Come aiutare una persona depressa

Come aiutare una persona depressa

La depressione è un disagio psicologico che interferisce significativamente sulle relazioni interpersonali della persona depressa: chi è depresso si sente solo e non amato anche quando è circondato da una rete di amici e familiari affettuosi . D’altra parte, poche cose possono incidere negativamente su un rapporto come una prolungata depressione.
Il depresso desidera ardentemente l’affetto degli altri ma stesso tempo tende a respingerli chiudendosi in se stesso oppure svalutando quello che gli altri
fanno per lui.
Spesso i familiari della persona depressa hanno la sensazione che più fanno meno il loro aiuto venga riconosciuto e apprezzato, anzi, il depresso, lungi dall’essere grato per le premure di cui è oggetto, sprofonda sempre di più nel suo stato depressivo.
In altri casi, il depresso può irritarsi verso la persona che cerca di aiutarlo sentendo che l’affetto che gli viene manifestato è troppo poco, troppo tardi e non serve a farlo guarire dal suo disagio.
Per tale ragione può succedere che le persone che vivono con un depresso, soprattutto se si tratta di una prolungata depressione, comincino a nutrire dei suoi confronti dei forti sentimenti negativi come rabbia, fastidio, impotenza esenso di colpa.
E’ bene non colpevolizzarsi per questi vissuti spiacevoli sapendo che sono assolutamente normali e che provano quanto sia importante la relazione con la persona depressa (di solito le persone con cui ci arrabbiamo di più sono quelle a cui vogliamo più bene).
Se invece  questi sentimenti non vengono riconosciuti apertamente e non vengono accettati si rischia di “agirli” diventando indifferenti e insensibili verso la persona che sta male.

Quali sentimenti attiva la relazione con il depresso?

Estraneità

Le persone depresse sembrano sperimentare un improvviso cambiamento di personalità: diventano negative, apatiche, indifferenti a tutto e a tutti,irritabili e sempre di cattivo umore.
I familiari del depresso sono spesso sconcertati da questo cambiamento e hanno l’impressione di non riconoscere più l’individuo distruttivo che ha preso il posto del loro caro.
E’ bene sapere che questo cambiamento è solo temporaneo e che una volta superato l’episodio depressivo il vostro caro ritornerà la persona che conoscete e amate.

Senso di colpa.

Il senso di colpa è un vissuto molto comune nella relazione con la persona depressa e più il legame è stretto (in particolar modo se si tratta di una relazione genitore –figlio) più il senso di colpa può essere intenso e
difficile da gestire.
Noi tutti tendiamo a sentirci responsabili del benessere delle persone che amiamo e, di conseguenza, ci sentiamo parzialmente responsabili della loro infelicità.
Questa convinzione si traduce nella sensazione di non fare abbastanza per aiutare e rendere felice la persona che sta male.
Purtroppo non è in nostro potere ridare alla persona che sta soffrendo la gioia di vivere e la fiducia nella vita, soprattutto se il depresso è un genitore.
La depressione è un disagio che dipende da un’interazione di cause psicologiche,biologiche e sociali e da eventi scatenanti (un lutto, la menopausa, un licenziamento, condizioni di vita sfavorevoli, ecc.).
Detto in altri termini: persona depressa sta male per una serie di motivi che hanno poco a che fare con noi e molto a che fare con il suo assetto psicologico e biologico.
Quello che si può fare è stare vicini alla persona che soffre, ma senza attribuirsi la responsabilità del suo malessere (a meno che il depresso sia stato gravemente danneggiato da un nostro comportamento).

Un vissuto di rifiuto

La depressione comporta un ripiegamento su se stessi e sui propri problemi, per questo motivo il depresso può ferire i sentimenti delle persone che gli stanno accanto senza nemmeno accorgersene.
Inoltre, la depressione è caratterizzata dalla diminuzione della capacità di provare amore e gioia: chi è depresso in modo grave non sente più niente verso le persone che un tempo gli erano care, ma l’amore viene sostituito da una profonda indifferenza verso tutto e tutti.
A volte il depresso si mostra irritabile e di cattivo umore e può far capire che la presenza di amici e parenti, lungi dall’essergli d’aiuto, gli da solo fastidio.
Per tutte queste ragioni, relazionarsi con una persona depressa può essere estremamente doloroso: il partner o i familiari del depresso si sentono respinti ingiustamente, non amati ed esclusi dalla sua vita.
Altre volte, invece, il depresso cerca continuamente l’affetto e l’attenzione di amici e parenti, chiamandoli a tutte le ore e sommergendoli con i suoi problemi senza alcun riguardo per le loro esigenze salvo poi svalutare
sistematicamente tutto l’aiuto che riceve.

Rabbia

La rabbia nei confronti di una persona cara che sta male è forse il sentimento più difficile da gestire.
Eppure i familiari di un depresso finiscono per provare molta rabbia ed arrivare quasi ad odiare il malato. La rabbia nasce dalla sensazione che il depresso si pianga addosso, facendo tragedie per piccolezze e che faccia poco oniente per stare meglio.
Bisogna capire che la persona depressa è in una condizione di grave sofferenza psicologica da cui non può uscire con la sola forza di volontà: la depressione paralizza la volontà e la capacità di agire.
La riluttanza a farsi curare è un altro aspetto della depressione.
Il depresso sente che il suo è un caso troppo grave, che nessuno può capirlo e aiutarlo e che qualsiasi tipo di cura
con lui non funzionerà.
Spesso il rifiuto delle cure, comune a molti depressi, può nascondere forti sensi di colpa che causano un bisogno di punizione.
Depressione e impotenza
Recenti ricerche psicologiche hanno evidenziato la tristezza tende ad estendersi alle persone che entrano in contatto con la persona depressa. In un certo senso la depressione è “contagiosa”: la relazione con una persona
depressa può risvegliare in cui la circonda delle tendenze depressive latenti peggiorando il loro umore. L’impotenza è un’altra sensazione che si prova nella relazione con un depresso: non si sa cosa fare, come aiutare qualcuno che sta male ma che allo stesso tempo respinge il nostro aiuto.

Che cosa fare e che cosa non fare con una persona depressa.

Non sdrammatizzare.

Evita le rassicurazioni facili del tipo: “Vedrai che ogni cosa andrà per il meglio”, evita anche di minimizzare o di sdrammatizzare. Anche se le intenzionisono buone, il depresso si sentirà non capito e si chiuderà ancora di più in se stesso.

Evita le prediche.

Meglio evitare anche le esortazioni all’ottimismo, o il classico consiglio di “tirarsi su”. Questi atteggiamenti, non sono solo controproducenti perché contribuiscono a colpevolizzare una persona che si colpevolizza già abbastanza di suo, ma sono anche perfettamente inutili. Dire ad un depresso di “tirarsi su” è come dire ad una persona con una gamba rotta di alzarsi e di camminare.
Non si ricorderà mai abbastanza che la depressione è disagio psicologico che annulla la capacità di volere e di prendere delle iniziative.

Cerca di essere empatico.

Un atteggiamento di ascolto, rispetto ed empatia è la soluzione che funziona meglio. Solo quando il depresso si sente ascoltato e capito, può cominciare a vedere la situazione in modo più obiettivo.

Informazioni e appoggio concreto servono più dei consigli

Le prediche e i consigli servono a poco, meglio invece informarsi su centri, terapie e specialisti per la depressione. Dal momento che la persona depressa è incapace di attivarsi da sola, noi possiamo giocare un ruolo importante nel suo processo di guarigione. Questo può voler dire dare un aiuto concreto: per
esempio, telefonare e accompagnare il depresso alla visita, ecc

Impara a dare dei limiti.

Stare vicini ad una persona depressa è difficile e frustrante. Alcuni depressi chiedono costantemente amore e attenzioni: ti trattengono ore al telefono, telefonano a tutte le ore del giorno e della notte, pretendono che tu sia
sempre a disposizione.
Nei casi più gravi, alcune persone depresse possono giocare inconsciamente la carta del ricatto emotivo: ti fanno capire che soltanto tu puoi salvarli dal suicidio e che basta un tuo gesto sbagliato per peggiorare le loro condizioni psicologiche e far loro commettere un atto irreparabile.
E’ importante non assecondare questi comportamenti della persona depressa ma imparare a porle dei limiti che l’aiuteranno a gestire meglio la sua condizione.
Di solito, una persona in uno stato depressivo tende ad affidare agli altri la responsabilità della sua vita e della sua felicità e in questo modo non attiva le sue risorse psicologiche.
Il messaggio che si deve trasmettere al depresso è anche se può contare sull’appoggio degli altri, la sua guarigione dipende da lui ed è lui in prima persona che deve attivarsi per stare meglio.

Proponi al depresso delle attività piacevoli e divertenti.

Un depresso non è di buona compagnia, o tace perso in tetri pensieri o ti affligge con interminabili monologhi sui suoi problemi. Per salvaguardare la tua e la sua salute mentale, non assecondarlo nelle sue elucubrazioni ma organizza attività ricreative e divertenti. Vai con il depresso a far shopping, a teatro,al cinema, in discoteca, in palestra, a fare una passeggiata, ecc.… Anche senon puoi aspettarti che il depresso partecipi con entusiasmo, il solo fatto di fare qualcosa di diverso dalla solita routine contribuirà a migliorare il suo umore.

