Come aiutare una persona depressa

Come aiutare una persona depressa

La depressione è un disagio psicologico che interferisce significativamente sulle relazioni interpersonali della persona depressa: chi è depresso si sente solo e non amato anche quando è circondato da una rete di amici e familiari affettuosi . D’altra parte, poche cose possono incidere negativamente su un rapporto come una prolungata depressione.
Il depresso desidera ardentemente l’affetto degli altri ma stesso tempo tende a respingerli chiudendosi in se stesso oppure svalutando quello che gli altri
fanno per lui.
Spesso i familiari della persona depressa hanno la sensazione che più fanno meno il loro aiuto venga riconosciuto e apprezzato, anzi, il depresso, lungi dall’essere grato per le premure di cui è oggetto, sprofonda sempre di più nel suo stato depressivo.
In altri casi, il depresso può irritarsi verso la persona che cerca di aiutarlo sentendo che l’affetto che gli viene manifestato è troppo poco, troppo tardi e non serve a farlo guarire dal suo disagio.
Per tale ragione può succedere che le persone che vivono con un depresso, soprattutto se si tratta di una prolungata depressione, comincino a nutrire dei suoi confronti dei forti sentimenti negativi come rabbia, fastidio, impotenza esenso di colpa.
E’ bene non colpevolizzarsi per questi vissuti spiacevoli sapendo che sono assolutamente normali e che provano quanto sia importante la relazione con la persona depressa (di solito le persone con cui ci arrabbiamo di più sono quelle a cui vogliamo più bene).
Se invece  questi sentimenti non vengono riconosciuti apertamente e non vengono accettati si rischia di “agirli” diventando indifferenti e insensibili verso la persona che sta male.

Quali sentimenti attiva la relazione con il depresso?

Estraneità

Le persone depresse sembrano sperimentare un improvviso cambiamento di personalità: diventano negative, apatiche, indifferenti a tutto e a tutti,irritabili e sempre di cattivo umore.
I familiari del depresso sono spesso sconcertati da questo cambiamento e hanno l’impressione di non riconoscere più l’individuo distruttivo che ha preso il posto del loro caro.
E’ bene sapere che questo cambiamento è solo temporaneo e che una volta superato l’episodio depressivo il vostro caro ritornerà la persona che conoscete e amate.

Senso di colpa.

Il senso di colpa è un vissuto molto comune nella relazione con la persona depressa e più il legame è stretto (in particolar modo se si tratta di una relazione genitore –figlio) più il senso di colpa può essere intenso e
difficile da gestire.
Noi tutti tendiamo a sentirci responsabili del benessere delle persone che amiamo e, di conseguenza, ci sentiamo parzialmente responsabili della loro infelicità.
Questa convinzione si traduce nella sensazione di non fare abbastanza per aiutare e rendere felice la persona che sta male.
Purtroppo non è in nostro potere ridare alla persona che sta soffrendo la gioia di vivere e la fiducia nella vita, soprattutto se il depresso è un genitore.
La depressione è un disagio che dipende da un’interazione di cause psicologiche,biologiche e sociali e da eventi scatenanti (un lutto, la menopausa, un licenziamento, condizioni di vita sfavorevoli, ecc.).
Detto in altri termini: persona depressa sta male per una serie di motivi che hanno poco a che fare con noi e molto a che fare con il suo assetto psicologico e biologico.
Quello che si può fare è stare vicini alla persona che soffre, ma senza attribuirsi la responsabilità del suo malessere (a meno che il depresso sia stato gravemente danneggiato da un nostro comportamento).

Un vissuto di rifiuto

La depressione comporta un ripiegamento su se stessi e sui propri problemi, per questo motivo il depresso può ferire i sentimenti delle persone che gli stanno accanto senza nemmeno accorgersene.
Inoltre, la depressione è caratterizzata dalla diminuzione della capacità di provare amore e gioia: chi è depresso in modo grave non sente più niente verso le persone che un tempo gli erano care, ma l’amore viene sostituito da una profonda indifferenza verso tutto e tutti.
A volte il depresso si mostra irritabile e di cattivo umore e può far capire che la presenza di amici e parenti, lungi dall’essergli d’aiuto, gli da solo fastidio.
Per tutte queste ragioni, relazionarsi con una persona depressa può essere estremamente doloroso: il partner o i familiari del depresso si sentono respinti ingiustamente, non amati ed esclusi dalla sua vita.
Altre volte, invece, il depresso cerca continuamente l’affetto e l’attenzione di amici e parenti, chiamandoli a tutte le ore e sommergendoli con i suoi problemi senza alcun riguardo per le loro esigenze salvo poi svalutare
sistematicamente tutto l’aiuto che riceve.

Rabbia

La rabbia nei confronti di una persona cara che sta male è forse il sentimento più difficile da gestire.
Eppure i familiari di un depresso finiscono per provare molta rabbia ed arrivare quasi ad odiare il malato. La rabbia nasce dalla sensazione che il depresso si pianga addosso, facendo tragedie per piccolezze e che faccia poco oniente per stare meglio.
Bisogna capire che la persona depressa è in una condizione di grave sofferenza psicologica da cui non può uscire con la sola forza di volontà: la depressione paralizza la volontà e la capacità di agire.
La riluttanza a farsi curare è un altro aspetto della depressione.
Il depresso sente che il suo è un caso troppo grave, che nessuno può capirlo e aiutarlo e che qualsiasi tipo di cura
con lui non funzionerà.
Spesso il rifiuto delle cure, comune a molti depressi, può nascondere forti sensi di colpa che causano un bisogno di punizione.
Depressione e impotenza
Recenti ricerche psicologiche hanno evidenziato la tristezza tende ad estendersi alle persone che entrano in contatto con la persona depressa. In un certo senso la depressione è “contagiosa”: la relazione con una persona
depressa può risvegliare in cui la circonda delle tendenze depressive latenti peggiorando il loro umore. L’impotenza è un’altra sensazione che si prova nella relazione con un depresso: non si sa cosa fare, come aiutare qualcuno che sta male ma che allo stesso tempo respinge il nostro aiuto.

Che cosa fare e che cosa non fare con una persona depressa.

Non sdrammatizzare.

