Che cosa non ti puoi aspettare da un narcisista. L’identikit del narciso nella coppia stabile

Sono note le difficoltà che i narcisisti patologici hanno nell’impegnarsi in una relazione stabile, tuttavia spesso i narcisi scelgono il matrimonio o la convivenza.
Questa scelta, se non viene fatta nel periodo iniziale di travolgente innamoramento, viene  compiuta soprattutto perchè le convenzioni sociali prevedono che dopo una certa età si metta su famiglia.
Il matrimonio, come la macchina costosa e il lavoro prestigioso testimonia il successo del narciso. In questa scelta non è spesso estraneo il desiderio di avere un figlio: molti narcisi amano teneramente i propri figli che sentono come più come un prolungamento di se stessi, come una loro copia in miniatura che come un altro  diverso da sè.
Ma anche quando si sposano per amore, presto il matrimonio diventa un contenitore vuoto privo di intimità emotiva e spesso anche fisica.
L’incapacità profonda di stare in una relazione che caratterizza molti narcisisi che volano di fiore in fiore, si  esprime in modi diversi nel narciso impegnato in un unione stabile.
Il narciso non fuggirà più dalla relazione sparendo per dei giorni ma fuggirà dal rapporto con il silenzio, la passività, la mancanza di desiderio sessuale, con una dedizione eccessiva al lavoro o ad un hobby.
Come amanti i narcisi sono capaci di slanci incredibili ( alternati a momenti di freddezza e rifiuto), in una convivenza o in un matrimonio, gli slanci si esauriscono presto e il narciso si trasforma in un partner distratto e sessualmente tiepido, spesso ombroso e tirannico.
Nella migliore delle ipotesi, sposare un narciso vuol dire avere un matrimonio di facciata che può offrire prestigio sociale ed economico ma che è vuoto dal punto di vista emotivo.
Infatti da un marito narciso non puoi aspettarti che..

1)Ti ami e ti accetti incondizionatamente
Stare con un narcisista è un lavoro impegnativo: si ha la sensazione di essere sempre sotto esame ( e in competizione con tutte le altre donne in circolazione), in sua compagnia non è possibile rilassarsi ma bisogna mostrarsi sempre al meglio.
Il miglior indice che stiamo con un narcisista è la sensazione di inadeguatezza che proviamo quando stiamo con lui.
Infatti, tutti i narcisi sono ferocemente critici verso le loro compagne:  tendono a focalizzarsi sui loro difetti, sottolineandoli apertamente, magari alla presenza di altre persone.
Ma per quanti sforzi si facciano per compiacerlo, per il narcista non è mai abbastanza: ci sarà sempre qualcosa di sbagliato nel vostro aspetto o nel vostro comportamento.
Può trattarsi di un paio di scarpe che secondo lui, non si abbinano al vostro abbigliamento ( e non importa che abbiate passato ore a farvi belle) o dell’unico oggetto fuori posto in una casa ordinatissima e splendente di pulizia o della vostra posizione professionale che non è abbastanza prestigiosa per i suoi gusti
.Il messaggio è chiaro: non siete abbastanza per lui.

2) Aumenti la tua autostima
La continua svalutazione a cui il narcisista sottopone la sua partner può far aumentare le sue insicurezze e persino farne nascere di nuove.
Ho conosciute donne che dopo una lunga relazione con un narcista non sapevano più chi erano e che cosa potevano fare: a furia di sentirsi dire che non erano all’ altezza, avevano finito per crederlo veramente.
Si percepivano insignificanti, stupide, poco femminili, incapaci di attrarre un uomo, quando in precedenza erano sicure della loro personalità e delle loro qualità.

