Che cosa non ti puoi aspettare da un narcisista. L’identikit del narciso nella coppia stabile

Sono note le difficoltà che i narcisisti patologici hanno nell’impegnarsi in una relazione stabile, tuttavia spesso i narcisi scelgono il matrimonio o la convivenza.
Questa scelta, se non viene fatta nel periodo iniziale di travolgente innamoramento, viene  compiuta soprattutto perchè le convenzioni sociali prevedono che dopo una certa età si metta su famiglia.
Il matrimonio, come la macchina costosa e il lavoro prestigioso testimonia il successo del narciso. In questa scelta non è spesso estraneo il desiderio di avere un figlio: molti narcisi amano teneramente i propri figli che sentono come più come un prolungamento di se stessi, come una loro copia in miniatura che come un altro  diverso da sè.
Ma anche quando si sposano per amore, presto il matrimonio diventa un contenitore vuoto privo di intimità emotiva e spesso anche fisica.
L’incapacità profonda di stare in una relazione che caratterizza molti narcisisi che volano di fiore in fiore, si  esprime in modi diversi nel narciso impegnato in un unione stabile.
Il narciso non fuggirà più dalla relazione sparendo per dei giorni ma fuggirà dal rapporto con il silenzio, la passività, la mancanza di desiderio sessuale, con una dedizione eccessiva al lavoro o ad un hobby.
Come amanti i narcisi sono capaci di slanci incredibili ( alternati a momenti di freddezza e rifiuto), in una convivenza o in un matrimonio, gli slanci si esauriscono presto e il narciso si trasforma in un partner distratto e sessualmente tiepido, spesso ombroso e tirannico.
Nella migliore delle ipotesi, sposare un narciso vuol dire avere un matrimonio di facciata che può offrire prestigio sociale ed economico ma che è vuoto dal punto di vista emotivo.
Infatti da un marito narciso non puoi aspettarti che..

1)Ti ami e ti accetti incondizionatamente
Stare con un narcisista è un lavoro impegnativo: si ha la sensazione di essere sempre sotto esame ( e in competizione con tutte le altre donne in circolazione), in sua compagnia non è possibile rilassarsi ma bisogna mostrarsi sempre al meglio.
Il miglior indice che stiamo con un narcisista è la sensazione di inadeguatezza che proviamo quando stiamo con lui.
Infatti, tutti i narcisi sono ferocemente critici verso le loro compagne:  tendono a focalizzarsi sui loro difetti, sottolineandoli apertamente, magari alla presenza di altre persone.
Ma per quanti sforzi si facciano per compiacerlo, per il narcista non è mai abbastanza: ci sarà sempre qualcosa di sbagliato nel vostro aspetto o nel vostro comportamento.
Può trattarsi di un paio di scarpe che secondo lui, non si abbinano al vostro abbigliamento ( e non importa che abbiate passato ore a farvi belle) o dell’unico oggetto fuori posto in una casa ordinatissima e splendente di pulizia o della vostra posizione professionale che non è abbastanza prestigiosa per i suoi gusti
.Il messaggio è chiaro: non siete abbastanza per lui.

2) Aumenti la tua autostima
La continua svalutazione a cui il narcisista sottopone la sua partner può far aumentare le sue insicurezze e persino farne nascere di nuove.
Ho conosciute donne che dopo una lunga relazione con un narcista non sapevano più chi erano e che cosa potevano fare: a furia di sentirsi dire che non erano all’ altezza, avevano finito per crederlo veramente.
Si percepivano insignificanti, stupide, poco femminili, incapaci di attrarre un uomo, quando in precedenza erano sicure della loro personalità e delle loro qualità.

3 ) Ti chieda scusa quando sbaglia
Il fragile ego del narcisista non può permettersi di riconoscere i propri errori, persino quando sono lampanti.
I narcisi sono abilissimi a ” girare le frittate”, quindi non aspettatevi che chieda scusa quando sbaglia: è sempre colpa degli altri.
Se si comporta male con voi, la colpa è vostra.
E’ convinto che lui si comporterebbe in modo diverso se solo  voi foste diversa.
Per esempio, una mia paziente era sposata ad un narcisista che la tradiva e giustificava i suoi tradimenti con la presunta mancanza di sensualità della moglie ( che era veramente una bella donna).
Ai suoi occhi era autorizzato a “cercare fuori”perchè lei non era abbastanza sexy per lui.
Se invece siete voi a sbagliare, il discorso cambia radicalmente : il narcisista usa due pesi e due misure per valutare le situazioni.
I suoi errori sono scusabili, i vostri ( anche minimi) no.
Incapace di perdonare, il narcisista è vendicativo e non esista a troncare nettamente  una relazione quando il suo orgoglio viene ferito.

4) Ti desideri sessualmente dopo qualche anno di matrimonio
Molti narcisi non hanno un buon rapporto con la propria fisicità e hanno di base un desiderio sessuale debole che deve essere alimentato con continue novità.
Si stancano presto di fare l’amore con la stessa donna e perdono velocemente l’attrazione per una compagna fissa (mentre rimangono recettivi verso una donna nuova).
Per questa ragione, dopo qualche mese di vita a due, i rapporti sessuali diventano rari, meccanici, privi di passione e di coinvolgimento emotivo: il narciso fa l’amore come se dovesse “timbrare il cartellino” ovvero adempiere ad un obbligo.
Altre volte il narciso ha una vita sessuale intensa con l’amante ma non riesce a lasciare la moglie che percepisce come una figura materna sostitutiva e in quanto tale poco eccitante ma indispensabile.

5) Torni a casa con il sorriso
Brillante in compagnia, con i colleghi ( e magari con l’ amante di turno) , si “spegne” non appena varca la porta di casa.
Se all’ esterno il narciso riesce a mantenere un immagine di sè vincente e piena di energia, alla sua compagna il narciso  mostra un aspetto di sè  ( insospettabile agli altri) e si rivela un  uomo ombroso, insoddisfatto, cupo e senza vitalità.
A casa il narciso trascorre la maggior parte del suo tempo davanti al pc, alla televisione,  facendo lunghe dormite o chiudendosi in lunghi silenzi.
Tutte modalità che gli consentono una fuga da un’ intimità sentita come troppo soffocante.

6) Si apra e si confidi con te
Incapaci di fidarsi a causa di precoci esperienze negative con la figura di accudimento, i narcisi mantengono uno stile di vita elusivo persino dopo molti anni di matrimonio.
Non solo non confidano sentimenti, emozioni e paure ( sono convinti che se la loro compagna conoscesse le loro debolezze avrebbe un arma contro di loro) ma sono molto vaghi persino quanto riguarda la loro quotidianità.
La moglie di un narcisista non spesso non sa quanto guadagna il marito, quali sfide professionali sta affrontando, che persone frequenta.
La paura di essere controllati spinge i narcisisti a tenere la loro compagna all’oscuro di quello che fanno, anche se non fanno niente di male.
Per questa ragione molti narcisisti hanno una doppia vita di cui la partner ufficiale sa poco o nulla.

7) Sia un partner presente e premuroso
Anche quando si sposa, il narcisista  rimane un partner poco presente sia fisicamente che mentalmente.
I narcisti, che hanno un attaccamento di tipo evitante, hanno un immagine interna delle altre persone come rifiutanti e castranti. Il narciso sente che deve avere sempre il controllo della situazione e non  lasciarsi coinvolgere sentimentalmente per non cadere vittima del potere dell’ altro.
L’intimità prolungata con la partner  risveglia le sue  paure  ataviche di essere rifutato, imprigionato, costretto a riunciare alla propria libertà, ansie da cui  il narciso si difende, fuggendo dalla relazione.
La fuga avviene in modi molto sottili: con il superlavoro, o con la dedizione manicale ad un hobby, con la frequentazione di un gruppo politico  o di volontariato o coltivando degli interessi che gli danno una scusa accettabile per passare moltissimo tempo fuori casa.
Il modo principe che i narcisi utilizzano per mantenere la distanza nella relazione è il silenzio.
I narcisisti sono capaci di silenzi che durano dei giorni interi e che fanno impazzire le loro compagne.

8) Ti stia vicino quando hai un problema
Se sposate un narciso, non potete aspettarvi un supporto quando siete malate o in crisi per qualsiasi ragione. Al contrario, in queste occasioni il narciso brilla per la sua assenza.
Non sopporta di vedervi soffrire: il vostro dolore  gli ricorda troppo la sua sofferenza interiore che in tutti i modi cerca di reprimere.

9) Condivida con te  delle fatiche della quotidianità
L’uomo medio, si sa, non è un fan dei lavori domestici che preferisce delegare alla sua compagna. Il narciso, però, tra le mura domestiche si trasforma spesso in un tiranno che ordina e pretende : tutto deve essere come dice lui e guai a non accontentarlo!
Non poche  pazienti, legate da un uomo di questo tipo, mi hanno raccontato come il loro compagno esigesse di essere servito, riverito e accudito in tutto: lei doveva tagliargli le unghie, massaggiarlo, lavarlo, soddisfare ogni sua fantasia sessuale e ovviamente sobbarcarsi tutte le fatiche delle quotidianità senza alcun aiuto.
Sfortunatamente per quanto la sua compagna cerchi di compiacerlo, accontentarlo è impossibile: trova sempre qualcosa che non va. Anzi, più lei accondiscende a richieste di questo tipo che vengono imparite come ordini ( e non come giochi amorosi), più lui la disprezza e diventa esigente.

10) Ti sia fedele
I mariti narcisi sono spesso infedeli per tanti motivi: per bisogno di conferme, perchè sono incapaci di sentirsi soddisfatti  della relazione che hanno, per provare nuove emozioni, per non precludersi nessuna possibilità.
Ma anche quando non c’è infedeltà fisica, l’infedeltà mentale è sempre presente: anche dopo molti anni di matrimonio  il narciso non rinuncia a guardarsi in giro per vedere se trova una donna migliore  o più eccitante ( anche se raramente decide di buttare all’aria un rapporto collaudato).
Il narciso fantastica su ogni donna giovane e carina che incontra ed è facile alle infatuazioni e agli amori impossibili  ( la bella collega che non lo degna di uno sguardo, la fidanzata fedele del suo migliore amico) o virtuali.
Spesso il narciso non cerca di concretizzare le sue fantasie ma si accontenta di vivere degli amori platonici che gli consentono di provare  quelle emozioni che non gli dà più la relazione stabile.
Infatti anche se può essere sposato da molti anni, il narciso non riesce ad essere presente nella sua relazione di coppia che vive senza partecipazione e coinvolgimento, convinto che il vero amore sia altrove.
Nel passato, in una vecchia storia della cui importanza ci si è accorti solo quando il rapporto è terminato, o in un futuro che viene immaginato pieno di eccitanti possibilità.

11)Faccia del suo meglio per renderti felice
Centrato su se stesso, il narcisista è incapace di mediare, di tener conto anche delle esigenze della partner, di fare qualche sforzo per il bene della relazione.
Tutto ruota intorno a lui, ai suoi bisogni, ai suoi umori, alle sue idiosincrasie.
Il motto di molti narcisisti è ” Faccio quello che mi sento”che tradotto significa ” faccio solo quello che ho voglia di fare”.
Questo motto viene applicato a tutti gli ambiti della vita di coppia: da quello che si fa nel tempo libero agli aspetti più seri e impegnativi dell’esistenza.
Se il narcisista non ha voglia di fare una cosa non la fa, non importa se quella cosa è una piccolezza che però renderebbe felice la sua compagna oppure se lei ha bisogno di aiuto.
Incapace di fare un qualsiasi compromesso, il  narciso si mostra insensibile a richieste anche minime della sua partner che vivrà come pretese irragionevoli e le risponderà: ” Sono fatto cosi: prendere o lasciare”.

Il presente articolo ha una valenza di carattere informativo.

