meraviglioso che vorrebbe sposare e il giorno dopo come un mostro da cui scappare a gambe levate).
Infatti, narcisisti e borderline pensano in bianco e nero : o il loro compagno/a è una persona meravigliosa oppure vale poco, è insignificante o peggio ancora  un pazza isterica oppure  un mostro psicopatico.
Purtroppo basta poco per passare dalle stelle alle stalle: sia il border che il narciso sono molto vulnerabili, ci vuole un niente per ferirli e quando si sentono feriti reagiscono svalutando e attaccando oppure chiudendosi in un silenzio glaciale.
Ripeto, per ferirli in profondità e scatenare le loro insicurezze basta veramente poco: una piccola disattenzione ( reale o presunta che sia), un occhiata ad un altra donna, rispondere in ritardo ad un messaggio, o qualsiasi cosa che possa essere percepita come una mancanza di rispetto.
L’intimità per loro è problema perchè è in grado di risvegliare dei vissuti infantili di umiliazioni e abbandono.
Per questa ragione, non riescono a  restare vicini troppo a lungo con qualcuno ma nel rapporto alternano momenti di calore a momenti di freddezza: diventano caldi quando il partner si allontana e si raffreddano quando lo sentono troppo vicino.
Purtroppo queste dinamiche non si modificano con il tempo e la conoscenza reciproca: la relazione non si stabilizza e non cresce anche dopo molti anni di vita a due ma rimane fragile e a rischio di rottura improvvisa.
Se cercate una relazione serena, un rapporto che vi dia sicurezza, con qualcuno che con cui possiate sentirvi “a casa” , non dovreste mai scegliere un partner che ha tratti narcisisti o borderline ( per non parlare di chi ha il disturbo di personalità conclamato!)
Un alto aspetto che accomuna i due disturbi è la tendenza alla manipolazione, l’intolleranza alle critiche e l’incapacità di avere delle discussioni costruttive e di ammettere i propri errori.
Questa aspetti rendono molto difficile avere un vero dialogo con loro, impedendo al rapporto di crescere.

I bisogni dei borderline e dei narcisisti in amore
Quello che un  borderline vuole da una relazione è molto  diverso da quello che cerca  un narcisista.
Entrambi sono stati profondamente feriti durante l’infanzia anche se in modo diverso ( più evidente nel borderline la cui patologia è correlata ad esperienze infantili di abuso e di maltrattamento e meno esplicita nel narcisista, che è stato un bambino idolatrato e viziato ma trascurato emozionalmente ) e cercano nell’amore un esperienza riparativa ad un Sé danneggiato.
In pratica, il borderline cerca un sentimento assoluto e totale, vuole il rapporto simbiotico con una persona che lo ami incondizionatamente e che grazie al potere dell’amore riesca a salvarlo dal suo tormento  interiore.
Peccato poi che quando trova qualcuno che lo ama alla follia  non riesce a fidarsi e per questo motivo sente il bisogno di mettere alla prova la tenuta della relazione sino al punto di distruggerla.
Il borderline ha un attaccamento di tipo disorganizzato: ha un bisogno disperato d’amore ma più  amore riceve meno gli basta e meno è in grado di apprezzarlo mentre si attacca a persone che lo trattano male.
Il narcisista invece non cerca l’amore ma qualcuno che  qualcuno che possa lenire la sua profonda insicurezza (che nasconde dietro ad apparenza brillante), valorizzando la sua immagine e rafforzando la sua autostima.
Bisogna ricordare che in amore i narcisisti si fanno guidare dalla razionalità e dal calcolo più che dal cuore e difficilmente si impegnano con qualcuno se 1) la relazione non porta loro dei vantaggi sociali, economici, sessuali, professionali o gli rende la vita più confortevole e 2) se il partner non rispecchia i requisiti richiesti in termini di età, status o attrattiva fisica.
Detto in altri termini, tra una ragazza con cui c’è una buona intesa ma che è fisicamente nella norma e un altra donna con cui il dialogo è un po’ carente ma che è molto bella, un tipico narcisista sceglierà la seconda.
Una donna narcisa non guarderà neanche un uomo che non ha la situazione economica auspicata per quante qualità umane possa avere, viceversa tenderà a scegliere un compagno affermato socialmente anche se magari non c’è una grande intesa.
Come compagno/a stabile la scelta cade su un partner socialmente desiderabile e che abbia qualcosa fuori del comune :l’uomo pieno di soldi con il macchinone da esibire con le amiche, sulla ragazza che assomiglia ad una modella ( possibilmente molto più giovane)  e che fa girare tutti gli uomini al suo passaggio o il toy boy se lei è attempata oppure  più semplicemente su una persona intelligente e stimolante che sappia  come comportarsi in società.
Oltre a migliorare la sua immagine agli occhi degli altri ( e quindi di se stesso) il partner ideale per un narcisista è un partner poco esigente dal punto di vista affettivo, disposto a sacrificare i suoi bisogni in favore di quelli del narciso e in grado di offrirgli continue  conferme  facendolo sentire ammirato, desiderato e speciale.
Ma anche se il narciso trova un compagno/a con tutti i requisiti giusti e arriva al punto di sposarlo, la relazione rimane superficiale anche dopo molti anni di vita a due.
Il narciso resterà  innamorato soltanto fino a quando la relazione rimarrà piacevole, eccitante e in grado di appagare  i bisogni di conferma narcisistica.

Intensità emotiva del borderline e distacco del narcisista
La relazione con il borderline è una relazione tormentata e tempestosa: stare con una persona con questo disturbo significa passare dall’odio all’amore senza molte vie di mezzo in modo immotivato e repentino.
I borderline hanno un innata difficoltà di regolazione delle emozioni che fa sì che essi sperimentino ( e facciano sperimentare) emozioni molto intense che non riescono a controllare: quando amano amano follemente, quando si arrabbiano la loro furia è distruttiva, quando ti vogliono, il loro desiderio è divorante.
Il narcisista invece è poco in contatto con il suo mondo emotivo, le emozioni lo spaventano per questo tende a controllarle. Molti narcisi si sentono vuoti, non riescono a sentire emozioni, si annoiano facilmente  in coppia una volta superato l’entusiasmo dei primi tempi.
Il vissuto dei rispettivi compagni sarà molto diverso.
Il  partner del borderline si sentirà molto amato in alcuni momenti e intensamente odiato in altri, il partner di un narcisista invece si sentirà sempre insicuro dell’ affetto e della devozione dell’amato , sentendo di dover essere sempre al meglio per poter mantenere il suo interesse.
Molti narcisi tengono volontariamente il loro compagno sulla corda, dandogli poche conferme del loro affetto nei suoi confronti ( è una strategia relazionale per avere una posizione di forza sul rapporto).
Il narciso che ha un attaccamento evitante, ha una visione negativa delle relazioni :  teme cioè  che se il partner sapesse quanto è importante per lui/ lei userebbe questa consapevolezza per controllarlo, dominarlo e sfruttarlo.

Simbiosi del border  versus l’indipendenza del narciso
Stare con un border significa vivere un logorante “tiramolla” in cui momenti di luna di miele si alternano a rotture improvvise e immotivate che sono destinate ad aumentare con il progredire della relazione.
All’inizio il border tende ad instaurare con il partner un rapporto simbiotico in un idillio d’amore che esclude il resto del mondo. Ma la simbiosi ha vita breve ( di solito poche settimane o al massimo pochi mesi) e il  border, innamoratissimo fino al giorno prima, di punto in bianco può interrompere la frequentazione dicendo al partner di non essere più innamorato e di non averlo mai amato, salvo poi ritornare sui suoi passi dopo qualche tempo  con rinnovato sentimento.
Ma anche che questa parentesi rosa però non durerà e sarà seguita da altri distacchi che con il tempo diventeranno sempre più  lunghi sino a logorare completamente la relazione.
Mentre il border sente il bisogno di entrare e di uscire dalla relazione, di costruire e di distruggere tutto quanto per poi ricostruire dalle macerie, il narciso che ha una personalità più strutturata è  più consistente nella coppia anche se fanno fatica a reggere un intimità prolungata ( il sesso è l’unica forma di intimità a cui molti narcisi possono accedere).
La simbiosi non è nelle sue corde, anzi, con lui difficilmente ci sarà un ” noi”, centrato su se stesso, sui suoi impegni e interessi si comporta come un single in coppia senza tener conto dei desideri e delle esigenze della sua compagna che vede come capricci, pretese assurde o tentativi di cambiarlo.
Se preso dai suoi progetti si dimenticherà quasi del partner, pretendendo però da lui/lei  comprensione e disponibilità incondizionati   ( detto in altri termini lui/lei può fare quello che vuole ma voi no!).

