Il narcisista covert: quando il narcisismo si nasconde dietro da una maschera di sensibilità

uomo-che-piange-300x225Il narciso che non ti aspetti: il narcisista “covert”
Intelligente,introverso, sensibile, talvolta depresso e vulnerabile, si presenta così il narcista ” nascosto” o covert.  Ma dietro la maschera del raffinato intellettuale, dell’artista anticonformista o del bravo ragazzo dai nobili principi si nasconde una personalità narcisistica, incline a stabilire rapporti con gli altri di tipo utilitaristico e di sfruttamento.
Ansiosi e insicuri, mancano della spinta verso la realizzazione personale che caratterizza invece il narcisista overt. Idealisti e apparentemente disinteressati al successo, coltivano fantasie segrete di gloria e fama.
Nella relazione presentano le stesse dinamiche e le stesse ambivalenze del narciso ” doc”, ed è per questa ragione che una relazione con loro può rivelarsi altrettanto distruttiva, se non di più.

LE CARATTERISTICHE DEL NARCISISTA COVERT

Si presenta come una vittima

Sin dai primi incontri con il “narcisista covert” si crea un clima di vicinanza emotiva e di intimità. Al contrario della maggioranza degli uomini, questo tipo di narciso apparentemente sembra non avere nessuna difficoltà ad aprirsi con una donna appena conosciuta.
Anzi, non è infrequente che sin dall’inizio ( qualche volta persino al primo appuntamento) il narciso accenni ad un episodio particolarmente doloroso del suo passato che ha avuto un impatto sconvolgente su tutta la sua vita.
Non avrà remore a raccontare quanto ha sofferto per il divorzio dei genitori, per un problema di salute nell’infanzia , per un lutto in famiglia o per qualche  altro trauma infantile.
Altre volte semplicemente parlerà di un grande amore, finito ormai da decenni il cui ricordo gli impedisce di innamorarsi di nuovo.
Non importa quale sia il contenuto del triste racconto, il narcisista tenderà a presentarsi come una persona sfortunata e sofferente con una vita e un passato travagliato.
Spesso  infatti questo tipo di narciso si descrive come traumatizzato dal ricordo di una relazione finita male con un ex compagna molto problematica per colpa della quale a  distanza di anni non riesce ad impegnarsi in una nuova relazione. Si descriverà come una persona romantica, sensibile, forse troppo buona che ha avuto la sfortuna di incappare in compagne tremende.
Il vittimismo è la nota dominante di  questi racconti: il fallimento della relazione viene attribuita interamente alla ex  che viene descritta come instabile e pazza o come una meschina e opportunista e di facili costumi.

La grandiosità narcisistica è mascherata da una facciata dimessa e vulnerabile 

Molte donne si inteneriscono quando un uomo al primo o al secondo appuntamento parla della sua vita difficile, di un lutto importante o confida i dettagli più dolorosi del suo divorzio.
Tuttavia, non è mai un buon segno quando il dolore viene esibito.
Le persone che hanno alle spalle delle storie terribili di solito necessitano di tempo e di accoglienza per aprirsi e inizialmente preferiscono omettere i particolari più umilianti perché si vergognano.
Invece i narcisisti covert ( caratteristica che condividono con altre strutture di personalità) ci tengono a presentarsi come delle persone molto sofferenti, identificandosi con la loro triste storia che è  il loro biglietto da visita con tutti quelli con cui entrano in contatto.
Questo di tipo di narcisista si ritiene  infatti particolarmente sfortunato o “intrinsecamente difettoso”   ed è segretamente convinto che per lui sia tutto più difficile e che gli altri abbiano vite più fortunate e felici della sua.
La grandiosità narcisistica è presente ma è mascherata da una facciata dimessa o vulnerabile: il narcisista si crede sempre “speciale ” stavolta  per la sua sfortuna o per certi suoi  difetti, a causa dei quali ritiene di avere diritto ad un trattamento di favore da parte degli altri più fortunati e felici.
La consapevolezza delle sue carenze rende il narcisista covert rabbioso e invidioso anche se questi aspetti non si esprimono mai apertamente. 

 Può essere consapevole dei suoi aspetti narcisistici

Più introspettivo rispetto al narcisista overt, il narcisista covert può essere consapevole delle sue difficoltà relazionali e persino  può parlarne liberamente con la partner, analizzandole lucidamente.
Lei, soprattutto se ha l’indole della ” crocerossina(“ovvero una donna che cerca di curare le proprie ferite emotive occupandosi di quelle altrui) sarà lusingata da queste confidenze che la fanno sentire speciale e penserà che dal momento che lui è consapevole delle sue problematiche, ci siano dei margini per un cambiamento.
Purtroppo la consapevolezza delle proprie ferite  emotive non implica necessariamente la volontà di un cambiamento. Anzi, spesso questi discorsi sulla paura di amare e sulla difficoltà di stare in una relazione stabile vanno intesi come un avvertimento ( traduco: ” sono fatto così e ci sono molte cose che non posso/ voglio darti, se stai con me devi capirlo e accettarlo senza rimostranze”) .

E’ molto sensibile ma solo verso se stesso
Le donne che hanno avuto relazioni con narcisisti covert riferiscono che all’inizio della relazione credevano di aver conosciuto un uomo” speciale” perchè fuori dagli schemi, intelligente, profondo e con una sensibilità fuori del comune.” Finalmente un uomo con cui si può parlare !”pensa lei.
Sebbene il narcisista covert si presenti come una persona sensibile ( a volte vulnerabile) e sia capace, soprattutto all’inizio , di “carinerie” che farebbero presupporre un profondo interesse verso la partner, nei fatti sono incapaci di supporto emotivo e di empatia.
Centrato sui suoi bisogni e ancora di più sui  suoi tanti problemi, fa sentire la partner in colpa per richieste anche minime come quella di una telefonata o di un messaggio, elencando tutte le complicazioni e gli obblighi della giornata  incolpandola di aggiungere pesantezza ad una vita già provata e difficile di suo.
Aggiungo che questo tipo di narciso ha un funzionamento peggiore rispetto alla tipologia overt ( che significa  nella vita se la cava molto peggio): pur essendo in molti casi intelligente e colto non riesce a fare carriera o a costruirsi una stabilità professionale ed economica. La mancanza di autostima e i bassi livelli d’energia rendono ogni giornata un campo di battaglia che lo vede arrivare a sera esausto.
Nei casi piu’gravi il narcisista covert  trova delle difficoltà persino nella gestione della quotidianità: molti sono trasandati, in sovrappeso, estremamente disordinati e non si curano della loro salute.
Di fronte alle richieste della compagna, lui mette un muro: “Con tutti i problemi che ho in questo periodo, ci mancavi pure tu !” è la risposta tipica che sottende il concetto ” la mia vita è già uno stress e  se adesso cominci a stressarmi anche tu, ti lascio”.
Spesso lei si mortifica, pensando di essere troppo esigente e mancante di sensibilità, in fondo tra i problemi di salute del padre anziano, il brutto carattere del capoufficio e un ex moglie vipera non ci si può arrabbiare se lui non risponde ai messaggi o lo fa con giorni di ritardo o se disdice gli appuntamenti all’ultimo o non c’è quando ci sarebbe bisogno di lui.
Molte donne finiscono così per accettare un rapporto  sbilanciato e privo di reciprocità con un uomo che chiede molto ma che dà ben poco.

Instaura rapporti di convenienza e di calcolo
A mio parere questo tipo di narciso instaura rapporti amicali e di coppia sulla base di criteri opportunistici in misura ancora maggiore del narcisista overt, spesso generoso dal punto di vista economico.
Ipercritico verso se stesso e verso gli altri, non riesce ad amare la sua partner che svaluta dentro si sé ma di cui ha un profondo bisogno. Come compagne tende a privilegiare donne accudenti e servizievoli che si dedichino a lui ma la cui devozione viene data per scontata.
Nella relazione tende a prendere più che a dare, a fare un minuzioso bilancio di vantaggi e svantaggi e calcola tutto ( il prezzo della benzina per venirla a trovare persino se è una piccola tratta, i 10 minuti di sonno in meno al mattino per dormire da lei, la fatica di chiamarla ogni giorno per mantenere la coppia).
Le donne in una relazione con un narcisista covert si lamentano spesso della sua avarizia che rispecchia anche un’ avarizia di sentimenti.
Un altra partner privilegiata  è una  compagna in carriera da cui può trarre vantaggi almeno dal punto di vista dell’immagine e con buone disponibilità economiche.
Questa tipologia di narciso può essere incline a farsi prestare soldi che poi non restituisce o a farsi mantenere.
Paradossalmente più riceve dalla relazione in termini d’affetto, attenzione, economici, più si sente ” bisognoso” e in ” debito” ( sentimenti intollerabili per un narciso) maggiore è la necessità di ristabilire l’equilibrio svalutando la compagna e prendendo le distanze da  una relazione che è diventata lo specchio delle proprie manchevolezze personali.

