Il narcisista covert: quando il narcisismo si nasconde dietro da una maschera di sensibilità

uomo-che-piange-300x225Il narciso che non ti aspetti: il narcisista “covert”
Intelligente,introverso, sensibile, talvolta depresso e vulnerabile, si presenta così il narcista ” nascosto” o covert.  Ma dietro la maschera del raffinato intellettuale, dell’artista anticonformista o del bravo ragazzo dai nobili principi si nasconde una personalità narcisistica, incline a stabilire rapporti con gli altri di tipo utilitaristico e di sfruttamento.
Ansiosi e insicuri, mancano della spinta verso la realizzazione personale che caratterizza invece il narcisista overt. Idealisti e apparentemente disinteressati al successo, coltivano fantasie segrete di gloria e fama.
Nella relazione presentano le stesse dinamiche e le stesse ambivalenze del narciso ” doc”, ed è per questa ragione che una relazione con loro può rivelarsi altrettanto distruttiva, se non di più.

LE CARATTERISTICHE DEL NARCISISTA COVERT

Si presenta come una vittima

Sin dai primi incontri con il “narcisista covert” si crea un clima di vicinanza emotiva e di intimità. Al contrario della maggioranza degli uomini, questo tipo di narciso apparentemente sembra non avere nessuna difficoltà ad aprirsi con una donna appena conosciuta.
Anzi, non è infrequente che sin dall’inizio ( qualche volta persino al primo appuntamento) il narciso accenni ad un episodio particolarmente doloroso del suo passato che ha avuto un impatto sconvolgente su tutta la sua vita.
Non avrà remore a raccontare quanto ha sofferto per il divorzio dei genitori, per un problema di salute nell’infanzia , per un lutto in famiglia o per qualche  altro trauma infantile.
Altre volte semplicemente parlerà di un grande amore, finito ormai da decenni il cui ricordo gli impedisce di innamorarsi di nuovo.
Non importa quale sia il contenuto del triste racconto, il narcisista tenderà a presentarsi come una persona sfortunata e sofferente con una vita e un passato travagliato.
Spesso  infatti questo tipo di narciso si descrive come traumatizzato dal ricordo di una relazione finita male con un ex compagna molto problematica per colpa della quale a  distanza di anni non riesce ad impegnarsi in una nuova relazione. Si descriverà come una persona romantica, sensibile, forse troppo buona che ha avuto la sfortuna di incappare in compagne tremende.
Il vittimismo è la nota dominante di  questi racconti: il fallimento della relazione viene attribuita interamente alla ex  che viene descritta come instabile e pazza o come una meschina e opportunista e di facili costumi.

La grandiosità narcisistica è mascherata da una facciata dimessa e vulnerabile 

Molte donne si inteneriscono quando un uomo al primo o al secondo appuntamento parla della sua vita difficile, di un lutto importante o confida i dettagli più dolorosi del suo divorzio.
Tuttavia, non è mai un buon segno quando il dolore viene esibito.
Le persone che hanno alle spalle delle storie terribili di solito necessitano di tempo e di accoglienza per aprirsi e inizialmente preferiscono omettere i particolari più umilianti perché si vergognano.
Invece i narcisisti covert ( caratteristica che condividono con altre strutture di personalità) ci tengono a presentarsi come delle persone molto sofferenti, identificandosi con la loro triste storia che è  il loro biglietto da visita con tutti quelli con cui entrano in contatto.
Questo di tipo di narcisista si ritiene  infatti particolarmente sfortunato o “intrinsecamente difettoso”   ed è segretamente convinto che per lui sia tutto più difficile e che gli altri abbiano vite più fortunate e felici della sua.
La grandiosità narcisistica è presente ma è mascherata da una facciata dimessa o vulnerabile: il narcisista si crede sempre “speciale ” stavolta  per la sua sfortuna o per certi suoi  difetti, a causa dei quali ritiene di avere diritto ad un trattamento di favore da parte degli altri più fortunati e felici.
La consapevolezza delle sue carenze rende il narcisista covert rabbioso e invidioso anche se questi aspetti non si esprimono mai apertamente. 

 Può essere consapevole dei suoi aspetti narcisistici

Più introspettivo rispetto al narcisista overt, il narcisista covert può essere consapevole delle sue difficoltà relazionali e persino  può parlarne liberamente con la partner, analizzandole lucidamente.
Lei, soprattutto se ha l’indole della ” crocerossina(“ovvero una donna che cerca di curare le proprie ferite emotive occupandosi di quelle altrui) sarà lusingata da queste confidenze che la fanno sentire speciale e penserà che dal momento che lui è consapevole delle sue problematiche, ci siano dei margini per un cambiamento.
Purtroppo la consapevolezza delle proprie ferite  emotive non implica necessariamente la volontà di un cambiamento. Anzi, spesso questi discorsi sulla paura di amare e sulla difficoltà di stare in una relazione stabile vanno intesi come un avvertimento ( traduco: ” sono fatto così e ci sono molte cose che non posso/ voglio darti, se stai con me devi capirlo e accettarlo senza rimostranze”) .