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65 risposte a Che cosa non ti puoi aspettare da un narcisista. L’identikit del narciso nella coppia stabile

  • 26 anni e dopo... La vita scrive:

    Già è proprio così. Cara dott.ssa lei è la persona che meglio riesce a descrivere come sono loro e come ci sentiamo noi che comunque, sia chiaro, abbiamo un problema, magari inconscio come nel mio caso, ma sicuramente qualcosa che ci porta a scegliere questo tipo di uomo, ad alzare giorno dopo giorno la soglia del dolore e accettare tutto ciò. Io gli voglio ancora bene ma da quando è andato via sono rinata, basta camminare sulle uova, basta vivere aspettando la prossima critica e il prossimo sguardo di disapprovazione o solo colpevolizzazione, basta sentirsi la causa della sua silenziosa ma manifesta infelicita’, basta cercare di rendere felice un uomo triste, depresso e in fondo anche noioso, monotono, ripetitivo. Soprattutto basta occuparsi solo di lui e sacrificare totalmente noi stesse mettendoci tumtto sulle spalle, anche quando in realtà siamo noi che valiamo di più in tutti i sensi.
    Si soffre da morire ed è un processo lungo e dolorosissimo, ma uscirne si può e un giorno ti svegli e scopri che quell’uomo che ti sembrava così affascinante, così intelligente, così perfetto che non ti pareva possibile avesse scelto proprio te, in fondo e’ solo un bambino fragile che vive una vita molto triste e provi soprattutto una gran pena e un sincero dispiacere per lui, perché in fondo nessuno merita di vivere con un tale spaventoso vuoto interiore e con un tale stato di anestesia sentimentale, insomma senza anima.
    Grazie infinite per queste sue pagine di grande importanza per chi si trova in simili situazioni e complimenti sinceri. Buon lavoro

  • Ilaria scrive:

    Buonasera e…. Bellissimo articolo!!
    Leggendo mi sono sorte un paio di curiosità. La prima, qualora la scelta della donna da sposare non venga fatta sull’onda dell’innamoramento, questa si può imputare solo alla convenzione sociale oppure al fatto che la donna in questione possa ricordargli la figura materna?? E se sì, in cosa? Seconda, “raramente decide di buttare all’aria un rapporto collaudato”…. Collaudato rispetto a cosa? E’ infedele, guarda le altre, non ha più desiderio sessuale e quando ha un rapporto è solo meccanico…. mi chiedo quindi quali possano essere le “basi” di un rapporto di questo tipo.
    La ringrazio e buon lavoro! :)

    • Anna Zanon scrive:

      Buongiorno, la ringrazio per il complimento. Ovviamente tutti i miei articoli contengono una dose di generalizzazione, ci sono sempre le eccezioni: il comportamento umano non può essere interamente spiegato dalle teorie psicologiche.
      In genere le scelte dei narcisisti sono dettate dalla convenienza: la compagna di un narcisista viene scelta perchè aiuta la sua immagine ( per esempio è una bella donna, colta, e magari professionalmente affermata) oppure si tratta di una donna materna e innamorata, che da molto e chiede poco, dedita a lui e che gli lascia i suoi margini di libertà.
      La moglie del narcisista si sobbarca tutte le responsabilità della gestione della casa, dei figli e in più lo accudisce mentre lui va a fare il galletto in giro ( è una generalizzazione ma spesso capita cosi).
      Per il narcisista non c’è convenienza nel buttare all’aria un rapporto cosi comodo con una donna che gli da sicurezza ( e che gli perdona le sue molte mancanze) e decidere di divorziare con tutto quello che il divorzio comporta ( assegni di mantenimento, lasciare la casa, far soffrire i figli, essere biasimato dai genitori, ecc..).
      Tanto.. se deve farsi una storia in giro, se la fa senza problemi.

  • ilaria scrive:

    Chiarissimo, grazie!!
    Ovviamente se avesse a che fare, invece, con una donna che giustamente chiede attenzione, empatia, spiegazioni rispetto ai suoi comportamenti, che si dimostra essere quindi una compagna “impegnativa” (come è normale che sia!), probabilmente non la reggerebbe per l’impegno emotivo richiesto. Insomma la moglie è una sorta di mamma che tutto concede e tutto perdona. Probabile dipendente affettiva? Forse a questo punto chi sta meglio è l’amante…quanto meno raccoglie quel poco di “buono” che lui da nei momenti intimi, senza essere vittima della quotidianità all’interno delle mura domestiche!
    I suoi articoli sono sempre illuminanti! Sono una giovane collega e mi aiutano molto a capire certe dinamiche! :)

    • Anna Zanon scrive:

      Di nuovo grazie per i complimenti che quando vengono da una collega fanno doppiamente piacere.
      Si, le mogli dei narcisisti sono spesso dipendenti affettive oppure, più raramente, narcisiste anche loro.
      In comune hanno il caso che non sono ” impegnative” e che si accontentano di poco ( le mogli narcise perchè temono l’intimità, le dipendenti affettive per paura di perdere l’uomo che amano).
      L’amante forse sta meglio rispetto alla moglie ma sia l’una che l’altra si accontentano di briciole, non le pare?
      Il narcista non è capace di fedeltà, di un sentimento profondo ed esclusivo.. e prima o poi si stanca di tutte le donne con cui sta mogli o amanti che siano..

  • Lorenza scrive:

    Buonasera, sono sposata con un narcisista e ahimè trovo che il Suo articolo descriva molto compiutamente ciò che lui è. Direi che nessuno degli elementi da Lei descritti è del tutto assente da Matteo, il quale ha avuto un’infanzia difficile, con una madre che non lo ha mai desiderato veramente e lo ha trascurato sin da piccolo. Ho deciso di lasciarlo perché mi sento vuota e inadeguata e lui stesso dice di me che io sono un problema e che sono sbagliata. Non credo che mi tradisca fisicamente (non ancora), ma certamente mi tradisce mentalmente: non c’è giovane donna carina che lui non guardi e dentro di sé ammiri e desideri. Dentro casa “salva il mondo” davanti ai videogiochi, è triste, lamentoso, ma fuori casa è sempre allegro e disponibile con chiunque, specialmente se donna. Non lo amo più perché mi fa stare male ed è come se avesse rubato la mia identità. Rigira sempre la frittata, finendo per darmi la colpa di ogni cosa. Gli ho detto chiaramente che sono infelice e frustrata e che non ne posso più di lui, ma lui mi ha risposto spostando il focus su di me, su quanto io lo ferisca, arrivando al punto di sostenere che gli faccio violenza psicologica!!
    Voglio lasciarlo, ma ho anche paura di lui.

    • Anna Zanon scrive:

      ..Paura di lui in che senso? Teme che potrebbe farle del male o diventare vendicativo? Può provare a rivolgersi ad un consultorio e fare la mediazione familiare
      La mediazione familiare è un intervento rivolto alle famiglie in crisi, che mira alla riorganizzazione delle relazioni familiari e alla risoluzione o attenuazione dei conflitti in caso di separazione o divorzio.

  • Nica scrive:

    Gentile Dottoressa,
    le chiedo: una personalità narcisistica ha possibilità di “guarire” con la dovuta psicoterapia?
    Un soggetto che ammette di avere difficoltà ad innamorarsi, perché – a più di 40 anni – non sa ancora cosa sia ‘amare’, che si aspetta di vivere in un rapporto adulto le emozioni tipiche di un innamoramento adolescenziale e che ammette di trarre sofferenza da questa ‘confusione’ e ‘ignoranza’, può davvero con un supporto psicologico valido superare le sue ansie e le sue paure? Quindi, in ultima analisi, le chiedo: si può imparare ad amare in età adulta? E lo si può fare con l’aiuto di uno specialista?
    La ringrazio per l’attenzione che vorrà dedicarmi e le auguro un buon lavoro.

    • Anna Zanon scrive:

      Buongiorno, si fortunatamente si può migliorare ( guarire se è un radicato narcisismo è molto difficile).
      Significa far crescere una relazione malgrado le proprie paure che saranno sempre presenti e malgrado i propri dubbi che verranno ciclicamente.
      Cmq , si si può imparare ad amare in età adulta, anzi è dopo i 40 – 50 anni che molti narcisisti trovano la motivazione per iniziare un percorso terapeutico: sentono di non essere più giovani e di non aver costruito nulla e sono stanchi di passare da una donna all’altra…

  • Lorenzo scrive:

    Gentile D.ssa
    Sono un uomo di 44 anni che si riconosce nelle sue descrizioni del narcisista incapace di impegnarsi, contenute in questo e altri Suoi articoli (non sono sposato, ma se lo fossi mi comporterei quasi esattamente come lei ha scritto). Ogni volta che ne leggo uno rimango sbalordito, perchè sono precisi ed esaurienti fino alle minime virgole, come fossero scritti da una persona che mi conosce più di quanto mi conosca io stesso. Naturalmente la mia vita affettiva è stata tutta di esaltazioni effimere, illusioni, delusioni, tradimenti, abbandoni, sofferente patite e (soprattutto, lo confesso) inflitte, a persone che non meritavano da parte mia un simile trattamento. Ma è sempre stato più forte di me. Non ho mai potuto sopportare le limitazioni di un rapporto impegnativo. Dopo un po’ diventa una gabbia e avverto una spinta irresistibile a farlo a pezzi. Ormai però sono stanco, finchè si è giovani ci si può illudere che “la prossima volta sarà meglio, sarà quella giusta, con la donna perfetta, quella fatta apposta per me”… ma quando si arriva alla mia età ci si accorge che, come ha scritto qui sopra “non si è costruito nulla”. E si comincia ad avvertire l’angoscia.
    Tentare di cambiare, iniziando un percorso terapeutico?… Bene, se ne può parlare (ammetto che dieci o quindici anni fa NON avrei accettato di parlarne). Quello che non è chiaro è “a che cosa” dovrebbe portare. Imparare a comportarsi in modo opposto a quello che lei ha descritto in modo magistrale mi sembra impossibile: un leone non può diventare agnello (per la prima volta in via mia lo dico con una punta di amarezza). Significherebbe imparare a rinunciare al gusto dell’indipendenza, della libertà, del miglioramento continuo di sè, del piacere dell’avventura e della conquista, dell’inseguire mete sempre più elevate, dell’essere forti, virili e non avere bisogno di nessuno. Tutti principi che in una concezione della vita come la mia sono “nobili” per antonomasia. E a cui è impossibile rinunciare, anche se il prezzo è la solitudine. Più che una guarigione, lo sentirei come una degradazione. A una condizione di fragilità, umiliazione, dipendenza quasi servile. Oppure esistono vie di mezzo? Il narcisista (che si potrebbe anche chiamare combattente spirituale dedito esclusivamente alla propria individuale vocazione, è anche questione di punti di vista) può giungere a un equilibrio in cui, smussati gli angoli, riesce a intrattenere una relazione soddisfacente anche se comunque imperfetta, che in una certa misura lo limita e non corrisponde in modo assoluto ai suoi ideali? Cosa accade quando il narcisista tipico intraprende un simile percorso? Cambia veramente? E in che modo? Che tipo di metodi terapeutici vengono utilizzati? Per quanto tempo? Sto riflettendo se rivolgermi a un professionista, ma mi riesce difficile, non avendo trovato da nessuna parte una risposta chiara a queste domande.
    Con stima e simpatia, Lorenzo.
    (PS Ovunque sul web si leggono le lamentele delle “vittime” dei narcisisti, come se queste persone fossero costrette a restare legate ai loro “persecutori”, quando spesso, se solo volessero, potrebbero benissimo mandarli al diavolo. Mentre è raro udire la voce degli accusati. Io ho provato a esprimere il “loro” punto di vista, che non ha meno “valore etico”, a mio parere. Quella del narcisista è semplicemente un’”altra” concezione della vita, che parte da presupposti diversi da quella dei dipendenti affettivi, e di chi in generale dà troppa importanza all’amore. Sarebbe tempo di riconoscere che tutto è relativo e non ha alcun senso svalutare i valori caratteristici della prima, per esaltare quelli della seconda.)

    • Anna Zanon scrive:

      Gentile Lorenzo, grazie per le sue opinioni che ci permettono di avere una visione più obiettiva del narcisismo.
      Come lei ha giustamente sottolineato, non è obbligatorio formare una coppia e vivere all’interno di un rapporto stabile: una persona può fare nella vita altre scelte e usare la propria libertà per esplorare, per dedicarsi al suo lavoro, per realizzarsi..
      Ma forse c’è in lei qualcosa che non è più soddisfatto di questo stato di cose, e dopo aver soddisfatto la sua voglia di avventura e di esplorazione della vita comincia a sentire altre esigenze.
      Che dire ? Nella vita non si può avere tutto quello che si desidera: la stabilità e l’avventura, l’indipendenza completa e un rapporto di coppia stabile e soprattutto non si può avere tutto senza qualche compromesso.
      Le relazioni sono sempre imperfette e fragili ma quando si accettano i limiti della relazione e del partner possono dare molto.
      L’arte di essere adulti consiste nel mediare tra le proprie aspirazioni e la realtà trovando un equilibrio soddisfacente ( ovviamente è una bella sfida per tutti).
      Detto questo, chi ha detto che stare in coppia significa cadere in una condizione di umiliazione, di dipendenza servile e di fragilità?
      Stare in coppia significa ( almeno teoricamente) stare con qualcuno che ti vuole bene, ti apprezza, supporta i tuoi sogni e crede in te.
      Nella sua vita lei ha avuto molte avventure ma credo che le manchi una delle avventure più belle che un essere umano possa vivere : quella di fidarsi profondamente di un altra persona e di scoprire che in due si può arrivare a mete che da soli non si sarebbero mai potute raggiungere!

    • NIKITA scrive:

      lorenzo lascia stare…non hai più tempo. Ma quale combattente spirituale…ma quale valore etico..Sei malato.. e molto peggio di chi ti ha amato.. perché tu sei irrecuperabile….loro no.

  • Ortensia scrive:

    Brava brava brava. Lorenzo combattente spirituale finira’ da solo e le avventure le fara’ con la badante, sempre che sia benestante. Perche’ altrimenti manco quella gli stara’ vicino in vecchiaia. Cioe’ a breve.
    E tutto questo perche’ come dice la dottoressa sei una persona priva di empatia, e non vedi che bello puo’ essere stare in coppia.
    Purtroppo ci sono dei compromessi che a volte si limitano la liberta’ ma e’ cosi bello trovare una persona che crede in te ed e’ il tuo compagno/a di vita con cui fare squadra.

  • Alice scrive:

    Ho letto queste parole e sono state un sollievo. Sono una ragazza di 25 anni e da poco ho interrotto una relazione con un narcisista. E’ durata solo pochi mesi perchè ero arrivata ad un livello di esaurimento in cui non riuscivo più a riconoscere la persona solare che ero sempre stata, una relazione che aveva tirato fuori il peggio di me e mi aveva resa “spaventosa”. Lui adduceva il motivo del fallimento a dinamiche intrinseche alla coppia, chiamando anche me in causa, quando in realtà non ho fatto altro che coprirlo d’oro, adattarmi alla sua vita, fare di tutto perchè si sentisse amato (mi ripeteva sempre che aveva bisogno di sentirsi dire complimenti perchè fortemente insicuro), chiedendo solo delle attenzioni in cambio, come qualsiasi donna vorrebbe dal proprio partner. Ora sono in analisi da una psicologa che mi ha aiutata a decifrare con che tipo di persona sia purtroppo stata e a farmi ragionare sul fatto che, tra i due, chi ci perde non sono io. Ad ogni modo leggere ancora una volta queste parole e quello che avrebbe potuto riservarmi il futuro con un uomo del genere, mi ha sicuramente aiutata. Grazie per la precisione e per gli esempi realistici riportati!