E’ poco interessato al sesso
Questo tipo di narciso presenta spesso nei problemi nella sfera sessuale. Problematiche di eiaculazione precoce, difficoltà nel mantenere l’erezione ma soprattutto assenza di desiderio sono molto comuni. Le compagne del narciso lamentano che lui non le ha mai desiderate neppure all’inizio della relazione, obbligandole a lunghi periodi di astinenza. A molti narcisi covert il sesso sembra non interessare e si concedono alla partner come se le facessero un favore ( ” pensi sempre a quelle cose li”). Poco in contatto con il loro aspetto pulsionale, vivono come pericolosa la perdita di controllo che c’è nell’ atto sessuale, che comporta un abbandonarsi all’altro.
Per loro lasciarsi andare nell’intimità fisica significa a livello inconscio essere in balia del potere della loro donna ed è questa la motivazione per cui molti narcisi preferiscono una sessualità solitaria.

Tende a svalutare la compagna
La svalutazione della compagna è sempre presente qualora il narcisista si senta troppo dipendente e bisognoso della partner e rappresenta un tentativo di ristabilire il “potere ” nella coppia.
Questo tipo di narciso, avendo una scarsa autostima, tende a scegliere una compagna che avverte come migliore di lui e che gli consenta di fare bella figura agli occhi degli altri, brillando di luce riflessa. Paradossalmente questo tipo di relazione accentua nel narciso la consapevolezza delle sue carenze e gli stimola l’invidia nei confronti della partner che percepisce come più dotata o più sana.
Invidia che si esprime con una svalutazione, qualche volta molto sottile e apparentemente scherzosa, diretta proprio ai quei settori in cui la partner eccelle e il narcisista si sente invece in svantaggio.
Il narcisista bruttino e trascurato fidanzato ad una donna bella e piacente criticherà il suo aspetto facendola sentire brutta e ordinaria e la renderà insicura e gelosa come si sente lui.
Invece il narciso che non riesce sul lavoro attaccherà la compagna che ha una buona situazione professionale, non mostrando alcuna partecipazione nei confronti dei suoi successi lavorativi e insinuando che forse non è così brava e che la sua carriera è frutto di circostanze fortuite.

Stare con lui drena le tue energie

L’indizio migliore che si sta vivendo una relazione con una persona che ha delle caratteristiche di questo tipo è che una relazione che drena ,poco a poco, le energie vitali. E’ difficile non rimanere contagiate dal cattivo umore, dal pessimismo cosmico e dagli attacchi di invidia ( qualche volta ben mascherati) del narciso.
Senza accorgersene, le donne coinvolte in una relazione con un uomo con questa struttura caratteriale finiscono per ” spegnersi”, ingrassano, trascurano il loro benessere e smettono di fare progetti personali per occuparsi affannosamente di lui.

Il presente articolo ha una valenza di carattere informativo.

Purtroppo, a causa dell'elevato numero di commenti e di lettere che ricevo tutti i giorni, non riesco a rispondere a tutti (come vorrei) e a farlo in tempi brevi. Inoltre le risposte ai commenti sono molto sintetiche, considerata anche la natura pubblica del sito web.

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By | 2017-10-28T11:55:02+00:00 28 ottobre 2017|Narcisismo|38 Comments

38 Comments

  1. Sophie 29 ottobre 2017 at 01:35 - Reply

    Gentile dottoressa, vorrei porle una domanda se possibile. Qualche anno fa ho conosciuto un uomo più grande di me, con il quale c’è stata subito una grande sintonia. Nacque una bella amicizia, ma sentivo la sua gelosia ogni qualvolta io parlassi con qualcuno di diverso da lui, nonostante lui fosse già impegnato (in un rapporto che non va), e nonostante io non gli abbia mai chiesto nulla. La nostra amicizia era più che sufficiente. Nel corso del tempo ho notato cambiamenti improvvisi nel suo comportamento, molto lunatici direi. Ha avuto (a suo dire) un passato e un presente molto tormentati da storie “sbagliate”, tutte misteriosamente finite/fallite con abbandoni da parte sua o di altri. Un giorno, dopo avermi raccontato di aver rotto con tutte le persone che riteneva significative mi ha detto “quindi preparati”. Ci rimasi molto male, non capivo il perché di tutto il discorso. Dopo qualche tempo, ha iniziato a dirmi che il nostro rapporto non andava più bene (come volevasi dimostrare), facendomi sentire inadeguata e accusandomi di cose che non avrei mai neppure immaginato. Così, all’improvviso. Una delle ultime volte mi ha anche proposto di farmi aiutare da qualcuno (“ha studiato psicologia, quindi lui sa”). Il tutto condito da un “per il tuo bene”.
    A me piace vivere le relazioni con tranquillità, non amo l’ambivalenza. Cerco sempre di trovare il lato positivo del rapporto, e lui alterna momenti in cui sembra volermi bene a momenti in cui ha una rabbia devastante nei miei confronti. Quando percepisco l’ambivalenza mi pongo sempre il dubbio sull’autenticità del rapporto, e me ne allontano. Non so come comportarmi. Adesso non ci vediamo da un pò, ma purtroppo ci rivedremo a breve. Spesso ricevo notizie da parte di altri, che dopo aver parlato con lui (di me) mi guardano con “compassione”. Io sono stanca sinceramente, penso di aver sopportato abbastanza, e penso che questo accanimento verso di me sia un abuso. Ho provato ad allontanare questa persona, ma non se ne va, non si schioda dalla mia esistenza. Dice che per me “ci sarà sempre” ma non gliel’ho chiesto… e mi sembra più una minaccia che una promessa. Ribadisco che ha studiato psicologia, faceva il terapeuta ma poi (stranamente) ha cambiato lavoro. Penso che sappia bene come comportarsi e come funzioni la mente delle persone, legge molto i blog di psicologia, seduzione ecc., e forse sono prevedibile per lui… Dottoressa, cosa posso fare per uscirne?

    • Anna Zanon 5 novembre 2017 at 17:36 - Reply

      Cara Sophie, il problema non è mai l’ altro ma cercare di capire quali meccanismi psicologici ci tengono legate ad una storia malata e che ci fa soffrire.
      Storie di questo tipo sono possibili solo perché vanno a toccarci in certi nostri punti fragili.
      Il mio consiglio è quello di intraprendere un percorso terapeutico per cercare di rafforzarsi e poter avere la forza per di ” uscirne”.
      p.s: il mio italiano stasera non è il massimo ma spero che si capisca lo stesso quello che intendo

  2. Stella 16 dicembre 2017 at 23:52 - Reply

    Gentile dottoressa Zanon,
    Questo articolo racconta perfettamente la mia esperienza, sembra scritto su misura per me. L’unico commento che mi sento di fare riguarda la strana sensazione che mi porto dentro, ora che è tutto finito, di profonda incredulità. Non riesco a capacitarmi che quell’uomo così colto, brillante, intelligente, in realtà non fosse semplicemente “bizzarro”, “emotivamente freddo e distaccato”, “afflitto da vuoti interiori dovuti alle sue vicende familiari”, ma una persona malata nella psiche e nell’animo che mi stava distruggendo e, pur essendone consapevole, non mi mollava. Mi ha distrutto l’autostima al punto di non credere, io stessa, a quello che il mio vissuto dimostrava in maniera indiscutibilmente oggettiva, mi ostinavo a sentirmi colpevole e non all’altezza, quando lui mi parlava delle ex, quando lui faceva osservazioni sul mio aspetto fisico. Avrei dovuto invece capire, lucidamente, il gioco perverso che aveva messo in piedi per rendermi insicura, gelosa, ossessiva, per farmi sentire sempre sminuita. Non so come spiegarle, una sorta di black-out del cervello, che entra in un tale stato di confusione ed immobilità, da rimescolare in continuazione le carte (rimettendomi sempre in discussione), per cercare di vederci più chiaro. Ecco vorrei capire se sono l’unica ad avere addosso questo senso di incredulità, di stupore nel pensare: accidenti, lui era una persona malata e non me ne sono accorta.
    Grazie ed un abbraccio a chi, come me, ha vissuto questo incubo e tenacemente ne sta uscendo