3 ) Ti chieda scusa quando sbaglia
Il fragile ego del narcisista non può permettersi di riconoscere i propri errori, persino quando sono lampanti.
I narcisi sono abilissimi a ” girare le frittate”, quindi non aspettatevi che chieda scusa quando sbaglia: è sempre colpa degli altri.
Se si comporta male con voi, la colpa è vostra.
E’ convinto che lui si comporterebbe in modo diverso se solo  voi foste diversa.
Per esempio, una mia paziente era sposata ad un narcisista che la tradiva e giustificava i suoi tradimenti con la presunta mancanza di sensualità della moglie ( che era veramente una bella donna).
Ai suoi occhi era autorizzato a “cercare fuori”perchè lei non era abbastanza sexy per lui.
Se invece siete voi a sbagliare, il discorso cambia radicalmente : il narcisista usa due pesi e due misure per valutare le situazioni.
I suoi errori sono scusabili, i vostri ( anche minimi) no.
Incapace di perdonare, il narcisista è vendicativo e non esista a troncare nettamente  una relazione quando il suo orgoglio viene ferito.

4) Ti desideri sessualmente dopo qualche anno di matrimonio
Molti narcisi non hanno un buon rapporto con la propria fisicità e hanno di base un desiderio sessuale debole che deve essere alimentato con continue novità.
Si stancano presto di fare l’amore con la stessa donna e perdono velocemente l’attrazione per una compagna fissa (mentre rimangono recettivi verso una donna nuova).
Per questa ragione, dopo qualche mese di vita a due, i rapporti sessuali diventano rari, meccanici, privi di passione e di coinvolgimento emotivo: il narciso fa l’amore come se dovesse “timbrare il cartellino” ovvero adempiere ad un obbligo.
Altre volte il narciso ha una vita sessuale intensa con l’amante ma non riesce a lasciare la moglie che percepisce come una figura materna sostitutiva e in quanto tale poco eccitante ma indispensabile.

5) Torni a casa con il sorriso
Brillante in compagnia, con i colleghi ( e magari con l’ amante di turno) , si “spegne” non appena varca la porta di casa.
Se all’ esterno il narciso riesce a mantenere un immagine di sè vincente e piena di energia, alla sua compagna il narciso  mostra un aspetto di sè  ( insospettabile agli altri) e si rivela un  uomo ombroso, insoddisfatto, cupo e senza vitalità.
A casa il narciso trascorre la maggior parte del suo tempo davanti al pc, alla televisione,  facendo lunghe dormite o chiudendosi in lunghi silenzi.
Tutte modalità che gli consentono una fuga da un’ intimità sentita come troppo soffocante.

6) Si apra e si confidi con te
Incapaci di fidarsi a causa di precoci esperienze negative con la figura di accudimento, i narcisi mantengono uno stile di vita elusivo persino dopo molti anni di matrimonio.
Non solo non confidano sentimenti, emozioni e paure ( sono convinti che se la loro compagna conoscesse le loro debolezze avrebbe un arma contro di loro) ma sono molto vaghi persino quanto riguarda la loro quotidianità.
La moglie di un narcisista non spesso non sa quanto guadagna il marito, quali sfide professionali sta affrontando, che persone frequenta.
La paura di essere controllati spinge i narcisisti a tenere la loro compagna all’oscuro di quello che fanno, anche se non fanno niente di male.
Per questa ragione molti narcisisti hanno una doppia vita di cui la partner ufficiale sa poco o nulla.

7) Sia un partner presente e premuroso
Anche quando si sposa, il narcisista  rimane un partner poco presente sia fisicamente che mentalmente.
I narcisti, che hanno un attaccamento di tipo evitante, hanno un immagine interna delle altre persone come rifiutanti e castranti. Il narciso sente che deve avere sempre il controllo della situazione e non  lasciarsi coinvolgere sentimentalmente per non cadere vittima del potere dell’ altro.
L’intimità prolungata con la partner  risveglia le sue  paure  ataviche di essere rifutato, imprigionato, costretto a riunciare alla propria libertà, ansie da cui  il narciso si difende, fuggendo dalla relazione.
La fuga avviene in modi molto sottili: con il superlavoro, o con la dedizione manicale ad un hobby, con la frequentazione di un gruppo politico  o di volontariato o coltivando degli interessi che gli danno una scusa accettabile per passare moltissimo tempo fuori casa.
Il modo principe che i narcisi utilizzano per mantenere la distanza nella relazione è il silenzio.
I narcisisti sono capaci di silenzi che durano dei giorni interi e che fanno impazzire le loro compagne.