Trova il tempo per ricaricarti

Star vicini ad una persona depressa può essere difficile e frustrante: più il legame è importante, più la relazione con il depresso può attivare dei vissuti intensi e dolorosi.
Pertanto è necessario imparare a “tutelarsi”, senza farsi assorbire totalmente dai problemi dell’altro e rispettando i propri limiti psicologici.
E’ importante prendersi degli spazi per sé per ricaricarsi, trovarsi delle valvole di sfogo, frequentare delle persone positive.
In questo modo si avranno le energie per aiutare la persona depressa

Usa la tecnica del paradosso.

Il depresso si lamenta? Non cercare di tirarlo su, mostrati invece più negativo di lui, parlando con toni di esagerato pessimismo della vita e dei rapportiumani. Alcuni psicologi di origine sistemica hanno utilizzato questa tecnicacon depressi non gravi, ottenendo dei risultati significativi. Quando lopsicologo si mostrava più depresso del paziente, in terapia si verificava un’inversione dei ruoli: il paziente cercava di consolare lo psicologo, e così facendo, il suo modo di vedere la vita cambiava radicalmente e il suo umore migliorava

 

Il presente articolo ha una valenza di carattere informativo.

Purtroppo, a causa dell'elevato numero di commenti e di lettere che ricevo tutti i giorni, non riesco a rispondere a tutti (come vorrei) e a farlo in tempi brevi. Inoltre le risposte ai commenti sono molto sintetiche, considerata anche la natura pubblica del sito web.

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68 risposte a Come aiutare una persona depressa

  • veronica scrive:

    salve…sono una ragazza di 17 anni con molti problemi vorrei parlare con uno spicologo per un’aiuto se e possibile…grazie

  • maria scrive:

    mio marito da circa 10 giorni è entrato in una crisi depressiva sta aletto e non partecipa solo quando vuole alla vita quotitidiana, usa una maschera con nostro figlio dicendogli che ha mal dischiena poi io devo cercare di tamponare tutto il resto.
    Come posso aiutarlo da circa 5 giorni prende il cipralex , farà effetto.
    Chiedo aiuto per non compromettere ulteriormente las situazione. Grazie

    • Anna Zanon scrive:

      Buongiorno, per darle dei consigli dovrei conoscere meglio la situazione. Penso che sia indispensabile che suo marito venga seguito e possibilmente non solo dal punto di vista farmacologico.
      Non sono un medico e non mi intendo di farmacologia ma so che gli antidepressivi neessitano di due o tre settimane per cominciare a fare effetto.

  • claudia scrive:

    Mio fratello ha 24 anni ed è sempre stato un ragazzo abbastanza riservato e poco allegro. Ha iniziato con gli attacchi di panico, probabilmente dovuti alla scuola…non ha mai voluto aiuto dai dott. e soprattutto dai medicinali.
    Adesso è da un anno che si cura con gli psicofarmaci ed è finito due volte nel reparto di psichiatria.
    Da quando si “cura” non è più mio fratello…Le pastiglie lo stanno distruggendo…e lui pensa di non essere più una persona normale.. e posso assicurare che non è così. Fa il programmatore e spicca nel suo lavoro..anche se ultimamente va poso a lavoro dato che sta sempre male…ha una fidanzata che per quanto gli possa voler bene non so se le starà vicino ancora per molto…prima aveva tanti amici che davvero gli stavano vicino……Ora nemmeno io so più cosa fare…so solo che lo vedo star male e ogni tanto delirare, vedo star male mia madre, e vedo strar male mio padre che è già invalido al 100%….
    Non sono le medicine che lo possono far star bene…ma nemmeno per uqalche ora…di questo ne sono sicura..
    Non so come aiutarlo…

  • ivan scrive:

    Ciao Anna, questo articolo mi è molto utile, la persona di cui provo forti sentimenti da un giorno all’altro sembra non mi voglia più, ha problemi in famiglia e brutte storie nella vita in generale…. Fino a domenica scorsa aveva solo occhi e tempo per me…. Ora mi ha detto che è un periodo brutto…. È diventata fredda, alle volte mi risponde male come se gli do fastidio!!! Mi preoccupa perché io vivo di lei, e non voglio perderla…. Però non mi permette di aiutarla, non mi racconta nulla, e non mi cerca neanche per parlare, come faceva fino ad una settimana fa!! Pensa solo a cose brutte, che l’amore non esiste, che il matrimonio è una falsa (perché i suoi non vanno d’accordo) e anche lei con loro…. Cosa devo fare??? Alle volte gli dico che mi spaventa, e che non voglio perderla, ma lei resta sul vago…. E mi dice di stare tranquillo…. Premetto che io e lei viviamo dista ti…. Studia a Cosenza… Io vivo a Milano!!! Leggendo questo articoli ho capito che anche lei è in uno stato di depressione, al 90% sono tutti sintomi che ha lei, e che ho io nei suoi confronti… Come il pensare che non mi voglia più, che con me è fredda, irritabile e sembra un’altra persona! Anna anche io ho una vita difficile, e una famiglia che è un disastro, lei è l’unica mia ragione di vita… Ma come posso aiutarla?? Hai scritto di tentare l’approccio nel essere più depressi di lei, per aiutarla? Potrei tentare di farlo??? Grazie :-(

    • Anna Zanon scrive:

      Buongiorno, conosco troppo poco la sua situazione per poterle dare un consiglio. Non so nemmeno da quanto tempo state insieme.
      Se la sua ragazza soffre di depressione dovrebbe cercare di convincerla a farsi aiutare da una persona competente. Lei può starle vicino con il suo amore se la sua ragazza glielo permette ed è questo l’unico aiuto che può darle. Capisco il suo desiderio di aiutarla, purtroppo però non si può fare da terapeuti della fidanzata/o. Mi permetto di fare un osservazione, mi perdoni se sono forse troppo diretta: lei vive di questa ragazza ma anche se è un grande amore una persona non può rappresentare tutto il suo mondo e la sua ragione di vita.
      Lei è sicuramente molto innamorato ma ho la sensazione che questo amore rappresenti anche una via di fuga da una vita difficile e insoddisfacente. Forse se lei si sentisse più tranquillo e più contento della sua vita, vivrebbe il suo rapporto di coppia in modo diverso..
      Sa, a volte cerchiamo di aiutare gli altri perchè diamo agli altri l’aiuto che vorremmo ricevere per noi stessi ma che non osiamo chiedere

  • LUCA scrive:

    ho 33 anni,sono sposato da 5 e fidanzati da 15. Abbiamo un figlio di 4.Appena nato ci ha fatto diventare matti tra i pianti,il non dormire assolutamente e la iper vivacità.Ora da qualche tempo è molto bravo.Mia moglie ha sofferto molto nei primi due anni di questa situazione.Io gli sono rimasto il più vicino possibile (lavoro permettendo ovviamente).Qualche mese fa,mi dice che non è più innamorata di me,non mi rinfaccia niente e rifarebbe tutto quello che ha fatto con me.Mi dice che mi vuole molto bene,sono un bravissimo marito,un ottimo padre,non le ho mai fatto mancare niente tanto meno attenzioni ed affetto.Non ha spiegazioni,non ha motivazioni,sa solo che non rpova l’amore che vorrebbe per me.E’ sempre stata riservata,chiusa e abbastanza apatica,i sui genitori sono separati da quando era piccola.Posso pensare ad una forma di depressione (sua mamma soffre di depressione)o effettivamente il ns matrimonio è finito?

    • Anna Zanon scrive:

      La situazione mi sembra complessa e sento che mi mancano molti elementi per comprendere quello che sta succedendo tra lei e sua moglie. Il mio consiglio è quello di cercare di capire meglio il malessere della sua sposa anche con l’aiuto di un terapeuta di coppia. L’amore non finisce da un giorno all’ altro, forse sua moglie si è sentita delusa in qualche modo rispetto al vostro rapporto e non è stata in grado di esplicitare nè a se stessa nè a lei le sue aspettative deluse. E’ anche possibile che sua moglie stia attraversando un periodo di depressione e che si senta intrappolata in una vita che non voleva, forse la maternità non è stata come se l’ aspettava, si sente schiacciata dalla stanchezza e dalle responsabilità e vuole separarsi per avere una nuova vita. Io le consiglierei di cercare di parlare con lei il più possibile, cercando di ascoltare, di capire, di scusarsi per eventuali mancanze commesse in buona fede. Le consiglierei anche una terapia di coppia

  • Giulia scrive:

    Sto fidanzata con un ragazzo da 10 mesi, lui 28 io 27 anni. finora la nostra storia andava bene,ma da circa 1 mese è diventato progressivamente cupo,triste,svogliato,muto e privo di energia,mi dice solo che si sente sempre affaticato e nn ha gli stimoli per fare niente.leggere l’articolo mi ha molti aiutato perche ho capito che non è colpa mia se è così e che posso solo stargli vicino in questo difficile momento,aspettando se vuole aprirsi con me e dirmi cosa si sente.vuol dire che solo con la mia presenza posso sperare che migliori…esatto?una depressione all’inizio di una storia puo pregiudicare tutto secondo lei?Ho paura che si dimentichi che è innamorato di me perche adesso niente sembra interessarli…..