  • Iveagh scrive:

    Grazie per il bell’articolo, chiaro e pragmatico; aiuta a diffondere la consapevolezza dei disturbi di personalità con cui dobbiamo fare i conti nel corso delle nostre interazioni umane.La mia esperienza può aggiungere informazioni a quanto descritto dalla Dott.ssa Zanon: dopo circa un anno di storia con un compagno coetaneo che sembrava buono, mite, paziente, forse un po’ immaturo,introverso, a tratti volgare, ma tanto scherzoso e intelligente mi sono ritrovata misteriosamente con problemi di salute e seriamente depressa. Il medico generico intuisce la mia depressione e mi riferisce al supporto psicologico che io sminuisco convinta di essere temporaneamente provata da preoccupazioni lavorative.Intanto accade un incidente grave ad un mio stretto familiare ed io chiedo apertamente supporto emotivo al mio compagno che si era già dimostrato in varie occasioni incapace di empatia. Lui si comporta in modo formalmente gentile ma freddo, quasi seccato dalla mia richiesta di supporto e vicinanza emotiva. In questo contesto per me emotivamente difficile lui continua come al suo solito a fare commenti pesanti su tutte le donne, ragazze e ragazzine che incrociamo finché io non mi tengo più ed esigo rispetto per me e per le altre.Come risultato vengo immediatamente attaccata con cattiverie gratuite e subdole del tipo ‘ non sei il mio tipo’ ( dopo un anno insieme?) ‘ non sono innamorato di te’ e dulcis in fundo ‘ pensavo si potesse amare quel che c’è dentro nonostante l’apparenza ‘ cioè ‘ sei un rospo di donna ma io che son profondo ho provato a vedere se fossi meglio dentro’.
    Dopo alcuni giorni di puro shock emotivo in cui il mostro e’ vigliaccamente sparito ho chiuso la storia.
    Sono saliti a galla, nella coscienza i ricordi delle cattiverie subdole subite per un anno( sei brutta, vecchia , grassa, sei finita….) ho messo a fuoco di come questo piccolo uomo mediocre sia sul piano fisico che intellettivo mi stordisse parlando in continuazione di altre donne ( colleghe, superiori, parenti, ex fidanzate) di come mi facesse sentire sempre inadeguata ed in competizione col mondo femminile che pareva fosse tutto attratto da lui;di come mi criticasse su tutto, in continuazione, sempre col sorriso, con la scusa dello scherzo e della battuta. Mi sono ricordata del mio sgomento davanti alle sue ossessioni sessuali, alla sua superficialità, sadismo, terrore di invecchiare, ossessione per la magrezza, intolleranza per la debolezza, per la vecchiaia, per la malattia.La mia depressione e’ svanita con lui. Non riesco ancora a capire come ho potuto farmi massacrare così, visto che sono una professionista stimata, sono indipendente, non sono ne’ brutta, ne grassa, ne’ vecchia , ne’ incapace come era arrivato a farmi credere….

    • Anna Zanon scrive:

      Grazie per la sua bella testimonianza! I narcisisti riescono a far leva sulle nostre fragilità ( tutti ne abbiamo, fanno parte della natura umana).
      Ma anche le esperienze più dolorose possono diventare delle occasioni di crescita e permetterci di fare un salto di consapevolezza

  • Ludo scrive:

    Buongiorno,
    è difficile scrivere, ma mi sento di farlo leggo molte situazioni che purtroppo ricordano fortemente la mia. L’articolo è fatto molto bene, Grazie alla dott.ssa Zanon, leggere e riuscire a comprendere che non sei tu la pazza in certe situazioni è fondamentale per poter reagire, ma allo stesso tempo rendersi conto che tante donne vivono situazioni molto simili alla mia è molto doloroso non dovrebbe accadere.
    Parlarne mi rimane ancora difficile non è tanto che ho preso la cosapevolezza di ciò che ho vissuto, ho pensato fosse normale e ho pensato di essere effettivamente me stessa, ma ad un certo punto purtroppo ciò che ero realmente è venuto fuori e da quel momento sono iniziati i problemi perchè ovviamente a lui non piacevo, ma la colpa del fallimento del nostro matrimonio è ovviamente la mia lo potete immaginare no…a quanto leggo le persone con questo tipo di personalità sembrano tutte uguali!In questo momento non mi sento di dire di più, ma grazie veramente perchè condividere un qualcosa di cui in realtà si prova quasi vergogna è molto importante per andare avanti, trasformando quel forte senso di colpa ed inadeguatezza in forza e comprendendo così che non siamo noi ad essere sbagliate. Abbiamo molta più forza di loro altrimenti non saremmo quì a parlarne e non abbiate paura…la loro forza è proprio questa!

    • Anna Zanon scrive:

      ..infatti l’arma dei narcisisti ( uomini o donne) è quella di far sentire il partner inadeguato e sbagliato, facendo leva sulle loro insicurezze..

      • Marilù scrive:

        infatti mi ha cambiata,mi ha distrutta.sono annichilita.e poi mi ha lasciata per la terza volta. Lo ringrazio per averlo fatto. Ora posso risorgere

  • Vittoria teresa Marasea scrive:

    Grazie, vorrei imparare come si puo fare per dimenticare tanta sofferenza, cattiveria e amarezza. Non faccio altro che rimurginare, mi sto facendo del male, ma non ce la faccio.Sono senza forze.

    • Anna Zanon scrive:

      Salve, perchè non ci racconta meglio la sua situazione così possiamo darle un consiglio più mirato?

    • Ludo scrive:

      …per quanto mi riguarda la consapevolezza mi ha aiutato, capire che non è quella persona che mi ha fatto credere di essere e capire che prima di tutto abbiamo dei diritti come persona e che nessuno può calpestarli, questo non è amore. Amare me stessa questa è l’arma che stò usando per rialzarmi, è tanto difficile possiamo capirti bene, fatti aiutare a ricordare dalle persone che hai vicino, io mi sono resa conto di avere tanti vuoti di memoria credo sia un effetto della manipolazione, la forza ce l’hai ancora devi solo capire che devi usarla per te e non per lui…ti sembra di non avere forza perchè i tuoi punti deboli sono diventate certezze grazie a lui, ma se ci pensi bene ti renderai conto che puoi prendere forza proprio da li…che mostro sei per colpire proprio su una ferita che sai benissimo che è aperta e fa male?

  • Manuela scrive:

    Buonasera…molto brevemente: dopo essere uscita da una relazione breve con un narcisista perverso, ho costruito una relazione stabile con un altro ragazzo. Il percorso ovviamente è stato molto faticoso…Dopo un periodo di diffidenza durato circa 5 mesi, le cose sembravano andare bene…per un paio di mesi sono andate bene, ma poi ho iniziato ad essere ipercritica, apatica, ecc..in sostanza mi sembra di avere iniziato ad applicare con questo ragazzo le stesse dinamiche che il mio ex applicava quando stava con me. Non riesco a capire se il problema è mio, di entrambi, o solo del mio attuale ragazzo. So solo che se provo a non arrabbiarmi (ultimamente mi arrabbio spesso e parecchio), o a cercare di tollelare i difetti, mi deprimo perché mi sembra che io mi stia autosvalutando. E’ una cosa che va molto a tratti. prima avevo momenti in cui stavo molto bene, ma adesso ogni volta che esco mi viene l’ansia perché so che dovrò cercare di non fare caso a cose che non vanno bene. Mi viene il dubbio che io sia narcisista e che ciò sia dovuto ai problemi che ho avuto con mia madre … stavo pensando di intraprendere (per l’ennesima volta) una terapia, magari anche di coppia…c’é la possibilità di uscirne oppure no? perché io sono sempre più arrabbiata e depressa e non ne posso più……ho riscontrato parecchie delle cose scritt qui. Grazie :) Saluti

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Manuela..per capire sarebbe utile sapere quali sono i motivi per cui si arrabbia.
      A volte piccole cose ci irritano fuori misura perchè ci fanno ricordare tutte le mancanze di rispetto che abbiamo subito.
      E’ anche possibile che lei si aspetti inconsciamente che questo ragazzo la risarcisca di tutte le delusioni sentimentali precedenti e che le dia tutto quello che non ha ricevuto in passato ed è per questa ragione che certi suoi difetti le sembrano cosi gravi.

  • Clara scrive:

    Io credo purtroppo di essere attratta solo da questo tipo di uomini, che rispecchiano tra le altre cose le dinamiche della mia famiglia d’origine. Vorrei chiederle Dottoressa se, secondo lei, un uomo può rendersi conto di essere un narciso volersi migliorare intraprendendo un percorso terapeutico (anche per facilitare la propria vita e prendere maggiore coscienza di sé) e se effettivamente ci possa essere una predisposizione nel preferire uomini narcisi e cosa è possibile fare per evitare di continuare a scegliere partner con questa caratteristica.
    Grazie

    • Anna Zanon scrive:

      L’ argomento è troppo complesso per essere affrontato in questa sede.
      Ho scritto un articolo ” La vittima del narcisista” che descrive alcune delle possibili ragioni per cui si sceglie un narciso.
      Se nella sua vita è uno schema ricorrente( essere attratta da un narciso) c’è in lei una ferita che deve essere curata.
      Cambiare gli altri non è possibile, si ottiene molto di più cambiando se stessi

  • gyliz scrive:

    Mio marito e’narciso.mi ritengo una roccia per sapere affrontarlo tutti i gg.con forza e dignita’credo che i “narciso”siano incapaci di amare gli altri,amano solo se stessi.

  • Elena scrive:

    Anch’io le faccio i miei complimenti per come ha descritto il marito narciso. Sono separata da 10 anni e l’ultima storia di 6 mesi l’ho identificata con un narciso ma guardando indietro mi sono accorta che tutti gli uomini che ho avuto a partire da mio marito erano dei narcisi! La mia infanzia è trascorsa con una madre “padrona” e un padre del tutto assente. Volavano anche le botte e non c’era la minima presenza di affetto. Mi sono sposata giovane per andare via da quell’inferno ma già dai primi mesi di matrimonio mio marito non mi desiderava più sessualmente e la scusa era ovviamente il lavoro, la tv e la lettura dei giornali. Tutte le incombenze di casa erano a carico mio perchè lui lavorava tanto. Dopo 7 anni ho avuto mio figlio (miracolosamente oserei dire perchè la frequenza dei rapporti sessuali era rarissima) e con la sua nascita le cose sono ulteriormente peggiorate perchè mio marito non si sentiva più al centro dell’attenzione. Il silenzio regnava sovrano e alla fine del matrimonio sfacciatamente chiamava l’amante in mia presenza (anche se ha sempre negato che fosse già amante). Mi derideva in presenza di terzi. Se chiedevo collaborazione per i problemi di casa negava il suo aiuto. Il bello è che ero io a sentirmi in colpa! E mi arrovvellavo per capire cosa sbagliavo! Ma d’altronde per me quella situazione era sempre migliore di quella vissuta coi miei genitori. Ovviamente ci siamo separati col suo solito silenzio così da farmi continuare a sentire in colpa e non avendo nessun supporto da parenti, nè amicizie ho vissuto in profonda solitudine la separazione. Sono anche convinta che il sarcoma che mi è venuto alcuni anni dopo sia dovuto alla sofferenza interiore che ho vissuto e che non ho mai sfogato….. Io dopo dieci anni (dopo varie esperienze negative) sono ancora sola, lui invece da due ani ha una donna molto più giovane che a quanto pare lo adora perchè ovviamente è riuscito lavorativamente ad ottenere una prestigiosa posizione lavorativa….. Ora mi sono decisa ad intraprendere una terapia psicoterapeutica perchè mi sono riscoperta dipendente affettiva.

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Elena, trovo con fatica le parole per rispondere alla sua lettera. Quando una persona cresce in una famiglia come la sua, dove non viene amata nè rispettata, non sa che cosa significhi essere amata nè che caratteristiche possa avere un rapporto di coppia sano.
      Per questa ragione le può succedere di scambiare le iniziali attenzioni del narciso volte alla conquista per una manifestazione di interesse sincero e le può capitare di lasciarsi ingannare dalla facciata scintillante del narciso ( essendo sempre stata trattata con poca considerazione tende ad ignorare e giustificare, almeno inizialmente le manifestazioni di egoismo del suo partner).
      Coraggio: lei ha vissuto delle esperienze durissime che però l’hanno fatta crescere molto umanamente. Penso che la sua decisione di iniziare una terapia sia giusta e le possa dare gli strumenti per vivere una storia d’amore con un uomo che sappia finalmente amarla come merita

  • Cinzia Adragna scrive:

    Complimenti Splendido articolo che descrive alla Perfezione il Ritratto del Narciso in modo preciso e dettagliato senza tralasciare alcun dubbio sulla loro complessa personalità. In particolare mi ha colpito la frase: “Sono fatto cosi: prendere o lasciare”. Queste sono state le ultime parole con cui il mio fidanzato mi ha congedato definitivamente dopo un lungo tira e molla durato circa 3 anni pieno di critiche, fughe e ritorni, lunghi silenzi, bugie, doppia vita, incomprensioni, egoismi, mancanza di appoggio ecc.