Sono innamorato di una persona con questo disturbo e non voglio lasciarlo/a

Cosa fare se si è innamorate o innamorati di qualcuno che ha questo disturbo e non si vuole lasciarlo? E’ un dilemma complesso e non di facile soluzione, bisogna essere consapevoli che la relazione con questa persona sarà una relazione caratterizzata da molti alti e bassi e che sarà un rapporto doloroso, complicato ad  elevato rischio di rottura. Il border e il narcisista sono troppo feriti e sofferenti per poter amare veramente : amano solo nella misura in cui l’ altro riesce a soddisfare i loro bisogni e a farli stare bene con se stessi.
Nelle prime fasi del rapporto il border sembra offrire al suo partner un amore che ricorda quello delle canzoni e delle fiabe ma quello che può sembrare un grande amore è in realtà un grande attaccamento che nasce da un disperato bisogno d’ affetto.
Basta infatti che il partner deluda in qualche modo il border e ci vuole veramente poco ( tipo andare in ospedale a trovare un parente malato invece che uscire con lei, non rispondere immediatamente al cellulare, andare ad una cena in cui sono presenti altre donne, ecc) perchè l’amore del border si trasformi subito in odio.
Un border arrabbiato non si farà scrupolo ad insultare, offendere, tradire e ferire la persona che diceva di amare.
Il narciso invece resterà innamorato fintanto che la relazione riparerà i suoi bisogni di conferma narcisistica e nel esatto momento in cui non lo farà più, magari perchè è il partner ad avere bisogno, perderà interesse. E purtroppo anche in questo caso ci vuole veramente poco perchè un narcisista si disinnamori ( basta invecchiare, ammalarsi, avere un momento di difficoltà personale o basta che sulla scena compaia un alternativa considerata più interessante).

 

Il presente articolo ha una valenza di carattere informativo.

Purtroppo, a causa dell'elevato numero di commenti e di lettere che ricevo tutti i giorni, non riesco a rispondere a tutti (come vorrei) e a farlo in tempi brevi. Inoltre le risposte ai commenti sono molto sintetiche, considerata anche la natura pubblica del sito web.

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By | 2019-04-08T20:40:48+00:00 6 Ottobre 2018|Amore e disamore, Narcisismo, Borderline|19 Comments

19 Comments

  1. Nicola 21 Novembre 2018 at 16:09 - Reply

    Salve a tutti.
    Sono un ragazzo extracomunitario. Ho studiato in Italia e oggi mi trovo a casa mia… sono scappato dalla mia ormai ex fidanzata.
    Premessa: vengo da un paese in cui ho vissuto la guerra sulla mia pelle, mi ricordo ancora quel suono brutto dei missili che cadono e ” soffiano” prima del boom, la corsa, a 7 anni per aiutare i vicini sotto le macerie, corpi che li senti gridare e poi scavando ci arrivi ma sono freddi ormai. Ricordo un mio vicino di casa, avevo 8 anni, mi violenta sessualmente.
    Aprile 2011 la mia ex dopo avermi tradito diverse volte, mi alza mani, mi butta la mia roba fuori casa
    … erano due anni che ci eravamo lasciati, due anni di tira e molla e di violenza psicologica. Avevo perso 50 kg. Psichiatra, psicofarmaci…. ma quel giorno ” il fondo”. Ricomincio da capo. Nuova vita. Mi rimetto a studiare, erano due anni senza esami!
    Nel 2011, ottobre. Sono in Italia, studente di medicina. Fuori corso. Biblioteca, lei una bellissima ragazza… sguardi. Dopo qualche giorno chiede di me. Il giorno dopo fumiamo una sigaretta insieme. Ci conosciamo.
    Vita bellissima, esami fatti, amore meraviglioso… sogno!
    Marzo 2014, sono laureato 108, iscritto all’albo dei medici. Decido di tornare a casa mia per un anno, fare uno stage per migliorare dal punto di vista pratico. Lei è d’accordo. Lei sa tutto, della violenza sessuale l, della guerra, della mia ex…. faccio un biglietto, le faccio una sorpresa.
    Maggio 2014 mi lascia… sono un traditore, un uomo senza le… un bastardo, il solito straniero, lei vuole un uomo vero, se ne va con almeno 4 persone in 3 mesi, mi chiama un giorno dicendomi di amarmi e che mi vuole alla sua laurea, si mette il giorno dopo a dirmi che sono una m@@da
    .. altalena. Se Ne va con un uomo che lei diceva di odiare… promiscuità sessuale allucinante, diventa Ciò che lei definiva ” tr@@ia da discoteca”.
    Io dopo 20 anni incontro il mostro, le 3 del mattino, piango, ho paura, la chiamo, mi risponde ” sono in giro non ho tempo per te”.
    Passa l’estate, si laurea. Settembre 26 mi convince di vederla, volo in Italia per 48 ore. Ci incontriamo. Siamo tornati insieme.
    Da quel giorno un calvario. Le faccio i biglietti per venire da me, ma nel frattempo lei continua a parlare con loro su Facebook, (io Facebook non ho, perché l’altra ex continua a cercarmi!)… ma ha il coraggio di accusarmi di stare con altre persone, di entrare nel mio cellulare, la mia mail…. un anno in cui facciamo avanti e dietro tra il mio paese e l’Italia. Dicembre del 2014, scopro che con tutte le persone con cui è stata non ha usato il preservativo e nel frattempo mi obbligava ad avere dei rapporti intimi con lei mentre aveva le mestruzioni…. facciamo i test ( non dopo avermi accusato di essersene andata con loro per colpa mia..) Lei è HCV positiva. Per due mesi vivo come un pazzo! Ma è colpa mia! Un secondo test più approfondito… è negativo ( ma Ciò non significa che non ha contratto almeno in fase acuta il virus).
    Dal settembre 2014 ad agosto 2015 ci sono stati dei momenti bui, come alzarmi mani dopo una discussione, spingermi in mezzo alla discoteca, accusarmi di stare con mia cugina….
    Agosto 2015 torno in Italia, rinuncio alla mia famiglia, ad una carriera sicura, soldi ( 100 mila euro che il mio paese da agli specializzandi in medicina), terreni, amici.
    Inferno, mi ama e mi vuole sposare ma il giorno dopo mi butta la mia roba fuori casa dei suoi genitori, ma alza mani, mi ricatta rapporti sessuali mentre ha le mestruzioni (incurante del fatto che ” non mi piace e sai perché…” persino quando piango..) con la scusa che io non l’ami, che io non faccio nulla per lei. Ottobre 2015 i miei soldi stanno finendo, non trovo lavoro, arrivano i miei… una sera piango perché sono senza lavoro e non voglio chiedere soldi ai miei, lei vuole avere rapporti intimi ma io non me la sento, risponde “ora ti mando a quel paese tu e loro”.
    Dal novembre 2015 fino a giugno 2017 anche una fase in cui abbiamo convissuto… violenza, parolacce, litigi, un giorno mi ama, un giorno mi vuole sposare, un giorno si fa le valigie, un giorno ricatta rapporti sessuali, un giorno piange, un giorno mi minaccia, un giorno mi lascia fuori casa sotto la pioggia m battente con meno 2 gradi, un giorno ama i miei, un giorno i miei sono delle persone ricche che non mi aiutano, un giorno le mie colleghe sono tutte innamorare di me, gelosia inspiegata, mani alzate, minacce se non scendo dalla macchina chiama la polizia, è gelosa di tutto di mia sorella… qualsiasi cosa io facessi o dicessi non era abbastanza. Più davo più violenza avevo.
    Da annotare che lei non lavorava, dal 2014 fino al 2017 io ho sostenuto tutto. Mi ha ricattato persino il cane che avevamo, dicendo ” tu non mi ami, non fai un cacchio per me… se mi amassi faresti qualcosa per me”…. ed io in quel periodo avevo sostenuto un viaggio per noi due a Natale per casa mia, regali per mia e per sua famiglia, regali per sue amiche, tasse… non avevo più soldi! E scusate se lo dico facendo il medico guadagnavo bene.
    24 giugno 2017 decide di tornare a casa dei suoi. Mi casca il mondo addosso… ho perdonato tutto, ho dato tutto, ho rinunciato a soldi, carriera, amici, famiglia …. ho subito persino una violenza sessuale da lei ( giuro che non esiste una cosa più brutta, di sentirmi come nei film ” abusato sessualmente” di sentire la stessa esatta cosa di come mi sono sentito da bambino)… il mio corpo non era mio.
    Se ne va, mi accusa di essere incapace, poco uomo, lo straniero che potrebbe via i suoi figli…
    Decido di tornare a casa mia.
    Comincio a ricomporre il puzzle… leggo i libri dell’università, lavoro, amici, mille hobby, salvo vite, finalmente mi specializzo e lo sto continuando a fare… Mi riprendo, giro il mondo.
    La guerra, la violenza sessuale… tutto aveva fatto di me delle cicatrici che mi sono portato nel rapporto con lei! Entro in uno stato di “freeze” davanti alla violenza!… capisco che lei è una borderline ( ho letto il dsm)
    In quest’anno contatto zero. La blocco. Lei mi cerca tramite amici in comune ( una mia collega che lei odiava)… ogni volta che la chiama “piange disperata”
    30 agosto 2018 la sblocco… Mi manda un messaggio! Promette mari e monti, di essere cambiata, di trasfersi qui, che non riesce a vuvere senza me…. Mi fido, la aiuto a studiare e riprendersi dai suoi attacchi di panico… sono ” quello che ci starebbe in salute e malattia” sono ” casa”….. ma non le posso parlare delle persone con cui sono stato in quest’anno perché lei “impazzirebbe con il solo pensiero di immaginarmi..” in tanto lei ha le foto con una sua fiamma mentre si baciano su una rete sociale ( me la passano gli amici)! E quando le offro un biglietto per vederci in quanto lei non lavora ancora ” mi sento dire ” non accetto i tuoi favori piu” perché non sei un uomo capace…..il giorno prima mi pregava di dimenticare il passato!
    Le persone non cambiano se non si mettono a lavorare in modo serio. Io le ho persino parlato dei miei progressi anche dal punto di vista ps