E’ molto sensibile ma solo verso se stesso
Le donne che hanno avuto relazioni con narcisisti covert riferiscono che all’inizio della relazione credevano di aver conosciuto un uomo” speciale” perchè fuori dagli schemi, intelligente, profondo e con una sensibilità fuori del comune.” Finalmente un uomo con cui si può parlare !”pensa lei.
Sebbene il narcisista covert si presenti come una persona sensibile ( a volte vulnerabile) e sia capace, soprattutto all’inizio , di “carinerie” che farebbero presupporre un profondo interesse verso la partner, nei fatti sono incapaci di supporto emotivo e di empatia.
Centrato sui suoi bisogni e ancora di più sui  suoi tanti problemi, fa sentire la partner in colpa per richieste anche minime come quella di una telefonata o di un messaggio, elencando tutte le complicazioni e gli obblighi della giornata  incolpandola di aggiungere pesantezza ad una vita già provata e difficile di suo.
Aggiungo che questo tipo di narciso ha un funzionamento peggiore rispetto alla tipologia overt ( che significa  nella vita se la cava molto peggio): pur essendo in molti casi intelligente e colto non riesce a fare carriera o a costruirsi una stabilità professionale ed economica. La mancanza di autostima e i bassi livelli d’energia rendono ogni giornata un campo di battaglia che lo vede arrivare a sera esausto.
Nei casi piu’gravi il narcisista covert  trova delle difficoltà persino nella gestione della quotidianità: molti sono trasandati, in sovrappeso, estremamente disordinati e non si curano della loro salute.
Di fronte alle richieste della compagna, lui mette un muro: “Con tutti i problemi che ho in questo periodo, ci mancavi pure tu !” è la risposta tipica che sottende il concetto ” la mia vita è già uno stress e  se adesso cominci a stressarmi anche tu, ti lascio”.
Spesso lei si mortifica, pensando di essere troppo esigente e mancante di sensibilità, in fondo tra i problemi di salute del padre anziano, il brutto carattere del capoufficio e un ex moglie vipera non ci si può arrabbiare se lui non risponde ai messaggi o lo fa con giorni di ritardo o se disdice gli appuntamenti all’ultimo o non c’è quando ci sarebbe bisogno di lui.
Molte donne finiscono così per accettare un rapporto  sbilanciato e privo di reciprocità con un uomo che chiede molto ma che dà ben poco.

Instaura rapporti di convenienza e di calcolo
A mio parere questo tipo di narciso instaura rapporti amicali e di coppia sulla base di criteri opportunistici in misura ancora maggiore del narcisista overt, spesso generoso dal punto di vista economico.
Ipercritico verso se stesso e verso gli altri, non riesce ad amare la sua partner che svaluta dentro si sé ma di cui ha un profondo bisogno. Come compagne tende a privilegiare donne accudenti e servizievoli che si dedichino a lui ma la cui devozione viene data per scontata.
Nella relazione tende a prendere più che a dare, a fare un minuzioso bilancio di vantaggi e svantaggi e calcola tutto ( il prezzo della benzina per venirla a trovare persino se è una piccola tratta, i 10 minuti di sonno in meno al mattino per dormire da lei, la fatica di chiamarla ogni giorno per mantenere la coppia).
Le donne in una relazione con un narcisista covert si lamentano spesso della sua avarizia che rispecchia anche un’ avarizia di sentimenti.
Un altra partner privilegiata  è una  compagna in carriera da cui può trarre vantaggi almeno dal punto di vista dell’immagine e con buone disponibilità economiche.
Questa tipologia di narciso può essere incline a farsi prestare soldi che poi non restituisce o a farsi mantenere.
Paradossalmente più riceve dalla relazione in termini d’affetto, attenzione, economici, più si sente ” bisognoso” e in ” debito” ( sentimenti intollerabili per un narciso) maggiore è la necessità di ristabilire l’equilibrio svalutando la compagna e prendendo le distanze da  una relazione che è diventata lo specchio delle proprie manchevolezze personali.

E’ poco interessato al sesso
Questo tipo di narciso presenta spesso nei problemi nella sfera sessuale. Problematiche di eiaculazione precoce, difficoltà nel mantenere l’erezione ma soprattutto assenza di desiderio sono molto comuni. Le compagne del narciso lamentano che lui non le ha mai desiderate neppure all’inizio della relazione, obbligandole a lunghi periodi di astinenza. A molti narcisi covert il sesso sembra non interessare e si concedono alla partner come se le facessero un favore ( ” pensi sempre a quelle cose li”). Poco in contatto con il loro aspetto pulsionale, vivono come pericolosa la perdita di controllo che c’è nell’ atto sessuale, che comporta un abbandonarsi all’altro.
Per loro lasciarsi andare nell’intimità fisica significa a livello inconscio essere in balia del potere della loro donna ed è questa la motivazione per cui molti narcisi preferiscono una sessualità solitaria.