    Grazie ancora

  • anna scrive:

    complimenti per l ‘articolo descrive perfettaente questi soggetti, dopo 24 anni di matrimonio 3 anni vissuti come separati in casa, con due figli maggiorenni, assolutamente da non fare con questi soggetti, sono stata sottoposta a intrusioni nella mia vita, dispetti continui e mi ha fatto sparire oggetti indumenti personali, dopo aver cercato di non inasprire il conflito, per i figli per savaguardare anche la figura del padre, perchè lui dichiarava che stava cecando una casa per andare via, che non mi amava più e che voleva vivere la sua vita e io dovevo vivere la mia, questo lo diceva solo a me naturalmente, tutto è iniziato dopo che abbiamo traslocato in una casa acquistata insieme ma che mi ha convinto a mettere solo a suo nome, oggi dice che io non gli ho dato mai dei soldi, lavoro, con un discreto stipendio, dal 24 anni,
    La storia è un po lunga da un anno e mezzo mi sono trasferita da mia sorella e da due anni circa sono in analisi. Descrivere il dolore quasi fisico e il vuoto che ho provato quando lui a iniziato ad avere atteggiamnti di negazione della mia persona “sei il nulla” e io più ero sofferente e gli dicevo che ci dovevamo separare perchè stavo troppo male, avevo scoperto anch una sua relazione, e più lui diventava aggressivo, Ho avuto bisogno di cercare un perchè al suo comportamento a tanta cattiveria, direi di aver visto odio nei sui occhi e godimento nel crearmi confusione. Poi ho voluto capire me perchè gli ho permesso così tanto perchè ho messo così tanto tempo ha riconoscere la violeza psicologica a cui mi ha sottoposta per anni, e quando io ho iniziato a non essere più cosi sottomessa, ha strategicamente lavorato affinchè io andassi via, facendo poi la parte del marito abbandonato, La sensazion di truffa subita principalmente sul piano affettivo e poi su quello materiale il senso di vergogna il sentirmi stupida è dura, ci vorrà tempo e tanto amore per me stessa.

    • Anna Zanon scrive:

      Capisco quello che sta passando: questa persona è riuscita a farle del male ma non a distruggerla. Lei ha avuto la forza di vedere il maltrattamento a cui era sottoposta, di riprendersi la sua vita sia pure con fatica e di iniziare un percorso di analisi per curare le ferite.
      Credo che lei sia più forte di quanto non pensi e so che non sarà facile ma credo che lei abbia le risorse per risorgere.

  • stefania scrive:

    Si dottoressa è stata bravissima nella descrizione. Mi ha lasciata all improvviso dopo tre anni di convivenza dove lui non ha fatto altro che accontentarmi in ogni mia richiesta, voleva apparire sempre bravo, accomodante, innamorato per poi farmi pagare tutto in modo subdolo e cattivo. Il pomeriggio mi dice che mi ama, la sera per un banale litigio mi lascia a casa e non lo vedo piu. Dopo qualche giorno di mio silenzio si fa vivo con delle scuse per dirmi di chiamarlo per qualunque cosa io abbia bisogno. Non accetta secondo me che io non lo implori.
    Sto male ma è un mostro. Non lo voglio piu. Pero se penso che possa avere un altra donna sto male. Perche?

  • Lavinia scrive:

    Gentile dottoressa, ho 45 anni, vivo in una piccola città e sono sposata da 12 anni con un uomo onesto ed affidabile. Abbiamo una figlia pre-adolescente. Il nostro matrimonio è stato lo sbocco naturale di una relazione serena e positiva e siamo sempre stati molto felici, finché, ad un anno e mezzo di età, nostra figlia si è ammalata gravemente ed ha richiesto la più totale dedizione. I problemi di salute della bambina, però, non ci hanno impedito di sostenerci a vicenda, migliorando così le nostre posizioni lavorative. Effettivamente il nostro matrimonio, in questi anni, è sempre stato contrassegnato da amore, stima e profonda comprensione reciproca.
    Nel settembre 2013, però, qualcosa si è incrinato fra noi: presi dalle mille incombenze e preoccupazioni quotidiane, infatti, ci siamo improvvisamente ritrovati distanti. Non riuscivamo più a parlarci e a guardarci con l’amore e la comprensione abituali…. Dal canto mio, mi sentivo profondamente triste e come svuotata, nulla mi pareva avesse più senso e guardavo mio marito come fosse un estraneo. Ancor peggio, non riuscivo minimamente a comunicargli questo mio stato d’animo…
    Ed ecco che, all’inizio di dicembre 2013, dovendo sporgere una denuncia, al locale posto di polizia ho ritrovato un amico di infanzia, che avevo perso di vista da quasi 30 anni e che sapevo felicemente sposato con tre bellissime figlie.
    Da quel giorno, non sono più riuscita a staccarmi da lui, che iniziava a messaggiarmi su Facebook e sul cellulare dalla mattina alle 8 fino a mezzanotte. E questo 7 giorni su 7, ovviamente all’insaputa della moglie, cuoca in un ristorante con orari lavorativi interminabili. Se, da una parte, questo suo inseguimento mi lusingava profondamente, dall’altro ero piena di sensi di colpa, innanzitutto nei confronti di mio marito e della mia bambina, poi verso sua moglie e le sue figlie. Inoltre, tutto questo “bombardamento amoroso” mi rendeva difficile la concentrazione sul lavoro e lo svolgimento delle mie quotidiane incombenze.
    Abbiamo, così, iniziato a vederci, sempre più spesso. Ma, a me, il ruolo dell’amante stava scomodo, poiché trovavo avvilente accontentarmi delle briciole e sentivo di non essere felice in una relazione clandestina, intrapresa con un uomo che possedeva – ed ora ne sono ben consapevole – tutte le tristemente note caratteristiche del narcisista patologico, oltre ad essere svogliato nello svolgimento del proprio lavoro, maldicente e pervicacemente invidioso dei successi altrui, ma non intenzionato a migliorarsi…. Oltretutto, i miei sensi di colpa si ingigantivano, ogni giorno di più, mentre quest’uomo riusciva a mentire alla propria famiglia con nonchalance, senza vergogna, con il sorriso sulle labbra, come se non avesse fatto altro nella vita…
    Così, ho scelto di avvalermi dell’aiuto di una psicoterapeuta, per meglio comprendere la mia situazione ed uscire dalle tenebre da cui ero avvolta… Non riuscivo ad interrompere la relazione, nonostante desiderassi farlo ed avevo la chiara percezione, comunque, che quest’uomo mi nascondesse qualcosa, avesse un lato oscuro e non fosse così innamorato, disinteressato ed amorevole come poteva sembrare e come lui stesso asseriva.
    Una sera, casualmente, mio marito ha scoperto tutto ed io ho confessato il mio tradimento con assoluta sincerità, chiedendogli di aiutarmi a ritrovare la mia via.
    Mio marito ha reagito come mai mi sarei aspettata: con assoluta calma, dopo avermi chiesto di assumere una posizione precisa e di decidere autonomamente sulla prosecuzione – o meno – del nostro matrimonio, ha rivelato l’intera storia alla moglie dell’uomo. Così, il giorno dopo, mi sono ritrovata faccia a faccia con una realtà scomoda, ma che non potevo più ignorare: questa signora, ben più giovane di me, ma distrutta fisicamente dalla fatica del vivere quotidiano, mi ha confidato (senza alcuna manifestazione di dolore , ne’ di rabbia) quanto amasse un uomo che, già da tempo, non mostrava interesse per lei e che lei continuava quotidianamente a servire e ad adorare come un dio. Da me interpellato, costui ha ammesso di non essere pronto a lasciare moglie e figlie, ma che avrebbe ugualmente desiderato proseguire la relazione in maniera nascosta, magari lasciando trascorrere un po’ di tempo per “calmare le acque”.
    A questo punto, io sono sparita. Ho cambiato numero di telefono ed ho chiuso l’account di Facebook. Lui non mi ha più cercata ed io, dopo aver chiarito la situazione con mio marito, esponendo le motivazioni del mio profondo disagio, ho proseguito con la mia vita….. Eppure, ripensando a tutta la storia, alla reazione calma della moglie e al successivo silenzio (addirittura, ancor oggi quando quest’uomo mi incontra, finge di non conoscermi ed assume un’espressione di profondo disgusto) mi ritrovavo non convinta per nulla in merito alla veridicità di tutto ciò che avevo visto e sentito.
    Ho iniziato a svolgere qualche discreta indagine e mi si è aperto un mondo: quest’uomo è abituato a tradire la moglie, tallonando abilmente giovani donne sposate che, dapprima, seduce con grandi manifestazioni di amore incondizionato ed assoluta disponibilità e che poi, una volta indotte alla separazione dai compagni ed isolate dal resto della famiglia, spreme come limoni, chiedendo loro denaro in continuazione. Denaro che la mogliettina -consapevole del “vizietto” del marito – accetta ben volentieri ed utilizza per crescere le tre figlie, ragazze viziate ed abituate ad uno stile di vita che il magro stipendio dei genitori non potrebbe mai permettere. In questa maniera, il brav’uomo è riuscito a rovinare, e a portare all’abisso della disperazione, quattro giovani donne, rendendole peraltro oggetto di derisione nel suo gruppo di amici, dediti come lui al sistematico tradimento delle consorti e ad avventure di bassa lega.
    Cosa dire? Tutta questa brutta storia mi ha completamente destabilizzata. Dovrei essere contenta per lo scampato pericolo, eppure è come se costui mi avesse vampirizzata e mi avesse iniettato un potente veleno. Nonostante tutto, infatti, tra me e mio marito si è “rotto l’incanto”: il nostro matrimonio, la nostra vita tranquilla si sono macchiate e, per quanto il tempo e il percorso psicoterapico abbiano stemperato il mio profondo senso di dolore e di vergogna (mi sono sentita davvero una cretina) è ancora difficile riuscire, almeno per quanto mi riguarda, a ritrovare l’entusiasmo per le nostre piccole abitudini e per la nostra vita insieme. Mi sento svuotata, ho l’autostima ad un livello infimo e continuo a sentirmi in colpa, sporca ed anche stupida per essermi lasciata depredare in questo modo.
    Le chiedo gentilmente, dottoressa, un parere su ciò che mi è successo. Sto lentamente tornando ad essere me stessa ma….. è davvero difficile, mi pare che il cammino sia ancora lungo!!!

  • Fabius scrive:

    Salve,

    più di un bellissimo articolo, direi una analisi dolcemente spietata… ;-)
    Lei ha uno stile delicato per descrivere con intelligenza situazioni molto difficili, che spesso sono ben nascoste sotto una coltre di apparenze e delle quali anche persone attente come credo di essere fanno fatica a rendersi conto.

    Sto da sedici anni con una donna timida, bella e molto educata, che ora scopro avere un profilo decisamente narcisistico!
    Siamo sposati, abbiamo due splendidi figli, una vita apparentemente gradevole e quasi fortunata, tante cose da perdere.
    Ma non è mai stato facile. Dopo un mese di convivenza, iniziata quasi subito, lei mi ha confessato di aver tradito il suo precedente marito, forse l’unica esperienza che avesse fino a quel momento avuto, si era sposata molto giovane. Lo ha tradito per due-tre anni. Me lo ha detto in un momento romantico, durante un bel week-end in un agriturismo in Toscana, a lume di candela mi ha messo sulle spalle un gran peso, con la scusa della sincerità che io le dicevo in quel momento di apprezzare.
    Da quel momento ho vissuto male, la gelosia si è impadronita di me per anni, alimentata dalla sua mancanza di comprensione e di aiuto per mandarla via.
    Non so se mi abbia mai tradito, per me è molto difficile averne contezza, anche perché lavora in un ambiente protetto come un ospedale, con turni a tutte le ore..
    Questa premessa “pesante” al nostro rapporto lo ha influenzato, tante volte mi sono ribellato alla sua mancanza di empatia, non solo su questo ma su tutto. Impossibile condividere le responsabilità dei problemi, quando la situazione le si fa difficile arrivano, per fortuna raramente, gli scatti d’ira.
    Prima di avere i figli, che oggi hanno 11 e 8 anni, femmina e maschio, la avevo anche lasciata, con rabbia, dopo aver perso mia madre senza il minimo appoggio da parte sua, pur essendo lei medico..
    Dopo una estate passata da soli, ho scoperto che stava cercando casa vicino a me, e fece di tutto per incontrarmi e riconquistarmi, dolcemente.
    Mi sembrò autentica, e forse lo era, ma durò fino alla nascita della nostra prima figlia, preceduta da un matrimonio col pancione, lei sinceramente raggiante, forse anche più di me.
    Poi seguirono anni duri, quelli in cui forse mi ha tradito e sicuramente mi ha rifiutato anche sessualmente, al di là del normale periodo post-parto. Anche la prima figlia ha subìto i suoi nervosismi, è stata cacciata tante volte quando c’era il secondo in arrivo, e ora paga con profonde insicurezze quel brutto periodo. Mia moglie si sente in colpa per questo, se me ne parla le confermo questa consapevolezza ma la rassicuro sul fatto che molto può ancora essere fatto e che se vuole sa farlo bene, e non la lascerò da sola in questo.
    Abbiamo provato anni fa, durante le crisi più acute, a rivolgerci a una terapista della coppia, ma il mio impegno era maggiore del suo, e ovviamente non poteva funzionare.
    Ora siamo in un periodo sereno, si litiga poco, si fa l’amore un po’ di più, ma sempre molto poco rispetto a quello che vorrei. Lei “timbra il cartellino” (la cito), tranne poche occasioni in cui, vedendo anche me distratto, si getta alla riconquista..
    La vita va avanti, gli anni passano (53 io e 51 lei ben portati da entrambi), lei si dice soddisfatta di quello che ha, io sono stanco di rivendicare quello che forse non potrò mai avere, un paio di volte ho dovuto ricorrere ad appoggi psicologici per andare avanti.
    Una volta, un anno fa, le ho detto che l’amore è un’altra cosa, e stranamente non ha reagito con rabbia come mi aspettavo, si è chiusa in camera a piangere.
    Forse si è resa conto di qualcosa, non so se di non amarmi o di non esserne capace.
    Di solito io sono rassicurante con lei, penso in due come credo sia normale amando qualcuno, ma quella volta non lo sono stato.
    Non voglio colpevolizzare nessuno, ma sono stanco di vivere così, inseguendo quella intimità vera che non ho, con lei. Lei pensa al singolare. E’ cresciuta male, ha passato la prima infanzia (0-3 anni) in un paesino di montagna con una nonna dura, esigente ed elitaria nonostante l’ambiente rurale e attaccatissima a lei. Tornata a casa dalla madre naturale è stata spodestata dalla sorella che nel frattempo era arrivata, che ha ancora tutta la simpatia della madre. Padre violento, specie in gioventù. Quindi poco calore ed empatia per lei. Serbatoio vuoto.
    Ottime basi per una narcisista..
    Non credo che possa cambiare molto, anche se ora che rivendico meno si è rasserenata.
    Forse non è nemmeno un caso così grave, ma questo senso di solitudine e inadeguatezza che ho quando sto con lei mi ha distrutto.
    In passato sono stato molto amato, so quello che significa e vedo la differenza. Ora sto recuperando, ho più rispetto di me stesso, penso che lei abbia tirato fuori il peggio di me, ma ora non ho più dubbi sulle cause di questi problemi.
    Io ho i miei anche perché gliel’ho lasciato fare, ma vedo che quando mi impongo per il rispetto lei migliora molto, questo mi dà qualche speranza di salvare una relazione e una famiglia a cui tengo.
    Mi piacerebbe avere un suo parere, grazie.