8) Ti stia vicino quando hai un problema
Se sposate un narciso, non potete aspettarvi un supporto quando siete malate o in crisi per qualsiasi ragione. Al contrario, in queste occasioni il narciso brilla per la sua assenza.
Non sopporta di vedervi soffrire: il vostro dolore  gli ricorda troppo la sua sofferenza interiore che in tutti i modi cerca di reprimere.

9) Condivida con te  delle fatiche della quotidianità
L’uomo medio, si sa, non è un fan dei lavori domestici che preferisce delegare alla sua compagna. Il narciso, però, tra le mura domestiche si trasforma spesso in un tiranno che ordina e pretende : tutto deve essere come dice lui e guai a non accontentarlo!
Non poche  pazienti, legate da un uomo di questo tipo, mi hanno raccontato come il loro compagno esigesse di essere servito, riverito e accudito in tutto: lei doveva tagliargli le unghie, massaggiarlo, lavarlo, soddisfare ogni sua fantasia sessuale e ovviamente sobbarcarsi tutte le fatiche delle quotidianità senza alcun aiuto.
Sfortunatamente per quanto la sua compagna cerchi di compiacerlo, accontentarlo è impossibile: trova sempre qualcosa che non va. Anzi, più lei accondiscende a richieste di questo tipo che vengono imparite come ordini ( e non come giochi amorosi), più lui la disprezza e diventa esigente.

10) Ti sia fedele
I mariti narcisi sono spesso infedeli per tanti motivi: per bisogno di conferme, perchè sono incapaci di sentirsi soddisfatti  della relazione che hanno, per provare nuove emozioni, per non precludersi nessuna possibilità.
Ma anche quando non c’è infedeltà fisica, l’infedeltà mentale è sempre presente: anche dopo molti anni di matrimonio  il narciso non rinuncia a guardarsi in giro per vedere se trova una donna migliore  o più eccitante ( anche se raramente decide di buttare all’aria un rapporto collaudato).
Il narciso fantastica su ogni donna giovane e carina che incontra ed è facile alle infatuazioni e agli amori impossibili  ( la bella collega che non lo degna di uno sguardo, la fidanzata fedele del suo migliore amico) o virtuali.
Spesso il narciso non cerca di concretizzare le sue fantasie ma si accontenta di vivere degli amori platonici che gli consentono di provare  quelle emozioni che non gli dà più la relazione stabile.
Infatti anche se può essere sposato da molti anni, il narciso non riesce ad essere presente nella sua relazione di coppia che vive senza partecipazione e coinvolgimento, convinto che il vero amore sia altrove.
Nel passato, in una vecchia storia della cui importanza ci si è accorti solo quando il rapporto è terminato, o in un futuro che viene immaginato pieno di eccitanti possibilità.

11)Faccia del suo meglio per renderti felice
Centrato su se stesso, il narcisista è incapace di mediare, di tener conto anche delle esigenze della partner, di fare qualche sforzo per il bene della relazione.
Tutto ruota intorno a lui, ai suoi bisogni, ai suoi umori, alle sue idiosincrasie.
Il motto di molti narcisisti è ” Faccio quello che mi sento”che tradotto significa ” faccio solo quello che ho voglia di fare”.
Questo motto viene applicato a tutti gli ambiti della vita di coppia: da quello che si fa nel tempo libero agli aspetti più seri e impegnativi dell’esistenza.
Se il narcisista non ha voglia di fare una cosa non la fa, non importa se quella cosa è una piccolezza che però renderebbe felice la sua compagna oppure se lei ha bisogno di aiuto.
Incapace di fare un qualsiasi compromesso, il  narciso si mostra insensibile a richieste anche minime della sua partner che vivrà come pretese irragionevoli e le risponderà: ” Sono fatto cosi: prendere o lasciare”.