Tende a svalutare la compagna
La svalutazione della compagna è sempre presente qualora il narcisista si senta troppo dipendente e bisognoso della partner e rappresenta un tentativo di ristabilire il “potere ” nella coppia.
Questo tipo di narciso, avendo una scarsa autostima, tende a scegliere una compagna che avverte come migliore di lui e che gli consenta di fare bella figura agli occhi degli altri, brillando di luce riflessa. Paradossalmente questo tipo di relazione accentua nel narciso la consapevolezza delle sue carenze e gli stimola l’invidia nei confronti della partner che percepisce come più dotata o più sana.
Invidia che si esprime con una svalutazione, qualche volta molto sottile e apparentemente scherzosa, diretta proprio ai quei settori in cui la partner eccelle e il narcisista si sente invece in svantaggio.
Il narcisista bruttino e trascurato fidanzato ad una donna bella e piacente criticherà il suo aspetto facendola sentire brutta e ordinaria e la renderà insicura e gelosa come si sente lui.
Invece il narciso che non riesce sul lavoro attaccherà la compagna che ha una buona situazione professionale, non mostrando alcuna partecipazione nei confronti dei suoi successi lavorativi e insinuando che forse non è così brava e che la sua carriera è frutto di circostanze fortuite.

Stare con lui drena le tue energie

L’indizio migliore che si sta vivendo una relazione con una persona che ha delle caratteristiche di questo tipo è che una relazione che drena ,poco a poco, le energie vitali. E’ difficile non rimanere contagiate dal cattivo umore, dal pessimismo cosmico e dagli attacchi di invidia ( qualche volta ben mascherati) del narciso.
Senza accorgersene, le donne coinvolte in una relazione con un uomo con questa struttura caratteriale finiscono per ” spegnersi”, ingrassano, trascurano il loro benessere e smettono di fare progetti personali per occuparsi affannosamente di lui.

Il presente articolo ha una valenza di carattere informativo.

Purtroppo, a causa dell'elevato numero di commenti e di lettere che ricevo tutti i giorni, non riesco a rispondere a tutti (come vorrei) e a farlo in tempi brevi. Inoltre le risposte ai commenti sono molto sintetiche, considerata anche la natura pubblica del sito web.

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By | 2017-10-28T11:55:02+00:00 28 ottobre 2017|Narcisismo|16 Comments

16 Comments

  1. Sophie 29 ottobre 2017 at 01:35 - Reply

    Gentile dottoressa, vorrei porle una domanda se possibile. Qualche anno fa ho conosciuto un uomo più grande di me, con il quale c’è stata subito una grande sintonia. Nacque una bella amicizia, ma sentivo la sua gelosia ogni qualvolta io parlassi con qualcuno di diverso da lui, nonostante lui fosse già impegnato (in un rapporto che non va), e nonostante io non gli abbia mai chiesto nulla. La nostra amicizia era più che sufficiente. Nel corso del tempo ho notato cambiamenti improvvisi nel suo comportamento, molto lunatici direi. Ha avuto (a suo dire) un passato e un presente molto tormentati da storie “sbagliate”, tutte misteriosamente finite/fallite con abbandoni da parte sua o di altri. Un giorno, dopo avermi raccontato di aver rotto con tutte le persone che riteneva significative mi ha detto “quindi preparati”. Ci rimasi molto male, non capivo il perché di tutto il discorso. Dopo qualche tempo, ha iniziato a dirmi che il nostro rapporto non andava più bene (come volevasi dimostrare), facendomi sentire inadeguata e accusandomi di cose che non avrei mai neppure immaginato. Così, all’improvviso. Una delle ultime volte mi ha anche proposto di farmi aiutare da qualcuno (“ha studiato psicologia, quindi lui sa”). Il tutto condito da un “per il tuo bene”.
    A me piace vivere le relazioni con tranquillità, non amo l’ambivalenza. Cerco sempre di trovare il lato positivo del rapporto, e lui alterna momenti in cui sembra volermi bene a momenti in cui ha una rabbia devastante nei miei confronti. Quando percepisco l’ambivalenza mi pongo sempre il dubbio sull’autenticità del rapporto, e me ne allontano. Non so come comportarmi. Adesso non ci vediamo da un pò, ma purtroppo ci rivedremo a breve. Spesso ricevo notizie da parte di altri, che dopo aver parlato con lui (di me) mi guardano con “compassione”. Io sono stanca sinceramente, penso di aver sopportato abbastanza, e penso che questo accanimento verso di me sia un abuso. Ho provato ad allontanare questa persona, ma non se ne va, non si schioda dalla mia esistenza. Dice che per me “ci sarà sempre” ma non gliel’ho chiesto… e mi sembra più una minaccia che una promessa. Ribadisco che ha studiato psicologia, faceva il terapeuta ma poi (stranamente) ha cambiato lavoro. Penso che sappia bene come comportarsi e come funzioni la mente delle persone, legge molto i blog di psicologia, seduzione ecc., e forse sono prevedibile per lui… Dottoressa, cosa posso fare per uscirne?