    • Anna Zanon 5 Dicembre 2018 at 10:11 - Reply

      Mi dispiace per la sua storia molto sofferta. Purtroppo quando si vive un passato molto traumatico, lei è stato violentato, si tende per complessi meccanismi della nostra psiche, a “cercare” delle persone che siano abusanti e che ci facciano rivivere il trauma subito. Lei è stato violentato una prima volta nel corpo e da questa ragazza nell’anima.
      Non bisogna scoraggiarsi perchè la psicoterapia ( aiutata da un eventuale supporto farmacologico) può aiutarla a disinnescare questi meccanismi autodistruttivi e vivere non più da vittima ma da protagonista. Se può le consiglierei di rivolgersi ad uno psicoterapeuta con una specializzazione nei traumi.

  2. Leo 12 Dicembre 2018 at 15:54 - Reply

    Gentile Dottoressa Zanon,
    vorrei illustrarle la mia storia che, per fortuna, pare giunta ad una degna conclusione per me. Più che altro per togliermi ogni singolo dubbio che a volte ancora mi attanaglia. E le chiedo gentilmente un’opinione specifica.
    Ho conosciuto la mia ex ragazza circa 10 anni fà, all’età di 24 anni lei e 27 io, bella, solare, intelligente e ricca di talento artistico. Come me amava l’arte e la creatività, frequentava un’accademia di belle arti. Questa cosa ci avvicinò molto. Il nostro inizio relazione è uguale a molti altri commenti di cui sopra. Subito in sintonia, lei presa in maniera assurda, ci si vede spesso, chiamate continue, messaggi a non finire, molto presto a fare sesso insieme in una maniera magnifica. Nel primo periodo, durante la famosa luna di miele, tutto andava alla perfezione, la donna ideale. Lei che mi erge a principe azzurro, unico, speciale, inimitabile, non poteva vivere senza la mia persona, ti amo tantissimo, sei la mia salvezza. Mi racconta che perse un fratello ancora piccola al quale era molto attaccata, che si era da poco separata perché aveva scoperto il marito bisessuale durante la luna di miele (sarà un episodio reale a ripensarci adesso?), del padre che spesso aveva immotivati scatti di rabbia e della madre la quale le voleva un bene a dir poco morboso, essendo l’unica figlia che gli rimaneva. Ma per me non erano un problema e, inutile nasconderlo, era perfetta ai miei occhi. Non avrei mai potuto desiderare di meglio.

    Le cose purtroppo iniziarono a cambiare radicalmente una volta andati a vivere insieme lontano da casa dopo pochi mesi. Lo proposi io, la vedevo piena di problemi psicologici per la fine del matrimonio precedente, senza un lavoro, piena di paura del pregiudizio delle persone, e che queste la portava a piangere e disperarsi. Era fragile, sensibile e altamente insicura. Le proposi una nuova vita e mi assumetti il ruolo di salvatore.

    Dopo pochi mesi di convivenza, mesi nei quali non le feci mancare assolutamente niente sia a livello economico che affettivo, ero tutto e solo per lei, iniziarono le anomali nel suo comportamento. Inutili scatti di rabbia rivolti alla mia persona, scenate di gelosia immotivate (si doveva anche stare attenti a cambiare canale in tv, perché una bella ragazza avrebbe fatto scatenare scenate di gelosie assurde e senza senso). Inoltre aveva l’impulso di ostentare le proprie scelte, decisioni, e avvenimenti provati con tutti con un’impulsività anormale: sui social o raccontando avvenimenti privati anche a sconosciuti. Era come il cercare a tutti i costi l’approvazione della gente, sentirsi dire per forza “hai fatto bene”, “brava” da qualcuno. Ma quello che più mi preoccupava era una costante alternanza di opinioni verso le persone. Una persona passava dall’essere un’amica sincera a una “merda traditrice” SENZA alcun avvenimento che potesse giustificare un cambiamento radicale di pensiero. Bastava solamente non ricevere da parte loro un apprezzamento, oppure ricevere una critica ad una sua idea o comportamento. Tutti dovevano essere come sua madre, una figura che costantemente, in maniera ripetuta, riempiva di complimenti la figlia dalla mattina alla sera. Ed erano ragionamenti quali “se mi ami veramente allora devi pensarla come me”, “non puoi non pensarla diversamente, tu mi ami”, e via con deliri del genere, senza una via di fuga, perchè cercare di spiegargli che pensarla in maniera diversa non significava che le volessi male non serviva a niente. Si litigava, lei piangeva, io mi disperavo però alla fine si faceva l’amore (proposto da lei) e finiva tutto lì. Ma io iniziavo a cedere, perchè non si riusciva a parlare, farla ragionare e mi tenevo tutto dentro. Da un momento all’altro poteva verificarsi l’apocalisse nata da futili motivi (quella ti ha guardato e tu non hai fatto niente per evitarlo…..).