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16 risposte a Che cosa non ti puoi aspettare da un narcisista. L’identikit del narciso nella coppia stabile

  • 26 anni e dopo... La vita scrive:

    Già è proprio così. Cara dott.ssa lei è la persona che meglio riesce a descrivere come sono loro e come ci sentiamo noi che comunque, sia chiaro, abbiamo un problema, magari inconscio come nel mio caso, ma sicuramente qualcosa che ci porta a scegliere questo tipo di uomo, ad alzare giorno dopo giorno la soglia del dolore e accettare tutto ciò. Io gli voglio ancora bene ma da quando è andato via sono rinata, basta camminare sulle uova, basta vivere aspettando la prossima critica e il prossimo sguardo di disapprovazione o solo colpevolizzazione, basta sentirsi la causa della sua silenziosa ma manifesta infelicita’, basta cercare di rendere felice un uomo triste, depresso e in fondo anche noioso, monotono, ripetitivo. Soprattutto basta occuparsi solo di lui e sacrificare totalmente noi stesse mettendoci tumtto sulle spalle, anche quando in realtà siamo noi che valiamo di più in tutti i sensi.
    Si soffre da morire ed è un processo lungo e dolorosissimo, ma uscirne si può e un giorno ti svegli e scopri che quell’uomo che ti sembrava così affascinante, così intelligente, così perfetto che non ti pareva possibile avesse scelto proprio te, in fondo e’ solo un bambino fragile che vive una vita molto triste e provi soprattutto una gran pena e un sincero dispiacere per lui, perché in fondo nessuno merita di vivere con un tale spaventoso vuoto interiore e con un tale stato di anestesia sentimentale, insomma senza anima.
    Grazie infinite per queste sue pagine di grande importanza per chi si trova in simili situazioni e complimenti sinceri. Buon lavoro

  • Ilaria scrive:

    Buonasera e…. Bellissimo articolo!!
    Leggendo mi sono sorte un paio di curiosità. La prima, qualora la scelta della donna da sposare non venga fatta sull’onda dell’innamoramento, questa si può imputare solo alla convenzione sociale oppure al fatto che la donna in questione possa ricordargli la figura materna?? E se sì, in cosa? Seconda, “raramente decide di buttare all’aria un rapporto collaudato”…. Collaudato rispetto a cosa? E’ infedele, guarda le altre, non ha più desiderio sessuale e quando ha un rapporto è solo meccanico…. mi chiedo quindi quali possano essere le “basi” di un rapporto di questo tipo.
    La ringrazio e buon lavoro! :)

    • Anna Zanon scrive:

      Buongiorno, la ringrazio per il complimento. Ovviamente tutti i miei articoli contengono una dose di generalizzazione, ci sono sempre le eccezioni: il comportamento umano non può essere interamente spiegato dalle teorie psicologiche.
      In genere le scelte dei narcisisti sono dettate dalla convenienza: la compagna di un narcisista viene scelta perchè aiuta la sua immagine ( per esempio è una bella donna, colta, e magari professionalmente affermata) oppure si tratta di una donna materna e innamorata, che da molto e chiede poco, dedita a lui e che gli lascia i suoi margini di libertà.
      La moglie del narcisista si sobbarca tutte le responsabilità della gestione della casa, dei figli e in più lo accudisce mentre lui va a fare il galletto in giro ( è una generalizzazione ma spesso capita cosi).
      Per il narcisista non c’è convenienza nel buttare all’aria un rapporto cosi comodo con una donna che gli da sicurezza ( e che gli perdona le sue molte mancanze) e decidere di divorziare con tutto quello che il divorzio comporta ( assegni di mantenimento, lasciare la casa, far soffrire i figli, essere biasimato dai genitori, ecc..).
      Tanto.. se deve farsi una storia in giro, se la fa senza problemi.

