La depressione post partum

 Quando la nascita di un bimbo non porta  solo felicità

 A  volte la nascita di un figlio molto desiderato  non porta tutta quella felicità che si era immaginato di provare..al contrario si finisce quasi per pentirsi di aver messo al mondo un bambino. 
Nella nostra società in cui il ruolo materno viene idealizzato può essere  difficile  per una donna ammettere di soffrire di depressione post partum.
Eppure si tratta di un problema molto comune ( e perfettamente curabile): una ricerca del 2008 sull’argomento ha stimato che  almeno il 15% delle neomamme soffra di depressione post partum.  Depressione post partum o baby blues?  
La maggioranza delle neomamme, sperimenta qualche giorno dopo il parto uno stato transitorio di depressione ( il cosidetto ” baby blues” ).
Può capitare che la mamma in erba si senta triste senza una ragione apparente, pianga senza motivo e si senta inadeguata in relazione alle nuove responsabilità che l’attendono.
Questo stato d’animo non deve spaventare: si tratta di una reazione del tutto naturale e fisiologica dovuta alla stanchezza fisica del parto e al drastico riassetto ormonale che si verifica nel corpo della donna dopo la nascita del bambino.
Se  la depressione si prolunga per più di un mese si può parlare di depressione post partum vera e propria.
Molte donne che soffrono di depressione post partum si sentono restie a chiedere aiuto perchè temono di essere giudicate, eppure è importante farsi aiutare per tempo prima che il disagio si cronicizzi compromettendo la relazione con il bambino.   

Quali sono i sintomi della depressione post partum? 
Oltre ai sintomi classici della depressione ( umore depresso,  irritabilità, mancanza di energia, disturbi del sonno, appetito scarso o eccessivo, mancanza di desiderio sessuale a distanza di sei mesi dal parto, idee suicide  ecc..) la depressione post partum comporta dei sintomi relativi alla relazione con il bambino.  Sintomi quali:
Sensazione di inadeguatezza nei confronti del proprio ruolo ( ci si sente delle madri e delle mogli incapaci)
Delusione perchè la maternità si è rivelata un esperienza molto meno gratificante di quello che ci si aspettava e il bambino è diverso dall’adorabile esserino che si era tanto fantasticato di avere 
– Non si provano emozioni nei confronti del bambino che appare un estraneo
– Eccessiva preoccupazione per il neonato 
Risentimento o fastidio nei confronti del piccolo perchè assorbe tutte le energie. ( ” Da quando è nato mio figlio, io non esisto piùcome essere umano. Esiste solo lui” si sente spesso dire dalle neomamme esauste per il nuovo ruolo che sembra in certi  momenti minacciare la loro sopravvivenza fisica e psicologica.
Pensieri aggressivi nei confronti del bambino e timore di fare del male al piccolo. 
Quando una neomamma ha delle fantasie aggressive verso il suo bimbo ( tipo ” lo butto dalla finestra” ) si sente profondamente in colpa, invece potersi concedere un pensiero del genere in un momento di crisi scarica la tensione e aiuta a non passare all’agito.
Questi pensieri aggressivi non vanno interpretati come un rifiuto del bambino ma come una manifestazione della fatica ad assumere un ruolo genitoriale a cui forse non si era preparate.            

 Quali sono le cause della depressione post partum?
Come tutte le forme depressive, la depressione post partum non ha un’unica causa ma dipende da una serie di fattori : ormonali, fisici (incide non poco la stanchezza dovuta ad insufficienti ore di sonno), sociali (la depressione post parto si verifica più frequentemente fra le ragazze madri o fra le donne che non possono beneficiare  di un supporto pratico ed emotivo), psicologiche e cognitive (in primis aspettative  da mulino bianco sulla maternità). 
Inoltre la maternità opera una grande trasformazione nella psiche di una donna e  comporta una metamorfosi in questi ambiti:
– nell’identità  e nell’ immagine corporea ( quante donne non si piacciono più dopo la nascita di un bambino)
– nella relazione di coppia: la nascita di un figlio può rafforzare l’unione ma a volte può indebolirla. Il passaggio da coppia a famiglia può essere difficile e non a caso è il momento del matrimonio in cui si verificano più tradimenti e separazioni.
– nel rapporto con la propria madre. Durante la gravidanza la donna rivive le sue passate esperienze infantili e  può riportare alla luce carenze affettive e traumi ormai dimenticati
– la perdita della fusione con il bambino. Molte donne sperimentano durante la gravidanza un senso di pienezza e di fusione con il loro piccolo che viene interrotto bruscamente con il parto. Lui non è più dentro di noi e ci manca.
–   la differenza tra bambino reale e  bambino immaginario.  
Durante la gravidanza ogni mamma  cerca di immaginarsi come sarà il suo bambino  e lo immagina bello, del sesso desiderato, che cresce bene, mangia, dorme e non dà grossi problemi. E invece dopo il parto ogni mamma deve confrontarsi con il bambino reale : quello che ha lo stesso brutto naso della suocera, che urla per ore intere, che non dorme la notte, ecc..  