    • Anna Zanon 2 Gennaio 2019 at 20:56 - Reply

      Grazie per aver condiviso questa dolorosa esperienza con noi. L’ alternanza immotivata di opinioni verso le persone che vengono messe su un piedistallo prima e demonizzate poi è sempre un campanello d’allarme a cui prestare molta attenzione.
      Questa alternanza repentina di idealizzazione / svalutazione si ritrova in alcune patologie.

  3. Anna 21 Agosto 2019 at 12:01 - Reply

    Gentile dottorerssa,
    grazie per questo suo articolo illuminante
    Da 22 anni con un uomo con tali caratteristiche, mi sono sempre messa in discussione, perchè incapace di renderlo felice e colpevole di scatenare le sue ire per un nonnulla.
    Adesso è tutto chiaro e ho anche smesso di amarlo: il problema è che è un padre meraviglioso e i miei ragazzi lo amano e hanno bisogno della sua presenza
    Non ho il coraggio di lasciarlo poichè chiaramente si scaraventerebbe su di me la colpa di aver voluto rovinare la famiglia,come tutte le altre presunte colpe che ho, e temo che i ragazzi non mi perdoneranno mai.
    Vorrei provare a gestire la convivenza adesso che sono emotivamente più distaccata: secondo lei è fattibile? Quali strategie posso utilizzare?
    Grazie

    • Anna Zanon 25 Agosto 2019 at 17:22 - Reply

      Buonasera, io credo che la consapevolezza sia la chiave per poter vivere al meglio ogni situazione. Consapevolezza significa saper apprezzare il suo coniuge per quello che lei può dare (è un padre meraviglioso per i suoi figli)e non aspettarsi dal suo partner quello che non può darle. Già se lei prende le distanze da certi suoi comportamenti del suo partner sapendo che non dipendono da lei ma da lui ( dai suoi limiti psicologici)può già sentirsi più serena. Detto questo, e pur avendo la consapevolezza che lei non può cambiare il suo compagno, le consiglierei di valutare se può cambiare la sua reazione a quello che lui fa o non fa. Una reazione troppo morbida e comprensiva di fronte a delle mancanze di rispetto, per esempio, tende ad incentivarle ulteriormente Bisogna anche essere consapevoli che rimanere in una situazione tossica comporta dei costi molto elevati a livello emotivo e psicologico

  4. Federico 5 Novembre 2019 at 01:36 - Reply

    Gentile dottoressa vorrei parlare della mia relazione che ancora tutt’ora va avanti da 3 anni, inizio dicendo solo cose generali del mio passato che mi hanno condizionato molto a cambiare me stesso in modo fisico e mentale, vissuto e vivo tutt’ora con i miei, ho 22 anni,genitori sempre presenti a livello fisico, non mi hanno mai fatto mancare nulla, sono stato il terzo e ultimo figlio perciò anche quello più viziato, devo ringraziare i miei per molte cose che mi hanno sempre dato, da adolescente qualsiasi cosa volevo lho sempre avuta da parte dei miei, giocattoli costosi, vestiti, soldi, macchina, insomma non mi mancava niente, all’età di 13/14 anni devo dire che sono stato abbastanza grasso di corporatura, pesavo intorno agli 80 kg ma non era visto come un ragazzo obeso ma diciamo molto in carne, i miei amici come alcuni miei parenti di questo però mi prendevano in giro, venivo costantemente inondato di messaggi dove mi facevano capire che era meglio se iniziassi una dieta sana, ma i miei genitori su questo non capivano e mi accontentavano sempre, comprandomi dolci, biscotti, pizzette, nuggets di pollo da 1 kg tutto questo anche consumato in una giornata, ero un pozzo senza fondo,mangiavo parecchio, se non fosse per lo sport probabilmente sarei stato obeso per tutte le cose che mangiavo,ma a me non importava nulla, ero contento lo stesso, e me ne fregavo,ma ci fu una cosa che mi fece cambiare radicalmente ogni cosa, i miei amici e io iniziammo ad essere più grandicelli,15/16 anni, e verso quell’età si sa, si inizia anche a pensare ad altro, per altro intendo le ragazzine, si inizia a conoscere in piccole frazioni quel sentimento chiamato amore, praticamente tutti i miei amici iniziavano a conoscere ragazze e sentirsi per fare qualche uscita e così via arrivando anche molte volte al dunque(baci o sesso), iniziavo ad avere voglia anch’io di conoscere qualche bella ragazza, ma tutte quelle che mi davano attrazione fisica non mi volevano e mi rifiutavano, una ragazza mi disse pure questa frase che non mi scorderò mai:”sei un bel ragazzo, hai un bel viso, se non fossi grasso ti avrei già limonato” questa frase mi diede molta delusione, e amarezza, come se avessi un vuoto, ma io li iniziai a svegliarmi sul serio, iniziai a fare le più disperate diete, duri allenamenti a corpo libero, e finalmente un estate….puf… iniziai veramente a perdere dai 25 ai 30 kg, fortuna ha voluto che anche con tale velocità di perdita di peso non ho riscosso in pelle in eccesso(brutta esteticamente) e iniziai a vedere anche i primi addominali dopo anni avvolti nella pancia di grasso, tutto questo perché ho iniziato ad informarmi, a leggere per capire cosa potevo fare per perdere in modo efficace e veloce peso, e ce lho fatta, ancora tutt’ora sono uno che si è sempre controllato e sempre fatto attività fisica, iniziai anche le prime ragazzine a limonarle e fare anche del sano sesso, ma ovviamente ragazze che io categorizzo adesso come ragazze da voto 6/7 ero soddisfatto, ma volevo di più, iniziai a non solo a perdere peso, ma formarmi meglio anche in viso, avendolo più scavato, depilarsi, comprarmi vestiti più fighi, tutto questo per aumentare ancora di più la mia autostima, posso dire che adesso molte ragazze che mi conoscevano dal passato hanno avuto una sguardo sbalordito dal mio cambiamento come se avessero fatto qualcosa dove adesso si mangiano le mani, ed ero strafelice per questo, mi sentivo pieno, ma non abbastanza, cercavo su internet libri ebook da comprare per migliorare l’approccio con le ragazze, fino ad arrivare a trovare ragazze da voto 9/10 la mia vita è completa ancora tutt’ora, un estate avevo conosciuto questa ragazza, io 19 anni lei 16, per me, la più bella di tutte sia in fattori estetici ma anche in carattere, la donna perfetta, per me ancora tutt’ora lo è e anche lei è ancora innamorata di me, ma il problema sta iniziando proprio adesso, da 3 anni che stavamo insieme io finito la scuola e lei pure ma tutti e due abbiamo iniziato l’università, io una telematica per poter anche lavorare nel mentre, lei una pubblica, in 3 anni lei è stata, ed è ancora molto fedele e da poca confidenza ai maschi, diciamo che agli inizi della nostra relazione lei era quella possessiva, io quello un po meno attaccato, perché sapevo che era la cosa giusta per farla innamorare di più, facevamo l’amore almeno 1 al giorno, fantastico direi, ogni volta era bellissimo farlo e anche lei gli piaceva,(non che adesso non gli piaccia) ma diciamo che dopo un po di anni il farlo così costantemente ci era diventato ormai impossibile, per i suoi genitori a casa oppure suo fratello, e mi stavano diventando un ostacolo,quando non lo facevano a volte era anche per mancanza di voglia da parte sua, diceva che ogni volta che venivo a casa sua era solo per quello, in effetti aveva un po di ragione, infatti dopo un po avevo capito il mio errore, e le posso assicurare dottoressa, che molte volte litigavano in modo molto aggressivo per questo, la minacciavo di lasciarla e lei si spaventava, era un gesto bruttissimo quello che avevo fatto, ero una persona diversa, che solo al pensarci adesso mi fa schifo, ero crudele e il più delle volte la manipolavo a mio piacimento, quando finalmente un giorno lei mi ha svegliato rispondendo di lasciarmi se era questo che volevo, allora queste minacce non hanno più avuto effetto perché effettivamente avevo capito che l’amavo davvero,da li tutto è cambiato, io sono diventato più tranquillo, e lei molto più felice e meno oppressa dal punto di vista sessuale, per me era un ossessione il sesso, iniziavo a pensare che non mi amasse più perché non aveva voglia di farlo, ma quando mi sono messo nel suo punto di vista avevo capito che ero io il problema, quest’anno sono ancora più cambiato, diventando un ragazzo modello per i fidanzati, ma adesso arriva la parte più bella, fino ad adesso lei come io siamo sempre stati innamorati, e questa cosa mi faceva un sacco piacere, avevamo trovato la nostra pace interiore, quando un bel giorno all’università incontra questo ragazzo single, che gli ha chiesto in modo gentile se volesse fare delle foto da mettere nel suo album di instangram, (si lui è un fotografo) e lei con questa cosa me lha chiesto prima a me se poteva andare a farsi delle foto con lui( ma non era sola con lui e basta) c’erano anche altre ragazze con la mia, e io gli ho detto “si si vai pure tranquilla” e infatti mi fido di lei, ma il problema è proprio questo, fino alle superiori problemi con i ragazzi non ci sono mai stati, perché lei non me ne dava modo, ma stavolta mi sembra diverso, perché effettivamente sembra quasi che in tutti questi anni sia stata chiusa in una bolla ma perché a lei gli stava bene così e lo ammetto anche a me stava più che bene, però io gli dicevo sempre, di iniziare a conoscere anche altre persone, anche maschi, perché almeno iniziava a imparare a socializzare cosa che non aveva mai fatto fino ad ora, insomma dopo tutti questi anni finalmente un ragazzo gli parla e lei gli interessa fare solo le foto con questo ragazzo, ma quel giorno che sono andati, lei mi ha raccontato tutto quello che era successo, e mi ha detto che è stata un bella esperienza e che lui era molto simpatico, nella mia testa frullava soltanto una cosa, “ok non è che mo si è presa una cotta per lui” me lo raccontava come se fosse una cosa che io non gli ho dato, e diciamo che adesso come adesso sono diventato io quello che fa il possessivo, impedendogli di scrivere con lui e di uscirci ancora, so che questo comportamento è sbagliato ma cosa dovrei fare in proposito? Perché io in questo momento mi sento molto un border, vorrei migliorare su questo aspetto cosa dovrei fare? Dottoressa mi aiuti lei che ci sono dei comportamenti da parte sua che non riesco a comprendere e questo mi rende molto attaccato a lei come se non volessi che mi scappi via da lui, e il più delle volte bisticciamo per questo discorso in principale, come ha detto lei o sono l’uomo più felice, oppure se scopro che lui a scritto a lei mi inizio ad incavolare con lei senza un motivo esistente