  • ilaria scrive:

    Chiarissimo, grazie!!
    Ovviamente se avesse a che fare, invece, con una donna che giustamente chiede attenzione, empatia, spiegazioni rispetto ai suoi comportamenti, che si dimostra essere quindi una compagna “impegnativa” (come è normale che sia!), probabilmente non la reggerebbe per l’impegno emotivo richiesto. Insomma la moglie è una sorta di mamma che tutto concede e tutto perdona. Probabile dipendente affettiva? Forse a questo punto chi sta meglio è l’amante…quanto meno raccoglie quel poco di “buono” che lui da nei momenti intimi, senza essere vittima della quotidianità all’interno delle mura domestiche!
    I suoi articoli sono sempre illuminanti! Sono una giovane collega e mi aiutano molto a capire certe dinamiche! :)

    • Anna Zanon scrive:

      Di nuovo grazie per i complimenti che quando vengono da una collega fanno doppiamente piacere.
      Si, le mogli dei narcisisti sono spesso dipendenti affettive oppure, più raramente, narcisiste anche loro.
      In comune hanno il caso che non sono ” impegnative” e che si accontentano di poco ( le mogli narcise perchè temono l’intimità, le dipendenti affettive per paura di perdere l’uomo che amano).
      L’amante forse sta meglio rispetto alla moglie ma sia l’una che l’altra si accontentano di briciole, non le pare?
      Il narcista non è capace di fedeltà, di un sentimento profondo ed esclusivo.. e prima o poi si stanca di tutte le donne con cui sta mogli o amanti che siano..

  • Lorenza scrive:

    Buonasera, sono sposata con un narcisista e ahimè trovo che il Suo articolo descriva molto compiutamente ciò che lui è. Direi che nessuno degli elementi da Lei descritti è del tutto assente da Matteo, il quale ha avuto un’infanzia difficile, con una madre che non lo ha mai desiderato veramente e lo ha trascurato sin da piccolo. Ho deciso di lasciarlo perché mi sento vuota e inadeguata e lui stesso dice di me che io sono un problema e che sono sbagliata. Non credo che mi tradisca fisicamente (non ancora), ma certamente mi tradisce mentalmente: non c’è giovane donna carina che lui non guardi e dentro di sé ammiri e desideri. Dentro casa “salva il mondo” davanti ai videogiochi, è triste, lamentoso, ma fuori casa è sempre allegro e disponibile con chiunque, specialmente se donna. Non lo amo più perché mi fa stare male ed è come se avesse rubato la mia identità. Rigira sempre la frittata, finendo per darmi la colpa di ogni cosa. Gli ho detto chiaramente che sono infelice e frustrata e che non ne posso più di lui, ma lui mi ha risposto spostando il focus su di me, su quanto io lo ferisca, arrivando al punto di sostenere che gli faccio violenza psicologica!!
    Voglio lasciarlo, ma ho anche paura di lui.

    • Anna Zanon scrive:

      ..Paura di lui in che senso? Teme che potrebbe farle del male o diventare vendicativo? Può provare a rivolgersi ad un consultorio e fare la mediazione familiare
      La mediazione familiare è un intervento rivolto alle famiglie in crisi, che mira alla riorganizzazione delle relazioni familiari e alla risoluzione o attenuazione dei conflitti in caso di separazione o divorzio.