Evita le rassicurazioni facili del tipo: “Vedrai che ogni cosa andrà per il meglio”, evita anche di minimizzare o di sdrammatizzare. Anche se le intenzionisono buone, il depresso si sentirà non capito e si chiuderà ancora di più in se stesso.

Evita le prediche.

Meglio evitare anche le esortazioni all’ottimismo, o il classico consiglio di “tirarsi su”. Questi atteggiamenti, non sono solo controproducenti perché contribuiscono a colpevolizzare una persona che si colpevolizza già abbastanza di suo, ma sono anche perfettamente inutili. Dire ad un depresso di “tirarsi su” è come dire ad una persona con una gamba rotta di alzarsi e di camminare.
Non si ricorderà mai abbastanza che la depressione è disagio psicologico che annulla la capacità di volere e di prendere delle iniziative.

Cerca di essere empatico.

Un atteggiamento di ascolto, rispetto ed empatia è la soluzione che funziona meglio. Solo quando il depresso si sente ascoltato e capito, può cominciare a vedere la situazione in modo più obiettivo.

Informazioni e appoggio concreto servono più dei consigli

Le prediche e i consigli servono a poco, meglio invece informarsi su centri, terapie e specialisti per la depressione. Dal momento che la persona depressa è incapace di attivarsi da sola, noi possiamo giocare un ruolo importante nel suo processo di guarigione. Questo può voler dire dare un aiuto concreto: per
esempio, telefonare e accompagnare il depresso alla visita, ecc

Impara a dare dei limiti.

Stare vicini ad una persona depressa è difficile e frustrante. Alcuni depressi chiedono costantemente amore e attenzioni: ti trattengono ore al telefono, telefonano a tutte le ore del giorno e della notte, pretendono che tu sia
sempre a disposizione.
Nei casi più gravi, alcune persone depresse possono giocare inconsciamente la carta del ricatto emotivo: ti fanno capire che soltanto tu puoi salvarli dal suicidio e che basta un tuo gesto sbagliato per peggiorare le loro condizioni psicologiche e far loro commettere un atto irreparabile.
E’ importante non assecondare questi comportamenti della persona depressa ma imparare a porle dei limiti che l’aiuteranno a gestire meglio la sua condizione.
Di solito, una persona in uno stato depressivo tende ad affidare agli altri la responsabilità della sua vita e della sua felicità e in questo modo non attiva le sue risorse psicologiche.
Il messaggio che si deve trasmettere al depresso è anche se può contare sull’appoggio degli altri, la sua guarigione dipende da lui ed è lui in prima persona che deve attivarsi per stare meglio.

Proponi al depresso delle attività piacevoli e divertenti.

Un depresso non è di buona compagnia, o tace perso in tetri pensieri o ti affligge con interminabili monologhi sui suoi problemi. Per salvaguardare la tua e la sua salute mentale, non assecondarlo nelle sue elucubrazioni ma organizza attività ricreative e divertenti. Vai con il depresso a far shopping, a teatro,al cinema, in discoteca, in palestra, a fare una passeggiata, ecc.… Anche senon puoi aspettarti che il depresso partecipi con entusiasmo, il solo fatto di fare qualcosa di diverso dalla solita routine contribuirà a migliorare il suo umore.

Trova il tempo per ricaricarti

Star vicini ad una persona depressa può essere difficile e frustrante: più il legame è importante, più la relazione con il depresso può attivare dei vissuti intensi e dolorosi.
Pertanto è necessario imparare a “tutelarsi”, senza farsi assorbire totalmente dai problemi dell’altro e rispettando i propri limiti psicologici.
E’ importante prendersi degli spazi per sé per ricaricarsi, trovarsi delle valvole di sfogo, frequentare delle persone positive.
In questo modo si avranno le energie per aiutare la persona depressa

Usa la tecnica del paradosso.

Il depresso si lamenta? Non cercare di tirarlo su, mostrati invece più negativo di lui, parlando con toni di esagerato pessimismo della vita e dei rapportiumani. Alcuni psicologi di origine sistemica hanno utilizzato questa tecnicacon depressi non gravi, ottenendo dei risultati significativi. Quando lopsicologo si mostrava più depresso del paziente, in terapia si verificava un’inversione dei ruoli: il paziente cercava di consolare lo psicologo, e così facendo, il suo modo di vedere la vita cambiava radicalmente e il suo umore migliorava

 

Il presente articolo ha una valenza di carattere informativo.

Purtroppo, a causa dell'elevato numero di commenti e di lettere che ricevo tutti i giorni, non riesco a rispondere a tutti (come vorrei) e a farlo in tempi brevi. Inoltre le risposte ai commenti sono molto sintetiche, considerata anche la natura pubblica del sito web.

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47 risposte a Come aiutare una persona depressa

  • veronica scrive:

    salve…sono una ragazza di 17 anni con molti problemi vorrei parlare con uno spicologo per un’aiuto se e possibile…grazie

  • maria scrive:

    mio marito da circa 10 giorni è entrato in una crisi depressiva sta aletto e non partecipa solo quando vuole alla vita quotitidiana, usa una maschera con nostro figlio dicendogli che ha mal dischiena poi io devo cercare di tamponare tutto il resto.
    Come posso aiutarlo da circa 5 giorni prende il cipralex , farà effetto.
    Chiedo aiuto per non compromettere ulteriormente las situazione. Grazie

    • Anna Zanon scrive:

      Buongiorno, per darle dei consigli dovrei conoscere meglio la situazione. Penso che sia indispensabile che suo marito venga seguito e possibilmente non solo dal punto di vista farmacologico.
      Non sono un medico e non mi intendo di farmacologia ma so che gli antidepressivi neessitano di due o tre settimane per cominciare a fare effetto.

