Mamme che non ce la fanno ( pubblicato su Vero n.32)


Se la maternità ti affligge, ritrova la serenità con l’aiuto dei tuoi cari.
Trent’anni, innamorati, un piccolo appartamento a Parigi. Barbara e Nicolas sono una coppia libera e felice. Poi ad un certo punto lei resta incinta e di colpo tutto cambia: E non esattamente in meglio.
Travolti dalla cicogna è il film tratto dal romanzo Lieto evento ( Marisilio Editore) che narra senza tabù le gioie ma anche le difficoltà di diventare genitori. Un racconto schietto e senza pregiudizi sulla maternità.
Ma è davvero cosi stravolgente l’arrivo di un bambino? Cosa si deve aspettare una mamma?
Abituarsi ad un ruolo del tutto nuovo
La maternità è il cambiamento più radicale dell’esistenza di una donna e come tutti i mutamenti, anche se desiderati, è faticoso e richiede tempo per abituarsi ad un ruolo totalmente nuovo come quello di un genitore ” ci rassicura la psicoterapeuta Anna Zanon ( nella foto), autrice del sito www.ilmiopsicologo.it.
“Diventare mamma comporta un radicale ribaltamento dei propri ritmi, abitudini e priorità: non si è più al centro della propria vita ma si è responsabili di un altro essere umano che assorbe completamente tutte le nostre energie.”
“Alcune neomamme hanno la sensazione di non esistere più come persone ma di esistere solo in funzione del figlio e a volte provano un rimpianto per la libertà che avevano prima” nota la dottoressa.
Non solo. Capita anche di sentirsi stanche, inadeguate, e a volte di avere pensieri di rabbia e insofferenza verso il piccolo.
” Questo bambino mi toglie tutta la libertà, non ce la faccio più, perchè è nato?”
Niente paura, ci dice l’esperta: ” Di solito quando una mamma pensa queste cose si sente molto in colpa perchè ci si aspetta che provi verso il figlio sempre e solo un amore sconfinato. Invece sono pensieri normali, frutto della grande stanchezza e della fatica del cambiamento di ruolo.”
Eppure ci avevano raccontato che era tutto semplice e meraviglioso.
“Nella nostra società c’è un idealizzazione della maternità che viene vista solo come una grande gioia e non si parla mai delle sue ombre.”
Si parla poco ad esempio di che cosa può accadere subito dopo il parto.
“Molte mamme sperimentano il cosidetto ” maternity blues”, uno stato di tristezza transitorio dovuto alla brusca caduta degli ormoni che si verifica dopo aver dato alla luce il bambino” spiega la dottoressa , ” fortunatamente questo leggero stato depressivo passa da solo nella maggioranza dei casi. Ma quando persiste per due o più settimane si può cominciare a parlare di depressione post partum, un disagio che colpisce il 10-15 per cento delle neomamme. Ma come riconoscerla? I sintomi sono umore depresso ( per esempio, piangere per piccolezze), irritabilità, mancanza di piacere e di interesse nelle attività quotidiane, disturbi del sonno ( insonnia o ipersonnia) e dell’alimentazione (si mangia troppo o troppo poco), mancanza di energia e difficoltà di concentrazione. Una volta identificata è importante rivolgersi ad uno specialista il prima possibile senza vergognarsi del problema.
E’ importante il supporto emotivo.
Molte donne tendono a nascondere il loro stato al marito e ai familiari perchè si sentono delle mamme “cattive”, fa notare la psicologa.
” Invece è fondamentale capire che la mancanza di gioia per il lieto evento è frutto di uno stato depressivo che può essere curato.
E’ anche importante il supporto pratico ed emotivo di amici e parenti: è bene evitare consigli educativi che farebbero sentire la neomamma ancora più inadeguata; è più utile un ascolto empatico e non giudicante o magari tenere il piccolo per qualche ora per consentire alla mamma di schiacciare un pisolino”.
Abbiamo visto che il lieto evento non è sempre tale. Preso coscienza di questo, possiamo farci dare qualche suggerimento.
Confrontatevi con le altre mamme, raccomanda Anna Zanon, “capirete di non essere le sole ad avere certe difficoltà o certi pensieri ”
Momenti di rabbia e insofferenza
E guardate con occhi critici i miti sulla maternità :”L’amore di una madre non è incondizionato come si dice. Anche la madre più amorevole del mondo può avere dei momenti di rabbia e insofferenza verso il suo bambino”
Riconoscere questi sentimenti è fondamentale perchè aiuta a non far cadere l’aggressività sul figlio in modi sottili ma potenzialmente più dannosi.Quindi, aggiunge la dottoressa Zanon, cercate il più possibile di farvi aiutare nella gestione della casa e del neonato e di riposare più che potete, dormendo quando il bambino dorme.
E un ultimo consiglio per i neopapà: le ricerche hanno dimostrato che il ruolo del padre è molto importante per prevenire la depressione post partum. Il papà può fare molto per sostenere la sua compagna, ascoltandola, calmando le sue ansie, aiutandola con il bambino e con la gestione delle faccende casalinghe. Infine ricordiamoci che genitori non si nasce ma si diventa. Insieme.

Il presente articolo ha una valenza di carattere informativo.

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By | 2012-09-16T13:57:10+00:00 3 settembre 2012|Articoli pubblicati su riviste|0 Comments

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