    • Anna Zanon 5 novembre 2017 at 17:36 - Reply

      Cara Sophie, il problema non è mai l’ altro ma cercare di capire quali meccanismi psicologici ci tengono legate ad una storia malata e che ci fa soffrire.
      Storie di questo tipo sono possibili solo perché vanno a toccarci in certi nostri punti fragili.
      Il mio consiglio è quello di intraprendere un percorso terapeutico per cercare di rafforzarsi e poter avere la forza per di ” uscirne”.
      p.s: il mio italiano stasera non è il massimo ma spero che si capisca lo stesso quello che intendo

  2. Stella 16 dicembre 2017 at 23:52 - Reply

    Gentile dottoressa Zanon,
    Questo articolo racconta perfettamente la mia esperienza, sembra scritto su misura per me. L’unico commento che mi sento di fare riguarda la strana sensazione che mi porto dentro, ora che è tutto finito, di profonda incredulità. Non riesco a capacitarmi che quell’uomo così colto, brillante, intelligente, in realtà non fosse semplicemente “bizzarro”, “emotivamente freddo e distaccato”, “afflitto da vuoti interiori dovuti alle sue vicende familiari”, ma una persona malata nella psiche e nell’animo che mi stava distruggendo e, pur essendone consapevole, non mi mollava. Mi ha distrutto l’autostima al punto di non credere, io stessa, a quello che il mio vissuto dimostrava in maniera indiscutibilmente oggettiva, mi ostinavo a sentirmi colpevole e non all’altezza, quando lui mi parlava delle ex, quando lui faceva osservazioni sul mio aspetto fisico. Avrei dovuto invece capire, lucidamente, il gioco perverso che aveva messo in piedi per rendermi insicura, gelosa, ossessiva, per farmi sentire sempre sminuita. Non so come spiegarle, una sorta di black-out del cervello, che entra in un tale stato di confusione ed immobilità, da rimescolare in continuazione le carte (rimettendomi sempre in discussione), per cercare di vederci più chiaro. Ecco vorrei capire se sono l’unica ad avere addosso questo senso di incredulità, di stupore nel pensare: accidenti, lui era una persona malata e non me ne sono accorta.
    Grazie ed un abbraccio a chi, come me, ha vissuto questo incubo e tenacemente ne sta uscendo

    • Barbara 26 gennaio 2018 at 20:52 - Reply

      Stella Vorrei parlarti ..
      Barbara.3334974687

  3. Marco 2 gennaio 2018 at 00:31 - Reply

    Gentile dottoressa, ho letto il suo articolo con grande interesse e l’ho trovato molto puntuale nella descrizione.
    Il motivo che mi ha portato al suo articolo è il seguente: sono venuto a conoscenza della categoria del narcisista covert un po’ di tempo fa e ho riconosciuto in essa molti miei tratti personali, dunque mi sono voluto informare in maniera più dettagliata.
    Venendo al suo articolo, mi permetto di fare una considerazione. Come si evince dal suo scritto, non è facile avere una relazione con un narcisista covert, per tutte le qualità negative (in cui, in parte, mi riconosco) che ha elencato. Tuttavia, ho l’impressione che dalla sua descrizione emerga un ritratto troppo sbilanciato sul nero in un’immaginaria scala cromatica. Voglio dire, un narcisista può sì essere una figura tossica nella vita di un’altra persona, ma quello che secondo me non emerge dal suo articolo è che il narcisista covert (il discorso potrebbe valere anche per gli overt), avendo delle modalità relazionali disturbate è esso stesso una persona disturbata. E non solo nei confronti degli altri, ma anche di sè stesso: d’altronde l’ha detto anche lei che il funzionamento di questo soggetto non è dei migliori. Dunque quello che intendo è: pur essendoci, all’interno della gamma dei disturbi di personalità, disturbi che stanno “meno simpatici” di altri, come questo, quale atteggiamento deve assumere un terapeuta nei confronti di un narcisista covert? Non merita forse il narcisista lo stesso atteggiamento empatico e “compassionevole” di altre figure? So che suona come una critica (o come vittimismo!), ma in tutti gli altri articoli che ho letto a riguardo ho trovato lo stesso atteggiamento, che mi è suonato leggermente demonizzante.
    La ringrazio in anticipo.

    • Anna Zanon 3 gennaio 2018 at 11:15 - Reply

      Gentile Marco, la ringrazio per le sue garbate osservazioni che condivido. Come dice giustamente lei, il narcisista non si comporta così per libera scelta ma perché non ha le risorse per fare altro ( e aggiungo che i narcisisti covert soffrono molto di più rispetto ai narcisisti overt).
      L’intento del mio articolo non era quello di descrivere una persona reale con tutte le sue sfumature e peculiarità ma un disturbo complesso in poche righe senza avere la pretesa di essere esaustivo.