  • claudia scrive:

    Mio fratello ha 24 anni ed è sempre stato un ragazzo abbastanza riservato e poco allegro. Ha iniziato con gli attacchi di panico, probabilmente dovuti alla scuola…non ha mai voluto aiuto dai dott. e soprattutto dai medicinali.
    Adesso è da un anno che si cura con gli psicofarmaci ed è finito due volte nel reparto di psichiatria.
    Da quando si “cura” non è più mio fratello…Le pastiglie lo stanno distruggendo…e lui pensa di non essere più una persona normale.. e posso assicurare che non è così. Fa il programmatore e spicca nel suo lavoro..anche se ultimamente va poso a lavoro dato che sta sempre male…ha una fidanzata che per quanto gli possa voler bene non so se le starà vicino ancora per molto…prima aveva tanti amici che davvero gli stavano vicino……Ora nemmeno io so più cosa fare…so solo che lo vedo star male e ogni tanto delirare, vedo star male mia madre, e vedo strar male mio padre che è già invalido al 100%….
    Non sono le medicine che lo possono far star bene…ma nemmeno per uqalche ora…di questo ne sono sicura..
    Non so come aiutarlo…

  • ivan scrive:

    Ciao Anna, questo articolo mi è molto utile, la persona di cui provo forti sentimenti da un giorno all’altro sembra non mi voglia più, ha problemi in famiglia e brutte storie nella vita in generale…. Fino a domenica scorsa aveva solo occhi e tempo per me…. Ora mi ha detto che è un periodo brutto…. È diventata fredda, alle volte mi risponde male come se gli do fastidio!!! Mi preoccupa perché io vivo di lei, e non voglio perderla…. Però non mi permette di aiutarla, non mi racconta nulla, e non mi cerca neanche per parlare, come faceva fino ad una settimana fa!! Pensa solo a cose brutte, che l’amore non esiste, che il matrimonio è una falsa (perché i suoi non vanno d’accordo) e anche lei con loro…. Cosa devo fare??? Alle volte gli dico che mi spaventa, e che non voglio perderla, ma lei resta sul vago…. E mi dice di stare tranquillo…. Premetto che io e lei viviamo dista ti…. Studia a Cosenza… Io vivo a Milano!!! Leggendo questo articoli ho capito che anche lei è in uno stato di depressione, al 90% sono tutti sintomi che ha lei, e che ho io nei suoi confronti… Come il pensare che non mi voglia più, che con me è fredda, irritabile e sembra un’altra persona! Anna anche io ho una vita difficile, e una famiglia che è un disastro, lei è l’unica mia ragione di vita… Ma come posso aiutarla?? Hai scritto di tentare l’approccio nel essere più depressi di lei, per aiutarla? Potrei tentare di farlo??? Grazie :-(

    • Anna Zanon scrive:

      Buongiorno, conosco troppo poco la sua situazione per poterle dare un consiglio. Non so nemmeno da quanto tempo state insieme.
      Se la sua ragazza soffre di depressione dovrebbe cercare di convincerla a farsi aiutare da una persona competente. Lei può starle vicino con il suo amore se la sua ragazza glielo permette ed è questo l’unico aiuto che può darle. Capisco il suo desiderio di aiutarla, purtroppo però non si può fare da terapeuti della fidanzata/o. Mi permetto di fare un osservazione, mi perdoni se sono forse troppo diretta: lei vive di questa ragazza ma anche se è un grande amore una persona non può rappresentare tutto il suo mondo e la sua ragione di vita.
      Lei è sicuramente molto innamorato ma ho la sensazione che questo amore rappresenti anche una via di fuga da una vita difficile e insoddisfacente. Forse se lei si sentisse più tranquillo e più contento della sua vita, vivrebbe il suo rapporto di coppia in modo diverso..
      Sa, a volte cerchiamo di aiutare gli altri perchè diamo agli altri l’aiuto che vorremmo ricevere per noi stessi ma che non osiamo chiedere

  • LUCA scrive:

    ho 33 anni,sono sposato da 5 e fidanzati da 15. Abbiamo un figlio di 4.Appena nato ci ha fatto diventare matti tra i pianti,il non dormire assolutamente e la iper vivacità.Ora da qualche tempo è molto bravo.Mia moglie ha sofferto molto nei primi due anni di questa situazione.Io gli sono rimasto il più vicino possibile (lavoro permettendo ovviamente).Qualche mese fa,mi dice che non è più innamorata di me,non mi rinfaccia niente e rifarebbe tutto quello che ha fatto con me.Mi dice che mi vuole molto bene,sono un bravissimo marito,un ottimo padre,non le ho mai fatto mancare niente tanto meno attenzioni ed affetto.Non ha spiegazioni,non ha motivazioni,sa solo che non rpova l’amore che vorrebbe per me.E’ sempre stata riservata,chiusa e abbastanza apatica,i sui genitori sono separati da quando era piccola.Posso pensare ad una forma di depressione (sua mamma soffre di depressione)o effettivamente il ns matrimonio è finito?

    • Anna Zanon scrive:

      La situazione mi sembra complessa e sento che mi mancano molti elementi per comprendere quello che sta succedendo tra lei e sua moglie. Il mio consiglio è quello di cercare di capire meglio il malessere della sua sposa anche con l’aiuto di un terapeuta di coppia. L’amore non finisce da un giorno all’ altro, forse sua moglie si è sentita delusa in qualche modo rispetto al vostro rapporto e non è stata in grado di esplicitare nè a se stessa nè a lei le sue aspettative deluse. E’ anche possibile che sua moglie stia attraversando un periodo di depressione e che si senta intrappolata in una vita che non voleva, forse la maternità non è stata come se l’ aspettava, si sente schiacciata dalla stanchezza e dalle responsabilità e vuole separarsi per avere una nuova vita. Io le consiglierei di cercare di parlare con lei il più possibile, cercando di ascoltare, di capire, di scusarsi per eventuali mancanze commesse in buona fede. Le consiglierei anche una terapia di coppia

  • Giulia scrive:

    Sto fidanzata con un ragazzo da 10 mesi, lui 28 io 27 anni. finora la nostra storia andava bene,ma da circa 1 mese è diventato progressivamente cupo,triste,svogliato,muto e privo di energia,mi dice solo che si sente sempre affaticato e nn ha gli stimoli per fare niente.leggere l’articolo mi ha molti aiutato perche ho capito che non è colpa mia se è così e che posso solo stargli vicino in questo difficile momento,aspettando se vuole aprirsi con me e dirmi cosa si sente.vuol dire che solo con la mia presenza posso sperare che migliori…esatto?una depressione all’inizio di una storia puo pregiudicare tutto secondo lei?Ho paura che si dimentichi che è innamorato di me perche adesso niente sembra interessarli…..