  • Olivia scrive:

    Gentile dottoressa,
    lessi il suo articolo tempo fa, avendo appena chiuso una relazione con un uomo narcisista.
    La mia storia è molto simile alle tante riportate nei commenti.
    Sono tornata a rileggere le sue parole perché, nonostante siano passati quattro mesi dalla rottura e quasi tre dall’ultimo contatto con il ex ragazzo, continuo ad essere influenzata dalle sue parole svalutanti e dal ricordo dei suoi gesti egoisti e disprezzanti, e non riesco a riappropriarmi di me stessa.
    Ero da lui molto apprezzata per intelligenza e bellezza, cose delle quali ho effettivamente sempre avuto molte prove, nonostante la fatica a riconoscermi queste qualità da sola. Tuttavia le mie fragilità riguardano il non sentirmi adeguata ed amabile nelle relazioni interpersonali, ed infatti per un intero anno i miei sentimenti e le mie emozioni sono stati da lui continuamente messi in discussione, giudicati e valutati come eccessivi, o falsi, o stupidi. Una opinione diversa dalla sua e diventavo imbecille, un buon rapporto con qualcuno che lui non aveva preventivamente approvato e volevo tradirlo se era un uomo o ero una stupida che frequentava gente noiosa se era una donna. Sottilmente, ma continuamente, messa a confronto con la ex, il rifugio mentale al quale sempre tornava dopo ogni litigio e conseguente minaccia di abbandono, storia indimenticabile perché terminata con la fuga di lei per sposare un uomo completamente diverso (il peggior smacco che si possa fare a un siffatto ego, dato che nonostante parlassero di matrimonio, lui afferma di non averla mai amata).
    Potrei andare avanti per pagine ma la storia è solo un triste copione che si ripete.
    Le scrivo perché, nonostante io stia seguendo un percorso di psicoterapia, ho completamente perso la gioia di vivere e di fare qualsiasi cosa, incluse le passioni che in momenti tristi mi hanno sempre aiutata a ritrovare la serenità. La consapevolezza che una relazione con lui, a causa dei suoi problemi con se stesso, sarebbe stata sempre insoddisfacente non mi aiuta a volermi bene e a perdonarmi. Mi sembra che questa volta si sia irrimediabilmente rotto qualcosa dentro di me. Mi sento stupida, brutta, sbagliata, detestabile, non meritevole di vivere. La mia famiglia non mi è di alcun supporto, mia madre rafforza i sentimenti svalutanti, gli amici hanno i loro problemi percui, dopo alcune risposte deludenti, ho preferito fingere di stare bene e frequentarli di meno.
    Sono ossessionata dall’idea che lui possa stare bene con un’altra donna mentre io, nella relazione, non sono stata all’altezza.
    La psicoterapia non sembra riuscire a scardinare certi pensieri. La cosa che mi fa più soffrire è il blocco nello svolgimento della grande passione, che ha sempre rappresentato lo strumento della mia catarsi. E’ come se non riuscissi più a darmi il permesso di fare qualcosa che era la mia Vita sin dall’infanzia perché non ne ho il diritto. Temo di averla perduta per sempre e non so cosa fare.

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Emma, credo che tu debba semplicemente darti tempo. La psicoterapia non è una bacchetta magica e non può purtroppo cambiare in pochi mesi un atteggiamento di autosvalutazione che dura da una vita.
      Forse questi pensieri non se ne andranno mai del tutto ma con il tempo imparerai a non darci peso
      Devi avere pazienza con te stessa: come ci vuole tempo per guarire da una banale influenza, ci vuole anche tempo per elaborare il lutto di una storia d’amore.

    • matteo scrive:

      ciao Olivia sono Matteo, sto leggendo, nella disperazione di una decisione che vorrei riuscire a mantenere,tutti i vs brevi racconti e mi ritrovo in ognuno di essi come voi tutte decrivete: umiliato, atterrito, depredato dei miei sentimenti, sfruttato in ogni senso e soprattutto preso in giro e tradito.
      ho avuto la sfortuna di incontrare una donna narcisista e bugiarda patologica, due anni di sofferenze e pianti e vorrei poter confrontarmi con te che stai cercando di resistere e aggrapparti alle tue passioni…
      sai ne ho tante anch’io sono pieno di hobbies e di creatività eppure ora mi sento morto dentro , non riesco più a pensare nè tantomeno a fare tutto ciò che mi appassionava…ho solo un gran vuoto e un senso di inutilità, tanta sfiducia in me stesso e sono solo con i miei terribili pensieri , dubbi e ricordi. e la sfortuna di essermi innamorato di un diavolo… spero di sentirti.

  • Fabius scrive:

    Ho postato qui stamattina una lunga lettera, di cui non ho copia e che non vedo più.
    Per me era importante, anche come memoria.
    Cosa è successo?
    Potrei intanto averla indietro alla mia email, se pensate di non volerla pubblicare?
    Poi cercherò di contattare la dott.ssa Zanon.
    Saluti
    F.

    • Anna Zanon scrive:

      Gentile Fabius, è possibile che il suo commento sia in attesa di moderazione insieme ad altri 121 commenti.
      Purtroppo, considerato il grande numero di commenti che ricevo ogni giorno non mi è umanamente possibile rispondere a tutti e farlo in tempi brevi.
      La risposte, considerata anche la natura pubblica del forum, sono molto sintetiche.
      Se una consulenza è urgente o si desidera una consulenza più approfondita, è possibile acquistare una consulenza sul sito.
      Dal momento che lavoro per vivere, la consulenza a pagamento ha la priorità su quella gratuita a cui posso riservare solo un tempo limitato

  • elisa santarelli scrive:

    Gentile dott.ssa
    ho avuto una relazione per 5 anni con un narcisista. Ne ero l’amante, inizialmente a mia insaputa. Scoprii solo un anno dopo che era sposato e aveva un bambino piccolo. Ma la dipendenza affettiva era gia’ subentrata quindi continuai, tra mille tentativi di distacco, per altri quattro anni.
    Poi scoprii del narcisismo e troncai definitivamente, circa un anno e mezzo fa.
    Ho letto cosi tanto sulla materia che ormai tutto quadra perfettamente, so come sono fatti questi soggetti e sono completamente priva di ogni aspettativa, anche la più banale, riguardo quell’uomo.
    Insomma, a parte l’affetto che si nutre anche per un criceto, io per lui non provo più alcuna considerazione umana, forse un po di pena.
    Ma c’e’ un tassello che non vuole andare a posto: il sesso.
    Praticamente l’unico collante che ci univa, e’ sempre stato eccezionale. Quando ho scoperto con chi avevo a che fare, invasa dallo schifo dal punto di vista umano per questo soggetto, l’attrazione sessuale non e’ scemata minimamente. Come mi faceva sentire lui io non sono mai stata (solo in quei momenti di intimita’) e rinunciare a quelle sensazioni e’ stato come amputarmi un braccio.
    La cosa assurda e’ che l’ho tenuto a distanza per un anno e mezzo, parando i colpi delle sue ricatture. E poi, improvvisamente, quando ho avuto chiara la percezione che avesse desistito l’ho cercato io (per la prima volta in 6 anni) e ovviamente siamo finiti a letto.
    Ora pero’ mi sembro come priva di sentimenti. Le emozioni che cercavo (sessuali) con lui le ho ritrovate tutte. Come se scattasse una strana alchimia. Ma nei suoi confronti non provo assolutamente nulla. Non desidero rivederlo a breve, magari tra un mese o due, se ne avro’ voglia. Non mi interessa di lui, perché ho capito che e’ il teatrino delle falsita’. Non ho desiderato raccontargli di me o sapere di lui, di noi, come quando ci vedevamo in passato perché ho compreso che con queste persone e’ assurdo impostare una qualunque tipo di relazione, anche superficiale. In pratica quello che dice puo’ essere stravolto mille volte da qui a dopodomani, quindi che senso ha chiedere?? Chiedere cosa?? A uno che parla per schemi, per frasi fatte, che mente di default?…. Che senso ha raccontargli di me se non ha in alcuna considerazione l’essere e il benessere delle altre persone? A che pro progettare anche una pizza l’indomani se sappiamo a perfezione che all’ultimo istante sparira’, seppellito dai suoi immancabili stressantissimi impegni di lavoro??
    Quindi, oltre il sesso, il nulla.
    Possibile? Ma che mi e’ preso??
    E lei capira’ che io, in qualita’ di dipendente affettiva, sono una che ha sempre idealizzato l’amore e reso inscindibile dal sesso….che cullava la costruzione di un rapporto di amore, condivisione, complicita’….. e adesso cosa sto facendo, possibile che mi si sia chiuso il cuore al punto da andarmi a prendere quello che mi serve sbarrando la strada ai sentimenti?
    Non lo so, sono passati 5 giorni e io non ho nostalgia di lui, non sto incollata al telefono e non me ne importa nulla se non chiama più. E’ stato bello e tanti saluti.
    La cosa che mi sconcerta e’ che per la prima volta in tanti anni, io non soffro. Solo una fugace amarezza nel sapere che di più non si puo’.
    Sembrerei nella condizione perfetta, quella che ha capito cosa puo’ prendere lasciando perdere cio’ che non si puo’ cavare fuori.
    Ma a questo punto non mi fido di me stessa. Ho la sensazione che qualcosa mi sfugga. Puo’ darmi qualche indicazione in merito?
    Complimenti per l’articolo, io non ero la moglie ma la descrizione calza a perfezione. Illuminante!

    • Anna Zanon scrive:

      Chissà..forse ha fatto sesso con lui per verificare se era ancora coinvolta sentimentalmente o forse ha voluto dargli uno schiaffo morale ( vengo a letto con te ma non riuscirai più a farmi innamorare).
      Io credo però che non sia importante capire tutto di noi stessi e che quello che importa è che lei sia riuscita a superare questa storia.

    • matteo scrive:

      ciao Elisa sono Matteo riporto ciò che descrivi :

      ” ho compreso che con queste persone e’ assurdo impostare una qualunque tipo di relazione, anche superficiale. In pratica quello che dice puo’ essere stravolto mille volte da qui a dopodomani, quindi che senso ha chiedere?? Chiedere cosa?? A uno che parla per schemi, per frasi fatte, che mente di default? ”

      e confermo che quello che hai patito tu lo rivivo e lo rivedo in questa descrizione in maniera identica, subito dalla donna che mi manipolava e con la quale ho provato,come te, sensazioni indementicabili e che so già che non ritroverò per l’intera vita….per questo mi pare impossibile sopportarne il distacco…vorrei arrivare al punto in cui sei tu ora..sei stata graziata per aver trovato forse l’equilibrio giusto, l’unico possibie con questi vampiri affettivi. un abbraccio a tutti e grazie.