    • Anna Zanon 6 Novembre 2019 at 08:42 - Reply

      O ..forse quando si è molto innamorati di una persona si ha anche tanta paura di perderla. Non ho capito se la sua ragazza esce da sola con questo fotografo e se si frequentano per ragioni professionali o di amicizia.. cmq perchè non parlare con lei in modo tranquillo ( senza usare toni accusatori) ma molto sincero dell’insicurezza che le genera questa frequentazione? Se la sua ragazza ci tiene a lei come sembra saprà trovare una soluzione. La patologia però è tutta un altra cosa..!

  5. Die 15 Novembre 2019 at 23:28 - Reply

    Un commento e una considerazione.
    IL COMMENTO
    Il mio disturbo narcisistico (non autodiagnosticato, sono in psicoterapia) lo vedo chiaramente (oggi che sono in psicoterapia, prima no). Il problema (mio) è che (oggi) posso controllare gli atteggiamenti, non le emozioni. I distacchi, la pulsione aggressiva verso la persona con cui sto in relazione (affettiva) quando “viene troppo vicino”, la rabbia interna sproporzionata alla causa che la genera … le vedo tutte. Mi controllo e resto in un limbo insopportabile fino a che non passa. Le vedo io, non lei, che si sente messa da parte. Qui scatta il “feedback” psicologico: lei va in “richiesta”, io mi distacco ancora di più, quando lei è piegata, e mi sono svincolato dalla “responsabilità affettiva”, ritorno in equilibrio. Ora non è più così tutte le volte: ho imparato poche strategie che scardinano il feedback prima che prenda il largo. Penso che lei meriti tutto il mio impegno in questa direzione. Ma non è sempre possibile, e non è mai facile. Praticamente mai visibile (a lei) l’entità del mio sforzo (è frustrante). E non posso non sentirmi una persona orribile, da evitare, quando accadono queste cose. Lei sa di me e del mio problema: la relazione si squilibra, per difendersi lei accenna al mio disturbo (ormai anche solo quando la discussione si palesa nei primi cenni), non gliene faccio una colpa, è normale, ma questo non aiuta
    Credo che lei sia in una fase di dipendenza affettiva (parlo di “fase” apposta, non ho né gli strumenti né l’intenzione per generalizzare un ritratto psicologico di personalità). E 1) naturalmente questo non aiuta la causa 2) la letteratura (ma anche il senso comune) insegna che s’incastrano come un puzzle il narcisista (magari con tratti borderline) e il/la dipendente affettiva/o.
    LA CONSIDERAZIONE
    Il mondo (occidentale almeno) ci mette davanti a un grosso tema e a un suo pericoloso corollario. Il tema: è eccessivamente richiedente e pone dei modelli altissimi, spesso prestazionali ma vuoti di spirito, poco “etici” (non approfondisce valori di amorevolezza, rispetto, tolleranza, condivisione, onestà, ma preferisce addominali scolpiti, fare soldi, scopare tanto, maschi e donne alfa, capi e non gregari). Corollario: questo partorisce una schiera che non si capisce se ci creda davvero o preferisca conformarsi, a questi principi (che saltano fuori pure nella pubblicità del dentifricio) per sentirsi “capo e non gregario, maschio/donna alfa e non beta”. Di più: ormai sono tutti (tanti) scolarizzati e intelligenti, ma, pare, lobotomizzati: sanno quello che è giusto e quello che non lo è (in senso etico), ma poi sembra troppo “strano”, da coglioni, scegliere di fare la pecora “solitaria” piuttosto che seguire il “furbo” gregge di lupi. Inverto il paradigma animale apposta, perché credo sia proprio così: oggi è la pecora che sbrana il lupo. Ancora di più: non c’è nulla di male a voler essere capo e non gregario eccetera, ma il mio sospetto è che tanti lo facciano senza considerare la propria vera natura, ma quello che gli viene proposto da fuori come l’opzione più “cool” (odio gli anglicismi, ma qui rende l’idea del ridicolo). E per tornare “a bomba” al mio commento: questo, forse, mi terrorizza. Ma, naturalmente sto generalizzando.

  6. Lucia 11 Gennaio 2020 at 19:15 - Reply

    E se border e narcisista vivessero una relazione? io narcisa ho avuto una storia con un border.. una guerra, ancora in atto.
    Situazione ciclica: lo lascio, torna, ci controlliamo a vicenda, litighiamo, rimozioni sui social, indifferenza, cattiverie..
    Sono stremata.. tra border e narcisista chi vince?
    Sono stufa.. esausta e sto passando io per cattiva e persona che non comprende…
    La teatralità del mio border si scontra con la mia esigenza di calma in pubblico.