    • Anna Zanon scrive:

      Purtroppo una depressione all’inizio di un rapporto può influire molto negativamente sulla storia..Anche se dieci mesi non sono pochi. Ma il suo ragazzo si sta facendo seguire da qualcuno? Sa, è molto difficile uscire da soli dalla depressione..

  • Giulia scrive:

    non si fa seguire da nessuno per ora,glielo ho proposto pero credo che è ancora nella fase che vuole cercare di fare da solo……è molto doloroso per me vederlo cosi perche mi allontana e non posso fare nente se non aspettare…mi sento molto rifiutata e non lo riconosco piu.provero a chiederli di nuovo se vuole un psicologo,pero in verita credo che non riconosce ancora di avere una parte interiore,lgli fa paura vedere cosa ha dentro.grazie per la risposta dottoressa

  • Ivale scrive:

    Aiutatemi….mio marito soffre di depressione co attacchi dj panico ….per il momento fa tutto sia lavorare cbe giocare a tennis ……ma il suo umore peggiora…..é in cura da u a psicologa da 8 mesi…..abbiamo 3 figlie …e io nn so piu come aiutarlo….datemi una risposta…

    • Anna Zanon scrive:

      Buonasera, comprendo quanto possa essere difficile la sua situazione ma deve avere pazienza: ci vuole tempo per guarire da una depressione e forse ci vogliono anche dei farmaci. Se la situazione di suo marito peggiora potrebbe prendere in considerazione la possibilità di farlo vedere da uno psichiatra e di iniziare una cura farmacologica.
      Nel frattempo cerchi di stare serena e cosi facendo aiuterà suo marito.

  • Mya scrive:

    Salve, sono fidanzata da 8 anni e circa 2 mesi fa Il mio ragazzo mi ha lasciato dicendomi che non mi amava più. Solo che tutto ciò è stato preceduto da mesi cupi, tristi, con lui che non capiva che aveva, si sentiva come bloccato nelle emozioni, mi diceva che non riusciva più a darmi il 100% di se stesso. Dopo circa un mese e mezzo è tornato dicendomi che mi amava, che stare lontano da me era come se era in prigione, che non riusciva più a far nulla. Tutto ciò accompagnato ad attacchi di panico, insonnia, chiusura in se stessi e quindi asocialitá totale. Io sono tornata con lui xkè lo amo profondamente e i primi giorni siamo stati benissimo come una volta, io non gli ho MAI fatto una colpa di quello che era successo anzi lo comprendevo dicendogli che sono cose che possono succedere. Ma ora dopo circa un mese è di nuovo caduto nel baratro. La cosa positiva è che di sua spontanea volontà si sta facendo aiutare da una psicoterapeuta (ha fatto 4 sedute x ora). Però ora verso di me si sta comportando nuovamente come prima ossia freddo, instabile, che vuole stare Solo… io cerco di stargki vicino ma non me lo permette molto.. come mi devo comportare?? Il mio desiderio più grande è cercare di aiutarlo… ma quale è il modo migliore? Mi dia un consiglio sincero x non perderlo ancora…Grazie

    • Anna Zanon scrive:

      Buongiorno, per darle un consiglio dovrei conoscere meglio la situazione del suo ragazzo. Mi sento solo di dirle di avere fiducia nel percorso terapeutico che ha iniziato. Bisogna solo avere pazienza e non aspettarsi risultati nel giro di poche sedute. Lei gli stia vicino come ha sempre fatto con affetto e comprensione..

  • delia scrive:

    Salve, sono una donna di 38 anni con la paura di perdere un caro amico. Lui mi allontana, mi respinge, dice che vuole starsene per conto suo, lontano da tutti. Mi ha parlato di attacchi di panico e non solo! Fa discorsi strani sembra un puzzle da ricostruire è come se ritornasse indietro nel tempo tirando fuori flash negativi di vita vissuta. Io, in quei delicati momenti, non faccio domande ma ascolto semplicemente, cercando di ricosturire il suo racconto, di assemblare ciò che lo tormenta. Premetto che il suo andare a ritroso nel tempo, lo fa da solo, all’improvviso, senza motivo.
    Spesso ho la sensazione che lui menta, che mi lasci credere che sia fuori per lavoro mentre sn convinta che lui sta sempre lì, chiuso in se stesso, con la paura di vivere. Inoltre non risponde al cellulare nè tantomeno ai messaggi e poi si fa vivo all’improvviso con i suoi : “Scusami.. scusami..”
    Altre volte( quelle rare volte che parla al cell) mi dice: “Mi viene il vomito… mi viene il vomito.. Credimi non sei tu. Sono io.. sono io.. Non cell’ho con te. Non sei tu, sono io!”
    Non sò cosa fare, non sono come aiutarlo, spesso gli si abbassano le difese immunitarie. Cos’ha il mio amico? Aiutami per favore.
    Grazie.

    • Anna Zanon scrive:

      Gentile Delia, non posso fare diagnosi via internet..tanto piu’ che la situazione del suo amico mi sembra piuttosto complessa. L’unica cosa che lei può fare, oltre a stargli vicino ( sempre se lui glielo permette) è cercare di convincerlo a rivolgersi ad uno specialista.
      Purtroppo altro non si può fare..