    • Anna Zanon scrive:

      Purtroppo una depressione all’inizio di un rapporto può influire molto negativamente sulla storia..Anche se dieci mesi non sono pochi. Ma il suo ragazzo si sta facendo seguire da qualcuno? Sa, è molto difficile uscire da soli dalla depressione..

  • Giulia scrive:

    non si fa seguire da nessuno per ora,glielo ho proposto pero credo che è ancora nella fase che vuole cercare di fare da solo……è molto doloroso per me vederlo cosi perche mi allontana e non posso fare nente se non aspettare…mi sento molto rifiutata e non lo riconosco piu.provero a chiederli di nuovo se vuole un psicologo,pero in verita credo che non riconosce ancora di avere una parte interiore,lgli fa paura vedere cosa ha dentro.grazie per la risposta dottoressa

  • Ivale scrive:

    Aiutatemi….mio marito soffre di depressione co attacchi dj panico ….per il momento fa tutto sia lavorare cbe giocare a tennis ……ma il suo umore peggiora…..é in cura da u a psicologa da 8 mesi…..abbiamo 3 figlie …e io nn so piu come aiutarlo….datemi una risposta…

    • Anna Zanon scrive:

      Buonasera, comprendo quanto possa essere difficile la sua situazione ma deve avere pazienza: ci vuole tempo per guarire da una depressione e forse ci vogliono anche dei farmaci. Se la situazione di suo marito peggiora potrebbe prendere in considerazione la possibilità di farlo vedere da uno psichiatra e di iniziare una cura farmacologica.
      Nel frattempo cerchi di stare serena e cosi facendo aiuterà suo marito.

  • Mya scrive:

    Salve, sono fidanzata da 8 anni e circa 2 mesi fa Il mio ragazzo mi ha lasciato dicendomi che non mi amava più. Solo che tutto ciò è stato preceduto da mesi cupi, tristi, con lui che non capiva che aveva, si sentiva come bloccato nelle emozioni, mi diceva che non riusciva più a darmi il 100% di se stesso. Dopo circa un mese e mezzo è tornato dicendomi che mi amava, che stare lontano da me era come se era in prigione, che non riusciva più a far nulla. Tutto ciò accompagnato ad attacchi di panico, insonnia, chiusura in se stessi e quindi asocialitá totale. Io sono tornata con lui xkè lo amo profondamente e i primi giorni siamo stati benissimo come una volta, io non gli ho MAI fatto una colpa di quello che era successo anzi lo comprendevo dicendogli che sono cose che possono succedere. Ma ora dopo circa un mese è di nuovo caduto nel baratro. La cosa positiva è che di sua spontanea volontà si sta facendo aiutare da una psicoterapeuta (ha fatto 4 sedute x ora). Però ora verso di me si sta comportando nuovamente come prima ossia freddo, instabile, che vuole stare Solo… io cerco di stargki vicino ma non me lo permette molto.. come mi devo comportare?? Il mio desiderio più grande è cercare di aiutarlo… ma quale è il modo migliore? Mi dia un consiglio sincero x non perderlo ancora…Grazie

    • Anna Zanon scrive:

      Buongiorno, per darle un consiglio dovrei conoscere meglio la situazione del suo ragazzo. Mi sento solo di dirle di avere fiducia nel percorso terapeutico che ha iniziato. Bisogna solo avere pazienza e non aspettarsi risultati nel giro di poche sedute. Lei gli stia vicino come ha sempre fatto con affetto e comprensione..

  • delia scrive:

    Salve, sono una donna di 38 anni con la paura di perdere un caro amico. Lui mi allontana, mi respinge, dice che vuole starsene per conto suo, lontano da tutti. Mi ha parlato di attacchi di panico e non solo! Fa discorsi strani sembra un puzzle da ricostruire è come se ritornasse indietro nel tempo tirando fuori flash negativi di vita vissuta. Io, in quei delicati momenti, non faccio domande ma ascolto semplicemente, cercando di ricosturire il suo racconto, di assemblare ciò che lo tormenta. Premetto che il suo andare a ritroso nel tempo, lo fa da solo, all’improvviso, senza motivo.
    Spesso ho la sensazione che lui menta, che mi lasci credere che sia fuori per lavoro mentre sn convinta che lui sta sempre lì, chiuso in se stesso, con la paura di vivere. Inoltre non risponde al cellulare nè tantomeno ai messaggi e poi si fa vivo all’improvviso con i suoi : “Scusami.. scusami..”
    Altre volte( quelle rare volte che parla al cell) mi dice: “Mi viene il vomito… mi viene il vomito.. Credimi non sei tu. Sono io.. sono io.. Non cell’ho con te. Non sei tu, sono io!”
    Non sò cosa fare, non sono come aiutarlo, spesso gli si abbassano le difese immunitarie. Cos’ha il mio amico? Aiutami per favore.
    Grazie.

    • Anna Zanon scrive:

      Gentile Delia, non posso fare diagnosi via internet..tanto piu’ che la situazione del suo amico mi sembra piuttosto complessa. L’unica cosa che lei può fare, oltre a stargli vicino ( sempre se lui glielo permette) è cercare di convincerlo a rivolgersi ad uno specialista.
      Purtroppo altro non si può fare..

  • Eli scrive:

    Salve, sono una ragazza di 22 anni. Il mio ragazzo ne ha 25 e stiamo insieme da 5 anni. Lui studia per laurearsi in ingegneria, e fino ad un annetto fa era una persona positiva e con tanta voglia di fare, appassionato allo studio e a ciò che studiava. Da un annetto a questa parte, però, ha iniziato ad avere seri problemi con l’università, in particolare con un esame, e questo ha fatto sì che si trovasse fuoricorso di 2 anni, con 5 esami ancora da sostenere, compreso questo che non riesce a dare in nessun modo (non ha mai neanche provato). Lui è un ragazzo diligente e studioso, studia ore e ore al giorno, ma ora la maggior parte del tempo che passa sui libri è improduttiva perchè lui è nervoso e non riesce a concentrarsi. Nel frattempo i suoi amici e compagni di corso si sono laureati, ora sto per laurearmi anch’io e lui si sente un fallito. Non credo si tratti di depressione, perchè tutto sommato continua in una certa misura a coltivare i suoi interessi, e anche con me è sempre presente, il suo problema è il rapporto con lo studio, che gli causa una profonda tristezza e senso di fallimento. E temo che stia pian piano avviandosi verso quella strada. Io mi sento impotente, studio in un’altra città e ci vediamo una volta ogni due settimane, in alcuni periodi anche meno, e mi sembra di non poterlo aiutare. Anzi, più ci provo, più mi sento respinta. Quando stiamo insieme riesco a farlo distrarre e spesso anche a farlo sfogare, ritorna il ragazzo vitale di sempre. Ma poi torna a studiare, e il suo atteggiamento verso la vita torna ad essere negativo. Non so come comportarmi, qualsiasi cosa io faccia sembra quella sbagliata, voglio stargli vicina ma non so come farlo, provo a parlargli, a farlo ragionare, ma lui in questi casi si chiude sempre di più. Qual è l’atteggiamento giusto da assumere? cosa posso fare per fargli ritrovare interesse e fiducia nella vita? Non pretendo una diagnosi nè una cura, solo qualche piccolo consiglio per stargli vicino al meglio

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Elisabetta comprendo bene il senso di impotenza che prova, il dispiacere che prova nel vedere cosi il suo ragazzo e capisco anche che si senta ferita e respinta.
      Purtroppo quello che lei può fare e’ ben poco: il suo ragazzo avrebbe bisogno di aiuto per uscire dalla sua situazione di impasse con lo studio. Lei può stargli vicino con il suo amore e cercare di convincerlo a parlare con qualcuno del suo problema.
      Che cosa significa la laurea per il suo ragazzo? Molti studenti brillanti non riescono a laurearsi perche’ inconsciamente temono questo traguardo, hanno paura di non riuscire nel mondo del lavoro e/o inconsapevolmente si ribellano ad una strada che magari hanno scelto piu’ per soddisfare le aspettative dei genitori che per un loro autentico desiderio…

  • ADRIANA scrive:

    Buongiorno Dottoressa, scrivo per mia figlia Giulia di 20 anni. E’ da circa 1 anno che Giulia vive di alti e bassi e nonostante i molti amici con cui esce, si sente sola e, come dice lei, vuota e inutile. Io temo che tutto questo si sia accentuato con la scelta univeritaria, facoltà molto impegnativa a cui ha deciso lei di iscriversi senza alcuna forzatura da parte mia e di mio marito. Tant’è che abbiamo fatto l’immatricolazione un pò in ritardo proprio per darle modo di riflettere. Ora non capisco se questo potrebbe esssere l’effetto o la causa, nel senso che ha difficoltà ad affrontare gli esami perchè non ha nessuno stimolo oppure si è resa conto che la scelta è sbagliata e si deprime vivendola come un fallimento. Le abbiamo detto che nessuno la obbliga a continuare, lei ora si stà trascinando affondando sempre più in queste problematiche, ma lei risponde che non saprebbe che altro fare e vede nero davanti a sè. Ha anche parlato di morte e questo mi sconvolge. Quale deve essere il nostro atteggiamento per aiutarla? Altra cosa che la fa star male è la mancanza di un ragazzo: a 13 anni ha avuto il suo primo amore che è andato avanti x 3 anni tra lacrime e litigi. Poi altri 2/3 approcci nel corso degli ultimi anni ma senza seguito. Lei dice che è difficile trovare qualcuno di interessante. Ho anche pensato che la sua depressione possa venire da incertezza sulle tendenze sessuali ma mi ha risposto che non è cosi. Mi dia un consiglio, La prego.
    Adriana C.