  • Lilly scrive:

    Gentile Dott.ssa Zanon,
    approfitto della sua disponibilità per raccontarle la mia storia…
    Ho conosciuto questo ragazzo(ormai 40enne e dieci anni più grande di me) ad ottobre dello scorso anno; appena visto mi è piaciuto all’istante, lo ho contattato su Facebook e da li è iniziato il calvario, lui si è subito presentato come un tuo che con le donne non riesce ad avere relazioni durature, al che io, consapevole del mio carattere, ho scelto di evitarlo e nn voler iniziare nessuna “avventura”.
    Di fronte a questa mia decisione lui ha insistito molto, dicendo che mi desiderava, che avrebbe fatto qualsiasi cosa per avermi…mi ha convinta!
    Siamo stati insieme una sera, poi un’altra…per 2 mesi a cadenza mensile (perché sottolineava che la storia andava vissuta a piccole dosi, altrimenti avrebbe potuto spaventar si ), io non sono stata troppo invadente tanto che era lui a cercarmi e a mostrare un coinvolgimento sempre maggiore fino a che di punto in bianco si distacca, e io inizio a cercare di capire il perché tampinandolo di domande.
    Stanca, mi allontano per una settimana e lui torna chiedendomi di vederci…io accetto e riniziamo a frequentarci, altri due mesi di coinvolgimento fino a che, di nuovo, nel momento in cui si mostra più vulnerabile scompare di nuovo, questa volta evitandomi e ignorandomi, io ho iniziato a pretendere spiegazioni e gli ho anche chiesto se avesse un’altra; lui mi ha risposto di no ma che nn voleva nemmeno più me perché ero assillante, pesante, paranoica e bambina!!
    Io sono sempre stata sicura di me stessa, diventavo così per rabbia, perché non accettavo il fatto che potesse mancarmi di rispetto con questa facilità…questo da luglio a fine agosto di quest’anno quando di nuovo si fa vivo ( in questi 2 mesi io l’ho cercato prendendomi insulti e giudizi gratuiti); dunque lui sa benissimo il motivo per cui l’ho cercato da quando sparito..torna e io spero che si sia ricreduto..,sembra di si a quanto mi ha detto in una telefonata della scorsa settimana ( spero che possiamo trovare la retta via)..peccato che nella telefonata di ieri mi ha detto che esce con un’altra da un mese e che potrebbe essere anche una cosa seria…!!!

    Premetto che in un rapporto di nove mesi non sono mai stata tranquilla, lui sempre in cerca di altre ragazze, sempre a farmi notare che quella che ci passava davanti per strada era ” molto carina”, sempre a dire che oltre a me aveva altre storie ( lo diceva scherzando, ma lo diceva) ..alimentando in me una forte insicurezza e indicendomi ad idealizzarlo sempre di più!!

    Nei piccoli sprazzi di lucidità che ho avuto( ultimo ieri con la sua dichiarazione), però, gli ho chiesto spiegazioni e li si è arrabbiato…urlando che io nn sono nessuno per cui deve dare spiegazioni , che sono una bambina che si fa film e incapace di gestire il rapporto!

    Ieri gli ho chiesto di chiudere tutti i contatti dal momento che esce con un altra e che la cosa è anche seria, e il perché mi avesse ricontattata se non glie ne importava nulla ed impegnato con questa nuova fiamma…all’inizio mi ha detto che era stanco e che ci saremmo sentiti il giorno seguente, al che mi sono letteralmente infuriata dicendogli che nn me ne importava nulla se era stanco e che doveva chiudere tutti i contatti subito, che da oggi per me doveva già essere sparito dalla mia vita…lo ha fatto perché ho insistito, altrimenti avrebbe trascinato la situazione ancora per il tempo che gli faceva più comodo…

    Io ora sono piena di dubbi e perché ….aiutatemi!

    • Anna Zanon scrive:

      Purtroppo sono le solite dinamiche della relazione con il narcisista.
      Forse leggere le storie delle altre che hanno vissuto situazioni simili e altri articoli sul narcisismo l’aiuteranno a trovare risposta alle sue domande..

  • Giada scrive:

    Salve, vivo una storia con un narcisista( oltre a ritrovarlo in alcuni asoetti, la “diagnosi” l’ha data il suo psicologo.) Sono stata sempre una donna forte, con le sue insicurezze(non conosco persone veramente e profondamente sicure di loro stesse), ma ho conosciuto il narciso in un momento difficile della mia vita, in cui mia madre stava male. Lui mi ha corteggiata con tante coccole e un’infinita dolcezza. Dopo ha iniziato con le critiche, per lui non sono abbastanza sexy, o abbastanza alta, ho un lavoro mediocre e dovrei migliorare. Lui ha avuto una vita difficile con un padre che lo ha sempre criticato, che era un narcisista ossessivo e una madre con molta poca personalità che ha sempre assecondato le critiche ai figli del marito. Quest’uomo ha sempre deciso per tutti imponendo i suoi valori e la sua idea di giusto. Convenzioni sociali che fanno soffrire il mio narciso, che soffre di ansia al punto di essere febbricitante e star male fisicamente, da quando è morto il padre. Lo psicologo ci ha consigliato di lasciarci, perchè lui non sa entrare in empatia e con le sue critiche mi fa soffrire. La cosa che mi manda in confusione è che il mio compagno piange, dice di sapere quanto sono importante per lui, dice di volermi bene e e sa che sono la donna giusta per lui e che va dallo psicologo per stare bene con me, per imparare a fare dei passi in avanti. Al contrario di quanto scritto nell’articolo si confida molto con me, mi parla delle sue ambiazioni disatteve a lavoro e di quanto il padre lo abbia ferito da piccolo e di quanto oggi si senta in dovere di continuare a proteggere la madre. Stanotte sono andata via da casa nostra, perchè lui ha paura che la madre gli dica, come al solito, che resterà da solo, e che è l’unico figlio che non ha costruito nulla. Sono confusa. Non so se migliorerà, e se è meglio x me chiudere per sempre.

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Giada, difficile dire che cosa dovresti fare in una situazione così. Il mio consiglio che è quello che do a tutte le persone coinvolte in questo tipo di relazione, è quella di valutare il rapporto nel qui ed ora( in base a quello che ti dà adesso) e non in base a quello che potrebbe succedere se lui cambiasse. Tutti abbiamo delle potenzialità ma non è detto riusciamo a tirarle fuori.
      Se il bilancio complessivo di questa relazione è nonostante tutto positivo , vai avanti.
      Non vivere aspettando un cambiamento che potrebbe non essere così decisivo come speri..

  • Maria scrive:

    Carissima Dr.sa Le voglio raccontare la mia storia, iniziata esattamente un anno fa.

    “Sono una donna sposata di 46 anni, madre di 3 figli: 14, 11 e 4 anni.
    Fino ad un anno fa e anche più la mia vita non era altro che divisa tra casa, lavoro, famiglia e tutto quello che ciò comporta. Io come annullata. Mi sentivo “costretta” in una morsa di “gran da fare”, che comunque mi appagava, ma al tempo stesso, inconsciamente, non mi soddisfaceva più. Di questo me ne sono accorta dopo, ovviamente.
    Io, una persona rispettata, come tutta la mia famiglia. Un marito, collaborativo, gran lavoratore e bravo padre, ammirato da tutti. E allora cosa mi mancava? Forse sentirmi più valorizzata, forse era subentrata un’abitudine nella nostra vita di coniugi, forse poco tempo dedicato alla coppia?
    Non voglio trovare giustificazioni a quello che mi è capitato, ma è qualcosa che non pensavo potesse succedere a me.
    Conosco un nuovo collega, mio coetaneo (separato, con due figli e una nuova relazione con una compagna, con la quale sembra che le cose non girino alla grande – anzi proprio adesso sembra siano arrivati a un punto di non ritorno. I litigi, piuttosto forti, sono all’ordine del giorno), di cui tutte le altre parlavano come un “tipo” che ci teneva a farsi notare, che teneva al suo look e che sembrava proprio sicuro del fatto suo.
    In un primo momento non mi ha fatto nessun effetto, ma non so come, piano, piano il suo pensiero si è insinuato nella mia mente. Ho voluto sfidarmi. Premetto che sono una persona molto semplice e senza grandi pretese, e così ho voluto provare a vedere se così come ero, sarei riuscita ad attirare la sua attenzione. L’attenzione di un “narcisista”. Si perché lui, purtroppo lo è.
    Qualche suo complimento, (da grande esperto), è stato sufficiente per carpire i miei pensieri. Era quasi come se lo stessi aspettando.
    Sicuramente lui si accorge che fa presa su di me e continua a “corteggiarmi”, credo anche incoraggiato dai miei atteggiamenti.
    Insomma, da settembre, nasce questa “relazione” che io non definirei proprio così.
    Perché in una relazione c’è di solito una reciprocità di sentimenti e di intenti.
    All’inizio la sua galanteria non ha tardato a manifestarsi, (lo è per natura, galante), i complimenti erano sempre più presenti e anche i contatti in chat. Ci vediamo, cercando di rubare dei nostri momenti, Io mi sono fatta prendere da questa storia da “film” e mi sono innamorata di lui.
    Ogni volta che lo incontravo in ufficio mi batteva il cuore come una ragazzina e mi sentivo emozionata come non mai. Ho iniziato a pensare più a me stessa, comprando abiti che più mi valorizzavano e ho rivisto il mio taglio di capelli. Un’adolescente forse avrebbe fatto meno di me!
    Per lui provo un’attrazione che oramai con mio marito non provo più.
    Avevo messo da parte i miei sensi di colpa iniziali e aveva preso sopravvento un sentimento profondo per lui. Quando lui se ne accorge, cerca di allontanarmi, e mi dice che tra noi può esserci solo “quello”. Io sono una donna sposata, con tre figli e che lui ha una relazione con una compagna.
    Io non mollo e cerco di stare al suo gioco. Vivere il tutto con “leggerezza”. O almeno ci provo. Ma non sempre riesco e cado nello stesso errore di dimostrarmi bisognosa di lui. E allora lui si allontana e poi si avvicina. La mia paura di perderlo si fa sempre più forte. Lui è il mio Inferno e il mio Paradiso Mi confido con un collega che mi dice che io non posso perdere la mia famiglia e di pensare solo a “usare”lui come lui “usa” me. Solo “quello”.
    Le cose tra noi vanno meglio. Ma sempre sulla stessa linea. Entriamo, comunque piu’ in sintonia. Collaboriamo anche sul lavoro dove lui cerca di coinvolgermi (non so se solo perché ha bisogno di aiuto). Ormai al lavoro notano questa nostra vicinanza e si comincia a parlare. Sanno di noi.
    Vorrei sentirlo anche quando non siamo al lavoro, ma lui mi dice di non esagerare con chiamate o messaggi perché con la sua donna rischia. E se qualche volta insisto col chiamarlo anche quando non mi risponde, va su tutte le furie.
    A volte chiama lui o manda dei messaggi, spesso perché vuole dirmi qualcosa che spesso non riguarda noi. Se mi capita di trovare una sua chiamata alla quale non ho risposto e gli chiedo cosa volesse, lui mi risponde che è partita da sola senza che se ne accorgesse. (Non sempre ci credo. Non vuole darmi il gusto di sapere che magari mi ha chiamato. Potrebbe essere, no?). A volte, mi manda dei messaggi spiritosi con qualche foto buffa.
    Io che penso sempre a lui. Voglio sorprenderlo anche con piccoli gesti. Portargli qualcosa di buono che ho preparato a casa (senza farmi scoprire dai miei, con non poca fatica) o fargli trovare nel frigo che abbiamo al lavoro, una birra. Io che sistemo le mie ferie in funzione di quando manca lui; non voglio assentarmi quando lui c’è: voglio esserci ogni volta che lui c’è. Lui ovviamente non lo pensa minimamente.
    A casa io sono una mezza moglie e una mezza madre. Nella mia mente c’è sempre lui. “Dipendo” da lui. Quando lui mi dice che non devo fare troppe domande e quando mi dice che con lui devo essere chiara e non misteriosa, nei discorsi che faccio, cerco di assecondarlo.
    A volte, si gira in maniera brusca con me, quando ad esempio ha i suoi pensieri per la testa e io magari lo assillo per chiedergli se ha visto i miei messaggi o faccio l’insistente. Ma io vorrei che le cose filassero lisce, senza incomprensioni o bronci e quando cerco di risolvere il tutto, lui dice che divento “pesante, non mi sopporta e ottengo i risultati opposti.
    Si dimostra a volte geloso, quando vuole sapere con chi parlo al telefono.
    Lui si confida con me, parla del suo rapporto poco sereno con la sua compagna. Dice che tra loro non c’è empatia e che invece con me riesce a parlare di tutto. Lei non si immedesima nei suoi panni e non lo comprende. Dice che io sarei stata un’ottima compagna per lui. Dice che sono perfetta, ma purtroppo con tre figli e soprattutto un marito, non c’è via d’uscita. Dice che sono speciale e unica, (soprattutto quando lo ricopro di attenzioni). A volte si scusa con me se si è rivolto in maniera scontrosa, dicendomi che non me lo merito. Infatti io sono sempre molto disponibile con lui, ogni volta che ha bisogno di qualcosa, anche di sfogarsi e di sentirsi compreso.
    Spesso è anche molto disponibile e gentile. Mi chiama nel suo ufficio per offrirmi qualcosa di dolce o per dividere qualcosa da bere.
    Insomma in fondo tra noi c’è anche tanta complicità.
    Purtroppo, però io, vedo alcuni suoi “slanci”, come segnali di chissà chè e invece no.
    Lui dice che tra noi ci può essere solo “quello”. Ma al tempo stesso, gli piace quando faccio la gelosa, quando lo stuzzico e lo accarezzo. La cosa che di me non gli piace, e che mi ripete spesso, è che sono “pesante” e stressante, come ho detto prima e quando vede questo mio atteggiamento lui tende ad allontanarsi. Troppe domande e troppa presenza lo assilla.
    Tipico del narcisista? Tipico dell’acquario? Tipico dell’uomo?
    Intanto mio marito lo ha conosciuto, sia come collega, sia come padre di un amico di mio figlio, che ogni tanto viene per giocare a casa nostra.
    A mio marito, al quale sin da quando eravamo fidanzati, ho sempre detto tutto, per cercare di alleviare i miei iniziali sensi di colpa, avevo parlato di questo collega; del fatto che era piacente e che mi piaceva attirare la sua attenzione e dei suoi complimenti. Forse, come se raccontandogli ciò, mi liberavo dei miei sensi di colpa. Ho sbagliato alla grande, ma non pensavo che la cosa avrebbe preso la piega che ho appena descritto. Infatti mio marito non lo vede di buon occhio, assolutamente.
    La cosa che mi innervosisce di più è che,nonostante sappia quello che provo per lui, non si esime dal fare apprezzamenti su altre donne, ad elencarmi le sue esperienze precedenti e a raccontarmi di alcune donne che si fanno vive con lui, dopo un po’ di silenzio.
    Il suo gioco so che è quello del narcisista cronico, anzi patologico, ma io non voglio mollare.
    So anche che continuando così, non andremo molto lontano. Lui mi dice che vuole essere fedele alla sua donna (ci credo poco, anche se ha fatto un cammino spirituale nel mese di marzo, presso un convento), che la strada da seguire è quella che ci porterà a non fare più “quello” e che devo pensare a mio marito (parole in libertà, direi)
    Secondo me lo fa anche per cercare di tenermi più legata a lui. Credo che sia una sua strategia. Farmi sentire sempre di più il bisogno di lui.
    Ultimamente sono quasi sempre io a “cercarlo” e ovviamente lui, quando io gli faccio notare ciò, mi dice che cerca di evitare, per far si che la cosa prenda una piega diversa e soprattutto perché non si dia adito agli altri di sparlare su di noi. Ma intanto con me ci sta e non sembra starci affatto male.
    Io so che se la preda si fa avanti, non c’è più gusto per il cacciatore di andarsela a cercare. Lo so, ma non riesco a metterlo in pratica.
    Ora mi chiederà quale consiglio desidero avere.
    Come non voglio mollare. Una cosa che lui dice che lo ha colpito di me è proprio il fatto di non aver mai mollato. Infatti io non voglio mollare, per me stessa. Io voglio riuscire a farlo legare a me. A farmi sentire indispensabile per lui e che lui arrivi a provare qualcosa per me più di quello che potrebbe, forse, provare, ora. Lo so che un narcisista non è capace di volere bene agli altri. Il suo è soprattutto un bene per se stesso. Ma voglio che arrivi ad avere la paura di perdermi. Come io ora ho paura che qualcun’altra lo possa avere. Qualcun’altra che non sia la sua compagna.
    Voglio essere io a condurre il gioco. Voglio colpire con la sua stessa arma, pur essendo consapevole che la mia vita resta legata alla mia famiglia, nei confronti della quale, so di avere un comportamento del tutto riprovevole”