  • Eli scrive:

    Salve, sono una ragazza di 22 anni. Il mio ragazzo ne ha 25 e stiamo insieme da 5 anni. Lui studia per laurearsi in ingegneria, e fino ad un annetto fa era una persona positiva e con tanta voglia di fare, appassionato allo studio e a ciò che studiava. Da un annetto a questa parte, però, ha iniziato ad avere seri problemi con l’università, in particolare con un esame, e questo ha fatto sì che si trovasse fuoricorso di 2 anni, con 5 esami ancora da sostenere, compreso questo che non riesce a dare in nessun modo (non ha mai neanche provato). Lui è un ragazzo diligente e studioso, studia ore e ore al giorno, ma ora la maggior parte del tempo che passa sui libri è improduttiva perchè lui è nervoso e non riesce a concentrarsi. Nel frattempo i suoi amici e compagni di corso si sono laureati, ora sto per laurearmi anch’io e lui si sente un fallito. Non credo si tratti di depressione, perchè tutto sommato continua in una certa misura a coltivare i suoi interessi, e anche con me è sempre presente, il suo problema è il rapporto con lo studio, che gli causa una profonda tristezza e senso di fallimento. E temo che stia pian piano avviandosi verso quella strada. Io mi sento impotente, studio in un’altra città e ci vediamo una volta ogni due settimane, in alcuni periodi anche meno, e mi sembra di non poterlo aiutare. Anzi, più ci provo, più mi sento respinta. Quando stiamo insieme riesco a farlo distrarre e spesso anche a farlo sfogare, ritorna il ragazzo vitale di sempre. Ma poi torna a studiare, e il suo atteggiamento verso la vita torna ad essere negativo. Non so come comportarmi, qualsiasi cosa io faccia sembra quella sbagliata, voglio stargli vicina ma non so come farlo, provo a parlargli, a farlo ragionare, ma lui in questi casi si chiude sempre di più. Qual è l’atteggiamento giusto da assumere? cosa posso fare per fargli ritrovare interesse e fiducia nella vita? Non pretendo una diagnosi nè una cura, solo qualche piccolo consiglio per stargli vicino al meglio

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Elisabetta comprendo bene il senso di impotenza che prova, il dispiacere che prova nel vedere cosi il suo ragazzo e capisco anche che si senta ferita e respinta.
      Purtroppo quello che lei può fare e’ ben poco: il suo ragazzo avrebbe bisogno di aiuto per uscire dalla sua situazione di impasse con lo studio. Lei può stargli vicino con il suo amore e cercare di convincerlo a parlare con qualcuno del suo problema.
      Che cosa significa la laurea per il suo ragazzo? Molti studenti brillanti non riescono a laurearsi perche’ inconsciamente temono questo traguardo, hanno paura di non riuscire nel mondo del lavoro e/o inconsapevolmente si ribellano ad una strada che magari hanno scelto piu’ per soddisfare le aspettative dei genitori che per un loro autentico desiderio…

  • ADRIANA scrive:

    Buongiorno Dottoressa, scrivo per mia figlia Giulia di 20 anni. E’ da circa 1 anno che Giulia vive di alti e bassi e nonostante i molti amici con cui esce, si sente sola e, come dice lei, vuota e inutile. Io temo che tutto questo si sia accentuato con la scelta univeritaria, facoltà molto impegnativa a cui ha deciso lei di iscriversi senza alcuna forzatura da parte mia e di mio marito. Tant’è che abbiamo fatto l’immatricolazione un pò in ritardo proprio per darle modo di riflettere. Ora non capisco se questo potrebbe esssere l’effetto o la causa, nel senso che ha difficoltà ad affrontare gli esami perchè non ha nessuno stimolo oppure si è resa conto che la scelta è sbagliata e si deprime vivendola come un fallimento. Le abbiamo detto che nessuno la obbliga a continuare, lei ora si stà trascinando affondando sempre più in queste problematiche, ma lei risponde che non saprebbe che altro fare e vede nero davanti a sè. Ha anche parlato di morte e questo mi sconvolge. Quale deve essere il nostro atteggiamento per aiutarla? Altra cosa che la fa star male è la mancanza di un ragazzo: a 13 anni ha avuto il suo primo amore che è andato avanti x 3 anni tra lacrime e litigi. Poi altri 2/3 approcci nel corso degli ultimi anni ma senza seguito. Lei dice che è difficile trovare qualcuno di interessante. Ho anche pensato che la sua depressione possa venire da incertezza sulle tendenze sessuali ma mi ha risposto che non è cosi. Mi dia un consiglio, La prego.
    Adriana C.

    • Anna Zanon scrive:

      Buongiorno, dalla sua lettera mi sembra di intuire che lei e’ riuscita a creare un rapporto di fiducia e di confidenza con sua figlia davvero buono.
      Purtroppo temo che questo non basti e che sua figlia abbia bisogno di farsi seguire da qualcuno. E’ molto provabile che Giulia stia male ma non conosca, come spesso, capita le vere ragioni del suo malessere. Lei in quanto mamma e’ in un certo senso troppo vicina a lei per poter avere un punto di vista obiettivo come potrebbe fare uno specialista.
      Le consiglierei quindi di convincere Giulia a farsi aiutare..
      La saluto con affetto

  • ADRIANA scrive:

    La ringrazio tantissimo, seguirò il Suo consiglio sperando di incontrare un bravo/a professionista. Se il contesto lo consente, potrebbe indicarmi qualcuno su Bologna? In ogni caso grazie.
    Adriana

  • iolanda chiappini scrive:

    buongiorno dottoressa,il suo articolo mi ha finalmente aperto gli occhi sul perchè la mia vita di coppia sta diventando un incubo.il mio compagno(entrambi abbiamo 32 anni) ha un atteggiamento apatico,non frequenta amici,non vuole mai uscire insieme a me e la nostra bambina di 2 anni,gli da fastidio se gli pongo le domande più semplici oppure ho voglia di raccontargli la mia giornata.mi dice sempre che parlo troppo.non mi ascolta,non parla.non ho mai sentito uscire dalla sua bocca un complimento mentre è sempre pronto ad offendermi ed umiliarmi quando non gli va bene qualcosa(cioè tutto). è irascibile,ha scoppi d ira frequenti.non ha mai desiderio sessuale,non mi cerca,non mi abbraccia,non mi coccola.evita ogni tipo di evento “mondano”.avevo sempre attribuito questo suo atteggiamento un pò al carattere un pò al fatto che fa uso regolare di cannabis da sempre.essendo coetanei diciamo che lo conosco da sempre!è sempre stato un soggetto piuttosto solitario ma era simpatico e in sua compagnia si rideva sempre!da fidanzati è cambiato qualcosa.lui diceva che nessuno poteva aiutarlo a risolvere i suoi problemi(non ho mai capito quali) e più cercavo di aiutarlo più mi allontanava finchè ho deciso di non insistere più nel volerlo aiutare.ci divertivamo insieme e quando voleva sapere essere molto affettuoso.il sesso andava bene.arrivata nostra figlia è cambiato tutto.lui mi accusa di avergli rovinato la vita perchè non era pronto a fare il padre ma ha un rapporto esclusivo con sua figlia.le vuole bene e la asseconda sempre senza sgridarla mai.ma il nostro rapporto si distrugge sempre più.ho notato che quando non ce la faccio più e faccio”la voce grossa” più di lui riesco a gestirlo per un po di tempo.a volte penso che non mi ama più o non gli piaccio più io.cosa posso fare?