  • Nica scrive:

    Gentile Dottoressa,
    le chiedo: una personalità narcisistica ha possibilità di “guarire” con la dovuta psicoterapia?
    Un soggetto che ammette di avere difficoltà ad innamorarsi, perché – a più di 40 anni – non sa ancora cosa sia ‘amare’, che si aspetta di vivere in un rapporto adulto le emozioni tipiche di un innamoramento adolescenziale e che ammette di trarre sofferenza da questa ‘confusione’ e ‘ignoranza’, può davvero con un supporto psicologico valido superare le sue ansie e le sue paure? Quindi, in ultima analisi, le chiedo: si può imparare ad amare in età adulta? E lo si può fare con l’aiuto di uno specialista?
    La ringrazio per l’attenzione che vorrà dedicarmi e le auguro un buon lavoro.

    • Anna Zanon scrive:

      Buongiorno, si fortunatamente si può migliorare ( guarire se è un radicato narcisismo è molto difficile).
      Significa far crescere una relazione malgrado le proprie paure che saranno sempre presenti e malgrado i propri dubbi che verranno ciclicamente.
      Cmq , si si può imparare ad amare in età adulta, anzi è dopo i 40 – 50 anni che molti narcisisti trovano la motivazione per iniziare un percorso terapeutico: sentono di non essere più giovani e di non aver costruito nulla e sono stanchi di passare da una donna all’altra…

  • Lorenzo scrive:

    Gentile D.ssa
    Sono un uomo di 44 anni che si riconosce nelle sue descrizioni del narcisista incapace di impegnarsi, contenute in questo e altri Suoi articoli (non sono sposato, ma se lo fossi mi comporterei quasi esattamente come lei ha scritto). Ogni volta che ne leggo uno rimango sbalordito, perchè sono precisi ed esaurienti fino alle minime virgole, come fossero scritti da una persona che mi conosce più di quanto mi conosca io stesso. Naturalmente la mia vita affettiva è stata tutta di esaltazioni effimere, illusioni, delusioni, tradimenti, abbandoni, sofferente patite e (soprattutto, lo confesso) inflitte, a persone che non meritavano da parte mia un simile trattamento. Ma è sempre stato più forte di me. Non ho mai potuto sopportare le limitazioni di un rapporto impegnativo. Dopo un po’ diventa una gabbia e avverto una spinta irresistibile a farlo a pezzi. Ormai però sono stanco, finchè si è giovani ci si può illudere che “la prossima volta sarà meglio, sarà quella giusta, con la donna perfetta, quella fatta apposta per me”… ma quando si arriva alla mia età ci si accorge che, come ha scritto qui sopra “non si è costruito nulla”. E si comincia ad avvertire l’angoscia.
    Tentare di cambiare, iniziando un percorso terapeutico?… Bene, se ne può parlare (ammetto che dieci o quindici anni fa NON avrei accettato di parlarne). Quello che non è chiaro è “a che cosa” dovrebbe portare. Imparare a comportarsi in modo opposto a quello che lei ha descritto in modo magistrale mi sembra impossibile: un leone non può diventare agnello (per la prima volta in via mia lo dico con una punta di amarezza). Significherebbe imparare a rinunciare al gusto dell’indipendenza, della libertà, del miglioramento continuo di sè, del piacere dell’avventura e della conquista, dell’inseguire mete sempre più elevate, dell’essere forti, virili e non avere bisogno di nessuno. Tutti principi che in una concezione della vita come la mia sono “nobili” per antonomasia. E a cui è impossibile rinunciare, anche se il prezzo è la solitudine. Più che una guarigione, lo sentirei come una degradazione. A una condizione di fragilità, umiliazione, dipendenza quasi servile. Oppure esistono vie di mezzo? Il narcisista (che si potrebbe anche chiamare combattente spirituale dedito esclusivamente alla propria individuale vocazione, è anche questione di punti di vista) può giungere a un equilibrio in cui, smussati gli angoli, riesce a intrattenere una relazione soddisfacente anche se comunque imperfetta, che in una certa misura lo limita e non corrisponde in modo assoluto ai suoi ideali? Cosa accade quando il narcisista tipico intraprende un simile percorso? Cambia veramente? E in che modo? Che tipo di metodi terapeutici vengono utilizzati? Per quanto tempo? Sto riflettendo se rivolgermi a un professionista, ma mi riesce difficile, non avendo trovato da nessuna parte una risposta chiara a queste domande.
    Con stima e simpatia, Lorenzo.
    (PS Ovunque sul web si leggono le lamentele delle “vittime” dei narcisisti, come se queste persone fossero costrette a restare legate ai loro “persecutori”, quando spesso, se solo volessero, potrebbero benissimo mandarli al diavolo. Mentre è raro udire la voce degli accusati. Io ho provato a esprimere il “loro” punto di vista, che non ha meno “valore etico”, a mio parere. Quella del narcisista è semplicemente un’”altra” concezione della vita, che parte da presupposti diversi da quella dei dipendenti affettivi, e di chi in generale dà troppa importanza all’amore. Sarebbe tempo di riconoscere che tutto è relativo e non ha alcun senso svalutare i valori caratteristici della prima, per esaltare quelli della seconda.)