  4. Marco 8 gennaio 2018 at 01:47 - Reply

    Gentile Dottoressa, ho letto con molta attenzione il suo articolo, e ho sentito i brividi lungo la schiena, perché purtroppo è tutto drammaticamente vero. Sono un narcisista covert, ho 32 anni, e sono cosciente dei danni che ho fatto, e anche dei tantissimi danni che MI sono fatto. Ho investito molto tempo e denaro approcciando diverse discipline e correnti di pensiero per accrescere la mia autostima, ormai sono 12 anni che ci lavoro, ma continuo a sentire una voragine immensa dentro di me, non sento di avere una mia “personalità”, non mi piaccio, ho vergogna di me stesso e della mia vita, ho autosabotato il mio percorso professionale più volte, e ho rinunciato da tempo alla compagnia di una donna, dopo aver visto sfiorire una splendida persona che ha trascorso 2 anni della sua vita con me. Gli anni passano, ho raggiunto qualche piccolo traguardo, mi viene riconosciuta una spiccata intelligenza, ma le tante “fantasie” che mi tenevano in piedi pro futuro – fantasie di status, di ricchezza, di potere, di realizzazione – sembrano sempre più sbiadite ed evanescenti, ho perso credibilità nei miei stessi confronti. E’ terribile una vita così. Non ho trovato molto materiale in merito a terapie per questa forma di narcisismo, e questo mi preoccupa molto. Avevo provato con la Scheme Therapy ma poi avevo dovuto interrompere per questioni economiche, e anche perché non stavo cavando ragni dal buco. Sto buttando via la mia vita, soffrendo ogni giorno. In passato mi sono imbattuto in piccole oasi di pace quando qualcosa filava per il verso giusto – ma col passare degli anni ho complicato tutto, ho deluso molte persone, ho sprecato tutti i miei capitali di credibilità e affidabilità. Dottoressa le sono riconoscente per aver posto all’attenzione dei lettori e delle lettrici questo tema.
    Un’ultima cosa: in amore possiamo essere estremamente subdoli, sminuire, lanciare frecciatine di pessimo gusto, è capitato anche a me, e una volta “riavutomi” da quella reazione – il che poteva accadere pochi secondi dopo – mi chiedevo come fosse possibile che sentissi quell’impulso irrefrenabile a sminuire una persona verso la quale provavo sentimenti genuini, ma verso la quale mi sentivo così inadeguato.

    • Anna Zanon 9 gennaio 2018 at 18:03 - Reply

      Gentile Marco, la ringrazio per aver condiviso con noi la sua esperienza e per le sue considerazioni che potranno aiutare i lettori del blog.
      Lei mi sembra molto consapevole di tanti meccanismi psicologici e questo è un ottimo punto di partenza per modificarli. Non si scoraggi! Non vedrei male per lei un percorso analitico. Provi a chiamare il CIPA ( CENTRO italiano psicologia analitica) : 02 5513817. Credo che potranno darle delle dritte, tenuto anche conto della sua situazione economica

    • Laura 2 febbraio 2018 at 14:28 - Reply

      Le tue parole colpiscono. Se hai preso coscenza di questa situazione e credi di amare realmente la tua ragazza o ex ragazza hai modo di curarti e probabilmente nonostante tutto lei ti perdonera e potrete intraprendere insieme un nuovo viaggio dentro di voi se lo volete. Mi piacerebbe parlarti di persona se sei di milano.