    • Anna Zanon 20 Gennaio 2020 at 11:17 - Reply

      Cara Lucia, non so se queste condizioni sono frutto di un autodiagnosi oppure le sono state diagnosticate. E’ sempre meglio evitare l’autodiagnosi per il semplice fatto che può essere errata. Per ritornare alla sua domanda: narcisisti e borderline si incastrano spesso insieme perchè hanno un funzionamento per alcuni aspetti simile. Grandi emozioni all’inizio ma poi una guerra come lei descrive così bene.
      Tra border e narcisista non “vince” nessuno ma secondo la mia esperienza è il narciso quello che ne esce peggio.

      • Lucia 18 Febbraio 2020 at 17:52 - Reply

        gentile dottoressa, sono frutto di diagnosi per entrambi. Io sono una narcisa consapevole che da anni è supportata per un passato affettivo difficile. La sua ultima frase mi ha AIUTATA e spronata nell’ultimo mese e mezzo a prendere prima di tutto le distanze fisiche, ma non quella emotiva perché é difficile staccarsi in tempi rapidi da una persona a cui si è voluto bene, o almeno all’idealizzazione di essa. La cattiveria dirompente del mio border ha mandato in crisi il mio ego, al punto di svuotarmi. Ora, non senza fatica, e con un ulteriore supporto psicologico sto cercando di ricentrarmi e tento di vivere con maggiore tranquillità il mio quotidiano comunque tormentato, pensando a lui come una persona malata e ciclica che non potrà mai farmi del bene e che mi punisce puntualmente con la sua cattiveria e indifferenza quando mi vede felice e bella. La saluto con profonda stima.

        • Anna Zanon 21 Febbraio 2020 at 07:52 - Reply

          Grazie Lucia per la sua testimonianza che sono sicura potrà essere molto d’aiuto agli altri lettori del blog!

  7. Daiane 18 Gennaio 2020 at 02:03 - Reply

    Salve a tutte ..
    Spero che voi vi siate riprese..o che potete stare un po meglio..

    Io effettivamente non so se lui era narcisista o meno o soffriva di altro…
    Ma vorrei farvi leggere la mia lettera scrittagli per farvi magari renderebun po conto e perche si capisce ciò che ho passato..
    Vi ringrazio per la mano che potete darmi…
    E Chiedo scusa per il grande testo ..

    “Pensavo avremmo potuto discutere come occorreva..
    Credevo che noi fossimo capaci di ricostruire tutto…
    Pensavo che tutto poteva cambiare…

    Ma prima di aver provato l’irrealizzabile..

    Da parte mia , come hai potuto notare, ho cominciato a non essere più sicura di ciò che volessi e neanche dei miei pensieri iniziandomi a pormi delle domande.

    Ho delle idee contradditorie a a volte e me ne rendo conto…

    Non so se debba avere della collera per il male subito “gratuitamente”
    Je ne sais pas si je dois te bien aimé et avoir un relation que soit de simple amitié….

    Non so più se posso credere alle tue parole..

    Non so più se credere in un futuro con te.. a un “noi”..

    E mi chiedo se tu hai qualche idea per la quale io sono cosi tanto in frustrazione con i miei stessi pensieri ..

    Io credo che un po’ un idea ce l’ abbia..
    E vorrei esporre solo qualche esempio..

    Quando litigavamo…
    (per fatti la quale io chiedevo che tu fossi meno freddo meno arrogante e un poco più affettuoso o altre cause per la quale mi si veniva mancato di rispetto)
    E si sceglieva di riprovare ma dalla scelta di voler cambiare al mio ritorno in casa con te , trovavo un F molto più desideroso di un cambiamento ma dal momento in cui poi ritornavo in casa ..
    F tornava quello di prima ..
    E ritornavo a elemosinare un abbraccio..
    Una carezza..
    A elemosinare il tuo amore e in cambio avevi che sguardi come di indifferenza o, quasi di fastidio al mio chiedere amore..
    E continuavi a parlarmi arrogante e, aggredirmi nel modo di parlare per piccole cose..

    Delusione.. ancora..
    (Questo l ho vissuto varie volte perché spesso credevo in un tuo cambiamento)

    Ti chiedevo dell’onestà e F , tanto sicuro di lui, mi dichiarqva ” voglio essere piu onesto con te e essere super sincero”
    Cosa succedeva?..

    Un altra parola mancata..unaltra delusione

    (Quante menzogne mi hai raccontato?..tante volte e spesso e ogni volta che le scoprivo mi arrabbiavo…arrivavamo a una separazione…e tu mi dicevi che sarebbe finita..che non le avresti più dette e poi si ricominciava il giro)

    Trovo sul tuo telefono ricerche di siti di escort (e trovo anche una chiamata tua a una di queste mentre io ero ricoverata in ospedale)

    E mi prometti che non succederà più e poi riscoprono altre ricerche..

    Se devo fare una lista non terminerei più…

    Sono arrivata alla follia dalla depressione ..alla perdita della mia dignità..

    Poiché eri l’uomo che ogni donna avrebbe desiderato…
    Ma dopo un po di tempo ti sei rivelato una persona che mi ha sbriciolato l’anima e che continuava a giocare con i miei sentimenti e la mia persona…

    Io ero lì a credere in un cambiamento..
    A inseguire un illusione…
    Mi sono sentita umiliata ..
    Denigrata ..
    Presa in giro tutto il tempo…

    In più a parte tutto ciò tu giocavi a bastone carota…
    Essendo una straniera mi aiutavo a fare tutti i documenti..
    A venirmi a prendere ovunque .
    Sempre disponibile per tutto…

    Ma mi trattavi male (parlavi con toni forti e arroganti e aggredendo nei tuoi modi di fare )e allo stesso tempo alternando qualche piccola cosa che poteva rassicurarmi e darmi piacere…

    Mi hai sempre fatto o rimarcato i miei difetti con battute sarcastiche…
    Facendomi notare difetti dal trucco ai capelli al mio essere negata a fare “qualsiasi cosa”

    I miei pregi non eri capace a dirli…o se ne avevano erano complimentato con frasi proprio forzate…

    Tutti mi dicevano cose che facevi e dicevi e quando chiedevo spiegazioni, mi dicevi che gli altri dicevano sempre cose non vere..

    Tu eri sempre perfetto e volevi mostrare le cose che facevi con anche attitudini di superiorità..

    E parlavi che di te stesso…
    Senza ascoltare nessuno..
    Venivi spesso ripreso perché nessuno riusciva a parlare con te perché volevi avere sempre la parola su tutto e tutti…

    Ma credo tu sia al corrente già di tutto..

    Ora sono stanca e chiuderò definitivamente tutti i contatti..
    Non voglio più che tu faccia parte della mia vita .
    Non sei essenziale per me e non mi porti la felicità che io vorrei..
    Ma solo il dubbio, la disperazione e tristezza.

    Addio per sempre “

  8. Francesca 16 Marzo 2020 at 20:02 - Reply

    Buongiorno Dott.ssa Zanon,

    in questo momento così particolare delle nostre vite, chiusi in casa a proteggerci da questo virus, so di non essermi mai sentita più protetta e aperta di così. Aperta al mio dolore. Potermelo concedere fino infondo.
    Molte domande e molte sensazioni dalle quali finalmente non cerco fuga.
    Fa male ma è da questo dolore che non intendo più scappare.

    Sono cosciente dell’abuso.
    Voglio metter fine a questo circolo vizioso.

    Non ho avuto un’infanzia facile, sono cresciuta in un ambito familiare disfunzionale, che ad oggi in età adulta, riesco a riconoscere. Non ero pazza io.
    Tra i mille abusi psicologici ed eventi che non starò ad elencare qui ora, ho anche subito abusi sessuali da bambina.
    Il silenzio, il disegno e la scrittura sono stati i miei compagni per molti anni.
    Mi sono salvata la vita pescando dentro di me risorse profondissime, primitive.
    Poi, ho finalmente trovato il coraggio di “vomitare”.
    Un’adolescente ribelle ma saldamente aggrappata ai valori della vita.
    Sono diventata mamma a 22 anni e mio figlio è stato la mia più grande forza esterna, mentre la mia voce interiore era quella di non divenire mai ciò che mi avevano fatto.