    • Anna Zanon scrive:

      Buongiorno, dalla sua lettera mi sembra di intuire che lei e’ riuscita a creare un rapporto di fiducia e di confidenza con sua figlia davvero buono.
      Purtroppo temo che questo non basti e che sua figlia abbia bisogno di farsi seguire da qualcuno. E’ molto provabile che Giulia stia male ma non conosca, come spesso, capita le vere ragioni del suo malessere. Lei in quanto mamma e’ in un certo senso troppo vicina a lei per poter avere un punto di vista obiettivo come potrebbe fare uno specialista.
      Le consiglierei quindi di convincere Giulia a farsi aiutare..
      La saluto con affetto

  • ADRIANA scrive:

    La ringrazio tantissimo, seguirò il Suo consiglio sperando di incontrare un bravo/a professionista. Se il contesto lo consente, potrebbe indicarmi qualcuno su Bologna? In ogni caso grazie.
    Adriana

  • iolanda chiappini scrive:

    buongiorno dottoressa,il suo articolo mi ha finalmente aperto gli occhi sul perchè la mia vita di coppia sta diventando un incubo.il mio compagno(entrambi abbiamo 32 anni) ha un atteggiamento apatico,non frequenta amici,non vuole mai uscire insieme a me e la nostra bambina di 2 anni,gli da fastidio se gli pongo le domande più semplici oppure ho voglia di raccontargli la mia giornata.mi dice sempre che parlo troppo.non mi ascolta,non parla.non ho mai sentito uscire dalla sua bocca un complimento mentre è sempre pronto ad offendermi ed umiliarmi quando non gli va bene qualcosa(cioè tutto). è irascibile,ha scoppi d ira frequenti.non ha mai desiderio sessuale,non mi cerca,non mi abbraccia,non mi coccola.evita ogni tipo di evento “mondano”.avevo sempre attribuito questo suo atteggiamento un pò al carattere un pò al fatto che fa uso regolare di cannabis da sempre.essendo coetanei diciamo che lo conosco da sempre!è sempre stato un soggetto piuttosto solitario ma era simpatico e in sua compagnia si rideva sempre!da fidanzati è cambiato qualcosa.lui diceva che nessuno poteva aiutarlo a risolvere i suoi problemi(non ho mai capito quali) e più cercavo di aiutarlo più mi allontanava finchè ho deciso di non insistere più nel volerlo aiutare.ci divertivamo insieme e quando voleva sapere essere molto affettuoso.il sesso andava bene.arrivata nostra figlia è cambiato tutto.lui mi accusa di avergli rovinato la vita perchè non era pronto a fare il padre ma ha un rapporto esclusivo con sua figlia.le vuole bene e la asseconda sempre senza sgridarla mai.ma il nostro rapporto si distrugge sempre più.ho notato che quando non ce la faccio più e faccio”la voce grossa” più di lui riesco a gestirlo per un po di tempo.a volte penso che non mi ama più o non gli piaccio più io.cosa posso fare?

    • Anna Zanon scrive:

      Buongiorno, ho letto la sua lettera con molto dolore e comprensione. So che non e’ facile per una donna innamorata sentirsi dire certe cose ma voglio aiutarla e quindi spero mi perdonerà per quello che le dirò. Da quello che mi racconta, temo che il suo compagno non soffra solo di depressione ma abbia un disturbo della personalità.Gli sbalzi di umore, gli scatti d’ira improvvisi, il consumo regolare di cannabis in una persona adulta, le umiliazioni che le infligge..tutti questi potrebbero essere sintomi di un disturbo della personalità.
      A prescindere da tutto il suo compagno sta molto male, e il modo in cui la tratta non dipende da lei o da una mancanza di sentimenti nei suoi confronti ma dal suo malessere interiore.
      Lei non può far niente per aiutare il suo compagno se non convincerlo a farsi curare: i problemi del suo partner sono seri e senza un aiuto specialistico non può farcela.
      Se vuole salvare il suo rapporto e salvare la sua autostima deve porre la cura come condizione per continuare a stare insieme.
      Se il suo compagno si rifiuta, cerchi aiuto per se’ : anche lei soffre in una situazione cosi..
      La saluto con affetto

      • iolanda chiappini scrive:

        la ringrazio molto per avermi dedicato il suo tempo.sarà difficile convincere il mio compagno a curarsi ma mi solleva il fatto che io non sono la causa del suo malessere.è già qualcosa!!

  • Giuseppe Bob scrive:

    Buonasera Dottoressa.
    Sono molto preoccupato per la mia ragazza.
    Ha 17 anni, la sua migliore amica si è dovuta trasferire dall’altra parte del mondo, io sono in un’altra città, in famiglia non le va bene niente (tutti litigano e si urlano addosso quotidianamente), la scuola non la soddisfa visto che studia tutto il giorno e ha risultati non eccelsi, non ha più nessuno che le dia un sostegno da vicino, non ha amici, passa le giornate in casa senza fare nulla.
    Tutti questi fattori hanno sviluppato in lei una sorta di chiusura verso chiunque e un disinteresse generale verso tutto ( anche verso le cose che prima la appassionavano come il pianoforte).
    Ha sviluppato una forma di depressione che a me ( pur non essendo un esperto) sembra abbastanza grave.
    Si sente inutile, non mangia, pensa spesso alla morte.
    Io cerco di fare il possibile per aiutarla ma il senso di impotenza che deriva dalla nostra lontananza mi porta ad assumere atteggiamenti variegati a seconda della situazione.
    Dice di essere serena solamente quando sono con lei ( ed è così), e che sono l’unica cosa bella ma lontana nella sua vita.
    Perde la pazienza quando cerco di farle capire che dipende tutto da lei e che l’immobilismo non porta a nulla.
    Ho paura che possa fare gesti azzardati ogni qualvolta qualcosa tra di noi non va.
    Non so come comportarmi ne cosa fare.

    • Anna Zanon scrive:

      Posso dirti che la tua ragazza e’ stata fortunata a trovare un ragazzo come te che si interessa sinceramente a lei?
      Anche a me la situazione sembra da non sottovalutare: la tua ragazza ha bisogno di aiuto.
      Devi convincerla a parlare con i suoi genitori di come si sente, di farsi seguire da uno psicologo o almeno di chiedere un colloquio con la psicologa della scuola.
      Dille quello che hai detto a me, e falle capire quanto sei preoccupato per lei: forse troverà la motivazione per farsi aiutare.
      Fammi sapere come si evolve la situazione

      • Giuseppe Bob scrive:

        grazie mille dottoressa,
        parlandole poco fa si è rifiutata, ma non in modo deciso, lavorandoci credo che otterrò qualcosa

  • ettore scrive:

    Salve dottoressa io ho 41 e sono preoccupato per mia moglie che ognitanto si sente depressa .Si sono alcuni periodi che lei alterna rabbia e tristezza e affronta la vita sempre con mentalita’ negativa ,avvolte dice che e’ stanca e si sente vuota ogni problema che si verifica in famiglia invece di trovare la soluzione tende a alimentare il problema .Noi andiamo molto d’accordo e ci amiamo ma se non sono io ad avere delle iniziative di qualsiasi genere lei non si propone mai. Il suo lavoro non la soddisfa sopratutto economicamente e questo si riperquote sul badget familiare di cui lei si sente responsabile.Poi ultimamente nostro figlio di 11 anni ha problemi a scuola per quando riguarda lo studio e il comportamento in classe e loro due vivono un rappoto di grande conflitto ritengo che questa sia la causa della situazione scolastica del bambino perche’ se lui studia con me riesce ad appredere e capire cosa c’e’ da fare, mentre con lei si distrae non l’ascolta ,il risultato e’ punizioni urla .Forse questo piu’ che una richiesta di un consiglio e’ uno sfogo ma mi piacerebbe sapere cosa ne pensa e ad indirizzarmi una soluzione grazie .

    • Anna Zanon scrive:

      Buongiorno, credo che potrebbe consigliare a sua moglie qualche colloquio con uno psicologo o con un counselor per cercare di capire la vere ragioni della sua insoddisfazione e capire come gestire meglio il quotidiano.