    • Barbara 26 gennaio 2018 at 20:52 - Reply

      Stella Vorrei parlarti ..
      Barbara.3334974687

  3. Marco 2 gennaio 2018 at 00:31 - Reply

    Gentile dottoressa, ho letto il suo articolo con grande interesse e l’ho trovato molto puntuale nella descrizione.
    Il motivo che mi ha portato al suo articolo è il seguente: sono venuto a conoscenza della categoria del narcisista covert un po’ di tempo fa e ho riconosciuto in essa molti miei tratti personali, dunque mi sono voluto informare in maniera più dettagliata.
    Venendo al suo articolo, mi permetto di fare una considerazione. Come si evince dal suo scritto, non è facile avere una relazione con un narcisista covert, per tutte le qualità negative (in cui, in parte, mi riconosco) che ha elencato. Tuttavia, ho l’impressione che dalla sua descrizione emerga un ritratto troppo sbilanciato sul nero in un’immaginaria scala cromatica. Voglio dire, un narcisista può sì essere una figura tossica nella vita di un’altra persona, ma quello che secondo me non emerge dal suo articolo è che il narcisista covert (il discorso potrebbe valere anche per gli overt), avendo delle modalità relazionali disturbate è esso stesso una persona disturbata. E non solo nei confronti degli altri, ma anche di sè stesso: d’altronde l’ha detto anche lei che il funzionamento di questo soggetto non è dei migliori. Dunque quello che intendo è: pur essendoci, all’interno della gamma dei disturbi di personalità, disturbi che stanno “meno simpatici” di altri, come questo, quale atteggiamento deve assumere un terapeuta nei confronti di un narcisista covert? Non merita forse il narcisista lo stesso atteggiamento empatico e “compassionevole” di altre figure? So che suona come una critica (o come vittimismo!), ma in tutti gli altri articoli che ho letto a riguardo ho trovato lo stesso atteggiamento, che mi è suonato leggermente demonizzante.
    La ringrazio in anticipo.

    • Anna Zanon 3 gennaio 2018 at 11:15 - Reply

      Gentile Marco, la ringrazio per le sue garbate osservazioni che condivido. Come dice giustamente lei, il narcisista non si comporta così per libera scelta ma perché non ha le risorse per fare altro ( e aggiungo che i narcisisti covert soffrono molto di più rispetto ai narcisisti overt).
      L’intento del mio articolo non era quello di descrivere una persona reale con tutte le sue sfumature e peculiarità ma un disturbo complesso in poche righe senza avere la pretesa di essere esaustivo.

  4. Marco 8 gennaio 2018 at 01:47 - Reply

    Gentile Dottoressa, ho letto con molta attenzione il suo articolo, e ho sentito i brividi lungo la schiena, perché purtroppo è tutto drammaticamente vero. Sono un narcisista covert, ho 32 anni, e sono cosciente dei danni che ho fatto, e anche dei tantissimi danni che MI sono fatto. Ho investito molto tempo e denaro approcciando diverse discipline e correnti di pensiero per accrescere la mia autostima, ormai sono 12 anni che ci lavoro, ma continuo a sentire una voragine immensa dentro di me, non sento di avere una mia “personalità”, non mi piaccio, ho vergogna di me stesso e della mia vita, ho autosabotato il mio percorso professionale più volte, e ho rinunciato da tempo alla compagnia di una donna, dopo aver visto sfiorire una splendida persona che ha trascorso 2 anni della sua vita con me. Gli anni passano, ho raggiunto qualche piccolo traguardo, mi viene riconosciuta una spiccata intelligenza, ma le tante “fantasie” che mi tenevano in piedi pro futuro – fantasie di status, di ricchezza, di potere, di realizzazione – sembrano sempre più sbiadite ed evanescenti, ho perso credibilità nei miei stessi confronti. E’ terribile una vita così. Non ho trovato molto materiale in merito a terapie per questa forma di narcisismo, e questo mi preoccupa molto. Avevo provato con la Scheme Therapy ma poi avevo dovuto interrompere per questioni economiche, e anche perché non stavo cavando ragni dal buco. Sto buttando via la mia vita, soffrendo ogni giorno. In passato mi sono imbattuto in piccole oasi di pace quando qualcosa filava per il verso giusto – ma col passare degli anni ho complicato tutto, ho deluso molte persone, ho sprecato tutti i miei capitali di credibilità e affidabilità. Dottoressa le sono riconoscente per aver posto all’attenzione dei lettori e delle lettrici questo tema.
    Un’ultima cosa: in amore possiamo essere estremamente subdoli, sminuire, lanciare frecciatine di pessimo gusto, è capitato anche a me, e una volta “riavutomi” da quella reazione – il che poteva accadere pochi secondi dopo – mi chiedevo come fosse possibile che sentissi quell’impulso irrefrenabile a sminuire una persona verso la quale provavo sentimenti genuini, ma verso la quale mi sentivo così inadeguato.

    • Anna Zanon 9 gennaio 2018 at 18:03 - Reply

      Gentile Marco, la ringrazio per aver condiviso con noi la sua esperienza e per le sue considerazioni che potranno aiutare i lettori del blog.
      Lei mi sembra molto consapevole di tanti meccanismi psicologici e questo è un ottimo punto di partenza per modificarli. Non si scoraggi! Non vedrei male per lei un percorso analitico. Provi a chiamare il CIPA ( CENTRO italiano psicologia analitica) : 02 5513817. Credo che potranno darle delle dritte, tenuto anche conto della sua situazione economica

      • Paola 4 novembre 2018 at 16:02 - Reply

        Si può definire una malattia Dottoressa? Vivo una storia con un uomo che ha esattamente questi comportamenti e mi sta spegnendo. Ho letto di tutto per capire come aiutarlo ma non ne esce e così io. Io non credo lui abbia la forza di uscirne ma è consapevole di questi comportamenti sbagliati. In pochi momenti di onestà intellettuale lo ha ammesso. Che si può fare?

        • Anna Zanon 5 dicembre 2018 at 10:19 - Reply

          Bella domanda! Se lui, come sempre capita, non ha la motivazione per cambiare, a farlo deve essere lei. Le consiglierei di documentarsi sulla patologia, sapendo più cose possibili e poi, se intende restare nella relazione, cercare di prendere le distanze da certi comportamenti ( sapendo che dipendono da difficoltà del suo compagno che su certe cose è come se avesse una specie di ” handicap” ) senza però subirli.
          Se poi vuole spiegarci un po’ meglio quali comportamenti la turbano di più, posso cercare di darle un consiglio in merito.

    • Laura 2 febbraio 2018 at 14:28 - Reply

      Le tue parole colpiscono. Se hai preso coscenza di questa situazione e credi di amare realmente la tua ragazza o ex ragazza hai modo di curarti e probabilmente nonostante tutto lei ti perdonera e potrete intraprendere insieme un nuovo viaggio dentro di voi se lo volete. Mi piacerebbe parlarti di persona se sei di milano.

    • Agny 8 novembre 2018 at 15:42 - Reply

      Ciao Marco,
      Sono una 25enne che sta con un presunto narcisista covert.Volevo farti una domanda. Hai mai tradito le tue ragazze oltre ad avere l’ impulso irrefrenabile di sminuirle?