    P.S. Questo lo scrivevo qualche tempo fa, quando immaginavo di raccontare la mia storia a qualcuno. Ora è da un po’ che navigo in rete e a furia di cercare sono riuscita davvero a capire e a convincermi che la persona di cui parlo è proprio un vero e proprio narcisista. Molti miei amici mi suggeriscono di mollare la presa. Per il mio bene e per quello della mia famiglia. E’ quello che sto cercando di fare, soprattutto da quando circa 1 settimana fa, facendogli capire la mia gelosia, mi son sentita dire “tu non sei nessuno per farmi queste domande”. Lo sapevo già, o lo immaginavo, ma sentirmi dire questo e riflettendo su quanto io gli abbia dato in termini di attenzioni, di affetto, di disponibilità ……. mi sta portando a provare a staccarmi da lui. Ma in me resta sempre quella voglia di farmi desiderare da lui e magari riuscire a prendermi qualche soddisfazione rispondendogli picche.

    • Anna Zanon scrive:

      Quello che la tiene legata a questa persona non è amore neppure da parte sua, quanto piuttosto il gusto della sfida.
      La sfida di conquistare un uomo affascinante, difficile da conquistare, vincendo su tutte le altre donne che non ci sono riuscite.
      Cito le sue parole:
      “Infatti io non voglio mollare, per me stessa. Io voglio riuscire a farlo legare a me. A farmi sentire indispensabile per lui e che lui arrivi a provare qualcosa per me più di quello che potrebbe, forse, provare, ora. Lo so che un narcisista non è capace di volere bene agli altri. Il suo è soprattutto un bene per se stesso. Ma voglio che arrivi ad avere la paura di perdermi. Come io ora ho paura che qualcun’altra lo possa avere. Qualcun’altra che non sia la sua compagna.”
      Questa sfida le procura delle emozioni fortissime che scambia forse per amore e che vivacizzano un matrimonio un pò stanco.
      Ma attenzione, lei sta giocando un gioco che non può vincere e che rischia di farle perdere quello che ha più di prezioso: il suo matrimonio e la stima dei suoi figli.
      Corra ai ripari, non inseguendo una chimera, ma “riparando” la relazione con suo marito finchè è in tempo

      • Maria scrive:

        Gentile Dr.sa, La ringrazio per la sua risposta. Le sue sono parole forti, ma che servono per scuotere un persona che si sente veramente provata da questa storia. Non è facile, ma Le assicuro che proprio in questi giorni mi sento più forte di prima. In questi giorni in cui i nostri contatti sono stati esclusivamente di tipo professionale – lavorativo. Dopo quel “tu non sei nessuno…..” non siamo tornati sull’argomento nè lui, nè io. Io di sicuro non mi sento di riaffrontarlo perchè mi sento profondamente ferita. Probabilmente lui non lo affronta per due motivi:1. per una sua strategia (la solita, con la quale cerca di tenere legate a se le persone), 2. perchè se ne è dimenticato (non difficile per uno come lui, preso solo dalle sue cose) e questo periodo di assenza dei soliti suoi “contatti” fa parte dei periodi di pausa che lo caratterizzano.

  • Iella scrive:

    Oggi ho firmato la separazione di fronte al giudice. Dopo 17 anni di vita insieme di cui 7 di matrimonio…inutile dire che in questi anni io sia rimasta ferma..o quasi..nonostante le mie capacità e la mia cultura…ero una stella che non poteva brillare vicino a lui…perché dovevo far splendere la sua….in questo anno di separazione mi sno rialzata… Ho fatto cose che prima ritenevo impossibili per me. E’ stata durissima…lo amavo e credevo profondamente nel matrimonio…mi sono fustigata per un anno intero..pensando che non ci poteva essere altra strada se non quella di stare assieme a lui. Solo adesso vedo la mia vita vicino ad un uomo che non mi amava ed il mio matrimonio era esattamente la scaletta stilata da lei dottoressa….grazie alla psicoterapia, alla mia famiglia ed ai miei amici sto cominciando a pensare che merito di meglio, che nonostante i miei quasi 40 anni forse posso ancora essere amata….grazie per questo articolo….purtroppo ho constatato che siamo in tante…si può uscire da tutto ciò solo abbandonando la nave…

  • alessandra boscolo scrive:

    Gentile Dott.ssa,
    nell’ articolo pubblicato ho riconosciuto un buon 80% dei comportamenti di mio marito.
    Da 7 anni siamo sposati con 2 figli e dall’ esterno tutti ci giudicano come la famiglia perfetta.
    In realta’ io non riesco piu’ a sopportare la fatica di convivere con certi atteggiamenti, finisco col sentirmi nervosa, depressa e soprattutto incastrata in una situazione in cui non vedo via di uscita. Vorrei provare ad iniziare una terapia di coppia e forse ho convinto mio marito ad un primo appuntamento con una psicologa ma ho il presentimento che non servira’ a molto. Lei cosa ne pensa, si puo’ guarire un narcisista? Che tipo di effetti potrebbe avere il suo comportamento sulla crescita dei nostri figli?
    E’ possibile le il mio stato d’ animo, insonnia e recenti disturbi alimentari siano da collegarsi all’ influenza negativa che ha su di me? Vorrei rivolgermi a qualche specialista da sola, ma non so se invece sia un errore..allla fine e’ lui che ha dei problemi e mi sta convincendo invece che la causa sono io…

    • Anna Zanon scrive:

      E’ molto positivo che suo marito accetti di fare la terapia di coppia! Vi aiuterà a leggere in modo diverso le vostre dinamiche di coppia ..se non a suo marito almeno a lei e a capire se ci sono soluzioni per il vostro rapporto. Bisogna capire se suo marito è veramente un narcisista oppure il suo comportamento freddo e poco empatico dipende da altre cause..

  • Giulia scrive:

    Si vivere con un narcisista è esattamente descritto in modo chiaro in questo articolo .. Si può effettivamente fare copia incolla con la mia vita vissuta con un uomo così … Sono arrivata a non conoscere più me stessa, non avere più un briciolo di dignità … Stare con lui mi sembrava di vivere con un “extraterrestre ” perché nulla andava bene di ciò che facevo o dicevo. Le mie idee, i miei pensieri non erano per nulla giusti per lui. Solo lui è le sue donne erano sempre in perfetta sintonia e le sue bugie erano a fin di bene per non farmi star male. Ne ho passate come si dice ” di cotte e di crude ” e ancora adesso non mi so spiegare come ho sopportato tanta crudeltà. Sono arrivata a pensare che qualcosa non andasse in me e che veramente ero pazza come lui sempre sosteneva. Un giorno così mi sono messa in internet per cercare articoli sui disturbi della personalità, per poter capire me stessa, e posso ringraziare di cuore articoli come questo che ho capito chi é un narcisista perverso …. chi è mio marito. Mi sono rivolta ad uno specialista e assieme abbiamo fatto un percorso per riuscire a riprendermi quella dignità di donna è madre che ormai avevo perso. Lo ammetto é stata durissima ma ce la si può fare. Ora lui sta facendo di tutto per sbattermi fuori casa (la casa é sua) , ma la forza e il coraggio che ho ritrovato di non esser più sottomessa ad una persona “diabolica” come lui, mi aiuta a combattere per ottenere quel po’ che mi aspetta per una vita dignitosa e puoi via “anni luce” il più lontano possibile …

    • Iella scrive:

      Giulia, ti capisco perfettamente…io ero diventata l’ombra di me stessa, insicura su tutto..lui aveva sempre qualche cosa da ridire…sarei morta di malattia a causa dello stress che accumulavo giorno dopo giorno o di crepacuore ne sono certa….anche io come te ho cercato su internet e mi si è aperto un mondo, ho capito che non ero io sbagliata, ma lui….adesso e’ dura..ci siamo lasciati e ora separati legalmente..per fortuna non ci sono figli, ciò che all inizio della separazione vedevo negativamente, perché non avevo un ricordo della nostra storia, ora la vedo come un benedizione, perché posso andare avanti senza problemi….grazie anche alla psicoterapia..ne uscirò e sarò felice…e’ quello che mi auguro per tutte noi…

  • Valentina scrive:

    Gentile dott.ssa,
    nel web ho trovato il suo articolo e sono rimasta esterrefatta. Da 4 anni sto vivendo una storia con un uomo che incarna alla perfezione ogni caratteristica che lei ha elencato. Sono una persona indipendente, solare, amata da molte persone e non riesco a capire come posso ancora oggi perdere tempo con un uomo che so già che non potrà darmi neanche un millesimo di quello di cui io ho bisogno.
    E’ un vampiro energetico, riesce a farmi sentire inadeguata, insicura, non accettata. Mesi fa, per motivi che io attualmente ancora non so, ha interrotto la nostra relazione senza quasi comunicarmelo. Non si è curato minimamente del nostro rapporto nè del mio stato d’animo. Poi dopo 3 mesi è tornato da me, dicendomi che ha fatto un errore, che sentiva la mia mancanza e tante belle parole. Ed io ci sono ricaduta! E ora siamo tornati allo stesso punto, anzi forse anche peggio perchè ora è diventato offensivo, anche di fronte ad altre persone, e limita sempre più la nostra relazione a noi due senza permettere nessuna condivisione di alcun momento di vita.
    Non faccio altro che chiedere delle piccole attenzioni da lui, e dico piccole perchè piccole lo sono davvero, ma lui è arrivato ora al prendere o lasciare: io sono cosi se ti va bene ok, altrimenti trovatene un altro…ma non capisco..è lui che è tornato da me! Il punto è che ora sono io a sentirmi sbagliata, a pensare di essere troppo esigente, ma forse lo sono perche lui non può e non vuole darmi nulla più di quello che da ora ossia passare insieme un paio di sere a settimana e il resto del tempo vivere come se l’altro non ci fosse e non esistesse.
    Quello che mi chiedo ora, è davvero sbagliato chiedere delle attenzioni al proprio compagno che equivalgono spesso a dei normali gesti di buona educazione, oppure un una storia bisogna comunque accettare ogni cosa e non aspettarsi nulla. E nel momento in cui ci si rende conto che quello che abbiamo non è abbastanza, come si fa ad uscirne quando si è, parlo del mio caso, quasi patologicamente legati all’altro?