 Miti sulla maternità e depressione post partum
   
 Molte donne credono che crescere un bambino piccolo dovrebbe essere il periodo più bello dello loro vita e sperimentano una profonda sensazione di inadeguatezza se la maternità non da loro le soddisfazioni che si aspettavano.
Se una donna non viene travolta dalla gioia per essere diventata finalmente mamma, comincia a biasimare se stessa, senza rendersi conto che fare un figlio rappresenta un cambiamento enorme e che ci vuole tempo per adattarsi ad un cambiamento così radicale. 
Nella nostra società ci sono una serie di miti sulla maternità che possono contribuire a far sentire inadeguata ogni neomamma. 
Più una mamma si confronta con un ideale perfetto di maternità più aumenta il suo senso di fallimento che viene spesso proiettato anche sul bambino ( ci si sente la madre fallita di un bimbo difficile) e più si amplificano i sentimenti negativi nei confronti del neonato.
Alcuni miti sono particolarmente pericolosi perchè  propongono un ideale materno irraggiungibile, incrementando il sentimento di inadeguatezza della neomamma. 
Ecco tre miti molto diffusi sull’amore materno:

L’amore materno è incondizionato.
Non tutte le madri provano da subito un amore totale e immediato per il loro figlio. Molte mamme si innamorano a poco a poco del loro bambino, man mano che imparano a conoscerlo.
E’ normale che, anche che la madre più affettuosa provi, di tanto in tanto, dei sentimenti negativi nei confronti del figlio : l’ambivalenza è una componente normale di tutte le relazioni e quindi anche della maternità che è la relazione umana più profonda e complessa che si possa avere. Essere consapevoli dell’ irritazione che tavolta si prova nei confronti del proprio figlio aiuta a non far ricadere  l’aggressività sul piccolo in forme più sottili e potenzialmente più pericolose. 
Bisogna ricordare che la mamma migliore che un bambino possa avere non è una mamma perfetta sempre sorridente e accogliente da cui diventa poi difficile separarsi  ma una mamma sufficientemente buona. 

Le madri dovrebbero essere costantemente disponibili e porre sempre al primo posto i bisogni del bambino.
Alcune mamme si annullano totalmente per il loro piccolo : trascurano completamente le loro esigenze fisiche e psicologiche, il  loro rapporto di coppia e tutto quello che non è strettamente connesso alla cura del bebè. Il risultato è spesso l’insorgere di uno stato depressivo.
Se è vero che essere la mamma di un bimbo piccolo richiede una buona dose di abnegazione, è anche vero che i bambini hanno bisogno di una mamma che sta bene. Molto meglio se siete al limite delle vostre risorse psicofisiche, affidare il bambino per due ore ad una babysitter e farsi un riposino, piuttosto che stare con il bambino ed essere a pezzi.

Essere madre è un fatto istintivo. Molte mamme rimangono sgomente quando si accorgono di non sapere come  maneggiare un neonato, come allattarlo o come farlo dormire. Se siete alle primo figlio è normale non sapere d’istinto come prendersi cura di un lattante. Madri, non si nasce, si diventa e con un po’ di tempo e di pratica, diventerete bravissime nel vostro nuovo ruolo.

Quali sono le cure per la depressione post partum?
Se lo stato depressivo è serio e interferisce con attività quotidiane o in ogni caso quando ci sono dei pensieri suicidi, diventa opportuno rivolgersi ad uno specialista. Spesso sarà necessario intraprendere una cura farmacologica. Sul sito www.depressionepostpartum.it  troverete un elenco di risorse e centri di ascolto per la depressione post partum.

Suggerimenti pratici per sconfiggere la depressione post partum.

  • Confrontatevi con altre mamme: poter parlare con altre madri di come vi sentite, vi aiuterà a capire che non siete le sole a sperimentare certi sentimenti e quindi vi potrà aiutare a vedere la situazione da un’altra prospettiva.
  • Se vi sentite sole, stanche, frustrate, lasciate il bambino a qualcuno di cui vi fidate e prendetevi del tempo per voi stesse. Non bisogna sentirsi in colpa per questo: solo una mamma serena può dare serenità al proprio piccolo.
  • Lasciate che parenti e amici vi diano una mano nella gestione della casa e del neonato.
    E’ importante anche cercare di coinvolgere il papà nella cura del bambino, così facendo si favorirà un buon rapporto padre-figlio.
    Incoraggiatelo ad occuparsi del piccolo anche se non fa le cose nel modo in cui secondo voi dovrebbero essere fatte.Il papà può fare moltissimo per aiutare la moglie a superare la depressione post partum, dandole un appoggio pratico ed emotivo. 
      
  • Cercate di riposare il più possibile, dormendo quando il bambino dorme.
  • Riducete le vostre aspettative nei confronti delle pulizie di casa.
    Dedicate il poco tempo libero che vi rimane a rilassarvi o a telefonare ad un amica, a farvi una doccia o a quello che volete voi.
    Se prima di avere un bambino una casa splendente era fra le vostre priorità, adesso che siete diventata una mamma, le vostre priorità sono cambiate.
  • Limitate il ricorso a dolci, caffè e thè.
    Queste sostanze  possono dare una temporanea sensazione di energia, ma sul lungo termine favoriscono l’ipoglicemia e quindi contribuiscono a farvi sentire ancora più stanche.
    Cercate di invece di alimentarvi correttamente e di fare tutti i giorni una passeggiata con il bambino. Il fatto di uscire e di fare un po’ di attività fisica vi darà una sferzata di energia.
Il presente articolo ha una valenza di carattere informativo.

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By | 2011-11-29T15:34:11+00:00 29 novembre 2011|Depressione e Disagio Psicologico|0 Comments

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