  5. Francesco 15 gennaio 2018 at 13:15 - Reply

    Salve dott.ssa Zanon
    Sembra incredibile quanto la sua precisa ed esatta descrizione della personalità narcisistica covert somigli a quella della donna con cui mi sono relazionato per un anno e mezzo.
    È finita già da un anno e nonostante abbia intrapreso un percorso terapeutico il mio pensiero è ancora la…
    le sensazioni che provo sono di rabbia con me stesso per essere caduto a 40 anni in una trappolà del genere.
    Dissonanza cognitiva… sono consapevole della sua patologia.. eppure dentro di me a volte mi sento sbagliato io.. come se non fossi stato all altezza …. che forse se L avessi gestita meglio sarebbe andata diversamente….
    L ho amata tanto.. le ho dato la parte migliore di me e ho fatto da padre a suo figlio. Ma era impossibile costruire qualcosa con lei anche se all inizio faceva grandi progetti.
    Ogni volta che mettevo amore e cercavo intimità lei mi respingeva con attacchi improvvisi, inopportuni e talvolta crudeli… insulti velati che mi lasciavano interdetto…percepivo quasi un invidia per la mia capacità di amare non riuscivo a comprendere il perché di tanta aggressività… e sapeva come ferirmi in maniera “ scherzosa” … che mi lasciavano col dubbio se arrabbiarmi o lasciarla stare.
    Le dico anche dott.ssa che quando sono riuscito ad allontanarmi anche le sue “ amiche” mi hanno detto di fuggire da lei.
    Il mio allontanamento non era vero però… era un tentativo di tirar fuori una reazione in lei … reazione che non ci fu… e in seguito ad un ultimo mio tentativo lei mi prese letteralmente a calci nel sedere dicendo che non poteva darmi quello che volevo… quando fino a 2 settimane prima mi diceva che non poteva pensare ad una vita senza di me.
    Li capii che non mi aveva mai amato nonostante a parole si dichiarava innamorata … non si è preoccupata nemmeno di coinvolgere suo figlio di 5 anni…
    Prima ha preteso che costruissi un rapporto con lui… poi con superficialità ci ha separati.
    Non le dico che dolore per me… un bambino particolare … con problemi psicologici ( con una madre così…), ma che sentivo quasi mio e lui si era molto legato a me.
    Dopo la fine ha continuato a cercarmi… io per non soffrire oltremodo L ho bloccata dappertutto.
    Passano 5 mesi e mi vengono a dire che ha delle relazioni con uomini sposati. Chiaramente queste relazioni non andarono a buon fine e quindi si ripresentò da me cercando in tutti i modi di parlarmi … tramite le amiche, la madre ( figura pericolosa , manipolatrice che mi ha circuito peggio della figlia) e dulcis in fundo vedendo il mio netto rifiuto ad incontrarla, utilizzo il figlio per vedermi dicendo che piangeva e sentiva la mia mancanza ( dopo 5 mesi?!?!?!)
    Li ho compreso la sua cattiveria… gioca con i sentimenti e la sensibilità non solo mia ma anche del figlio. Mi faceva lasciare messaggi in segreteria telefonica da parte del figlio sotto sua dettatura.
    Orribile.
    A quel l’unto le ho parlato e detto tutto quello che pensavo di lei… anche perché nel frattempo mi ero documento sulla patologia narcisistica… e se mentre all inizio della telefonata lei era tutta dimessa e povera vittima… quando le ho detto che non doveva utilizzare il figlio per circuirmi m, che una madre dovrebbe tutelarlo è che il figlio ha problemi per colpa sua… beh li è riuscita la vera personalità patologica … mi ha preso a male parole insuktandomi.
    Nei mesi successivi ha provato ancora a farsi sentire… un giorno la incontrai casualmente ma io filai dritto cin in semplice ciao. L ultima che fece 3 mesi fa è chiamare mia sorella la quale con educazione non le diede possibilità di parlare tagliando corto con una scusa.
    Una vera storia tossica… persona malata e negativa che si è fatta strada attraverso le mie fragilità e le mie ferite… senza scrupoli… senza morale.
    Vorrei non averla mai incontrata

  6. bianca 31 gennaio 2018 at 09:01 - Reply

    Buongiorno Dottoressa,
    nel suo articolo, che ho trovato molto interessante, non ho trovato cenni al silenzio del narcisista covert.
    Tecnica manipolatoria che crea molta sofferenza e sbigottimento in chi la subisce.
    Il semplice cortegiatore, o partner di breve o lunga data, dopo aver attuato il love bombing e aver raggiunto l’obiettivo, oppure perché si stente minacciato dalle accuse della controparte, o da alcune richieste a cui non puo’ rispondere…si chiude in un silenzio tombale che puo’ durare anche mesi.
    In questo caso, qual’é il suggerimento: prenderlo di petto e chiedere spiegazioni o lasciarlo nel proprio brodo attuando il no contact?
    grazie

    • Anna Zanon 16 febbraio 2018 at 11:16 - Reply

      Gentile Bianca, il silenzio del narcisista covert o overt ha lo stesso significato: punire l’ altro rendendolo insicuro, avere il controllo della relazione, avere il pretesto per frequentare altre donne o semplicemente creare una distanza in una relazione che sta diventando troppo coinvolgente o intima. Purtroppo la richiesta di spiegazioni o il confronto diretto non sortiscono alcun effetto: anche il narcisista covert è abilissimo nell’ arte di rigirare le frittate, facendo sentire la partner in colpa e dalla parte del torto.
      Di solito il narcisista covert utilizza come cavallo di battaglia i suoi problemi..” con tutto quello che sto passando, ci metti anche tu a rovinarmi la vita con le tue paranoie.”

  7. Narcisa 26 febbraio 2018 at 17:21 - Reply

    Buongiorno, penso di essere una narcisista covert, anche se ho anche caratteristiche overt e tratti istrionici. Ho cercato di correggere certi miei modi di fare sprezzanti e arroganti ( in realtà non sapevo di essere così insopportabile) ma ciò mi ha provocato ansia sociale e depressione. Cioè, ogni volta che cerco di modificare i miei atteggiamenti mi sento male! Molto male…da desiderare la morte. Attualmente riesco a nascondermi molto meglio, in realtà, e sinceramente non voglio provare più quelle brutte sensazioni. Non basta fingere, e basta? Tipo come diceva, facendo appunto finta di essere in maniera diversa. In realtà attualmente non provo più invidia per nessuno, e non dico più cattiverie o rispondo in maniera maleducata…e che mi sembra proprio impossibile mettermi sullo stesso piano degli altri: mi sento speciale, e non riesco a togliermi quest’idea..io comunque come un overt punto molto sulla carriera, e ho molta determinazione e tenacia, e energie, nonostante la poca autostima ( anche se mi piaccio anche un sacco) ho un bell’aspetto molto curato, ma allo stesso tempo trasandato, proprio come una metà overt covert. Inoltre penso che io abbia qualcosa che non va…tipo che sono difettosa, e quindi poco amabile…il tutto nasce da esperienze molto umilianti da bambina che mi portarono pure a pensare di suicidarmi da bambina ( si immagini una bambina di 11 anni che vuole uccidersi) e non per i miei genitori( molto indirettamente, ma per le difficoltà e il muro che ho trovato fuori dalle mura tranquille di casa!)

    • Anna Zanon 17 marzo 2018 at 20:32 - Reply

      Cara Fede, no non voglio chiamarti Narcisa ..più che una narcisista covert o overt, a me sembri una persona che ha dentro tanto dolore e tanta sofferenza e a cui hanno fatto così tanto male che si sente oggi difettosa e poco amabile.
      Smetti di autodefinirti e impara a vederti per quello che sei : una persona bella ma ferita e che a volte ,per difesa, non si comporta come vorrebbe.
      La terapia potrà aiutarti a vederti con occhi diversi

  8. Arianna 11 marzo 2018 at 21:10 - Reply

    Gentile dttoressa, ho ritrovato molte delle caratteristiche descritte nell’articolo in una persona che mi ha fatto e mi sta facendo tuttora soffrire.
    Non so se sia un narcisista, ma se non lo è si avvicina molto.
    Ci conosciamo in ufficio, siamo colleghi e lavoriamo a stretto contatto, entrambi siamo fidanzati da alcuni anni. Io in crisi, lui non sembra particolarmente entusiasta della sua relazione ma è molto riservato, non si sbilancia.