  • Noemi scrive:

    Salve, sono Noemi ho un grosso problema pultroppo a luglio al mio ragazzo gli hanno levato la patente dovendo fra l’ altro pagare una somma di denaro che non sa neanche come fare. Tutto questo e stata la scusa che l’ ha fatto ricadere in depressione. Lui non ha mai avuto una vita facile , ha subito il divorzio dei suoi genitori quando era piccolo che e stata la consegueza di alcuni suoi errori che l’ hanno segnato a vita. Ha frequentetato persone sbagliate che lo facevano spacciare e pultroppo l’ hanno arrestato, appena e uscito si e ritrovato solo senza amici e con tutta la sua famiglia contro. Per 2 mesi non e potuto uscire di casa senza potersi sentire con nessuno e li e caduto.in depressione per ben la 2 volta, la prima e stata causata dal divorzio. lui prendeva dei farmaci tanto tempo fa ma ora ci accorgiamo che non servono a molto. Io non so cm aiutarlo sopratutto perche mi fa stare.malissimo con i suoi atteggiamenti . Ha 5 mesi che non usciamo e io x stargli accanto o perso tutti i miei amici. A volte mi viene l’ idea di lasciarlo non perche non lo amo ma x perché mi fa stare male anche a me. Mi rendo conto che non sono capace di sopportare tutto questi , ma poi non lo faccio perche penso che lo.potrebbe danneggiare ancora di piu. La prego mi dia un consiglio perche io non ce la faccio piu.

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Noemi, purtroppo i problemi del tuo ragazzo mi sembrano molto seri e penso che oltre ai farmaci avrebbe bisogno di farsi seguire da un bravo psichiatra. Qualcuno che oltre a prescrivergli farmaci, lo ascolti e gli dia un supporto psicologico.
      Avete provato a rivolgervi ai servizi sociali? Magari vi possono consigliare qualche associazione che aiuta le persone appena uscite dal carcere.
      Capisco che la situazione sia veramente pesante per te, proprio per questo hai bisogno di qualche valvola di sfogo: se stai male tu, come farai ad aiutarlo?
      Se continui cosi rischi di esaurirti tu e di non poter essere d’aiuto a lui..Non so se lavori ma riprenditi la tua vita: non restare chiusa in casa, riprendi a vedere gli amici.
      Mi chiedo se sia il ragazzo giusto per te: so che lo ami ma ti fa stare malissimo con i suoi atteggiamenti. L’amore non dovrebbe far soffrire! Dovrebbe essere un sentimento che ti cambia la vita in meglio e non qualcosa che ti rovina la vita e ti fa rinunciare agli amici e alle cose che ami.
      Se hai il timore che lui possa farsi del male, allontanati da lui poco a poco..in modo da dargli il tempo di abituarsi ad una separazione.
      La situazione, mi rendo conto, non e’ facile e tu avresti bisogno di qualcuno che ti stia vicino e ti dia forza: perche’ non rivolgersi ad una psicologa? Credo che potrebbe aiutarti in questo momento cosi difficile..

  • Noemi scrive:

    Grazie del suo consiglio comunque lui e consapevole che io non sto.bene con lui, perché si ricinosce come ormai e diventato. Ne abbiamo parlato e mi ha detto che secondo lui per guarire deve. Stare solo, sperando che prima o poi gli mancherà qualcuno per lui importante capendo che sta perdendo tutti ma secondo lei e una. Soluzione che può dargli sei risultati? Io o paura che lui così peggiori solo.la soluzione. La prima persona che non vuole ne vedere e ne sentire sono io. Ma secondo lei la sta usando come scusa per lasciarmi oppure forse effettivamente la mia presenza per adesso è troppo pressante per lui? Non capisco! Per favore mi aiuti a capire come la pensano queste persone che soffrono di depressione riguardo il lato affettivo della sua vita! Grazie.

    • Anna Zanon scrive:

      Non lo so se sia una scusa per lasciarla oppure se lui sente di non aver niente da offrirle. Ma penso che purtroppo lei debba prendere atto che il vostro rapporto cosi non può funzionare e che continuare cosi fa male a tutti e due…

  • Roberta scrive:

    Salve, a settembre ho conosciuto un ragazzo super simpatico, pieno di vita! Abbiamo cominciato a vederci anche se ci separano una cinquantina di km! Entrambi entuisiasti, forse piu’ lui di me visto che avrebbe desiderato subito un ti amo che non mi sentivo di dire. Mi confida da subito tutti i suoi problemi passati, alcol droga e dice di averli superati e infatti lo vedo alla grande, attivita’ fisica non beve non fuma. Po un bel giorno mi chiama che sua madre gli ha fatto un tso e si ritrova per quindici giorni in un ospedale psichiatrico…troppa dopamina dicono troppo allegro e lo rirmpiono di fatmaci per buttarlo giu. Quando esce dall’ospedale carico di quei farmaci lo lasciano andare a casa in moto fa un incidente si rompe due costole ed e’ costretto a star fermo. Da la ‘ parte la depressione….prima gli hanno dato farmaci per buttatlo giu’ e adesso per tirarlo su….non ci capisco piu’ niente…voleva grandi cose con me ora e’ apatico triste e non si riesce a far l’amore non so se per la depressione o per i fsrmaci. Certe volte mi dice sei il mio unico raghio di sole! Vorrei aiutarlo ad uscire da quedto circolo vixioso e finalmente poter vivere la nostra storia iniziata da poco ma per quanto io abbia la positivita’ nel dna non riesco a vedere sta felivita’ che sarebbe super meritata! Help me e grazie a chi vorra’ leggermi! Buona domenica

    • Anna Zanon scrive:

      Buongiorno, dalle poche righe di una mail non è sempre possibile capire una situazione complessa come quella che lei mi descrive.
      Temo però che il ragazzo che frequenta abbia dei problemi psicologici piuttosto gravi: non si fa un TSO senza un motivo grave solo” perchè uno è un pò troppo allegro”.
      Forse il suo ragazzo soffre di disturbo bipolare che consiste nell’ alternarsi di gravi momenti di depressione ad altri di eccessiva euforia.
      Queste persone possono essere molto affascinanti e quando sono in ” buona” sono le persone più simpatiche e piene di vita del mondo.
      Però è solo una faccia della medaglia e lei l’altra faccia non la conosce ancora bene.
      Le dico questo perchè lei mi sembra innamorata e giustamente vede solo il positivo ma il suo ragazzo è una persona molto problematica.
      Lei può decidere di starci lo stesso ma sappia che non sarà facile e che il rapporto non potrà darle la felicità che sogna..

  • Clara scrive:

    Buonasera, sono in totale crisi e spero di ricevere un supporto. Sto con un uomo da 2 anni, ma da circa due mesi non mi vuole più vedere, dice di non amarmi e cattiverie varie, ma io so che in realtà non è così, perché pur litigando ogni tanto, il nostro era un amore da far invidia. Ma cosa posso fare se ha chiuso ogni tipo di rapporto con me? Io sto bene, io so che quello che c’è tra noi e’ davvero speciale.. Aiutatemi..

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Clara, purtroppo in queste situazioni c’è poco da fare: bisogna sempre rispettare la decisione dell’altro, qualunque essa sia.
      Sulle poche righe di una mail non è possibile farsi un idea di una situazione nè capire che cosa sia successo: come psicologa ti posso solo dire che la depressione non può spiegare un cambiamento cosi radicale di atteggiamento nei tuoi confronti..

  • nn scrive:

    Questo post è meraviglioso!
    Fino a poco fa ero depresso, dopo averlo letto ho riacquistato il buonumore.

    In particolare, questi due passaggi sono stati fondamentali:
    “Dire ad un depresso di “tirarsi su” è come dire ad una persona con una gamba rotta di alzarsi e di camminare”
    “Quando lo psicologo si mostrava più depresso del paziente, in terapia si verificava un’inversione dei ruoli: il paziente cercava di consolare lo psicologo…”

    Penso che leggere queste frasi farebbe sorridere qualsiasi persona depressa! :D
    Scherzi a parte (ma anche no), consiglio a qualsiasi depresso di leggersi questo articolo per ritrovare il buonumore. :)

  • michela scrive:

    Salve,
    grazie per il suo articolo, io e mio marito ci siamo sposati da pochissimo, già da prima aveva problemi con il suo lavoro (moltissime pressioni) e credo che senta molto il peso della responsabilità. temo stia entrando in depressione perché al lavoro fa fatica a ottenere risultati (e inizia a temere di “non essere più bravo”: lavora da pochi anni per questa multinazionale): io invece sono certa che il problema non sia lui, piuttosto la situazione difficile e anche l’azienda che è molto disorganizzata e pensa agli interessi di pochi. Ma a parte questo, vorrei evitare che entrasse in una depressione peggiore e vorrei poter fare qualcosa per farlo stare meglio… il fatto è che non è da lui: non è mai stato depresso, tutt’altro, è sempre stato sicuro di sé e delle proprie capacità, piuttosto di solito ero io quella che provava sconforto per la precarietà ecc… ora sembra che i ruoli si siano capovolti. Pensa sia meglio attivarsi subito per un sostegno psicologico? in fondo è da quando ha cambiato lavoro che lo vedo un po’ in crisi, di certo negli ultimi mesi la cosa è peggiorata…

  • picci scrive:

    Buongiorno! Sono picci, ho 23 anni e sono fidanzata da un anno e mezzo. Ho un problema con il mio ragazzo, lui ha 31 anni, e volevo chiedere qualche consiglio. Lui ha una bassissima stima di stesso, ha perso la madre quando aveva 20 anni e il rapporto non proprio roseo con la famiglia non lo aiuta affatto. Senza contare i problemi economici che si ritrova a dover affrontare, e purtroppo viviamo in un posto dove non ci sono situazioni di svago x noi giovani, siamo un po isolati e viviamo una vita molto monotona. Lui é proprietario di un bar e praticamente passiamo tutte le nostre giornate li dentro. Purtroppo lui ha un brutto “vizio”: quando è arrabbiato o quando si sente più giù del solito si attacca all’alcool. Non è un alcolizzato ma ho paura e non so come aiutarlo, ho provato a parlarci ma la sua risposta è stata: io lo so che mi fa male ma non me ne frega! E questa sua risposta mi ha preoccupata ancora di più perche mi ha fatto rendere conto che lui non si ama nemmeno un po. Io lo amo da morire e vorrei aiutarlo ma non so come comportarmi. Può darmi qualche consiglio? La ringrazio in anticipo

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Picci, penso che i problemi del tuo ragazzo siano piuttosto seri e che da solo non riesca a risolverli: ha bisogno d’aiuto.
      Il mio consiglio può sembrarti drastico ma io continuerei a stare con lui solo se si fa curare.
      Tu non puoi salvarlo e rischi invece di “affogare ” con lui

  • Stefano scrive:

    Salve, sono St…. 38 anni sposato 2 figlie 5-2 anni. ho problemi con mia moglie e siamo in piena crisi da circa un anno. A seguito di particolari giornate di stress (con i figli e lavoro ci sono) scoppia, ha degli attacchi d’ira e scarica tutte le colpe su di me insultandomi e non solo … in genere capita che per un banale episodio mi accusa che non la capisco al volo, non la riesco a calmare, così si degenera alza la voce e le mani. quando succede non la riconosco è letteralmente un animale verbalmente e fisicamente poi dopo 2 o 3 giorni di sfogo … si calma e si continua con la quotidianità . già sono stato da Psicologi prima 2 sedute con una e 3 con un’altra ed entrambi dopo che gli ho raccontato gli episodi delle liti probabilmente mi hanno detto che “anche lei ha le sue colpe” e qualche problema nella gestione della rabbia.chiedo aiuto, la voglio bene ma sono sempre più stanco di queste situazioni, fra l’altro lei non accetta la condizione di andare da qualcuno poichè si sente forte, con gli attributi .. e dice che il problema sono solo io, io non nascondo che sto pensando di andare via di casa poichè mi sto indebolendo molto fisicamente e psicologicamente ma non lo vorrei fare vorrei risolvere questa situazione ma non so come fare.

    • Anna Zanon scrive:

      Gentile Stefano, mi sembra che le crisi di rabbia di sua moglie non siano dovute alla depressione ( le consiglio di leggere il mio articolo ” Mi arrabbio e ti offendo: la sofferenza nascosta dietro alla rabbia). E’ chiaro che sua moglie ha delle fragilità ma le urla abbondano in una coppia in cui c’è poco dialogo. Forse sua moglie urla perchè non si sente ascoltata con attenzione e le sue urlate sono estremi tentativi di farsi ascoltare.
      Forse lei, quando vede sua moglie agitata per qualcosa, cerca di spiegarle che sta esagerando o cerca di sdrammatizzare? Il mio consiglio, prima di arrivare ad una soluzione drastica come la separazione, è cercare di parlare con sua moglie e di capire le ragioni della sua insoddisfazione.
      Se mi fa un esempio dei vostri litigi, posso darle una risposta più mirata

  • Luca scrive:

    Buongiorno,

    la mia compagna, con la quale convivo da un paio d’anni, soffre di ansia e attacchi di panico da 16 anni, dopo la nascita dell’ultimo figlio.

    Da parte mia ho cercato di affrontare la cosa forse nel modo sbagliato incitandola a reagire, cercando di farla distrarre dal problema affrontando diverse situazioni, ma ho ottenuto l’effetto contrario.

    Ultimamente, oltre all’uso di farmaci, è tornata ad abusare, a mio avviso, di alcol. Il mio tentativo di fargli notare l’errore ha scatenato in lei una sorta di autodifesa, nega in continuazione, e anche se gli effetti dell’alcol (che assume solo a cena) si notano benissimo a fine giornata, con evidente senso di disagio da parte mia.

    Ho cercato di esporre la cosa ma nulla, si sente (magari a ragione) accusata e giudicata, mentre il mio intento è solo quello di farla ragionare.Aggiungo che ha un rapporto morboso con i figli che spesso la spinge a sodomizzare i problemi derivanti dal loro atteggiamento a volte poco consono ma che in alcuni casi ne sembra addirittura compiaciuta.

    Tutto questo ora sta mettendo il nostro rapporto in crisi. Come posso aiutarla ad affrontare il suo problema senza peggiorare la cosa?

    Grazie!

    • Anna Zanon scrive:

      Buongiorno, purtroppo le persone che soffrono di una dipendenza negano a se stessi e agli altri il loro stato ma minimizzano e pensano di poter smettere quando vogliono.
      La soluzione migliore se la sua compagna rifiuta di farsi aiutare, è quella che si faccia aiutare lei.
      Io le consiglierei di frequentare l’associazione ALANON per familiari di alcoolisti anonimi. http://www.al-anon.it
      Credo che questa associazione possa darle il supporto emotivo e le indicazioni che le servono per poter gestire questa difficile situazione

  • samy scrive:

    Buonasera Dottoressa. Io vivo ormai da diversi mesi in una situazione di forte stress e ormai sono così stanca che non so più che fare. Mio marito ha iniziato più di un anno fa dicendomi che non sapeva si mi amava ancora, poi nei mesi passava da uno stato di amore a una di indifferenza totale nei miei confronti. Poi ad un certo punto mi ha detto che forse stare un po da solo gli avrebbe fatto bene per ritrovare se stesso e noi come coppia. Così da qualche mese non vive più qui ma continua a venire, a stare con me, a dirmi e provarmi che mi ama…….ma poi ad un certo punto cambia uomore, è strano, freddo e distante e io cado in una tristezza infinita perchè non so più cosa fare o come comportarmi con lui. Non ha avuto una famiglia unita ed è sempre stato solo, l’unico amore era quello per la madre che è venuta a mancare qualche anno fa. Quando ci siamo conosciuti lui era il classico ragazzo bello e maledetto, sa un po misterioso e irragiungibile. Ma poi abbiamo iniziato a stare insieme e lui si è aperto con me in un modo che non mi aspettavo. Ora lo guardo e m sembra non riconoscere niente di ciò che conoscevo e mi sembra arrabbiato, triste e rassegnato. Dice che si sente vuoto, che a volte sente di non provare nessun sentimento, tranne che per i suoi figli. e’ in cura da uno psicologo ma secondo me lui soffre di depressione. Se cerco di parlare con lui di questo si chiude ancora di più e io non so che fare. Vorrei andare con lui in terapia ma sembra volermi tenere fuori dalla sua vita e io sto arrivando ad un punto che vorrei mollare, ma lo amo tanto e sono ancora qui. Dice che vuole tornare a casa, ma solo quando avrà concluso il suo percorso di rinascita in modo da non ritrovarsi così tra un anno…..lo fa per noi e per la nostra famiglia e io mi chiedo, sarà vero? Grazie per aver ascoltata

    • Anna Zanon scrive:

      Buongiorno, mi scusi se ho tardato a risponderle. Non saprei davvero che cosa consigliarle, anche perchè ho l’impressione che suo marito non le dica tutto. Forse è attratto da un altra donna?
      E’ successo qualcosa nella sua vita che può averlo mandato in depressione? La morte di un genitore, un fallimento lavorativo?
      Lei non può fare molto se non mostrarsi amorevole e presente, rispettando al contempo il suo bisogno di spazio..

  • LAURA scrive:

    salve, sono disperata, ho un figlio di 17 anni depresso, che però non vuole andare da uno psichiatra perché dice di stare bene, di non aver bisogno di nessuno perché la sua depressione dipende dal fatto che non gli piace la sua vita, non si piace lui stesso, odia noi genitori e ritiene che se la sua vita fosse diversa, in un’altra famiglia, starebbe bene. Intanto io e mio marito siamo le sue vittime, non riusciamo a relazionarci a lui né con le buone, né con le cattive, altrimenti minaccia di suicidarsi. Intanto non sta studiando, non sa che vuole fare nella vita, dice solo : “lasciatemi stare, meno vi vedo e meglio è”. Come possiamo e cosa dobbiamo fare, come dobbiamo comportarci di fronte a questa situazione?

    • Anna Zanon scrive:

      Buonasera,
      le consiglierei di chiedere un consulto al Minotauro (www.minotauro.it). Questo centro è specializzato in adolescenti in gravi situazioni di crisi con particolare attenzione alle problematiche depressive e suicidiarie.

  • francesca scrive:

    Salve.
    Sono fidanzata da qualche mese con un ragazzo,lui ha 21 anni e penso sia in atto una ricaduta in depressione ,ha preso per anni degli antidepressivi ed ha seguito una cura con degli specialisti per uscire dalla depressione. Adesso hanno interrotto i farmaci ma penso che lui stia nuovamente male.
    Voglio aiutarlo ma non so come fare,lui mi dice che ha bisogno di me,che mi vuole sempre accanto e se non ci sono si sente solo e sta male,non mangia,non si alza dal letto..io provo a stargli vicino ma non é facile,anche perché devo conciliare a lui il resto della mia vita e dei miei impegni.
    Spero risponda presto e mi aiuti a stargli vicino.