    • Anna Zanon scrive:

      Buongiorno, ho letto la sua lettera con molto dolore e comprensione. So che non e’ facile per una donna innamorata sentirsi dire certe cose ma voglio aiutarla e quindi spero mi perdonerà per quello che le dirò. Da quello che mi racconta, temo che il suo compagno non soffra solo di depressione ma abbia un disturbo della personalità.Gli sbalzi di umore, gli scatti d’ira improvvisi, il consumo regolare di cannabis in una persona adulta, le umiliazioni che le infligge..tutti questi potrebbero essere sintomi di un disturbo della personalità.
      A prescindere da tutto il suo compagno sta molto male, e il modo in cui la tratta non dipende da lei o da una mancanza di sentimenti nei suoi confronti ma dal suo malessere interiore.
      Lei non può far niente per aiutare il suo compagno se non convincerlo a farsi curare: i problemi del suo partner sono seri e senza un aiuto specialistico non può farcela.
      Se vuole salvare il suo rapporto e salvare la sua autostima deve porre la cura come condizione per continuare a stare insieme.
      Se il suo compagno si rifiuta, cerchi aiuto per se’ : anche lei soffre in una situazione cosi..
      La saluto con affetto

      • iolanda chiappini scrive:

        la ringrazio molto per avermi dedicato il suo tempo.sarà difficile convincere il mio compagno a curarsi ma mi solleva il fatto che io non sono la causa del suo malessere.è già qualcosa!!

  • Giuseppe Bob scrive:

    Buonasera Dottoressa.
    Sono molto preoccupato per la mia ragazza.
    Ha 17 anni, la sua migliore amica si è dovuta trasferire dall’altra parte del mondo, io sono in un’altra città, in famiglia non le va bene niente (tutti litigano e si urlano addosso quotidianamente), la scuola non la soddisfa visto che studia tutto il giorno e ha risultati non eccelsi, non ha più nessuno che le dia un sostegno da vicino, non ha amici, passa le giornate in casa senza fare nulla.
    Tutti questi fattori hanno sviluppato in lei una sorta di chiusura verso chiunque e un disinteresse generale verso tutto ( anche verso le cose che prima la appassionavano come il pianoforte).
    Ha sviluppato una forma di depressione che a me ( pur non essendo un esperto) sembra abbastanza grave.
    Si sente inutile, non mangia, pensa spesso alla morte.
    Io cerco di fare il possibile per aiutarla ma il senso di impotenza che deriva dalla nostra lontananza mi porta ad assumere atteggiamenti variegati a seconda della situazione.
    Dice di essere serena solamente quando sono con lei ( ed è così), e che sono l’unica cosa bella ma lontana nella sua vita.
    Perde la pazienza quando cerco di farle capire che dipende tutto da lei e che l’immobilismo non porta a nulla.
    Ho paura che possa fare gesti azzardati ogni qualvolta qualcosa tra di noi non va.
    Non so come comportarmi ne cosa fare.

    • Anna Zanon scrive:

      Posso dirti che la tua ragazza e’ stata fortunata a trovare un ragazzo come te che si interessa sinceramente a lei?
      Anche a me la situazione sembra da non sottovalutare: la tua ragazza ha bisogno di aiuto.
      Devi convincerla a parlare con i suoi genitori di come si sente, di farsi seguire da uno psicologo o almeno di chiedere un colloquio con la psicologa della scuola.
      Dille quello che hai detto a me, e falle capire quanto sei preoccupato per lei: forse troverà la motivazione per farsi aiutare.
      Fammi sapere come si evolve la situazione

      • Giuseppe Bob scrive:

        grazie mille dottoressa,
        parlandole poco fa si è rifiutata, ma non in modo deciso, lavorandoci credo che otterrò qualcosa

  • ettore scrive:

    Salve dottoressa io ho 41 e sono preoccupato per mia moglie che ognitanto si sente depressa .Si sono alcuni periodi che lei alterna rabbia e tristezza e affronta la vita sempre con mentalita’ negativa ,avvolte dice che e’ stanca e si sente vuota ogni problema che si verifica in famiglia invece di trovare la soluzione tende a alimentare il problema .Noi andiamo molto d’accordo e ci amiamo ma se non sono io ad avere delle iniziative di qualsiasi genere lei non si propone mai. Il suo lavoro non la soddisfa sopratutto economicamente e questo si riperquote sul badget familiare di cui lei si sente responsabile.Poi ultimamente nostro figlio di 11 anni ha problemi a scuola per quando riguarda lo studio e il comportamento in classe e loro due vivono un rappoto di grande conflitto ritengo che questa sia la causa della situazione scolastica del bambino perche’ se lui studia con me riesce ad appredere e capire cosa c’e’ da fare, mentre con lei si distrae non l’ascolta ,il risultato e’ punizioni urla .Forse questo piu’ che una richiesta di un consiglio e’ uno sfogo ma mi piacerebbe sapere cosa ne pensa e ad indirizzarmi una soluzione grazie .

    • Anna Zanon scrive:

      Buongiorno, credo che potrebbe consigliare a sua moglie qualche colloquio con uno psicologo o con un counselor per cercare di capire la vere ragioni della sua insoddisfazione e capire come gestire meglio il quotidiano.