    Arriva in azienda a luglio, verso marzo inizia a farmi molti complimenti e a corteggiarmi. Io non capisco le sue intenzioni perché sembra il classico bravo ragazzo, che tiene alla sua fidanzata e non fa commenti sulle altre ragazze. All’epoca non ero attratta da lui, ma l’ho sempre considerato un ragazzo interessante e sensibile.
    Una sera, durante una festa aziendale mi dice nell’orecchio: ti penso sempre.
    E io da quel momento, non so che cosa sia scattato, ma ho iniziato a pensare a lui in modo diverso.

    Una sera mi chiede di uscire e qui inizia a confidarmi fatti della sua infanzia che l’hanno fatto soffrire. Aggiungendo che sono la prima persona con cui si confida e che le cose che mi sta raccontando non le ha mai dette nemmeno alla sua ragazza.

    Io rimango sorpresa e lusingata dalla fiducia che sente nei miei confronti e i miei sentimenti crescono sempre di più.

    Nasce l’amore, vogliamo stare da soli appena possibile, viviamo dei momenti magici e scopriamo un’intesa unica che ci porta via dal piano terreno.

    Lui si lascia andare a dichiarazioni importanti del tipo: mi immagino io e te in mezzo a un campo di battaglia, mentre gli altri si fanno la guerra noi ci baciamo e ci sentiamo al sicuro/le cose non potranno tornare come prima perché tra di noi c’è stato troppo/scappiamo insieme lontano/sembra di conoscerti da una vita.

    Viviamo una passione travolgente per circa un mese e mezzo. In cui è tutto bellissimo e romantico, ma anche faticoso, perché entrambi parliamo di come sarebbe difficile lasciare i nostri rispettivi partner, e quanto questo li farebbe soffrire.

    Così io gli dico: viviamo i prossimi tre mesi per vedere come va, poi a settembre prendiamo una decisione.

    Poi mi chiede il contatto di una psicoterapeuta dato che gli avevo confidato che per stare meglio con me stessa da circa due anni andavo in terapia. Così inizia anche lui ad andare da una psicologa.

    Da quel momento le cose sono iniziate gradualmente a peggiorare fino a quando tornata in ufficio dopo il weekend inizia ad essere distaccato e a trovare scuse per non vedermi dopo il lavoro.

    Io gli chiedo spiegazioni fino a che a un certo punto mi dice che non prova più sentimenti per nessuno. Non sa più chi è. Sente un vuoto dentro. È triste e non prova più emozioni. Che la terapia gli ha fatto rivivere dei momenti difficili del passato che l’hanno traumatizzato. Una volta mi dice addirittura che lo faccio sentire sbagliato, quando io non l’ho mai giudicato ma volevo solo capire che cosa stesse succedendo.

    Io cerco di stargli vicino e cerco di capire che cosa potrebbe farlo stare meglio. Lui però sembra peggiorare, fino al punto di avere istinti suicidi.

    Non so cosa fare. Intanto tra di noi non ci sono quasi più momenti romantici, ma solo abbracci, baci sulla guancia e carezze.
    A luglio, dopo una serata tra colleghi, ci baciamo con passione ed è tutto bellissimo e magico come all’inizio. Tornata a casa mi scrive un messaggio: vorrei riuscire ad essere sempre me stesso.

    Ma le cose non migliorano, anzi, io ahimè mi lego sempre di più ma inizio a stare male perché non riesco più a capirci niente. Anche perché in ufficio sembra allegro e tranquillo con gli altri. Ma quando siamo soli cade nel buio più profondo e mi dice che con gli altri indossa una maschera.

    Tornata dalle vacanze a settembre inizio a non farcela più anche perché lui è sempre più distaccato. A fine settembre vuole parlarmi, mi dice che è passata molta acqua sotto i ponti e che dato che non prova più niente per nessuno non ha più senso continuare.

    Io prendo atto della sua decisione anche perché non ce la facevo più a vivere in quel limbo. Ma in cuor mio pensavo che quando fosse guarito sarebbero rinati i suoi sentimenti per me.

    Così è iniziata la fase dell’amicizia molto intima in cui ci scrivevamo spesso quasi tutti i giorni. E devo dire che mi è stato vicino per cercare di farmi superare il difficile momento.

    Io nel frattempo gli ho scritto una lettera in cui gli ho dichiarato tutto il mio amore e affetto.

    Pian pianino lui è iniziato a stare meglio, mantenendo però una forte componente di cinismo verso tutto e tutti. Mi dice che il suoi sentimento per me si sono evoluti in un sentimento di profonda amicizia e che mi vuole un bene dell’anima.

    Io sono iniziata a stare un pochino meglio perché sembrava che avessimo recuperato la complicità di un tempo e adesso che lui stava un pochino meglio nutrivo delle speranze. Anche perché ogni tanto anche in ufficio faceva dei rimandi alla nostra storia passata, magari lanciando delle frasi che capivamo solo io e lui.

    E invece, un bel giorno di gennaio mi dà l’ennesima batosta dicendomi che sotto Natale ha chiesto alla sua ragazza di sposarlo.

    A quel punto il mio atteggiamento verso di lui è cambiato. Ho iniziato a vederlo come collega e a cercare di spezzare quel legame che mi ha causato solo sofferenza.

    Lui è irritato quando sono distaccata e dopo una giornata intera in cui non gli ho rivolto la parola è arrivato al punto di dirmi: scommetto che se adesso ti dicessi che sono così triste da volermi uccidere tu mi daresti una mano.
    Inoltre è davvero suscettibile alle critiche, non gli si può dire niente che se la prende.

    Devo cercare di superare questo momento, non è facile lasciare andare una persona a cui ci si è legati a tal punto. La cosa che fa più male è che lui è riuscito a dimenticare tutto come se nulla fosse successo.

    Se mi avesse voluto davvero bene non mi avrebbe dato questo dispiacere tre mesi dopo la chiusura della nostra ‘storia’ e un mese dopo aver letto la mia lettera. Voglio dire, era così urgente? Soprattutto dopo che tre mesi prima mi dice di non provare sentimenti per nessuno, nemmeno per la sua ragazza

    Se non altro sapendo a cosa dovrò andare incontro: battute in ufficio su suo matrimonio, il dover sembrare felice agli occhi di tutti gli altri, per non parlare del giorno in cui consegnerà a tutti le partecipazioni.

    Probabilmente non gli è mai importato niente di me, ma solo di se stesso, e io mi sono fatta fregare.

    • Anna Zanon 17 marzo 2018 at 19:30 - Reply

      Cara Arianna, mi dispiace molto per la sua brutta esperienza. Quando lei ha cominciato questa relazione, non si trovava in una situazione ottimale perché era in crisi con il suo compagno che non riusciva a lasciare. E’ possibile che per uscire da questa situazione dolorosa avesse bisogno di vivere un grande amore che la trasportasse e le desse il coraggio di rompere con il suo compagno. Probabilmente in base a questi suoi bisogni l’ha idealizzato e unito al fatto che questo ragazzo mi sembra un abile manipolatore l’ha visto non per quello che era ma per quello che pensava che fosse.
      Sulla diagnosi di lui non mi sbilancio ma mi ha fatto rabbrividire la frase che le ha detto sull’ uccidersi. Una grande arma di queste personalità manipolatrici è ostentare la propria fragilità, che sicuramente c’è ma che viene usata per non prendersi le proprie responsabilità e per indurre nell’ altro il senso di colpa ( se non mi stai vicino mi uccido). Credo che sia vero invece quello che le ha detto sul sentirsi vuoto e senza sentimenti. La capacità di amare appartiene solo alle personalità più sane, chi ha una struttura più fragile prova delle forti emozioni ma non dei profondi sentimenti e le emozioni vanno e vengono.
      Io non ho però l’impressione che non ci sia stato un inganno consapevole: in quel momento quelle cose le pensava e le sentiva, ma non avendo una personalità solida ha cambiato idea e modo di sentire