    Resto con il padre di mio figlio per nove anni. Relazione che porto avanti in realtà solamente per non farlo crescere senza un padre, come me. Ludopatico. Bugie continue. Arriva a rubarmi tutto e la pazza ero di nuovo io. Relazione dalla quale esco sollevata, rinata, finalmente libera, viva. Sapevo di non esser pazza.
    Non faccio guerre. Non mi interessa. Esco silenziosamente da lì e penso solo al nostro benessere da lì in poi.

    Il “problema” arriva dopo l’anno e mezzo passato da sola con mio figlio, tra amici ritrovati, lavoro e ripianificazione di una vita serena e felice per noi due. Ed eravamo lì.

    Donna resiliente, piena di vita. Una lavoratrice. Spero e credo nel buono dell’umanità nonostante io non ne abbia incontrata molta durante il mio cammino.

    Poi una sera arriva lui.
    Per caso. Amico di amici.
    Quel sorriso, quegli occhi.
    Non volevo uomini intorno ma è anche vero che qualcosa di buono potevo anche iniziare a concedermelo. Chi mi vuole bene me lo ha ricordato.
    Lui è educato, a modo, gentile e premuroso.
    Una brava persona. Pulito.
    Nella vita è uno psicologo-psicoterapeuta, impegnato nel sociale con una onlus che aiuta ragazze madri in Africa, un padre da pochi mesi separato.
    Sofferente ma fiducioso. (Un pulcino bagnato, forse è così che si è definito una delle prime sere).
    Ho pensato fosse arrivato un po’ di respiro dopo tante difficoltà e lentamente inizio a concedermi di non essere solo madre ma anche donna.
    Un incontro perfetto.
    (Credevo.)

    Lui ha conquistato prima la mia fiducia, poi il mio cuore, la mia mente, la mia anima.
    Mi ha alienata.
    Mi sono aperta, concessa e raccontata come non mai. Amavo e sentivo amore.
    Ho messo in gioco tutta me stessa.
    Dopo alcuni mesi lo presento a mio figlio, alla mia famiglia sparsa qua e là.
    Lui non mi avrebbe mai fatto ciò che mi avevano fatto altri. Mi accarezzava, gli si riempivano gli occhi di lacrime quando continuava a farmi parlare del mio passato.
    Lui, a sua volta, mi parlava delle sue sofferenze. Aveva incontrato donne terribili, la peggiore la ex moglie, la madre di suo figlio. Una manipolatrice.
    Io gli credevo.
    È stato l’inizio della fine.
    Sei anni di relazione frustrante, devastante.
    Così è cominciato (o meglio ricominciato) l’abuso.
    Qualche spintone e un paio di schiaffi dopo pochi mesi.
    “Scusami! Non so cosa ho fatto. Ho bevuto, perdonami”.
    Lacrime, abbracci.
    Carota e bastone. Un giorno si, un giorno no.
    Love bombing, gaslighting, triangolazioni continue, silenzi, svalutazione, scarti, ritorni.
    Pianti, richieste di aiuto.

    Dopo i primi due anni che proseguono tra i suoi impegni e i viaggi di lavoro, problemi da risolvere e i classici “Non ti ci mettere anche tu ad appesantire la situazione”, l’alcol è la costante.

    Ti devo parlare:
    “Ho un problema serio. Conosco la mia patologia, conosco le mie manipolazioni. Io fagocito tutto e mi invento continuamente l’anno zero. Sono un narcisista patologico. Voglio uscirne e non so come fare. Ho i mezzi per fare introspezione ma devo farmi aiutare. Non so se mai ce la farò. Perdonami. Non voglio farti del male. La mia onnipotenza mi sta rovinando la vita e ora sto rovinando anche la tua.”

    Poi depresso, sembra morto.
    Dopo la prima amante iniziamo un percorso di terapia di coppia. Un fallimento.
    Parlavamo solo di lui. Da lì a poco interrompiamo e proseguiamo individualmente. Tra un silenzio e un altro.
    Disprezza tutti. Giudica chiunque.
    Io sorrido a tutti. Lui non lo regge.

    Parto un viaggio, da sola. Avevo bisogno di una vacanza, stavo lavorando troppo (che era stato il motivo del suo tradimento).
    “Non puoi chiedermi di partire ora, lo sai, non ho soldi e non è il momento adesso per un viaggio io e te. Devo discutere di cose importanti con mia moglie”. (Nel frattempo, durante il mio viaggio, si era comprato una nuova moto).
    In Israele, ricevo il suo messaggio.
    Mi sta lasciando. Al mio ritorno scopro di essere incinta ma in un periodo di scarto, quindi lui non vuole saperne. Cerco di non crollare e l’unico brevissimo momento in cui mi sfiora l’idea di abortire, è perché penso a ciò che vuole lui.
    No, non cedo. Io non ho abortito a 22 anni e non lo farò a 35, quindi proseguo a modo mio, lui e la sua coscienza restassero lontani da me. Non ho bisogno di un uomo per crescere un figlio, adesso lo so e non ho paura.
    Fortunatamente sono in psicoterapia. Naturalmente lui torna solo quando all’undicesima settimana, sa che lo perdo. Piange, chiede perdono.
    “Adesso che l’avrei voluto”.

    Coazione a ripetere.
    Ci riproviamo.
    Di nuovo tutte le fasi come da manuale e l’alcol che riempie il suo vuoto come da costante.
    Gelosie morbose, ossessioni, urla, ansie notturne, se non reagisco si passa agli schiaffi, lividi. Una mano rotta, una sublussazione del gomito.
    “Non posso esser stato io. Non sono io”
    Alla sua violenza fisica io resto immobile.
    Poi ricomincia l’abuso psicologico.
    Il silenzio, goohsting. Mi scrive, gli scrivo. Sto male, si scusa. Torna, accarezza e colpisce di nuovo. A seguire, reagisco alla violenza sfogandomi sui suoi oggetti e ritorno gli schiaffi. Non ne posso più.
    Se scappo, mi riprende, se resto, mi caccia.
    “Sei una pazza. Lo sanno tutti. Guardati”.
    Mi allontano, lui mi scrive, io ritorno, lui mi umilia. Così sempre.
    Gioca al rialzo. Avevo aperto un’attività, lui vuole partecipare. Vuole rendersi finalmente utile.

    Fino all’anello, la proposta di matrimonio la sera della vigilia di Natale.
    Lui ha ripreso ad andare in terapia.
    Avevamo già toccato il fondo troppe volte, infondo se è qui ora è perché qualcosa sta cambiando. Sto per tirare un sospiro di sollievo ma non faccio in tempo, non è cambiato nulla.
    Non ne posso più, decido di chiudere, prendo l’anello e lo porto a sua madre o così io muoio.
    Mi sto ammalando di malattie non mie. Ha tirato fuori il peggio di me. Ha alimentato in me una rabbia così violenta da farmi paura. Ha risvegliato i miei peggiori mostri.
    Lui mi sta rubando ciò che ad altri non avevo mai permesso, il mio sorriso.
    Mi sto spegnendo.
    Mi ha succhiato energie come un vampiro (e a lui piace ricordarmi come anche sua moglie lo abbia sempre chiamato vampiro). Devo riprendere in mano la mia vita, ritrovare il mio sorriso, le mie forze.
    Chiudo l’attività, cambio tutto.
    Riprendo i miei spazi e godo del tempo da passare con mio figlio, con gli amici di sempre. Soffro, sto malissimo ma così non può essere. “Tornerai solo quando sarai pronto”.