  5. Francesco 15 gennaio 2018 at 13:15 - Reply

    Salve dott.ssa Zanon
    Sembra incredibile quanto la sua precisa ed esatta descrizione della personalità narcisistica covert somigli a quella della donna con cui mi sono relazionato per un anno e mezzo.
    È finita già da un anno e nonostante abbia intrapreso un percorso terapeutico il mio pensiero è ancora la…
    le sensazioni che provo sono di rabbia con me stesso per essere caduto a 40 anni in una trappolà del genere.
    Dissonanza cognitiva… sono consapevole della sua patologia.. eppure dentro di me a volte mi sento sbagliato io.. come se non fossi stato all altezza …. che forse se L avessi gestita meglio sarebbe andata diversamente….
    L ho amata tanto.. le ho dato la parte migliore di me e ho fatto da padre a suo figlio. Ma era impossibile costruire qualcosa con lei anche se all inizio faceva grandi progetti.
    Ogni volta che mettevo amore e cercavo intimità lei mi respingeva con attacchi improvvisi, inopportuni e talvolta crudeli… insulti velati che mi lasciavano interdetto…percepivo quasi un invidia per la mia capacità di amare non riuscivo a comprendere il perché di tanta aggressività… e sapeva come ferirmi in maniera “ scherzosa” … che mi lasciavano col dubbio se arrabbiarmi o lasciarla stare.
    Le dico anche dott.ssa che quando sono riuscito ad allontanarmi anche le sue “ amiche” mi hanno detto di fuggire da lei.
    Il mio allontanamento non era vero però… era un tentativo di tirar fuori una reazione in lei … reazione che non ci fu… e in seguito ad un ultimo mio tentativo lei mi prese letteralmente a calci nel sedere dicendo che non poteva darmi quello che volevo… quando fino a 2 settimane prima mi diceva che non poteva pensare ad una vita senza di me.
    Li capii che non mi aveva mai amato nonostante a parole si dichiarava innamorata … non si è preoccupata nemmeno di coinvolgere suo figlio di 5 anni…
    Prima ha preteso che costruissi un rapporto con lui… poi con superficialità ci ha separati.
    Non le dico che dolore per me… un bambino particolare … con problemi psicologici ( con una madre così…), ma che sentivo quasi mio e lui si era molto legato a me.
    Dopo la fine ha continuato a cercarmi… io per non soffrire oltremodo L ho bloccata dappertutto.
    Passano 5 mesi e mi vengono a dire che ha delle relazioni con uomini sposati. Chiaramente queste relazioni non andarono a buon fine e quindi si ripresentò da me cercando in tutti i modi di parlarmi … tramite le amiche, la madre ( figura pericolosa , manipolatrice che mi ha circuito peggio della figlia) e dulcis in fundo vedendo il mio netto rifiuto ad incontrarla, utilizzo il figlio per vedermi dicendo che piangeva e sentiva la mia mancanza ( dopo 5 mesi?!?!?!)
    Li ho compreso la sua cattiveria… gioca con i sentimenti e la sensibilità non solo mia ma anche del figlio. Mi faceva lasciare messaggi in segreteria telefonica da parte del figlio sotto sua dettatura.
    Orribile.
    A quel l’unto le ho parlato e detto tutto quello che pensavo di lei… anche perché nel frattempo mi ero documento sulla patologia narcisistica… e se mentre all inizio della telefonata lei era tutta dimessa e povera vittima… quando le ho detto che non doveva utilizzare il figlio per circuirmi m, che una madre dovrebbe tutelarlo è che il figlio ha problemi per colpa sua… beh li è riuscita la vera personalità patologica … mi ha preso a male parole insuktandomi.
    Nei mesi successivi ha provato ancora a farsi sentire… un giorno la incontrai casualmente ma io filai dritto cin in semplice ciao. L ultima che fece 3 mesi fa è chiamare mia sorella la quale con educazione non le diede possibilità di parlare tagliando corto con una scusa.
    Una vera storia tossica… persona malata e negativa che si è fatta strada attraverso le mie fragilità e le mie ferite… senza scrupoli… senza morale.
    Vorrei non averla mai incontrata

  6. bianca 31 gennaio 2018 at 09:01 - Reply

    Buongiorno Dottoressa,
    nel suo articolo, che ho trovato molto interessante, non ho trovato cenni al silenzio del narcisista covert.
    Tecnica manipolatoria che crea molta sofferenza e sbigottimento in chi la subisce.
    Il semplice cortegiatore, o partner di breve o lunga data, dopo aver attuato il love bombing e aver raggiunto l’obiettivo, oppure perché si stente minacciato dalle accuse della controparte, o da alcune richieste a cui non puo’ rispondere…si chiude in un silenzio tombale che puo’ durare anche mesi.
    In questo caso, qual’é il suggerimento: prenderlo di petto e chiedere spiegazioni o lasciarlo nel proprio brodo attuando il no contact?
    grazie

    • Anna Zanon 16 febbraio 2018 at 11:16 - Reply

      Gentile Bianca, il silenzio del narcisista covert o overt ha lo stesso significato: punire l’ altro rendendolo insicuro, avere il controllo della relazione, avere il pretesto per frequentare altre donne o semplicemente creare una distanza in una relazione che sta diventando troppo coinvolgente o intima. Purtroppo la richiesta di spiegazioni o il confronto diretto non sortiscono alcun effetto: anche il narcisista covert è abilissimo nell’ arte di rigirare le frittate, facendo sentire la partner in colpa e dalla parte del torto.
      Di solito il narcisista covert utilizza come cavallo di battaglia i suoi problemi..” con tutto quello che sto passando, ci metti anche tu a rovinarmi la vita con le tue paranoie.”