  9. Nicola 12 maggio 2018 at 10:02 - Reply

    Gentile dottoressa, temo di essere incappato in una narcisista covert. La conosco e cominicio a sentirla. Donna in carriera, ultra curata, brillante, ecc ecc.. All’inizio, regali effusioni, affetto ecc ecc…e lamentele sul mondo sempre più schifoso. Ma qualcosa mi tenteva a freno, non so definirla. Ogni tanto ricevevo delle richieste di attenzioni del tutto inaspettare per farmi sentire in colpa. Cose del tipo… ma non mi ringrazi per averti fatto vedere questo… cose di questo tipo. La mia reazione era allontanarmi per un senso di scarsa empatia. Ma lei era sempre li, sempre a cercarmi con molto garbo ed intelligenza. Ogni tanto un ultimatum con proposte a 5 stelle in posti fantastici. Alla fine dopo mesi, decido di invertire la rotta e lasciarmi un pochino andare. Pensavo che ci tenesse a me davvero. Ed invece, probabilmente era riuscita a trovare il mio punto debole: la mia paura dell’abbandono. E’ stata la fine, una marea di accuse, di frasi ingiuriose ecc ecc. Sono rimasto scioccato. Pensando che fosse solo rabbia e sentendomi in colpa, ho provato a recuperare, chiedendole addirittura scusa, ma le ” fucilate” gratuite ed imporvvise erano sempre in agguato. Alla fine, dopo un po’ di sospensione da parte sua mi abbandona additandomi tutte le colpe della fine, dicendo di averla fatta raffreddare. Leggendo un po’ in rete, e ben sapendo del mio trauma dell’abbandono su cui ho lavorato parecchio, credo, comunque, di essermi imbattuto in una donna narcisista. Se davvero fosse cosi’ questo mi libererebbe dal senso di amarezza che ancora persiste in me!!

    • Anna Zanon 28 maggio 2018 at 09:00 - Reply

      Gentile Nicola non è facile capire bene una situazione complessa basandosi sulle poche righe di una mail. E’ possibile che la sua ex fosse una narcisista ma è ancora più provabile che nel vostro rapporto siano scattate delle dinamiche che non avete compreso e padroneggiato e che vi hanno portato ad allontanarvi malamente. Si ricordi che una diagnosi è sempre una semplificazione e che può essere utile e costruttivo cercare di capire qual è il ruolo che abbiamo giocato nel rapporto che ha fatto sì che le cose andassero in un certo modo senza cadere nella tentazione di pensare che il problema sia solo che l’ altro ha qualcosa che non va.

  10. Miao 28 maggio 2018 at 14:16 - Reply

    Buona sera Dottoressa, ho letto il suo articolo e senza presunzione di fare alcuna diagnosi credo che il mio compagno sia un narcisista covert. Suo padre è un narcisista overt e fa di tutto per sminuire sia il figlio che tutto quello che gli sta intorno creando nel tempo non pochi problemi.
    Ha provato con me e per un periodo mi ha fatto star male ma sono tornata in equilibrio e l’ho allontanato dalla mia vita.
    Per quanto riguarda il mio compagno io penso che sia narcisista covert perchè non prova empatia, racconta bugie o modifica la realtà, cerca consensi (per capirci… cucina e non gli diciamo subito se è buono – un non è buono difficilmente lo accetta- e si dice da solo che è magnifico o superlativo), fa complimenti assolutamente esagerati e fuori luogo, ecc però è più dimesso e vittimista rispetto alla descrizione del narcisista ”classico”.
    Poi in particolare ho dovuto bloccare i suoi comportamenti denigratori nei confronti di mio figlio adolescente.
    Tutto questo dovrebbe farmi volatilizzare ma… abbiamo una figlia…
    Ho letto delle varie tecniche di ”no contact” e potrei anche metterle in atto ma non è possibile.
    Oltre a tutto so proteggere me stessa ma è difficile proteggere i miei figli.

    • Anna Zanon 30 maggio 2018 at 09:05 - Reply

      Buongiorno, la consulenza on line quando si tratta di situazioni complesse come quelle che lei descrive anche perché ci sono figli di mezzo non è indicata. Meglio invece approfondire la situazione con un colloquio con uno psicoterapueta

  11. Enrica82 28 maggio 2018 at 14:46 - Reply

    Salve, io sono convinta di aver una relazione con un narcisista covert. Il problema è che più sto con lui e più discutiamo, più ho il dubbio che sia io la narcisista in questione. Anche se io sento che lui mette la razionalità prima delle emozioni mentre io faccio l’inverso quindi spesso non riesco a parlargli perché lo temo e ho paura che fraintenda. Come faccio a sapere se sono io la narcisista? O come posso dirgli che sia lui il narcisista?

    • Anna Zanon 30 maggio 2018 at 09:01 - Reply

      Cara Enrica, io credo che sia utile uscire dalla logica del ” chi dei due è quello narcisista” ovvero chi dei due è quello ” sbagliato” per cercare di capire meglio cosa veramente succede tra voi due. Bisogna capire l’ altro e le sue esigenze senza partire da una posizione di pregiudizio ” io ho ragione e tu hai torto” ma da una posizione di comprensione e non giudizio.
      E’ chiaro che quando una persona si sente giudicata si mette sulle difensive e diventa rigida sulle sue posizioni..

  12. Stefano 27 giugno 2018 at 21:42 - Reply

    Gentile dottoressa, leggendo il suo articolo ritrovo quasi tutti i miei tratti, ho come avuto l’impressione che qualcuno mi dicesse in modo diretto il mio essere e il mio fare. Di questo me ne rendo conto soprattutto in contesti lavorativi dove sembrano emergere di più queste caratteristiche dell’ essere narcisista covert. Forse perché alla lunga non si può fingere e/o nascondere di essere e come conseguenza non riesco a lavorare e interfacciarmi con colleghi in mode sereno, mi sento di fare sforzi enormi anche su questioni banalissime. Credo di avere seri problemi a relazionarmi e quando lo faccio credo che lo faccio sempre per ingannare gli altri. Questa cosa mi sta letteralmente distruggendo. Premetto che non mi piaccio fisicamente, un peso ormai che mi porto perennemente, leggendo il suo articolo tuttavia credo rientri nel sentirsi “sfortunati” appunto.In passato qualcuno mi ha fatto notare che io ho scelto di non avere relazioni con delle donne, credo sia vero, ma penso che il problema sia più complesso. In ogni caso soffro tanto per come ritengo di essere e di agire e dell’idea che ho degli altri. Dopo tanto tempo e tante delusioni, reali o non, l’unico aspetto positivo del mio pensare è il fatto di essere consapevole che sono malato nello spirito. Fatta questa premessa e ribadendo che mi ritrovo nella descrizione da lei fatta, non essendo esperto di malattie dell’essere e di psicologia in generale, sto cercando di capire qualcosa. Avrei due domande molto semplici da porle.Nel suo articolo non cita mai una causa. Esistono delle cause accertate, anche in linea del tutto generale tipo predisposizione genetica, presunti problemi familiari, non accettare modi di fare ed essere del padre, traumi vari ecc. Credo che in grande parte sia legato al vissuto all’infanzia. Mi sbaglio? L’altra domanda riguarda una sua risposta ad un commento dell’utente Marco cioè il fatto che il narcisista covert mette in atto una serie di strategie perchè non ha altre risorse per fare altro. Che tipo di risorse? Mi potrebbe chiarire questo concetto? In circostanze normali, quindi si dovrebbero avere delle risorse?

    • Anna Zanon 3 luglio 2018 at 16:00 - Reply

      Caro Stefano, mi fa delle domande molto complesse a cui non è facile trovare una risposta in questo blog. Credo però che lei abbia fatto il primo passo per stare meglio e cioè guardare la sua sofferenza. Lei ha un grande dolore dentro sin dall’infanzia che le impedisce di essere la persona che vorrebbe e di relazionarsi con gli altri in modo fiducioso.
      Io credo che potrebbe esserle utile un percorso terapeutico per imparare a conoscersi, capirsi e trovare le sue risorse

  13. Susy 26 agosto 2018 at 20:23 - Reply

    Gentile dott.ssa,
    da due anni credo di avere una relazione con un uomo per certi versi narcisista. Appena uscito da matrimonio, primi periodi bellissimi, suoi tentativi di tornare a casa falliti, si vive la relazione a intermittenza… da un po’ siamo entrati in un loop: ci si frequenta, ci si piace, si fa l’amore, sua crisi e silenzio, uno dei due dice di voler smettere per le troppe difficoltà. Si smette un tot, ci si rivede, il sentimento c’è, si ricomincia come prima. Ribadisco che è fuori di casa da 2 anni e mezzo, in (inutile) terapia di coppia per chiudere l’altra relazione da mesi, dice che non riesce ad essere sincero con sé stesso e con l’ex ed accettare definitivamente la situazione… possibile mai che non ci sia speranza per lui? Anche se a piccoli passi… cambierà mai?