    • Anna Zanon scrive:

      Gentile Lorenzo, grazie per le sue opinioni che ci permettono di avere una visione più obiettiva del narcisismo.
      Come lei ha giustamente sottolineato, non è obbligatorio formare una coppia e vivere all’interno di un rapporto stabile: una persona può fare nella vita altre scelte e usare la propria libertà per esplorare, per dedicarsi al suo lavoro, per realizzarsi..
      Ma forse c’è in lei qualcosa che non è più soddisfatto di questo stato di cose, e dopo aver soddisfatto la sua voglia di avventura e di esplorazione della vita comincia a sentire altre esigenze.
      Che dire ? Nella vita non si può avere tutto quello che si desidera: la stabilità e l’avventura, l’indipendenza completa e un rapporto di coppia stabile e soprattutto non si può avere tutto senza qualche compromesso.
      Le relazioni sono sempre imperfette e fragili ma quando si accettano i limiti della relazione e del partner possono dare molto.
      L’arte di essere adulti consiste nel mediare tra le proprie aspirazioni e la realtà trovando un equilibrio soddisfacente ( ovviamente è una bella sfida per tutti).
      Detto questo, chi ha detto che stare in coppia significa cadere in una condizione di umiliazione, di dipendenza servile e di fragilità?
      Stare in coppia significa ( almeno teoricamente) stare con qualcuno che ti vuole bene, ti apprezza, supporta i tuoi sogni e crede in te.
      Nella sua vita lei ha avuto molte avventure ma credo che le manchi una delle avventure più belle che un essere umano possa vivere : quella di fidarsi profondamente di un altra persona e di scoprire che in due si può arrivare a mete che da soli non si sarebbero mai potute raggiungere!

  • Ortensia scrive:

    Brava brava brava. Lorenzo combattente spirituale finira’ da solo e le avventure le fara’ con la badante, sempre che sia benestante. Perche’ altrimenti manco quella gli stara’ vicino in vecchiaia. Cioe’ a breve.
    E tutto questo perche’ come dice la dottoressa sei una persona priva di empatia, e non vedi che bello puo’ essere stare in coppia.
    Purtroppo ci sono dei compromessi che a volte si limitano la liberta’ ma e’ cosi bello trovare una persona che crede in te ed e’ il tuo compagno/a di vita con cui fare squadra.

  • Alice scrive:

    Ho letto queste parole e sono state un sollievo. Sono una ragazza di 25 anni e da poco ho interrotto una relazione con un narcisista. E’ durata solo pochi mesi perchè ero arrivata ad un livello di esaurimento in cui non riuscivo più a riconoscere la persona solare che ero sempre stata, una relazione che aveva tirato fuori il peggio di me e mi aveva resa “spaventosa”. Lui adduceva il motivo del fallimento a dinamiche intrinseche alla coppia, chiamando anche me in causa, quando in realtà non ho fatto altro che coprirlo d’oro, adattarmi alla sua vita, fare di tutto perchè si sentisse amato (mi ripeteva sempre che aveva bisogno di sentirsi dire complimenti perchè fortemente insicuro), chiedendo solo delle attenzioni in cambio, come qualsiasi donna vorrebbe dal proprio partner. Ora sono in analisi da una psicologa che mi ha aiutata a decifrare con che tipo di persona sia purtroppo stata e a farmi ragionare sul fatto che, tra i due, chi ci perde non sono io. Ad ogni modo leggere ancora una volta queste parole e quello che avrebbe potuto riservarmi il futuro con un uomo del genere, mi ha sicuramente aiutata. Grazie per la precisione e per gli esempi realistici riportati!