  7. Narcisa 26 febbraio 2018 at 17:21 - Reply

    Buongiorno, penso di essere una narcisista covert, anche se ho anche caratteristiche overt e tratti istrionici. Ho cercato di correggere certi miei modi di fare sprezzanti e arroganti ( in realtà non sapevo di essere così insopportabile) ma ciò mi ha provocato ansia sociale e depressione. Cioè, ogni volta che cerco di modificare i miei atteggiamenti mi sento male! Molto male…da desiderare la morte. Attualmente riesco a nascondermi molto meglio, in realtà, e sinceramente non voglio provare più quelle brutte sensazioni. Non basta fingere, e basta? Tipo come diceva, facendo appunto finta di essere in maniera diversa. In realtà attualmente non provo più invidia per nessuno, e non dico più cattiverie o rispondo in maniera maleducata…e che mi sembra proprio impossibile mettermi sullo stesso piano degli altri: mi sento speciale, e non riesco a togliermi quest’idea..io comunque come un overt punto molto sulla carriera, e ho molta determinazione e tenacia, e energie, nonostante la poca autostima ( anche se mi piaccio anche un sacco) ho un bell’aspetto molto curato, ma allo stesso tempo trasandato, proprio come una metà overt covert. Inoltre penso che io abbia qualcosa che non va…tipo che sono difettosa, e quindi poco amabile…il tutto nasce da esperienze molto umilianti da bambina che mi portarono pure a pensare di suicidarmi da bambina ( si immagini una bambina di 11 anni che vuole uccidersi) e non per i miei genitori( molto indirettamente, ma per le difficoltà e il muro che ho trovato fuori dalle mura tranquille di casa!)

    • Anna Zanon 17 marzo 2018 at 20:32 - Reply

      Cara Fede, no non voglio chiamarti Narcisa ..più che una narcisista covert o overt, a me sembri una persona che ha dentro tanto dolore e tanta sofferenza e a cui hanno fatto così tanto male che si sente oggi difettosa e poco amabile.
      Smetti di autodefinirti e impara a vederti per quello che sei : una persona bella ma ferita e che a volte ,per difesa, non si comporta come vorrebbe.
      La terapia potrà aiutarti a vederti con occhi diversi

  8. Arianna 11 marzo 2018 at 21:10 - Reply

    Gentile dttoressa, ho ritrovato molte delle caratteristiche descritte nell’articolo in una persona che mi ha fatto e mi sta facendo tuttora soffrire.
    Non so se sia un narcisista, ma se non lo è si avvicina molto.
    Ci conosciamo in ufficio, siamo colleghi e lavoriamo a stretto contatto, entrambi siamo fidanzati da alcuni anni. Io in crisi, lui non sembra particolarmente entusiasta della sua relazione ma è molto riservato, non si sbilancia.

    Arriva in azienda a luglio, verso marzo inizia a farmi molti complimenti e a corteggiarmi. Io non capisco le sue intenzioni perché sembra il classico bravo ragazzo, che tiene alla sua fidanzata e non fa commenti sulle altre ragazze. All’epoca non ero attratta da lui, ma l’ho sempre considerato un ragazzo interessante e sensibile.
    Una sera, durante una festa aziendale mi dice nell’orecchio: ti penso sempre.
    E io da quel momento, non so che cosa sia scattato, ma ho iniziato a pensare a lui in modo diverso.

    Una sera mi chiede di uscire e qui inizia a confidarmi fatti della sua infanzia che l’hanno fatto soffrire. Aggiungendo che sono la prima persona con cui si confida e che le cose che mi sta raccontando non le ha mai dette nemmeno alla sua ragazza.

    Io rimango sorpresa e lusingata dalla fiducia che sente nei miei confronti e i miei sentimenti crescono sempre di più.

    Nasce l’amore, vogliamo stare da soli appena possibile, viviamo dei momenti magici e scopriamo un’intesa unica che ci porta via dal piano terreno.

    Lui si lascia andare a dichiarazioni importanti del tipo: mi immagino io e te in mezzo a un campo di battaglia, mentre gli altri si fanno la guerra noi ci baciamo e ci sentiamo al sicuro/le cose non potranno tornare come prima perché tra di noi c’è stato troppo/scappiamo insieme lontano/sembra di conoscerti da una vita.

    Viviamo una passione travolgente per circa un mese e mezzo. In cui è tutto bellissimo e romantico, ma anche faticoso, perché entrambi parliamo di come sarebbe difficile lasciare i nostri rispettivi partner, e quanto questo li farebbe soffrire.

    Così io gli dico: viviamo i prossimi tre mesi per vedere come va, poi a settembre prendiamo una decisione.

    Poi mi chiede il contatto di una psicoterapeuta dato che gli avevo confidato che per stare meglio con me stessa da circa due anni andavo in terapia. Così inizia anche lui ad andare da una psicologa.

    Da quel momento le cose sono iniziate gradualmente a peggiorare fino a quando tornata in ufficio dopo il weekend inizia ad essere distaccato e a trovare scuse per non vedermi dopo il lavoro.

    Io gli chiedo spiegazioni fino a che a un certo punto mi dice che non prova più sentimenti per nessuno. Non sa più chi è. Sente un vuoto dentro. È triste e non prova più emozioni. Che la terapia gli ha fatto rivivere dei momenti difficili del passato che l’hanno traumatizzato. Una volta mi dice addirittura che lo faccio sentire sbagliato, quando io non l’ho mai giudicato ma volevo solo capire che cosa stesse succedendo.

    Io cerco di stargli vicino e cerco di capire che cosa potrebbe farlo stare meglio. Lui però sembra peggiorare, fino al punto di avere istinti suicidi.