    • Anna Zanon 4 settembre 2018 at 14:36 - Reply

      Gentile Susy, mi sembra che purtroppo la vostra relazione si sia incastrata in un gioco relazionale di lascia e prendi che difficilmente potrà essere modificato a meno che lei non intervenga in questa dinamica relazione cambiando le sue mosse e quindi le regole del ” gioco”.
      Lo destabilizzi, non sia prevedibile, ora è lei che ha dei dubbi e soprattutto sia lei a piantarlo in asso. Si ponga in modo diverso: deve essere lui a corteggiarla e a convincerla che vale la pena di frequentarvi, non quella che deve elemosinare tempo e affetto.
      E’ un consiglio paradossale ma a volte ( molto raramente) funzionano

  14. Occhiblu 7 settembre 2018 at 13:31 - Reply

    Buongiorno, vorrei chiedere se è possibile che mentano anche sui figli.
    All’inizio della conoscenza mi disse di averne 2. Ho scoperto per caso molto dopo che ne ha 3. Alla mia richiesta di chiarimenti è come caduto dalle nuvole affermando che, certo! lui ha 3 figli…

    • Anna Zanon 22 settembre 2018 at 12:18 - Reply

      Certo..la menzogna può riguardare tutte le aree della vita, compresa quella dei figli. Forse pensava che tre figli fossero troppo difficili da accettare per lei

  15. Riccardo 9 settembre 2018 at 10:50 - Reply

    Gentile dottoressa,
    l’articolo è molto interessante e mi ha aiutato finalmente a comprendere il tipo di persona che ho avuto accanto per un anno e mezzo (lo è anche il padre) e che mi ha lasciato per un altro, con cui sta attivando le stesse dinamiche (vittimismo e dolcezza per far scattare in lui la sindrome da crocerossino, ma periodici distacchi emotivi, adesso lui ne è ossessionato).

    Mi permetto qualche osservazione in aggiunta alle sue (che collidono perfettamente con gli atteggiamenti della mia ex):
    – Uso, anzi abuso, del silenzio durante i litigi; finiva per non volermi parlare per 4-5 giorni e di solito il problema non veniva risolto, ma solo buttato alle spalle;
    – Estrema enfasi data al lato professionale su cui lei fonda tutti i suoi progetti di “grandiosità”, per poi cadere in depressione quando si ritrova a dover affrontare anche piccoli fallimenti;
    – Nessuna paura di chiudere un rapporto sentimentale (mi ricattava continuamente con la minaccia del lasciarmi, mi ha lasciato 9 volte);
    – Estremo bisogno di attenzioni che non venivano contraccambiati, anzi spesso le troppe attenzioni finivano per essere anche un problema. Quando mi lasciava e chiudevamo i contatti la mancanza di attenzioni (0 contatti per settimane) da parte mia innescava in lei il bisogno di ricucire il rapporto, non per gelosia o amore, ma proprio per bisogno di attenzioni.
    La chiusura definitiva del rapporto si è innescato nel momento in cui c’era già un altro ragazzo pronto a riempirla di attenzioni una volta che lei avesse chiuso con me. Ovviamente ha dato a me tutte le colpe della chiusura del rapporto.
    – I momenti in cui è stata più propensa a lasciarmi sono stati quelli dove io ero internamente ed apparivo esternamente meno sicuro di lei. In sostanza ho notato che i miei momenti di debolezza erano per lei un peso insostenibile di cui occuparsi, accentuando il fattore “ho già i problemi miei di cui occuparmi” e rovinando la sua percezione di “me migliore di lei” tale da potersi sentire soddisfatta delle mie attenzioni.
    – Non solo il sesso era fatto come “favore” nei miei confronti, ma è anche vero che lei rifiutasse categoricamente ogni posizione od ogni atto che potesse farla sentire subordinata a me, in sostanza a lei non interessava assolutamente darmi piacere. Aggiungo inoltre che il sesso era spesso usato come strumento di controllo, per farmi calmare quando ero arrabbiato, per farmi tornare nei ranghi quando mi vedeva “lontano” e soprattutto per fare in modo che dovessi spesso scegliere fra lei e le mie passioni (tipicamente mi proponeva di far sesso quando avrei dovuto uscire coi miei amici o stavo svolgendo un hobby).
    – In ultimo mi è un po’ dispiaciuto dover leggere nell’articolo riferimenti al narcisista covert come il “maschio”, essendo un atteggiamento che riguarda sia l’uomo che la donna avrei preferito un riferimento neutro.

    Un’ultima domanda: dopo la rottura il dolore che ho affrontato è stato tale da portarmi quasi in depressione, adesso la mia unica frustrazione è pensare che con il nuovo ragazzo lei possa essere diversa e comportarsi “bene” perchè sta seguendo una terapia per curare il bipolarismo di cui è affetta. Le due cose (narcisismo e bipolarismo) sono correlate? Come dovrei affrontare questa mia frustrazione e senso di inadeguatezza?

    La ringrazio e buona giornata

    • Anna Zanon 22 settembre 2018 at 12:25 - Reply

      Buongiorno, la ringrazio per le sue precisazioni e per la sua analisi accurata che sarà utile a molti lettori.
      Mi scuso se nell’articolo ho parlato di narcisista covert solo al maschile. Naturalmente esiste anche il narcisismo al femminile, anche se questa problematica è più diffusa al maschile ( come invece ci sono altre problematiche psicologiche più diffuse tra le donne). Ho parlato molto poco di narcisismo al femminile, non perchè non esista ma perchè si esprime in modo più sottili ed indiretti ed è molto meno studiato.
      Per tornare alla sua domanda : non esiste una correlazione tra narcisismo e bipolarismo ma ci può essere una comorbilità ( ovvero una persona può avere entrambi i disturbi).
      Penso anche che sarebbe utile per lei qualche colloquio con uno psicologo al fine di elaborare l’accaduto e i suoi vissuti

    • Grazia 25 settembre 2018 at 18:33 - Reply

      È incredibile come questo articolo sembra descrivere quello che ho vissuto sulla mia pelle in una relazione di due anni.
      Due anni in cui sono stata lasciata ben tre volte e tra una rottura e l’altra lui ha subito trovato un – è brutto da dire lo so – un rimpiazzo.
      Adesso è la terza volta che mi ha lasciata e non sono nemmeno passati 15 giorni sa quando mi ha lasciata che ha già un’altra e con lei sta già facendo quello che ha fatto con me. Di fatti mi è sorto il dubbio che mi abba tradita quando eravamo ancora insieme.
      Soprattutto mi sono rispecchiata nel racconto di Riccardo, il ragazzo che ha lasciato qui sotto un commento.
      E come hanno scritto altre persone, oltre al dolore che adesso sto provando c’è lo stupore per non essermi accorta di chi avevo accanto. O meglio, più o meno lo avevo intuito (soprattutto quando mi lasciò per la seconda volta, quando cominciai a studiare la figura del narcisista), ma lo ignoravo…

  16. Luisa 13 settembre 2018 at 15:21 - Reply

    Gentile dott.ssa,
    ho avuto un rapporto di amicizia con un uomo che è stato insegnante di mio figlio.
    Il nostro rapporto si è interrotto perché ho scoperto , che mi aveva raccontato una falsa identità,
    insomma lui non è la persona che diceva di essere, di conseguenza mi raccontato un sacco di bugie per sostenere
    questa maschera.
    Un giorno per caso ho scoperto la sua vera identità, così il suo castello di bugie è crollato!
    Ho scoperto anche che spesso mi aveva mentito anche senza motivo , raccontandomi cose non vere sui colleghi,
    parenti, amici….che a volte diffama
    Ho scoperto che ogni tanto mente anche a scuola, lui è insegnante.
    In effetti ho ripensato ad alcuni strani episodi accaduti a scuola al quale non avevo dato peso…
    Secondo lei come dovrei comportarmi ?
    Un insegnate narcisista e bugiardo compulsivo, potrebbe essere destabilizzante ?