  • Iveagh scrive:

    Grazie per il bell’articolo, chiaro e pragmatico; aiuta a diffondere la consapevolezza dei disturbi di personalità con cui dobbiamo fare i conti nel corso delle nostre interazioni umane.La mia esperienza può aggiungere informazioni a quanto descritto dalla Dott.ssa Zanon: dopo circa un anno di storia con un compagno coetaneo che sembrava buono, mite, paziente, forse un po’ immaturo,introverso, a tratti volgare, ma tanto scherzoso e intelligente mi sono ritrovata misteriosamente con problemi di salute e seriamente depressa. Il medico generico intuisce la mia depressione e mi riferisce al supporto psicologico che io sminuisco convinta di essere temporaneamente provata da preoccupazioni lavorative.Intanto accade un incidente grave ad un mio stretto familiare ed io chiedo apertamente supporto emotivo al mio compagno che si era già dimostrato in varie occasioni incapace di empatia. Lui si comporta in modo formalmente gentile ma freddo, quasi seccato dalla mia richiesta di supporto e vicinanza emotiva. In questo contesto per me emotivamente difficile lui continua come al suo solito a fare commenti pesanti su tutte le donne, ragazze e ragazzine che incrociamo finché io non mi tengo più ed esigo rispetto per me e per le altre.Come risultato vengo immediatamente attaccata con cattiverie gratuite e subdole del tipo ‘ non sei il mio tipo’ ( dopo un anno insieme?) ‘ non sono innamorato di te’ e dulcis in fundo ‘ pensavo si potesse amare quel che c’è dentro nonostante l’apparenza ‘ cioè ‘ sei un rospo di donna ma io che son profondo ho provato a vedere se fossi meglio dentro’.
    Dopo alcuni giorni di puro shock emotivo in cui il mostro e’ vigliaccamente sparito ho chiuso la storia.
    Sono saliti a galla, nella coscienza i ricordi delle cattiverie subdole subite per un anno( sei brutta, vecchia , grassa, sei finita….) ho messo a fuoco di come questo piccolo uomo mediocre sia sul piano fisico che intellettivo mi stordisse parlando in continuazione di altre donne ( colleghe, superiori, parenti, ex fidanzate) di come mi facesse sentire sempre inadeguata ed in competizione col mondo femminile che pareva fosse tutto attratto da lui;di come mi criticasse su tutto, in continuazione, sempre col sorriso, con la scusa dello scherzo e della battuta. Mi sono ricordata del mio sgomento davanti alle sue ossessioni sessuali, alla sua superficialità, sadismo, terrore di invecchiare, ossessione per la magrezza, intolleranza per la debolezza, per la vecchiaia, per la malattia.La mia depressione e’ svanita con lui. Non riesco ancora a capire come ho potuto farmi massacrare così, visto che sono una professionista stimata, sono indipendente, non sono ne’ brutta, ne grassa, ne’ vecchia , ne’ incapace come era arrivato a farmi credere….

    • Anna Zanon scrive:

      Grazie per la sua bella testimonianza! I narcisisti riescono a far leva sulle nostre fragilità ( tutti ne abbiamo, fanno parte della natura umana).
      Ma anche le esperienze più dolorose possono diventare delle occasioni di crescita e permetterci di fare un salto di consapevolezza

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