    • Anna Zanon scrive:

      Il primo passo, il più difficile, è capire che si tratta di un legame malato, che non nutre e non da gioia come dovrebbe essere l’amore, ma che ci succhia l’energia vitale.
      Se dopo aver acquisito questa consapevolezza e si continua a restare legati a qualcuno che ci tratta con incuria e indifferenza, bisogna lavorare su di sè ( e non è detto che da soli ci si riesca ma bisogna farsi aiutare)

  • Lalla scrive:

    Conosco una persona così che lavora nel mio stesso ambiente. Ho letto e approfondito sul profilo psicologico che quest’uomo esterna con me di grado inferiore al suo. Dapprima ero attratta dalla sua richiesta di aiuto, poi trasformata in un atteggiamento acido e denigratore. Facendogli capire che lo avrei abbandonato senza svolgere il lavoro per lui, è tornato ad essere un agnellino. Ma il suo carattere è sempre lo stesso, tra alti e bassi, tra le stelle e le stalle. Ama vantarsi di avere amiche e amanti giovani e importanti, ovviamente piu’ importanti di me. Atletico, scenografico, apparentemente affascinante, In un primo momento provavo invidia delle sue amiche ma ora non piu’. Il fatto sconcertante è che se io provo a non salutarlo, si irrita violentemente, perde proprio le staffe. Ovviamente la colpa è la mia! Lui è un puro, ma vive di sotterfugi, di piccoli imbrogli, non accetta sottoporsi ad alcuna legge. Separato, parla di una moglie (credo anche lei con problemi psichici) bella e sapiente, che tuttavia lo ha silurato. Come posso comportarmi? La situazione attuale mi vede costretta da esigenze di “copione” di ufficio a fare ciò che gli occorre. All’inizio gli avevo offerto la mia amicizia ma lui ha nettamente rifiutato in quanto sono di casta inferiore alla sua. Lui vive nell’Olimpo. Ora sarei tentata nel momento del bisogno di rispondergli che non è mio amico e che in una certa occasione non posso aiutarlo, verificandone la reazione. Cosa mi consiglia? Credo sia predisposto alla menzogna e alla vendetta.

    • Anna Zanon scrive:

      Non ho capito che relazione lei ha con lui..Si tratta di un ex? Di un corteggiatore respinto? Di un suo collega con cui non c’è mai stato nulla? E’ un suo capo?

  • Chiara scrive:

    Gentile Dott.ssa,
    sono una ragazza di 25 anni e da qualche mese è terminata una storia molto pesante durata due anni con un ragazzo di due anni più grande di me. L’ho amato moltissimo, ma questa storia mi ha gettata in un tale stato di prostrazione psicologica che comincio a pensare di aver avuto accanto a me un perfetto narcisista… Ne vorrei la conferma. Io sono di sicuro una dipendente affettiva, con genitori separati da quando avevo 5 anni e un padre assente per quasi tutta la mia vita (abbiamo recuperato i rapporti, per mia volontà, solo da qualche anno). Quando ho conosciuto questo ragazzo venivo da una delusione sentimentale dopo l’altra susseguitesi nell’arco di svariati anni, e avevo una voglia disperata di dare e ricevere amore. Non mi pareva vero quando l’ho conosciuto: un bel ragazzo, intelligente e sensibile, finalmente una persona non banale, da cui mi sono sentita subito attratta e in sintonia e soprattutto sentivo in lui la reciprocità di tutti questi meravigliosi sentimenti. Sembrava che avesse finalmente trovato, anche lui dopo svariate storie, la persona che cercava da sempre, tant’è che all’inizio provava ammirazione per me e per tutto quello che ero e facevo. Voleva essere sicuro di essere alla mia “altezza”, perchè io facevo esattamente tutte le cose che avrebbe voluto fare lui. Nei primi mesi mi sono sentita apprezzata come non mi era mai successo, era così contento di stare con me che mi ha subito portata in famiglia, ma dopo poco ha iniziato ad emergere qualcosa di strano: ha iniziato a chiudersi in lunghi silenzi con lo sguardo fisso davanti a sé e nulla di ciò che facevo lo scuoteva da questo suo stato. Alle volte gli parlavo ugualmente, ma mi sembrava di parlare al muro, oppure trascorrevo le serate con lui in perfetto silenzio. Lui diceva che non gli venivano le parole e non capiva il perchè. Poi ha cominciato ad essere geloso e possessivo, tanto che (sbagliando) mi sono chiusa moltissimo soprattutto con i miei amici uomini e ha cominciato a farmi problemi su come mi vestivo o se non lo avvisavo se uscivo un attimo di casa per fare qualche banale servizio. Poi ha iniziato con le critiche su come mi comportavo, quello che dicevo e facevo, tant’è che io, che sono una persona sempre pronta a mettermi in discussione, gli ho dato ascolto (visto che diceva che andavo dritta come un treno senza ascoltarlo mai) e da quel momento ho perso definitivamente la bussola: ho cominciato a sentirmi inadeguata, sbagliata e ho iniziato a dissociarmi da me stessa; era come se mi guardassi da fuori con i suoi occhi, monitorando ogni segmento del mio modo di essere e di fare (sensazione che un po’ ancora mi perseguita). Più ero insicura e cercavo di compiacerlo, più lui mi accusava di essere falsa e diceva che delle persone insicure prima o poi ci si stanca. E’ sempre stato molto duro con me a livello verbale, con scatti d’ira spropositati che io non capivo mai a cosa fossero dovuti, mentre io mi sono sempre sforzata di essere dolce e gentile, e di non scadere mai nelle liti violente che invece lui andava cercando. L’ho mandato al diavolo solo un paio di volte, quando ero davvero esasperata. Poi ha iniziato ad ostacolarmi sui miei interessi e sul mio modo di viverli, in particolare sul fatto che non avessi scelto di iniziare la sua stessa attività fisica ma ne avessi scelta un’altra, a me più congeniale, consigliatami da un’amica. Per tutto il primo anno insieme abbiamo discusso su questa questione: secondo lui non mi affidavo a lui, non lo ascoltavo, facevo di testa mia, non volevo condividere niente con lui. In tutto ciò, il sesso tra noi è sempre stato incredibile (anche se lui ha sempre ammesso di essere ossessionato da quasi tutte le donne e anche di guardare i porno). Ad ogni modo, lui mi ha sempre trovata bellissima ed è stato sempre molto attratto da me, e fuori dal nostro rapporto era così gentile e disponibile verso gli altri che era impossibile farsene una cattiva opinione. Aggiungo anche che la sua situazione familiare non è delle più rosee: ha una famiglia unita ma infelice. Suo padre è di un egocentrismo incredibile e da sempre tratta sua moglie come una schiava, non la rispetta e la tiene sotto chiave. Lui ha sempre odiato questo modo di essere di suo padre, ma pur prendendone le distanze a parole credo che sia stato influenzato comunque da lui. Dopo più di un anno che stavamo insieme, fatto di liti assurde, suoi silenzi a cadenza regolare che non sapevo come sciogliere (lui diceva che io non avevo la chiave giusta per farlo), momenti in cui voleva “fingere che non stessimo insieme” pur stando insieme perchè si sentiva oppresso, giorni in cui voleva star solo o in cui mi rispondeva a monosillabi, mi lasciò per tre settimane perchè “non ero quella giusta per lui” e non gli piacevo com’ero. Dopo quelle tre settimane dice che dobbiamo parlare e non ce la fa più a non sentirmi, così io accetto di rivederlo e, sebbene all’inizio lui volesse frequentami solo in modo molto “leggero”, alla fine di fatto ci rimettiamo insieme con l’idea di ripartire in modo diverso. Siamo stati così altri 7-8 mesi in cui sembrava che le cose fossero nettamente migliorate: lui non mi faceva più problemi, mi chede scusa per i suoi errori e io mi sento più naturale verso di lui e in generale. Passa così quest’altro periodo, tutto sommato tranquillo, fatto di discussioni banali e normali in una coppia, anche se voleva comunque stare spesso da solo (passa molto tempo al pc) e i periodi di “depressione” e silenzio continuavano a cadenze regolari. Nel frattempo lui lascia il suo lavoro di prima per vari motivi e io, sfruttando le mie conoscenze nel campo, lo aiuto ad inserirsi in un percorso di studi a lui più congeniale e che ancora adesso sta portando avanti (anche se non so con quanto impegno). Insomma, tutto mi sembra procedere meglio… Finchè un giorno, in un periodo per me stressantissimo per via degli esami universitari, ad un tratto mi dice che non è vero che le cose tra noi vanno, che lui non sta ancora bene con me e che dovremmo pensare di lasciarci. E’ passato dal dire che non lo coinvolgevo abbastanza al dire che gli stavo troppo addosso e che dovevo vivermi la mia vita. Dopo un po’ ci lasciamo perchè la cosa si stava solo trascinando e continuiamo a vederci solo per il sesso anche se io restavo molto presa e lui fermo nella sua convinzione di chiudere. Nelle ultime volte in cui ci siamo visti, mi ha detto di voler interrompere anche con il sesso e di essere amici; mi ha detto che lui vuole di meglio e che io mi sono preoccupata solo superficialmente di lui. Ha detto anche che rispetto al primo periodo con me è cambiato, che da ora in poi si comporterà bene (con le altre, però). Da due mesi non ci vediamo né sentiamo più perchè la cosa era diventata troppo esasperante per me, a malincuore ho preso insieme a lui questa decisione. Nel frattempo gli ho solo mandato un messaggio per sapere come sta, e lui è stato molto freddo e ha troncato la conversazione… Insomma, oltre al danno la beffa! Sto cercando di andare avanti, anche perchè sono prossima alla laurea e ho tanti progetti per la mia vita, ma sono dilaniata dai sensi di colpa per essermi comportata da stupida fino alla fine, per non essere stata più forte e per non aver avuto il coraggio di chiudere io questa cosa molto tempo prima, di aver dimenticato la mia dignità e di avergli permesso di dirmi tante cose brutte. Chissà, forse la nostra storia avrebbe preso una piega differente! Mi sento ancora inadeguata e pian piano sto sentendomi più libera di esprimermi, sempre e comunque con molta difficoltà. Lui mi manca, ma sto cercando di essere obiettiva e capire che questa relazione non era sana, ma mi sento intimamente ferita nella mia autostima. Lei che ne pensa? E’ stata effettivamente una relazione narcisista – dipendente tanto da trovarmi ora in un “trauma da narcisismo”? Attendo risposta e la ringrazio.

    • Anna Zanon scrive:

      Narcisista da manuale che ha peggiorato le sue paure e insicurezze affettive.
      Penso che potrebbe aiutarla qualche colloquio con uno psicologo per gestire meglio i sensi di colpa che prova e rinforzare la sua autostima

  • chiara scrive:

    salve, il suo articolo rispecchia completamente la persona che ho avuto accanto tra tira e molla per 9 anni. Ho 24 anni e fin dall’adolescenza non sono mai riuscita a staccarmi da quel che oggi posso definire un narcisista. Non avevo mai capito se dietro quei tira e molla ci fosse un vero sentimento, ma ad oggi ho realizzato che era i suoi ritorni erano il frutti del suo puro egoismo nell’avere accanto una ragazza innamorata che gli desse delle attenzioni. Il nostro rapporto si è sempre basato sullo stare qualche mese insieme e poi lasciarsi, per poi rimettersi, stare bene inizialmente e poi riaffondare nella monotonia, fondamentalmente imposta da lui, fatta di silenzi, di mancanza di energia e di rivendicazioni di autonimia, io lo avvertivi che si sentiva oppresso.. anche se io avevo ormai imparato ad assecondare i suoi desideri di libertà, anche se credo non mi abbia mai tradita, mi lasciava e magari usciva con altre. L’ultima volta siamo stati insieme per due anni, ma il primo anno io studiavo fuori città e il vedersi un paio di volte al mese non comprometteva la sua autonomia, ma da quando sono rientrata, ogni mia richiesta che sia di affetto o semplicemente di svago era negata, si usciva quando e con chi voleva lui, così anche fare l’amore, il semplice vedersi veniva stabilito da lui. così mi diceva “non voglio sentirmi dire come sono fatto e le cose che non faccio” ed io non riuscivo a capacitarmi, pensavo… ma se una persona tiene all’altra, per il piacere dell’altra… fa qualche piccolo “sacrificio” pur di farla felice… invece no, si è persino rifiutato di venire in vacanza (già prenotata e in parte pagata) non dandomi una giustificazione valida, ma secondo me perchè pensava al suo lavoro o perchè in realtà non ne aveva voglia, mi ha infatti detto ” hai deciso tutto tu, a luglio io non volevo partire” e intanto io non ero più io, mi sono poi, guardata dentro (dandomi le colpe, perchè lui diceva che io gli buttavo tutto addosso e che non ero consapevole di ciò e delle mie colpe) e avevo capito che forse, il mio non fare niente ( perchè in cerca di lavoro) era diventato un peso per lui, perchè pretendevo troppe attenzioni. Ci siamo lasciati così in estate, di comune accordo… ci siamo riavvicinati, lui mi ha esplicitamente detto ” io non so darti certezze, voglio solo possederti senza futuro, per il piacere di farti piacere” così, un per un pò è andata avanti in questo modo, perchè avevo sempre la speranza che potesse cambiare, siamo stati tre giorni a casa sua, anche se in alcuni atteggiamenti mi manifestava quel muro (come non abbracciarmi durante la notte)ma ora gli ho detto di non cercarmi più. non so se devo pensare che mi ami, ma un amore così malato non riesco più a viverlo. So che è sbagliato e che lei Dottoressa ha anche descritto le parole che lui stesso ha pronunciato… ma è difficile per me, spero sempre in un suo cambiamento… forse un distacco totale e un’imposizione da parte mia radicale al suo prossimo ritorno, mi aiuteranno ad uscirne fuori.
    Grazie davvero, mi hanno fatto riflettere tantissimo le sue parole.

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