    • Anna Zanon 22 settembre 2018 at 12:30 - Reply

      Gentile Luisa, è difficile darle un consiglio mirato senza conoscere la sua situazione più in dettaglio. Se vuole ne possiamo parlare in privata sede.

  17. Stella 22 ottobre 2018 at 15:48 - Reply

    Gentile dottoressa, da qualche tempo cerco di informarmi per comprendere le dinamiche di una relazione che ho vissuto per 4 anni e che, adesso, sto cercando di portare a termine. Una relazione nella quale mi sono sentita risucchiata fin dai primissimi tempi. Ho avuto la sensazione che tutti gli ambiti della mia vita fossero stati occupati dal mio compagno.
    Anche a prescindere da una sua manifesta contrarietà, in alcuni casi, io stessa mi sono attivata per ridurre o eliminare spazi e rapporti che presumevo (o intuivo) non gli fossero graditi.
    Ciò che più mi crea confusione, oggi, è la consapevolezza di essermi prodigata molto a lungo in una adesione pressoché totale ai suoi punti di vista, ai suoi bisogni, alle sue richieste, anche implicite. I caratteri del suo comportamento nei miei confronti, che reputo più significativi, sono:
    – invasività : lui cercava di condividere con me ogni cosa, ha sposato i miei progetti di vita e ha voluto farli suoi, da subito. Resisteva passivamente ai miei sporadici e davvero banali slanci di autonomia. Un’uscita con un’amica o una visita alla mia famiglia si traduceva, per me in un enorme senso di colpa, mai generato da accuse o reclami diretti, ma piuttosto instillato dalle sue lamentele, dalla percezione della sua sofferenza per la solitudine. Sentivo di averlo abbandonato.
    – critica delle dinamiche interne alla mia famiglia. Lui vedeva nel mio rapporto con i miei familiari un pericolo per la nostra autonomia, come coppia. Se io gli ho mostrato il fianco, ammettendo sin dal principio di vivere un conflitto e un senso di colpa nei rapporti con loro, lui ha sposato questa battaglia, facendola sua e mostrandosi sempre molto allarmato per il condizionamento che rischiavamo di subire. Pian piano tutto ciò si è tradotto in una sua autentica e totale insofferenza e nell’impossibilità, per me, di trascorrere del tempo di qualità, in sua presenza, con la mia famiglia. Oggi io vedo, in questa sua difesa, una mancanza di rispetto, la non accettazione dello spazio e della vita dell’altro, nelle sue peculiarità.
    – lamentela continua e sfiancante, rivolta alle circostanze esterne alla vita di coppia. Mi sottoponeva a discorsi interminabili e ripetitivi, in qualunque momento e in ogni circostanza ed io non ero capace di fargli capire quando ritenevo che fosse inopportuno, né lui di interrogarsi sulla mia reale disponibilità a quel confronto, in quel preciso momento. Sembrava proprio refrettario, insensibile ai miei segnali di insofferenza e di estenuazione. Alcune volte l’ho percepita come una vera e propria violenza.
    – rifiuto di conoscere le mie esperienze pregresse. Non manifestava curiosità per tutto ciò che, nella mia vita, riguardava un mondo a lui sconosciuto. Era come se vivesse un senso di inferiorità per tutte le cose che, come sottilmente mi comunicava, io mi ero potuta “permettere” e lui no.
    – comunicazione indiretta: troppo spesso leggevo dei doppi sensi nelle sue affermazioni. Troppo spesso non sapevo se fosse il frutto di una mia cattiva interpretazione.
    – giudizio: nei confronti di terzi e delle cose del mondo, in maniera aperta e dichiarata. Nei miei confronti sempre e solo velatamente, attraverso l’ironia.

    Io mi sono spenta. Mi sono sentita sempre più senza energie e ho sempre attribuito la mia fatica ad altre circostanze. Ho messo radicalmente in discussione i modelli che avevo appreso, convincendomi che lui fosse il portatore di un esempio di vita più sana e più giusta. Non è mai successo, però, che lui accogliesse un punto di vista o un approccio che venisse da me e dalla mia esperienza. Sono arrivata a chiedermi chi fossi e cosa volessi. Anche nelle piccole cose, spesso, non mi sono sentita in grado di esprimere una preferenza. Insieme abbiamo condiviso un percorso professionalizzante molto impegnativo, convivendo e trascorrendo insieme, sempre, tutte le giornate e i momenti di lavoro e tempo libero. Ci siamo isolati moltissimo.
    Io ho creduto che fosse un uomo meraviglioso e lo credevo perché non ho mai subito attacchi diretti né mai lui è stato scostante. Anzi, infinitamente premuroso e amorevole, mai avido di complimenti e parole dolci. Sempre intento a progettare la nostra vita futura e dichiaratamente impegnato nella lotta per il nostro amore e per i nostri sogni. Fedele. Non litigavamo mai.
    Gli unici scontri sono nati nei pochi momenti in cui io prendevo coscienza del mio malessere e cercavo di fargli presente il problema. In questo caso si scatenava in lui un’aggressività (verbale, tagliente, meschina), che mi sbalordiva perché mi metteva davanti ad una persona per me sconosciuta. Il veleno che gli leggevo negli occhi e nelle parole mi faceva paura, fino a farmi credere che potesse essere capace di qualunque cosa.

    Di fronte alla mia scelta di chiudere la relazione la sua aggressività verbale è esplosa. Mi è stato ripetuto infinite volte che sono affetta da un problema psicologico che devo affrontare.
    In una seconda fase, e per la prima volta, ha detto di aver capito ogni errore, di conoscere i suoi limiti e di volere il mio aiuto per cambiare. Io sono il cambiamento che lui vuole ed è pronto a tutto per me, per noi. Vuole combattere per una grandiosa storia d’amore.
    Sembra, anche qui, non fare i conti con le cose che gli dico a proposito di un sentimento che è venuto meno. E mi sorprende questa capacità da mulo, di puntare l’obiettivo senza fare i conti con niente.

    Ebbene, ecco il quesito: tutto ciò che io reputo sbagliato nella nostra storia non è mai stato da lui imposto con violenza e io mi sono sempre sentita, comunque, amata, smisuratamente.
    Allo stesso tempo, gran parte del lavoro di adesione alle sue aspettative è venuto da me, spontaneamente. Sono stata incapace di vedere e difendere i miei spazi ed ho chiuso sempre gli occhi.
    Poiché sospetto le dinamiche che possono aver ingenerato in lui questa fame di amore e di possesso smisurate, soffro molto per lui.
    Mi chiedo: se io fossi stata in grado di gestirla diversamente e di proteggermi di più, avremmo potuto avere un rapporto sano? Sarei potuta essere felice? Sono stata io troppo debole e lui non è poi così impossibile da fronteggiare?

    La ringrazio, buona serata

    • Anna Zanon 29 ottobre 2018 at 10:23 - Reply

      Grazie per aver condiviso la sua esperienza con noi. Le dico subito che non credo che il suo ex compagno fosse un narcisista. Nessuna donna di un narciso si sente amata smisuratamente e il narciso, avendo un attaccamento di tipo evitante, non riesce a tollerare la simbiosi né un intimità prolungata.
      Credo che il suo compagno avesse una personalità simbiotica che per questa ragione abbia fatto leva su alcuni suoi nuclei simbiotici non risolti. Lei era tutto per lui e quando lei provava a reclamare un suo spazio di autonomia lui veniva preso dal panico perchè si sentiva mancare la terra sotto i piedi, sentendo di non poter vivere senza di lei.
      Queste dinamiche come ha giustamente intuito hanno creato una relazione non sana.
      Poteva essere gestita diversamente ? Forse ma non sarebbe stato semplice. Questa relazione ha tirato fuori le sue parti più fragili ma anche più problematiche ( tutti abbiamo delle parti irrisolte). Io credo che uno dei criteri per capire se stiamo o meno con la persona giusta è capire se questa relazione tira fuori il meglio o il peggio di noi.
      Detto questo, le consiglierei un percorso psicologico per rafforzarsi un po’ e avere chiari i suoi limiti e confini.

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