  • Noemi scrive:

    Salve, sono Noemi ho un grosso problema pultroppo a luglio al mio ragazzo gli hanno levato la patente dovendo fra l’ altro pagare una somma di denaro che non sa neanche come fare. Tutto questo e stata la scusa che l’ ha fatto ricadere in depressione. Lui non ha mai avuto una vita facile , ha subito il divorzio dei suoi genitori quando era piccolo che e stata la consegueza di alcuni suoi errori che l’ hanno segnato a vita. Ha frequentetato persone sbagliate che lo facevano spacciare e pultroppo l’ hanno arrestato, appena e uscito si e ritrovato solo senza amici e con tutta la sua famiglia contro. Per 2 mesi non e potuto uscire di casa senza potersi sentire con nessuno e li e caduto.in depressione per ben la 2 volta, la prima e stata causata dal divorzio. lui prendeva dei farmaci tanto tempo fa ma ora ci accorgiamo che non servono a molto. Io non so cm aiutarlo sopratutto perche mi fa stare.malissimo con i suoi atteggiamenti . Ha 5 mesi che non usciamo e io x stargli accanto o perso tutti i miei amici. A volte mi viene l’ idea di lasciarlo non perche non lo amo ma x perché mi fa stare male anche a me. Mi rendo conto che non sono capace di sopportare tutto questi , ma poi non lo faccio perche penso che lo.potrebbe danneggiare ancora di piu. La prego mi dia un consiglio perche io non ce la faccio piu.

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Noemi, purtroppo i problemi del tuo ragazzo mi sembrano molto seri e penso che oltre ai farmaci avrebbe bisogno di farsi seguire da un bravo psichiatra. Qualcuno che oltre a prescrivergli farmaci, lo ascolti e gli dia un supporto psicologico.
      Avete provato a rivolgervi ai servizi sociali? Magari vi possono consigliare qualche associazione che aiuta le persone appena uscite dal carcere.
      Capisco che la situazione sia veramente pesante per te, proprio per questo hai bisogno di qualche valvola di sfogo: se stai male tu, come farai ad aiutarlo?
      Se continui cosi rischi di esaurirti tu e di non poter essere d’aiuto a lui..Non so se lavori ma riprenditi la tua vita: non restare chiusa in casa, riprendi a vedere gli amici.
      Mi chiedo se sia il ragazzo giusto per te: so che lo ami ma ti fa stare malissimo con i suoi atteggiamenti. L’amore non dovrebbe far soffrire! Dovrebbe essere un sentimento che ti cambia la vita in meglio e non qualcosa che ti rovina la vita e ti fa rinunciare agli amici e alle cose che ami.
      Se hai il timore che lui possa farsi del male, allontanati da lui poco a poco..in modo da dargli il tempo di abituarsi ad una separazione.
      La situazione, mi rendo conto, non e’ facile e tu avresti bisogno di qualcuno che ti stia vicino e ti dia forza: perche’ non rivolgersi ad una psicologa? Credo che potrebbe aiutarti in questo momento cosi difficile..

  • Noemi scrive:

    Grazie del suo consiglio comunque lui e consapevole che io non sto.bene con lui, perché si ricinosce come ormai e diventato. Ne abbiamo parlato e mi ha detto che secondo lui per guarire deve. Stare solo, sperando che prima o poi gli mancherà qualcuno per lui importante capendo che sta perdendo tutti ma secondo lei e una. Soluzione che può dargli sei risultati? Io o paura che lui così peggiori solo.la soluzione. La prima persona che non vuole ne vedere e ne sentire sono io. Ma secondo lei la sta usando come scusa per lasciarmi oppure forse effettivamente la mia presenza per adesso è troppo pressante per lui? Non capisco! Per favore mi aiuti a capire come la pensano queste persone che soffrono di depressione riguardo il lato affettivo della sua vita! Grazie.

    • Anna Zanon scrive:

      Non lo so se sia una scusa per lasciarla oppure se lui sente di non aver niente da offrirle. Ma penso che purtroppo lei debba prendere atto che il vostro rapporto cosi non può funzionare e che continuare cosi fa male a tutti e due…

  • Roberta scrive:

    Salve, a settembre ho conosciuto un ragazzo super simpatico, pieno di vita! Abbiamo cominciato a vederci anche se ci separano una cinquantina di km! Entrambi entuisiasti, forse piu’ lui di me visto che avrebbe desiderato subito un ti amo che non mi sentivo di dire. Mi confida da subito tutti i suoi problemi passati, alcol droga e dice di averli superati e infatti lo vedo alla grande, attivita’ fisica non beve non fuma. Po un bel giorno mi chiama che sua madre gli ha fatto un tso e si ritrova per quindici giorni in un ospedale psichiatrico…troppa dopamina dicono troppo allegro e lo rirmpiono di fatmaci per buttarlo giu. Quando esce dall’ospedale carico di quei farmaci lo lasciano andare a casa in moto fa un incidente si rompe due costole ed e’ costretto a star fermo. Da la ‘ parte la depressione….prima gli hanno dato farmaci per buttatlo giu’ e adesso per tirarlo su….non ci capisco piu’ niente…voleva grandi cose con me ora e’ apatico triste e non si riesce a far l’amore non so se per la depressione o per i fsrmaci. Certe volte mi dice sei il mio unico raghio di sole! Vorrei aiutarlo ad uscire da quedto circolo vixioso e finalmente poter vivere la nostra storia iniziata da poco ma per quanto io abbia la positivita’ nel dna non riesco a vedere sta felivita’ che sarebbe super meritata! Help me e grazie a chi vorra’ leggermi! Buona domenica

    • Anna Zanon scrive:

      Buongiorno, dalle poche righe di una mail non è sempre possibile capire una situazione complessa come quella che lei mi descrive.
      Temo però che il ragazzo che frequenta abbia dei problemi psicologici piuttosto gravi: non si fa un TSO senza un motivo grave solo” perchè uno è un pò troppo allegro”.
      Forse il suo ragazzo soffre di disturbo bipolare che consiste nell’ alternarsi di gravi momenti di depressione ad altri di eccessiva euforia.
      Queste persone possono essere molto affascinanti e quando sono in ” buona” sono le persone più simpatiche e piene di vita del mondo.
      Però è solo una faccia della medaglia e lei l’altra faccia non la conosce ancora bene.
      Le dico questo perchè lei mi sembra innamorata e giustamente vede solo il positivo ma il suo ragazzo è una persona molto problematica.
      Lei può decidere di starci lo stesso ma sappia che non sarà facile e che il rapporto non potrà darle la felicità che sogna..