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Francesca, è molto importante che il suo ragazzo si curi..Senza farmaci non può stare e da quello che mi racconta non è solo depresso ma ha una personalità molto fragile e ha assolutamente bisogno di aiuto specialistico .
      Lei non deve stargli accanto 24 h su 24 perchè si esaurirebbe. Gli stia pure vicino ma non cada nella trappola di annullarsi per lui in un rapporto malato.

  • elena scrive:

    ho letto l’articolo ma non ho trovato la soluzione che cercavo.. ascoltare ed essere comprensivi è prioritario ma secondo me col tempo questo porta ad un vicolo cieco, nel senso che lui continua a ripetere sempre le stesse cose ( siamo arenati) e non sembra ci sia un’ombra di un lieve progresso anche di lieve natura.. appoggi l’altro ma di fatto questo non lo aiuta in alcun modo.. facendo riferimento alla mia esperienza(ho sofferto di depressione) cerco di dirgli le cose che ho capito nel tempo e che mi avrebbe fatto comodo sapere a quel tempo, neanche questo sembra funzionare, lui semplicemente non crede che le cose possano mai prendere una qualche sorta di piega positiva.. non so che fare.. mi sento usata come valvola di sfogo d’emergenza e ho l’impressione che il mio intervento sia del tutto inutile.. Non c’è la confidenza necessaria per fare qualcosa insieme per svagarci perché ci conosciamo da pochissimo e anche se facciamo volontariato insieme parliamo prevalentemente per via telematica.. vorrei esserci per lui, ma non so come fare, qualche consiglio?

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Elena, purtroppo stare con un depresso è una cosa che ci fa toccare con mano il nostro senso di impotenza: si può solo stargli vicino e consigliargli un aiuto specialistico ma non si può fare di più. Attenzione a non parlare solo dei suoi problemi e della sua depressione alimentando una sorta di rimuginazione depressiva che lo aiuterebbe e che finirebbe per affaticare lei.

  • Lorenzo scrive:

    Per noi che soffriamo di attacchi di panico e ansia, io sono venuto a conoscenza di quest’evento gratuito, lo trovate su facebook qui https://www.facebook.com/events/509721482499146/?pnref=story .
    Dobbiamo cercare ovunque stimoli e consigli che ci aiutino a stare meglio e questa conferenza secondo me è una buona occasione. Almeno, io intendo sfruttarla e trarne il massimo!

  • Francy scrive:

    Questo articolo mi ha colpito tantissimo e mi e tanto di aiuto,sono anni che io sospetto che mia madre vive in depressione da anni,io ho avuto sempre un bellissimo rapporto con lei ma da qualche anno lei è cambiata,nn voleva più uscire,aveva dei mal di testa forti invalidanti,chiunque viene acasa gli da fastidio,pure il mio ragazzi ma nn voleva essere curata continuando a dire che stava bene,dopo tanti anni sono riuscita a convincerla di andare da un neurologo che dopo vari esami di cui la risonanza magnetica(dove nn è risultato niente)quindi gli ha fatto capire che il suo mal di testa e malessere possa essere legato ad una depressione,io da un anno che nn riesco più a gestirla e mi ritrovo in tutti gli atteggiamenti di mia madre sopra indicati,ho provato tante volte a parlare con lei,ma nn sono riuscita a convincerla di rivolgersi ad una psichiatra,io la voglio aiutare ma nn è facile sento che lei è diventata dipendente da me,ma nello stesso tempo ha un atteggiamento di rabbia e insoddisfazione verso di me come se più faccio è più nn basta….ho paura di nn riuscire a starli accanto elerje ogni giorno diventa più ingestibile e mi fa stare male anche a me perke mi sento in una situazione di invalidità…..il nostro rapporto sta peggiorando sempre di più e penso di aver bisogno di aiuto anche io per poterli stare vicino

  • lucia scrive:

    ciao io chiedo solo di parlare con qualcuno per capire che cosa ho che non va…e la prima volta che chiedo aiuto a qualcuno che non conosco…perché sono passati anni ma il mio malessere c e sempre basta una minima cosa anche futile che mi fa soffrire tanto…grazie

  • Michael Riso scrive:

    Superati da qualche anno i cinquantanni sopravvivo da anni con lavori non continuativi. Sempre lavori brevi mai più di un anno. Avevo un lavoro a tempo indeterminato ma a seguito della “spontaneità” mi hanno spostato di reparto in reparto fino a quello considerato il reparto punitivo. Ho sempre contestato l’ingiustizia così dopo alla fine mi hanno messo tra i primi in Cassa Integrazione (CIG) e mi ci hanno lasciato per dieci anni. Sette di CIG e tre di mobilità.

    Nella vita di coppia lei invece ha sempre avuto lunghi contratti che lasciava solo x passare a condizioni migliori. Con la perdita della tranquillità lavorativa io ho cominciato a perdere sempre di più l’intesa a letto. Quindi sono passato non consciamente a rifiutare, x evitare l’incontro. Lei mi propose x svagarci di fare un corso di ballo ma io ho rifiutato perché non sono bravo ad andare a ritmo o nella coordinazione ed odio quelle situazioni dove invece tutti ti osservano e ti incitano a migliorare. Mi ha chiesto se potevamo andare insieme in palestra. Anche li ho declinato l’invito. Le lezioni di ginnastica a scuola le saltavo. Mi vergognavo a spogliarmi x fare la doccia ed odiavo il gioco di squadra dove quando spesso sbagliavo i miei compagni di squadra per un po della lezione mi odiavano.
    Adesso se ne vien fuori con un corso di sopravvivenza che fa bene a ritrovare l’armonia di coppia. Qui arriva il crollo. Non mi interessa dormire in una tenda, dover aver freddo, non avere un gabinetto, una doccia. I corsi di sto tipo vengono svolti con ogni tempo. Mentre ai miei precedenti rifiuti il dialogo riprendeva dopo qualche gg. adesso è passato un mese è l’aria è rimasta malata. Si esprime a monosillabi. Non c’è più dialogo. Il corso l’ho rifiutato anche xché tra gli organizzatori fondatori c’è un suo ex atletico, prestante, preparatore atletico, assertivo uno di quelli che vanno nelle ditte per migliorare il climax aziende.

    Egli è sposato, di successo, ha 5 ..6 figli sembra solare. Io non avendo mai avuto lavori stabili ed essendo in conflitto con i miei genitori (se non forzato non sarei andato al funerale di mio padre) non ho mai pensato di avere qualcuno a cui lasciare i figli e di conseguenza non ne ho voluti avere.

    Quindi nel tempo mi ha ribadito più volte che questa mia scelta che lei per amore ha accettato le ha precluso di essere donna completamente fino a diventare madre. Fino ad un mese fa dice che mi vede ripiegato su me stesso, che non cerco neanche lavoro e che per strada cammino fissando il marciapiede. La menopausa sta distruggendo quel che non si era già distrutto tra di noi.

    Quando mi ha detto che avremmo potuto iscriverci ad un corso di sopravvivenza lite per persone ageè li ho perso il controllo. Non ho nessuna mascolinità da difendere ma ho detto un sacco di cose di cui mi pento circa il suo ex. Che lei ha ammirazione per uno vincente che vende tutto di se stesso come la miracolosa ricetta del vivere bene, che dice che il mondo è rovinato da coloro che non perseguono la pace e l’equilibrio. ” i depressi rovinano il paesaggio” (per prendere in giro la frase di qualcuno che diceva che i cipressi rovinano il paesaggio, ricordando con la loro presenza i cimiteri) mi fa venir voglia di dargli un pugno sul naso.

    “Mai penserei che il lavoro di squadra mi faccia star meglio perché sono scoordinato, non rispetto il tempo, sono casinista e in tutto ciò sono peggiorato col tempo” Lei piangendo mi dice che avrei dovuto dirglielo prima e non mistificare tutti i miei errori trovando sempre un capro espiatorio.
    Che stare con uno convinto perdente ha danneggiato la sua vita. Lei che è talmente innamorata del tango e sudamericani che ha venduto tutti un centinaio di dischi rinfacciandomi 20 anni dopo che ascoltarli di nascosto le pesava ma avrebbe dovuto capire anche da ciò che uno che non si stima finisce x logorare la stima più granitica anche di chi gli sta vicino.

    Nulla fa più male che uno stronzo che propone corsi x la coppia abia dato avvio ad una rottura. Fra qualche giorno lei si trasferisce in un monolocale che avevamo affittato per anni e che aveva ereditato.