    Non so cosa fare. Intanto tra di noi non ci sono quasi più momenti romantici, ma solo abbracci, baci sulla guancia e carezze.
    A luglio, dopo una serata tra colleghi, ci baciamo con passione ed è tutto bellissimo e magico come all’inizio. Tornata a casa mi scrive un messaggio: vorrei riuscire ad essere sempre me stesso.

    Ma le cose non migliorano, anzi, io ahimè mi lego sempre di più ma inizio a stare male perché non riesco più a capirci niente. Anche perché in ufficio sembra allegro e tranquillo con gli altri. Ma quando siamo soli cade nel buio più profondo e mi dice che con gli altri indossa una maschera.

    Tornata dalle vacanze a settembre inizio a non farcela più anche perché lui è sempre più distaccato. A fine settembre vuole parlarmi, mi dice che è passata molta acqua sotto i ponti e che dato che non prova più niente per nessuno non ha più senso continuare.

    Io prendo atto della sua decisione anche perché non ce la facevo più a vivere in quel limbo. Ma in cuor mio pensavo che quando fosse guarito sarebbero rinati i suoi sentimenti per me.

    Così è iniziata la fase dell’amicizia molto intima in cui ci scrivevamo spesso quasi tutti i giorni. E devo dire che mi è stato vicino per cercare di farmi superare il difficile momento.

    Io nel frattempo gli ho scritto una lettera in cui gli ho dichiarato tutto il mio amore e affetto.

    Pian pianino lui è iniziato a stare meglio, mantenendo però una forte componente di cinismo verso tutto e tutti. Mi dice che il suoi sentimento per me si sono evoluti in un sentimento di profonda amicizia e che mi vuole un bene dell’anima.

    Io sono iniziata a stare un pochino meglio perché sembrava che avessimo recuperato la complicità di un tempo e adesso che lui stava un pochino meglio nutrivo delle speranze. Anche perché ogni tanto anche in ufficio faceva dei rimandi alla nostra storia passata, magari lanciando delle frasi che capivamo solo io e lui.

    E invece, un bel giorno di gennaio mi dà l’ennesima batosta dicendomi che sotto Natale ha chiesto alla sua ragazza di sposarlo.

    A quel punto il mio atteggiamento verso di lui è cambiato. Ho iniziato a vederlo come collega e a cercare di spezzare quel legame che mi ha causato solo sofferenza.

    Lui è irritato quando sono distaccata e dopo una giornata intera in cui non gli ho rivolto la parola è arrivato al punto di dirmi: scommetto che se adesso ti dicessi che sono così triste da volermi uccidere tu mi daresti una mano.
    Inoltre è davvero suscettibile alle critiche, non gli si può dire niente che se la prende.

    Devo cercare di superare questo momento, non è facile lasciare andare una persona a cui ci si è legati a tal punto. La cosa che fa più male è che lui è riuscito a dimenticare tutto come se nulla fosse successo.

    Se mi avesse voluto davvero bene non mi avrebbe dato questo dispiacere tre mesi dopo la chiusura della nostra ‘storia’ e un mese dopo aver letto la mia lettera. Voglio dire, era così urgente? Soprattutto dopo che tre mesi prima mi dice di non provare sentimenti per nessuno, nemmeno per la sua ragazza

    Se non altro sapendo a cosa dovrò andare incontro: battute in ufficio su suo matrimonio, il dover sembrare felice agli occhi di tutti gli altri, per non parlare del giorno in cui consegnerà a tutti le partecipazioni.

    Probabilmente non gli è mai importato niente di me, ma solo di se stesso, e io mi sono fatta fregare.

    • Anna Zanon 17 marzo 2018 at 19:30 - Reply

      Cara Arianna, mi dispiace molto per la sua brutta esperienza. Quando lei ha cominciato questa relazione, non si trovava in una situazione ottimale perché era in crisi con il suo compagno che non riusciva a lasciare. E’ possibile che per uscire da questa situazione dolorosa avesse bisogno di vivere un grande amore che la trasportasse e le desse il coraggio di rompere con il suo compagno. Probabilmente in base a questi suoi bisogni l’ha idealizzato e unito al fatto che questo ragazzo mi sembra un abile manipolatore l’ha visto non per quello che era ma per quello che pensava che fosse.
      Sulla diagnosi di lui non mi sbilancio ma mi ha fatto rabbrividire la frase che le ha detto sull’ uccidersi. Una grande arma di queste personalità manipolatrici è ostentare la propria fragilità, che sicuramente c’è ma che viene usata per non prendersi le proprie responsabilità e per indurre nell’ altro il senso di colpa ( se non mi stai vicino mi uccido). Credo che sia vero invece quello che le ha detto sul sentirsi vuoto e senza sentimenti. La capacità di amare appartiene solo alle personalità più sane, chi ha una struttura più fragile prova delle forti emozioni ma non dei profondi sentimenti e le emozioni vanno e vengono.
      Io non ho però l’impressione che non ci sia stato un inganno consapevole: in quel momento quelle cose le pensava e le sentiva, ma non avendo una personalità solida ha cambiato idea e modo di sentire

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