    Questo accadeva l’anno scorso.
    E quando io lentamente a primavera inoltrata riprendo possesso di me stessa, della mia libertà, lui naturalmente scrive, scrive e io, riapro.
    È destabilizzato dai cambiamenti che sto facendo. Avevo bisogno di aria fresca e lui, torna. Mi riaggancia chiedendomi solo un po’ di tempo ma elemosinandomi la prima vera vacanza assieme. Dopo cinque anni.
    La differenza sono i paletti che metto:
    “adesso o dentro o fuori”.
    Prende tempo. Perde tempo.
    Così qualche mese ma io non riapro tutte le porte.
    Quest’autunno esco in abito nero e tacchi per una cena di beneficienza, della quale lui è a conoscenza. Io ho dato la mia disponibilità lavorativa per l’accoglienza degli ospiti.
    Non me lo perdonerà mai.
    Non dipendo da lui. Lui non è coinvolto. Ha sempre detestato non poter essere più messo al centro del mio mondo davanti a tutti.
    “Esci davvero così? Sei troppo bella, non puoi andare veramente a quella cena”.
    Lo abbraccio ed esco. Devo lavorare.

    Silenzio punitivo.
    Se l’anno scorso a Natale avevo ricevuto un anello con proposta di matrimonio, per questo Natale il mio regalo è stato un livido grande tutto il mio bicipite.
    Avevo osato disturbarlo il pomeriggio della Vigilia prima di partire per raggiungere la mia famiglia, suonando il suo campanello, salendo le scale arrivando fino alla porta, chiedendogli se gli sembrava corretto un simile comportamento. Ecco, la porta. Il livido.
    Piango ininterrottamente. Me ne vado. Recupero mio figlio è parto.
    È lo scarto definitivo?
    Natale in silenzio.
    Lo rivedo la sera dell’ultimo dell’anno, dopo qualche messaggio; giusto il tempo di un bicchiere di vino prima della cena che lui ha organizzato con “amici”.
    “Non chiedermi dove vado, non farmi domande violente, come tuo solito”.
    Durante la serata (che io passo a piangere) scrive ad una mia cara amica che sa essere con me “mentre lei mi parla e piange, io la guardo e credo sia una meraviglia”.
    A notte inoltrata raggiunge il ristorante di un amico in comune (l’unico posto dove sapeva di trovarmi). Entra, è ubriaco. Lo avvisano della mia presenza. Esce infastidito. Il mio telefono inizia a squillare, lui sta scrivendo.
    Insulti naturalmente.
    “Ma come? Non stavo piangendo distrutta?”
    Io non rispondo.
    Il primo giorno dell’anno, dopo una lunghissima telefonata, “so di aver posto male le distanze ma non avevo altro modo”; mi propone di vederci per parlare vis a vis. Perché no, ci dovrà pur mettere la faccia. Propone una spa. Allibita. La seconda telefonata “prendi un cambio, ci fermiamo a dormire fuori”.
    Voglio vedere fino a dove può arrivare e forse infondo ho solo voglia che lui per una volta, mi chieda scusa.
    Così ci rifequentiamo tutto il mese.
    È romantico, affettuoso.
    Parla di sè e dei suoi nuovi progetti di lavoro, del suo divorzio.
    E della sua intenzione di non rientrare più in quella coppia ma mi scrive, mi chiama e mi cerca quotidianamente. È in ansia, a suo padre hanno diagnosticato un tumore.
    Facciamo l’amore. La conta degli orgasmi.
    “Ti amo. Non mi lasciare. Io ti sposerei su un’isola deserta”.
    A fine mese io non mi sento bene e finisco in ospedale. Devo fare dei controlli e restare a riposo assoluto. Lui, scrive. Poi, sparisce. Lo chiamo, non risponde. Poi un messaggio “Non posso, sono in montagna con mio figlio.”
    Lo trovo continuamente online.
    Aspetto qualche giorno. Cerco un po’ di forze, esco e vado da lui inaspettatamente. Suono il campanello, lui apre ma non è me che aspetta. Lo trovo teso, tesissimo. Infuriato.
    “È finita, non l’hai capito? Tu non mi hai mai voluto, hai odiato tutto di me. Io ora devo fare delle cose da solo. Ne ho parlato con la mia terapeuta, tu hai tutti i mezzi per capire come sto. Ora vai”.
    E mi accompagna alla porta.
    “C’è un’altra?”
    “No! Vattene!”
    Esco, piango. È l’ennesimo scarto.
    Il 14 febbraio lo chiamo e lo raggiungo nel suo studio. Gli porto un libro, una lettera, un pensiero ma il mio obbiettivo è quello di arrivare a vedere la verità.
    Ed eccola, lei arriva.
    Mi ride in faccia “Sei una pazza, una donna senza dignità”.
    Il ghigno di lui.
    Ricordo quello.
    Mi avvicino, gli faccio una carezza e gli sussurro
    “Ecco la nuova vittima. Chissà, magari le hai raccontato che mi stavi vicino solo perché non stavo bene e avevi paura che io mi suicidassi”.

    “Ora sai che razza di uomo sono”.

    Love bombing, gashlighting, dissonanze cognitive, triangolazione, svalutazione, scarto.

    Questo è il manuale del narcisista patologico.
    Forse sono veramente pazza per esser rimasta intrappolata in questo incubo per sei anni della mia vita.

    L’abuso peggiore.

    Devo smettere di agganciare il mio carnefice.
    Lo devo a me.

    • Anna Zanon 19 Marzo 2020 at 17:35 - Reply

      La ringrazio di cuore per il suo coraggio e per aver condiviso con noi la sua dolorosa esperienza che dedico a tutte quelle che sperano di cambiare un uomo e di salvarlo.

  9. Lucia Giello 6 Luglio 2020 at 18:26 - Reply

    Buona sera ho 54 e mi chiamo Lucia ! Sino stata sposata per 24 anni con un narcisista overt violento ! Ho due figli e lui lo ha messo uno contro L altro ! Lo lascio è poco dopo gli faccio una denuncia ( rimasta al centro Antiviolenza di Roma ) perché mi veniva a cercare ovunque ed una sera ha esagerato con le urla e gli insulti difronte a testimoni ( uno di questo era il mio fidanzato che mi ha testimoniato contro il mio ex marito ! Buono innamorato disponibile così sembrava il mio nuovo fidanzato ……poi 7 anni di tormento ….ci lasciavamo ( anche per 8 mesi ) e poi ricominciavamo …..passava da amore eterno a odio mosto a rabbia !!!! Tel anonime , insulti tramite mail o profili istagram falsi …finché faccio un esposto per stalking …..dopo tre mesi mi ricerca comunque dicendo che sarebbe cambiato …io ci ricado ( premetto che in 7 anni L ho visto lavorare tre mesi e vive con la pensione di suo padre di 700 euro ) ci lasciamo di nuovo e poi mi ricerca per Pasqua ….riparliamo e ci vediamo giusto tre volte …poi ricomincia con le assurde gelosie e pretese ! Ricomincia con Tel anonime e messaggi vocali tra L odio e L amore …mette in mezzo persine per contattarmi e poi di nuovo silenzio ! Non capisco se è un border o un narcisista…perché credo veramente che lui soffra senza la mia presenza ! Mi hanno ucciso dentro questo due uomini ed anche tre anni di terapia non mi hanno salvata ! La ringrazio e spero mi dia una risposta

    • Anna Zanon 13 Agosto 2020 at 14:46 - Reply

      Ha provato a rivolgersi ad un centro per la violenza della donna? Oppure potrebbe provare con dei gruppi di mutuo auto aiuto per donne che amano troppo. Purtroppo quando ci sono situazioni come le sue in cui nulla sembra funzionare e si ricade sempre nello stesso tipo di uomo significa che c’è una parte di lei (autodistruttiva e inconscia) che si aggrappa a questo tipo di relazione perchè è l’unica che conosce e forse è convinta di non potersi meritare un amore sereno. Le consiglierei la lettura del libro se non l’ha già fatto : ” Donne che amano troppo”

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