    Lo stronzo si troverà 4 gomme tagliate. Sono talmente incapace che mi son cercato in rete come tagliarle meglio. Firmerei come i “degonfié” parigine che tagliano le gomme degli inquinanti suv.

    ps
    Mai col Riso (Michael Reeso) era come mi apostrofava mio padre nelle cartoline che scriveva dalle vacanze. Quando è crepato le ho bruciate una ad una. Mio padre aveva una fiorente attività con vari punti vendita che ha ereditato mio fratello minore. Nel testamento mi ha lasciato soldi vincolati che potrò avere fra 10 anni. “affinché non mi diverta troppo subito dopo che è morto”

    • Anna Zanon scrive:

      Caro Michael, capisco quanto si senta arrabbiato, ferito e frustrato ma non credo che tagliare le gomme del suo ” rivale” possa farla sentire meglio e soprattutto non credo che sia una soluzione costruttiva per la sua situazione.
      Cerchi di mettersi dal punto di visto della sua compagna che proponendole questi corsi , cercava di ravvivare un rapporto di coppia diventato pesante e insoddisfacente. Ha trovato un no in tutto..Capisco che queste iniziative non fossero di suo gusto ma in un rapporto bisogna anche avere la capacità di mediare, di venire incontro all’altro magari facendo qualche sacrificio.
      A volte significa condividere le passioni dell’ altro..Credo che la sua compagna abbia sentito che lei era troppo ripiegato sui suoi problemi, aspettative deluse e rancori per avere la minima disponibilità per fare qualcosa per lei.
      Ha mai pensato di andare da uno psicologo? Questo carico di rancore che lei ha le sta rovinando la vita!

  • Selene Ciaba scrive:

    Salve, questo articolo mi ha colpito molto così come le tante esperienze e i consigli qui riportati.
    Ho 25 anni e sto con un ragazzo di 32 da circa 2 anni. Ci siamo conosciuti come molti ragazzi della nostra età, per mezzo di amici in comune, a una festa. Quando lo conobbi aveva tanta voglia di fare, di divertirsi, era propositivo seppur molto restio sui rapporti e sui sentimenti. Fin da subito mi fece intendere di essere sfiduciato sull’amore e sulle relazioni in generale (amicizia, amore ecc…) e lo ostentava cercando di essere sfuggente e sempre molto freddo, estremamente sincero e ribadendo che noi non eravamo niente. Tuttavia sono sempre stata abituata ad andare oltre, filtrava da qualche spiffero che questo suo atteggiamento fosse un muro per proteggersi da non si sa cosa e che in realtà, fra i due, quello che forse aveva più paura fosse lui. Così è stato. Le cose sono andate avanti e nonostante facesse fatica ad aprirsi e a fidarsi, con non blande scene di gelosia, la storia proseguiva, finchè successe un evento credo traumatico per lui: ha perso il lavoro di una vita, il lavoro dei suoi sogni, e si è ritrovato a ripiegare sull’azienda di famiglia. Da quel momento è stato tutto amplificato. Mi ha incolpato di avergli rovinato la vita, di averlo allontanato dai suoi amici, di averglieli rubati con i miei modi di fare più espansivi e solari dei suoi (a dire suo), di averlo solo preso in giro e sfruttato, e mi lasciò, in malo modo, con parole offensive sulla mia integrità morale e concludendo il tutto dandomi della donna dai facili costumi senza alcun fondamento. Non sembrava più la persona buona che avevo conosciuto, tant’è che rischiai anche di prendere delle botte. Mi sono messa silenziosamente da parte continuando a fare la mia vita, come avevo sempre fatto, essendo una ragazza che ama la libertà e la sua indipendenza e che non incentra la sua vita solamente sulla coppia, dandogli il mio addio con parole dolci e augurandogli il meglio nonostante per come mi aveva trattata forse non lo meritava e augurandogli di non smettere di cercare le vere ragioni della sua infelicità perchè quando avrebbe realizzato che volevo solamente dargli amore sarebbe stato troppo tardi . Si rese presto conto che senza di me le cose non erano migliorate e che forse non tutte le sue disgrazie erano dipese da me, anche se ammetterlo era troppo. Dopo 3 mesi, quando iniziò a balenare nella sua testa che potevo aver trovato un’altra persona mi ha ricercato, in modo ossessivo, minacciando di tirarsi da un ponte perchè ormai che mi aveva persa, per colpa sua, la vita non aveva più senso. era vero, io avevo appena conosciuto un altro ragazzo ma non ci pensai due volte a lasciar perdere una frequentazione così prematura per riprovarci con lui a patto che le cose sarebbero state diverse dal primo anno. inizialmente così sembrava ma da lì è iniziato il vero tracollo. Venuto a conoscenza della frequentazione (che per me non aveva nessun valore sentimentale, anche perchè fu troncata veramente sul nascere) avuta poche settimane prima di tornare con lui ricominciò ad accusarmi di essere una persona senza valori, di non volergli bene e non sapere cosa volesse dire amare qualcuno. A questi sbalzi di rabbia seguivano scuse sentite, pianti disperati perchè non riusciva a capire cosa gli fosse preso per arrivare a dirmi tali cattiverie, insomma gli sembrava di non controllare il suo corpo. Ho buttato giù anche questa volta, per fortuna svagandomi in altri modi, perchè a questo si aggiunse una fobia sociale. E’ più di un anno che non usciamo di casa, o meglio che non lo facciamo insieme e nel momento in cui cerco di proporre qualcosa la risposta è categorica “se vuoi uscire lo capisco, senti le tue amiche, io non me la sento”. Tutto questo inizia ad essere difficile ed estremamente pesante, anche se cerco di farglielo percepire il meno possibile. L’unica cosa positiva è stata spingerlo ad andare da uno psicologo. Ci va da due mesi e forse è troppo presto per pretendere dei risultati, ma sembra che questa scelta la viva più come un sacrificio per accontentarmi che come una cosa sentita ovvero un aiuto a se stesso. Vivendola come sacrificio non si sforza nel fare altro perchè già ha fatto quel passo, quindi la sua parte l’ha fatta, e sembra che aspetti che il suo psicologo arrivi a cambiare le cose. Ho provato a fargli capire che lo specialista gli fornisce degli strumenti ma lui deve metterli in pratica se vuole cambiare qualcosa e soprattutto se non vuole che questo rapporto vada a rotoli. Non so davvero cosa fare perchè spronandolo ho paura di fargli pesare il suo problema ma credo che anche assecondarlo sia sbagliato perchè è come far diventare un problema la normale amministrazione. Io per fortuna ho delle amiche con cui uscire e non i infastidisce nemmeno uscire da sola ogni tanto, ma ci sono troppe cose che mancano, troppi limiti e sembra di vivere in una bolla di sapone con lui, non inseriti in un contesto, in una società….non abbiamo esperienze da ricordare, cose da condividere, modo di confrontarci e viverci in una realtà diversa da quella fra 4 mura. Cosa posso fare?
    Grazie in anticipo…

    • Anna Zanon scrive:

      Cara Selene, mi scuso in anticipo se quello che sto per dirle le sembrerà troppo duro. Perdere il lavoro è un trauma per tutti ma che non giustifica la reazione del suo ragazzo. Una reazione così può essere indice di una personalità fragile e poco equilibrata che incolpa gli altri per i suoi problemi, per non dire di peggio. Trovo poi preoccupante che al posto di vederla come un alleata , abbia visto in lei una nemica e peggio ancora sia stato sul punto di picchiarla.
      Purtroppo le terapie con le persone che hanno questo tipo di problematica richiedono tempi lunghi e i risultati sono solitamente modesti. Io credo che non ci siano i presupposti per costruire niente con questo ragazzo. Se lei continua la relazione, deve sapere che sarà una relazione difficile e instabilee episodi così e anche peggiori si verificheranno ancora

  • Anna Zanon scrive:

    Buonasera, purtroppo perdere il lavoro è uno dei fattori che possono scatenare la depressione. Per la maggior parte degli uomini il lavoro è l’identità, quello che gli dà valore agli occhi degli altri. Senza lavoro si sentono inutili, dei falliti.
    Gli antidepressivi sono indicati nel suo caso ma non si aspetti un risultato immediato: ci vuole circa 1 mese per notare un miglioramento.
    Se accetta, può anche fare dei colloquio di sostegno con uno psicologo

  • Anna Zanon scrive:

    Buongiorno, purtroppo la sofferenza delle persone a cui vogliamo bene ci mette di fronte alla nostra impotenza.
    Vorremmo dare loro la serenità ma, in concreto, quello che si può fare è ben poco.. quel poco però è prezioso.
    Sono sicura che il suo appoggio, la sua empatia, il suo prendersi cura sono molto importanti per suo padre.
    Purtroppo suo padre entra in pieno nella categoria a rischio di depressione: età matura, mancanza di un legame sentimentale e problemi lavorativi, fortunatamente però si fa curare.
    Oltre all’ approccio farmacologico che richiede il suo tempo per fare effetto, sarebbe utile un appoggio psicologico.
    Se è possibile, può provare ad incoraggiare suo padre a non isolarsi e a trovare degli interessi che gli riempiano la vita.
    Le faccio i miei migliori auguri per tutto

  • Anna Zanon scrive:

    Cara Monica, il suo ragazzo prova una profonda depressione che esprime con questi comportamenti rabbiosi. Vivere con un defibrillatore è vivere in compagnia di un costante fantasma di morte ed è una condizione che provoca una fortissima angoscia che il suo ragazzo non riesce a gestire.
    Detto questo, lei deve giustamente mettergli dei limiti non accettando le sue mancanze di rispetto che non aiutano lui e che danneggiano la coppia.
    Se mi fa degli esempi più specifici, le posso dare dei suggerimenti più mirati..

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