  • Clara scrive:

    Buonasera, sono in totale crisi e spero di ricevere un supporto. Sto con un uomo da 2 anni, ma da circa due mesi non mi vuole più vedere, dice di non amarmi e cattiverie varie, ma io so che in realtà non è così, perché pur litigando ogni tanto, il nostro era un amore da far invidia. Ma cosa posso fare se ha chiuso ogni tipo di rapporto con me? Io sto bene, io so che quello che c’è tra noi e’ davvero speciale.. Aiutatemi..

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Clara, purtroppo in queste situazioni c’è poco da fare: bisogna sempre rispettare la decisione dell’altro, qualunque essa sia.
      Sulle poche righe di una mail non è possibile farsi un idea di una situazione nè capire che cosa sia successo: come psicologa ti posso solo dire che la depressione non può spiegare un cambiamento cosi radicale di atteggiamento nei tuoi confronti..

  • nn scrive:

    Questo post è meraviglioso!
    Fino a poco fa ero depresso, dopo averlo letto ho riacquistato il buonumore.

    In particolare, questi due passaggi sono stati fondamentali:
    “Dire ad un depresso di “tirarsi su” è come dire ad una persona con una gamba rotta di alzarsi e di camminare”
    “Quando lo psicologo si mostrava più depresso del paziente, in terapia si verificava un’inversione dei ruoli: il paziente cercava di consolare lo psicologo…”

    Penso che leggere queste frasi farebbe sorridere qualsiasi persona depressa! :D
    Scherzi a parte (ma anche no), consiglio a qualsiasi depresso di leggersi questo articolo per ritrovare il buonumore. :)

  • michela scrive:

    Salve,
    grazie per il suo articolo, io e mio marito ci siamo sposati da pochissimo, già da prima aveva problemi con il suo lavoro (moltissime pressioni) e credo che senta molto il peso della responsabilità. temo stia entrando in depressione perché al lavoro fa fatica a ottenere risultati (e inizia a temere di “non essere più bravo”: lavora da pochi anni per questa multinazionale): io invece sono certa che il problema non sia lui, piuttosto la situazione difficile e anche l’azienda che è molto disorganizzata e pensa agli interessi di pochi. Ma a parte questo, vorrei evitare che entrasse in una depressione peggiore e vorrei poter fare qualcosa per farlo stare meglio… il fatto è che non è da lui: non è mai stato depresso, tutt’altro, è sempre stato sicuro di sé e delle proprie capacità, piuttosto di solito ero io quella che provava sconforto per la precarietà ecc… ora sembra che i ruoli si siano capovolti. Pensa sia meglio attivarsi subito per un sostegno psicologico? in fondo è da quando ha cambiato lavoro che lo vedo un po’ in crisi, di certo negli ultimi mesi la cosa è peggiorata…

  • picci scrive:

    Buongiorno! Sono picci, ho 23 anni e sono fidanzata da un anno e mezzo. Ho un problema con il mio ragazzo, lui ha 31 anni, e volevo chiedere qualche consiglio. Lui ha una bassissima stima di stesso, ha perso la madre quando aveva 20 anni e il rapporto non proprio roseo con la famiglia non lo aiuta affatto. Senza contare i problemi economici che si ritrova a dover affrontare, e purtroppo viviamo in un posto dove non ci sono situazioni di svago x noi giovani, siamo un po isolati e viviamo una vita molto monotona. Lui é proprietario di un bar e praticamente passiamo tutte le nostre giornate li dentro. Purtroppo lui ha un brutto “vizio”: quando è arrabbiato o quando si sente più giù del solito si attacca all’alcool. Non è un alcolizzato ma ho paura e non so come aiutarlo, ho provato a parlarci ma la sua risposta è stata: io lo so che mi fa male ma non me ne frega! E questa sua risposta mi ha preoccupata ancora di più perche mi ha fatto rendere conto che lui non si ama nemmeno un po. Io lo amo da morire e vorrei aiutarlo ma non so come comportarmi. Può darmi qualche consiglio? La ringrazio in anticipo

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Picci, penso che i problemi del tuo ragazzo siano piuttosto seri e che da solo non riesca a risolverli: ha bisogno d’aiuto.
      Il mio consiglio può sembrarti drastico ma io continuerei a stare con lui solo se si fa curare.
      Tu non puoi salvarlo e rischi invece di “affogare ” con lui

  • Anna Zanon scrive:

    Buonasera, purtroppo perdere il lavoro è uno dei fattori che possono scatenare la depressione. Per la maggior parte degli uomini il lavoro è l’identità, quello che gli dà valore agli occhi degli altri. Senza lavoro si sentono inutili, dei falliti.
    Gli antidepressivi sono indicati nel suo caso ma non si aspetti un risultato immediato: ci vuole circa 1 mese per notare un miglioramento.
    Se accetta, può anche fare dei colloquio di sostegno con uno psicologo

  • Anna Zanon scrive:

    Buongiorno, purtroppo la sofferenza delle persone a cui vogliamo bene ci mette di fronte alla nostra impotenza.
    Vorremmo dare loro la serenità ma, in concreto, quello che si può fare è ben poco.. quel poco però è prezioso.
    Sono sicura che il suo appoggio, la sua empatia, il suo prendersi cura sono molto importanti per suo padre.
    Purtroppo suo padre entra in pieno nella categoria a rischio di depressione: età matura, mancanza di un legame sentimentale e problemi lavorativi, fortunatamente però si fa curare.
    Oltre all’ approccio farmacologico che richiede il suo tempo per fare effetto, sarebbe utile un appoggio psicologico.
    Se è possibile, può provare ad incoraggiare suo padre a non isolarsi e a trovare degli interessi che gli riempiano la vita.
    Le faccio i miei migliori auguri per tutto

  • Anna Zanon scrive:

    Cara Monica, il suo ragazzo prova una profonda depressione che esprime con questi comportamenti rabbiosi. Vivere con un defibrillatore è vivere in compagnia di un costante fantasma di morte ed è una condizione che provoca una fortissima angoscia che il suo ragazzo non riesce a gestire.
    Detto questo, lei deve giustamente mettergli dei limiti non accettando le sue mancanze di rispetto che non aiutano lui e che danneggiano la coppia.
    Se mi fa degli esempi più specifici, le posso dare dei suggerimenti più mirati..

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